Numero unico a cura dei partecipanti al Corso di giornalismo    organizzato dall’Associazione Oratorio S.Antonio - Trento ...
Il volontariato impara a comunicare                                                                                       ...
1. Modulo per il riconoscimento            digitale e per il codice 2. Video interlocutore tra casa e                 uten...
Bottega - racconta una delle                                                                                              ...
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Il coraggio di educare                                                                                             loro ef...
Teniamoci compagnia                                                                                                 Un Pon...
Solo, osservo le gocce scivolare sulla vetrata,                            Come vendetta di una mente debole            ma...
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Il risultato di 6 mesi di corso di giornalismo

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Sguardi sulla città

  1. 1. Numero unico a cura dei partecipanti al Corso di giornalismo organizzato dall’Associazione Oratorio S.Antonio - Trento Marzo 2011Sguardi sulla città
  2. 2. Il volontariato impara a comunicare In quest’ottica va anche sottolineato l’impegno formazione e della sua completa applicazione a partecipativo che ha offerto l’occasione ai fre- mezzo della stampa quotidiana o periodica, hannoL’ABC del giornalismo quentanti di scambiarsi idee ed esperienze diverse offerto ai singoli interessati ulteriori elementi perUn corso organizzato dall’Associazione Oratorio S. Antonio ed ha consentito agli stessi un apporto concreto un fattivo contributo nel campo della socialità e, mediante uno o più “pezzi” scritti per la pubbli- in particolare, in quello del volontariato locale o a cazione sulla stampa locale. più ampio raggio d’azione.In quest’epoca in cui l’informazione riveste no- quale fonte primaria per immediatezza ed attendi- Il tutto lascia intendere che le conoscenze ac-tevole importanza, anche sotto il profilo tecno- bilità. quisite, specie sul versante dell’utilizzo dell’in- Lucia Menatologico, trova adeguata collocazione l’iniziativa di Nella parte conclusiva del corso si é dato spazioun “Corso di giornalismo” organizzato dall’As- all’attività pratica, con l’utilizzo di software liberisociazione Oratorio S. Antonio di Trento, con il per scrittura, elaborazione di immagini e metodisostegno della Fondazione trentina per il volonta- di impaginazione, di sicura utilità a livello di noti-riato sociale. ziari locali (parrocchiali o di associazioni volonta- Uno sguardo diversoAl corso ha partecipato un gruppo eterogeneo di ristiche).persone - per età, sesso, provenienza, esperienza L’ampiezza del corso e la qualità dei profili svolti Avete presente quelle signore anziane che parlano questo corso che vede noti docenti qualificati susseguirsidi lavoro -, tutte peraltro legate da un comune de- evidenziano l’intrinseca utilità dell’iniziativa sia sempre e solo di malattie, di rapine e omicidi della alla cattedra.nominatore e cioè l’impegno sociale o comunque sul piano di una costruttiva riflessione in ordine cronaca e poi concludono con: “Oh, che brutto mondo!”, Prima ancora da lettori ed utenti dei media che comenel volontariato locale, e perciò stesso desiderose all’importanza della funzione giornalistica, sia su scrollando la testa e levando gli occhi al cielo? “apprendisti” ed aspiranti operatori, sia pure locali, neldi poter disporre di un apporto più pregnante nel quello dell’acquisizione degli strumenti rivolti alla Ci si chiede, a volte, se anche i media non si comportino mondo dell’informazione.settore di operatività. correttezza operativa. allo stesso modo. Perché questa è forse l’area in cui giocano un ruoloI contenuti del corso si sono ispirati a tre aree Scorrendo i giornali o prestando ascolto ai vari TG, i giornali locali e i fogli di categoria, di parrocchia, ditematiche di fondo: conoscenza generale dei me- ci si trova per lo più sopraffatti da notizie di crimini, rione: possono diventare strumento e stimolo per un con-dia, stampa e giornalismo, strumenti informatici. Chi, come, quando. disgrazie, malaffare e tragedie planetarie. Tanto da fronto diretto su temi grandi e piccoli con le persone chePur nella varietà degli aspetti toccati, il percorso è Nel settembre 2010 ha preso avvio presso essere indotti un po’ alla volta a convincersi che al incontriamo nel rione o sul lavoro, fare da rete interme-stato lineare e coerente. l’Associazione Oratorio S. Antonio di Trento il “I Corso mondo accadano quasi esclusivamente fatti negativi. dia di informazione e partecipazione.In sostanza, si è partiti dai principi portanti di giornalismo - per redattori o collaboratori di notiziari Va detto che i media tengono conto del criterio di Assumersi il compito di integrare con tasselli di vitadel pensiero scritto, con peculiare riguardo al o giornali parrocchiali, rionali, di associazioni, di notiziabilità, cioè di che cosa faccia sì che un fatto comune i vuoti lasciati dalle notizie più generali di at-momento della conoscenza e della correttezza volontariato”, organizzato dalla Redazione “Comunità piuttosto che un altro diventi notizia, interessi il tualità, che a volte, risucchiano e focalizzano l’attenzio-nell’informazione; si è poi passati alla struttura in Dialogo” e coordinato da Mauro Avi. pubblico, si faccia leggere dalle persone che prendono in ne del pubblico solo su alcuni temi, tralasciandone altried alla tecnica del giornale, anche in connessione Il Corso, della durata di circa 80 ore, si è sviluppato in mano un giornale o una qualsiasi pubblicazione. egualmente importanti, o magari più “spinosi”.al corredo fotografico, con particolare riferimen- un ciclo di 20 settimane (fino alla fine di febbraio 2011), Questi strumenti dovrebbero informarci, darci un’idea, Presentare, sia nei risvolti positivi, che, nei nodi criti-to alla stampa avente dimensione locale; ci si è, con lezioni serali teorico–pratiche, che hanno visto illustrarci, renderci edotti del mondo che ci circonda ci, pezzi della realtà che ci circonda immediatamente,quindi, soffermati sugli aspetti etico - deontolo- impegnati i giornalisti trentini Diego Andreatta, Vittorio nella sua complessità, con i risvolti anche critici o palpabile e constatabile dal vivo, pur mantenendo unogici del giornalista, per pervenire infine alla parte Cristelli, Fabrizio Franchi (presidente dell’Ordine), problematici, ma componendo una visione d’insieme sforzo di collegamento tra il “piccolo”, il “vicino”, e iloperativa sotto il profilo informatico - compo- Fulvio Gardumi, Paolo Ghezzi e Giorgio Grigolli, nonché esaustiva. “globale”.sitivo della stampa in generale e del giornale in altri esperti del settore, quali Flavio Antolini (per le Quanto invece i loro criteri di scelta e di presentazione Far sì, infine, che l’immagine proiettata nella nostraparticolare. dinamiche della comunicazione), Lucia Bort (insegnante delle notizie sono più indirizzati alla diffusione mente dalla massa di informazioni che ci bombardanoIn tale contesto ha assunto rilevanza la visita alla di grafica), Giovanna Gadotti (docente di Sociologia della testata o a catturare l’ascolto delle persone, per quotidianamente, sia equilibrata e per quanto possibileredazione del giornale “L’Adige”, con consta- della comunicazione - Università Trento), Dino Panato la gestione economica del giornale, e per l’interesse o completa, più vicina a noi e, soprattutto, più integrata etazione dal vivo dell’apparato strutturale degli (fotografo - fotoreporter) e Pierluigi Roberti (docente l’indirizzo dell’editore? aperta nella direzione di una realistica positività.articoli in via di pubblicazione, tempestivamente di informatica - Università Trento). Per cercare di comprendere e gestire questi meccanismiintegrati dagli aggiornamenti dell’Agenzia ANSA, anziché esserne passive vittime, abbiamo organizzato Mauro Avi
  3. 3. 1. Modulo per il riconoscimento digitale e per il codice 2. Video interlocutore tra casa e utente della casa 3. Zona pranzo 1 4 5 4. 5. Contatti magnetici a porte 9 e finestre 6. Luci interne a “barra 10 7. Soggiorno graduata” 8. Stanza da letto per le ragazze 9. Stanza da letto per i ragazzi 10. Visualizzazione e gestione 7 dell’alloggio dal touch screen 2 3 6 8La “Casa Satellite” dell’ANFFAS A cena con degli ospiti specialiCome l’informatica favorisce l’autonomia della persona Una serata decisamente diversa...Gli ospiti abituali della “Casa Satellite” sono anche ad altri contesti. La prima grande novità è Sono quasi le venti e trenta. Abbiamo finito di che in questo caso una voce registrata avvisa per16 ragazzi con un ritardo mentale tra il grado la domotica, ovvero l’informatica applicata alla mangiare ma siamo ancora seduti a chiacchierare. nome ciascun ospite con un simpatico messaggio.lieve e medio dovuto alla sindrome di Down o casa. In prospettiva è immaginabile uno scenario La tavola è stata sparecchiata da poco e stiamo La signora che è appena entrata è la mamma dia problemi connatali. Di una età compresa tra i di proposte residenziali diversificate a seconda dei aspettando, chi più chi meno golosamente, di una ragazza che frequenta abitualmente la casa,21 e i 31 anni, normalmente vivono con le loro bisogni degli utenti che consenta, attraverso l’uso mangiare i grostoli, visto che siamo nel periodo ma che non è presente lì quella sera. Fa la volon-famiglie. Per il progetto è stato individuato a sempre crescente della tecnologia informatica, di Carnevale. Ad un tratto il campanello suona: è taria da quando questo progetto è iniziato, ma inTrento un appartamento di 71 m2 al primo piano un maggior grado di autonomia degli ospiti e un arrivata la volontaria che farà la notte. effetti da molto più tempo, da quando cioè suadi una palazzina ITEA. La zona dove è ubicato conseguente significativo risparmio di risorse E’ mercoledì due febbraio, sono nella “Casa Satel- figlia aveva appena un mese e lei ha conosciutol’edificio è raggiungibile a piedi dal vicino centro anche da parte dell’ente pubblico. Sin d’ora questa lite” gestita da Anffas Trentino Onlus assieme ad il “Centro Piccoli Down”, fondato nel 1981 dadi ANFFAS Trentino “Cresciamo insieme” (a esperienza potrebbe essere di stimolo alle famiglie un ‘collega’ del corso di giornalismo; siamo stati alcuni genitori (tra i quali c’era anche Maria Gra-monte della nuova sede della Questura) e ben verso l’utilizzo di tali ausilî domotici in grado di gentilmente invitati a cena dal responsabile della zia Cioffi Bassi, l’attuale presidente dell’Anffasservita dai mezzi di trasporto pubblico. garantire l’autonomia e la tutela del figlio anche in struttura, Gianluca Primon. Il conoscersi a tavola Trentino Onlus). E’ una persona dalla sguardoGli obiettivi dichiarati del Progetto “Casa assenza del loro occhio vigile. davanti a un buon piatto di pasta, mi è subito vivo e rassicurante, una mamma che ogni meseSatellite” sono assai variegati ma in estrema Un altro aspetto importante posto in essere sembrato un modo davvero piacevole e cordiale dedica una o due notti a questi ragazzi che ormaisintesi possiamo riassumerli in due. In primo dal progetto è il coinvolgimento massiccio del per entrare in diretto contatto con questa nuova conosce benissimo - visto che sono cresciuti sottoluogo la volontà di sperimentare un contesto volontariato. In “Casa Satellite” tale risorsa realtà, a me finora sconosciuta. i suoi occhi - e che tratta in modo molto familiareresidenziale nel quale le persone con disabilità viene utilizzata in maniera sistematica, stabile Ogni settimana per quattro giorni, dal mercoledì e accogliente.intellettiva possano acquisire le competenze ed efficiente grazie alla collaborazione con al sabato pomeriggio, viene ospitato a rotazione Qualcuno ha messo alla tv la videocassetta di unnecessarie per la gestione della vita domestica l’Organizzazione “Liberamente insieme per un gruppo diverso di ragazzi, di solito composto film comico che in realtà nessuno guarda: noncon il massimo grado di autonomia possibile. In ANFFAS Trentino” che ha portato allo sviluppo da due maschi e due femmine. Grazie al pc ‘do- c’è tempo, c’è altro da fare! Chi intrattiene gliparallelo lo sviluppo di una rete fra enti profit e di innovativi modelli di gestione del volontariato. motico’ che si trova in soggiorno è possibile or- ospiti, chi prepara per tutti la camomilla calda – ilno-profit per individuare soluzioni tecnologiche Il progetto trentino, del tutto sperimentale e ganizzare le varie attività quotidiane. Per scegliere rilassante rito della sera – chi ascolta un po’ diatte a migliorare la sicurezza e la qualità della vita innovativo, è già stato fatto proprio da un’altra il menù del pranzo e della cena i ragazzi trovano musica sull’I-pod, chi disfa la valigia e inizia a farsidelle persone con disabilità intellettiva. realtà italiana, a Pavia. un elenco di immagini di pietanze (primi, secon- il letto per la notte. Il clima generale è frizzante,I genitori che vedono crescere il loro figlio Come tutto ciò si svilupperà in futuro dipenderà di, contorni..), decidono insieme quali vogliono ma nello stesso tempo molto sereno. La