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Relazione sul "Traduttore giurato" tenuta a Ca' Foscari

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Abstract dell'intervento sul Traduttore giurato tenuto presso Ca' Foscari (marzo 2012).

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Relazione sul "Traduttore giurato" tenuta a Ca' Foscari

  1. 1. “IL TRADUTTORE GIURATO”: TEORIA E PRATICA D.ssa Maria Antonietta Ferro www.ferrotraduzioni.it http://mariantoniettaferro.wordpress.com/ Abstract della relazione tenuta all’Università Ca’ Foscari GIORNATE DI FORMAZIONE: IL MERCATO DELL’INTERPRETARIATO E DELLA TRADUZIONE 5-6 marzo 2012, ore 9.30 - Aula Magna S. Trentin, Ca Dolfin, Dorsoduro 3825/e, Venezia http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=122301 Venezia, 5 marzo 2012Cominciamo dicendo che il Traduttore giurato non esiste in Italia nel senso in cui è inteso in altripaesi europei, nei quali per ottenere questa qualifica è necessario sostenere un esame “diStato”che consente poi di svolgere la professione e di effettuare traduzioni giurate, per cosìdire, in proprio, cioè senza bisogno di andare in tribunale ad asseverare, con conseguentedispendio di tempo e denaro.In realtà, la figura di chi coadiuva il giudice nello svolgimento di operazioni per le quali il giudicestesso non ha strumenti conoscitivi sufficienti (lingue straniere nel nostro caso, ma anche tuttauna serie di altre specialità: medicina, contabilità, agronomia e molte altre ancora) è definitadalla normativa come CTU, cioè consulente tecnico d’ufficio, o Perito, a seconda dei casi.Vedremo in seguito la differenza.Allora perché si dice traduttore giurato?Probabilmente questa definizione deriva dal fatto che prima di svolgere il proprio incarico diconsulenza, il traduttore, in veste di CTU, “giura di adempiere bene e fedelmente al compitoaffidatogli, al solo scopo di far conoscere la verità”.Secondo la definizione data da Piero Calamandrei “il CTU è l’occhiale del giudice”, colui che loaiuta a vedere oltre le proprie conoscenze personali.Può essere interessante accennare brevemente al modo in cui è nata e si è evoluta questa figuradi “aiutante del giudice”.Occorre partire dal Codice di procedura civile del 1865, che disciplina, fra le altre prove, laPERIZIA intesa come una sorta di testimonianza tecnica. Il perito poteva essere nominato dalleparti e veniva citato da queste ultime a comparire per prestare giuramento. Non era richiestaalcuna speciale competenza. Il perito poteva anche essere analfabeta. Il Codice del 1865 vededunque la perizia come una prova testimoniale, con la differenza che la perizia accerta fattipermanenti mentre la prova testimoniale accerta fatti transeunti.Il Regio Decreto del 26 febbraio 1928 (poi RD 21/5/34) previde la facoltà del giudice dinominare uno o più CONSULENTI TECNICI che lo assistessero per l’istruzione del procedimentoo durante tutta la controversia.Con il codice del 1940 si verificò un mutamento radicale della concezione di perito, consistentenella variazione della tipologia di supporto fornito al giudice e nel diverso ruolo assolta dal CTU.Dalla produzione di un atto (perizia) si passa a una collaborazione di tipo fiduciario.Il consulente tecnico è infatti:
  2. 2. 1. Ausiliario del giudice 2. Indipendente dalle parti 3. Particolarmente espertoSi caratterizza in due tipologie: CTU in senso stretto, allorché il suo compito consistenell’accertare e valutare fatti utilizzando regole scientifiche, e MERO ESPERTO oESTIMATORE, allorché il suo compito consiste nell’assistere il giudice durante lo svolgimento dideterminate attività, mettendo a disposizione le proprie specifiche competenze. In quest’ultimacategoria rientrano i traduttori. Tuttavia, all’atto pratico, si parla sempre di CTU.Siamo dunque arrivati al nocciolo della questione. Quando lavoriamo per il tribunale, in che vesteci troviamo? Chi è oggi il CTU? Chi è oggi il perito? Chi è l’ausiliario di PG?Occorre innanzitutto distinguere fra processo civile e processo penale.La norma “base”che individua la figura del consulente tecnico nel processo civile, è l’art. 61 c.p.c.,denominata “Consulente tecnico”, che recita nel primo comma: “Quando è necessario, il giudicepuò farsi assistere, per il compimento dei singoli atti o per tutto il processo, da uno o piùconsulenti di particolare competenza tecnica.”Gli aspetti procedurali della nomina e del conferimento dell’incarico al CTU, sono regolati dagliartt. 