NON TREMARE QUANDO LEGGI                      Racconti di vampiri e non soloINDICE- I demoni del buio- La bestia- Incontri...
PREFAZIONE18 racconti del brivido. In alcuni sono protagonisti i vampiri del Maine(fanno parte del mio Ciclo Vampirica, se...
I DEMONI DEL BUIO       «Io penso a una cosa più banale... si chiama sopravvivenza».Tebe, Egitto, 7 aprile 2010Il sole, no...
arriverà un camion e la porterà in un luogo sicuro. Sono riusciti a toglierlauna settimana prima con due catene ed un bull...
voluto fare scolpire nella porta per spaventare i ladri. Facendo magaricredere che nella tomba ci fossero anche loro. Natu...
viene da sola a trovarlo. Ha trovato un ragazzo e si è appena iscrittaalluniversità ma vive ancora con la mamma. Potrebbe ...
buio» di Thomas Eichmann. Quando torna Udo con le due birre vede il suoamico bianco in volto e si preoccupa.«Coshai Landol...
quando il decimo pianeta si allinea alla terra ed il sole, essi riescono avenire nella Terra. Finito il breve allineamento...
spalle. Larcheologo rabbrividisce e per un attimo pensa ai demoni. Mapotrebbe essere un ladro, più reale e più pericoloso ...
quella parte. Sembra proprio un uomo.«Chi sei?», dice ad alta voce.Nessuna risposta.Landolf vorrebbe alzarsi e andare ad a...
E oggi il giorno predestinato, ora lo sa. E non ha nessuna arma in casa.Corre verso linterruttore per accenderlo ma dallan...
Una BMW si ferma davanti una casa. Immanuel è venuto a prendere il suoamico Christian. Assieme andranno nel solito pub a f...
Allan sta facendo lamore con sua moglie nel letto. E felice, le cose glistanno andando bene. Grazie a quelle azioni ha avu...
«Telefona!», dice suo padre dallaltra stanza.Paula prende il cordless e chiama il 118. Amadeus rientra nel soggiornocon un...
11 MaggioUdo si sveglia con un forte mal di testa. Ieri notte ha bevuto molto whisky.Ha pensato a sua moglie, a quanto la ...
«Io... non mi sono sentito bene», dice, poi gira il capo verso il corpostraziato.«Allora... non era un sogno», dice.«No, è...
garage.Udo entra in casa, seguito dalla ragazza. Entrano in garage. Lui apre ilportone e poi la sua macchina, un Audi A8. ...
poi prende il cellulare che ha sul banco tra la cucina e il soggiorno. Con lasinistra digita il segnale del soccorso col c...
parte non arriva nessuno. In verità non ha incrociato unauto da quando èpartito. Jessika guarda dentro labitacolo quando c...
ha evitato un poliziotto morto. Il cadavere è senza testa. Urla e si tiene unamano in bocca. Poi sente lurlo di Udo. Jessi...
Per non pensare.Finita la fossa hanno messo i corpi delle due povere donne in una coperta egettati nella loro tomba. Già c...
che può e riesce a strappare il giubbotto, poi chiude la porta. Per fortuna ilmostro lha preso per la manica e non per il ...
«Prima hai detto alla tua università. Mi hai visto là? Io non ti ho mainotata»«Io sì, ti ho visto passare una volta. Ma no...
del caos».«Hai ragione».Jessika si guarda in torno. Guarda le vetrine chiuse dei negozi. Alcune sonoilluminate ma altre no...
«Io penso che i demoni prima o poi staccheranno la corrente principale allacasa dove andremo. Intendo dire il filo, quello...
Le luci si sono spente. Li vedo muoversi», dice.«Già... Non potremo più tornarci», dice Udo.«Non è lunico anche se era il ...
«E naturale. Però abbiamo delle uova in meno. Alcune si sono rotte», diceUdo prendendo il contenitore e sorridendo.Jessika...
«Mi dispiace molto».Dopo sparecchiato, mentre Jessika pulisce i piatti per riporli nellalavastoviglie, Udo pensa a come di...
tornare a casa prima del buio, cioè verso le otto e i distributori dicarburante non funzionano. Tornati a casa hanno trova...
danno allesterno poiché essi sono in grado di spezzarle e di trascinarvifuori. Anche se si comportano da animali sono molt...
«Non capisco come hanno fatto ad avvicinarsi così silenziosamente ...»Lauto viene sollevata parzialmente dal davanti. Soph...
«Non importa, faccio da sola se non vuoi aiutarmi».«No, ti aiuto, no problem».Jessika scende dal letto e comincia a toglie...
nel suo divano letto. Lui si gira a guardarla e lei si sveglia.«Buon... giorno. Non volevo dormire da sola. Non ti secca, ...
Vanno a piedi, per risparmiare benzina. Vedere la città deserta è strano. AJessika è venuto in mente un bar che fa angolo,...
Hans torna da una banca dove hanno avuto problemi con un server. Devefinire un lavoro quindi vuole stare in ufficio ancora...
chat o ai forum hanno cominciato a scollegarsi. Finché non è rimasto quasinessuno», dice.«Quegli utenti sono morti. I demo...
pistola in mano. Non pensa sia un demone (il sole è già alto in cielo) ma hapaura che qualche sopravvissuto voglia approfi...
tirandolo nel buio. Il movimento è così repentino che gli cade di mano latorcia improvvisata. Subito dopo Claus sente dell...
«Solo se fuma in giardino», dice Udo.«Daccordo», dice Claus.Jessika fa un viso che dice tutto. Non è per niente contenta.T...
altro appartamento. Quando sono entrati Jessika non ha voluto seguirli,anche se le finestre erano tutte spalancate e cera ...
«Che fine», dice Jessika.«Se lo meritava. Stava per farcela fare anche a noi», dice Hans.«Quel demone che lha ucciso ha sb...
detonazione fa scoppiare il vetro della camera di Jessika. Dalla sua finestraesce fumo.«Sta prendendo fuoco anche la casa!...
I demoni scompaiono.Jessika, che aveva chiuso gli occhi, dice: «Amore, se non ne hai il coraggiolo faccio da sola».«Sono.....
POSTFAZIONELidea mi è venuta pensando alla paura ancestrale che hanno gli uomini delbuio. Una teoria (da alcuni negata) di...
LA BESTIA                       Dedicato a Sarah Scazzi e YaraQuesto racconto non ricostruisce la vicenda di Sarah ma ne r...
sopratutto perché ci va Norman, un ragazzo bellissimo che frequenta fuoricorso il college di Dorry ma abita ad Unity. Samm...
“Di questo ti do ragione”.Sentiamo la sirena breve che fanno le auto della polizia mentre sullavetrina del negozio vedo ri...
terrore. Le mamme tengono a casa le figlie e le accompagnano a scuola.Mia mamma fa la dottoressa e mi porta ogni mattina m...
“Chiamami pure, Gerry, piccola. Stai attenta il bar è lontano un miglio”.“Poco, quindi. Deborah, ti chiamo dopo”, dice Sam...
“Anche a te?”“A me? No, a Kelvin piacciono le ventenni, lo sanno tutti. Per me non èlui... non so perché. E poi beve così ...
serio.Come non detto.“Lho accompagnata io, signora. Sta venendo notte e non è sicuropasseggiare”, dice lo sceriffo scenden...