casa poicon disabilità intellettive serie si pongono, da una serie di fattori: economici, certo, ma non cucinare quel giorno e poi le spuntano su una è decisamente ordinata e pulita, con ogni cosa alinevitabilmente, molte domande riguardanti il solo. Anzi, l’aspetto economico al momento pare lista, che alla fine viene stampata. A questo punto suo posto. Ci si sta bene. Faccio ancora un po’suo futuro. Una delle più angoscianti riguarda un problema assai meno significativo rispetto ad controllano cosa c’è già in dispensa e infine vanno di conversazione con i ragazzi, poi saluto e miil “dopo di noi”: ovvero il non sapere quali altri, essenzialmente di natura emozionale: ben insieme a comprare ciò che manca. Anche la congedo. Torno a casa con la sensazione di averscenari si apriranno per il proprio figlio quando più difficili da risolvere. mattina il computer sveglia ognuno all’ora oppor- trascorso proprio una serata diversa e arricchente.loro non saranno più in grado di occuparsene. tuna, in base ai suoi impegni e alle sue abitudini: C’è un mondo silenzioso di persone che dedicanoDa tale questione, più volte dibattuta anche per esempio c’è chi è più pigro e vorrebbe dor- il proprio tempo e i propri talenti agli altri. Il 2011all’interno dell’ANFFAS Trentino, è nata l’idea mire fino all’ultimo minuto e chi invece preferisce è l’Anno Europeo del volontariato. Pensiamoci.di sperimentare un modello di residenzialità Pietro Marsilli alzarsi un po’ prima per lavarsi e far colazione conove testare una serie di nuove strumentazioni tutta calma prima di uscire di casa. Infine la serae modalità operative eventualmente applicabili bisogna spegnere il cellulare verso le 21.00 e an- Anna Degasperi
  4. 4. Bottega - racconta una delle artiste - significa luogoPerché le due metà del cielo in cui la creazione passanon diventino troppo uguali attraverso l’alchimia della fatica e del sudore dell’artigiano che lavoraHo da poco iniziato a leggere un libro dal titolo In questi ultimi cinquant’anni la donna ha ot- instancabilmente dietro la“Lettera alle donne”. È scritto dalla giornalista tenuto un ruolo sempre più “attivo” all’interno propria visione, insomma unfrancese Catherine Barry che ha raccolto i vari della società: è entrata nel mondo del lavoro, ha luogo dove ci si sporca le mani.messaggi del Dalai Lama all’universo femminile. occupato ruoli da sempre prettamente maschili, In sintesi il Dalai Lama affer- ha imparato a camminare con le “sue gambe” ma che “ La prossima era sarà dimostrando il suo valore anche se spesso si è delle donne” sostenendo che visto che questo nuovo modo di essere è più un Maschere del mondo è l’unica che con la sua sensi- copiare i comportamenti maschili che non l’aver bilità, il suo altruismo, la sua trovato una vera nuova identità. Basta pensare compassione può dare inizio alle donne che in politica in nome del “potere” Il primo compleanno della Bottega Buffa CircoVacanti ad un cambiamento profondo difendono così strenuamente quei capigruppo e radicale in grado di costruire od onorevoli o senatori una società di pace. che molto palesemente Il 27 gennaio scorso, nella sala conferenze della da questa poetica, diventa immediata la compren- Sono completamente d’accor- dal loro parlare ed agire Caritro, l’Associazione di promozione sociale sione dell’istinto del gruppo di cercare continua-do con questa affermazione. lasciano intendere ciò che “Bottega Buffa CircoVacanti” ha festeggiato il mente la collaborazione con quegli artigiani cheGuardiamo un po’ la società nella quale viviamo: pensano dell’essere fem- suo primo anno di attività alla presenza di colla- lavorano ancora con il senso di trasmissione dellasono più le donne rispetto agli uomini che spesso minile e cioè che è “solo boratori, sostenitori ed estimatori d’arte. propria arte. Un esempio è sicuramente la colla-vanno in viaggio, a teatro, in pizzeria, che trovia- un bel passatempo”. Op- L’associazione si è costituita a Trento per la borazione con lo scultore trentino Luca Molinarimo in maggior numero in associazioni di volon- pure delle donne soldato: caparbietà e passione di sei ragazze di nazionalità che ha accettato di insegnare alle attrici del grup-tariato, che si ritrovano a fare due chiacchiere ricordate la soldatessa diversa e con alle spalle esperienze formative e po l’arte dell’intaglio per ottenere una matrice didavanti ad una tazza di caffè, che più si prestano statunitense carceriere percorsi culturali quanto mai vari. legno sui cui battere successivamente la propriaquando ce n’è bisogno, ma soprattutto sono anco- ad Abu Ghraib che con i I vissuti, coltivati negli ambiti del teatro, della mu- maschera in cuoio e trasferirla al volto per darera le donne che educano i figli. suoi colleghi ha parteci- sica, della danza, delle arti visive si sono incrociati vita ai personaggi della commedia dell’arte, dagliCosa significa questo? Significa che le donne pato alle sevizie e torture nella condivisione di una poetica comune che Zanni, Arlecchini, Pantaloni, Balanzoni, allesono maggiormente portate alla comunicazione dei prigionieri iracheni? vuole recuperare l’antica arte dell’attore, secondo Servette, oltre ai primitivi Buffoni e ai più homuse che proprio per questa loro capacità e il loro Poco tempo dopo quella la quale il teatro è prima di ogni altra esperienza, erectus, Clown per percorrere le vie dei borghi,modo di vivere più frequentemente la comunità stessa soldatessa è rimasta spazio di relazione e di comunicazione, capace di prediligendo carnevali e luoghi che hanno il sapo-possono più facilmente trasmettere messaggi e incinta. Ma come può colei incontrare nelle piazze e nelle corti un pubblico re di antico, inondandoli di fantasie perdute.convinzioni. che è in grado di dare la eterogeneo d’età, E se il sostantivo non casuale di Bottega che dà Ecco perciò vita partecipare a queste estrazione sociale il nome all’associazione ci fa scoprire l’arcaico, l’importan- efferatezze? e provenienza possiamo capire il significato della scelta di Buffa: za che non Ma abbiamo donne come geografica. Per il perché anche questo è teatro: parlare di ciò che passi il mes- San Suu Kyi, abbiamo le particolare lavoro le convenzioni ed il galateo non permettono di saggio che “Madri coraggio”, Dian di ricerca che de- dire; esprimere il poetico e il grottesco che la purtroppo in Fossey che ha dato la vita dica alle masche- realtà mescola e la maschera ridice; di Circo, in questi ultimi per salvare ciò nel qua- re la Bottega si è quanto è un crogiolo di discipline diverse e di mesi sta di- le credeva e tante altre, gemellata con un Vacante poiché costantemente alla ricerca di