Relazione Anelli Conte Tosca

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Relazione per il corso di Psicofisica e Percezione (AA 11/12)

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Relazione Anelli Conte Tosca

  1. 1. Esperimento a cura di: Simona Anelli Mariana Conte Valentina Tosca AA: 2011/2012 Corso di laurea: Teorie e tecnologie della comunicazione
  2. 2. 1. Abstract2. Introduzione3. Metodi 3. 1 Soggetti 3. 2 Strumenti e procedure 3. 3 Signal Detection Theory4. Risultati 4. 1 Gruppo A 4. 2 Gruppo B 4. 3 Gruppo C 4. 4 Gruppo D 4. 5 Matrici Stimolo – Risposta 4. 6 Matrici Z 4. 7 d’, c e bias5. Discussione 5. 1 Analisi delle immagini6. Conclusione7. Bibliografia
  3. 3. Questo esperimento si propone di verificare se la capacità di identificare e memorizzareun oggetto sia un’abilità collegata all’età dell’osservatore: con il passare degli anni siaffievolisce o risente invece di un miglioramento dovuto al maggiore esercizio?Sono state prese in considerazione quattro fasce d’età:• Under 15;• 20-30;• 30-40;• Over 50.I soggetti presi in esame sono 20 in totale, 5 per ogni fascia d’età: ad ognuno di loro sonostate mostrate 60 immagini per 4 secondi l’una; sono poi state mostrate 51 immagini(alcune appartenenti al campionario precedente, altre no) e per ognuna di queste èstato chiesto all’osservatore di identificare se faceva parte di quelle precedentementemostrate o meno.Utilizzando la Signal Detection Theory, è stato possibile calcolare la sensibilità del processosensoriale (d’) e il criterio di risposta nel processo di decisione (c).Benché le nostre aspettative prevedessero un graduale indebolimento della memoria dai30 anni in poi, i risultati ottenuti non mostrano significative differenze tra le diverse età.
  4. 4. I nostri occhi contengono il 70% dei recettori sensoriali presenti sul nostro corpo: ognisecondo inviano milioni di informazioni al cervello attraverso i nervi ottici. Non c’è dasorprendersi quindi che la nostra memoria abbia una componente visiva molto forte,benché anche gli altri sensi svolgano un ruolo importante.Numerosi studi dimostrano come la nostra mente riesca a elaborare e ricordare bene leinformazioni visive: uno dei più importanti è stato condotto nel 1973 da Lionel Standing allaBishop’s Univesity, in Canada.Standing mostrò a dei volontari 10.000 diapositive fotografiche, raffiguranti una granvarietà di soggetti. Queste immagini furono mostrate loro per 5 secondi ognuna e per unperiodo di tempo di 5 giorni. Al termine dei 5 giorni, tra quelle già visionate fu scelto uncampione casuale di 160 immagini che i ricercatori accoppiarono con altrettanteimmagini inedite, che i soggetti non avevano osservato in precedenza: i volontaridovevano individuare, per ogni coppia, l’immagine che avevano già visto.I soggetti riuscirono a ricordare una percentuale molto alta di immagini: individuaronoinfatti la risposta corretta nel 73% dei casi.Il nostro studio si propone di verificare se quella percentuale risulta in qualche modoinfluenzata dal fattore età.
  5. 5. L’esperimento è stato sottoposto a 20 soggetti di età differente. In particolare, a cinquepersone per ognuno dei seguenti gruppi :• Gruppo A: under 15;• Gruppo B: 20-30 anni;• Gruppo C: 30-40 anni;• Gruppo D: over 50;I soggetti – benché al corrente dello scopo della ricerca – non si sono mostrati tantointeressati a questa, quanto piuttosto ai dati del loro test: trattando l’esperimento come unquiz, hanno associato la capacità di ricordare all’intelligenza; molti infatti, avendo l’ideache il test mettesse alla prova la loro “bravura”, vi si sono sottoposti volentieri, nonostantefosse relativamente lungo (15-20 minuti a soggetto).Quasi tutti i soggetti erano convinti di aver fatto meno della metà degli errorieffettivamente commessi.Ad ogni soggetto è stata proiettata una serie di 60 immagini per 4 secondi ciascuna;all’osservatore veniva poi mostrata un’immagine (che poteva appartenere o nonappartenere a quelle viste prima) e gli si chiedeva di rispondere «Sì» se la ricordava traquelle viste precedentemente, o «No» in caso contrario.
