AFORISMI GENIALIdi William Shakespeare
© 2002 Copyright 2002 by Carl William BrownI° Edizione Maggio 2002Associazione Culturale “Daimon Club”www.daimonclub.itISB...
AFORISMI         GENIALI   di William Shakespeare  Scelti e curati da Carl William Brownper l’Associazione Culturale Daimo...
Dedicato ai miei genitori chemi hanno sempre sopportato!
UN BREVE PROLOGO                                               7             Un breve prologoQuesto non intende essere un ...
8                              AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREre che le ha scritte William Shakespeare; non tutte ...
UN BREVE PROLOGO                                               9mondo vengono rappresentate le sue creazioni ed i suoi te-...
10                            AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREqualunque, che potete del resto sempre trovare anche ...
SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO                                   11                    Shakespeare                   e il suo ...
12                             AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARErebbe al grande bardo un’origine tutta italiana. Il ...
SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO                                   13citata è molto affascinante e per questo ho ritenuto oppor-...
14                             AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARE    Ci sono comunque dei capisaldi nella sua produzi...
SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO                                 15losofico, veramente saggio e indipendente. Se gli altri ap-pu...
16                              AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREviltà e ed il servilismo, il coraggio e la dignità,...
LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE                             17               La reputazione di                 ShakespeareLe...
18                              AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREre, se il folle pensa seriamente di essere saggio, ...
LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE                               19  Dreaming is an act of pure imagination, attesting in allme...
20                            AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREch in my opinion, and there’s Tristam Shandy, not to ...
LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE                             21   Single-mindedness is all very well in cows or baboons;in an...
22                            AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREarmy into battle. The plays by Shakespeare are not by...
LE OPERE                                                  23               Le opere       di William ShakespeareLa lista s...
24                       AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARE     1599–1600   Twelfth Night     1600–1601   Hamlet     ...
AFORISMI GENIALI                                          25             Aforismi geniali“È dubbio”, ha scritto Samuel Joh...
AFORISMI GENIALI                                             27                               1Brabantio: thou art a villa...
28                                            William Shakespeare                             7Teseo. Mi chiedo se anche i...
AFORISMI GENIALI                                           29                             13La morte è il nulla.          ...
30                                             William Shakespeare                              19L’amante, il pazzo ed il...
AFORISMI GENIALI                                             31                            26Il mondo intero è un palcosce...
32                                              William Shakespeare                              33Il bello è brutto, e il...
AFORISMI GENIALI                                             33                             39Eretico è colui che accende ...
34                                               William Shakespeare                               45Noi siamo della stess...
AFORISMI GENIALI                                           35sia, è il letargo: insipida, sorda, sonnolenta, insensibile:u...
36                                           William Shakespeare                            57La moltitudine, quello stupi...
AFORISMI GENIALI                                        37Appena nati noi piangiamo per essere venuti in questogrande teat...
38                                             William Shakespeare                              70Le sue idee sono come du...
AFORISMI GENIALI                                          39                              75Pericolosa fra tutte è la tent...
40                                              William Shakespeare                              81O insopportabile, cupo ...
AFORISMI GENIALI                                           41                           88L’onore è solo un blasone buono ...
42                                            William Shakespeare                             95Come l’indigestione è madr...
AFORISMI GENIALI                                          43                           102I piccoli dolori, vedo, vengono ...
44                                             William Shakespeare                            109Un veleno si può usare co...
AFORISMI GENIALI                                            45                             116Non ho fatto alcun male. Ma ...
46                                            William Shakespeare                            123Il mondo non è che una par...
AFORISMI GENIALI                                             47                            129Da stracci sbrindellati fan ...
48                                             William Shakespeare                            135Non giudicate, perché sia...
AFORISMI GENIALI                                           49                               141Meglio sarebbe s’io fossi d...
50                                               William Shakespeare                              146La corte, il matrimon...
AFORISMI GENIALI                                            51                             151Gli uomini migliori, così di...
52                                             William Shakespeare                             156Quando le mie azioni ape...
AFORISMI GENIALI                                            53                           161Sfido la dannazione. Sono giun...
54                                           William Shakespeare                           166L’oro farà adorare le squame...
AFORISMI GENIALI                                            55                            171Io non ho la malinconia dell’...
56                                             William Shakespearegiunare come uno a dieta; a vegliare come chi ha paurade...
AFORISMI GENIALI                                               57                           181E perché dunque Cesare dovr...
58                                               William Shakespeare                              187Intorno a me voglio u...
AFORISMI GENIALI                                            59                            193Oh come sono poveri coloro ch...
60                                             William Shakespeare                            200Per prima cosa, ammazziam...
AFORISMI GENIALI                                              61                             207Ho fatto scempio del tempo...
62                                            William Shakespeare                             214Buona notte, buona notte!...
AFORISMI GENIALI                                            63                         221Vivi per essere la meraviglia e ...
64                                           William Shakespeare                           228Fai maturare la tua ammirazi...
AFORISMI GENIALI                                         65                           235Essere saggio e amare eccede le c...
66                                             William Shakespeare                             242Il folle pensa seriament...
AFORISMI GENIALI                                        67                           250Non si è ancor mai vista donna bel...
68                                             William Shakespeare                            257Non c’è nulla che sia buo...
AFORISMI GENIALI                                         69                             265La colpa è così piena d’ingenua...
70                                            William Shakespeare                            272Quando il valore toglie al...
AFORISMI GENIALI                                           71                           279Quando i diavoli vogliono sping...
72                                             William Shakespeare                             285Sono le stelle, le stell...
AFORISMI GENIALI                                          73                            292Il discernimento è la parte mig...
74                                           William Shakespeare                            300Gli ospiti non invitati spe...
AFORISMI GENIALI                                             75                          308Come mi accorgo, la commozione...
76                                            William Shakespeare                            314La gloria è simile a un ce...
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78                                                William Shakespeare                              326È gloria del tempo p...
AFORISMI GENIALI                                           79                             332Sono la vendetta e qui mi man...
80                                             William Shakespeare                             338Godiamoci questo carneva...
AFORISMI GENIALI                                             81                            345Uno scettro strappato con la...
82                                             William Shakespeare                            352Se un piede va in cancren...
CONCLUSIONI                                                 83                  Conclusioni“Quanto deve stare un uomo sott...
84                             AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREriconoscerebbe per quanto Shakespeare ci ha cambiato...
CONCLUSIONI                                                   85lascito della mia associazione culturale, infatti spero se...
86                              AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREte, che anche il mondo del business nella sua essen...
CONCLUSIONI                                                   87disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza delle car...
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Aforismi Geniali di William Shakespeare a cura di Carl William Brown by The Daimon Club Organization.

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  1. 1. AFORISMI GENIALIdi William Shakespeare
  2. 2. © 2002 Copyright 2002 by Carl William BrownI° Edizione Maggio 2002Associazione Culturale “Daimon Club”www.daimonclub.itISBN 88-87911-16-9
  3. 3. AFORISMI GENIALI di William Shakespeare Scelti e curati da Carl William Brownper l’Associazione Culturale Daimon Club www.daimonclub.it I LIBRI DEL “DAIMON CLUB”
  4. 4. Dedicato ai miei genitori chemi hanno sempre sopportato!
  5. 5. UN BREVE PROLOGO 7 Un breve prologoQuesto non intende essere un saggio su William Shake-speare anche perché conosco sin troppo bene quella frasedi W. Hazlitt che recita: “Se desideriamo conoscere la forzadel genio umano dobbiamo leggere Shakespeare. Se voglia-mo constatare quanto sia insignificante l’istruzione umanapossiamo studiare i suoi commentatori.” Non che io nonapprezzi il lavoro di critica letteraria di tanti autori, soltan-to che questo scritto costituisce una creazione di tutt’altrogenere. Questo piccolo libretto infatti vuole solo essere unomaggio alla grandissima abilità linguistica di Shakespeare,al valore del suo stile e della figuralità del suo linguaggio.C’è poi da considerare il fatto che avendo scritto anch’io informa aforistica ben più di 8000 frasi e riflessioni su quasiogni aspetto dell’esistenza, dal potere dell’autorità, alla stu-pidità di ogni umana vanità, ho da sempre apprezzato inmaniera considerevole molte delle citazioni del nostrogrande poeta drammaturgo e così ho pensato bene di dedi-cargli appunto questo tributo. Inoltre questa raccolta di massime tratte dall’opera om-nia di Shakespeare vuole anche essere un operetta origina-le, da leggersi magari come un piccolo racconto surrealisti-co o come uno strano, ma pungente flusso di coscienza delnostro autore, mediato dalla sintesi del sottoscritto. Nontroverete pertanto, come negli altri libri di massime, ildramma, la commedia o la poesia da cui le citazioni sonostate extrapolate, ma per il momento vi dovrà bastare sape-
  6. 6. 8 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREre che le ha scritte William Shakespeare; non tutte del re-sto, infatti molte provengono da un’antichità più lontana,ovvero dalla nostra tradizione classica, greca e romana. La cosa che conta invece è che il lettore si renda contodi come il potere, l’autorità e di conseguenza la stupiditànon debbano spaventare o intimidire lo spirito libero dellacreatività, anche perché un vero artista è abituato a convi-vere con il dolore e recita con William: “Lascia che ti ab-bracci, amara avversità, perché i saggi sanno che è la cosapiù saggia da fare.” È la vecchia tematica dello scontro esi-stenziale tra reale ed ideale che da sempre lacera i cuori e lementi di tanti autori, ma questo non è il momento di ap-profondire un simile discorso e per chi ne volesse sapere dipiù potrà sempre visitare la mia associazione su Internet alseguente indirizzo www.daimonclub.it dove troverà diversomateriale per decifrare meglio il mio pensiero ed il miostile. Nella sua opera Shakespeare ha affrontato tutte le tema-tiche esistenziali, dalla vendetta alla pietà, dalla violenzapiù crudele all’amore più sublime, dall’arroganza più bana-le alla tragicità più fatale, e lo ha fatto con una strabiliantemaestria di linguaggio, proprio quel linguaggio che ha for-giato queste massime e che ha dilettato ed ammaestratomolti degli autori che sono venuti dopo di lui. Il conflittotra la realtà e l’apparenza, tra l’ingordigia della stupida au-torità e l’ingenua speranza della bontà hanno reso immor-tali le sue opere, peraltro quasi tutte ispirate da trameprecedenti e già presenti in diverse fonti letterarie. L’analisi delle passioni e dei sentimenti umani, le specu-lazioni sulla natura umana e sui suoi desideri di felicità, lacritica del potere e la speranza di poter comunicare attra-verso i secoli hanno reso la sua arte immortale ed è perquesto che i suoi pensieri ed i suoi scritti sono giunti sino anoi vivi più che mai. Ogni giorno infatti in tutti i teatri del
  7. 7. UN BREVE PROLOGO 9mondo vengono rappresentate le sue creazioni ed i suoi te-sti sono così rimasti vitali ed inossidabili alle inclemenzedel tempo e della morte. Tornando al potere dobbiamo rilevare che nelle operedi Shakespeare questo argomento è espresso quasi semprecome abuso di potere, come avidità e tirannia dell’umanavanità, come passiva accettazione di una balorda legge na-turale. Shakespeare critica e sbeffeggia in modo pesante lavile cortigianeria, la falsa umiltà, e la prepotenza della folliadel potere, ma rimane convinto che non possono esserci“lupi senza pecore, né leoni senza cerbiatti.” Shakespeareinsomma condanna sia chi esercita il potere, sia chi lo su-bisce troppo passivamente ed in pratica il suo stile come ilsuo pensiero in più di un’occasione fanno capo ad un’idea-le ed anarchica, ma forse impossibile, sete di giustizia e li-bertà. E questa libertà, seppure magari solo letteraria il poetala raggiunge con la propria fantasia. Così con i propri idea-li e la propria penna si appresta a combattere il più temibi-le di tutti i tiranni, l’oblio. Il suo sogno di durare oltre iltempo e di tener testa alla morte e al disfacimento del pro-prio essere si fa sempre più forte e con il passar dei secoli sidimostra anche sempre più vitale, anche se alla fine ancheil più grande poeta di tutti i tempi dovrà purtroppo o perfortuna arrendersi a quel nulla universale che tutto ingoia. E così, memore dei suoi sogni, anch’io, che da sempreho condiviso le sue idee sul potere e sull’esistenza, conden-sando i miei pensieri in diverse migliaia di aforismi, hopensato bene di legare il mio legittimo desiderio di potercomunicare un po’ di più con il mondo a questo piccolo li-bretto, che in fin dei conti non è che un modesto e genui-no stratagemma per farmi un po’ di pubblicità grazieall’aiuto di uno dei massimi scrittori della letteratura mon-diale. Abbiamo così non una semplice raccolta di massime
  8. 8. 10 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREqualunque, che potete del resto sempre trovare anche informe diverse e persino più complete sia su carta sia con-sultando l’intero corpus dell’autore ormai disponibile informa libera su internet, ma un messaggio più profondoche rimanda alla mia essenza più intima ed al mio testa-mento spirituale e letterario che peraltro riporterò alla finedi questo libretto e che potrete sempre approfondire visi-tando il mio sito su internet, o magari leggendo le prossi-me pubblicazioni della nostra associazione.