vuoti lagando nel ma soprattutto abbiamo gruppo di ricerca da riempire. In definitiva la Bottega ci comunica nostro paese: milioni di donne che tutti i teatrale brasi- una bella esperienza: che là dove c’era desiderio e una forma di giorni con il loro modo di liano di nome volontà di incontrare volti e persone il dialogo fra prostituzione vivere dimostrano la loro forza e la loro capacità Cia Buffa de Teatro che si occupa del recupero e le culture è concretamente possibile. consape- di portare avanti le idee nelle quali credono senza della codificazione dei linguaggi artistici e rituali vole come cedere al ricatto dei “soldi e del potere”. presenti nelle manifestazioni popolari brasiliane Ezio Risattisistema di emancipazione e come strumento di Ecco perché è importantissimo non copiare ma anche di altre parti del mondo, quali le danzeaccesso a desideri effimeri. i comportamenti maschili ed ecco perché, se di possessione del sud Italia.Ecco l’importanza di mantenere le diversità tra manterrà la sua identità, solo la Donna può essere Bottega - racconta una delle artiste - significa luo-uomo e donna, di non cadere noi donne nella colei che può costruire una società di pace. go in cui la creazione passa attraverso l’alchimia Contatti:trappola di scambio e denaro in nome di potere e della fatica e del sudore dell’artigiano che lavora Referente: Veronica Risatti cell. 3497227824soldi, scambio sul quale l’uomo, spesso, ha basato instancabilmente dietro la propria visione, insom- bottegabuffacircovacanti@gmail.comquesta società. Anna Mussi ma un luogo dove ci si sporca le mani. A partire bottegabuffacircovacantiblogspot.com
  5. 5. Dentro ho incontrato uomini liberi “L’ (in)giusta distanza”Un laboratorio di fede nel carcere di Trento 12 km o poco più tornare da te per vivere la tua mancanza, eppure“Veglia sempre su questi figli tuoi…” canticchia La vita riserva spesso sorprese non resisto agli orgasmi offerti alle membra che ti di Costanza Schiarolila mia mente mentre alle mie spalle si chiude e novità che mai ci si sarebbe assaggiano nonostante siano vecchie di te. Elencoanche l’ultimo cancello che separa due mondi: il Ti riconosco alla vista del mare. Di quel mare. Il i miei altrove. Qual è la giusta distanza? Abiterò aspettati.“dentro” e il “fuori”. mio. Ti riconosco, assenza, perchè per 12 km o un limbo finchè non mi deciderò a non essere piùIl “fuori” è la vita della maggior parte di noi, poco più posso guardarti negli occhi. Sei la mia tua schiava, terra madre. Lasciami libera di rico-fatta di tante cose, a cui forse non diamo troppo di vita da far venire i brividi, ragazzi cacciati di terra. Alla velocità decisa dal treno ho il privilegio noscermi in quello che vivo lontana da te. Non èpeso perché ormai fanno parte della nostra casa dai loro stessi genitori, che si sono trovati di godere di te che ti concedi vanitosa e furbetta. un tradimento, il mio. Anche io per te sono assen-quotidianità: famiglia, casa, lavoro, traffico, nel pericolo, faccia a faccia con la morte più di Mi chiami a te ma mi costringi altrove. E il con- te, lo so. Ma da sempre sono e voglio continuare aimpegni, corse frenetiche, volontariato e anche una volta; ci sono mariti e padri di bimbi anche gedo è morire un po’. E il tornare è dirti grazie essere solo tua.qualche hobby, se rimane tempo. piccolissimi che, tra le lacrime, ci confidano il e amarti ogni volta di più. Terra: mi hai generatoIl “dentro” è invece quel mondo a tanti loro dispiacere per aver causato loro sofferenza, dal tuo grembo e solo lì, accanto al mare, sono 1000 km o poco menosconosciuto – fino a poco tempo fa anche a me – la paura di perderli, il vuoto e la solitudine di non davvero io. Ho allungato le mie radici, evitandoche sta oltre il muro di cinta del carcere. poterli abbracciare o festeggiare insieme il loro gli strappi, per vivere altrove ma tu non ti sei tra- Danuta Harkabuzik ha scelto una poesia per raccon-La vita riserva spesso sorprese e novità che mai compleanno. scinata con me. Chissà come sarebbe il mio Sud tarsi. 24 anni in Polonia e 24 anni in Italia, ancheci si sarebbe aspettati. E così, da circa un anno Nei confronti di questi uomini ci poniamo con se fosse Nord. Chissà come cambierebbe fare lei è testimone di uno sdoppiamento. Il suo è une mezzo, ho ricevuto quello che ritengo un profondo rispetto e, a volte, con il semplice l’amore con la terra se fosse il contrario. Quan- perfetto equilibrio tra sofferenza per la terra lon-dono immenso, il potermi affacciare alla finestra silenzio nella consapevolezza che nessuno di noi ti altri vivono di te, assenza? Quali km di mare tana e desiderio di confronto e ricchezza culturaledi questa complessa realtà, che mi ha stupita, può dire di non aver mai sbagliato, né di essere aspettano gli altri? All’apparenza non lasci tracce con quella che l’ha adottata. Davanti ad un caffèsconvolta, commossa e coinvolta al tempo stesso. migliore o peggiore di loro. ma se guardo io vedo solchi profondi sul tuo queste donne si sono narrate la fatica di adattarsiForse per noi gente comune, tutta presa a A loro va la nostra gratitudine per come ci fanno seno, terra. Potrei distinguerli. I segni di chi come alla nuova vita e il tempo lento della fiducia per larincorrere i propri progetti, a realizzare i propri sentire accolti per quel che siamo, con semplicità me torna con passo pesante all’origine, quando è costruzione di relazioni. Tornare e restare. Questasogni, quel muro divide i buoni dai cattivi, i belli di cuore. permesso, abitando in un altro luogo che spesso la vicinanza, lo sguardo comune di una storia chedai “mostri”. Vi assicuro che non è così! E a Maria li affidiamo cantando insieme, ancora fatica a riconoscere come proprio e in cui spesso parla di (in)giusta distanza e di casa.Con altri tre amici e il padre cappellano del una volta: “Veglia sempre su questi figli tuoi!” fatica a riconoscersi. Sei doppia, assenza, nel pri- Ecco la poesia originale e tradotta in italiano.carcere di Trento ci ritroviamo insieme ad varmi di essere a casa ovunque io viva, tranne cheun gruppo di carcerati, che hanno scelto di Cristina Malacarne con te. Eppure ho il privilegio di avere doppi oc-partecipare a questo momento di incontro chi per conoscere perché so da dove vengo e hochiamato “laboratorio della fede”. E’ aperto a bisogno di sapere dove vado per sentirmi bene.tutti ed è molto variegato per religione, lingua e Eterna inadeguatezza. Le radici sono una dolcecultura. Ciò che ci accomuna è la sete di qualcosa prigione che quando posso abito. Il distacco èdi importante; è il desiderio di leggere insieme la una gola in cui non mi calo. Se mi chiedessero