Lo sviluppo comunicativo nei disturbidello spettro autistico: esperienze divariabilità nella costruzione dei profili      ...
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Articolazione della relazione1.   Sequenza video di F. ed E. all’interno di     due diversi contesti:-    Nido-    Sala   ...
Articolazione della relazione2.   Presentazione di un caso: Christian     Note Anamnestiche     Osservazione/Valutazione  ...
Articolazione della relazione3.   Riflessioni sull’impianto formativo:     Presentazione di un’unità didattica     Un’ipot...
Precocità d’interventoUn programma di intervento precoce creato in  un contesto relazionale ricco di interazioni     dialo...
Adeguati input sociale ed intersoggettivi…    …ovvero la costituzione di uno spazio intersoggettivo di     senso condiviso...
FOGLIO DI ANNOTAZIONE PER LE         CAPACITÀ DI COMPRENSIONE    Data di nascita:                        Diagnosi:    peri...
DOV’ E’      Indica l’immagine       Tocca o prende       Guarda l’immagine       Non attiva alcuna (immagini)            ...
AZIONI CON         Sceglie l’oggetto    Effettua l’azione   Sceglie l’oggetto ma   Non attiva alcuna   OGGETTI           a...
RICHIESTA DI       Effettua alla sola    Effettua solo se    Effettua se facilitato   Non attiva alcunaGESTI/AZIONI       ...
Giochi con oggettiSistema di attitudine dell’operatore  Atteggiamento tonico posturale adattato allo  scambio ed alla cond...
OPeN                        Area affettivo-relazionale d 710-720                             affettivo-              710- ...
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Articolazione della relazione3.   Riflessioni sull’impianto formativo:     Presentazione di un’unità didattica     Un’ipot...
Riflessioni riferite all’esperienza clinica …Le integrazioni, cioè gli snodi che ci interessano, stanno       tra il muove...
La formazioneIdentifichiamo una forte componente personale                 nella formazione .   Componente che richiede un...
La formazione: unità didattica di base La dimensione soggettiva nellacostruzione del concetto di spazio  La proposta:     ...
Riferimenti teorici1)La maggior parte dell’attività compiuta dalnostro corpo avviene al di fuori della nostraconsapevolezz...
La formazione praticaOsservazione     Attenzione centrata sul  dell’azione       “come” il bambino                     fro...
Riformulazione teoricaLe tappe dello sviluppopsiomotorioIl processo di separazioneindividuazioneLo sviluppo atipico : anal...
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L’efficacia dell’intervento e       l’autovalutazione   La proposta:      la valutazione della                        conf...
1.2 Segnalatori dello sviluppo Comunicativo/socialeAttenzione reciproca                             Nv   0   1   2   3   4...
Note sulle caratteristiche espressiveModulazione tonica                        A       NANote: scarsa modificabilitàOrient...
Facilitatori e strategieSpazio: distanzaTempo: rispetto delle “pause”Oggetto: animaliAzione/imitazione: con l’oggettoVoce/...
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Castel Ivano –Trento 15-16 ottobre 2010

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  1. 1. Lo sviluppo comunicativo nei disturbidello spettro autistico: esperienze divariabilità nella costruzione dei profili interattivi di sviluppo Castel Ivano –Trento 15-16 ottobre 2010 15-
  2. 2. I CONTESTI Riabilitativo: Formativo:Privato accreditato Seconda Università degli Studi di NapoliTerapie ambulatoriali Corso di laurea inModello di intervento TNPEE integrato Aree di intervento dellaEquipe formazione: teorica, multidisciplinare pratica e personale
  3. 3. Articolazione della relazione1. Sequenza video di F. ed E. all’interno di due diversi contesti:- Nido- Sala Obiettivo: Osservazione centrata sul tema della corporeità il sistema di attitudine dell’operatore
  4. 4. Articolazione della relazione2. Presentazione di un caso: Christian Note Anamnestiche Osservazione/Valutazione Terapia Obiettivo: Analisi dei parametri del sistema di attitudine dell’operatore
  5. 5. Articolazione della relazione3. Riflessioni sull’impianto formativo: Presentazione di un’unità didattica Un’ipotesi valutativa Obiettivo: Analisi dell’interconnessione tra formazione teorica, corporea e pratica
  6. 6. Precocità d’interventoUn programma di intervento precoce creato in un contesto relazionale ricco di interazioni dialogiche ed emotivamente marcate, studiato per fornire adeguati input sociali ed intersoggettivi al bambino può ridurre gli effetti cumulativi a valle delle disfunzioni dell’intersoggetività e favorire la maturazione biologica del cervello sociale (Wetherby, 2006, Greenspan,1998-2006, Greenspan,1998- Rogers, 1991). Muratori et Al., “La diagnosi precoce di autismo: dalla ricerca degli indici precoci ai programmi di screening”, in “Percorsi terapeutici e lavoro di rete”, Percorsi 2009.