  9. 9. SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO 11 Shakespeare e il suo tempoSecondo le normali biografie Shakespeare nacque in In-ghilterra a Stratford-on-Avon nell’aprile del 1567, in queiluoghi frequentò la locale Grammar School, si sposò a cir-ca 18 anni e alcuni anni dopo andò a Londra, dove diven-ne un attore ed un drammaturgo molto famoso. Egli morìnell’aprile del 1616 e fu sepolto nella Parish Church aStratford. La sua biblioteca fu lasciata al suo benefattore, ilconte William Herbert di Pembroke; è ovvio che dall’ana-lisi dei suoi libri si potrebbe sapere qualcosa di più sulla suaesistenza, peccato però che per ragioni nazionalistiche essanon è mai stata messa a disposizione dei biografi interna-zionali. Pertanto le notizie che possediamo a suo riguardo nonsono poi del tutto così sicure, infatti su ogni enciclopediamoderna troviamo spesso la dicitura “incerte sono le noti-zie biografiche” e benché a più riprese si sia attribuita lacreazione dei suoi lavori a personaggi come Francis Baco-ne, Christopher Marlowe, Edward de Vere, William Stan-ley o altri nobili autori del tempo, il mistero permane.Forse era persino uno straniero e questo potrebbe spiegarciperché all’epoca la sua morte non suscitò grande commo-zione né tanto meno alcun lutto nazionale. Per di più c’èanche da dire che la sua vasta fama letteraria iniziò a matu-rare solo ben oltre un secolo dopo la sua morte. Vi è persino una teoria del professor Martino Iuvara, unsiciliano, sostenuta peraltro da altri studiosi, che assegne-
  10. 10. 12 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARErebbe al grande bardo un’origine tutta italiana. Il grandeautore infatti sarebbe stato figlio di un medico di Messinaoriginario di Palermo, Giovanni Florio, e della nobile con-sorte Guglielma Crollalanza, e si sarebbe chiamato Miche-langelo. Il padre, uno spirito libero, avrebbe avuto lasventatezza di manifestare il suo pensiero critico nei con-fronti della chiesa del tempo in un libello polemico e perquesto sarebbe stato bollato come eretico; costretto dun-que a fuggire con la famiglia dalla Sicilia si sarebbe poi ri-fugiato a Treviso. Secondo questa tesi il giovane Michelangelo studia aVenezia, Padova, in Grecia e in questo periodo conosce an-che Giordano Bruno, che oltre a trasmettergli parecchiedelle sue idee, gli da delle lettere di presentazione per duenobili inglesi: il conte di Southampton e il conte di Pem-broke. Per sottrarlo al pericolo delle persecuzioni religioseil padre lo fa viaggiare parecchio e alla fine a circa 24 anniMichelangelo arriva in Inghilterra da un cugino della ma-dre che abita a Stratford-on-Avon. E così quando il figliodi costui, un certo William, muore, il nostro eroe, per evi-tare ulteriori pericoli, ne assume il nome diventando ap-punto William Shakespeare (Crollalanza). Negli anni successivi Shakespeare che aveva già scrittovarie commedie inizia a fare l’attore e l’autore di teatro e ilsuo matrimonio con la bella nobildonna Anne Hathawayaiuta la sua scalata al successo. Che sia verità o fantasiaquesta teoria viene suffragata in più punti da analisi moltodettagliate e comunque dobbiamo pur sempre ammettereche più di un terzo dei suoi 37 drammi sono ambientati inItalia e lasciano inoltre presupporre una buona conoscenzadiretta dei luoghi descritti. Tuttavia non è la sua origine che ci interessa più di tan-to, anche perché ciò che conta maggiormente è ovviamen-te la sua opera. Comunque c’è da dire che l’ipotesi sopra
  11. 11. SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO 13citata è molto affascinante e per questo ho ritenuto oppor-tuno riportarla. Inoltre c’è da aggiungere che nel 1925 ca-pita al professor Santi Paladino di leggere un volumetto diproverbi di un calvinista del nord Italia, un certo Miche-langelo Florio, intitolato I Secondi Frutti, che finisce peralimentare ancora di più il mistero, infatti molti di questiproverbi si trovano proprio nell’Amleto di Shakespeare. Inogni caso per il momento terminiamo qui questa breve in-dagine sulla sua vita e procediamo oltre. Le sue opere sono state create per essere interpretate, in-fatti nel periodo Elisabettiano i drammi teatrali general-mente venivano prima recitati e solo in un secondomomento venivano scritti e dati alle stampe. Ma non èquesto quello che ci interessa in questa introduzione, infat-ti noi ci limiteremo a riportare degli aforismi, delle citazio-ni, dei pensieri, degli stralci della sua produzione, proprioper mettere in evidenza come il suo teatro, e ciò che piùconta il suo linguaggio, sia un’acuta testimonianza dellaprofondità della misteriosa natura umana e delle azioni chela caratterizzano. Le sue opere trattano tutte quelle che sono le proble-matiche dell’esistenza e della sua organizzazione sociale.Troviamo così delle meravigliose e spietate analisi dei senti-menti e delle passioni umane, ma anche delle riflessioni sulcomportamento umano e politico in relazione alle princi-pali questioni morali del genere umano. Shakespeare non inventò le storie dei suoi drammi edelle sue tragedie, ma li rielaborò profondamente da unpunto di vista linguistico dando sempre un’estrema impor-tanza all’etica del comportamento umano e alle sue riper-cussioni nella vita sociale. Così le false illusioni, l’ambizio-ne per il potere, la cieca passione, la lussuria, l’egoismo, lastupidità e tutti i difetti dell’essere umano servono al gran-de drammaturgo per creare le sue immortali opere d’arte.
  12. 12. 14 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARE Ci sono comunque dei capisaldi nella sua produzioneche ci rivelano quelle che in parte dovevano essere le sueconvinzioni; per esempio l’idea che la capacità politica e lasensibilità morale tendevano sempre a divergere, oppure laconvinzione che il potere dovesse sempre avere una forteimpersonalità che ovviamente si poneva sempre in contra-sto con il comportamento morale dell’uomo comune. Pro-prio per queste ragioni le sue parole sono sempre moltosevere e talvolta diventano vere e proprie frecciate satirichenei confronti dell’autorità e di chi governa il mondo. Un altro aspetto cruciale della sua produzione si identi-fica nei conflitti tragici che caratterizzano la vita dei suoipersonaggi, quasi tutti condizionati da un “Fatal Flaw”, undifetto fatale, che alla fine finisce sempre per pregiudicarela felicità della loro vita. Così il male come le passioni vio-lente e malvage che da sempre caratterizzano il nostro pia-neta vengono analizzate in maniera esemplare, tanto chemolti anni dopo le sue opere serviranno da materia di stu-dio per il padre della psicanalisi, il grande Sigmund Freud,che da Shakespeare certamente imparò molto. Shakespeare, da grande genio, ovviamente non tenne inconsiderazione le tre vetuste regole aristoteliche che all’e-poca caratterizzavano la produzione teatrale, e così l’unitàdi tempo, di luogo e di azione naturalmente andavano afarsi friggere per dare spazio alla grandezza del suo linguag-gio, delle sue invenzioni artistiche e della sua eccezionaleumanità letteraria. Egli fu in grado di sostituire la povertàdelle scenografie con la ricchezza dei suo testi, e così graziealla maestosità della sua prosa poetica riuscì, in un’atmo-sfera mista di tragicità e di comicità, a dare unità ai suoi ca-polavori. Un’altra caratteristica geniale del suo teatro è quella diaver dato al “Clown”, sotto le mentite spoglie di una stranae divertente follia, una sorta di magnetismo popolare e fi-
  13. 13. SHAKESPEARE E IL SUO TEMPO 15losofico, veramente saggio e indipendente. Se gli altri ap-punto sono normali, noi dobbiamo per forza essere pazzi edobbiamo criticare la vanità della nostra umanità. I dram-mi storici sono infatti drammi del potere, i drammi classi-ci sono pure drammi del potere, un’immensa varietà diconsigli e di rimproveri a chi governa e a chi è governatoper non fargli mai dimenticare la stupidità dell’autorità edell’arroganza e le ancora più miserabili illusioni della fu-nesta ambizione di onnipotenza. L’evoluzione delle sue tragedie sembra voler sempre sot-tolineare che l’uomo è in grado di capire quali sono le for-ze buone e cattive che dirigono la propria esistenza, ma lasua mente è troppo debole per fare sempre la scelta giusta ecosì ecco che si compie il dramma della nostra vita. Tuttoquesto ci viene veicolato attraverso un grande e maestraleuso di immagini linguistiche, un esemplare impiego di tut-te le figure retoriche, una massiccia varietà di simboli, dicontrasti e di paradossi. Talvolta i personaggi meno importanti rivestono unruolo fondamentale per l’evoluzione della storia e questocome a sottolineare che ogni persona così come ogni cosahanno un’estrema importanza in questo nostro misteriosouniverso. Talvolta invece lo studio del carattere dei perso-naggi prevale sulla narrazione degli eventi e grazie ad unasaggezza superiore, acquisita tramite l’esperienza, l’atmo-sfera dei suoi drammi si trasforma diventando via via piùserena e quieta, abbandonando così l’impeto della passionee la tragicità degli eventi. Da buon autore rinascimentale Shakespeare mette tuttoin discussione e si appresta ad indagare con grande periziaall’interno dei più grandi misteri del suo tempo: la naturadel potere, l’attitudine della gente nei confronti dell’auto-rità, l’onestà e la disonestà dell’essere umano, la corruzionedei costumi, la pazzia e la saggezza, la virtù ed il vizio, la
  14. 14. 16 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREviltà e ed il servilismo, il coraggio e la dignità, l’ipocrisiadel linguaggio e la falsità della natura, il tragico contrastotra il reale e l’ideale, tra ciò che è e ciò che sembra, tra larealtà e l’apparenza, e ancora la passione dell’ambizione, idogmi della dottrina e i dubbi di una mente libera, incertae anelante di giustizia, di uguaglianza, di libertà e di feli-cità. Nel rinascimento infatti il dubbio assale ogni cosa e co-sì, quasi come un buon dadaista, “Dada dubita di tutto”,anche Shakespeare si fa interprete delle istanze intellettualidel suo tempo e mette in discussione la nobiltà del potere,così come la dignità dell’autorità. La violazione di questosenso di ordine e di unità ci lascia chiaramente spaesati, maliberi, liberi di riflettere e di interpretare il nostro destino,alla ricerca di sempre nuove conoscenze e di nuovi artificiche ci possano aiutare a vivere meglio. Anche il tema della vendetta ricorre spesso, ma alla fine,come nell’Amleto, lascia spazio anch’esso al dubbio, alla ri-flessione, all’angoscia, alla speculazione, alla ricerca, allacolpa e all’ambiguità del nostro procedere. E così si cerca-no le somiglianze tra le cose più disparate e le disugua-glianze tra le cose che apparentemente sembrano piùsimili: si inizia così il percorso della ricerca più meticolosaall’interno della nostra vita e della nostra arte, che rende laletteratura del tutto simile alla filosofia e alla scienza. Carl William Brown