diParola di Dio, sulla quale poi ci confrontiamo, ci dare nome alla mia casa sarebbe terra madre. Sescambiamo le nostre riflessioni e sensazioni. mi chiedessero di dare nome alla terra che mi haQuanti volti abbiamo incontrato in questi accolto ora non ne sarei capace perché la sua lin-mesi, quanti nomi, quante storie! A volte non gua e i suoi frutti non li ho imparati da bambina.servono tante parole perché i loro sguardi Doppia assenza mi costringi a rinominare la miatrasmettono emozioni indicibili. Ci sono visi tristi, identità e a farmi essere straniera anche a casa,spaventati, rassegnati, che portano il segno della quando tornando di tanto in tanto sento che misofferenza, ma anche sguardi carichi di vivacità, manca la confidenza di un tempo. Il vociare deidi intelligenza, di voglia incredibile di vivere, ricordi si mescola con la smania di sapere del pre- Le tre parole più stranecomunicare, amare. Un forte spirito di solidarietà sente. Ma saperlo non è viverlo. Mi togli tutto. Ti Quando pronuncio la parola Futuro,e di sensibilità reciproca si coglie dai loro racconti. tolgo tutto. E non sono mai vuota. E non sono la prima sillaba già va nel passato.C’è chi è in carcere per la prima volta, e chi del mai piena. Né all’origine né all’approdo. Cosa mi Quando pronuncio la parola silenzio,carcere ha fin troppa esperienza, perché ne ha fa essere quello che sono? La terra mi plasma più lo distruggo.visti tanti e magari molti dei suoi 20-30 anni li ha degli uomini e mi comanda. Le sue forme, la suavissuti “dentro”. storia, i suoi rumori fanno la mia identità. Casa Quando pronuncio la parola Niente,Secondo la legge sono uomini che nella vita perchè in viaggio non ti porto con me? Sei mia creo qualche cosa che non entra in alcun nulla.hanno sbagliato qualcosa, che devono pagare per solo per 12 km o poco più. E poi resti lì, non ti Di Wislawa Szymborska, poetessa polacca premio Nobeli loro errori. E questo è il compito della legge. Particolare dell’icona della Risurrezione nella chiesa del nuovo carcere avvicini e io come un parassita vorrei appiccicar- per la letteratura 1996Ma per noi ci sono delle persone con esperienze di Trento mi alle tue pareti e vivere di te. Peccato mortale
  6. 6. In Cielo e in … Bolghera Santi Arte Al contrario, edificio di nicchia dedicato ad un 2. Sant’Antonio da Padova santo altrettanto di nicchia è la cappella che sorge davanti al Villaggio SOS in cima al colle di Gocciadoro. A seguito della morte prematura Frate francescano, taumaturgo, dottore della del suo sedicenne nipote Adalberto, nel 1857, Chiesa, sant’Antonio da Padova nacque a Lisbo- l’avv. Pietro Bernardelli diede disposizione in un na, in Portogallo, nel 1195 e morì ad Arcella, nei codicillo testamentario dello stesso anno affinché pressi di Padova, il 13 giugno 1231. Indice della venisse eretta una cappella “sul dosso a sera della sua straordinaria popolarità è che il suo nome, casa colonica del maso in Gocciadoro intitolata a nelle diverse varianti e traduzioni (Antonio,1. Santa Chiara e sant’Adalberto”. Venne effettivamente eretta solo Tonino, Antonietta…) è in assoluto il più diffusosant’Adalberto nel 1873, su progetto dell’ing. Saverio Tamanini al mondo. A lui anche in Trentino sono dedicati e benedetta nel corso di quello stesso anno. Ha numerosi edifici di culto, non solo legati all’Ordi-Nulla di strano che in una città storicamente così pianta ottagonale con atrio sorretto da colonne ne francescano.intrisa di religiosità come la nostra, sia le intitola- binate e frontone marcato da archetti rampanti. Fra di essi la chiesa parrocchiale del nostro quar-zioni di alcuni grandi edifici, di culto e non, che di L’esterno è di pietra riquadrata e ben connessa. tiere, come pure la strada antistante. Fu costruitaalcune strade, che di artistiche statue siano legate La parte superiore della facciata è ornata di archi fra il 1956 e il 1959, benedetta il 15 marzo 1959,a santi e a sante. rotondi sostenuti da eleganti colonnine. La lunetta consacrata il 5 giugno 1982. Il progetto è dell’ing. Cuore di Gesù, in particolare il san GiuseppeCiò vale anche per il quartiere di oltre Fersina che sormonta la porta di accesso è fregiata da una Giovanni Lorenzi (e non dell’arch. Efrem Ferrari, operaio con Gesù Bambino e la Madonna colconnotato dalla presenza dell’ospedale cittadino, semplice croce e dalla scritta “In honorem sancti come talvolta è stato erroneamente scritto) su Bambino.per antonomasia “il” Santa Chiara, del quale la Adalberti archiep.”. L’interno ha gli angoli deco- incarico dell’allora parroco Randolfo Sottopie- Giovanni Lorenzi (Lavis 1901-1962), laureatosiposa della prima pietra risale al 1960 (23 ottobre) rati a fasce; nella cupola della volta sono raffigu- tra. Le caratteristiche architettoniche dell’edificio in ingegneria civile a Padova nel 1927, ha prodot-e la inaugurazione al 1970 (18 gennaio). La sua rati gli evangelisti. L’altarino è in marmo bianco. ricordano liberamente alcuni aspetti dell’archi- to numerosi disegni, progetti e materiali per laintitolazione ben si motiva con il trasferimento Dal 1975 la cappella non venne più utilizzata e ne tettura gotica, quali la verticalità, la soffittatura a partecipazione a concorsi di edifici chiaramentefra quelle nuove mura dell’ospedale civile cittadi- cominciò il degrado fisico a incominciare dagli vele piatte, il netto contrasto fra strutture portanti razionalisti. In alcuni testi pubblicati su “Trenti-no che dal 1811 aveva sede all’inizio di corso Tre infissi e dalla copertura. Non sono più presenti e pareti di tamponamento. E’ contraddistinto no”, la rivista della Legione Trentina, negli anninovembre, nell’ex convento delle clarisse, e che né la pala raffigurante il santo titolare, dipinta nel dai triangoli vetrati ai lati del coronamento, il cui precedenti la Guerra, i suoi progetti sono pro-per questo veniva detto di “Santa Chiara”. 