Non tremare quando leggi   storie di vampiri e non solo
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Non tremare quando leggi storie di vampiri e non solo

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Raccolta di alcuni dei miei racconti

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Non tremare quando leggi storie di vampiri e non solo

  1. 1. NON TREMARE QUANDO LEGGI Racconti di vampiri e non soloINDICE- I demoni del buio- La bestia- Incontri notturni- Amore per sempre- Cè ancora- Giro giro tondo- La pendola- La strega nera- Karen- Il muro- Non dormire la notte- Quando apro gli occhi- Dolcetto o scherzetto?- La zucca- Linvitato- La fonte- Ritornando- La soffitta
  2. 2. PREFAZIONE18 racconti del brivido. In alcuni sono protagonisti i vampiri del Maine(fanno parte del mio Ciclo Vampirica, serie Dorry), in altri oggetti chesembrano normali, come bambole o pendole, ma che in realtà sono statiprodotti dal diavolo. E poi fantasmi, streghe, pazzi stupratori, esseridellaltro mondo, mostri che si credeva che esistessero solo nella nostrafantasia di bambini. Storie che fanno paura, specialmente quando sileggono dal proprio e-reader la notte, con la finestra che emette dei flashdovuti ai lampi del temporale.E quando capita attenti che il vostro cuore regga quando sentite un passo insoffitta.Claudio Vasi
  3. 3. I DEMONI DEL BUIO «Io penso a una cosa più banale... si chiama sopravvivenza».Tebe, Egitto, 7 aprile 2010Il sole, non ancora alto nel cielo, oggi scalda più del solito. Landolf sicopre con un parasole mentre cammina verso la tomba scoperta un meseprima. Accanto a lui cè il suo assistente egiziano, Hassan. La scoperta chehanno fatto è incredibile, e non per il fatto che la tomba è del parente diAmenofi IV, il faraone che venerava il dio Aton, il quale rappresentava tuttigli dei. Fu lunico caso, al tempo degli antichi egiziani, di enoteismo, cioèdi venerazione di un unico dio che però rappresenta tutti gli dei. Lascoperta è incredibile perché nella tomba di Ramesse, un lontano zio diAkhenaton, sono scolpiti dei geroglifici che parlano di strani dei, chiamatiDei del buio. A quanto pare gli egiziani in quel periodo oltre ad Atonveneravano anche questi. Nessun archeologo ha mai sentito parlare di loro.Landolf si avvicina alla porta della tomba camminando a fatica, mentre ilsudore gli appiccica la camicia sulla schiena. Un vento leggero solleva dipoco la sabbia, spostandola da una duna allaltra, eternamente. La tombanon è stata disseppellita del tutto ma lentrata principale è accessibile.Prima di entrare Landolf si volta per vedere se lassistente Hassan lhaseguito. Quando hanno scoperto lentrata, due settimane prima, chiusa daun grande blocco di marmo, egli aveva sconsigliato Landolf di entrare.Sulla porta infatti erano incisi dei geroglifici che intimavano i visitatori adandarsene. Se questi non avessero ubbidito la malasorte li avrebbe colpiti.Landolf si era messo a ridere ed aveva detto ad Hassan che nessunarcheologo può credere a quelle stupidaggini, scritte solamente per tenerelontani i ladri di tombe. E Hassan è uno dei più bravi usciti dalluniversitàdel Cairo.«Io... non so perché lho detto. Avete ragione voi, Landolf», aveva dettoHassan.Landolf ora guarda lantica porta della tomba, distesa sulla sabbia. Domani
  4. 4. arriverà un camion e la porterà in un luogo sicuro. Sono riusciti a toglierlauna settimana prima con due catene ed un bulldozer. Landolf entra epercorre un basso corridoio in discesa. Nel casco ha una lampada ed inmano ha una torcia. Anche Hassan ha una luce fissata sul suo casco.Mentre ode i propri passi echeggiare, Landolf sente lodore di chiuso. Laprima volta che aveva percorso il corridoio aveva creduto di dover trovareuna finta tomba e di dover perdere tempo a cercare quella vera. Questo ealtri stratagemmi usavano gli egiziani per nascondere le spoglie deideceduti. Invece dopo il corridoio si era trovato nella tomba. E anche veroche Ramesse non era un faraone ma un sacerdote di Amon. Landolf avevavisto due statue, situate prima della porta che accede alla stanza dovèsepolto Ramesse. Ne era rimasto esterrefatto. Raffiguravano due mostri,metà umani e metà bestie; molto simili ai moderni lupi mannari. Il visoaveva poco di umano ma quello che laveva colpito di più erano i lunghidenti aguzzi e gli occhi senza pupilla. Erano ricoperti di pelo, avevanodegli zoccoli al posto dei piedi e alle mani dei lunghi artigli. Era convintoche fosse tutto uno scherzo. Probabilmente la tomba stessa era una grossaburla. Ma uno studio accurato delle due statue e la datazione col carbonio14 hanno rivelato che sono due autentiche statue della XVIII dinastia. Sonostate scolpite al tempo dellAntico Egitto. Entrati nella tomba hannoscoperto il sarcofago intatto ma mancavano molte delle reliquie che sitrovano di solito nelle tombe di quel genere. Evidentemente i ladri sonoriusciti ad entrare molto probabilmente già ai tempi di Ramesse e i suoifamiliari hanno chiuso la tomba con quella grande lastra di marmo. Questaè la teoria di Landolf. Oltre alle statue quello che più aveva colpitolarcheologo il giorno dellapertura della tomba erano i geroglifici sui muri,intatti tranne una piccola parte coperta da terra. In quella parete erariportato un testo che Ramesse aveva scritto quando era in vita. Parlava distrani esseri comparsi qualche anno prima in Egitto. Dei mostri checomparivano col buio (e che vivevano nei luoghi bui) e che attaccavano lepersone facendole a pezzi. Nessuna arma le feriva, solo la luce. Quella deifuochi bastava a tenerli lontano. Quegli esseri, chiamati «gli dei del buio»,si allontanavano con larrivo del sole. Ad un certo punto così comeranoapparsi, allimprovviso scomparvero. Gli stessi esseri che Ramesse ha
  5. 5. voluto fare scolpire nella porta per spaventare i ladri. Facendo magaricredere che nella tomba ci fossero anche loro. Naturalmente secondoLandolf ed Hassan i geroglifici sono opera di fantasia di Ramesse o diqualcun altro. Una fiaba.«Più che dei mi sembrano demoni», aveva detto Hassan quel giorno.«La concezione di demoni esiste solo col cristianesimo», aveva rispostoLandolf.Da quella volta però li hanno chiamati così, «i demoni del buio».Ora Landolf vuole pulire lunica parte del muro rovinata dal tempio. Cèuna parola, che non si riesce a leggere. Col guanto Landolf comincia asfregare leggermente la terra che la copre. Hassan gli fa luce con unagrande torcia. Uno scarafaggio si avvicina alla sua mano. Esso provienedal deserto; è sicuramente entrato dallunica entrata aperta da due settimanedato che nessun insetto sarebbe riuscito a sopravvivere nella tomba chiusa.Landolf legge la parola e contemporaneamente colpisce con un dito, senzasapere, linsetto.«Ha!», urla Hassan alzandosi ed indietreggiando.«Non ti spaventare Hassan. Hai letto anche tu vero la parola? Non crederaiveramente a questa storia? E poi Ramesse mica era un veggente»«Non è per quello Landolf che mi sono spaventato. Guarda loscarafaggio», dice Hassan.Landolf gira il capo e guarda vicino alla sua mano. Lo scarafaggio è morto.Capovolto allinsù, è immobile.«E un brutto presagio», dice Hassan.Landolf guarda stupito prima linsetto e poi i geroglifici che formano laparola.Questultima è: «Torneranno».Ingolstadt, Germania, 10 Maggio 2010Udo, sorpreso, alza gli occhi dal libro che sta leggendo. Hanno suonato alcampanello ma non aspettava nessuna visita. Sua figlia dovrebbe arrivare atrovarlo domani. Udo è da tre anni divorziato da Crystal. La loro unicafiglia è stata lasciata in custodia a sua moglie. Ora Emma ha diciotto anni e
  6. 6. viene da sola a trovarlo. Ha trovato un ragazzo e si è appena iscrittaalluniversità ma vive ancora con la mamma. Potrebbe venire a fargli visitaquante volte vuole ma più di una volta al mese Udo non la vede.Chi ha suonato allora?Udo si alza e va a vedere sul monitor accanto alla porta. Una telecamerainfatti inquadra le persone che sono davanti al cancello. Allinizio non loriconosce poi Udo si lascia sfuggire unesclamazione.«Ah... Landolf».Apre il cancello premendo un tasto poi esce in giardino ad attenderlo.«Landolf, che piacere vederti! Sono anni che non ci vediamo. Sei tornatoad insegnare?», dice Udo.«Ciao Udo. No, sono ancora un archeologo. Ho trovato una tombaimportante a Tebe», dice Landolf.«Lo so, lho letto sul giornale. Entra che ti offro qualcosa».Quando Landolf entra nella villa del suo vecchio amico pensa quasi diessere tornato a casa sua. Vede reperti archeologici da tutte le parti. Lamaggior parte saranno delle copie dato che i musei se li tengono stretti.«Non sapevo avessi messo un recinto e un cancello elettrico. In Baviera disolito non ci sono recinti o muri. I ladri sono rari e quei pochi vengonosubito arrestati dalla polizia», dice Landolf.«E una abitudine che ho portato dallAmerica», dice Udo.Udo è stato per qualche anno ad insegnare archeologia in California. Nonstava male là ma la nostalgia della Germania gli ha fatto cambiare idea ed ètornato ad Ingolstadt cinque anni prima. Insegna alla università della cittàed aiuta dei giovani archeologi che ha conosciuto. Ha anche pubblicato unlibro sugli antichi egizi.«Vorrei parlarti dei demoni del buio. Li conosci o ne hai mai sentitoparlare?», dice Landolf mentre segue Udo nel salotto.Udo fa accomodare nel divano il suo amico poi va verso una vetrina.«Vuoi qualcosa di forte o vado in cucina a prenderti una birra?», dice Udogirandosi, mentre tiene aperta la porta della vetrina.«Una birra, grazie», dice Landolf.Udo esce un attimo. Landolf vede dei libri sul tavolino di vetro e li prende.Legge i titoli. Rimane sorpreso quando vede il titolo di uno, «I demoni del