  15. 15. LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE 17 La reputazione di ShakespeareLe persone che non hanno un’istruzione hanno un’inventi-va esuberante, e sono senz’altro libere dai pregiudizi.Shakespeare fu poco istruito, come risulta chiaro tanto dal-la freschezza della sua immaginazione quanto dalla varietàdei suoi concetti. Milton invece sa di accademia, tanto nelpensiero, come nel sentimento. Shakespeare non aveva do-vuto svolgere a scuola dei temi in favore della virtù e con-tro il vizio. Dobbiamo a questa circostanza il tono sano enon affettato del suo teatro. Se desideriamo conoscere laforza del genio umano dobbiamo leggere Shakespeare. Sevogliamo constatare quanto sia insignificante l’istruzioneumana possiamo studiare i suoi commentatori. William Hazlitt 1778–1830, British Writer and Critic Cazamian parlando dell’umorismo di Shakespeare no-tava: “Le réalisme, point de départ et loi constante d’uneoeuvre humoristique, n’est pas seulment le principe ac-cepté de son art, mais en est la vie même. Une telle ouver-ture à la variété infinie des choses et des êtres exclut toutparti pris, toute théorie et tout choix préconçu. Or l’hu-mour justement réclame la liberté d’une penseé sans aucu-ne attache.” Cazamian, Louis Scrittore e critico francese Se gli altri sono saggi, noi allora dobbiamo per forza es-sere pazzi; anche perché, come diceva il grande Shakespea-
  16. 16. 18 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREre, se il folle pensa seriamente di essere saggio, in realtà è ilsaggio che sa per certo di essere folle. Carl William Brown 1960, Italian teacher, surrealistic reformer and writer. To see him act is like reading Shakespeare by flashes oflightning. Samuel Taylor Coleridge 1772–1834, British Poet, Critic, Philosopher England has two books, one which she has made andone which has made her: Shakespeare and the Bible. Victor Hugo 1802–1885, French Poet, Dramatist, Novelist If those gentlemen would let me alone I should be mu-ch obliged to them. I would say, as Shakespeare wouldsay... “Sweet Friend, for Jesus sake forbear.” Thomas Carlyle 1795–1881, Scottish Philosopher, Author We do not fear censorship for we have no wish to offendwith improprieties or obscenities, but we do demand, as aright, the liberty to show the dark side of wrong, that wemay illuminate the bright side of virtue – the same libertythat is conceded to the art of the written word, that art towhich we owe the Bible and the works of Shakespeare. David Wark Griffiths 1875–1948, American Pioneer Film Director Find enough clever things to say, and you’re a PrimeMinister; write them down and you’re a Shakespeare. George Bernard Shaw 1856–1950, Irish-born British Dramatist
  17. 17. LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE 19 Dreaming is an act of pure imagination, attesting in allmen a creative power, which, if it were available in waking,would make every man a Dante or Shakespeare. Francis Herbert Hedge 1846–1924, British Philosopher There is hardly a pioneer’s hut which does not containa few odd volumes of Shakespeare. I remember readingthe feudal drama of Henry V for the first time in a logcabin. Alexis De Tocqueville 1805–1859, French Social Philosopher If a man is called to be a streetsweeper, he should sweepstreets even as Michelangelo painted, or Beethoven com-posed music, or Shakespeare wrote poetry. He shouldsweep streets so well that all the hosts of heaven and earthwill pause to say, here lived a great streetsweeper who didhis job well. Martin Luther King Jr. 1929–1968, American Black Leader, Nobel Prize Winner, 1964 If you write fiction you are, in a sense, corrupted. The-re’s a tremendous corruptibility for the fiction writer be-cause you’re dealing mainly with sex and violence. Theseremain the basic themes, they’re the basic themes of Shake-speare whether you like it or not. Anthony Burgess 1917–1993, British Writer, Critic When I heard the word “stream” uttered with such a re-volting primness, what I think of is urine and not the con-temporary novel. And besides, it isn’t new, it is far from thedernier cri. Shakespeare used it continually, much too mu-
  18. 18. 20 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREch in my opinion, and there’s Tristam Shandy, not to men-tion the Agamemnon. James Joyce 1882–1941, Irish Author You ask whether I have ever been in love: fool as I am, Iam not such a fool as that. But if one is only to talk fromfirst-hand experience, conversation would be a very poorbusiness. But though I have no personal experience of thethings they call love, I have what is better – the experienceof Sappho, of Euripides, of Catallus, of Shakespeare, ofSpenser, of Austen, of Bronte, of anyone else I have read. C. S. Lewis 1898–1963, British Academic, Writer, Christian Apologist Here Greek and Roman find themselves alive alongthese crowded shelves; and Shakespeare treads again hisstage, and Chaucer paints anew his age. John Greenleaf Whittier 1807–1892, American Poet, Reformer, Author The artist is of no importance. Only what he creates isimportant, since there is nothing new to be said. Shake-speare, Balzac, Homer have all written about the samethings, and if they had lived one thousand or two thou-sand years longer, the publishers wouldn’t have neededanyone since. William Faulkner 1897–1962, American Novelist In real life, unlike in Shakespeare, the sweetness of therose depends upon the name it bears. Things are not onlywhat they are. They are, in very important respects, whatthey seem to be. Hubert H. Humphrey 1911–1978, American Democratic Politician, Vice President
  19. 19. LA REPUTAZIONE DI SHAKESPEARE 21 Single-mindedness is all very well in cows or baboons;in an animal claiming to belong to the same species asShakespeare it is simply disgraceful. Aldous Huxley 1894–1963, British Author Playing Shakespeare is really tiring. You never get to sitdown, unless you’re the king. Josephine Hull Actress Now we sit through Shakespeare in order to recognizethe quotations. Orson Welles 1915–1985, American Film Maker A remarkable thing about Shakespeare is that he is real-ly very good in spite of all the people who say he is verygood. Robert Graves 1895–1985, British Poet, Novelist Shakespeare, Leonardo Da Vinci, Benjamin Franklin,and Lincoln never saw a movie, heard a radio, or looked ata TV They had loneliness and knew what to do with it.They were not afraid of being lonely because they knewthat was when the creative mood in them would mark. Carl Sandburg 1878–1967, American Poet Raphael paints wisdom; Handel sings it, Phidias carvesit, Shakespeare writes it, Wren builds it, Columbus sails it,Luther preaches it, Washington arms it, Watt mechanizes it. Ralph Waldo Emerson 1803–1882, American Poet, Essayist Young women... you are, in my opinion, disgracefullyignorant. You have never made a discovery of any sort ofimportance. You have never shaken an empire or led an
  20. 20. 22 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREarmy into battle. The plays by Shakespeare are not by you,and you have never introduced a barbarous race to theblessings of civilization. What is your excuse? Virginia Woolf 1882–1941, British Novelist, Essayist The aim, if reached or not, makes great the life: try tobe Shakespeare, leave the rest to fate! Robert Browning 1812–1889, British Poet Each writer is born with a repertory company in hishead. Shakespeare has perhaps 20 players, and TennesseeWilliams has about 5, and Samuel Beckett one – and may-be a clone of that one. I have 10 or so, and that’s a lot. Asyou get older, you become more skillful at casting them. Gore Vidal The characteristic of Chaucer is intensity: of Spencer,remoteness: of Milton elevation and of Shakespeareeverything. William Hazlitt 1778–1830, British Writer and Critic
  21. 21. LE OPERE 23 Le opere di William ShakespeareLa lista seguente è ripresa dalla prefazione generale di Syl-van Barnet alla serie Signet Classic Shakespeare.DRAMMI E COMMEDIE 1588–1593 The Comedy of Errors 1588–1594 Love’s Labor’s Lost 1590–1591 2 Henry VI 1590–1591 3 Henry VI 1591–1592 1 Henry VI 1592–1593 Richard III 1592–1594 Titus Andronicus 1593–1594 The Taming of the Shrew 1593–1595 The Two Gentlemen of Verona 1594–1596 Romeo and Juliet 1595 Richard II 1594–1596 A Midsummer Night’s Dream 1596–1597 King John I596–1597 The Merchant of Venice 1597 1 Henry IV 1597–1598 2 Henry IV 1598–1600 Much Ado About Nothing 1598–1599 Henry V 1599–1600 Julius Caesar 1599–1600 As You Like It
  22. 22. 24 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEARE 1599–1600 Twelfth Night 1600–1601 Hamlet 1597–1601 The Merry Wives of Windsor 1601–1602 Troilus and Cressida 1602–1604 All’s Well That Ends Well 1603–1604 Othello 1604–1605 Measure for Measure 1605–1606 King Lear 1605–1606 Macbeth 1606–1607 Antony and Cleopatra 1605–1608 Timon of Athens 1607–1609 Coriolanus 1608–1609 Pericles 1609–1610 Cymbeline 1610–1611 The Winter’s Tale 1611–1612 The Tempest 1612–1613 Henry VIIIPOEMS 1592 Venus and Adonis 1593–1594 The Rape of Lucrece 1593–1600 Sonnets 1600–1601 The Phoenix and the Turtle
  23. 23. AFORISMI GENIALI 25 Aforismi geniali“È dubbio”, ha scritto Samuel Johnson di Shakespeare,“che fra tutti coloro che gli sono succeduti si possan racco-gliere più massime di conoscenza teorica, o più regole dipratica prudenza, di quante lui solo ne abbia date al suopaese. Samuel JohnsonAnd so, from hour to hour, we ripe and ripe, and then,from hour to hour, we rot and rot; and thereby hangs atale. William ShakespeareThe lunatic, the lover and the poet are of imagination allcompact and they have such shaping fantasies that ap-prehend more than cool reason ever comprehends. William ShakespeareSince Shakespeare had a feel for revolutionary rhetoric,let’s all cry: “Peace, freedom and liberty!” Carl William Brown
  24. 24. AFORISMI GENIALI 27 1Brabantio: thou art a villain. (Tu sei un farabutto.)Iago: you are a senator. (Tu sei un senatore.) 2La vita non è che un’ombra che cammina; un povero atto-re, che s’agita e si pavoneggia per un ora sul palcoscenico eche poi scompare nel silenzio. È un racconto narrato da unidiota, pieno di furia e di rumore, senza alcun significato. 3O dignità del potere, o apparenze ad esso legate, quantospesso con la vostra scorza e con le vostre vesti strappate lareverenza agli sciocchi e vincolate lo spirito dei più saggi al-le vostre false sembianze! 4E hai visto anche il pover’uomo che se ne fuggiva dinanzial cagnaccio? In ciò hai potuto cogliere una bella immagi-ne dell’autorità: e cioè un cane ch’è obbedito nelle sue fun-zioni, quand’è in carica. 5Nobile signora, le cattive azioni degli uomini vivono nelbronzo, mentre quelle virtuose le scriviamo sull’acqua. 6La brevità è l’anima stessa della saggezza.
