Percorso sul galleggiamento

1,308 views

Published on

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,308
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
106
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Percorso sul galleggiamento

  1. 1. DOCENTE :CANANZI ROSELLA I.C. 3 MANTOVA SCUOLA MEDIA” BERTAZZOLO” CLASSE 2^A
  2. 2. PERCORSO RELATIVO AL GALLEGGIAMENTO MOTIVAZIONE DELLA SCELTAHo deciso di affrontare questo piccolo segmento di un più complesso percorso di scienzein questa classe per vari motivi:•Nello scorso anno questi ragazzi hanno lavorato in laboratorio su altri argomenti e,anche se per periodi non lunghi, hanno dimostrato sempre grande entusiasmo versol’attività di laboratorio•Sono in 25, numero non eccessivo a fronte di altre classi, e sono veramente interessatia capire, ad approfondire e a collaborare•In prima hanno affrontato altri aspetti dell’acqua: l’acqua come liquido a confronto conl’aria;•Hanno partecipato al “progetto sui Macroinvertebrati” che ha consentito loro di studiarela qualità dell’acqua di un rio del mantovano (il Re di Marmirolo) e di capire e apprezzarel’importanza di un ecosistema acquatico; hanno potuto vedere un fitodepuratore escoprire il “mondo presente in una goccia d’acqua”e infine hanno aderito al progettosull’educazione al consumo dell’acqua che si è concluso con la visita al potabilizzatore.Ritengo quindi che sia interessante valutare con loro l’acqua come sistema diinterazione con un solido
  3. 3. Finalità educativa•Fare in modo che gli alunni si costruiscano il loro sapere da soli ,facendo lo sforzo di ragionare, fare previsioni , ipotesi e verificarnela validità. Solo così, quanto appreso con una partecipazioneanche emotiva , con un vero coinvolgimento, resterà impresso pertutta la vita e sarà l’inizio di un modo diverso e più critico diaccostarsi al sapere anche in altri settori.
  4. 4. Competenze•E’ una classe già abbastanza affiatata in cui è presente una sanacompetitività: spero che il dover collaborare nei gruppi aiuti ciascunoa mettere il proprio sapere e le proprie conoscenze, le propriecapacità espressive e grafiche a disposizione di tutti. In questomodo il risultato sarà frutto di una conoscenza condivisa edell’apporto di tutti e determinerà una crescita dell’autostima anchein quei ragazzi che sembrano più timidi o insicuri.•Verranno quindi stimolate l’abitudine all’ascolto e al rispetto delpensiero altrui; la capacità a osservare, descrivere , relazionare e adesprimersi in vari modi, la capacità ad organizzare il lavoro in modofunzionale e schematico, l’abilità a prendere appunti, e, meta piùimpegnativa, arrivare a produrre un lavoro finito sia esso uncartellone o un CD o una presentazione con power point.
  5. 5. Organizzatori Concettuali Volume Peso Massa misura
  6. 6. DESCRIZIONE ANALITICADEL PERCORSO SVOLTOLa classe è stata divisa in cinque gruppi dacinque alunni. In laboratorio hanno trovato deicontenitori in plastica trasparente con acqua esul tavolo grande operativo tanto materiale(volutamente solido) che hanno, in parte,contribuito a portare anche loro con grandeentusiasmo.
  7. 7. MATERIALEAghi, spilli, tappi di sughero e tappi di plastica, stuzzicadenti e spiedini in legnodado di stoffa, cannucce, forchette di plastica, candeline piccole e più grandi e 2 luminiGraffette, contenitori di plastica (porta pellicole e ovetti kinder), barattoli di vetro grandie piccoli, chiodi, elastici, cera pongo, pietra pomice naturale e artificiale, cosmeticaspugnette, palline da ping-pong palline magiche, palline di carta colorata, palline dimetallo del geomag, biglie di varia misura, bulloni e piombini, spago e cordaplastificata, pezzi di legno di varia misura piccoli ovetti in polistirolo ricoperti dadecorazioni pasquali con inserito un bastoncino in ferro, uova più grandi in polistirolo edi plastica, carta velina verde crespa e carta velina liscia azzurra, carta non cartausata dai fioristi, carta a rete usata dai fioristi, carta stagnola, coppe trasparenti diplastica, un contenitore quadrato in vetro, 1 contenitore trasparente più alto rispettoagli altri ma più stretto sul fondo, noce essiccata.
