Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

I freni a disco

1,246 views

Published on

  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

I freni a disco

  1. 1. <ul><li>Il   freno  è un dispositivo utilizzato per rallentare o bloccare il movimento di un corpo. Si distinguono vari tipi di freni, sia per il modo con cui vengono azionati ( freno a mano  o a  pedale ), sia in base al principio di funzionamento ( freni meccanici ,  idraulici ,  aerodinamici ,  elettrici  e pneumatici ). I freni meccanici a loro volta si dividono in  freni a ganasce ,  freni a disco  e  freni a cono . </li></ul><ul><li>Freni meccanici. </li></ul><ul><li>Questi freni quando agiscono generano un'usura del freno, dato che sfruttano l'attrito radente. </li></ul><ul><li>Un freno a disco è costituito da un disco in  ghisa  o in  acciaio  solidale alla ruota il quale viene frenato tramite un sistema a pinza che spinge contro di esso una coppia di  pastiglie composte da materiale d'attrito, che, premendo contro il disco contemporaneamente da entrambi i lati, ne causano il rallentamento assieme a quello della ruota. La pressione di spinta della pinza è generata grazie ad un dispositivo idraulico (come sulla maggior parte degli autoveicoli) o, talvolta, meccanico (per esempio le biciclette). </li></ul>Impianto di frenatura delle autovetture
  2. 2. I freni a disco <ul><li>Il freno a disco venne brevettato nel 1902 da Lanchester e sviluppato in seguito da diversi fabbricanti, fra i quali si distinse Herbert Frod (Ferodo). I freni a disco sono oggi diventati indispensabili sulle autovetture di serie, anche se alcune auto (specie quelle più piccole e leggere) montano tuttora, sulle ruote posteriori, dei freni a tamburo per ragioni di costo, di semplicità di implementazione del  freno di stazionamento  (il cosiddetto &quot;freno a mano&quot;). Essendo la forza frenante delle auto concentrata in larghissima parte sulle ruote anteriori questa soluzione può comunque essere considerata un ragionevole compromesso. </li></ul>
  3. 3. Come è fatto un freno a disco? <ul><li>Un disco metallico a facce piane, solidale alla ruota,gira fra due uno o due pistoncini coassiali portati da una pinza fissata alla sospensione della vettura. I pistoncini recano sul lato affacciato verso la superficie del disco una guarnizione di materiale di attrito, mentre sull’altro lato sono sottoposti alla pressione idraulica generata dal dispositivo di comando (foto 3). La pressione di frenatura giungendo su entrambi i pistoncini genera una forza che serra il disco e la macchina frena. Una versione più economica è quella a pinza flottante, un solo pistoncino che spinge da una parte e per reazione tira a sé l’altra pastiglia dato che la pinza è libera (flottante), ma il risultato non cambia , il disco viene frenato. La superficie della pinza non è mai eccessiva e questo permette un raffreddamento eccellente, migliorato ancora di più nei dischi ventilati, in pratica due dischi uniti da una canalizzazione interna, e aperti sul bordo, che fa da aspiratore e raffredda ulteriormente il complesso disco + pastiglie + pinza .Attualmente i materiali in uso per i dischi sono: ghisa per i normali usi automobilistici; acciaio per uso motociclistico dato che entra subito in temperatura, carbonio per auto da corsa, carboceramici che sono i migliori in assoluto e praticamente insensibili al fading, ma mostruosamente costosi, montati a richiesta su macchine tipo Porsche e Ferrari. </li></ul>