  25. 25. 28 William Shakespeare 7Teseo. Mi chiedo se anche il leone avrà qualche sua battutada dire.Demetrio. Non c’è da meravigliarsene, signore. Può bendire la sua un leone, quando a dir la loro c’è tanti asini ingiro. 8Il dolore infierisce proprio là dove s’accorge che non è sop-portato con fermezza.... Poiché il ringhioso dolore ha me-no forza di mordere l’uomo che lo irride e lo tratta condisprezzo. 9C’è del metodo in questa follia. 10La guerra uccide più cornuti di quanto la pace non generiuomini. 11Ogni schiavo reca nella sua mano il potere di sopprimere lasua cattività. 12Il mondo ti sta troppo a cuore; lo perde chi si dà a conqui-starlo con troppo impegno.
  26. 26. AFORISMI GENIALI 29 13La morte è il nulla. 14Gloucester. Il sospetto alberga sempre nelle menti dei col-pevoli e il ladro teme che ogni cespuglio sia uno sbirro.Re Enrico. L’uccello che sia stato invischiato in un cespu-glio prende a dubitare, con ali tremanti, d’ogni altro cespu-glio che veda. 15Guardate: io soffio su questa piuma per allontanarla dalmio viso, e l’aria la respinge di nuovo verso di me, ed essaobbedisce al mio fiato quando io vi soffio sopra, e cede, in-vece, a un’altra forza quand’è quest’ultima a soffiarvi, e in-somma è sempre governata da quel vento che spira piùrobusto: tale è la leggerezza di voi uomini del popolo. 16La sventura costringe l’uomo a far la conoscenza di benstrani compagni di letto. 17Un politicante, …uno che sarebbe stato capace di circon-venire anche dio. 18Il vecchio proverbio ha ragione: “Il vaso vuoto è quello cherende il suono più ampio.”
  27. 27. 30 William Shakespeare 19L’amante, il pazzo ed il poeta hanno la stessa fantasia. 20Sono il matto… e allora dammi il permesso di parlare. Iosaprò ripulire il mondo da ogni male, se la gente accetteràla mia medicina. 21Trattate ciascun uomo secondo il suo merito: chi sfuggiràalla frusta? 22Portatelo via, portatelo via: parla latino. 23Per me, misero uomo, la biblioteca è un ducato largo abba-stanza. 24Lo Stato è il cavallo e il governante il cavaliere, che quandoè nuovo in sella, deve subito far sentire lo sprone. 25Il mondo lo considero per quello che è, Graziano: un pal-coscenico dove ciascuno deve recitare una parte, e la mia èuna parte triste.
  28. 28. AFORISMI GENIALI 31 26Il mondo intero è un palcoscenico, e gli uomini e le donne,tutti, non sono che attori. 27Gli uomini di poche parole sono i migliori. 28Nulla possiamo dire “nostro” eccetto la morte. 29Via la mano brutale, infame sbirro! Te stesso frusta, nonquella puttana! Tu bruci dalla voglia di fare con lei, ciò percui la punisci. 30Nessuno è reo. Nessuno! Dico nessuno. 31Ma guarda com’è vestito buffo! penso che abbia compratoil farsetto in Italia, la calzamaglia in Francia, il berretto inGermania e ovunque quel suo modo di comportarsi. 32Terzo pescatore: “Padrone vorrei sapere come i pesci vivo-no nel mare”. Primo pescatore: “Come gli uomini vivonoin terra: i più grossi mangiano i piccoli.”
  29. 29. 32 William Shakespeare 33Il bello è brutto, e il brutto è bello: leviamoci per la nebbiae la lurida aria. 34La brevità è l’anima del motto di spirito. 35Il mondo non è stato mai felice, da quando la bassa adula-zione fu chiamata complimento. 36La coscienza rende un uomo codardo: un uomo non puòrubare, che essa lo accusa; un uomo non può bestemmiare,che essa lo raffrena...; ed ogni uomo che vuol vivere benecerca di fidarsi di se stesso e di vivere senza di lei. 37La coscienza non è che una parola usata dai codardi, in-ventata dapprima per tenere i forti in soggezione. 38Basterà un po’ di questo oro per render nero il bianco, bel-lo il brutto, dritto il torto, nobile il basso, giovane il vec-chio, valoroso il codardo....Questo schiavo giallo cucirà eromperà ogni fede...farà adornare la livida lebbra, collo-cherà in alto il ladro e gli darà titoli, genuflessioni ed enco-mio sul banco dei senatori.
  30. 30. AFORISMI GENIALI 33 39Eretico è colui che accende il fuoco, non colei che ci bruciadentro. 40La Fama è come un flauto ove soffiamo sospetti, gelosie,congetture, e di uso così facile e semplice che la moltitudi-ne, quello stupido mostro dalle innumerevoli teste, semprediscorde e ondeggiante, può facilmente suonarlo. 41Ahimè com’è amaro guardare la felicità attraverso gli occhidi un altro. 42Voglio essere di carne e di sangue, e non c’è mai stato un fi-losofo che abbia tollerato con pazienza il mal di denti, an-che se abbia scritto come un dio e abbia trattato dall’alto inbasso la sofferenza e il caso. 43Ti darò il dolce latte della sventura, la filosofia, che ti con-solerà. 44La vita, i beni, tutto è della morte.
  31. 31. 34 William Shakespeare 45Noi siamo della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni, e lanostra breve vita è circondata da un sonno. 46Con chi sta fermo il tempo? Con gli uomini di legge quan-do sono in ferie, perché essi dormono fra una sessione el’altra, e non s’accorgono che il tempo si muove. 47Vedo che i giudizi degli uomini formano un tutto unicocolle loro fortune e che i fatti esteriori si trascinano dietrole loro qualità intime, per degenerare ugualmente. 48Non fidarti di nessuno, poiché i giuramenti sono pagliuzzee la fede degli uomini è di pasta frolla, e “tieni duro” è il so-lo cane che valga qualche cosa. 49Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Trevolte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene co-perto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall’ingiu-stizia. 50Datemi la guerra, vi dico: è superiore alla pace quanto ilgiorno è superiore alla notte: è allegra, animata, sonora,piena di effervescenza. La pace invece è una vera apoples-
  32. 32. AFORISMI GENIALI 35sia, è il letargo: insipida, sorda, sonnolenta, insensibile:una creatrice di bastardi più di quanto la guerra sia distrut-trice di uomini. 51Per farmi del male tu non hai neanche la metà delle capa-cità che ho io di soffrire. 52Ride delle cicatrici, chi non ha mai provato una ferita. 53Sovente i rimedi che noi riferiamo al cielo, li abbiamo den-tro di noi. 54La brevità è l’animo del senno. 55Lussuria, lussuria; sempre guerra e lussuria, non c’ènient’altro che rimanga di moda. 56L’infermità che fa deperire i saggi, migliora sempre glisciocchi.
  33. 33. 36 William Shakespeare 57La moltitudine, quello stupido mostro dalle innumerevoliteste, sempre discorde e ondeggiante. 58Molte buone impiccagioni salvano da un cattivo matrimo-nio. 59Non c’è arte per leggere nella faccia la costituzione dellamente. 60Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donnenon sono che attori. 61Da al tuo dolore le parole che esige. Il dolore che non par-la, sussurra bensì a un cuore troppo affranto l’ordine dischiantarsi. 62Essere onesto, a come va questo mondo, è essere un uomoscelto fra diecimila. 63Noi siamo venuti quaggiù piangendo: lo sai bene, la primavolta che sentiamo l’odore dell’aria, mandiamo un vagito eci mettiamo a piangere…
  34. 34. AFORISMI GENIALI 37Appena nati noi piangiamo per essere venuti in questogrande teatro di pazzia. 64Servendo lui, io servo me solo. 65Quando le nostre azioni non fanno di noi dei traditori, cirendono tali le nostre paure. 66Gli uomini sono sempre allegri quando la cattiva fortunasta per colpirli, ma la tristezza prelude a lieti eventi. 67Non è venuto il peggio, finché possiamo dire: “questo è ilpeggio.” 68È assai probabile che questo dramma non piaccia a tutti glispettatori. Alcuni vengono per riposare e per dormire unatto o due…; altri vengono per sentir parlar male dell’am-ministrazione civica e per dire “quant’è spiritoso!” 69È la calamità di ogni puttana. Doverne ingannare moltiper poi alla fine essere ingannata da uno solo.
  35. 35. 38 William Shakespeare 70Le sue idee sono come due chicchi di grano nascosti in duestaia di pula. Si deve cercare un’intiera giornata prima ditrovarle e quando si sono trovate, non valeva la pena chefossero cercate. 71Il giorno del giudizio è vicino: se dobbiamo tutti morire,moriamo allegramente. 72Il pensiero è lo schiavo della vita e la vita è lo zimbello deltempo, e il tempo, che abbraccia nella sua rassegna tutto ilmondo, deve anch’esso aver fine. 73Il tempo è come un ospite alla moda, che stringe la manoal convitato che parte, e con le braccia spalancate, come sevolesse volare, abbranca quello che arriva: l’accoglienzasorride sempre, e l’addio se ne va sospirando. 74Il Tempo, signor mio, ha una bisaccia sul groppone, dovemette elemosine per l’oblio, enorme mostro di ingratitudi-ne; quegli avanzi sono buone opere passate; le quali sondivorate si tosto che fatte, e dimenticate non appena com-piute.