  7. 7. Adeguati input sociale ed intersoggettivi… …ovvero la costituzione di uno spazio intersoggettivo di senso condiviso o di mutua intelligibilità, i cui livelli, nel modello di Gallese, sono:- Fenomenologico: caratterizzato dal senso di familiarità e dal sentirsi parte di una stessa comunità sociale (consonanza intenzionale)- Funzionale: rappresentato da routine che permettono la creazione di modelli Sè/altro, attraverso pattern di coerenza, predicibilità e regolarità- Sub- Sub-personale: connette una serie di cambiamenti delle stato corporeo permettendoci di comprendere le emozioni provate dall’altro (neuroni specchio)
  8. 8. FOGLIO DI ANNOTAZIONE PER LE CAPACITÀ DI COMPRENSIONE Data di nascita: Diagnosi: periodo osservazione: operatore:PROPOSTE I COLONNA II COLONNA III COLONNA IV COLONNA DOV’ E’ Indica l’oggetto Si dirige vicino Guarda l’oggetto Non attiva alcuna (elementi all’oggetto ma non lo indica rispostapresenti nella richiesto stanza) La porta La sedia La palla
  9. 9. DOV’ E’ Indica l’immagine Tocca o prende Guarda l’immagine Non attiva alcuna (immagini) l’immagine ma non la indica risposta Il cane Il telefono La palla DAMMI Dà l’oggetto Dà l’oggetto dopo Prende e/o guarda Non attiva alcuna ( tra due e richiesto che gli viene anche l’oggetto ma non lo rispostasuccessivame indicato dà nte tra 3/5) Pallina Bambolina Auto Cucchiaio Telefono AZIONI Sceglie l’oggetto Effettua l’azione solo Sceglie l’oggetto ma Non attiva alcuna CON adatto ed effettua dopo che abbiamo non effettua l’azione/ risposta OGGETTO l’azione indicato l’oggetto Effettua l’azione solo SU DI SE’ su imitazione Bevi Mangia Pettinati Telefona
  10. 10. AZIONI CON Sceglie l’oggetto Effettua l’azione Sceglie l’oggetto ma Non attiva alcuna OGGETTI adatto ed effettua solo dopo che non effettua risposta SULL’ALTRO l’azione abbiamo indicato l’azione/Effettua (bambola ) l’oggetto l’azione solo su imitazione Dar la pappa Far bere Far dormire Pettinare AZIONI SU Indica l’immagine Guarda l’immagine Identifica Non attiva alcunaIMMAGINI (dov’è..) ma non indica l’immagine su risposta imitazione del gesto Mangia Si pettina Dorme Beve
  11. 11. RICHIESTA DI Effettua alla sola Effettua solo se Effettua se facilitato Non attiva alcunaGESTI/AZIONI richiesta verbale associamo il gesto fisicamente rispostaBatti le manineManda un bacio Fai ciao COMANDI Interrompe anche Guarda ma non Reagisce con altre Non attiva alcunaIMPARTITI IN solo interrompe l’attività manifestazioni risposta SITUAZIONI momentaneamente (si allontana,DINAMICHE E l’attività piange..)CONTESTUALI Vieni qua Non toccare Stai fermo
  12. 12. Giochi con oggettiSistema di attitudine dell’operatore Atteggiamento tonico posturale adattato allo scambio ed alla condivisione Osservazione del bambino nell’esplorazione: capacità di attesa, di non interferire e non sostituirsi, pur partecipando sul piano emotivo Individuazione di facilitazioni atte a definire, strutturare e organizzare l’attività
  13. 13. OPeN Area affettivo-relazionale d 710-720 affettivo- 710- Area comunicativo-linguistica comunicativo-Giochi di attivazione d 310-335 310- sociale Area motorio-prassica motorio- d 410 - 460Giochi sensomotori Area neuropsicologica d 110-129 d 160-162 110- 160- d 210-220 210- Giochi/attività con oggetti Area cognitiva e modalità di gioco d 130-137-155-163 d 880 130-137-155- Atipie comportamentali d 240-250 240-
  14. 14. L’intervento OPeN prevede: prevede:Metodologie orientate allo sviluppo e al potenziamentodelle competenze interattivo-sociali e comunicativo interattivolinguistiche (integrazione di strategie di CAA)Metodologie orientate allo sviluppo e al potenziamentodelle competenze simboliche e cognitiveDispositivi di aiuto alla famiglia alla famigliaSviluppo di programmi psico-pedagogici psico-individualizzatiProgetti individualizzati per lo sviluppo delleautonomie personali e socialiProposte finalizzate a favorire il versante espressivo, finalizzate ille capacità prassiche e la condivisione di attivitàall’interno di piccoli gruppi gruppi
  15. 15. Articolazione della relazione3. Riflessioni sull’impianto formativo: Presentazione di un’unità didattica Un’ipotesi valutativa Obiettivo: Analisi dell’interconnessione tra formazione teorica, corporea e pratica
  16. 16. Riflessioni riferite all’esperienza clinica …Le integrazioni, cioè gli snodi che ci interessano, stanno tra il muoversi e l’esperienza del muoversi, tra la produzione di fonemi e l’esperienza del linguaggio, fra il bambino e l’ambiente. Per noi, in terapia, è necessario percorrere con i bambini queste non automatiche integrazioni; per farlo, ogni volta, ritorniamo al corpo, al tono, alla postura, al gesto , lo facciamo con il tramite del nostro corpo, dei nostri gesti e con il tono che ad essi si accompagna. E’ la strada che abbiamo imparato a percorrere, riconoscendo che ne esistono altre, per provare ad interferire con le fissità dei gesti e con la loro inefficacia sul piano comunicativo.
