La responsabilità professionale nell'emergenza clinica intraospedaliera

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La responsabilità professionale nell'emergenza clinica intraospedaliera

  1. 1. Collegio IPASVI LECCO L’appropriatezza nell’emergenza clinica ospedaliera, tra implicazioni giuridiche, tecniche e Sabato 9 novembre 2013 deontologiche La responsabilità professionale nell’emergenza clinica: Inquadramento giuridico e deontologico Cristiano Radice Infermiere legale e forense
  2. 2. Contenuti  Responsabilità e Responsabilità professionale  Diversi ambiti della responsabilità professionale:     responsabilità responsabilità responsabilità responsabilità penale civile amministrativa deontologica  Responsabilità professionale nella gestione dell’emergenza clinica  Responsabilità nella documentazione sanitaria
  3. 3. La responsabilità Con il termine responsabilità si indica il dovere che grava su chiunque di rispondere delle proprie azioni. Secondo il diritto la responsabilità consiste nelle conseguenze personali e/o patrimoniali a cui va incontro il soggetto che assume un comportamento attivo o passivo (omissivo), che sia lesivo di un interesse tutelato dalla legge.
  4. 4. La responsabilità professionale Il dovere da parte del professionista sanitario di rispondere delle proprie azioni nell’ambito della specifica attività professionale.
  5. 5. La responsabilità professionale RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA RESPONSABILITA’ PENALE RESPONSABILITA’ CIVILE RESPONSABILITA’ DEONTOLOGICA
  6. 6. La responsabilità penale Deriva dalla violazione di una Legge dello Stato o di una norma del diritto.  Gli elementi del reato sono:  il fatto  l’antigiuridicità del fatto  l’elemento psicologico (dolo o colpa)  Nella gradazione del reato occorre considerare anche il nesso causale, ossia il rapporto tra azione/omissione ed evento.
  7. 7. La responsabilità civile Consiste nell’obbligo risarcitorio di chi ha causato un danno ingiusto.  In ambito civile si distinguono:  responsabilità contrattuale  responsabilità extra-contrattuale  Il danno arrecato può essere considerato:  danno patrimoniale  danno non patrimoniale
  8. 8. Colpa generica vs specifica  Il diritto distingue due differenti tipi di colpa: la colpa specifica che deriva dall’inosservanza di leggi, norme, regolamenti o discipline.  Per quanto riguarda la colpa generica, è necessario distinguere tra:  negligenza, il non fare qualcosa che doveva essere fatto in una determinata circostanza  imprudenza, l’aver posto in essere un comportamento che non doveva essere agito in una determinata circostanza  imperizia, l’aver agito senza una competenza tecnicoscientifica specifica, necessaria per porre in essere un determinato comportamento
  9. 9. Il «vecchio» infermiere Non risponde di lesioni colpose un infermiere, il quale nell’eseguire, legalmente autorizzato, delle iniezioni, abbia perforato il nervo sciatico del paziente, producendone la paralisi, perché un infermiere non è tenuto a conoscere l’anatomia topografica. Tribunale di Pavia, 30 giugno 1930
  10. 10. Il «vecchio» infermiere Il medico è responsabile dell’organizzazione interna del servizio a lui affidato e deve svolgere attività di controllo e di verifica sull’operato degli ausiliari. Se il medico effettua una prescrizione di farmaci e l’infermiera la trascrive per consegnarla al malato, il primo è tenuto a controllare che la seconda non incorra in errori di trascrizione… Tribunale di Bolzano, 3 marzo 1980
  11. 11. Il «nuovo» infermiere Formazione D.Lgs. 502/1992 D.M. 270/2004 Esercizio professionale Legge 42/1999 Legge 251/2000 D.M. 739/1994 Legge 43/2006
  12. 12. Legge 42/1999  Pone fine alla distinzione tra professioni sanitarie principali ed ausiliarie, assegnando pari dignità a ciascuna professione sanitaria. Abrogazione del mansionario.  Il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istitutivi dei relativi profili professionali, dagli ordinamenti didattici e dalla formazione post-base, dal codice deontologico, fatte salve le competenze previste per la professione medica e le altre professioni sanitarie, nel rispetto reciproco delle specifiche competenze professionali. Legge n. 42/1999 – Disposizioni in materia di professioni sanitarie
  13. 13. Legge 251/2000 L’infermiere svolge attività dirette alla prevenzione, alla cura e alla salvaguardia della salute individuale e collettiva, espletando le funzioni individuate dalle norme istitutive del relativo profilo professionale, nonché dello specifico codice deontologico, utilizzando metodologie di pianificazione per obiettivi dell’assistenza. Legge n. 251/2000 – Disciplina delle professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione, nonché della professione ostetrica
  14. 14. D.M. 739/1994 L’infermiere è il responsabile dell’assistenza generale infermieristica. D.M. n. 739/1994 – Regolamento concernente l’individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell’infermiere
  15. 15. La formazione professionale 3 anni 180 CFU Laurea in Infermieristica Master di 1° livello (coordinamento, clinico) Laurea in Scienze Infermieristiche 2 anni 120 CFU Master di 2° livello Dottorato di ricerca 1 anno 60 CFU 2-3 anni 1 anno 60 CFU
  16. 16. La formazione professionale  La Legge 43/2006 ha suddiviso i professionisti in:  professionisti addetti all’assistenza, in possesso della Laurea o titolo equipollente  professionisti coordinatori, in possesso del Master di primo livello per le funzioni di coordinamento con almeno 3 anni di esperienza  professionisti specialisti, in possesso del Master di primo livello nelle funzioni specialistiche  professionisti dirigenti, in possesso della Laurea Magistrale con almeno 5 anni di esperienza Legge n. 43/2006 – Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione
  17. 17. Il «nuovo» infermiere  L’infermiere diventa titolare del proprio atto sanitario e, in quanto tale, non è più soggetto solamente ad una responsabilità limitata e circoscritta all’esecuzione della mansione, diviene invece responsabile del processo decisionale che ha determinato l’esecuzione dello specifico atto.  L’infermiere deve assumersi un obbligo di mezzi, cioè adottare un comportamento che miri alla tutela della salute e degli altri diritti della persona assistita, non essendo in alcun modo possibile impegnarsi al conseguimento di un esito favorevole.