  8. 8. inoltre dovevano avere quaderno, dei post – it e dei colori per i disegni.Un alunno ha portato la video camera e gli è stato dato l’incarico dispostarsi, eventualmente, anche a riprendere delle immagini dove sirendesse necessario.Tutti hanno avuto la consegna di “usare liberamente il materiale chevolevano “ e di farlo interagire con l’acqua solo dopo aver fatto econdiviso delle previsioni.Tutti hanno avuto la richiesta di scrivere, secondo un “diario di bordo”,quanto veniva fatto con relative osservazioni, schizzi e disegni ecompletare il tutto con una personale riflessione su quanto era piaciutoe quanto no e su quanto si sarebbe aspettato.
  9. 9. PRIMO REPORTTEMPOTempo dedicato a questo primo incontro : quattro ore ( 2 circa dipasticciamento e 2 di condivisione)PRIMA FASE DI LAVORO (PASTICCIAMENTO)I ragazzi hanno lavorato con estremo entusiasmo per quasi due ore, hannofotografato, hanno discusso e scritto le loro impressioniSECONDA FASE DI LAVOROSiamo passati alla condivisione di quanto emerso in ogni gruppo: il ragazzoche aveva il compito di relazionare, infatti, ha letto le principali considerazioni,ne riporto alcune:
  10. 10. OSSERVAZIONI•La carta velina crespa verde ha perso colore e si è dilatata ma è rimasta agalla, contrariamente alle aspettative dei più, e l’acqua è diventata verde.•Uova di polistirolo, come previsto, restano a galla anche se spinte a fondo.•La spugnetta sta a galla anche quando si impregna d’acqua per un gruppomentre per l’altro andava a fondo.•Di 2 palline di carta 1 galleggia per un po’, poi si imbeve d’acqua e va a fondomentre l’altra no• Le palline da ping- pong, secondo le previsioni, stanno a galla sia appoggiateche spinte.•Le biglie di vetro secondo le aspettative vanno a fondo.•Le palline del geomag vanno a fondo.•Le palline magiche vanno a fondo.•La forchetta di plastica sta a galla.•Contenitore (ovetto kinder ) con ceci si è subito posizionato orizzontalmente edè rimasto a galla mentre la previsione era che affondasse.•Il sughero galleggia secondo le aspettative anche con infilzato unostuzzicadente.
  11. 11. •Il legno di qualsiasi dimensione sta a galla per metà, contrariamente alleaspettative e resta a galla anche se infilzato con aghi e spilli o se vengonoappoggiati degli oggetti sopra.•La pietra pomice sembrava affondare, poi è subito risalita ed è rimasta a gallaper 5’ poi si è imbevuta d’acqua.•Dado di cotone, pur assorbendo acqua, resta a galla ma se lo spremiamo escearia e acqua.•La gomma va a fondo ma se la avvolgiamo in carta stagnola sta a gallacontrariamente a quanto pensavamo.•Ovetto kinder sta a galla; con all’interno delle palline del geomag sta a galla masolo se sono 4, altrimenti affonda.•Il lumino è rimasto a galla parzialmente.•Ovetto kinder con all’interno pongo e un po’ di ceci pensavamo affondasse einvece galleggia.•La candela accesa si spegne e galleggia.•La barchetta di alluminio con dei pesi galleggia.•Un sacchetto di carta velina, con all’interno una biglia, all’inizio galleggia perchéla pallina pesa ma la bolla d’aria che c’è la mantiene in superficie ; alla fine peròla biglia fa affondare il sacchetto.