1873 da Eugenio Prati, depositata al Museo Pro- disegno geometrico si ripete nella cupola absidale, posti a un pubblico vasto come esemplari dellaE così continuò a chiamarsi, senza soluzione di vinciale d’arte, né l’acquasantiera in pietra, divelta nel tetto a capanna, nelle tre aperture del grande nuova architettura razionalista che lui interpretacontinuità anche dopo che dalla vecchia sede dalla sua sede e distrutta per atto di vandalismo. porticato che timbra la facciata caratterizzata da spesso lungo linee ed elementi curvi. Le suepassò alla nuova. L’edificio è stato acquisi- una elevazione assai pronunciata, nelle lesene prime opere importanti datano verso il 1936 eAl centro dell’aiuola-rotatoria antistante l’ingres- to gratuitamente dal Co- cementizie. l’attività professionale, da quella data, è intensa.so principale, in occasione dell’ottavo centenario mune di Trento nel 1995. L’interno, impostato su pianta rettangolare, è ad Partecipa al concorso per il Piano Regolatore didella nascita di santa Chiara, il Movimento Fran- E’ in corso un restauro, aula unica, affiancata da una serie di basse cappel- Trento del 1938. Dopo il 1945, calata la tensionecescano Trentino promosse la realizzazione di un finanziato dal Comune le laterali di cemento e di marmo che svolgono la che lo caratterizzava, la sua produzione architetto-monumento bronzeo dedicato alla santa. L’opera di Trento, da parte della funzione di contrafforti, il tiburio sopra al presbi- nica “si appiattisce su moduli ripetuti e anonimi”fu plasmata da fra Silvio Bottes, il noto ed apprez- ditta Tiziano e Francesco terio è a pianta quadrangolare. Il grande crocifis- (Giovanazzi).zato scultore francescano del convento di Arco Nerobutto, di Grigno, su so ligneo della parete absidale, il gruppo ligneo Oltre alla chiesa di Sant’ Antonio in Bolghera, franato nel 1921. Come si legge nel pieghevole edito progetto dell’arch. Fran- della Sacra Famiglia della terza cappella a destra, le sue opere principali si ricordano casa Lubichin occasione della sua benedizione (3 ottobre co Janeselli. la statua di sant’Antonio di quella seguente e la in piazza Cesare Battisti (1936), il Supercinema1993), esso fu realizzato “per evocare ai malati, Il santo a cui ci si riferi- statua policroma della Madonna addolorata della Vittoria in via Manci (1937), la Casa del Littorio,agli operatori sanitari ed ai visitatori i messaggi di sce è Adalberto di Praga, terza cappella a sinistra sono di Ermanno Mo- poi Autorità del Bacino dell’Adige, in largo Portafede e di fortezza cristiana, nei quali si riconosce benedettino, arcivescovo roder. Il dipinto con il battesimo di Cristo della Nuova e le scuole elementari di Lavis (1938), ill’attualità della testimonianza della Santa”. di Praga, morto martire cappella seguente è di Franco Nones. L’affresco Grand Hotel Trento in via Alfieri (1939), il quar-Ovviamente ci si riferisce a santa Chiara di Assisi (956 ca. - 23 aprile 997), di sant’Antonio della fronte destra del presbi- tiere INA-Casa a San Donà (1957).(1193 - 11 agosto 1253), la co-fondatrice dell’or- veneratissimo patrono terio, del 1963, è di Marco Bertoldi. Lo stessodine delle Clarisse, nel quale da allora anche le della Prussia e della Marco Bertoldi che nel 1978-1979 realizzò diversidonne poterono vivere l’ideale francescano. Boemia. interventi ad affresco nella vicina chiesa del Sacro Pietro Marsilli
  7. 7. Il coraggio di educare loro efficacia non alla procedura, ma alla passio- ne e all’entusiasmo di chi giorno dopo giorno si so. Perché compito dell’adulto è quello di esserci e mostrare fermezza di fronte ai tentativi dell’ado- spende gratuitamente per il bene dell’altro. lescente di mettere alla prova il suo equilibrio e la orientino il percorso per riportarlo sulla giusta Educare quindi è possibile se smettiamo di sua autorevolezza; suo dovere è quello di stabi- rotta. indossare i guantoni dello sfidante e scesi dal lire regole e limiti con i quali l’adolescente deve Ritrovare slancio e motivazione risulta tuttavia ring abbassiamo la difesa per guardare in faccia confrontarsi per conquistare la propria autonomia compito non facile quando il futuro appare come chi abbiamo di fronte e conoscerlo. Solo nell’in- e indipendenza. Solo grazie a questo incontro/ una minaccia che priva i giovani di ogni prospet- contro con la sua libertà, aprendoci all’ascolto scontro, infatti, egli avrà la possibilità, lungo il tiva e li spinge ad appiattirsi sul presente. Ne ha e al dialogo, troveremo il modo di allearci con i suo percorso di crescita, di imparare a conoscersi parlato il filosofo Umberto Galimberti nel suo giovani perché se è vero che l’azione educativa è e a differenziarsi, scoprendo chi è e quali sono i “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, (deve essere) un’azione corale, la prima alleanza talenti e le capacità che lo rendono unico. Oggi testo dedicato all’analisi del disagio giovanile nelle da costruire è proprio quella con loro. invece sembra prevalere la cultura dell’omolo- sue varie manifestazioni. gazione che appiattisce la creatività e ostacola Il rimedio individuato coincide con il compito che l’intraprendenza dei giovani mentre la nostra da sempre spetta agli adulti: insegnare “l’arte del incapacità di far capire il senso del limite li porta a vivere”, aiutando i giovani a riconoscere le pro- immergersi in qualsiasi esperienza senza possede-Scendere dal ring prie capacità per poi esprimerle e lasciarle fiorire re la maturità e le categorie necessarie per capire liberamente. Occorre quindi recuperare anzitutto le conseguenze delle proprie azioni.e puntare al dialogo fiducia nella bontà dell’azione educativa e nella Venuto meno quindi al proprio dovere, l’adulto capacità di trasmettere e comunicare valori in un sembra aver dimenticato anche il diritto delleEmergenza, sfida, alleanza: termini ricorrenti in momento storico in cui le tradizionali agenzie nuove generazioni a essere educate e appare invi-questi ultimi anni nel linguaggio di chi, a vario schiato egli stesso in una profonda crisi d’identità educative - famiglia, scuola, Chiesa, mondo delletitolo, si occupa di educazione. Educare non è più che trasforma e modifica le caratteristiche tipiche associazioni, del volontariato, dello sport - fannoun’azione spontanea, ma è diventata un problema, dell’incontro con l’adolescente: non più rapporto fatica a mettere in campo un agire responsabileuna sfida da affrontare con nuove risorse e nuovi asimmetrico ma tra pari, come se fosse possibile che valorizzi la dimensione progettuale implicitastrumenti. Si tratta, infatti, non soltanto di resiste-re all’urto inevitabile generato dallo scontro inter- nell’azione educativa. Educare, infatti, è possibile Una nuova alleanza conquistare la fiducia e l’affetto dei giovani solo quando lo sguardo si allunga verso l’orizzonte e diventando loro amici e comportandosi come tali.generazionale, ma anche e soprattutto di costruire ci si adopera per contrastare l’affermarsi di quelle tra generazioni È evidente quindi di quanto bisogno ci sia disolide reti di sostegno e di dare vita a situazioni educazione, ma soprattutto di testimoni convintiin cui fermarsi per trasformare lo scontro in un “passioni tristi” - incertezza e disillusione - che Educare: cosa significa oggi? Domanda a cui non sembrano dominare la scena. e coerenti della bontà dell’azione educativa: edu-incontro aperto al dialogo e alla