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Complicare è facile, semplificare è difficile.                  Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si      ...
Indice•    Privatizzazioni tra opportunità e rischi•    Servizi pubblici in bilico tra Stato e mercato•    Misure urgenti ...
Privatizzazione: opportunità e rischiDalla privatizzazione dei servizi pubblici risorse utili perla crescita con un miglio...
Chi è a favore• Gestione aziendale (principi, metodi,  economicità)• Privatizzazione formale (adozione forma  giuridica pr...
Chi è contro• Fenomeno cresciuto rapidamente (a volte  fuori controllo)• Moltiplicazione luoghi di potere e  rappresentanz...
Società mono servizio• servizi di trasporto pubblico locale (oneri di  servizio pubblico e tariffe strutturalmente al di  ...
Società multi servizio• Società ad intero capitale pubblico o Società a  capitale misto, in alcuni casi quotate in  mercat...
Sintesi• L’utile medio di esercizio delle multi è quadruplo  rispetto a quello delle mono• L’incidenza del fatturato sul v...
Servizi PubbliciIn bilico tra Stato e mercato                                11
Legge 29 marzo 1903, n. 103- Costruzione di acquedotti e fontane e distribuzione di acqua   potabile- Impianto ed esercizi...
Legge 29 marzo 1903, n. 103 (segue)- Costruzione ed esercizio di mercati pubblici- Costruzione ed esercizio di bagni e lav...
Servizi pubblici• Servizi strumentali: le attività rivolte alla P.A. a  supporto di funzioni pubblicistiche di cui resta  ...
Differenze “empiriche”servizio pubblico locale : utenza diffusa sulterritorio e pagatrice di prezzoattività strumentale: i...
Modalità di gestione• Affidamento a società di capitali, mediante  procedure ad evidenza pubblica• Affidamento diretto a: ...
Misure urgenti in materia di   stabilizzazione finanziaria e di      competitività economicaIl dl 78/2010 «Misure urgenti ...
Riduzione membri organi socialiTutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalitàgi...
Riduzione compensi amministratoriRiduzione dei compensi degli amministratori e dei membri del collegiosindacale. I compens...
Aumenti di capitale, trasferimenti straordinari erilascio di garanzie a partecipate non quotateSalvo quanto previsto dalla...
Liquidazione società partecipate32. Fermo quanto previsto dallart. 3, commi 27, 28 e 29, dellalegge 24 dicembre 2007, n. 2...
Liquidazione società partecipate (segue1)Le disposizioni di cui al secondo periodo non si applicano aicomuni con popolazio...
Liquidazione società partecipate (segue2)• La disposizione di cui al presente comma non si  applica alle società, con part...
Spending ReviewDecreto Legge 6 luglio 2012 n. 95                                    24
FinalitàIl Decreto ha la finalità di introdurre un processo diSpending review nel settore delle AmministrazioniPubbliche m...
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Liquidazione: comma 1 dell’art. 4stabilisce che per le società controllate direttamente oindirettamente dalle pubbliche am...
Agevolazioni fiscaliGli atti e le operazioni posti in essere in favore dellepubbliche amministrazioni in seguito allo scio...
Sanzioni?Non sono previste sanzioni per gli enti che non adempionoentro le suddette date agli obblighi previsti dall’art. ...
Esclusioni: comma 3Il comma 3 disciplina i casi di esclusione dall’obbligo discioglimento o dismissione prevedendo che tal...
Chi si salva?• le holding, che di regola non vivono di proventi da prestazioni  ma di una quota di dividendi• le società s...
Problemi per liquidazione• Società poco appetibili sul piano economico (salva  revisione onerosa del contratto di servizio...
Governance società partecipate (a)•In base al comma 4 i consigli di amministrazione delle società partecipate che abbianoc...
Governance società partecipate (b)In base al comma 5 i consigli di amministrazione delle altre società a totalepartecipazi...
La verifica dei crediti e debiti reciprociA decorrere dallesercizio finanziario 2012, i Comuni e leProvince allegano al re...
Liberalizzazioni          Referendum eCorte Cost. 20.7.2012 n. 199 e 200                                     36
La storia• Art. 23-bis dl 112/2008 limita affidamento in house  providing (strumento derogatorio a modalità  ordinarie cos...
Articolo 4 dl 138/2011• I giudici delle leggi con la sentenza 20 luglio 2012 n.  199 hanno "annullato" larticolo 4 del Dl ...
Normativa comunitariaIl superamento di tale soglia determinerebbe lesclusione della possibilitàdi affidamenti diretti. “Ta...
Articolo 3, 3c, del Dl 138/2011Prevedeva labrogazione dopo il 30 settembre 2012 di tutte ledisposizioni statali incompatib...
Spending Review  Art 4, c. 8 DL 6 luglio 2012, n. 95A decorrere dal 1° gennaio 2014 laffidamento diretto puòavvenire solo ...