  7. 7. buio» di Thomas Eichmann. Quando torna Udo con le due birre vede il suoamico bianco in volto e si preoccupa.«Coshai Landolf? Ti senti male?», dice.«No. E che pensavo sapessi solo io dellesistenza dei demoni del buio.Questo libro è stato scritto nel 1940 vedo. Evidentemente questi però nonsono gli stessi di cui ti volevo parlare. Quelli che conosco io sono descrittisu dei geroglifici in una antica tomba a Tebe», dice Landolf.Udo sorride poi si siede sulla poltrona ed appoggia sul tavolino due birreweizen in bottiglia da 50 cl e due grandi bicchieri.«Beh, quelli del libro che hai in mano sono creature che sono apparseallimprovviso nel 1940 in Germania, vicino a Berlino. Dei mostri metàuomini, metà animali che si muovono solo nel buio. Hanno ucciso,secondo Eichmann, molte persone facendole a pezzi. Non mangiavano levittime, provavano gusto solo ad uccidere. Rifuggivano la luce. E cosìcome sono apparsi...», dice sorridendo.«... sono scomparsi. Non è possibile sono gli stessi! Ora ti racconto quelloche ho visto io», dice Landolf.Larcheologo si versa nel bicchiere la birra, ne beve un sorso poi riepilogatutto quello che ha scoperto nella tomba di Ramesse. Man mano cheracconta Udo diviene sempre più serio e attento e il suo sorriso scompare.«Thomas Eichmann, che era uno scienziato, afferma che quelle creatureche lui, come te e Hassan, avete chiamato Demoni del buio, le ha visteveramente. Sono state solo qualche giorno, poi si sono dileguate. Non diceche erano una leggenda e specifica che il libro non è unopera di fantasia.Sono gli stessi certo. Sei sicuro che la tua tomba non sia una bufala?», diceUdo.«Assolutamente. Comunque non devi pensare che quello che dicaEichmann sia vero. Probabilmente aveva saputo della loro esistenza in unlibro che parlava dellAntico Egitto e da lì si è inventato tutto. Ha volutocontinuare la leggenda», dice Landolf.«Mai saputo niente sui demoni della notte prima di avere letto questo. E sìche mi ritengo abbastanza esperto sugli antichi egizi. Non come te, però...»«Posso tenerlo? Non cè scritto qualcosa di più su questi esseri?»«Beh. Secondo lui essi provengono da unaltra dimensione. Solamente
  8. 8. quando il decimo pianeta si allinea alla terra ed il sole, essi riescono avenire nella Terra. Finito il breve allineamento scompaiono».Ladolf si mette a ridere. Poi beve un altro sorso.«Thomas era un bravo scrittore altro che scienziato. Da quando in qua cisono dieci pianeti nel nostro sistema solare? Adesso poi ce ne sono solootto di pianeti. Ma una volta era Plutone era considerato un pianeta non unpianeta nano», dice Landolf.«Sono pienamente daccordo con te. E poi secondo il suo libro il prossimoallineamento sarebbe proprio questo anno, nel 2010. Sono solo stupito chesono stati nominati in una tomba egiziana, tutto qui. Se vuoi il libro te lopresto, vedi te», dice Udo.«Sì, grazie. Te lo torno domani. Lo leggo stasera nella mia casa a Monaco.Non lho ancora venduta sai? Ci sono affezionato».«E una bella casa».«Ora devo andare Udo, grazie della birra. Devo vedere un archeologo cheoggi parla ad una conferenza sullAntico Egitto proprio nella tuauniversità».«Ha, Himmler. A me non piace, io non ci vengo. Torna quando vuoi e tieniil libro finché ti pare», dice Udo.«Grazie ancora. Daccordo», dice Landolf alzandosi in piedi.I due si stringono la mano. Landolf saluta e poi esce dalla casa.Dopo che ha visto il suo amico chiudere il cancello ed allontanarsi, Udoguarda il cielo. Si sta annuvolando, forse pioverà come ha detto il meteo.Udo chiude la porta e torna, pensieroso, verso il salotto. Ad un tratto lemanca Crystal. Così, di punto in bianco. Udo prende il telefonino daltavolino e fa il numero di sua moglie. Il telefono suona a vuoto. Lacomunicazione sinterrompe, lei ha respinto la telefonata. Udo getta ilcellulare sul tavolino poi va verso la vetrina dove tiene gli alcolici.Quando Landolf è uscito dalluniversità ha sentito dei tuoni in lontananza.Mentre torna con la propria Audi A8 verso casa, comincia a piovere escende il buio. E scoppiato un forte temporale. Landolf arriva casa, mettelauto nel garage ed entra in casa. Ripone nellarmadio il soprabito.Cammina verso la cucina e spegne la luce. Sente un tonfo alle proprie
  9. 9. spalle. Larcheologo rabbrividisce e per un attimo pensa ai demoni. Mapotrebbe essere un ladro, più reale e più pericoloso della sua fantasia. Sivolta e nel buio vede che larmadio del guardaroba è lievemente aperto.Riaccende la luce e si avvicina allarmadio. Per un istante immagina sestesso mentre prende una delle ante, la tira a sé e viene assalito da undemone che si era nascosto dentro.Lo apre.Nellarmadio ci sono solo le sue giacche ed il soprabito che aveva appenaindossato, il quale è raggomitolato sul fondo. Ecco cosera quel rumore.Semplicemente un abito che è caduto. Landolf lo prende e lo rimettesullappendino.Landolf mette a bagnomaria (usando una delle poche pentole che ha nellacasa, le altre le ha portate con sé nel bungalow in Egitto) due wurstel e limangia. Poi sale nel suo studio, accende la lampada della scrivania espegne la luce principale. A lui piace leggere o lavorare con solo unapiccola luce proiettata sulla scrivania. Si mette a sfogliare il libro, leggendopiccole parti di brano a caso. Poi torna a pagina 1 e inizia a leggerlo. Fuorisente lululare del vento ed il ticchettio della pioggia sui vetri della finestra.Ogni tanto un forte tuono lo fa sobbalzare.Secondo il libro Thomas scoprì il decimo pianeta con un telescopio.Proprio quel giorno vide gli esseri, dalla terrazza su cui era, aggirarsi nelgiardino. Prese un fucile dallarmadio, controllò che tutte le porte e finestrefossero sprangate e poi si chiuse in camera con la luce accesa. Il giornodopo scoprirono molte persone uccise, sbranate o fatte a pezzi da quelli chechiamarono demoni del buio. Quella sera si salvò solo perché era presentead un falò di un suo amico. I demoni si avvicinavano ma avevano paura.Allinizio pensavano del fuoco ma poi scoprì che avevano paura della luce.Thomas, che aveva la propria arma con sé, sparò da vicino a molte diquelle creature ma nessuna morì. Landolf continua la lettura ma siassopisce sempre di più.Si sveglia allimprovviso. Era addormentato ma è stato svegliato da unrumore, come di un passo pesante. Si guarda in giro. Nellangolo dellastanza, dove cè lattaccapanni, gli pare di vedere una sagoma umana nelbuio. Lo studio è grande e la luce della lampada non arriva ad illuminare
  10. 10. quella parte. Sembra proprio un uomo.«Chi sei?», dice ad alta voce.Nessuna risposta.Landolf vorrebbe alzarsi e andare ad accendere linterruttore della luceprincipale ma per farlo deve avvicinarsi allattaccapanni, posto accanto allaporta.«Di cosa ho paura? Mica dei demoni, che non esistono», pensa.Landolf guarda bene la sagoma. Forse è solo un cappotto che prima nonaveva notato. La sagoma non si è mai mossa da quando lintravista,neanche quando le ha parlato. Larcheologo si alza e si dirige versolinterruttore.La sagoma non si muove.Accende la luce.E solo un cappotto.«Che stupido che sono!», pensa.Un forte tuono lo fa sobbalzare. Il temporale non è diminuito dintensità,anzi. Landolf si avvicina alla finestra e scosta la tenda. Guarda sulla strada.Un lampo la illumina e vede un uomo peloso coprirsi gli occhi con lebraccia ed urlare. E nudo e sembra proprio uno di quei demoni.«Impossibile, devo aver bevuto troppi cocktail alla conferenza», pensa.Il lampo torna ad illuminare la strada. In quel breve istante vede tre esseripelosi, con artigli alle mani e zoccoli, camminare leggermente gobbi. Unodi loro alza la testa e lo guarda. Segue il tuono.Landolf chiude le tende.«Calmati. E uno scherzo sicuramente», pensa, non tanto convinto.Scosta di nuovo le tende e guarda nel giardino, che è illuminatoperennemente da luci a led. Vede delle sagome correre verso la casa. Sentenettamente rumori di zoccoli. Inoltre li ha visti bene: sembrano reali nondelle persone travestite. E in preda di unallucinazione? Sta forsesognando? Non si era addormentato mentre leggeva il libro sui demoni?Certo, è un incubo.Si guarda in giro. Non sembra che quello che veda non sia reale.Sente un botto. Qualcuno ha sfondato la porta dingresso.Il cuore gli si ferma. Sono loro.
