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Dancu ana

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Economia Italiana

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Dancu ana

  1. 1. Economia Italiana
  2. 2. Membro del G8, organizzazione che raggruppa i sette paesi maggiormente industrializzati del mondo più la Russia, l'Italia rappresenta la sesta potenza economica del pianeta per Prodotto interno lordo nominale assoluto, dietro Stati Uniti, Giappone, Germania, Cina, e Francia. Per quanto concerne il Prodotto interno lordo pro capite, l'Italia si pone su scala mondiale alla 21a posizione per PIL pro capite nominale (12a nell'Unione europea) e alla 27a per PIL pro capite per potere d'acquisto (13a nell'Unione europea), ponendosi nel contempo al quinto posto per valore delle esportazioni e al settimo per quello delle importazioni effettuate nell'anno 2007. L'Italia, secondo i dati del 2009, è la settima nazione più ricca al mondo, davanti alla Russia e dietro al Regno Unito (il PIL italiano aveva superato quello inglese nel 1987, un evento noto agli italiani come "Il sorpasso");l'Italia è anche il terzo contribuente dell'Unione europea, ed il sesto per le Nazioni Unite Introduzione
  3. 3. L'economia italiana è ormai fortemente orientata verso il settore dei servizi (terziario e quaternario), che nel 2006 hanno rappresentano quasi i 2/3 del PIL prodotto. Il tessuto produttivo dell'economia è formato in prevalenza di medie e piccole imprese: quelle di maggiori dimensioni sono gestite in gran parte dalle famiglie fondatrici e, in taluni casi, da gruppi stranieri. Il modello di public company, impresa a capitale diffuso gestita dal management piuttosto che dalla proprietà, è poco diffuso. A causa della mancanza di importanti giacimenti, la maggior parte delle materie prime e il 75% dell'energia devono essere importati. Nella prima metà del Novecento sono stati comunque scoperti alcuni giacimenti petroliferi, in particolare nella Val d'Agri, in Basilicata, il cui reale sfruttamento, tuttavia, è cominciato solamente a partire dagli anni ottanta. Oggi i giacimenti lucani forniscono oltre il 10% del fabbisogno nazionale. Durante lo scorso decennio, l'Italia ha perseguito una rigida politica fiscale per far fronte alle richieste dell'Unione economica e monetaria dell'Unione europea, e ha tratto beneficio dai tassi più bassi di inflazione e di interesse. Tuttavia, problemi come l'evasione fiscale, l'elevato debito pubblico (103,7% del PIL ) e, nel Mezzogiorno, la malavita organizzata, continuano ad ostacolare un sano e più robusto sviluppo dell'economia nazionale. Il Paese ha aderito all'euro nel 1999, sostituendo la lira a partire dal 2002 (1 euro = 1.936,27 lire) .
  4. 5. Saldo del conto delle partite correnti italiano in percentuale sul PIL (1980-2007) - DATI FM I
  5. 6. Anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 OIL a prezzi di mercato 1.191.056,7 1.248.648,1 1.295.225,7 1.335.353,7 1.390.539,0 1.429.935,0 1.486.935,0 1.546.017,0 1.567.641,0 1.520.347,0 PIL ai prezzi di mercato per abitante 20.917,0 21.914,9 22.660,7 23.181,3 23.191,6 24.390,9 25.200,9 26.040,8 26.204,1 25.237,2 Di seguito la tabella che riporta il PIL ai prezzi di mercato, espresso in milioni di euro, prodotto in Italia dal 2000 al 2009:
  6. 7. A partire della Seconda guerra mondiale, l'Italia ha conosciuto profondi cambiamenti economici, che da Paese ancora per molti versi arretrato, con un reddito pro-capite pari solo al 36% di quello statunitense ed il 42,2% della popolazione impiegata nell'agricoltura ancora nel 1951, l'hanno portata a diventare una delle maggiori potenze industriale. Il progressivo ridimensionamento del settore primario (agricoltura, allevamento e pesca) a vantaggio di quello industriale e terziario (in particolare, nel periodo del boom economico) si è accompagnato a massicce migrazioni interne, dal Meridione del Paese verso le aree industriali del centro-nord, ed oggi anche dall'esterno. La fase di industrializzazione è arrivata a compimento negli anni ottanta, quando è cominciata la terziarizzazione dell'economia italiana, con lo sviluppo dei servizi bancari, assicurativi, commerciali, finanziari e della comunicazione. L'economia italiana è la settima al mondo per prodotto interno lordo, ma la decima a parità di potere d'acquisto. L'Italia è classificata come Paese industrializzato, sebbene presenti caratteristiche sue proprie che la rendono diversa dalla media degli altri Paese del G8, dell'Unione Europea e dell'OCSE. È inoltre un Paese fortemente orientato al commercio esterno, essendo sesta al mondo per valore delle esportazioni e settima per valore delle importazioni. L'industri italiana è dominata da piccole e medie imprese (PMI), per lo più di tipo manifatturiero, mentre le grandi imprese sono molto poche. Si tratta del cosiddetto dualismo industriale. Di recente, le PMI sono state messe sotto pressione dalla crescente concorrenza proveniente dai Paesi emergenti, sopratutto quelli dell'Asia orientale (Cina, Vietnam, Thailandia), che proprio sul settore manifatturiero hanno puntato per il loro sviluppo, grazie al basso costo del lavoro. Le imprese italiane hanno reagito in parte internazionalizzando la produzione o de localizzandola in Paesi in via di sviluppo, in parte puntando su produzione di qualità. Inoltre, il sistema economica italiano soffre di molte rigidità che ne limitando la competitività. Tra queste l'elevata pressione fiscale, l'enorme debito pubblico e la scarsa flessibilità del mercato del lavoro. Per alcuni economisti anche la frammentazione delle impresse è un freno alla crescita.

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