Liberalizzazioni: non è finita       Decreto sviluppo bis                                 42
Nuovi limiti all’ in House• Con il decreto sviluppo bis, il governo intende porre nuovi  paletti allin house.• Per gli aff...
in House• Con il termine « in house» si fa riferimento  alla gestione di un servizio che un ente  pubblico (generalmente l...
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Gli enti locali devono:• Conoscere l’attività delle Società partecipate, i dati  gestionali e quelli economici e finanziar...
Un percorso virtuoso1) La verifica della composizione del Patrimonio Netto delle Partecipate2) La verifica degli assets im...
Holding degli enti localiLuci ed ombre di uno strumento di    controllo delle partecipate                                 ...
Corte dei conti deliberazione n. 13/2008Particolarmente adatta agli enti di grandi dimensioni,centrali rispetto a reti di ...
Holding per gli enti localiLa società holding per gli enti locali deve derivare da unprogramma di razionalizzazione organi...
ResponsabilitàFattispecie di responsabilità contestabili agliamministratori e revisori degli enti pubblici.               ...
Direzione e coordinamento di societàArticolo 2497. Responsabilità.Le società o gli enti che, esercitando attività di direz...
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Criteri contrari ad ogni principio diefficienza ed economicitàcondannato i componenti della giunta comunale peravere costi...
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Inutilità delle societàIl pubblico Ministero aveva evidenziato il prolungatostato di inattività societaria ed aveva chiest...
Omessa Pianificazione e Controlloha condannato il Consiglio Comunale al risarcimentodei dati causati dalla delibera di ric...
Seguerinunciando, in pratica, alla gestione diretta dellinterastruttura. E sta proprio in tale rinuncia la dimostrazionedi...
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Giurisdizione Corte dei ContiLa giurisdizione della Corte dei Conti, invece, sussiste neiconfronti degli amministratori e ...
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  1. 1. [][][]STUDIOPANATODottori Commercialisti Le società partecipate Andrea Arrigo Panato Youth Politicians’ Best Practice 2012 - http://www.ypbpr.it/Scuola di Alta Formazione non-partisan per Amministratori Pubblici Under 35 Villa Alba – Gardone Riviera
  2. 2. Chi sono Laureato in Economia presso l‟Università Bocconi, è Dottore Commercialista e Revisore Legale. La sua attività professionale è rivolta in maniera principale a fornire consulenza fiscale e societaria ad imprese organizzate in forma di società di capitali. Ha maturato una particolare esperienza nella gestione ordinaria e straordinaria occupandosi in particolar modo di valutazioni d‟azienda ed operazioni di finanza@commercialista straordinaria: Fusioni, scissioni, LBO, ecc.. E’ autore del libro “Le Perizie di stima e la valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie” e di numerosi articoli per le principali case editrici professionali. Relatore a numerosi convegni, è docente della Scuola di Alta Formazione ( Fondazione Dottori Commercialisti e Università Bocconi). È membro del Cda della Fondazione dei Dottori Commercialisti di Milano. 2
  3. 3. Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi,Semplificare ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.è più difficile Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura? Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Questo processo porta fuori dalBruno Munari tempo e dalle mode… La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte. 3
  4. 4. Indice• Privatizzazioni tra opportunità e rischi• Servizi pubblici in bilico tra Stato e mercato• Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di comp. ec.• Spending review• Liberalizzazioni, referendum e Sent. Corte Cost. 20.7.2012 n. 199/200• Liberalizzazioni e Decreto Sviluppo bis• Rapporti tra enti locali e società partecipate• La Holding: luci ed ombre di uno strumento• Responsabilità amministratori pubblici• Giurisdizione responsabilità amministratori• Dal 1° gennaio, riscossione dei tributi locali solo da parte dei Comuni• TIA e IVA 4
  5. 5. Privatizzazione: opportunità e rischiDalla privatizzazione dei servizi pubblici risorse utili perla crescita con un miglioramento della qualità oppurela rendita del monopolista pubblico piuttosto che essereerosa e distribuita ai cittadini, viene semplicementetrasferita ai privati in assenza di vincoli concorrenziali? 5
  6. 6. Chi è a favore• Gestione aziendale (principi, metodi, economicità)• Privatizzazione formale (adozione forma giuridica privatistica)• Privatizzazione sostanziale (soci privati con competenze finanziarie ed operative)• Liberalizzazione (percorso verso…) 6
  7. 7. Chi è contro• Fenomeno cresciuto rapidamente (a volte fuori controllo)• Moltiplicazione luoghi di potere e rappresentanza• Talvolta utilizzate per eludere vincoli (patto stabilità, limiti assunzioni)• Percorso interrotto verso libero mercato. 7