  17. 17. La formazioneIdentifichiamo una forte componente personale nella formazione . Componente che richiede una particolare attenzione al corpo ,ai canali percettivi e alla dimensione non verbale della relazione La formazione teorica diviene parte di questo processo di integrazione
  18. 18. La formazione: unità didattica di base La dimensione soggettiva nellacostruzione del concetto di spazio La proposta: L’esperienza: Interesse per le Esplorazione differenze dello spazio in soggettive relative assenza di all’esperienza di percezione perdita del senso della propria visiva ubicazione fisica nello spazio
  19. 19. Riferimenti teorici1)La maggior parte dell’attività compiuta dalnostro corpo avviene al di fuori della nostraconsapevolezza.consapevolezza.2)Il nostro mondo sensoriale , percettivo ,motorio , affettivo , ecc., non è uguale a ecc.quello altrui .3)Il mondo quale noi lo percepiamo in questomomento non è il mondo stabile , esatto ,unico , ma è semplicemente una delle tantetrasformazioni potenziali.
  20. 20. La formazione praticaOsservazione Attenzione centrata sul dell’azione “come” il bambino fronteggia questa spontanea di esperienza: gli bambini nei andirivieni, il ruoloprimi due anni dello sguardo, ecc. ecc. di vita, centrata sul tema degli spostamenti Schemi d’azione e nello spazio. di interazione
  21. 21. Riformulazione teoricaLe tappe dello sviluppopsiomotorioIl processo di separazioneindividuazioneLo sviluppo atipico : analisi divideo (applicazione della scheda divalutazione )
  22. 22. L’elaborazione e le connessioniLa proposta: La ripetizione dell’esperienzaEsplorazione consentedello spazio in dimensione di assenza di decentramento percezione che permette visiva riformulazioni teorico/pratiche
  23. 23. L’efficacia dell’intervento e l’autovalutazione La proposta: la valutazione della configurazioneLavoro di gruppo interattiva, della in presenza del dialettica dell’intervento, dei formatore : parametri e dei analisi di facilitatori è una sequenze video verifica sul proprio percorso di integrazione teorico- teorico- pratico.
  24. 24. 1.2 Segnalatori dello sviluppo Comunicativo/socialeAttenzione reciproca Nv 0 1 2 3 4Impegno reciproco Nv 0 1 2 3 4Intenzionalità e reciprocità nell’interazione Nv 0 1 2 3 4Sguardo referenziale Nv 0 1 2 3 4Pointing richiestivo Nv 0 1 2 3 4Pointing dichiarativo Nv 0 1 2 3 4Attenzione condivisa Nv 0 1 2 3 41.3 ImitazioneSchemi imitativi precoci nv 0 1 2 3 4Imitazione di suoni vocalici nv 0 1 2 3 4Imitazione di Espressioni facciali nv 0 1 2 3 4Imitazione di Gesti codificati nv 0 1 2 3 4Imitazione di Gesti non codificati nv 0 1 2 3 4Imitazione di Azioni con oggetto nv 0 1 2 3 4Imitazione differita nv 0 1 2 3 4
  25. 25. Note sulle caratteristiche espressiveModulazione tonica A NANote: scarsa modificabilitàOrientamento posturale A NANote: frequente uso di posture evitantiAccettazione del contatto A NANote: sfuggenteManifestazioni emotive A NANote: intense ma scarsa responsivitàManifestazioni temperamentali A NANote: facile irritabilitàManifestazioni comportamentali A NANote: reazioni intense ai divieti
  26. 26. Facilitatori e strategieSpazio: distanzaTempo: rispetto delle “pause”Oggetto: animaliAzione/imitazione: con l’oggettoVoce/linguaggio: suoni evocativi di esperienze già vissuteTono: variazioni tonichePostura:Altro:

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