  18. 18. Il «nuovo» infermiere La responsabilità del professionista sanitario si traduce in un sostanziale obbligo di garanzia, richiamato dagli Artt. 2 e 32 della Costituzione. Ciascun professionista sanitario è portatore di una posizione di protezione nei confronti delle persone assistite, caratterizzata dal dovere di tutelarne la dignità e il diritto alla salute. Corte di Cassazione, Sentenza n. 447/2000
  19. 19. Obbligo di garanzia La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formulazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. (Art. 2) La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività… (Art. 32)
  20. 20. La salute secondo l’O.M.S. La salute è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, caratterizzata da un armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’organismo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale. Carta di Ottawa (1986)
  21. 21. Principali reati penali  Esercizio abusivo di professione (Art. 348 C.P.)  Rivelazione di segreto professionale (Art. 622 C.P.)  Omissione di soccorso (Art. 593 C.P.)  Rifiuto di atti di ufficio (Art. 328 C.P.)  Omissione di referto (Art. 365 C.P.)  Lesioni personali (Artt. 582 e 590 C.P.)  Omicidio colposo (Art. 598 C.P.)  Sequestro di persona (Art. 605 C.P.)  Violenza privata (Art. 610 C.P.)  Abbandono di persone minori o incapaci (Art. 591 C.P.)  Interruzione di un pubblico servizio (Art. 340 C.P.)  Violenza sessuale (Art. 609 bis C.P.)
  22. 22. Esercizio abusivo di professione Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione da parte dello Stato, è punito […]  Norma penale in bianco, presuppone l’esistenza di altre norme giuridiche che regolino l’esercizio professionale.  Confine tra atto medico e atto sanitario, stabilito in relazione alla formazione post-base ricevuta dal singolo professionista. Art. 348 C.P.
  23. 23. Esercizio abusivo di professione  È sufficiente compiere anche un solo atto della professione tutelata, purché «specifico ed esclusivo».  È ininfluente la retribuzione della prestazione, il consenso del fruitore, l’autorizzazione di un professionista abilitato o l’eventuale danno arrecato.  Unica condizione scriminante è lo stato di necessità. «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo non da lui volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo» (Art. 54 C.P.). Art. 348 C.P.
  24. 24. Rivelazione di segreto professionale Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o arte, di un segreto, lo rivela senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può derivare nocumento […] Art. 622 C.P.
  25. 25. Rivelazione di segreto professionale  Cause di non punibilità:  rivelazione dovuta a caso fortuito  stato di necessità  obbligo di denuncia o di referto.  Dati sensibili sono i dati personali idonei a rivelare l’origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l’adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale (D.Lgs. 196/2003). Art. 622 C.P.
  26. 26. Omissione di soccorso Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’autorità è punito […]. Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero un’altra persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorità. Art. 593 C.P.
  27. 27. Rifiuto di atti di ufficio Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza, di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito […].  Si concretizza in:  mancata prestazione del soccorso, diretto o indiretto  insufficiente prestazione del soccorso in rapporto ai bisogni della persona e alle concrete possibilità del soccorritore (luogo, tempo, capacità tecniche, mezzi)  ritardata prestazione del soccorso, in rapporto alle effettive possibilità di intervento. Art. 328 C.P.
  28. 28. Abbandono di persone minori o incapaci Chiunque abbandona una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia custodia o debba avere la cura, è punito […]. Art. 591 C.P.
  29. 29. Violenza privata Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito […].  Alcuni esempi:  contenzione fisica  interventi infermieristici.  Il consenso informato rappresenta il fondamento della liceità di ogni atto sanitario. Art. 610 C.P.
  30. 30. Risarcimento del danno Qualunque fatto, doloso o colposo, che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno. Ogni reato, che abbia cagionato un danno patrimoniale o non patrimoniale, obbliga al risarcimento il colpevole e le persone che, a norma delle leggi civili, debbano rispondere per il fatto. Art. 2043 C.C. e Art. 185 C.P.