  8. 8. Società mono servizio• servizi di trasporto pubblico locale (oneri di servizio pubblico e tariffe strutturalmente al di sotto dei costi);• igiene urbana (sia che si trovino in regime di tassa che in regime di tariffa hanno l’obiettivo del pareggio)• distribuzione del gas. 8
  9. 9. Società multi servizio• Società ad intero capitale pubblico o Società a capitale misto, in alcuni casi quotate in mercati regolamentati, spesso operanti su ambiti territoriali vasti e indirizzate soprattutto nei servizi a rete ed energetici, ove si trovano margini di redditività più elevati 9
  10. 10. Sintesi• L’utile medio di esercizio delle multi è quadruplo rispetto a quello delle mono• L’incidenza del fatturato sul valore della produzione è assolutamente maggiore dei trasferimenti pubblici nelle multi rispetto alle mono• Dal punto di vista reddituale, l’aggregato nelle regioni del Sud presenta una perdita di 90 milioni di Euro, quello delle regioni del Centro un utile di 50 milioni di Euro, quello delle regioni del Nord un utile di 1,1 miliardi di Euro. 10
  11. 11. Servizi PubbliciIn bilico tra Stato e mercato 11
  12. 12. Legge 29 marzo 1903, n. 103- Costruzione di acquedotti e fontane e distribuzione di acqua potabile- Impianto ed esercizio della illuminazione pubblica e privata- Costruzione di fognature ed utilizzo delle sostanze fertilizzanti- Costruzione ed esercizio di tramvie a trazione animale o meccanica- Costruzione ed esercizio di reti telefoniche comunali- Impianto ed esercizio di farmacie- Nettezza pubblica e sgombro d’immondizie dalle case- Trasporti funebri- Costruzione ed esercizio di molini e forni comunali- Costruzione ed esercizio di stabilimenti per la macellazione 12
  13. 13. Legge 29 marzo 1903, n. 103 (segue)- Costruzione ed esercizio di mercati pubblici- Costruzione ed esercizio di bagni e lavatoi pubblici- Fabbrica e vendita di ghiaccio- Costruzione ed esercizio di asili notturni- Impianto ed esercizio di omnibus, automobile e di ogni altro idoneomezzo diretto a provvedere alle pubbliche comunicazioni- Produzione e distribuzione di forza motrice idraulica ed elettrica ecostruzione degli impianti relativi- Pubbliche affissioni eccettuandone sempre i manifesti elettorali e gliatti della pubblica autorità- Essiccatoi di granturco e relativi depositi- Stabilimento e relativa vendita di semenzai e vivai di vite ed altrepiante arboree o fruttifere 13
  14. 14. Servizi pubblici• Servizi strumentali: le attività rivolte alla P.A. a supporto di funzioni pubblicistiche di cui resta titolare l’Ente di riferimento.• I servizi pubblici propriamente detti: attività che sono dirette a gestire servizi che mirano a soddisfare direttamente esigenze generali della collettività• SP di rilevanza economica: acquisisce rilevanza economica quel servizio che si innesta in un settore per il quale almeno potenzialmente sussiste una redditività ed un mercato competitivo 14
  15. 15. Differenze “empiriche”servizio pubblico locale : utenza diffusa sulterritorio e pagatrice di prezzoattività strumentale: il beneficio dellaprestazione è soltanto dell’ente e l’ente è l’unicopagatore del corrispettivo. 15
  16. 16. Modalità di gestione• Affidamento a società di capitali, mediante procedure ad evidenza pubblica• Affidamento diretto a: – società a capitale misto pubblico privato in cui il socio privato sia scelto mediante procedure ad evidenza pubblica – società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante dellattività con gli enti che la controllano. 16
  17. 17. Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economicaIl dl 78/2010 «Misure urgenti in materia di stabilizzazionefinanziaria e di competitività economica» convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 30/07/2010). 17
  18. 18. Riduzione membri organi socialiTutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalitàgiuridica di diritto privato, sono tenutI ad adeguare i rispettivi statuti al fine diassicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo al 31/05/2010, gli organi diamministrazione e quelli di controllo, ove non già costituiti in forma monocratica,nonché il collegio dei revisori, siano costituiti da un numero non superiore,rispettivamente, a cinque e a tre componenti.Il mancato adeguamento degli statuti nei termini sopra indicati determinaresponsabilità erariale e tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismipubblici interessati sono nulli.La previsione in commento ripropone il tema relativo alla necessità di stabilire i casi incui un organismo con personalità giuridica di diritto privato può essere considerato“pubblico”. Si ricorda che a livello comunitario vige il principio secondo il quale tutticoloro che operano prevalentemente con risorse pubbliche devono essere consideratiorganismi pubblici a prescindere dalla forma giuridica che assumono. 18