  12. 12. COME E’ ANDATA ?IMPRESSIONI SU COME HANNO LAVORATOPunti di forza:• Un notevole entusiasmo e il coinvolgimento di tutti gli alunni anche diquelli che di solito partecipano meno o che, scolasticamente parlando,hanno risultati meno brillanti. Gli alunni avevano la reale sensazione diessere autori del loro sapere.•La collaborazione tra gli alunni dei singoli gruppi•Interesse e capacità di ascolto da parte di ogni gruppo verso il lavoro e leconclusioni degli altri gruppi nella fase di condivisionePunti di debolezza:•Parecchia confusione all’inizio (durante il pasticciamento) chesicuramente nasce dal non avere l’abitudine a lavorare in questo modo senon per periodi più brevi e con l’aiuto di una scheda.
  13. 13. CONSIDERAZIONI SU QUANTO HANNO DETTOPer quanto riguarda l’attività vera e propria devo dire che non si è creato ilproblema che mi ero posta, di avere cioè la possibilità di trovarmi davanti a piùfiloni da seguire: nessun gruppo ha pensato ad altro che non fosse galleggia /nongalleggia. Probabilmente il tipo di materiale, nonostante fosse parecchio, eratroppo selezionato e/o comunque sono stati soprattutto colpiti da questo aspettoHanno notato che la carta velina ha perso colore, l’hanno sottolineato ma indefinitiva non è stato per loro un aspetto su cui indagare. Allo stesso modo sisono comportati per la diversa posizione assunta da un oggetto in acqua e,ancora, nell’unire più materiali, ad es. le palline del geomag nel contenitore : soloun gruppo ha provato a vedere fino a quando galleggiava.Nessun gruppo ha osservato un cambiamento di livello dell’acqua nelcontenitore.Posso dire quindi che alla fine di questa prima attività ero un po’ perplessa e michiedevo il perché di questa scarsa tendenza a porsi una serie di altre domande,oltre che galleggia /non galleggia.E’ forse dovuto al fatto che sono stati più colpiti dall’ effetto macroscopico edevidente? O la voglia di provare più materiali li ha portati ad essere menoanalitici?
  14. 14. SECONDO REPORTQuesta attività si è tradotta in pratica in unasplendida, interessante e proficua “chiacchierata” .Una volta stabilito che l’argomento predominante intutti i gruppi era il galleggiamento, e che sarebbe statol’oggetto del nostro studio, era necessario mettere afuoco tutto quello che era già emerso e individuaretutto quello che poteva aiutarli ad approfondirlopartendo proprio dalla loro esperienza e dagli spuntiricevuti dagli altri.
  15. 15. Hanno, quindi, ripensato ai vari esperimenti, discussosulle varie possibilità di interazione di un oggetto conl’acqua che avevano notato e alla fine hannoevidenziato queste possibilità:in alcuni casi• il materiale galleggia subito• in altri casi il materiale va sul fondo e poi ritorna insuperficie e galleggiain altri ancora• il materiale va e resta a fondoQualcuno ha fatto presente che esiste però un’altramodalità di galleggiamento nella realtà, come avvieneper una nave, che prima galleggia ma se viene“bucata” o spinta sul fondo non ritorna in superficie.E ancora si è notato che:Un oggetto messo in una posizione sull’acqua , a voltesi dispone in un’altra.
  16. 16. Questa attività si è chiusa con l’invito, da parte mia, a scegliere e, rivedere eriprovare alcuni esperimenti, con occhi e scopi diversi in modo da poter farealtre osservazioni che in prima battuta erano sfuggite. Le palline di metallo, la pallina di carta imbevuta di acqua e la pallina rimbalzina vanno a fondo La pallina da ping- pong galleggia
  17. 17. COMMENTO DI QUESTO MOMENTOIl giudizio è stato estremamente positivo sia per la notevolepartecipazione sia per la capacità degli alunni di riuscire adindividuare e selezionare dei primi punti importanti.