  36. 36. AFORISMI GENIALI 39 75Pericolosa fra tutte è la tentazione che ci stimola a peccareper amore della virtù. 76Credo che il re non sia che un uomo come tutti gli altri. Lavioletta ha lo stesso odore per lui e per me. 77La vita non è che un’ombra che cammina; un povero com-mediante che si pavoneggia e si agita, sulla scena del mon-do, per la sua ora, e poi non se ne parla più; una favolaraccontata da un idiota piena di rumore e di furore, chenon significa nulla. 78Niente, insomma, è ciò che è. 79La musica non di rado ha tale fascino da cambiare il malein bene e spingere il bene al male. 80Gli uomini devono sopportare la loro uscita dal mondo co-me la loro venuta; tutto sta nell’essere maturi.
  37. 37. 40 William Shakespeare 81O insopportabile, cupo istante! Perché non tramontano, inuna immensa eclissi, il sole e la luna; e la terra, tremando,non si spalanca? 82Lascia che ti abbracci, amara avversità, perché i saggi sannoche è la cosa più saggia da fare. 83Il passero ha nutrito il cuculo per tanto, che infine i cucu-letti se lo son mangiato. 84Dentro la vuota corona che cinge ai re le tempie, la mortetiene la sua corte. 85Combattere e morire è morte che annienta la morte. 86Il mio regno è perduto? Ebbene il regno era la mia croce,che perdita è mai venire sollevati da una croce? 87I pensieri, schiavi della vita, e la vita, pagliaccio del tempo,e il tempo, che contiene tutto il mondo devono fermarsi.
  38. 38. AFORISMI GENIALI 41 88L’onore è solo un blasone buono per i funerali. 89Il dolore non rispetta stagioni e ore di riposo, fa della not-te giorno e del meriggio notte. 90Da quando ogni villano vien fatto nobile, c’è più d’un no-bile che vien fatto villano. 91Chi è saggio da giovane, dicono, non vive a lungo. 92L’ilarità m’increspa il viso, e io mi auguro sovente, quandomi lascerà, di scender nella tomba. 93I cuori dei principi baciano l’obbedienza, tanto l’amano;ma verso gli spiriti protervi si gonfiano e infuriano comeuragani. 94Noi ingrassiamo ogni sorta di bestia per ingrassarci e ci in-grassiamo per i vermi. Un re grasso e un pezzente magrosono due pietanze di uno stesso desco; finisce tutto lì.
  39. 39. 42 William Shakespeare 95Come l’indigestione è madre di molto digiuno, così la li-cenza, praticata a eccesso, finisce in costrizione. 96Siate per la morte in assoluto: sia morte che vita sarannopiù dolci. 97Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conserva-to, bisogna aver pazienza: essa muta in burla la sua offesa. 98Si vede spesso che le cose che abbiamo ci danno falsa sicu-rezza, mentre è la loro mancanza che ci giova. 99I cambiamenti davvero lamentevoli sono dal meglio; dalpeggio si ritorna alla risata. 100Ma tutto è nulla: la pazienza è stupida e la ribellione è de-gna di un cane rabbioso. 101La pace è proprio una paralisi, un letargo; è monotona,sorda, sonnolenta, apatica, e genera più bastardi di quantila guerra non uccida uomini.
  40. 40. AFORISMI GENIALI 43 102I piccoli dolori, vedo, vengono guariti da un dolore piùgrande. 103I poveri sottomessi ai potenti sognano tutti come me. Si ri-svegliano e non trovano nulla. 104Preferisco eliminare i pericoli che temo, anziché temere diessere eliminata. 105Ah! Ah! che cosa sciocca è l’Onestà! e la Fiducia, sua sorel-la giurata, una sempliciotta. 106I libri per me, valgono più del mio ducato. 107Combattiamo con parole docili fin quando il tempo nonci presti amici e gli amici spade soccorrevoli. 108Se viviamo, viviamo per calpestare dei re, se moriamo, vivala morte quando con noi muoiono principi!
  41. 41. 44 William Shakespeare 109Un veleno si può usare come cura. 110A un sottile traditore non occorre avvocato. 111È il tempo che regola gli orologi, quel vecchio beccamortospelato. Lasciamo fare a lui? 112Le serpi striscianti si nascondano pure nell’erba per morde-re con la lingua; noi abbiamo spade spietate che parlerannoper noi e per la nostra causa. 113Spesso chi è pecora si perde appena il pastore si allontana. 114La pazzia dei grandi dev’esser sorvegliata. 115La vita si è fatta tediosa, come una storia due volte ascol-tata, che affligga il torpido orecchio di un uomo asson-nato.
  42. 42. AFORISMI GENIALI 45 116Non ho fatto alcun male. Ma ora ricordo che sono in que-sto mondo terreno, dove fare il male è spesso lodevole, e fa-re il bene è talvolta considerata pericolosa follia. 117Che cos’è il fasto, il governo, il regno, se non terra e polve-re? E, per quanto si viva, dobbiamo morire. 118Sono meglio io di te, adesso: io sono un matto, tu non seinulla. 119Morte, grottesco pagliaccio che stai ridendo di noi. 120Che pazzo mondo! Che pazzi re! 121Darò il mio vasto reame per una piccola tomba, una tom-ba piccola, piccola, una tomba oscura. 122Ogni buon servo non esegue tutti gli ordini che riceve, èvincolato solo a quelli giusti.
  43. 43. 46 William Shakespeare 123Il mondo non è che una parola. Se fosse tutto vostro e po-teste regalarlo in un fiato, come andrebbe via presto. 124Il buono e il cattivo dipendono dal pensiero che li rendetali. 125Non conosci giovinezza né vecchiaia, ma una specie disonno pomeridiano in cui le sogni entrambe. 126Gemendo, siamo venuti al mondo. Quando si nasce, sipiange perché ci si ritrova su questo enorme palcoscenicodi matti. 127E, come l’edificio senza fondamenta di questa visione, cosìle torri ammantate di nubi, gli splendidi palazzi, i templisolenni, lo stesso immenso globo, sì, e tutto quel che rac-chiude, si dissolveranno, e, simili all’incorporea rappresen-tazione ora svanita, non lasceranno traccia. 128Da quando la poca saggezza dei buffoni è stata messa a ta-cere, quel poco di pazzia che i saggi hanno s’impone fintroppo apertamente.
  44. 44. AFORISMI GENIALI 47 129Da stracci sbrindellati fan capolino i vizi capitali: ricchimantelli e toghe impellicciate nascondono tutto. Metti alpeccato una corazza d’oro, e la lancia robusta della giustiziava in frantumi; vestilo di cenci e basterà per trafiggerlo lapagliuzza d’un pigmeo. 130Nella corruzione di questo mondo, la mano dorata del de-litto può scansare la giustizia, e si vede spesso la legge farsiaccaparrare dalla sua preda. Ma lassù? Non ci sono scappa-toie, lassù. 131La pazzia, signore, gira attorno per il mondo come il sole, eraggia un po’ dappertutto. 132Quando dicevo di voler morire scapolo non pensavo di vi-vere fino al giorno del mio matrimonio. 133Alla forca la filosofia! Se la filosofia non può fare una Giu-lietta, svellere una città, rovesciare il decreto di un princi-pe, non aiuta, non ha effetto. 134Ama tutti, fidati di pochi, non fare torto a nessuno. Tuttoè bene quel che finisce bene!
  45. 45. 48 William Shakespeare 135Non giudicate, perché siamo tutti peccatori. 136Pompa regale, ecco la tua medicina! Rimani allo scoperto asoffrire quel che soffrono i poveri, per scuoterti di dosso ilsuperfluo e darlo a loro. 137Mentire essendo ricchi è più peccato che mentire per mise-ria; la menzogna di un re è più peccato di quella di unmendicante. 138La magrezza che ci affligge, lo spettacolo della nostra mise-ria, sono uno specchio esaltante della loro abbondanza; lanostra sofferenza torna a loro vantaggio. 139Una buona reputazione costruita sul delitto prospera nel-la prassi dei nostri tempi, e la legge, tenue ragnatela,cattura i moscerini, ma i colpevoli di maggior peso laspaccano. 140Se è pazza, come credo, la sua pazzia ha una singolare for-ma di buon senso.
  46. 46. AFORISMI GENIALI 49 141Meglio sarebbe s’io fossi dissennato: allora i miei pensierisarebbero separati dai miei guai, e quando l’immaginazioneè diretta altrove, i dolori perdono la coscienza di se stessi. 142Le porte della misericordia saranno tutte chiuse…l’empiaguerra, vestita di fiamme come il principe dei demoni,compirà, col suo volto annerito, tutte le gesta crudeli inse-parabili dal saccheggio e dalla devastazione. 143Vengono al sacrificio come vittime bene adorne, e alla ver-gine dagli occhi di fuoco della guerra calde e sanguinantinoi le offriremo. Marte nella sua armatura siederà sul suoaltare immerso nel sangue fino alle orecchie. 144Così comuni saranno sangue e distruzioni, così familiari leazioni più tremende, che le madri riusciranno solo a sorri-dere dinanzi ai figli smembrati dalla guerra. 145Che lo spirito del primogenito Caino regni in tutti i petti,così che, essendo intento ogni cuore a un fine sanguina-rio, la scena feroce abbia fine, e l’oscurità dia sepoltura aimorti.
  47. 47. 50 William Shakespeare 146La corte, il matrimonio e il rimpianto sono come tre ballidi una stessa festa: la corte è vispa come una tarantella, e timette il diavolo addosso; il matrimonio è lento e compostocome un minuetto solenne; e quando tutti sono stanchi,ecco il rimpianto, che si balla barcollando come ubriachifino a stramazzare nella tomba. 147Da sempre l’ottusità del buffone serve ad affilare la lamadell’intelligenza. 148Sta in noi essere così o così. I nostri corpi sono i nostri giar-dini; e la volontà è il giardiniere. 149Non ci sono signori di più antica data che i giardinieri, gliaffossatori e i beccamorti. Fanno il mestiere di Adamo. 150Gli occhi delle donne: sono essi a costudire, da sempre, ilfuoco di Prometeo. Sono essi i libri, le arti, le scienze diun’accademia che spiega, comprende e alimenta ogni uma-na realtà. Senza di essi nessuno avrà mai creato qualcosa dieterno.
  48. 48. AFORISMI GENIALI 51 151Gli uomini migliori, così dicono, sono impastati di difetti,e per la più gran parte diventano molto più buoni per esse-re stati un po’ cattivi. 152Facciamo i buffoni per divertirci, e spendiamo la nostraadulazione per brindare a coloro che la bevono e su cui,vecchi, vomiteremo tutto come veleno, con odio e con di-sprezzo. 153Anch’io sono bastardo; viva i bastardi! Sono nato bastardo,educato bastardo, bastardo di mente, bastardo di coraggio,illegittimo in tutto. Un orso mica ne morsica un altro, eperché un bastardo sì? 154Chi osa, chi osa alzarsi in piedi e dire, con sincerità, da uo-mo, “costui è un adulatore?” Se lo è uno, lo sono tutti glialtri, perché ogni gradino della società viene lisciato daquello che sta sotto. 155Forse che la ghiandaia è più preziosa dell’allodola perché lesue penne sono più belle? O il serpente è migliore dell’an-guilla perché la sua pelle screziata appaga l’occhio?