  19. 19. Riduzione compensi amministratoriRiduzione dei compensi degli amministratori e dei membri del collegiosindacale. I compensi previsti per i componenti del consiglio diamministrazione e del collegio sindacale sono ridotti del 10%: – nelle società inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione (lelenco delle amministrazioni pubbliche inserite in tale conto è stato recentemente pubblicato dallIstat sulla G.U. n. 171 del 24/07/2010) – nelle società possedute, direttamente o indirettamente, in misura totalitaria alla data del 31/05/2010 dalle amministrazioni pubbliche. – In base alla ridefinizione dellambito di applicazione della disposizione avvenuta in sede di conversione del decreto, sono ora tenute ad applicare la riduzione del 10% dei compensi anche le società partecipate indirettamente dalle amministrazioni pubbliche, purché tale partecipazione possa comunque configurarsi come totalitaria.Tuttavia, tale obbligo, sia per le partecipazioni dirette che per quelle indirette,non scatta immediatamente, ma sorge a partire dalla prima scadenza delconsiglio o del collegio successiva al 31/05/2010. La disposizione non siapplica alle società quotate e alle loro controllate. 19
  20. 20. Aumenti di capitale, trasferimenti straordinari erilascio di garanzie a partecipate non quotateSalvo quanto previsto dallart. 2447 del Codice Civile in caso di perdited’esercizio che riducono il capitale sociale al di sotto del limite legale, tutte leamministrazioni pubbliche, fra cui i Comuni e le Province (escluse quelleautonome, le Regioni e gli enti del s.s.n.) non possono effettuare aumenti dicapitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanziein favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, pertre esercizi consecutivi, perdite di esercizio, ovvero, che abbiano utilizzatoriserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali.Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti alle società partecipate a fronte diconvenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento diservizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti 20
  21. 21. Liquidazione società partecipate32. Fermo quanto previsto dallart. 3, commi 27, 28 e 29, dellalegge 24 dicembre 2007, n. 244, i comuni con popolazioneinferiore a 30.000 abitanti non possono costituire societa.Entro il 31 dicembre 2012 (proroga al 30 settembre 2012 -Legge 24 febbraio 2012 n. 14 ) i comuni mettono in liquidazionele societa gia costituite alla data di entrata in vigore delpresente decreto, ovvero ne cedono le partecipazioni. 21
  22. 22. Liquidazione società partecipate (segue1)Le disposizioni di cui al secondo periodo non si applicano aicomuni con popolazione fino a 30.000 abitanti nel caso in cui lesocietà già costituite: a) abbiano, al 31 dicembre 2012 (proroga al 30 settembre 2012 - Legge 24 febbraio 2012 n. 14 ), il bilancio in utile negli ultimi tre esercizi; b) non abbiano subito, nei precedenti esercizi, riduzioni di capitale conseguenti a perdite di bilancio; c) non abbiano subito, nei precedenti esercizi, perdite di bilancio in conseguenza delle quali il comune sia stato gravato dellobbligo di procedere al ripiano delle perdite medesime. 22
  23. 23. Liquidazione società partecipate (segue2)• La disposizione di cui al presente comma non si applica alle società, con partecipazione paritaria ovvero con partecipazione proporzionale al numero degli abitanti, costituite da più comuni la cui popolazione complessiva superi i 30.000 abitanti; i comuni con popolazione compresa tra 30.000 e 50.000 abitanti possono detenere la partecipazione di una sola società; 23
  24. 24. Spending ReviewDecreto Legge 6 luglio 2012 n. 95 24
  25. 25. FinalitàIl Decreto ha la finalità di introdurre un processo diSpending review nel settore delle AmministrazioniPubbliche mediante l’introduzione di prescrizioniindirizzate alla razionalizzazione dei livelli di spesadelle Amministrazioni centrali, degli enti previdenzialie delle amministrazioni territoriali. 25
  26. 26. Messa in liquidazione eprivatizzazione di società pubblicheil DL 95/2012 limita il ricorso alle società partecipatedagli enti territoriali ed individua nell’incremento dellalibera concorrenza dei mercati dei servizi pubblici lastrada (obbligata) per l’esternalizzazione di attivitàdell’ente. 26
  27. 27. Liquidazione: comma 1 dell’art. 4stabilisce che per le società controllate direttamente oindirettamente dalle pubbliche amministrazioni che abbianoconseguito nell’anno 2011 un fatturato da prestazione di servizia favore di pubbliche amministrazioni superiore al 90 per cento,si procede, alternativamente: 1. allo scioglimento della società entro il 31 dicembre 2013; 2. all’alienazione, con procedure di evidenza pubblica, delle partecipazioni detenute alla data di entrata in vigore del presente decreto entro il 30 giugno 2013 ed alla contestuale assegnazione del servizio per cinque anni (non rinnovabili) a decorrere dal 1 gennaio 2014. 27