  31. 31. Danno morale Qualunque danno soggettivo che comporti un turbamento dello stato d’animo, che si identifichi con l’insieme dei dolori fisici e morali, le sofferenze, il patema d’animo conseguenti all’offesa subita, che non sfocino in alterazioni di funzionalità d’organo. Art. 2059 C.C.
  32. 32. Danno biologico Qualunque danno alla salute, una menomazione psicofisica della persona in sé e per sé considerata. Art. 2059 C.C. e Art. 32 Costituzione
  33. 33. Responsabilità amministrativa D.P.R. n. 62/2013 Regolamento recante il codice di comportamento dei dipendenti pubblici
  34. 34. Responsabilità amministrativa  Definisce i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta dei pubblici dipendenti.  Conformare la propria condotta ai principi di buon andamento e di imparzialità nell’azione amministrativa.  Rispettare i principi di integrità, correttezza, di buona fede, proporzionalità, obiettività, trasparenza, equità e ragionevolezza ed agire in posizione di indipendenza ed imparzialità, astenendosi dal conflitto di interessi. D.P.R. n. 62/2013
  35. 35. Responsabilità deontologica Il codice deontologico fissa le norme dell’agire professionale e definisce i principi guida che strutturano il sistema etico in cui si svolge la relazione con la persona assistita. Autonomia di scelta e responsabilità nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi etici della professione. Codice Deontologico dell’infermiere (2009)
  36. 36. Responsabilità deontologica La responsabilità dell’infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura della persona nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo. (Art. 3) Codice Deontologico dell’infermiere (2009)
  37. 37. Pubblico ufficiale Sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. È pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della Pubblica Amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi. Art. 357 C.P.
  38. 38. Incaricato di pubblico servizio Sono incaricati di pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di quest’ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale. Art. 358 C.P.
  39. 39. Persone esercenti un servizio di pubblica necessità Sono persone che esercitano un servizio di pubblica necessità 1) i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie, o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, […] 2) i privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della Pubblica Amministrazione. Art. 359 C.P.
  40. 40. Evoluzione normativa  Un sanitario può assumere la veste di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio a seconda dell’attività concretamente svolta.  Sono pertanto da distinguere le attività tecnico- assistenziali da quelle propriamente amministrative ed organizzative o che comportino poteri autoritativi e certificativi.
  41. 41. Documentazione sanitaria  La documentazione sanitaria testimonia gli eventi e le attività che si verificano durante i processi di assistenza, costituendo un bene di straordinaria importanza sul piano clinico, scientifico e didattico, oltre che giuridico, sia per il cittadino che per il professionista sanitario.  L’introduzione delle macroattività ambulatoriali richiede dal punto di vista documentale l’adozione di standard sempre più elevati, corrispondenti a quelli della cartella di ricovero. Regione Lombardia, Delibera IX/4659 del 09/01/2013
  42. 42. Cartella di ricovero È un fascicolo che, per ogni episodio di ricovero, consta di una pluralità di documenti, recanti informazioni relative alla persona assistita e alle attività clinico-assistenziali poste in essere da personale a ciò abilitato. Contiene informazioni sufficienti ad identificare il paziente, supportare la diagnosi, giustificare il trattamento, documentare il decorso e i risultati del trattamento e promuovere la continuità delle cure tra i professionisti sanitari. Regione Lombardia, Manuale della Cartella Clinica, 2° edizione (2007)
  43. 43. Documentazione sanitaria ambulatoriale È un fascicolo nel quale sono registrate, da personale abilitato, le informazioni sanitarie e amministrative relative all’insieme degli episodi ambulatoriali afferenti ad uno specifico episodio o percorso di diagnosi, cura e riabilitazione. Regione Lombardia, Manuale della Documentazione Sanitaria (2013)
  44. 44. Documento Ogni scritto, dovuto ad una persona che in esso si palesa, contenente esposizione di fatti o dichiarazioni di volontà.  L’atto pubblico è il documento redatto, con le richieste formalità, da un notaio o da un altro pubblico ufficiale, autorizzato ad attribuirgli pubblica fede nel luogo dove l’atto è formato (Art. 2699 C.C.).  L’atto pubblico fa piena prova, fino a querela di falso […] delle dichiarazioni delle parti e degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti (Art. 2700 C.C.).
  45. 45. Falso materiale e ideologico  Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, nell’esercizio delle sue funzioni, forma in tutto o in parte, un atto falso o altera un atto vero è punito […] (Art. 476 C.P.).  Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che attesti falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provarne la verità, è punito […] (Art. 479 C.P.).
  46. 46. Caratteristiche della documentazione  Accuratezza e correttezza formale  Chiarezza e leggibilità (sigle, acronimi)  Pertinenza (informazioni inutili)  Veridicità (errori, omissioni)  Contestualità  Completezza (informazioni, documenti)  Rintracciabilità
  47. 47. Cristiano Radice cristiano.radice@yahoo.it

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