  49. 49. 52 William Shakespeare 156Quando le mie azioni apertamente rivelassero gli autenticisentimenti e la natura del mio cuore, allora non esiterei aindossare il mio cuore sulla manica perché i corvi lo bec-chino. Io non sono quello che sono. 157Parassiti schifosi, untuosi e sorridenti, divoratori cortesi,lupi affabili, orsi addomesticati, buffoni della fortuna, ami-ci da tavola, mosche della bella stagione, vigliacchi tutti in-chini e scappellate, aria, fantocci, banderuole. 158L’acqua scorre liscia dove il fiume è fondo, e sotto unaspetto innocente nasconde il tradimento. La volpe nonabbaia quando vuole rubare l’agnello. 159Per ingannare il mondo, assumi il suo aspetto, abbi il ben-venuto nell’occhio, nella mano, nella lingua, appari comeil fiore innocente, ma sii la serpe che vi si cela sotto. 160Che farabutti amabili: amore poco, ma tanta cortesia.L’uomo è degenerato in una razza di scimmie e babbuini.
  50. 50. AFORISMI GENIALI 53 161Sfido la dannazione. Sono giunto al punto che non m’im-porta nulla dell’uno e dell’altro mondo, purché io possavendicare mio padre, e fino in fondo. 162Ma vedo che ora gli uomini devono imparare a fare a me-no della pietà: l’interesse comanda alla coscienza. 163Quello stesso demonio furbo e voltagabbana, quel demoneche sempre rompe ogni parola data e un giuramento algiorno, colui che la spunta su tutti, su re, mendichi, vec-chi, giovani, fanciulle, che nulla han da perdere, se non laverginità – e lui alle poverine la porta via con l’inganno –,quel bel signore sorridente e suasivo, l’Interesse; sì, l’Inte-resse la molla dell’universo. 164Come fa presto la natura a ribellarsi quando ha per obietti-vo l’oro! 165La superbia non ha altro specchio che la superbia per ve-dersi, mentre i ginocchi pieghevoli alimentano l’arroganzae sono lo stipendio del superbo.
  51. 51. 54 William Shakespeare 166L’oro farà adorare le squame bianche della lebbra, darà ailadri cariche importanti, li metterà sui banchi del senato,titolati, riveriti e applauditi. 167Non ho fratelli, non ho niente del fratello; e la parola“amore”, che le barbe grigie chiamano divina, abiti negliuomini che sono uguali l’uno all’altro, ma non in me: iosono unico. 168Quando sarai re non permettere che noi paladini notturnisiamo chiamati ladri di diurne bellezze. Che ci chiaminosacerdoti di Diana, gentiluomini dell’oscurità, i favoritidella luna; e che dicano che siamo uomini di buon gover-no, essendo governati proprio come lo è il mare della no-stra nobile e casta patrona la Luna, alla faccia della qualerubiamo. 169Le cerimonie furono inventate in principio per dar lustroad azioni pallide, a vuote cortesie, a una bontà spergiura.Ma dove c’è vera amicizia non ce n’è bisogno. 170Mio figlio rende un giorno di luglio breve come uno di di-cembre e col suo umore infantile mi guarisce da pensieriche ispessirebbero il mio sangue.
  52. 52. AFORISMI GENIALI 55 171Io non ho la malinconia dell’intellettuale, che è invidia, néquella del musicista, che è delirio, né quella del cortigianoche è superbia, né quella del soldato, che è ambizione, néquella dell’uomo di legge, che è opportunismo, né quelladella donna, che è civetteria, né quella dell’innamorato,che è la somma di tutte le altre. 172È l’occhio a fornirgli le occasioni di fare dello spirito: ognioggetto su cui si posa lo sguardo diviene per il suo spiritopretesto d’arguzia. 173Io da qualche tempo, ma non so come, ho smarrito tuttal’allegria, abbandonato ogni occupazione; mi sono così ap-pesantito d’umore che persino la bella architettura dellaterra mi sembra una sterile forma. 174La fortuna di una battuta si affida all’orecchio di chi l’a-scolta, non mai alla lingua di chi la dice. 175Come sai che sono innamorato?Avete imparato a star a braccia incrociate come un mal-contento; a bearvi d’un canto d’amore come un pettiros-so; a passeggiare da solo, come un appestato; a sospirarecome uno scolaretto che ha perso l’abbecedario; a piange-re come una pischerletta che ha seppellito la nonna; a di-
  53. 53. 56 William Shakespearegiunare come uno a dieta; a vegliare come chi ha pauradei ladri. 176L’abuso della grandezza si ha quando scinde il rimorso dalpotere. 177Quel che può fare la collera privata d’un povero diavolocontro un monarca è pericoloso quanto lo sparo di un fu-cile di legno. Tanto vale pretendere di ridurre il sole inghiaccio sventagliandoli la faccia con una penna di pavone. 178Il diavolo non sapeva quel che faceva quando insegnò al-l’uomo la politica: si è fregato da sé. Non posso fare a me-no di pensare che alla fine le malefatte dell’uomo lofaranno apparire un esempio di virtù. 179Hai mai visto il cane di un contadino abbaiare a un men-dicante? E il poveretto che se la dava a gambe davanti al ba-stardo? È lì che avresti potuto vedere il grande emblemadell’autorità: a un cane in carica si obbedisce. 180Dentro la vuota corona che cinge ai re le tempie mortali lamorte tiene la sua corte e quivi si stanzia la beffarda, irri-dendo al suo potere, sghignazzando delle sue pompe.
  54. 54. AFORISMI GENIALI 57 181E perché dunque Cesare dovrebbe farsi tiranno? Non sa-rebbe un lupo se non vedesse che i romani sono pecore;non sarebbe un leone, se quelli non fossero cerbiatti. 182Libertà, allegria! Allegria, libertà! Libertà, allegria, libertà! 183Oh, è meraviglioso avere la forza di un gigante, ma è da ti-ranno usarla come un gigante. 184Tu hai nominato dei giudici di pace, perché convochinodei poveri davanti a loro per cose a cui non sono in gradodi rispondere. Inoltre, li hai sbattuti in prigione; e perchénon sapevano leggere li hai impiccati. 185Fanno editti contro l’usura, e in pratica proteggono gliusurai; annullano ogni giorno sane leggi create contro i ric-chi, e ogni giorno prendono provvedimenti più duri perincatenare e mettere sotto i poveri. 186Oh, come è sventurato il misero che dipende dal favore deiprincipi!
  55. 55. 58 William Shakespeare 187Intorno a me voglio uomini grassi, coi capelli lisci, chedormano di notte. Cassio ha un aspetto spento, da affama-to; pensa troppo; uomini così sono un pericolo. 188Voi tra di voi avete molti schiavi che avete comperati. Se iovi dicessi: liberateli, sposateli alle vostre eredi! Perché farlisudare sotto il carico? Dategli un letto soffice come il vo-stro, solleticategli il palato con cibi come i vostri! Voi mi ri-spondereste: gli schiavi sono nostri. 189C’è un momento in cui l’uomo è padrone del suo destino:la colpa non è nella nostra stella, ma in noi stessi, che ci la-sciamo sottomettere. 190Mentre si scornano l’uno con l’altro, vita, onore, terre etutto, precipitosamente si perdono. 191Una donna è un piatto per gli dei, se a condirla non è ildiavolo. 192Essere la cosa più infima e infamata della sorte fa pur sem-pre sperare, e non temere.
  56. 56. AFORISMI GENIALI 59 193Oh come sono poveri coloro che non hanno pazienza!Quale ferita è mai guarita se non col tempo? 194Posso sorridere, e mentre sorrido uccidere, posso gridare“Va bene!” a ciò che mi opprime il cuore, e bagnare le mieguance con lacrime finte, e atteggiare la faccia per ogni oc-casione. 195Ci sono pugnali nei sorrisi degli uomini. 196Il diavolo sa ben citare la Sacra Scrittura per i suoi scopi. 197Chi muore paga tutti i debiti. 198Le compagnie, le compagnie scellerate sono state la mia ro-vina. 199Meglio una stupida spiritosaggine, che una spiritosa stupi-dità.
  57. 57. 60 William Shakespeare 200Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati. 201Assomiglia al fiore innocente, ma sii il serpente sotto diesso. 202Gli uomini sono morti in ogni tempo, e i vermi se li sonomangiati, ma non per amore. 203Un vero amore non sa parlare. 204Se tu non ti ricordi la più piccola follia a cui ti ha condot-to l’amore, tu non hai amato. 205E chi muore senza portare nella propria tomba almeno unapedata ricevuta in dono da un qualche amico? 206Quanto spesso gli uomini sono stati allegri poco prima dimorire!
  58. 58. AFORISMI GENIALI 61 207Ho fatto scempio del tempo e ora il tempo fa scempio dime: il tempo ha fatto di me l’orologio che gli batte le ore. Imiei pensieri sono i minuti; e con sospiri accompagnano illoro tic-tac nei miei occhi. 208Un giorno l’afflizione sorriderà di nuovo, e fino ad allora,dolore, stai a cuccia! 209Attraverso le vesti stracciate si mostrano i vizi minori: gliabiti da cerimonia e le pellicce li nascondono tutti. 210Tu, “Z”, figlia illegittima, tu lettera affatto necessaria. 211Sperperiamo le nostre luci invano, come le lampade digiorno. 212Nostalgia: il ricordo delle cose passate. 213Anche il verme più piccolo si rivolterà, se viene calpestato.
  59. 59. 62 William Shakespeare 214Buona notte, buona notte! Separarsi è un sì dolce dolore,che dirò buona notte finché non sarà mattina. 215I miei pensieri di sangue, nella violenza del loro corso, nonsi volgeranno indietro, non conosceranno il riflusso di unumile amore fino a quando una piena vendetta non li ab-bia inghiottiti. 216Son sicuro che l’afflizione è nemica della vita. 217Non bisognerebbe affliggersi per ciò che è stato ed è senzarimedio. Ciò che è fatto è fatto. 218Che ogni occhio negozi per se stesso e non fidi in agentealcuno. 219C’era una stella che danzava e sotto quella sono nata. 220Ai potenti è lecito scherzare con i santi.
  60. 60. AFORISMI GENIALI 63 221Vivi per essere la meraviglia e l’ammirazione del tuotempo. 222Quando ambiamo al meglio, spesso roviniamo ciò che èbene. 223L’ambizione, la virtù del soldato. 224La recitazione, il cui fine è di reggere lo specchio alla natu-ra: di mostrare alla virtù il suo volto, al disdegno la sua im-magine, e perfino la forma e l’impronta loro all’età e alcorpo che il mondo esige. 225Un amico dovrebbe sopportare le debolezze dell’amico, maBruto fa le mie più grandi di quelle che sono. 226In nulla mi considero felice se non nel ricordarmi dei mieibuoni amici. 227L’amicizia è fedele in tutto, tranne che nei servigi e nellefaccende d’amore.
  61. 61. 64 William Shakespeare 228Fai maturare la tua ammirazione per un poco. 229Il crimine si compie tanto più celermente quanto maggio-re è l’autorità di chi lo genera. 230Bibbia, candela e campanella non mi faranno retrocederese a farmi avanti m’invitano l’oro e l’argento. 231O invisibile spirito del vino! se non sei conosciuto con al-tro nome, puoi venire chiamato demonio! 232Ma l’amore è cieco e gli amanti non possono vedere le gra-ziose follie ch’essi commettono. 233L’amore non guarda con gli occhi ma con la mente e perciòl’alato Cupido viene dipinto cieco. 234Questa è la mostruosità dell’amore, signora, che infinito èil volere ma limitata è la sua attuazione.