  28. 28. Agevolazioni fiscaliGli atti e le operazioni posti in essere in favore dellepubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimentodella società sono esenti da imposizione fiscale, fattasalva lapplicazione dell‘ imposta sul valore aggiunto, eassoggettati in misura fissa alle imposte di registro,ipotecarie e catastali; 28
  29. 29. Sanzioni?Non sono previste sanzioni per gli enti che non adempionoentro le suddette date agli obblighi previsti dall’art. 4;Ove l’amministrazione non proceda allo scioglimento odismissione della partecipata, a decorrere dal 1 gennaio 2014tali società non possono comunque ricevere affidamentidiretti di servizi, né possono fruire del rinnovo diaffidamenti di cui sono titolari. I servizi già prestati dallesocietà, ove non vengano prodotti nell’ambitodell’amministrazione, devono essere acquisiti nel rispettodella normativa comunitaria e nazionale. 29
  30. 30. Esclusioni: comma 3Il comma 3 disciplina i casi di esclusione dall’obbligo discioglimento o dismissione prevedendo che tali disposizioni nonsi applicano: – alle società che erogano servizi in favore dei cittadini; – alle società che svolgono compiti di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 33, decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163; – le società da individuarsi con Dpcm sulla base di particolari esigenze di interesse pubblico generale (tutela della riservatezza e della sicurezza dei dati ed efficacia dei controlli sull’erogazione degli aiuti comunitari del settore agricolo); – le società Consip e Sogei 30
  31. 31. Chi si salva?• le holding, che di regola non vivono di proventi da prestazioni ma di una quota di dividendi• le società strumentali delle società di servizi pubblici, a condizione che abbiano la fonte del loro fatturato nella società controllante e non nellente locale.• le società che "erogano servizi in favore dei cittadini". In questa categoria rientrano, per quanto riguarda gli enti locali, tutte le aziende di servizi pubblici locali, a prescindere dal fatto che essi trovino la loro fonte di reddito in una tariffa o nei proventi generati da un contratto di servizio. La norma, infatti, non fa cenno ai ricavi bensì alla natura della prestazione. 31
  32. 32. Problemi per liquidazione• Società poco appetibili sul piano economico (salva revisione onerosa del contratto di servizio)• Cessione a qualunque costo pur di rispettare i termini di legge• Dipendenti• Accollo dei debiti da parte degli enti 32
  33. 33. Governance società partecipate (a)•In base al comma 4 i consigli di amministrazione delle società partecipate che abbianoconseguito nellanno 2011 un fatturato da prestazione di servizi a favore di pubblicheamministrazioni superiore al 90 per cento dellintero fatturato devono essere composti danon più di tre membri di cui due dipendenti dell’amministrazione titolare dellapartecipazione o di poteri di indirizzo e vigilanza, scelti d’intesa tra le amministrazionimedesime, per le società a partecipazione diretta, ovvero per le società a partecipazioneindiretta due scelti tra i dipendenti dell’amministrazione titolare della partecipazione dellasocietà controllante o di poteri di indirizzo e vigilanza, scelti d’intesa tra le amministrazionimedesime e dipendenti della stessa società controllante.•Il terzo membro svolge le funzioni di amministratore delegato.•La norma prevede, inoltre, che i dipendenti dell’amministrazione titolare dellapartecipazione ovvero i dipendenti della società controllante hanno obbligo di riversare irelativi compensi assembleari all’amministrazione e alla società di appartenenza.•È comunque consentita la nomina di un amministratore unico.•La disposizione si applica a partire dal primo rinnovo dei consigli di amministrazionesuccessivo alla data di entrata in vigore del Decreto. 33
  34. 34. Governance società partecipate (b)In base al comma 5 i consigli di amministrazione delle altre società a totalepartecipazione pubblica, diretta ed indiretta, devono essere composti da tre ocinque membri, tenendo conto della rilevanza e della complessità delleattività svolte. Nell’ipotesi di consigli di amministrazione composti da 5membri, tre membri devono essere scelti tra i dipendentidell’amministrazione titolare della partecipazione o tra i dipendentidell’amministrazione titolare della partecipazione della società controllante(nel caso di controllo indiretto).Le cariche di Presidente e di Amministratore delegato sono disgiunte e alPresidente potranno essere affidate dal Consiglio di amministrazione delegheesclusivamente nelle aree: relazioni esterne e istituzionali e supervisionedelle attività di controllo interno. 34
  35. 35. La verifica dei crediti e debiti reciprociA decorrere dallesercizio finanziario 2012, i Comuni e leProvince allegano al rendiconto della gestione una notainformativa contenente la verifica dei crediti e debiti reciprocitra lEnte e le società partecipate. La predetta nota, asseveratadai rispettivi organi di revisione, evidenzia analiticamenteeventuali discordanze e ne fornisce la motivazione; in tal caso ilComune o la Provincia adottano senza indugio, e comunque nonoltre il termine dellesercizio finanziario in corso, i provvedimentinecessari ai fini della riconciliazione delle partite debitorie ecreditorie. 35