  18. 18. TERZO REPORTLo chiamerei … alla scoperta del VOLUMEQuesto report è di fatto costituito da una parte di attivitàlaboratoriale a cui è seguita una parte di discussione. TEMPO 4 ore
  19. 19. ATTIVITA’ LABORATORIALE:Ogni gruppo ha scelto liberamente quali esperimenti fare o ripetere, in qualicondizioni e quali aspetti andare ad osservare alla luce degli spunti avuti dagli altri.I ragazzi hanno lavorato in modo più ordinato e più mirato rispetto alla prima volta.Molti hanno voluto osservare prima il comportamento di un materiale da solo perconfrontarlo, poi, insieme ad altri materiali o inseriti all’interno o posti sopra.Ad esempio hanno confrontato palloncini vuoti, palloncini gonfi di aria e di acquae con all’interno delle biglie o dei bulloni Altri, ricordando quello che era emerso la volta precedente hanno registrato conmaggiore precisione e metodo la variazione di situazione inserendo un numero viavia crescente di palline di metallo nel contenitore di vetro fino ad osservare che adun certo punto prima si inclina e poi va a fondo: Barattolo con 2 palline del geomag galleggia Barattolo con 10 palline galleggia ma è più sbilanciato Barattolo con 17 palline si comincia ad inclinare Barattolo con 42 palline va a fondo perché è più “pesante “
  20. 20. DISCUSSIONE E CONDIVISIONE DELLE OSSERVAZIONIVengono riferiti gli esperimenti dai vari gruppi ed emergono delle riflessioniinteressanti.Tra queste:GIULIA: per il suo gruppo, riferisce di aver dovuto ”spingere” per provare amandare a fondo un palloncino pieno d’aria e che è uscita parecchia acqua cheha allagato il bancone.Era la prima volta che veniva fuori questa considerazione!FRANCESCO dice che il barattolo di vetro contenente le palline va a fondo solocon 42 palline perché è “più pesante” rispetto ai barattoli con un numero inferiore.ALTRI hanno verificato la differenza di comportamento di alcuni materiali come lebiglie, le palline di carta, le palline magiche e le palline da ping-pong.Ho ritenuto opportuno a questo punto, utilizzare l’esperienza e la riflessione diGiulia per fare delle domande che mi permettessero sia di vedere comegiustificavano quanto era successo sia di poter affrontare e chiarire il concetto divolume e della sua misura .Pur sapendo, infatti che i concetti di volume, di peso e massa sono deiprerequisiti importanti ho fatto la scelta di inserirli in itinere, appena se ne fossepresentata l’occasione, per non rinviare ancora l’inizio dell’attività.Domando quindi: quale può essere il motivo per cui è uscita l’acqua? Perché haiusato il termine “spingere”?
  21. 21. GIULIA: ”l’area è la misura della superficie mentre il volumemisura lo spazio che è tridimensionale”Ancora più interessante è stato vedere come si poteva misurarlosecondo loro.Ho posto la domanda : Come potreste misurare il volume di uncorpo in genere? e del vostro corpo in particolare?NICOLA ha espresso il calcolo del volume di un solido regolarecome prodotto delle tre dimensioni secondo la classica regola che,comunque, non avevamo ancora mai affrontato;NICOLAS ha esposto la sua idea che trascrivo integralmente:“io farei un calco di gesso del corpo e, a parte, quello della testa eli riempirei con un gel balistico e li lascerei asciugare e solidificare.Quando il gel è asciutto rompiamo il gesso così rimane solo ilcorpo e possiamo misurarlo”Sorgeva comunque il problema di come misurarlo e ha dato unaprima risposta:”per misurarlo lo appoggio per terra e ne misuro la superficie poimisuro l’altezza nel punto più alto e moltiplico la superficie perquesto valore.”
  22. 22. Alcuni compagni hanno espresso delle perplessità relative al fatto chenon era comunque una misurazione precisa e allora ha pensato aduna seconda possibilità:“faccio sciogliere nuovamente il gel in un contenitore graduato ocomunque di volume certo e so qual è il volume del corpo”.Oppure glifaccio assumere una forma geometrica e moltiplico le tre dimensioni!!! Mentre altri esprimevano il loro parere su questa modalità,ALBERTO ha esordito così :” ma non è più semplice fare in un altromodo: riempiamo d’acqua una piscina e segniamo con un pennarellofino dove arriva , poi mettiamo il corpo dentro l’acqua e l’acqua chesupera il livello segnato ci indica il volume!”Ho chiesto ad Alberto da dove gli venisse questa idea ed ecco larisposta: “quando vado a nuotare in piscina e c’è un ragazzo un po’“ciccio” che deve tuffarsi so già, per esperienza , che quando si tufferàmi bagnerà perché farà uscire tanta acqua …. quindi so che il livello diacqua si innalzerà ”.A questo punto altri sono intervenuti per dire che se si raccogliel’acqua che trabocca, mettendo un piatto, si può misurare il volume diun oggetto immerso.