  11. 11. E oggi il giorno predestinato, ora lo sa. E non ha nessuna arma in casa.Corre verso linterruttore per accenderlo ma dallangolo dellattaccapanniqualcosa si muove verso lui. Si ferma immediatamente. Sente un bassoringhio e una sagoma si avvicina alla luce della lampada. Non è illuminatodel tutto ma Landolf riconosce il demone. Alto, ha lunghi artigli, zoccoli edue lunghi canini. Lessere ringhia nuovamente e mostra dei denti terribili,lunghi e storti. I suoi occhi senza pupilla sono orrendi. Landolf va verso laluce.«La lampada non fa abbastanza luce,dannazione!», pensa.Sente degli zoccoli dietro di sé. Si gira e vede unaltra sagoma avvicinarsilentamente. Apre un cassetto ed estrae una torcia. Laccende e gliela puntacontro, sul viso. Il demone urla e si sposta velocemente. Landolf ha tutta laschiena sudata e trema. Muove la torcia in tutta la stanza. Adesso ce nesono almeno dieci. Lintero studio echeggia di ringhi. Landolf sente unaltro tuono poi va via la luce.E mancata la corrente.«No!», urla.Sente degli zoccoli avvicinarsi velocemente e punta la torcia in quelladirezione. Un demone ringhia ed indietreggia. Larcheologo si volta e puntala luce verso un altro, il quale emana a sua volta un terribile verso.Questultimo assomiglia a quello di un giaguaro ferito ma con un suono piùacuto. Per un attimo vede la luce trapassare il corpo del demone chenellarea colpita dal fascio è diventato semitrasparente. Poi il demonescappa.Una mano gli prende la torcia e con uno strattone gliela prende. Landolfvede la luce carambolare nellaria poi la torcia si schianta sul muro,rompendosi.Tutto è buio.«No, lasciatemi, non ho fatto niente!», urla Landolf.Larcheologo è colpito da qualcosa di pesante e cade a terra. Uno di loro gliè saltato addosso.Poco dopo sente delle lancinanti ferite alla schiena.Lurlo di Landolf si sente fino in strada.I demoni lo sbranano.
  12. 12. Una BMW si ferma davanti una casa. Immanuel è venuto a prendere il suoamico Christian. Assieme andranno nel solito pub a far due chiacchiere.Stasera è stanco, non vuole fare tardi. Immanuel ha avuto una giornatamassacrante. Nella azienda dove lavora come impiegato ha ricevuto moltetelefonate. Ora sta ascoltando una radio dove trasmettono musiche deglianni 80, le sue preferite con la luce dellabitacolo spenta. Si volta e vedeverso la casa del suo amico. La luce della cucina è spenta. Solo la luce inuna camera è accesa. Mentre arrivava con lauto Christian gli aveva inviatoun sms in cui diceva che stava finendo di cenare e che poteva aspettarlofuori poiché subito dopo lavrebbe raggiunto essendo già pronto. E stranoche non sia già uscito, pensa Immanuel, poiché Christian mangia veloce, incinque minuti ha già finito tutto. Lha visto di persona a casa sua una volta.Sarà tornato in camera per prendere qualcosa, forse il cellulare.Immanuel sgrana gli occhi. Sbaglia o la finestra della cucina è sfondata?Col buio della notte è difficile vedere. Alla radio fanno Wild Boys lacanzone dei Duran Duran che preferisce. Immanuel guarda lautoradio.Christian sarà salito in camera, tutto qua. E per quanto riguarda la finestraavrà visto male.Uno scoppio alla sua destra lo fa sobbalzare. Immanuel sente dei pezzettinidi vetri colpirgli il viso, pizzicandolo come punture di api. Si volta e vedeun uomo che entra dal finestrino allungando il braccio. Quando sente degliartigli penetrare nella carne della spalla urla e vede che quello che lhapreso non è un uomo.E un mostro.Il viso è umano ma ha il naso schiacciato simile a quello di un cane. Gliocchi sono senza pupilla e la bocca enorme mostra dei lunghi denti. Ilmostro urla poi tira. Immanuel sente un dolore lancinante alla spallamentre viene trascinato verso il finestrino. Tiene il braccio della creatura,tentando di toglierselo. Sente che attraversa il finestrino, delle schegge glifanno dei lunghi tagli alla pancia. Una mano del mostro infila le puntedelle dita sul suo sterno poi con un rapido movimento verso il basso gliapre il petto. Immanuel urla mentre sente litri di sangue caldo bagnargli legambe.
  13. 13. Allan sta facendo lamore con sua moglie nel letto. E felice, le cose glistanno andando bene. Grazie a quelle azioni ha avuto abbastanza soldi peraprire un attività, un negozio di home theater, il suo sogno. Home TheaterDreamer ha avuto successo e non ha molti clienti durante la settimana maquei pochi gli comprano apparecchiature da migliaia di euro. Il sabatoinvece è pieno. Vuole molto bene a sua moglie, Bridget. Sua moglie ha unorgasmo, lui la segue poco dopo.Qualcuno lo prende per le spalle. Allan non capisce cosa succede, si sentevolare nella stanza e poi colpire il muro. Cade nelloblio, svenuto. Non sirisveglierà più.«Chi è? Cosè successo? Allan? Allan rispondi», urla Bridget.Lei sente un uomo saltarle addosso.«Lasciami bastardo!», urla Bridget.La donna crede di stare per essere violentata. Invece sente degli artiglipenetrarle nelle carni, muovendosi velocemente. La donna strilla mentre ildemone la fa a pezzi.Un urlo di donna proviene dalla strada. Amadeus, che stava guardando undocumentario sui leoni, gira il capo, sorpreso.«Cosera papà?», chiede Paula, sua figlia. Ha sedici anni. E bella ed halunghi capelli biondi.«Non lo so, ma non mi sembrava la televisione», dice alzandosi dal divanoe andando verso la finestra.«Era una persona, non la tv. Cosè successo?», dice Paula, bianca in volto.Amadeus la guarda.«Non preoccuparti, ora vedo», dice scostando la tenda.Dalla finestra vede la strada e, aldilà, la casa della vicina. In quellaabitazione abita unanziana, da sola. Dalla porta aperta escono tre figure.Nel buio non riesce a vedere chi sono. Si fermano e guardano nella suadirezione. Amadeus chiude la tenda.«Mi sembra che siano ladri. Paula telefona alla polizia», dice Amadeusandando nel suo studio.«Non lasciarmi sola, ho paura!», dice Paula.
  14. 14. «Telefona!», dice suo padre dallaltra stanza.Paula prende il cordless e chiama il 118. Amadeus rientra nel soggiornocon una pistola Beretta in mano.«Papà, attento con quella pistola», dice Paula.«Sono un poliziotto, amore, so usarla. Allora con quel telefono?», diceAmadeus.«Una voce dice che tutte le linee sono occupate».«Impossibile, ci devessere una centralinista che smista le chiamate».«Ti dico che non funziona. Ho appena riprovato».Un grosso botto fa saltare Paula.«Pa! Hanno buttato giù la porta!»«Chiuditi nel mio studio a chiave, svelta! E chiudi la luce», dice Amadeus.«Ma... e tu?»«Vai!»Paula corre nello studio e chiude la porta a chiave, come suggerito.Amadeus allunga la mano sinistra (nella destra tiene la pistola alzata) espegne la luce. Una debole luce lunare penetra attraverso le tende.Amadeus si è messo con le spalle al muro tenendo alla sua destra lafinestra. Loro non sapranno dovè ma lui invece conosce benissimo il suosalotto. E lunica porta dove possono entrare, quella dallaltra parte dellastanza.La porta si apre di botto, sbattendo sul muro.Sua figlia urla.«Paula!», dice Amadeus.Una sagoma si avvicina a lui correndo. Amadeus spara. Il lampo illuminaun essere peloso e con grossi artigli. Non rallenta nemmeno. Luomo sparaaltre due volte. Una mano gli stringe la gola, lui lascia cadere la pistolaprendendo larto del mostro, istintivamente. Il mostro lo stringe a sé,tenendo la schiena delluomo a ridosso del suo petto. Gli mette laltra manosotto il mento, da sopra la testa.Poi tira.Amadeus urla. Nella stanza si sente un tremendo rumore di strappo, poi uncorpo cadere. Infine una cosa cade per terra, rotolando vicino alla poltrona.E la testa di Amadeus.