  36. 36. Liberalizzazioni Referendum eCorte Cost. 20.7.2012 n. 199 e 200 36
  37. 37. La storia• Art. 23-bis dl 112/2008 limita affidamento in house providing (strumento derogatorio a modalità ordinarie costituite da gara / parere antitrust sopra i 200.000 € di affidamento)• Norma esce indenne da controllo costituzionalità richiesto da alcune regioni• Referendum giugno 2011 norma abrogata• Art. 4 dl 138/2011 ripropone norma in versione più restrittiva (escludendo servizio idrico oggetto di referendum). 37
  38. 38. Articolo 4 dl 138/2011• I giudici delle leggi con la sentenza 20 luglio 2012 n. 199 hanno "annullato" larticolo 4 del Dl 138/2011 che limitava le ipotesi di affidamento in house dei servizi pubblici locali senza gara al di sotto dei 900mila euro alle società a capitale interamente pubblico .• Salta quindi la norma che disponeva la privatizzazione dei servizi pubblici da parte degli enti locali. 38
  39. 39. Normativa comunitariaIl superamento di tale soglia determinerebbe lesclusione della possibilitàdi affidamenti diretti. “Tale effetto si verifica a prescindere daqualsivoglia valutazione dellente locale, oltre che della Regione, edanche - in linea con labrogato art. 23-bis - in difformità rispetto a quantoprevisto dalla normativa comunitaria, che consente, anche se nonimpone (sentenza n. 325 del 2010), la gestione diretta del serviziopubblico da parte dellente locale, allorquando lapplicazione delle regoledi concorrenza ostacoli, in diritto o in fatto, la «speciale missione»dellente pubblico (art. 106 TFUE), alle sole condizioni del capitaletotalmente pubblico della società affidataria, del cosiddetto controllo"analogo" (il controllo esercitato dallaggiudicante sullaffidatario deveessere di "contenuto analogo" a quello esercitato dallaggiudicante suipropri uffici) ed infine dello svolgimento della parte più importantedellattività dellaffidatario in favore dellaggiudicante.” 39
  40. 40. Articolo 3, 3c, del Dl 138/2011Prevedeva labrogazione dopo il 30 settembre 2012 di tutte ledisposizioni statali incompatibili con il principio espresso nel primocomma dello stesso articolo secondo il quale «liniziativa e lattivitàeconomica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non èespressamente vietato dalla legge».Con la sentenza numero 200 i giudici della corte costituzionalehanno bocciato il comma 3 perché «leffetto della soppressioneautomatica e generalizzata delle normative statali oltre ad avereuna portata incerta e indefinibile, potrebbe riguardare un noveroimprecisato di atti normativi statali, con possibili ricadute sullegislatore regionale, nel caso che tali atti riguardino ambiti dicompetenza concorrente o trasversali, naturalmente correlati acompetenze regionali. 40
  41. 41. Spending Review Art 4, c. 8 DL 6 luglio 2012, n. 95A decorrere dal 1° gennaio 2014 laffidamento diretto puòavvenire solo a favore di società a capitale interamentepubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativae dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in housee a condizione che il valore economico del servizio o deibeni oggetto dellaffidamento sia complessivamente pari oinferiore a 200.000 euro annui.Sono fatti salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenzanaturale e comunque fino al 31 dicembre 2014. 41
  42. 42. Liberalizzazioni: non è finita Decreto sviluppo bis 42
  43. 43. Nuovi limiti all’ in House• Con il decreto sviluppo bis, il governo intende porre nuovi paletti allin house.• Per gli affidamenti per cui non è prevista una scadenza, gli enti locali dovranno inserire nel contratto di servizio un termine, pena la cessazione al 31 dicembre 2013.• Per gli affidamenti concessi alla data del 1° ottobre 2003 a società a partecipazione pubblica che erano già quotate, e a loro controllate, cessano alla scadenza prevista; inoltre quelli che non prevedono una scadenza cessano automaticamente il 31 dicembre 2020 43
  44. 44. in House• Con il termine « in house» si fa riferimento alla gestione di un servizio che un ente pubblico (generalmente locale) garantisce attraverso una società controllata al 100% (o controllo analogo).• Laffidamento del servizio avviene senza gara e aggira anche le regole di concorrenza disposte in passato per molti settori. 44
  45. 45. Rapporti tra Enti Locali e società partecipateGli Enti Locali, in attesa di una definitivarazionalizzazione e definizione sistematicadell’impianto normativo e concettuale delcomparto, devono correttamente improntare lapropria pianificazione strategica, fornendo ilcorretto indirizzo e indicando gli obiettivi daraggiungere 45
  46. 46. Gli enti locali devono:• Conoscere l’attività delle Società partecipate, i dati gestionali e quelli economici e finanziari;• Disporre, per le proprie controllate, di strumenti di direzione e controllo adeguati anche a garantire la costante osservanza a tutte le disposizioni di legge;• Esercitare nelle controllate attività di indirizzo della gestione, con una forte incidenza sui risultati economici e finanziari, attraverso sistemi di controllo preventivo, concomitante e successivo sulle Partecipate. 46