  23. 23. COMMENTO SU QUANTO EMERSO:Sono veramente sorpresa e soddisfatta per i risultati, che ritengostupendi, per diversi motivi:•gli alunni si sono davvero impegnati nel dare le loro motivazioni aiproblemi posti e sono emerse qualità che fino ad oggi non erano saltatefuori: Nicolas ha dimostrato una notevole creatività e originalità; Albertoè riuscito ad esprimere con estrema semplicità un concetto cosìimportante e ad utilizzare un’esperienza personale in un ambito diverso•hanno, tutti, rispettato le ipotesi e le affermazioni degli altri•sono” passati” dei concetti importanti e li hanno scoperti e costruiti dasoliE’ veramente molto bello!!!Ho dedicato del tempo ulteriore, ovviamente, per fare il punto dellasituazione riguardo la misura del volume e per le equivalenze.
  24. 24. REPORT QUARTOAlla ricerca del peso e della massaATTIVITA’:Anche in questo caso ho utilizzato un esperimento, quello con le palline delgeomag per fare la domanda: ”perché questo barattolo che primagalleggiava ora con le 42 palline affonda“ ?La risposta è ovvia e prevedibile: “perché pesa di più”. Meno prevedibile è la loro difficoltà nel rispondere alle successive :” ma checosa vuol dire “pesa”, cosa è il peso”? e che cosa è la massa?Seguono, infatti, dopo un po’ di silenzio, una serie di tentativi checomunque mettono in evidenza che non hanno le idee chiare : solo in due otre parlano di gravità o di attrazione verso la terra.
  25. 25. Affronto l’argomento con l’aiuto della “strana” situazionedell’astronauta che sulla terra pesa, sulla bilancia pesa persona, 78 kgmentre sulla luna, sempre sulla bilancia pesa persona, registra un pesodi 13 kg e per quanto riguarda la massa utilizzo lo stesso astronautache sulla bilancia a due piatti registra gli stessi valori sulla terra e sullaluna.Con il dinamometro si misura la Con la bilancia a due piatti siforza con cui il pianeta attira un misura la massa di un corpo. Essacorpo; sulla terra la forza di non cambia, sia che si faccia laattrazione è 6 volte quella lunare misura sulla terra che sulla luna
  26. 26. Riescono a capire e a definire, intuitivamente, e abbastanzavelocemente che la massa è la quantità di materia che forma un corpo.E’ più difficile il concetto di peso come forza.Su questo argomento mi soffermo parecchio e mi pare che alla fineabbiano le idee chiare.Spiegare la differenza tra le due bilance mi permette di introdurre ildinamometro come strumento di misura e di spiegarne ilfunzionamento.Il laboratorio è provvisto di molle, di” pesetti” e di vari tipi didinamometri da quello semplice e di lettura immediata a quelli piùvecchi in acciaio.Per sperimentare, gli alunni hanno preferito usare delle struttureartigianali più grandi costruite per lo studio delle forze e delle carrucolee dove la lettura viene effettuata su carta millimetrata. Sono in praticadei grossi telai rettangolari con applicata della carta millimetratasull’asta laterale e dei ganci in alto.I ragazzi hanno applicato le molle ai ganci e alle molle via via unnumero sempre maggiore di “pesetti” tutti uguali fra loro.Hanno registrato sul quaderno il corrispondente allungamento ottenutoe infine hanno costruito il relativo grafico.