  15. 15. 11 MaggioUdo si sveglia con un forte mal di testa. Ieri notte ha bevuto molto whisky.Ha pensato a sua moglie, a quanto la ama ancora... non contraccambiato.Crystal convive con un prete protestante. Ad un certo punto, barcollando,ricorda di essere venuto in camera. Poi niente.Rialzandosi si accorge che si era buttato a pesce sul letto. Si volta. La luceè accesa, non lha neanche spenta.«Maledizione, che stupido sono», pensa.Si guarda in giro. La porta è aperta anche se si ricordava di averla chiusa.Evidentemente non lha fatto; con la sbornia che ha avuto se nèdimenticato.Udo guarda la sveglia, deve andare alluniversità. Sono le dieci. Ha saltatouna lezione senza avvertire, gli studenti saranno inferociti. Prende ilcellulare vede che lha chiamato sua figlia, ieri notte. Riprova a chiamareanche se a questora forse è a una lezione. E cosi, non risponde, anche se èstranamente ha lasciato acceso il telefonino (evidentemente è silenzioso).Udo si alza, va verso la finestra e scosta la tenda. Guarda in strada. Sta pergirarsi quando qualcosa attira la sua attenzione. Un uomo è disteso su unmare di sangue davanti ad una macchina, sul marciapiede, di fronte alcancello dei vicini. Il finestrino è esploso. Udo scende velocemente le scaleed esce. Va verso quello che gli sembra un ragazzo.Udo si tiene sul muretto della casa del vicino e si gira, vomitando. Lebudella del ragazzo sono sparse sul marciapiede. La vittima ha gli occhispalancati e il viso è deformato dal terrore. Udo si allontana, perriprendersi. Sta quasi per svenire. Guarda nel giardino del vicino. Accantoad una finestra vede un braccio staccato di netto, sanguinante. Il mondo perlui diviene nero.Quando apre gli occhi gli sembra di essere in paradiso, sta vedendo unabellissima ragazza. Grandi occhi azzurri da cerbiatto, capelli castani corti acaschetto e nasino allinsù.«Signore, sta bene?», dice la ragazza.Non è un sogno, è la verità. Udo spera però che tutto quello che ha vistoprima sia stato un sogno. Dietro di lei vede la strada dove abita.
  16. 16. «Io... non mi sono sentito bene», dice, poi gira il capo verso il corpostraziato.«Allora... non era un sogno», dice.«No, è tutto vero. Dei mostri hanno ucciso centinaia di persone stanotte.Ho guardato almeno tre case, di quelle con la porta aperta. Non ne vogliovedere più», dice la ragazza.Udo guarda la ragazza. Alta, magra, ha un fisico da modella e un lungocoltello che le spunta da sotto la corta giacca. E infilato nella cintura.«Ha notato il coltello? E per difendermi, non abbia paura», dice la ragazza.«Io... mi chiamo Udo Schmidt. Abito nella casa dietro di me. Per quantoriguarda i killer, è sicura che non siano uomini? Il ragazzo qua accanto...».«Le sembra possibile che sia stato un uomo a farlo? Comunque piacere, michiamo Jessica Heydrich. Abito nel quartiere successivo. Quasi tutte leabitazioni hanno la porta sfondata o aperta. Tutti i corpi sono sbranati,mutilati o fatti a pezzi. Sono sicura che non sono state delle persone... li hovisti».Per un attimo Udo pensa ai demoni del buio ma poi scarta lidea.«Sicura che non siano terroristi?», dice Udo.Jessika lo guarda malamente.«No, eh? Non lo penso neanche io», dice Udo ricordandosi che ha dormitocon la luce accesa.«Senti, Jessika. Ieri notte coshai visto o sentito? Io dormivo alla grossanon ho sentito niente», dice ancora Udo.«Non so se devo raccontare le mie cose personali ad uno sconosciuto»,dice Jessika.«Hai sentito lodore dellalcool, vero? E vero, ho bevuto ieri sera, perchémia moglie... Oh mio dio, Crystal ed Emma staranno bene? Devo andare,scusa»«No, signore, aspetti. Non voglio stare da sola», dice la ragazza.«Non volevi raccontarmi coshai visto ieri sera... e adesso vuoi venire conme in auto? Non ti capisco, Jessika»«Io... sono terrorizzata. E se quelle... cose sono ancora in giro?»Udo la guarda a bocca aperta. Ha ragione, non ci aveva nemmeno pensato.«Daccordo venga con me. Non ho armi però», dice andando verso il suo
  17. 17. garage.Udo entra in casa, seguito dalla ragazza. Entrano in garage. Lui apre ilportone e poi la sua macchina, un Audi A8. Jessika ci entra veloce, come ilgarage stesse per bruciare. Udo prende un accetta e a sua volta sale in auto.Jessika lo guarda spaventata, mette una mano sulla maniglia della portiera.«Tranquilla è per difenderci. Non ho altro», dice Udo riponendola sulsedile posteriore.Jessika guarda lascia poi annuisce e toglie la mano dalla maniglia. Udo faretromarcia. Poi preme il telecomando e il portone si richiude. Esce instrada.«E poi tu hai un coltello», dice Udo.Jessika fa un mezzo sorriso e poi dice: «Le racconterò adesso cosho vistoieri sera, mentre guida.»Udo annuisce ma non dice niente, accelera.«Non corra troppo», dice Jessika.«Puoi darmi del tu, Jessika. Chiamami Udo. Ho fretta di vedere mia figlia.Non ci ammazzeremo tranquilla. Questa Audi è stabile ed ha quattro ruotemotrici», dice Udo.«Va bene, sign... Udo. Ieri notte mentre leggevo un libro ... Sonoalluniversità, sai... Beh, ho sentito delle urla. Sono scesa dal letto e andataalla finestra. Non ho acceso la luce principale ho lasciato acceso sololampada sul comodino. Attraverso il vetro ho visto delle sagomecamminare sulla strada....Jessika vede un uomo saltare addosso ad una persona e cominciare apicchiarla. Sono teppisti. No, non la sta malmenando... muove le braccia inmodo strano. Jessika si mette una mano sulla bocca. La sta sbranando. Nonè possibile! Jessika chiude la tenda, va nel soggiorno e accende la luce.Non vuole rimanere nel buio, ha troppa paura. Chi era quellassassino? Eraveramente un uomo?Controlla che la porta dellappartamento sia chiusa. La porta è blindata,laveva messa il proprietario, prima che decidesse di affittarla.Dal bagno sente la finestra andare a pezzi e un rumore. Poi dei passi.Jessika va in cucina e da un cassetto prende un lungo coltello da cucina,
  18. 18. poi prende il cellulare che ha sul banco tra la cucina e il soggiorno. Con lasinistra digita il segnale del soccorso col centralino, il 118 1. Mentre lo faguarda con la bocca aperta la porta del bagno. Ha tanta paura.Ma essa rimane chiusa. Il centralino non risponde. Tenta di chiamaredirettamente la polizia. Una voce automatica dice che tutte le linee sonooccupate. Chiama i suoi genitori e il ragazzo ma entrambi non rispondono.Dal bagno non ci sono più rumori.Ma Jessika è sicura che ci sia qualcuno.Rimane in piedi, appoggiata al banco, per un periodo indeterminato. Ad uncerto punto si accorge che sta per addormentarsi, in piedi. Forse nel bagnonon cè nessuno: qualcuno avrà tirato, non si sa il perché, un sasso allafinestra del suo bagno e lavrà rotta. Jessika mette una sedia di traversosulla maniglia della porta del bagno per chiuderla, per sicurezza e tornanella sua camera. Accende la luce principale e sente un orribile urlo allasua sinistra. Si gira e vede un mostro, un umanoide con lunghi artigli allemani e zoccoli ai piedi. Spalancando la bocca esso mostra dei lunghi dentiappuntiti e storti. Jessika urla La creatura cerca di andare verso la finestra eman mano che corre diviene sempre più traslucido. Diviene trasparente eprima che tocchi la finestra scompare. Solo ora si accorge che la finestra èspalancata. Lha chiusa ed è rimasta per gran parte della notte con tutte leluci accese, sopra il letto, tremando. Le luci li uccidono. Ha sentito urla,spari in lontananza, rumore di zoccoli fuori dalla porta, come se ci fosse uncavallo in giardino e qualcuno parlare in una strana lingua. Il bagno èrimasto silenzioso. Poi si è addormentata.«Non mi crede, vero? Pensa che sia pazza. Lho creduto anchio stamaniquando mi sono svegliata», dice Jessika.«Ho detto che puoi darmi del tu. No, non penso che tu lo sia. Non dopoquello che ho visto. Da come hai descritto il mostro e il fatto che la lucelha ucciso mi ha fatto capire che purtroppo avevo ragione. Sono tornati idemoni della notte...», dice Udo.«Cosa... sono? Non li ho mai sentiti nominare».Udo schiva unauto ferma sulla sua corsia. La portiera è spalancata. Sotto lamacchina cè un lago di sangue. Udo la supera tranquillamente, dallaltra