  62. 62. AFORISMI GENIALI 65 235Essere saggio e amare eccede le capacità dell’uomo. 236Procura che la tua amata sia più giovane di te, o il tuo af-fetto per lei non durerà. 237L’amore implorato è bello, ma ancor meglio è l’amore chesi concede di sua volontà. 238Gli angeli ancora risplendono, anche se è caduto quellopiù splendente. 239Il dovere di ogni soggetto appartiene al re, ma l’anima diogni soggetto è solo sua. 240La virtù è ardita e la bontà non ha mai paura. 241Vado pazza della sua stessa assenza.
  63. 63. 66 William Shakespeare 242Il folle pensa seriamente di essere saggio, ma in realtà è ilsaggio che sa per certo di essere folle. 243Ho una sorta d’alacrità nell’andare a fondo. 244Sono stato pazzo così a lungo. Ma ora sono soltanto folle. 245L’azione è più rara nella virtù che nella vendetta. 246O, un bacio, lungo come il mio esilio, dolce come la miavendetta! 247Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba èmeno che un uomo. 248La bellezza tenta i ladri più dell’oro. 249Bello è brutto e brutto è bello.
  64. 64. AFORISMI GENIALI 67 250Non si è ancor mai vista donna bella e stupida. 251La bellezza da sola persuade gli occhi degli uomini senzaaver bisogno d’avvocati. 252Se ho fatto una sola cosa buona nella mia vita, me ne pen-to dal profondo del mio cuore. 253La distribuzione della ricchezza dovrebbe eliminare gli ec-cessi affinché ogni uomo possa avere ciò di cui ha bisogno. 254Tu sei sposato alla calamità. 255Sii casta come il ghiaccio, pura come la neve, tu non sfug-girai alla calunnia. 256La tua vecchia verginità è come una delle nostre vizze perefrancesi: è brutta, è secca al gusto.
  65. 65. 68 William Shakespeare 257Non c’è nulla che sia buono o cattivo in se stesso, ma è ilnostro pensiero che lo rende tale. 258Narra con esattezza di me e della mia causa. 259Ci sono occasioni e cause e perché e percome in tutte lecose. 260Un cavallo! un cavallo! Il mio regno per un cavallo! 261Nessuno ammira la celerità più dei negligenti. 262L’arte resa muta dall’autorità. 263Ti prego, aggrava la tua collera. 264Ogni colpa sembra mostruosa finché non arriva un’altracolpa che le sia compagna.
  66. 66. AFORISMI GENIALI 69 265La colpa è così piena d’ingenua gelosia che si versa da solaper timore d’essere versata. 266Non siamo nati per supplicare, ma per comandare. 267Non farmi sentire delle bugie: non s’addicono a nessuno,tranne a un commerciante. 268Oh, le lusinghe della vita, che ci inducono a soffrire d’orain ora le pene della morte piuttosto che morire subito. 269Sappiamo ciò che siamo, ma non sappiamo ciò che po-tremmo essere. 270Perché il coraggio insorge all’occasione. 271Ciò che l’uomo osa, io oso.
  67. 67. 70 William Shakespeare 272Quando il valore toglie alla ragione, rode la spada con cuicombatte. 273Quando i ricchi furfanti hanno bisogno di quelli poveri,quelli poveri possono fare il prezzo che vogliono. 274Ma io sono costante come la stella polare, che per il suoesser fedele, fissa e inamovibile non ha pari nel firma-mento. 275Addio, bella crudeltà. 276Debbo essere crudele solo per esser giusto. 277È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita. 278Ora sono, se uno deve dir la verità, poco meglio di uno deidannati.
  68. 68. AFORISMI GENIALI 71 279Quando i diavoli vogliono spingere ai più neri peccati, lirivestono dapprima di celesti apparenze. 280I nostri intenti noi sovente infrangiamo. Sono essi comeschiavi della memoria, forti sul nascere, ma assai caduchi;fin che i frutti sono acerbi si tengono sul ramo, poi maturiche siano, a un tratto, cadono tutti. 281Chi non ha denaro, mezzi, né contentezza è senza tre cosebuone. 282Niente arriva a sproposito, se arriva insieme al denaro. 283Un uomo può pescare con il verme che ha mangiato un ree mangiare il pesce che ha mangiato quel verme. 284A volte gli uomini sono padroni del loro destino; la colpa,caro Bruto, non è delle nostre stelle, ma nostra, che noi sia-mo dei subalterni.
  69. 69. 72 William Shakespeare 285Sono le stelle, le stelle sopra di noi, che governano la nostracondizione. 286Il principe delle tenebre è un gentiluomo. 287L’oro apre tutte le porte, e può corrompere anche le guar-dacaccia di Diana, si da farle spingere i cervi a tiro dei cac-ciatori; l’oro salva il ladro e impicca l’onest’uomo; anzi avolte li impicca tutti e due. 288Solo i difetti dei ricchi sembrano virtù. 289Le cose dolci da gustare si dimostrano amare da digerire. 290Noi siamo per gli dei quel che sono le mosche per un ra-gazzo capriccioso: ci uccidono per divertirsi. 291Nulla di duraturo si costruisce sul sangue.
  70. 70. AFORISMI GENIALI 73 292Il discernimento è la parte migliore del valore. 293Si, devo scriverlo che uno può sorridere, sorridere, e essereuna canaglia. 294Gli uomini chiudono la porta in faccia a un sole calante. 295Non tentare un uomo disperato. 296Quando arrivano i dispiaceri, non arrivano come singolespie, ma in battaglioni. 297Chi dorme non sente il mal di denti. 298Beh, chiunque può sopportare un dolore tranne chi cel’ha. 299Puoi depormi dalle mie glorie e dal mio stato, ma non daimiei dolori: di quelli io sono ancora il re.
  71. 71. 74 William Shakespeare 300Gli ospiti non invitati spesso sono benvenuti solo quandopartono. 301Non sai che sono donna? Quando penso, devo parlare. 302Non c’è modo che gli uomini esistano senza che le donnelavorino a mezza giornata? 303Fragilità, il tuo nome è donna! 304Sei costante, eppure una donna. 305...sono ammalato di molti anni. 306Quando l’amore prende ad ammalarsi e affievolirsi, fa usodi cortesie e spese di contraggenio. In una fedeltà semplicee schietta non si trovano artifici di sorta. 307Lunga è quella notte che non riesce a trovare il giorno.
  72. 72. AFORISMI GENIALI 75 308Come mi accorgo, la commozione è contagiosa, poiché imiei occhi, al vedere le perle di dolore che brillano neituoi, prendono ad inumidirsi. 309Che dobbiamo morire lo sappiamo. Ma è il numero deigiorni, e l’ora, e il momento che soprattutto preoccupanol’uomo. Così colui che toglie vent’anni alla vita dell’uomo,toglie un egual numero di anni alla paura della morte. 310Sangue, gocce scarlatte che visitano il cuore. 311Gli unicorni possono essere indotti in inganno per mezzodegli alberi; gli orsi per mezzo degli specchi; gli elefanti permezzo delle buche; i leoni per mezzo delle reti, e gli uomi-ni, infine, per mezzo dell’adulazione. 312L’abuso della grandezza si offre tutte le volte in cui essa di-sgiunge la pietà dalla potenza. 313L’umiltà, prova esperienza comune, è la scala di una giova-ne ambizione. Ma, come abbia raggiunto l’ultimo gradino,volge essa le spalle alla scala e rimira le nubi, spregiando igradini più bassi ond’essa è ascesa.
  73. 73. 76 William Shakespeare 314La gloria è simile a un cerchio nell’acqua che non smettemai di allargarsi, fino a che, a causa del suo stesso ingran-dirsi, non si disperde in un nulla. 315O Amleto, mi ha spaccato il cuore in due. Oh gettatene viala parte peggiore, e vivete più pura con l’altra metà. 316E la vostra esperienza vi rende triste. Preferisco un mattoche mi renda allegro a un’esperienza che mi faccia triste – eavete anche sprecato la fatica del viaggio! 317È pur sempre grandioso tutto quello che gioventù cavalca eche follia comanda. 318Le nostre rappresentazioni sono finite. Questi nostri attorierano spiriti e sono svaniti nell’aria, nell’aria sottile. 319Questa è un’arte che corregge la natura – anzi la muta. Maè l’arte stessa a essere natura.
  74. 74. AFORISMI GENIALI 77 320Il ritratto è quasi l’uomo al naturale; poiché da quando ildisonore commercia con la natura umana, l’uomo è tuttaapparenza. 321Oh, passione! Tu rendi possibili cose non credute tali, co-munichi coi sogni… come può essere?… Sei complice diciò che è irreale, ti accompagni al nulla. 322Il tempo – cormorano insaziato. 323Vedo così che il tempo è il vero tiranno dei mortali, per lo-ro insieme genitore e tomba, dà loro quel che vuole, nonquel cui essi aspirano. 324Orrida tiranna, deforme, magra, scarna, odioso divorziod’amore, morte, spettro dal ghigno lugubre, verme dellaterra, vuoi dunque soffocare la bellezza? 325Morire è una finzione, perché non è che una finta di uomocolui che di un uomo non ha la vita. Ma fingere di morire,quando con ciò un uomo vive, non è essere una finta, mala vera, perfetta immagine della vita, si!
  75. 75. 78 William Shakespeare 326È gloria del tempo placare le liti dei re, smascherare l’in-ganno e rivelare la verità. 327L’occhio del poeta, mosso da una sublime frenesia, si volgedal cielo alla terra, e dalla terra al cielo, e dà a un aereo nul-la una casa in cui vivere ed un nome. 328Potrei vivere nel guscio di una noce e credermi re d’unospazio infinito, se non fosse per certi cattivi sogni. 329Il mondo è tutto un palcoscenico, e uomini e donne, tuttisono attori; hanno le proprie uscite e le proprie entrate. 330Avere un figlio ingrato è dolore più acuto del morso delserpente. 331Odio l’ingratitudine in un uomo più della falsità e dell’u-briachezza, o di qualunque vizio che corrompa il nostrosangue infermo…
  76. 76. AFORISMI GENIALI 79 332Sono la vendetta e qui mi manda il sovrano infernale persedare il feroce avvoltoio che ti morde la mente. 333Oro, dolce assassino di re, rara causa di divorzio tra padre efiglio, splendente corruttore del letto purissimo di Imene,pietra di paragone di ogni cuore, immagina che l’uomo,tuo schiavo, si ribelli, e con il tuo potere piombalo nelcaos! 334Ingratitudine, demonio dal cuore di marmo. 335Ambiguità della verità, dove la ragione può rinnegarsi sen-za perdersi e la pazzia può presumersi ragionevole senzarinnegarsi. 336Il male che si fa vive dopo di noi: il bene è spesso sepoltocon le nostra ossa. 337La parte migliore del coraggio è la prudenza, e con questaparte migliore mi sono salvato la vita.