191 e ss., c.p.c.Art. 191, primo comma, c.p.c.: “Nomina del consulente tecnico”“Nei casi di cui agli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore [… omissis], nomina un consulentetecnico e fissa l’udienza nella quale questi deve comparire.”Art. 193 c.p.c.: “Giuramento del consulente”“All’udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l’importanza delle funzioniche è chiamato ad adempiere, e ne riceve giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioniaffidategli al solo scopo di fare conoscere ai giudici la verità.”La norma specifica sulla figura dell’interprete è l’Art. 122 c.p.c. “Uso della lingua italiana –Nomina dell’interprete: In tutto il processo è prescritto l’uso della lingua italiana. Quando deveessere sentito chi non conosce la lingua italiana, il giudice può nominare un interprete. Questi,prima di esercitare le sue funzioni, presta giuramento davanti al giudice di adempierefedelmente il suo ufficio.”La norma specifica sulla figura del traduttore è l’Art. 123 c.p.c. “Nomina del traduttore: Quandooccorre procedere all’esame di documenti che non sono scritti in lingua italiana, il giudice puònominare un traduttore, il quale presta giuramento a norma dell’articolo precedente.”Nell’ambito del processo penale, la prima precisazione terminologica riguarda la differenza tra“perito”e “ausiliario di PG”(PG, lo ricordiamo, è la Polizia Giudiziaria). Quest’ultimo termine èsinonimo di “perito”in una fase di svolgimento delle indagini preliminari, quindi antecedente a uneventuale processo, mentre non è vero il contrario. Non potremmo infatti parlare di “ausiliario diPG”per un “perito”il cui intervento viene richiesto dal giudice durante lo svolgimento delprocesso, ambito nel quale la PG ha esaurito la sua attività, legata esclusivamente alla fase delleindagini preliminari. La perizia è un’attività che può essere richiesta sia nel corso delle indaginipreliminari che dal giudice durante il processo, ed è regolata dagli Artt. 220 e ss. del codice diprocedura penale.Art. 220 c.p.p., primo comma: “Oggetto della perizia: La perizia è ammessa quando occorresvolgere indagini o acquisire dati o valutazioni che richiedono specifiche competenze tecniche,scientifiche o artistiche.”
  3. 3. Art. 225 c.p.p., primo comma “Nomina del consulente tecnico: Disposta la perizia, il pubblicoministero e le parti private hanno facoltà di nominare i propri consulenti tecnici in numero nonsuperiore, per ciascuna parte, a quello dei periti.”Art. 226 c.p.p., primo comma: “Conferimento dell’incarico: Il giudice, accertate le generalità delperito, […omissis], lo avverte degli obblighi e delle responsabilità previste dalla legge penale e loinvita a rendere la seguente dichiarazione: “consapevole della responsabilità morale e giuridicache assumo nello svolgimento dell’incarico, mi impegno ad adempiere al mio ufficio senza altroscopo che quello di far conoscere la verità e a mantenere il segreto su tutte le operazioniperitali”.”Quali passi deve compiere dunque un traduttore-interprete che voglia intraprendere l’attività diCTU/Perito di Tribunale? In primo luogo deve iscriversi agli appositi Albi tenuti dal Tribunale.Una volta iscritto, potrà essere convocato per il conferimento dell’incarico da parte dei Giudici odei Magistrati, i quali attingono i nominativi dall’elenco degli iscritti all’Albo.La descrizione dettagliata dell’iter da seguire, a partire dalla presentazione della domanda diiscrizione all’Albo dei CTU/Periti, passando per il conferimento dell’incarico e l’esecuzione dellaconsulenza o perizia, fino ad arrivare alla richiesta