  19. 19. parte non arriva nessuno. In verità non ha incrociato unauto da quando èpartito. Jessika guarda dentro labitacolo quando ci passano vicino.Gira immediatamente la testa.«Forse il conducente è ancora vivo...», dice Udo, guardando la strada.Comincia a rallentare.«No... lho visto», dice Jessika.Udo accelera. Mentre guida dice tutto quello che sa sui demoni della notte.«Forse nessuno sapeva della loro leggenda perché è stata rimossa dallamemoria. Probabilmente lunico libro che parla di loro è quello di Thomas.I demoni fanno troppa paura...», dice.«Per favore non mi parli... di loro», dice Jessika con un tono di una che staper piangere.«Voleva sì o no sapere... scusa. Come vuoi. E già andata dai suoi genitori,vero?»«Sì... Cera solo mia mamma, mio padre è morto due anni fa di cancro. E ilmio ragazzo. La mamma... mio dio...», dice Jessika.«Va bene, non faccio ulteriori domande. Scusa se te lho chiesto», diceUdo.«Figurati. Sì, andiamo da tua moglie, forse riusciamo a salvare qualcuno».«Tutti quelli vivi di sicuro, basta dire loro di non stare mai al buio... Se cisono altre persone vive».«Io ho incrociato un uomo anziano mentre camminavo nella tua via...continuava a dire: Madge, Madge. Probabilmente il nome di sua moglie.Gli ho parlato ma era come se non esistessi. Ha tirato dritto...», diceJessika.Per la strada incontrano diverse macchine ferme in mezzo alla strada oparcheggiate con le portiere aperte o i finestrini sfondati. Non incrocianonessuno.Davanti alla casa di Crystal cè una macchina della polizia con le portiereaperte. Il lampeggiante è ancora in funzione ma lauto è spenta. Udoparcheggia e scende dallauto con laccetta in mano, poi corre, lasciandoaperta la portiera. Jessika gli corre dietro. In giardino vede Udo saltare uncorpo ed entrare nella porta della casa aperta. Jessika vede che il professore
  20. 20. ha evitato un poliziotto morto. Il cadavere è senza testa. Urla e si tiene unamano in bocca. Poi sente lurlo di Udo. Jessika vorrebbe intervenire ma hauna paura matta dei demoni. Estrae dalla cintura il coltello da cucina erimane lì, ferma, a due passi dal morto. Poi sente singhiozzare. Salta ilpoliziotto ed entra nel corridoio. Nota che la luce è spenta, quindi laccendeimmediatamente. Udo nella foga di entrare non se nè accorto, ha rischiato.Secondo lui i demoni si rintanano nel buio, anche di giorno. In cucina,dovè Udo, la luce invece è accesa. Nel corridoio cè una poliziotta. Ha inmano una pistola. Ma le manca una gamba. Il professore è in ginocchio epiange sul corpo della moglie, steso su un lago di sangue. Jessika tornafuori e va a vomitare nel giardino, lontano dal poliziotto.La porta elettrica del garage si apre e da esso esce Udo con una pala inmano. Senza dirle niente e senza neanche guardarla comincia a scavare unafossa in giardino. Jessika le si avvicina.«Udo... e tua figlia?», dice Jessika mettendogli la mano sinistra sullaschiena.Lui smette di scavare.«E in camera...»Udo continua a scavare. Jessika ripone il coltello nella cintura dei jeanssenza chiedergli ulteriori informazioni.«Così hai ancora il coltello... non penso serva contro i demoni», dice Udo,senza girarsi.«Mi dà sicurezza...»«Sì, hai ragione», dice Udo gettando una badilata di terra.«Cè un altra pala?», dice Jessika.«Sì, nel garage. E illuminato», dice Udo.E illuminato, pensa Udo. E la nuova frase per dire che un posto è sicuro?Ma è così veramente? Saranno al sicuro? Basterà che entrino in casa altramonto e che tengano la luce accesa tutta la notte? E quanto dovrannoaspettare prima che la corrente sinterrompi? Quanti sono sopravvissuti? Equanto staranno nella Terra i demoni? Qualche giorno? Sempre?Queste e altre mille domande tormentano Udo mentre scava. E se le fa pernon pensare ai suoi cari. Proprio per lo stesso motivo Jessika lo staaiutando a scavare la fossa per Crystal ed Emma.
  21. 21. Per non pensare.Finita la fossa hanno messo i corpi delle due povere donne in una coperta egettati nella loro tomba. Già che erano ci hanno gettato anche i corpi deipoliziotti. Prima di farlo si sono tenuti le loro pistole Beretta con uncaricatore di scorta. Una lha presa Jessika, la quale si è sbarazzata delcoltello. Ricoperta la fossa comune, Udo ha costruito una croce con duepezzi di legno. Sopra ha scritto con un pennarello indelebile i loro nomi. Sesopravvive farà una croce migliore.«Sei sicuro che non sia sopravvissuto nessuno? Cioè... magari ci sonoancora le pompe funebri», dice Jessika.«Non lo so. Tu sei stata in qualche casa oggi? Ne ho viste tante con la portaaperta o sfondata mentre guidavo», dice Udo.«Beh... sì. Ho trovato solo morti. In un giardino cera un filo della correntepenzolante. Era stato strappato. Lì non sono entrata. Lunico che ho vistovivo oltre a te è quelluomo di cui ti ho parlato».Il filo della corrente strappato non dice niente di buono, pensa Udo.«Vieni con me? Devo andare in un centro commerciale», dice.«Sì...»«Prima vorrei prendere unaltra arma, più efficace. Il padre di Crystal eraun cacciatore. Mia moglie ha tenuto di ricordo un fucile».Udo si avvia verso casa. Jessika lo segue. Luomo va verso una porta.«Aspetta, vai in cantina?», dice la ragazza.«Sì, perché?», dice Udo.«Puoi accendere la luce da fuori?»«No, però linterruttore è sulle scale, appena dietro la porta. Hai ragione,devo stare attento, potrebbero esserci dei demoni».Udo si avvicina alla porta e appoggia lorecchio sulla porta della cantina.Non sente nessun rumore. Estrae la pistola che aveva infilato nei pantalonie la tiene con la destra in alto, dopo aver tolto la sicura. Con la sinistra aprela porta.Non lha aperta neanche di venti centimetri che un grosso braccio pelosofuoriesce dal pertugio e lo prende per la manica. Il demone tira e Udofinisce sulla porta, chiudendola. Jessika urla. Udo tira il braccio più forte
  22. 22. che può e riesce a strappare il giubbotto, poi chiude la porta. Per fortuna ilmostro lha preso per la manica e non per il braccio. Si allontana di qualchepasso poi spara tre volte sulla porta. Il rimbombo della pistola nella casa èfrastornante. Jessika si tiene le mani sulle orecchie mentre continua adurlare, per lemozione. Lodore della polvere da sparo è nauseante. Udorimane immobile, con un espressione stupita sul viso e il braccio destroallungato nellatto di mirare. Vede il fumo uscire dai buchi dei proiettili.Dubita che abbia fatto del male al demone anche se era dietro subito dietrola porta. Lodore della polvere da sparo ristagna nel corridoio.«Basta la pistola. Andiamo», dice Udo girandosi e avviandosi alluscita.«Non gli hai fatto niente», dice Jessika.La ragazza lo segue. E contenta di uscire alla luce del sole che ora è alto.«Come stai?», chiede a Udo.«Bene... un po scosso ma a posto a parte una manica rotta. Ma adesso nelnegozio potrò prendere un altro giubbotto», dice questultimo.I due salgono sullAudi e poi si allontanano. Nessuno dei due parla duranteil tragitto. Jessika guarda fuori dal finestrino le case con le finestre rotte ele porte aperte. Ogni tanto passano davanti un negozio con la vetrinasfondata dal quale suona un allarme. Ma sul marciapiede non vedononessuno.«Dici che dovremmo vedere se ci sono persone ferite?», dice ad un trattoJessika.«Non sono un dottore. Tu cosa studi?»,dice Udo guardandola per unattimo.Ogni volta che la guarda sembra sempre più bella.«Conservazione dei beni culturali alla tua università. Non sono un medico.E anche vero che per le ferite gravi non potremmo fare niente, però...»«Hai ragione, dovremmo cercare dei sopravvissuti. Ma non possiamoandare in giro casa per casa. Ce ne sono migliaia ad Ingolstadt»La macchina passa davanti allAudi Forum. Di solito nella sua piazza siintravedono dei visitatori che vanno verso il museo o lAudi Bar e dellemacchine come la sua parcheggiate davanti a questultimo. Oggi è deserto.«Io lavoravo part time in un negozio di vestiti in centro. Ho fatto anche labarista; il bar non era mio», dice Jessika.