comunicazione è facile rispondere, ma che non si può eludere se care infatti non può essere un’azione superficialeautentica. Tornare ad appassionarsi, mettersi in gioco per è vero che la società attuale sembra essere caratte- costruire il futuro, investire sulla formazione inte- e astratta, dove le parole non trovano corrispon-In questo senso si è mossa “Educa”, manifesta- rizzata da un disagio esistenziale che riguarda non denza nei fatti, un’azione che non si cala nel reale,zione nazionale sull’educazione nata tre anni fa a grale dell’uomo: è questo il messaggio contenuto soltanto i giovani ma anche e soprattutto gli adul- anche negli Orientamenti pastorali per il decennio ma rimane sterile e senza impegno, lasciata al casoRovereto, portavoce di una preoccupazione ormai ti. Ne abbiamo sentito parlare a “Educa”, mani- o alle circostanze, e quindi priva di direzione odiffusa a macchia d’olio, ma, al tempo stesso 2010-2020 pubblicati da pochi mesi e dedicati festazione nazionale sull’educazione nata tre anni proprio all’arte delicata e sublime dell’educazione. meta o con una data di scadenza.espressione di quanto di positivo si sta cercando fa a Rovereto, e pochi mesi fa è stata pubblicata la L’educazione, invece, è (dovrebbe essere) un’azio-di fare e “laboratorio” di nuove pratiche. Tale Non mancano quindi voci autorevoli provenienti nota dei vescovi italiani per il prossimo decennio, dal mondo laico e da quello cattolico a indicare ne intenzionale che chiede a ognuno di mettereiniziativa ha saputo, infatti, creare un luogo in cui dedicata proprio all’educazione, a testimonianza le proprie capacità a servizio dell’immenso beneincontrarsi per riflettere e confrontarsi sul ruolo un percorso difficile ma necessario: riportare della necessità di riconoscere il valore dell’azione l’attenzione al cuore dell’educazione intesa come rappresentato dai nostri figli affinché quel bene erivestito dagli adulti nel rapporto problematico educativa. la ricchezza racchiusa in ognuno abbia la possibi-con le nuove generazioni. Ormai non più modelli azione generatrice e formativa per eccellenza che Risulta evidente, infatti, che nel rapporto tra ge- lità di esprimersi.di comportamento né punti di riferimento precisi chiama gli adulti ad un impegno responsabile nerazioni non esiste più una linea di demarcazio- Educare quindi significa dedicarsi alla realizza-e affidabili, gli adulti appaiono essi stessi prota- e non più trascurabile. Perché di educazione si ne precisa a segnare il confine: di fronte a giovani zione di un progetto nella cui utilità dobbiamogonisti di una crisi che li vede sempre più privi di torni a parlare come di un incontro fecondo per che non riconoscono più l’autorità di genitori e credere profondamente se vogliamo che vada aquella credibilità e autorevolezza che li rendereb- entrambe le parti del rapporto, in un processo insegnanti ma che, al tempo stesso, hanno biso- buon fine. Piantare un seme e sperare un giornobe agli occhi dei giovani un esempio da seguire. di accompagnamento e arricchimento reciproco. gno di punti di riferimento precisi e affidabili, di godere di frutti maturi e saporiti senza curarciNasce da questa consapevolezza l’impegno del Perché l’educazione cessi di essere un problema, capaci di orientare il loro percorso e di aiutarli a di proteggerlo non basta. Nutrire quotidianamen-Comitato per il progetto culturale della Cei che prima di accorgerci che forse non abbiamo più distinguere ciò che è buono, bello e positivo per la te il terreno per aiutare quel piccolo germoglionel 2009 ha pubblicato un rapporto-proposta voglia di dedicarci a quello che è il compito più loro crescita, troviamo un mondo adulto sempre a crescere diritto e rigoglioso: questa invece è laintitolato proprio “La sfida educativa”. Dopo bello e affascinante che possiamo sperimentare: più in difficoltà nell’offrire modelli di comporta- direzione da seguire per permettere all’educazioneun’attenta riflessione sullo stato dell’educazione, dare la vita ad un altro e poi aiutarlo a crescere mento nei quali potersi identificare. di rispondere alla sua autentica vocazione, miglio-il testo evidenzia la necessità di creare alleanze libero e autonomo. Esso, infatti, sembra aver ormai perso la consa- rare il nostro modo di stare al mondo.in grado di coinvolgere attivamente tutti i sog- Non si tratta solo di una questione terminologica pevolezza del valore insito nel dovere di educare,getti che hanno a cuore il benessere delle future - sfida o arte? -: le alleanze e le modalità che per- che implica la capacità di assumersi un impegnogenerazioni e propone linee di intervento che ne mettono di calare nel reale l’educazione devono la responsabile e fedele nel tempo al rapporto stes- Patrizia Niccolini
  8. 8. Teniamoci compagnia Un Ponte sulla fantasiaLa solidarietà come antidoto alla solitudine Un itinerario suggestivoNon molto tempo fa sulla cronaca locale la solitudine, il sentirsi soli non è uno stato Chi transita per la Bassa Valsugana forse nonappariva la notizia che una persona anziana d’animo solamente legato all’assenza di qualcuno, ha mai notato il grandioso ponte di pietra, unaera stata trovata morta nel suo appartamento ma soprattutto è il frutto di un meccanismo struttura spettacolare, un arco perfetto di oltredopo quattro giorni. Nella quotidiana fretta “ad escludendum”. Stare soli infatti a volte è 40 metri di luce, completamente staccato dallacon la quale si sfogliano i giornali non ho dato piacevole, è importante per riflettere, ci aiuta a parete rocciosa. Le foto non possono rendere circa 2 km, simolto peso alla cosa, ma poi ripensandoci molti valutare con la dovuta tranquillità delle situazioni il fascino di questa opera d’arte della natura. Le trova un piccolointerrogativi hanno cominciato ad affollare difficili, ci aiuta nel prendere decisioni. Questo misure sono notevoli: piano parabolico superiore parcheggio, e dila mia mente. Stiamo vivendo in una società stare soli, questo stare un po’ con se stessi oltre 70 metri, larghezza circa 4 metri, spessore fronte la partenzache progressivamente e inesorabilmente sta per ripercorrere esperienze passate, storie ed 12 metri, arco interno circa 60 metri, altezza dal ben segnalata perinvecchiando, bastano alcuni dati per ricordarlo: eventi di vita vissuta è frequente nelle persone suolo sottostante 50 metri. Si è formato per crolli il Ponte dell’Or-l’indice di vecchiaia (rapporto fra ultra 65enni e anziane, ma non è mai isolamento fine a se successivi della volta di un profondo “covolon” co. Il sentiero,giovani fino a 14 anni) nel 1962 era pari al 42%, stesso, solitudine. Altra cosa è la solitudine