  77. 77. 80 William Shakespeare 338Godiamoci questo carnevale. Che matti sono questi mor-tali. 339Sii fedele a te stesso, dal che deve seguire, come la notte algiorno, che non potrai essere falso con nessuno. 340Il bene è bene di per sé, senza nome: lo stesso è vero delmale. La qualità va valutata per quello che è. 341Chi conquista il potere è amato solo prima di ottenerlo, echi è in declino è amato quando non ha più gloria. 342La troppa fiducia annienta la saggezza. 343Mi sono saziato di orrori, e il terrore, familiare ai miei pen-sieri omicidi, non mi fa più sussultare. 344I codardi muoiono molte volte prima della morte; solo unavolta ne sentono il sapore i valorosi.
  78. 78. AFORISMI GENIALI 81 345Uno scettro strappato con la prepotenza dev’essere conser-vato con altrettanta violenza. 346La sfrenata interperanza è una tirannia: ha svuotato moltifelici troni prima del tempo e fatto cadere molti re. 347Il mondo non è che una continua bufera. 348Tu sei uno studioso! Perciò possiamo andare a bere e amangiare. 349Noi siamo venuti al mondo come fratelli. E ora dovremmoprocedere mano nella mano, non uno prima dell’altro. 350La stupidità, signore, pervade tutto il mondo come il sole,brilla dovunque. 351Non chiedere e non dare in prestito, perché un prestitospesso perde se stesso e l’amico, e il far debiti spunta il filodell’economia.
  79. 79. 82 William Shakespeare 352Se un piede va in cancrena, non si tiene conto dei servigiche ha reso in passato. 353Farò sì che la guerra generi la pace, e che la pace tenga afreno la guerra. Si curino a vicenda, e l’una sia il medicodell’altra. 354Non dobbiamo ridurre la legge a uno spaventapasseri, chesi mette su per impaurire gli uccelli da preda, e lo lascia lìfermo finché l’abitudine ne fa il loro trespolo anziché il lo-ro terrore. 355Più grande è l’uomo, più grande è la cosa, buona o cattiva,che intraprenderà.
  80. 80. CONCLUSIONI 83 Conclusioni“Quanto deve stare un uomo sottoterra per marcire? In fe-de, se non è marcio prima di morire, che al giorno d’oggine abbiamo di cadaveri sifilitici cha quasi si sfanno a sep-pellirli, durerà un otto anni, o nove anni.” William ShakespeareSiamo così arrivati al termine del nostro libretto, ma primadi prendere definitivamente congedo da voi, lasciatemi an-cora dirvi alcune cose. Secondo il Prof. Harold Bloom lalettura infatti è l’esperienza dell’altro. Leggendo Dante oShakespeare si scopre l’altro e dunque si rafforza il proprioio. Benché oggigiorno molti preferiscano leggere gli indicidella borsa e gli andamenti delle principali azioni sui mer-cati internazionali, è fuori discussione che se non si leggo-no profondamente alcuni testi non si sa nemmeno quantoe di cosa si potrebbe diventare curiosi e quindi si correreb-be il rischio di rimanere intrappolati per sempre nella pro-pria comune povertà spirituale. È altrettanto ovvio che leggendo vari autori siamo por-tati a fare delle differenze in termini di eminenza, di esteti-ca, di spessore, ma per quanto riguarda Shakespearedobbiamo ammettere, ancora con Bloom, che è talmentegrande che la sua lettura diventa una cosa globale. Egli hascritto il testo della vita moderna, ha inventato l’umano,gli altri, noi. Secondo me quindi ha proprio ragione anco-ra Bloom quando afferma: “Se Dante nascesse oggi, non ci
  81. 81. 84 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREriconoscerebbe per quanto Shakespeare ci ha cambiato.L’essenza della poesia è l’invenzione e l’autore dell’Amletoha inventato più di ogni altro.” Leggere Shakespeare non è solo di moda, come andare ateatro a vedere i suoi drammi, ma è anche un motivo distudio e di approfondimento di tutte le tematiche della no-stra vita. Tanto per fare un esempio banale pensate che au-torevoli scuole di management come l’Università diColonia in Germania o la Cranfield School in Inghilterrasi ispirano alle tragedie di Shakespeare per scoprire i miste-ri dell’uso del potere e tutte le sue implicazioni più recon-dite. Tuttavia c’è anche da dire che la letteratura nonsembra avere poi questa grande importanza agli occhi del-l’uomo medio contemporaneo che anche se non dice conMallarmé “La carne è triste, ahimè, e ho letto tutti i libri”,sembra in ogni caso avvolto in un’atmosfera di automaticaindifferenza nei confronti di tutti quei valori che le umanelettere da sempre cercano di portare alla ribalta dell’atten-zione. Cosa fare allora? Di certo non incamminarci verso ilconfine del silenzio, del disinteresse, dell’egoismo e dellafollia, anche se proprio Amleto ci suggerisce che alla fine“il resto è silenzio”. Il silenzio in fondo equivale alla morte,dove tutti i ruoli stabili o precari che siano si azzerano nel-la verità del “teschio”. Alla fine è sempre il verme conqui-statore che vince, per dirla con Poe, ma noi possiamoimparare una grande lezione da questo messaggio e cioèche imparare a morire significa proprio imparare a non ser-vire più, perché avremo finalmente imparato ad essere libe-ri. Dobbiamo quindi imparare anche a perdere, a nontemere gli eventi più funesti, se vogliamo insomma viverepiù felicemente i nostri giorni. Ed è quindi per questa ragione che ho pensato di inseri-re alla fine di questo libro il mio testamento letterario ed il
  82. 82. CONCLUSIONI 85lascito della mia associazione culturale, infatti spero sem-pre che questi miei scritti possano suscitare nel lettore undesiderio di approfondire quelle che sono le creazioni arti-stiche del suo prossimo. È ovvio che con questo discorsomi riferisco anche a tutti quegli editori, professori, politicio operatori commerciali che spesso sono più interessati al-le questioni del proprio portafoglio, all’egoismo della pro-pria vanità, al successo delle proprie labili convulsioniaziendali o accademiche, piuttosto che ad una seria, reci-proca ed umana diffusione di tutte le opere della creativitàartistica della nostra società. Soprattutto a loro quindi de-dico questa parte finale di questo primo libro che la nostraassociazione si è impegnata a pubblicare e a divulgare! Eper chi accogliesse anche solo una parte dei messaggi checon esso abbiamo voluto veicolare, sappia che tra breve ciappresteremo a pubblicarne anche degli altri e più precisa-mente: un libro di aforismi umoristici, un libro di aforismisulla salute, la malattia, i medici e la morte, un libro di afo-rismi d’autore contro il potere e l’autorità della stupidità,un piccolo libro dedicato alla storia del Daimon Club edella Daimonologia, un libro di poesie scelte tra i miglioriautori di tutti i tempi, un libro di aforismi filosofici e lette-rari, ed infine un libro di aforismi esclusivi di Carl WilliamBrown. Pertanto se qualcuno volesse collaborare con noi oavesse qualche suggerimento o critica da segnalarci, noi sa-remo ben lieti di mettergli a disposizione le nostre capacitàe la nostra buona volontà. Inoltre se eventualmente ci fos-sero delle associazioni che desiderassero stampare dei testi ascopo benefico noi saremmo disposti anche a cedere i dirit-ti d’autore di alcuni dei nostri libri e quindi a dare loro unprodotto finito pronto per andare in tipografia. Ovviamente il discorso che ho appena fatto vale pertutti. Io credo infatti, come sostengono anche i grandi in-novatori della filosofia tecnologica e commerciale della re-
  83. 83. 86 AFORISMI GENIALI DI WILLIAM SHAKESPEAREte, che anche il mondo del business nella sua essenzaprofonda, è fondamentalmente umano, e che la tecnicasenza estetica alla lunga non interessa nessuno. Il vero lin-guaggio del commercio del resto è la naturale conversazio-ne tra degli esseri umani. È proprio perché credo che ilmondo del web sia la condivisione di interessi e di bisogniche vi invito dunque a sostenerci e a collaborare con noi.Vi ricordo infatti che l’innovazione più importante di que-sta rivoluzione elettronica risiede proprio nella condivisio-ne di interessi e bisogni e la messa in comune diconoscenze, competenze e capacità. Solo così infatti la no-stra umanità potrà crescere e risolvere i problemi spinosiche la assillano e solo così chi lavorerà per il successo di tut-ti ne otterrà dei considerevoli benefici. In ogni caso, io lamia parte ho cercato di farla e visto che a questo punto, peril momento, ho terminato tutto quello che avevo da dire visaluto affettuosamente, invitandovi ancora una volta a ri-flettere su questi ultimi testi shakespeariani. Carl Wiliam Brown“Essere, o non essere – questa è la domanda: se sia più no-bile per la mente soffrire i colpi e le frecce dell’oltraggiosafortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e,contrastandoli, finirli. Morire, dormire – nient’altro, e conun sonno dire fine alla stretta del cuore e ai mille tumultinaturali che eredita la carne. È una consumazione da desi-derare devotamente. Morire, dormire. Dormire, forse so-gnare; e qui è lo scoglio. Perché, in quel sonno di morte,quali sogni possono venire, dopo che ci siamo cavati didosso questo groviglio mortale, deve farci esitare. Ecco ilmotivo che dà alla sventura così lunga vita. Perché chi sop-porterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto deglioppressori, l’offesa degli arroganti, gli spasimi dell’amore
  84. 84. CONCLUSIONI 87disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza delle caricheufficiali, e gli insulti che il merito paziente riceve dagli in-degni, quando da solo potrebbe darsi la sua quietanza conun semplice pugnale? Chi vorrebbe portare pesi, per im-precare e sudare sotto una faticosa vita, se non fosse che ilterrore di qualcosa dopo la morte, il paese inesplorato dalcui confine nessun viaggiatore ritorna, sconcerta la volontàe ci fa sopportare i mali che abbiamo piuttosto che volaread altri che non conosciamo? Così la coscienza ci fa codar-di tutti, e così il colore naturale della risoluzione è conta-giato dalla pallida cera del pensiero, e imprese di grandealtezza e momento, per questa causa, deviano dal loro cor-so e perdono il nome di azione.” William Shakespeare dall’Amleto“Ch’io mi volga indietro a guardarti. O tu, muraglia che ri-cingi quei lupi, sprofonda nella terra e non proteggere piùAtene! Diventate incontinenti, matrone! L’obbedienza spa-risca nei fanciulli! Schiavi e pazzi, strappate i grinzosi sena-tori dai loro seggi e amministrate le leggi in loro vece! Inpubbliche bagasce mutatevi all’istante, fresche virginità!Fatelo sotto gli occhi dei vostri genitori! Voi, falliti, teneteduro, e invece di pagare, fuori i coltelli e tagliate la gola deivostri creditori! Servi giurati, rubate! I vostri austeri padro-ni sono ladri a man bassa e saccheggiano in nome della leg-ge. E tu serva, va’ nel letto del padrone, poiché la tuasignora è di bordello. Figlio sedicenne, strappa la grucciaimbottita del tuo vecchio padre zoppicante e con essa spac-cagli il cervello! Pietà, timore, devozione agli dei, pace, giu-stizia, verità, domestica reverenza, riposo notturno, buonvicinato, cultura, costumi, arti e mestieri, gerarchie, riti,consuetudini e leggi, decadete nei vostri deleteri opposti, e

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