  23. 23. «Prima hai detto alla tua università. Mi hai visto là? Io non ti ho mainotata»«Io sì, ti ho visto passare una volta. Ma non mi hai vista evidentemente.Non eri un mio professore»Udo si ferma con lauto nel parcheggio di un grosso centro commerciale.Vedendo che è entrato storto nelle linee fa retro per allineare meglio lamacchina.«Non occorreva. Forse saremo solo noi i clienti in tutta la giornata.... anchese spero di no», dice Jessika.«La forza dellabitudine», dice Udo.Questultimo apre il cassetto e prende una torcia. Sceso dalla macchina sela mette nella tasca interna della giacca e si avvia verso lentrata conJessika al suo fianco. La ragazza ha notato che ha chiuso lauto, unaltracosa che forse non serviva, ma non dice niente. Il centro commerciale èchiuso, come pensava Udo. La porta a vetri principale però è sfondata.Lallarme suona ma nel parcheggio non cè nessuna macchina della polizia.Udo estrae la sua pistola e passa per lapertura, cautamente per nontagliarsi. Jessika lo segue.«Non si potrebbe, è chiuso», dice la ragazza.«Quello che prenderò lo pagherò appena tutto torna normale, se mai losarà», dice Udo.«Non dire così, sto cercando di non pensare che la nostra vita cambieràradicalmente. Se i sopravvissuti sono pochi ci vorranno anni per tornare acome eravamo prima. Bisogna vedere se sono sopravvissuti poliziotti epolitici. Riavviare in tal caso lintero sistema politico e di giustizia... se saràpossibile».«Io penso a una cosa più banale... si chiama sopravvivenza».Camminano nel corridoio principale ai cui lati ci sono negozi.«Per adesso dobbiamo pensare a vivere durante il giorno e sopravvivere lanotte», dice Udo.«Non penso che la tua pistola serva contro i demoni. E comunque le lucidel corridoio principale sono accese», dice Jessika.«Non è per i demoni che ho estratto la pistola. Non vorrei che fosse statoqualche delinquente a rompere il vetro. Cè sempre qualcuno che approfitta
  24. 24. del caos».«Hai ragione».Jessika si guarda in torno. Guarda le vetrine chiuse dei negozi. Alcune sonoilluminate ma altre no. In questultime il vetro è sfondato e vede dellesagome muoversi nellombra.«Ci sono i demoni nei negozi bui. Siamo al sicuro vero?», dice.«Finché cè la luce sì», dice Udo.Il professore si rende conto solo adesso che è importante che facciano ilpiù presto possibile. Pensa al filo strappato nel giardino. Sono statisicuramente i demoni. Tolta la corrente, hanno avuto via libera in quellacasa. Sono intelligenti, come aveva scritto Thomas sul suo libro. Dovesono le cabine elettriche in questo centro? Spera non allinterno, ma nelparcheggio esterno. Basta però che uno di loro sia chiuso in una stanzabuia dove sono gli interruttori generali e che li senta camminare... Nonvuole pensarci. Con la sua torcia non li fermerebbe.«Non parliamo se non serve e cerchiamo di non fare troppo rumore», dicepiano Udo.«Va bene».I due giungono allingresso del supermercato principale, quello più grande.E illuminato. Udo mette via la pistola, prende un carrello e dice a Jessikadi prenderne una altro.«Perché?», dice lei.«Tu fai la spesa e prendi solo viveri a lunga conservazione. Io prendo dellecose che ci serviranno stanotte. Poi ti dico, fidati. Sbrighiamoci!»«Oki» Le porte a battenti automatiche sono spente quindi loro passano perluscita, che ne è priva. Non cè nessuno nel negozio.«Che strano vederlo così deserto. Fa impressione», dice Jessika.«Già».Jessika esegue le indicazioni di Udo, buttando nel carrello scatolette e altriviveri a lunga conservazione, senza soffermarsi sulla marca. Udo riempie ilcarrello di grosse torce e pile. Nel reparto vestiti si prende anche unagiacca nuova.Quando si incrociano lei dice: «Quante torce e pile! Perché?»
  25. 25. «Io penso che i demoni prima o poi staccheranno la corrente principale allacasa dove andremo. Intendo dire il filo, quello in alto. E non so ripararlo.Le pile illumineranno la stanza»«Andremo?»«Vedi te Jessika se rimanere con me. Se vuoi ci spartiamo la roba. Pensavoche assieme fossimo più sicuri».«Certo che rimango con te... da sola stanotte non voglio stare. Ma nonnello stesso letto. Non pensare male»«Tranquilla non sono uno di quelli che ci prova appena può... anche se seimolto bella»«Grazie».«E poi i professori non dovrebbero andare coi propri studenti», dice Udospingendo il carrello.Jessika ride. Vanno in una cassa, che è vuota e spenta. Udo passa perprima. Jessika, prima di seguirlo, prende una manciata di barrette dicioccolata.«Lho sempre desiderato prenderne molte ma da bambina non avevo i soldie adesso non le prendevo per la dieta... ma oggi chi se ne frega... Andiamoa casa mia che è più piccola e quindi più facile da proteggere», diceJessika.«E quello che pensavo, se sei daccordo».«Daccordissima».La luce del corridoio per un attimo cala poi riprende.Jessika urla: «No!»«Sbrighiamoci. A me non è mai piaciuto stare tanto in un centrocommerciale», dice Udo correndo mentre spinge il carrello. In realtà luipensa alle luci, che potrebbero spegnersi.«Non è il momento di fare dello spirito...» dice Jessika imitandolo.Mentre corrono Jessika vede delle ombre dietro alle vetrine spente. Idemoni si stanno agitando. Le luci traballano ancora. Per uscire Udosfonda una parte della porta a vetri. Nessuno dei due si si ferisce. Lallarmesuona ancora.«Che fastidioso», dice Udo rallentando. Ora sono al sicuro.Jessika si gira verso lentrata principale del centro.
  26. 26. Le luci si sono spente. Li vedo muoversi», dice.«Già... Non potremo più tornarci», dice Udo.«Non è lunico anche se era il più grande»,dice Jessika.Caricano lAudi, che non ha problemi di spazio, poi vanno dove abitaJessika, seguendo le sue indicazioni.Il suo condominio ha solo due piani ma lei abita al piano terra. Appenaentra a piedi nel giardino, Udo nota il prato tagliato, un bellissimo vecchioalbero e un motocoltivatore parcheggiato sulla destra, tra la casa e le altesiepi, accanto una finestra.«Stai vedendo il motocoltivatore? Lha parcheggiato là il mio vicino, sottoalla finestra della mia camera. Lo usiamo per tagliare lerba. Vedi lattrezzoattaccato dietro?», dice Jessika.«Sì», dice Udo.Entrano in casa.«Bello il tuo appartamento, anche se non è molto grande», dice Udo.«Tu dormirai sul divano letto. Stamani ho rischiato sai, andando in bagno.Ho tolto la sedia ed acceso la luce. Non cera nessuno. Il demone eraandato via ma non lo sapevo. Non sapevo neanche che ero una delle pochesopravvissute. Lho scoperto quando sono uscita dopo la colazione perandare alluniversità», dice Jessika.Guarda il professore per un attimo poi dice ancora: «Adesso riponi le cosementre preparo il pranzo», dice Jessika.Jessika vuole aprire il frigo ma ha un attimo di esitazione.«Non avere paura, Jessika. I demoni non sono così stupidi. Sanno che se sinascondono là dentro appena uno apre la porta viene investito dalla luceesterna e del frigo. E poi penso che respirino come noi... penso», dice Udo.Jessika ride.«Hai ragione. Che strana idea ho avuto. Un demone nel frigo», diceaprendolo.Sentono un botto e Jessika urla.Un contenitore di cartone con delle uova è caduto sul pavimento.«Lho messo male. Che stupida sono a spaventarmi sempre!», dice laragazza.
  27. 27. «E naturale. Però abbiamo delle uova in meno. Alcune si sono rotte», diceUdo prendendo il contenitore e sorridendo.Jessika ride. Guarda nel frigo. Dentro ci sono formaggio, degli yogurt e laverdura. Nel freezer cè della carne.«Sono dei veri demoni o creature reali?», dice Jessika.«Non lo so».«Se sono demoni perché entrano sfondando le porte? E se hanno un corpofisico perché le pallottole li trapassano?»«I dont know».Jessika cuoce due bistecche e le mette su due piatti sul tavolo. Accantopone anche delle salse e una lattina di birra per Udo. Lei beve succo difrutta. Udo ringrazia di tutto. Mangiando diminuisce il loro nervosismo.«Stamani quasi ti prendeva quel mostro», dice sorridendo Jessika.«Lho scampata bella, sì. Come mai stamattina eri nella mia via?», diceUdo.«Camminavo a caso. Dopo quello che ho visto ero sotto shock. Hotelefonato a tutti i contatti che avevo nel cellulare ma nessuno mi harisposto. Poi ti ho visto cadere in lontananza. Pensi che ci siano altrepersone oltre a noi e al tizio che ho incontrato?», dice Jessika.«Sì. Vedi, molte persone avranno visto dalla finestra i demoni e magarisaranno rimasti barricati in casa con le luci accese. Però alcuni di lorosaranno stati presi nei corridoi e stanze buie e la maggior parte alla fine,sentendosi sicuri, avranno spento la luce per dormire... ad altri hannostaccato la luce, come hai visto. Quelli che non si sono accorti dei demonisemplicemente stavano dormendo»«Mio dio», dice Jessika.Udo diviene serio per un attimo. Ha pensato a sua moglie ed Emma.Jessika lo intuisce guardandolo e il ricordo va subito a sua madre e aLudwig, il suo ragazzo. Sparecchia la tavola, per non far capire a Udo chesta piangendo.«Sei figlia unica?»«Sì...»«Anche io. E sono orfano. I miei genitori sono morti in un incidente aereoquando avevo ventidue anni».