  27. 27. NUMERI DI “PESETTI” ALLUNGAMENTO APPESI DELLA MOLLA 0 0ALLUNGAMENTO DELLA 1 1 2 2 3 3 4 4 5 5MOLLA cm. 5 4 3 2 1 0 1 2 3 4 5 NUMERO “PESETTI”
  28. 28. Qui siamo arrivati e da qui ripartiremo al ritorno dalle vacanze dipasqua per i doverosi approfondimenti, per fare delle verifiche eper continuare il percorso intrapreso. C’è molto da fare !Non penso, infatti, di poter considerare chiusi i concetti esaminati,credo piuttosto che si prestino ad ampliamenti che possanorafforzare quanto già appreso e fornire una solida base per nuoveconoscenze. Valutazione: saranno elementi di valutazione, oltre alle verifiche, iloro diari di bordo, l’uso dei termini , la precisione nell’esprimersi,nell’eseguire un grafico e la loro partecipazione intesa propriocome contributo ad un sapere costruito passo dopo passo,gradino dopo gradino.
  29. 29. IMPRESSIONI SU QUESTO REPORT:Per quanto riguarda me, come docente , sicuramente con uninsegnamento tradizionale avrei dato per scontato che iragazzi conoscessero il significato di alcuni termini che usanocomunemente e quindi avrei dedicato meno tempo per chiarirealcuni concetti che sarebbero stati studiati a memoria dalmaggior numero di alunni.Per quanto riguarda loro credo che abbiano veramente capitola differenza tra massa e peso e sono convinta che il lavorocon il dinamometro sia una buon punto di partenza nelmomento in cui affronterò, a breve, le grandezze direttamente einversamente proporzionali.
  30. 30. RIFLESSIONI SU QUESTO BREVE SEGMENTO DI LAVOROHo iniziato da poco l’attività e quindi la mia riflessione è riferita a questiprimissimi momenti di lavoro ma nonostante ci sia ancora tanta strada dafare mi sento di poter dire che sono soddisfatta per diversi motivi:Per quanto riguarda me :•trovo stupendo vedere quanto i ragazzi possano dare se si sentonovalorizzati e se hanno la percezione che è davvero “importante” quelloche dicono sia pure in modo impreciso e incompleto e se capiscono chevalgono per quello che sono. Mi rendo conto di ripetermi ma il momentodel “dialogo” è il più bello ed appagante .E’ quello che mi fa pensare “nevaleva la pena”.•Sono più gratificata da questo modo di insegnare scienze anche se inalcuni momenti è più difficile gestire la classe e se è più impegnativoperché mi sento anche io più coinvolta: non faccio solo da tramite masono parte attiva.Per quanto riguarda gli alunni:•.
  31. 31. •In questo tempo, relativamente breve, mi sembra che abbiano giàaffrontato e capito non pochi concetti che avrò modo di riprenderein più occasioni;•Hanno imparato a ripensare a quello che fanno in modo piùcritico, approfondito ed attento•Stanno imparando ad esprimersi con un linguaggio che diventasempre più preciso e corretto•Tutti i ragazzi, nessuno escluso, sono stati coinvolti e hannoavuto modo di partecipare attivamente , in un modo o nell’altro,all’interno del gruppo dal momento che ciascuno aveva unincarico;•sono state valorizzate le loro capacità.
  32. 32. RIFLESSIONI DEGLI ALUNNIMi limito a trascriverne solo alcune che ritengo differenti e ancheinteressanti:ANGELO:” a me è piaciuta moltissimo questa attività perché siimparano molte cose e si lavora in equipe. In più, si uniscono le forzee si confrontano le proprie opinioni con quelle degli altri.”LEONARDO :” l’attività mi piace! Solo che nella fase delpasticciamento ero molto tentato di fare qualcosa di spiritoso!!! Forsemi piacerebbe di più fare un maggior numero di esperimentiseguendo una traccia già scritta perché così non mi verrebbe latentazione di distrarmi.”Anche in risposta a LeonardoALBERTO : “se noi non troviamo scritto è più valorizzata la nostraintelligenza. Non mi piace l’idea di Leonardo perché noi adessopossiamo sempre aggiungere qualcosa mentre se ci fosse tutto giàscritto dovremmo tenere sempre un’unica strada della qualeconosciamo sia l’inizio che la fine”

×