del compenso e alla liquidazione delmedesimo, è disponibile online: su www.ferrotraduzioni.it “VADEMECUM DEL TRADUTTOREGIURATO”.Le opportunità operative del Traduttore giurato non si esauriscono col mettere le propriecompetenze a servizio dell’Autorità Giudiziaria, Il libero mercato offre la possibilità di proporsiad aziende, studi legali, studi notarili e soggetti privati per l’esecuzione di traduzioni asseverate.L’asseverazione di una traduzione comporta, come accennato all’inizio, la necessità di recarsipresso la Cancelleria di Volontaria Giurisdizione o presso gli Uffici del Giudice di Pace.Infatti, secondo la Circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 15.12.1980: “…non esistendo in Italia la figura professionale del traduttore ufficiale, viene di norma richiesta dai Paesi esteri la traduzione da parte di traduttori giurati iscritti all’albo dei Consulenti Tecnici dUfficio (CTU) esistenti presso ogni Tribunale. Poiché la decisione di accettare o meno una traduzione giurata/ufficiale/asseverata è del Paese dove il documento deve essere presentato, sarà quindi necessario accertarsi caso per caso se viene accettata anche una traduzione effettuata da altri soggetti. [omissis] Per traduttori ufficiali devono intendersi tutti coloro in grado di fornire una traduzione ‘ufficiale’ di un testo straniero, e cioè quei soggetti che, particolarmente competenti in lingue straniere, sono in grado di procedere ad una fedele versione del testo originario fornendo ad essa il crisma della ‘ufficialità’ in forza di una preesistente abilitazione (iscrizione agli albi) o mediante successive procedure (es. giuramento)”.Dal confronto con colleghi “traduttori giurati”operanti sull’intero territorio nazionale è emersoche esistono differenze a volte sostanziali fra un Tribunale e un altro in relazione ai requisitirichiesti per l’iscrizione all’albo e, soprattutto, in merito alle procedure di asseverazione delletraduzioni. Ciò è servito da spunto per la realizzazione di un’indagine pilota dal titolo “Leasseverazioni in Italia: Tribunali a confronto”, di cui esaminiamo e commentiamo qui solo unaparte dei risultati. L’e-book contenente la totalità dei dati, con relativa analisi e commento, saràpubblicato nei prossimi giorni da FILODIRITTO EDITORE. Invito quindi i presenti a iscriversialla newsletter di Fildiritto Editore, attraverso il sito http://www.filodirittoeditore.com/ peressere tempestivamente informati sull’uscita di questa pubblicazione che rappresenta una novitànell’ambito dell’editoria giuridica e che vorrebbe costituire il punto di partenza per una disaminapiù approfondita delle problematiche emerse.
  4. 4. CURRICULUM:Maria Antonietta Ferro, nata a Firenze il 14 febbraio 1955www.ferrotraduzioni.ithttp://mariantoniettaferro.wordpress.com/e-mail: mariantof@gmail.comcell.: 3474494834Formazione: Laurea in Lingue e letterature straniere conseguita presso la Facoltà di Lingue dell’Università di Pisa (1978) Corso post-laurea in Commercio Internazionale presso l’Istituto di Studi Europei di Torino (1981) Corso post-laurea in Commercio e Marketing Internazionale presso l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) di Roma (1981-1982) Master biennale in traduzione letteraria presso la Facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Siena (2004-2005) Iscritta attualmente alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di PisaCredenziali: CTU presso il Tribunale di Lucca dal 1995 per le lingue inglese, francese, spagnolo e tedesco Perito ed esperto presso la C.C.I.A.A. di Lucca per le lingue inglese, francese, spagnolo e tedescoAttività: Traduttrice libera professionista dal 1995, specializzata nel settore giuridico e commerciale Docente di inglese giuridico presso la SSML di Pisa Ideatrice e docente di corsi di formazione per traduttori:  Il traduttore giurato – Teoria e pratica  Spagnolo giuridico: i contratti  Spagnolo giuridico: le procure e i testamenti  Francese giuridico: i contratti

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