  4. 4. Freni a tamburo <ul><li>Sulla maggior parte delle auto attualmente vengono impiegati freni a tamburo, sulle ruote posteriori e freni a disco su quelle anteriori.Normalmente, però, per le ruote anteriori si preferiscono i freni a disco, perché garantiscono una migliore frenata: sono più leggeri di quelli a tamburo e, aspetto ben più importante, disperdono il calore molto più facilmente. Sulle ruote posteriori si preferisce utilizzare i freni a tamburo per la loro azione più progressiva, per la loro maggiore economicità e, soprattutto, perché è più facile utilizzarli anche come freno a mano. </li></ul><ul><li>L'interno di un freno a tamburo   Il tamburo impedisce alla pioggia e alla sporcizia di penetrare all'interno del freno (sopra a destra). Dopo aver staccato il tamburo dalla flangia del mozzo (sotto), si possono vedere i componenti interni: i ceppi semicircolari, il cilindretto attuatore e il meccanismo di registrazione. Il ceppo può essere sia interno che esterno al rullo. Un esempio del tipo interno è quello delle automobili, un esempio del tipo esterno è quello delle ruote dei carri. </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Ceppi e guarnizioni di un freno a tamburo. </li></ul><ul><li>Freni a tamburo si classificano in base al numero di  ceppi , ovvero delle parti che vanno a contatto con il tamburo, e in base alla loro posizione rispetto al tamburo stesso. </li></ul><ul><li>Numero di ceppi del tamburo </li></ul><ul><li>Il numero di ceppi per tamburo varia da un minimo di uno ad un massimo di due e a seconda del numero varia la forza impressa al tamburo. </li></ul><ul><li>Ceppo semplice : </li></ul><ul><li>Questo è il tipo più semplice di freni. Consiste in un piccolo ceppo di forma rudimentale adattato alla parte circolare del tamburo. Collegata al ceppo vi è una leva che, azionata, preme il ceppo contro il tamburo con molta forza. </li></ul><ul><li>Ceppo doppio : </li></ul><ul><li>Ai due lati del tamburo vengono montati due ceppi rudimentali. La leva agisce simultaneamente su entrambi, questo è il tipo di ceppo che viene utilizzato nel caso si adotti un freno a tamburo, per la maggiore capacità frenante. </li></ul>
  6. 6. I freni a tamburo sono di vari tipi: i più importanti sono quelli a ceppi fulcrati e quelli a ceppi flottanti . <ul><li>Freno a ceppi fulcrati. E’ il tipo più vecchio ed è di costruzione semplice. Ha l’inconveniente di non poter garantire un ampio contatto fra suola ( la superficie che genera attrito, comunemente chiamata Ferodo, dal nome della ditta più conosciuta) e tamburo appunto a causa dell’ancoraggio del ceppo al fulcro. Ciò si traduce in una visibile irregolarità di logoramento delle suole. </li></ul><ul><li>Eccone un esempio. </li></ul><ul><li>1) Cilindretto freni azionato dall’olio idraulico </li></ul><ul><li>2/3) Ganasce </li></ul><ul><li>4) Senso di rotazione </li></ul><ul><li>5) Pistoncini di azionamento ganasce </li></ul><ul><li>L’olio entrando nel cilindretto 1 provoca l’apertura delle ganasce 2 è 3 che però essendo fulcrate sotto toccano parzialmente l’interno del tamburo e consumano irregolarmente la suola. </li></ul>
  7. 7. Freno a ceppi flottanti . <ul><li>Questo tipo di freno rappresenta un perfezionamento rispetto al ceppo fulcrato in virtù della maggiore libertà consentita alla suola. </li></ul><ul><li>Scompaiono i fulcri e tra le due parti inferiori delle ganasce compare un appoggio in lamiera che aumenta il loro grado di libertà. Libertà che permette di aumentare la superficie di contatto e rende il logoramento più regolare. </li></ul><ul><li>Altre differenze costruttive riguardano : </li></ul><ul><li>1) la posizione della suola rispetto al ceppo (ganascia), suola che non ricopre più tutto il ceppo; </li></ul><ul><li>2) Il dispositivo di dispersione del calore, che in genere consiste in una alettatura esterna del tamburo, e foratura del disco ruota, </li></ul><ul><li>3) dispositivo per la ripresa del gioco fra suola e tamburo dovuto al progressivo logoramento della suola. </li></ul>

×