  6. 6. Le immagini che il soggetto doveva identificare erano 51, di cui 31 già effettivamentemostrate e 20 inedite.In media, le immagini che sono state confuse sono15, sul totale di 51.Per dare omogeneità al materiale da ricordare, abbiamo scelto immagini prese dalmondo della pittura pre-rinascimentale e rinascimentale (vedi allegato) e abbiamo datoloro una misura di 500x500 px. In particolare, sono state scelte molte rappresentazionidell’Annunciazione e della Vergine col Bambino; la maggior parte delle opere èsconosciuta anche a chi ha studiato Storia dell’Arte, anche se non mancano opere minoridel Raffaello, di Botticelli o del Gianbellino.Questa potrebbe sembrare una scelta infelice, perché la memoria è legata all’affettivitàe mostrare immagini prese dal repertorio artistico può influenzare la capacità mnemonicadell’osservatore, il quale sarà più propenso a ricordare un’immagine che gli ha suscitatoun’emozione.Hermann Ebbinghaus (1850-1909), psicologo e studioso della memoria, nei suoiesperimenti, infatti, sceglieva di proposito sillabe senza senso e impronunciabili, in modoche la memorizzazione avvenisse nella maniera più meccanica possibile.Tuttavia, dato che in questo test si tratta non solo di memorizzazione (ricordare un elevatonumero di immagini), ma anche di percezione ed identificazione (trovare elementinell’immagine che ne permettano il riconoscimento è fondamentale, soprattutto quandol’oggetto da ricordare viene mostrato per un tempo così limitato), sarebbe stato moltomeno interessante effettuare l’esperimento utilizzando linee e forme geometricheimperfette.In quel caso, infatti, l’osservatore avrebbe dovuto fare un enorme sforzo diconcentrazione e di memoria per dare risultati soddisfacenti, ed è probabile che –indifferente alla finalità dell’esperimento – avrebbe preferito non impegnarsi a risponderecorrettamente; l’affidabilità dei risultati sarebbe rimasta dunque in dubbio.
  7. 7. Grazie a questa scelta di immagini, inoltre, è possibile verificare quali di queste sono statericonosciute o confuse maggiormente, e quindi quali sono le caratteristiche che rendonouna figura più o meno memorizzabile, cosa difficilmente percettibile quando lamemorizzazione avviene in modo puramente meccanico.Quando abbiamo mostrato la prima serie di immagini (quelle da ricordare), tra una el’altra abbiamo inserito una maschera, ovvero un’immagine di disturbo che aiuta a teneredistinte l’immagine appena vista dalla successiva.Il metodo utilizzato per analizzare i dati raccolti è la Signal Detection Theory: questa teoriapresuppone l’esistenza di un processo sensoriale e di un processo di decisione.Si assume che il processo sensoriale sia caratterizzato da un rumore di fondo continuo:quando il segnale è presente, risulta essere immerso nel rumore di fondo.La sensibilità di un osservatore allapresenza del segnale (stimolo fisico) èrappresentata dalla distanza tra ladistribuzione del rumore (N) e ladistribuzione del segnale + rumore (SN).La distanza tra le due distribuzionicorrisponde alla sensibilità del sistemasensoriale e viene espressa in un indicechiamato d’.
  8. 8. La SDT assume che l’osservatore risponda“Sì” se la sensazione è superiore ad uncerto valore c.Il rapporto della PDF del rumore e dellaPDF del segnale+rumore nel punto c è unamisura chiamata bias.Soggetto # 1 Soggetto # 2 Yes No Yes No SN 20 11 SN 24 7 N 4 16 N 4 16 Soggetto # 3 Yes No SN 19 12 N 7 13Soggetto # 4 Soggetto # 5 Yes No Yes No SN 25 6 SN 11 20 N 5 15 N 2 18
  9. 9. Soggetto # 6 Soggetto # 7 Yes No Yes No SN 19 12 SN 23 8 N 6 14 N 1 19 Soggetto # 8 Yes No SN 8 23 N 1 19Soggetto # 9 Soggetto # 10 Yes No Yes No SN 18 13 SN 27 4 N 5 15 N 0 20Soggetto #11 Soggetto #12 Yes No Yes NoSN 25 6 SN 16 15N 5 15 N 1 19 Soggetto # 13 Yes No SN 23 8 N 8 12 Soggetto # 14 Soggetto # 15 Yes Yes No No SN 21 10 SN 24 7 N 7 13 N 6 14
  10. 10. Soggetto # 16 Soggetto # 17 Yes No Yes NoSN 19 12 SN 23 8N 0 20 N 7 13 Soggetto # 18 Yes No SN 22 9 N 9 11 Soggetto # 19 Yes No Soggetto # 20 Yes No SN 21 10 SN 22 9 N 5 15 N 5 15 I risultati dell’esperimento sono poi stati inseriti in questa matrice di probabilità condizionale.