  47. 47. Un percorso virtuoso1) La verifica della composizione del Patrimonio Netto delle Partecipate2) La verifica degli assets immobiliari esistenti all’interno dell’attivopatrimoniale3) La verifica sull’adozione di un piano industriale e finanziario di breve– medio periodo per l’attività delle Partecipate4) La previsione di un’ attività almeno annuale di conferma e revisionedel piano industriale e finanziario5) L’analisi dei fabbisogni finanziari delle Partecipate6) L’analisi dello Statuto delle Partecipate, al fine di definirne gli aspettilegati al corretto grado di controllo da parte dell’Ente7) L’analisi congiunta dei fabbisogni finanziari rilevati nelle Partecipatee dei coincidenti fabbisogni dell’Ente socio. 47
  48. 48. Holding degli enti localiLuci ed ombre di uno strumento di controllo delle partecipate 48
  49. 49. Corte dei conti deliberazione n. 13/2008Particolarmente adatta agli enti di grandi dimensioni,centrali rispetto a reti di società “satellite”, potrebbeessere la creazione di un apposito organismo societario,totalmente partecipato dall’ente locale, che opera comeholding titolare delle partecipazioni in precedenzadetenute dall’ente, il quale coadiuva e fornisce servizi atutte le aziende del gruppo e supporta gli organi politicinelle decisioni strategiche 49
  50. 50. Holding per gli enti localiLa società holding per gli enti locali deve derivare da unprogramma di razionalizzazione organizzativa dellagovernance societaria tesa a rendere più efficace il sistemadella programmazione e controllo delle società partecipate enon deve essere motivata da mere finalità di elusione didisposizioni di legge che riguardano gli enti locali.• Favorendo un processo aggregativo con altri comuni• Determinando una riduzione dei costi di struttura delle società partecipate in misura tale da coprire quanto meno quelli aggiuntivi della holding.NB: Holding ammessa se operativa, dubbi se strumentale. 50
  51. 51. ResponsabilitàFattispecie di responsabilità contestabili agliamministratori e revisori degli enti pubblici. 51
  52. 52. Direzione e coordinamento di societàArticolo 2497. Responsabilità.Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione ecoordinamento di società, agiscono nellinteresseimprenditoriale proprio o altrui in violazione dei princìpi dicorretta gestione societaria e imprenditoriale delle societàmedesime, sono direttamente responsabili nei confrontidei soci di queste per il pregiudizio arrecato allaredditività ed al valore della partecipazione sociale,nonché nei confronti dei creditori sociali per la lesionecagionata allintegrità del patrimonio della società.… 52
  53. 53. Omesso esercizio dell’azione di responsabilità neiconfronti degli amministratori delle partecipate “Sussiste la responsabilità dei Sindaci (comunali) che hanno omesso di esercitare nei confronti degli amministratori revocati lazione sociale di responsabilità prevista dallarticolo 2393 codice civile, causando la prescrizione della pretesa risarcitoria. Al sindaco competeva convocare il consiglio comunale per deliberare in merito all’azione di responsabilità e questo non è stato fatto.” 53
  54. 54. Criteri contrari ad ogni principio diefficienza ed economicitàcondannato i componenti della giunta comunale peravere costituito una società partecipata al solo scopodi assumere il personale per il tramite dello schermosocietario, concorrendo alla gestione della partecipatacon criteri contrari ad ogni principio di efficienza edeconomicità. 54
  55. 55. Omessa revoca degli amministratoridelle partecipate“Delle due l’una, se la Regione riteneva che la societàpotesse raggiungere il pareggio economico, pur in presenzadei vincoli impostigli sull’acquisto del latte, dovevanoprovvedere all’immediata revoca degli amministratoridella spa, perché evidentemente incapaci di raggiungeregli obiettivi prefissati; se, al contrario, ritenevano correttal’analisi degli amministratori della spa, relativamente allecause strutturali delle perdite, dovevano intervenirerivedendo le decisioni a suo tempo prese in termini diprezzo e volume del latte acquistato.” 55
  56. 56. Abuso di uno schema societario o di unastruttura di gruppoTra i suddetti illeciti amministrativi può senz’altro annoverarsi ,beninteso in linea teorica, anche l’abuso di uno schemasocietario o di una struttura di gruppo, qualora si dimostri checiò abbia comportato, per il socio pubblico, un’elusione diinderogabili vincoli pubblicistici (domestici o comunitari) odanche solo una lievitazione o moltiplicazione dei costi gestionalisproporzionata o comunque immotivata o inutile rispettoall’obiettivo finale perseguito (si pensi, a titolo di mero esempio,non solo ai compensi pagati ad una pletora di amministratori erevisori – le c.d. “poltrone” – ma anche alle imposte ed agli altricosti “di struttura”).” 56