a (grotta aperta verso l’esterno), dovuti ai fenomeni che si inoltra nelnel 2009 era pari al 125% e nel 2032 raggiungerà cui spesso, troppo spesso la persona anziana è carsici che hanno interessato l’isolata mole del bosco di pinoil 190%. “obbligata”, costretta da un mondo che non lo monte Lefre (1.385 m). nero e silvestre, riconosce più come persona capace di incidere Per tutta l’escursione si godono vedute sulla Val- è segnato, ben sull’evoluzione degli eventi, sui meccanismi, sulle sugana, i dirimpettai contrafforti dell’Altipiano di agibile e senza particolari difficoltà, vi sono alcuni “regole” che caratterizzano la società in cui vive: Asiago con i Castelloni di San Marco, ed il paese tratti relativamente ripidi. Il tempo per l’escursio- Ultra 65enni: è qui che si compie l’operazione di esclusione, di di Ospedaletto e interessanti varietà di piante. ne è di circa un’ora e mezza andata e ritorno. Nel emarginazione. In questo contesto si è maturata Un’antica leggenda, che qui sotto riportiamo, è ritorno si può sostare alla Madonna della Roc- • nel 1961 erano circa 10% legata a questo ponte. chetta, chiesetta votiva del 1640, con adiacente fra l’indifferenza di molti quella morte nella • nel 2010 sono il 19% solitudine tanto presente da scoprirla a distanza Ci si arriva: dalla strada statale 47, uscita Ospeda- parco giochi e area attrezzata di tavoli e panche. • nel 2030 oltre il 25% di giorni. Di fronte a questi eventi abbiamo perso letto Valsugana. Arrivati in centro paese, muni- tutti, ha perso “l’animale sociale” che è in noi, ha cipio, seguire la segnaletica Ponte dell’Orco per Angela Zortea Ultra 80enni: perso la comunità, il vicinato, la rete di welfare “ sempre più smagliata, sono venuti meno i valori • nel 2010 sono il 6,3% circa 30.000 di solidarietà. • nel 2030 circa il 10% oltre 53.000 La chiave di volta è recuperare con forza i valori di una società solidale capace di contrastare le La leggenda del Ponte dal pericolo in cui si trovava. E invo- cò l’“Orco”, il dio dell’inferno e deiIn questo contesto i fenomeni di solitudine per logiche, le azioni che tendono ad escludere per dell’Orco giuramenti!... Il grido fu esaudito.le persone anziane, ove i rapporti familiari si favorire quelle inclusive. Il vecchio non può S’aprì infatti la terra, e dall’apertu-sono assottigliati moltissimo, diventano sempre essere solo un problema dei servizi sociali, una Il popolo, sempre immaginoso, vi in- ra uscì un nembo di fumo e odorepiù frequenti tanto da rappresentare una questione di rete dei servizi; anche questo, tessè sopra la seguente leggenda: “Un di zolfo, e davanti al pastoreevidenza sociale di non facile soluzione. ma deve divenire sempre più una risorsa pecoraio, di non si sa quale regione, esterefatto comparve Plutone (ilIl sentirsi isolati, tagliati fuori dalle per sviluppare, rafforzare gli elementi arrivò in antichi tempi sulle pendici vero nome dell’Orco) in figura di undinamiche della vita quotidiana, solidaristici della nostra società sovrastanti al luogo, dove sorse poi il uomo lungo lungo, scarno scarno, con - E l’anima mia ti cedo. - Giura! paese di Ospedaletto, conducendovisapere che puoi contare poco o condannata ad un progressivo e una folta barba, occhi di fuoco, mento - Giuro! al pascolo le sue pecore. Era uno dinulla per i “valori correnti” della costante invecchiamento. Non può aguzzo, naso aquilino, bocca ampia - Ebbene. Guarda!... quei pecorai nomadi che si aggiravanosocietà in cui vivi, intristisce, considerarsi solidale una comunità e sogghignante, coi piedi caprini e le Il pecoraio guardò, ed ecco sorgere due indisturbati sulle nostre allora libere mani somiglianti ad artigli di aquila. enormi piloni di roccia e sopra i pilonilo rende inaccettabile. Si che esclude i suoi vecchi e i diversi montagne in cerca di pabulo per il loro - Tu mi hai chiamato, o pecoraio - gridò un gran masso che faceva da ponte.può essere soli anche in perché alla lunga si troverà a gregge. Va e va, il pecoraio si trovò un con voce aspra e chioccia il re dell’Aver- - A rivederci all’Erebo, - disse l’Orco. -mezzo alla gente, in non essere nemmeno giorno sul ciglione di un’alta pendice, no. - Che vuoi? Appena tu sarai morto, verrò a prende-una comunità quando comunità ma semplice donde era impossibile transitare al - Domando aiuto a vostra maestà re la tua anima, che sarà mia preda.nessuno più ti guarda sommatoria di basso, e risalire il monte era oltremodo infernale per uscire da questo pericolo - E sia ! - confermò il pecoraio risoluto.negli occhi o ti rivolge individualità. pericoloso per uno scoscendimento di - rispose tremante il pastore. Plutone diè un fischio acutissimo, cheuna parola di sostegno. pietre cadute nella notte, durante un - Quale pericolo? rimbombò per le montagne circostanti,Non necessariamente furioso temporale. Il povero pecoraio - Vorrei passare là col mio gregge; ma il e s’inabissò fra un alto nembo di fumo.la vicinanza fisica di Renzo Dori temette per sè e per le sue pecore. Che burrone è alto, scosceso, non transita- Il pecoraio passò allora il ponte con leuna persona risolve la fare?... Idolatra come era il pastore, bile, e ritornare indietro non posso. sue pecore e fu salvo. Il ponte rimase,tua solitudine se non pensò non vi fosse partito migliore che - Sono pronto al tuo desiderio; ma tu e fu detto e si dice tuttora il “Pontec’è relazione. Quindi invocare l’aiuto di un essere ultramon- devi cedermi l’anima tua... Solo a tal dell’Orco”. diale e potente, che valesse a liberarlo patto ti salverò! www.comune.ospedaletto.tn.it
  9. 9. Solo, osservo le gocce scivolare sulla vetrata, Come vendetta di una mente debole ma nessuna è quella che attendo. il potere ingannevole dell’arroganza Un altro giorno è passato crea incurabili ulcere nella nostra personalità e il timido sole invernale tra le nubi tramonta ridendo Alessandro BitteleriIdeazione, testi, foto, progetto grafico a cura dei partecipanti al Maurizio Avi, Mauro Avi, Novella Benedetti, Alessandro Bitteleri,Corso di giornalismo organizzato dall’Associazione Oratorio Romana Borgogno, Elena Defant Robecchi, Anna Degasperi,S.Antonio - Trento sotto la guida dei docenti, in particolare Renzo Dori, Alessandro Gremes, Danuta Harkabuzik, RemoFulvio Gardumi per la supervisione generale e Lucia Bort per Liberi, Cristina Malacarne, Pietro Marsilli, Lucia Menato, Annal’impaginazione grafica. Mussi, Patrizia Niccolini, Ezio Risatti, Giada Saltori, CostanzaIn copertina: elaborazione di una foto di Dino Panato. Schiaroli, Angela Zortea. Con il contributo di: www.oratorio.parrocchiasantantonio.org www.fovoltn.it

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