  11. 11. Soggetto #9 Yes NoSoggetto # 1 SN 0,58 Yes NoSN 0,64 N 0,25N 0,2Soggetto # 2 Soggetto #10 Yes No Yes NoSN 0,77 SN 0,87N 0,2 N 0.05Soggetto # 3 Yes No Soggetto #11 Yes NoSN 0,61 SN 0,8N 0,35 N 0,25Soggetto # 4 Yes No Soggetto #12 Yes NoSN 0,80N 0,25 SN 0,51 N 0,05Soggetto # 5 Yes NoSN 0,35 Soggetto #13N 0,1 Yes No SN 0,74Soggetto # 6 Yes No N 0,4SN 0,61N 0,3 Soggetto #14 Yes NoSoggetto # 7 Yes No SN 0,67 SN 0,74 N 0,35 N 0,05Soggetto # 8 Yes No Soggetto #15 Yes No SN 0,25 SN 0,77 N 0,05 N 0,3
  12. 12. Soggetto # 16 Yes NoSN 0,61N 0,05Soggetto # 17 Yes NoSN 0,74N 0,35Soggetto # 18 Yes NoSN 0,71N 0,45Soggetto # 19 Yes NoSN 0,67N 0,25Soggetto # 20 Yes NoSN 0,71N 0,25
  13. 13. Per poter calcolare d’, c e bias è necessario standardizzare i valori. Applichiamo quindi latrasformazione Probit.Soggetto # 1 Soggetto # 6 Yes No Yes No SN 0,28 SN 0,37 N -0,52 N -0,84Soggetto # 2 Soggetto # 7 Yes No Yes No SN 0,75 SN 0,64 N -0,84 N -1,64Soggetto # 3 Yes No Soggetto # 8 Yes No SN 0,28 SN -0,67 N -0,38 N -1,64Soggetto # 4 Yes No Soggetto # 9 SN 0,86 Yes No N -0,67 SN 0,2 N -0,67 Soggetto # 5 Yes No SN -0,37 N -1,28 Soggetto # 10 Yes No SN 1,12 N -1,64
  14. 14. Soggetto # 11 Yes No Soggetto # 16 SN 0,86 Yes No SN 0,28 N -0,67 N -1,64Soggetto # 12 Yes No Soggetto # 17 Yes No SN 0,04 SN 0,64 N -1,64 N -0,38Soggetto # 13 Yes No Soggetto # 18 Yes No SN 0,64 SN 0,55 N -0,25 N -0,12 Soggetto # 19 Yes NoSoggetto # 14 Yes No SN 0,46 SN 0,45 N -0,67 N -0,38 Soggetto # 20 Yes NoSoggetto # 15 Yes No SN 0,55 SN 0,75 N -0,67 N -0,52
  15. 15. Soggetti Gruppo d c bias 1 A 1,21 0,24 1,33 2 A 1,59 0,04 1,06 3 A 0,67 0,05 1,03 4 A 1,53 -0,09 0,87 5 A 0,91 0,82 2,12 6 B 0,81 0,11 1,1 7 B 2,28 -0,5 0,31 Gruppo A: 14 anni 8 B 0,97 -1,15 0,32 9 B 0,87 0,23 1,23 Gruppo B: 24 anni 10 B 1,12 -0,56 0,53 11 C 1,54 -0,09 0,86 Gruppo C: 35 anni 12 C 1,68 0,8 3,86 13 C 0,9 -0,19 0,83 Gruppo D: Over 50 14 C 0,84 -0,03 0,96 15 C 1,27 -0,11 0,86 16 D 1,92 0,68 3,73 17 D 1,03 -0,13 0,87 18 D 0,67 -0,21 0,86 19 D 1,13 0,1 1,12 20 D 1,22 0,06 1,07
  16. 16. Ora verificheremo se il d’, il c ed il bias dei diversi gruppi differiscono significativamente. età; Medie MQ Eff. corrente: F(3, 16)=1.2957, p=.31007 Decomposizione ipotesi effettive Le barre vertiali indicano intervalli di confidenza al 0.95 2.4 2.2 2.0 1.8 1.6 1.4 1.2 d 1.0 0.8 0.6 0.4 0.2 0.0 A B C D età Test Significatività Univariati per d (dati_ANOVA) Parametrizzazione sigma-ristretta Decomposizione ipotesi ef f ettive SS Gradi di MS F p Ef f etto Libertà Intercetta 29.81682 1 29.81682 84.59632 0.000000 età 1.37002 3 0.45667 1.29567 0.310069 Errore 5.63936 16 0.35246
  17. 17. età; Medie MQ Eff. corrente: F(3, 16)=1.9246, p=.16630 Decomposizione ipotesi effettive Le barre vertiali indicano intervalli di confidenza al 0.95 1.0 0.8 0.6 0.4 0.2 0.0c -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1.0 A B C D età Test Significatività Univariati per c (dati_ANOVA) Parametrizzazione sigma-ristretta Decomposizione ipotesi ef f ettive SS Gradi di MS F p Ef f etto Libertà Intercetta 0.001411 1 0.001411 0.008149 0.929193 età 0.999944 3 0.333315 1.924630 0.166302 Errore 2.770939 16 0.173184
  18. 18. età; Medie MQ Eff. corrente: F(3, 16)=.34159, p=.79559 Decomposizione ipotesi effettive Le barre vertiali indicano intervalli di confidenza al 0.95 3.0 2.5 2.0 1.5beta 1.0 0.5 0.0 -0.5 A B C D età Test Significatività Univariati per beta (dati_ANOVA) Parametrizzazione sigma-ristretta Decomposizione ipotesi ef f ettive SS Gradi di MS F p Ef f etto Libertà Intercetta 28.82401 1 28.82401 35.37274 0.000020 età 0.83506 3 0.27835 0.34159 0.795592 Errore 13.03784 16 0.81486