  57. 57. Inutilità delle societàIl pubblico Ministero aveva evidenziato il prolungatostato di inattività societaria ed aveva chiesto ilrisarcimento per le perdite derivanti principalmentedagli oneri sostenuti per gli organi societari. 57
  58. 58. Omessa Pianificazione e Controlloha condannato il Consiglio Comunale al risarcimentodei dati causati dalla delibera di ricapitalizzazione diuna società partecipata, in assenza di progetti e pianigestionali, mettendo in atto, secondo la procura, “unasoluzione gestoria ispirata alla privatizzazione, con ladistribuzione degli utili ai privati ed il carico delleperdite allente pubblico.” 58
  59. 59. Seguerinunciando, in pratica, alla gestione diretta dellinterastruttura. E sta proprio in tale rinuncia la dimostrazionedi quanto fosse inutile la Società, cosicché, se perrealizzare il progetto sociale fosse stato proprionecessario ricorrere a soggetti privati, tanto valeva cheil Comune stipulasse direttamente il contratto dicollaborazione, senza ricorrere allartificio di creare (o,più propriamente, di mantenere in vita) una societàche, da un lato, era priva di contenuti e, dallaltro,comportava in ogni caso spese continue dimantenimento”. 59
  60. 60. Nomina di amministratori prividi competenze.responsabilità dei Sindaci quotisti contestando: – la nomina, a componenti del C.d.A., di persone prive dei necessari requisiti benché lo statuto del Consorzio prevedesse, per essi, il “possesso di una specifica competenza professionale tecnica e/o amministrativa nella gestione di aziende e servizi pubblici o privati”; – l’aver approvato, come evidenziato nell’atto di citazione, l’inizio di un’attività imprenditoriale senza alcuna istruttoria comprendente anche l’elaborazione di un organico piano aziendale o valutazione ponderata – l’omessa vigilanza sulla gestione, nonostante lo statuto attribuisse all’assemblea il controllo amministrativo, oltre che politico, della stessa, la definizione “dei relativi programmi e delle linee programmatiche” e l’art. 2746/2° c.c. desse loro il diritto di avere notizie; 60
  61. 61. Fattispecie di danno diretto al patrimonio dell’Entecollegato alla cessione di una società partecipata Danno diretto arrecato dal sindaco, dal vice segretario generale e responsabile di settore, da quattro assessori e dai revisori per: – una cessione di società partecipata, senza gara e con perizia affidata a soggetto in conflitto di interessi che ha consentito per l’acquirente il realizzo di notevoli plusvalenze; – la concessione di rateizzazione senza interessi del corrispettivo. 61
  62. 62. GiurisdizioneResponsabilità amministratori Cass. SS.UU. 12.10.2011 n. 20940 62
  63. 63. Giurisdizione giudice ordinarioRientra nella giurisdizione del giudice ordinario, e nonin quella della Corte dei Conti, lazione per ilrisarcimento dei danni subiti da una società apartecipazione pubblica per effetto di condotte illecitedegli amministratori e dei dipendenti, non essendo intal caso configurabile, avuto riguardo allautonomapersonalità giuridica della società, né un rapporto diservizio tra lagente e lente pubblico titolare dellapartecipazione, né un danno direttamente arrecatoallo Stato o ad altro ente pubblico. 63
  64. 64. Giurisdizione Corte dei ContiLa giurisdizione della Corte dei Conti, invece, sussiste neiconfronti degli amministratori e dei dipendenti dellesuddette società i cui comportamenti abbianocompromesso la ragione stessa della partecipazionesociale dellente pubblico, strumentale al perseguimentodi finalità pubbliche ed implicante limpiego di risorsepubbliche, così da arrecare pregiudizio al patrimonio delsocio pubblico direttamente e non come mero riflesso deldanno al patrimonio sociale. 64
  65. 65. Giurisdizione Corte dei Conti (segue)La giurisdizione della Corte dei Conti sussiste, inoltre, neiconfronti del rappresentante dellente partecipante (ocomunque del titolare del potere di decidere per esso)che abbia colpevolmente trascurato di esercitare i propridiritti di socio, in tal modo pregiudicando il valore dellapartecipazione(Cass. SS.UU. 12.10.2011 n. 20940 cfr. anche Cass. SS.UU.12.10.2011 n. 20941). 65
  66. 66. Riscossione tributi localiDal 1° gennaio, riscossione dei tributi locali solo da parte dei Comuni 66
  67. 67. Niente più EquitaliaDal 1° gennaio 2013 la riscossione spontaneadei tributi locali deve essere effettuata solo daiComuni, ovvero mediante affidamento direttoalle società a capitale interamente pubblico aisensi dell’art. 52, comma 5, lett. b), n. 3) delDLgs. n. 446/1997, senza possibilità diaffidamento a terzi. 67
  68. 68. Tassa igiene ambientaleIl problema dell’IVA sulla tassa rifiuti 68
  69. 69. Corte di cassazione sent. 3765/2012• La TIA è un tributo a cui non è applicabile l’IVA.• 1 mld la stima dell’IVA da rimborsare ai contribuenti• Il MinEconomia nonostante la Cassazione continua a pretendere l’applicazione dell’imposta. 69

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