  19. 19. Il nostro esperimento non ha evidenziato significative differenze nelle diverse età, sebbene sipossa riscontrare un deciso abbassamento del livello del criterio di decisione per quantoriguarda i membri del gruppo B (20-30 anni). Nello stesso gruppo, l’indice d’ risulta invece piùelevato, anche se si parla sempre di differenze non significative.Probabilmente, con un campione più esteso, queste differenze sarebbero state piùmarcate, ma a causa del tempo relativamente lungo del test (20 min. circa) non moltepersone hanno accettato di partecipare all’esperimento. Ai soggetti Under 15, poi,l’esperimento è stato sottoposto durante le ore scolastiche (grazie alla collaborazione diun’insegnante del Liceo L. Respighi di Piacenza), dunque non potevamo approfittare oltredella disponibilità di tempo concessaci.Il soggetto che ha fornito meno risposte errate (Soggetto #10, 4/51), ed anche quello chene ha invece fatte di più (Soggetto #8, 24/51), appartengono entrambi al gruppo B.La media delle risposte errate è di 15 su 51.Di seguito riportiamo una breve analisi delle immagini che sono state correttamenteidentificate nella totalità o almeno nella maggior parte dei casi.
  20. 20. • Immagini correttamente identificate nel 100% dei casi:Nessuna di queste era stata mostrata in precedenza, e tutti gli osservatori le hannoriconosciute come inedite.• Immagini correttamente identificate nell’85% dei casi:
  21. 21. Anche in questo caso, le risposte corrette fanno riferimento a immagini inedite.• Le seguenti cinque, invece, sono state correttamente riconosciute dall’80% degli osservatori: Le prime due non fanno parte di quelle mostrate in precedenza, mentre le successive sì.
  22. 22. La seguente immagine è invece quella che è stata maggiormente confusa: sebbene fossestata mostrata tra le 60 immagini iniziali, è stata riconosciuta solo dal 30% degli osservatori.Questo potrebbe essere dovuto a due fattori:• L’elevata presenza, tra le immagini, di raffigurazioni della Vergine con il Bambino;• Il tempo trascorso da quando l’immagine è stata mostrata la prima volta a quando inveceè stato chiesto di riconoscerla (la figura era tra le prime diapositive da ricordare e tra leultime da identificare).
  23. 23. Con l’esperimento da noi condotto, intendevamo verificare che vi fosse – con il passaredegli anni – un graduale indebolimento della memoria visiva.Tuttavia, i risultati ottenuti non hanno confermato le nostre aspettative: tra le diverse fasced’età non sussistono infatti differenze significative, anche se è opportuno sottolineare unamarcata tendenza dei membri del gruppo B (20 – 30 anni) ad abbassare il livello del criteriodi decisione.E’ possibile supporre che prendendo in esame un numero maggiore di soggetti, ladifferenza tra i diversi gruppi sarebbe stata effettivamente significativa.In ultimo, si può notare come la maggior parte delle risposte corrette faccia riferimento aimmagini inedite: si può quindi dedurre che per un soggetto (indipendentemente dall’età)sia più facile identificare come estranea un’immagine nuova, piuttosto che ricordarne unagià vista in precedenza.
  24. 24. • Adele Bianchi, Parisio Di Giovanni, Psiche e società, 2001•Lionel Standing. Learning 10.000 pictures, QuarterlyJournal of Experimental Psychology, 25: 207-222, 1973•Green, D M, Swets, J A (1966). Signal Detection Theoryand Psychophysics, New York: J. Wiley & sons.

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