  28. 28. «Mi dispiace molto».Dopo sparecchiato, mentre Jessika pulisce i piatti per riporli nellalavastoviglie, Udo pensa a come disporre le torce. Le mette in modo chenessuna parte dellappartamento sia al buio. Neanche in camera, bagno eripostiglio, le uniche stanze oltre alla cucina/soggiorno. Accanto a loromette delle pile di riserva.«Ecco fatto. Ogni tanto dovremo andare a recuperare altre pile. Neabbiamo quante ne vogliamo, ci sono parecchi negozi in città. Sperocomunque che i demoni non stacchino la luce. Comunque se nessuno badaalla centrale elettrica prima o poi mancherà la corrente in tutta la città»,dice Udo.Il professore comincia ad accendere tutte le pile, in tutte le stanze.«Facciamo una prova. Chiudi le persiane», dice.«Sei... sicuro?», dice Jessika.«Sì. Tanto fuori nel corridoio non ci sono demoni».Jessika chiude le persiane poi, assieme a Udo, spegne una alla volta tutte leluci delle stanze dellappartamento. Cè una fioca illuminazione ma pochezone buie. Jessika si guarda in giro, nervosa. Le pare di sentire un rumore.Udo riaccende la luce principale e riapre le finestre. Jessika si tranquillizza.«Ho visto dove sono le zone semibuie, faccio una piccola modifica», dice.Dopo aver sistemato e provato le torce i due escono dallappartamento. Se idemoni le prendono ne cercheranno altre. Prima di tutto hanno seppellito lamadre e lex ragazzo di Jessika poi sono andati dalla polizia per vedere sequalcuno di loro è ancora in vita.Dalla polizia hanno trovato soltanto cadaveri.«Forse alcuni di loro sono a casa», dice Udo.Hanno provato anche ad andare da alcuni dei loro amici, di quelli cheabitano in città, ma senza buon esito. E stato anche da Landolf ma lhatrovato con la schiena aperta. Il suo corpo era semivuoto. Nessunsopravvissuto.Scoraggiati hanno cominciato a vagare per Ingolstadt in auto. Hanno anchefatto una passeggiata in centro ma non hanno visto nessuno. Verso le settesono tornati in auto. Udo guarda lindicatore della benzina. Ha ancora unquarto. Meno male, ha paura di rimanere a piedi e in tal caso dovrebbero
  29. 29. tornare a casa prima del buio, cioè verso le otto e i distributori dicarburante non funzionano. Tornati a casa hanno trovato le torce al loroposto.Mentre cenano Udo vede i raggi del sole di colore rosso fuoco attraverso lafinestra; sta tramontando. Le luci in casa sono già accese ma per sicurezzaUdo accende tutte le torce.«Torneranno?», dice Jessika.«Sì», dice Udo.«Sei sicuro che staccheranno la luce?»«No ma se lo faranno e le torce sono spente non avremo il tempo diaccenderle. Tanto di pile sono pieni i centri commerciali».Jessika accende la tv ma solo in un canale cè segnale. Stanno trasmettendoDerrick, un telefilm.«Probabilmente quella stazione sta trasmettendo automaticamente unasequenza di trasmissioni già registrata. Una volta terminata il computer lharipropone da zero. E impossibile che non trasmettano tg straordinari dopoquello che è successo», dice Udo.Jessika accende la radio del suo impianto stereo. Le stazioni sembranomute. Ad un certo punto si sente una voce femminile.«Per i pochi radiospettatori ancora in vita ripeto quello che ho già detto.Tenere sempre le luci accese. E la luce che tiene lontani quei mostri. Cosapensa che siano quelle creature, professore Himmler?»«Himmler! Lo conosco», dice Udo.«Sssst!», dice Jessika.«Non ne ho idea. Purtroppo tutti i miei conoscenti esperti su tale camposono morti...»«Non tutti, ci sono anchio... anche se non sono un vero e proprio esperto »,dice Udo.«...sembrano persone più che demoni. Hanno laspetto dei cosiddettidemoni del buio e hanno le loro stesse caratteristiche. Le pallottole litrapassano; nessuna arma li può fermare se non, come ha già ripetuto lei,la luce. Per me vengono da un altro mondo...»La voce passa alla donna.«Sta calando il buio, state pronti. Non avvicinatevi a porte e finestre che
  30. 30. danno allesterno poiché essi sono in grado di spezzarle e di trascinarvifuori. Anche se si comportano da animali sono molto intelligenti..»«Qualcunaltro è rimasto in vita allora oltre alluomo che ho visto, bene»,dice Jessika.«Bene», ripete con un tono serio Udo.Le ombre si allungano sulla strada ma Sophie e suo marito Robert ancoranon hanno visto nessun movimento in giro. Sono bloccati nella loro auto.La benzina è finita a circa 30 chilometri da casa loro. Robert non haguardato lindicatore della benzina prima di partire dalla casa dei suoceri.Rischiamo di raggiungerli in paradiso, pensa Robert. Nellabitacolo èaccesa la luce.«Non riesci ad accendere la macchina, vero?», dice Sophie. Hacinquantanni.«No, te lho già detto, è finita la benzina. Spero che la luce dellabitacolobasti a tenerli lontani. In caso tu punta loro quella torcia che ti ho dato inmano. Purtroppo dobbiamo dormire qui, la casa più vicino era senzacorrente, hai visto anche tu», dice Robert.«E... se non vengono più? Forse se ne sono andati, è già buio e non vedoancora nessuno», dice Sophie.«Allora dormiamo qui comunque e poi domani cerchiamo un distributoresperando che la pompa funzioni. Spero proprio che tu abbia rag...»In quel momento sentono lauto scuotersi su è giù. Sophie urla. Qualcuno lasta sbattendo. Dal finestrino Robert vede che sono due di quei mostri. Iloro ruggiti sono terribili. Veloci come sono venuti scompaiono nel buio.La luce fa loro male.«Vogliono spaventarci per farci uscire. Stai tranquilla, hai sentito la radio.La luce li spaventa. Ho chiuso le portiere, no?», dice Robert con vocetremante.«Sì è... chiusa. Ma loro possono sfondare il finestrino. Hai visto comeraridotta la porta del nostro garage!»«Se ne vedi avvicinare uno punta la luce della torcia sul suo viso. Forse adun certo punto smetteranno di provarci e allora forse riuscirai a dormire».«Non riuscirò mai a farlo! Li senti? I loro maledetti zoccoli...»
  31. 31. «Non capisco come hanno fatto ad avvicinarsi così silenziosamente ...»Lauto viene sollevata parzialmente dal davanti. Sophie urla. Si sente uncrac e il cofano viene alzato.«Cosa fanno, Robert? Ho paura».«La batteria!», urla Robert.Labitacolo cala al buio. Le portiere vengono divelte e gli sposi trascinatifuori.Albrecht guarda fuori dalla sua finestra. Li vede muoversi. Ma ha accesotutte le luci in casa, è al sicuro. Quei bastardi non riusciranno a fregarlo. Eriuscito a sopravvivere alla guerra, non morirà a causa di mostri cheparlano un lingua gutturale. Albrecht è un ex SS. In mano ha una LugerP08. Vede uno di loro arrampicarsi sul palo della corrente.«Sei furbo, mostro, ma adesso finirai fulminato, idiota», dice Albrecht.Albrecht vede che il demone strappa il filo ma rimane aggrappato sul palo,indenne. E nella casa scende loscurità. Dopo tanti anni ripiomba in lui lapaura che aveva durante la guerra. Di essere ucciso durante un azione diguerra, di un bombardamento, di essere catturato dai sovietici. La portadella stanza chiusa a chiave viene scardinata. Lui si volta e con le manitremanti mira alla sagoma che sta correndo verso di lui e fa fuoco.Jessika, che sta dormendo in camera, si sveglia a causa di un forte rumore.Attraverso la tenda della finestra entra un grosso braccio peloso. Il ruggitodel demone rintrona nella cameretta mentre Jessika urla. Poi la manoscompare velocemente, così comè apparsa. Per fortuna il letto è dalla parteopposta delle finestra. Jessika allunga la mano sul comodino e prende lapistola. In quel momento entra Udo con laltra in mano. Jessika si gira aguardarlo, bianca in volto.«Tutto bene?», dice Udo.«S...sì. Ma ho paura», dice Jessika.«Tranquilla anche se spengono la luce ci sono le torce. Abbiamo provatoprima, non possono raggiungerle e la loro luce copre tutto lappartamento».«Voglio dormire di là anchio. Non voglio stare da sola».«Dobbiamo disfare il letto e portarlo di là, è pesante...»
  32. 32. «Non importa, faccio da sola se non vuoi aiutarmi».«No, ti aiuto, no problem».Jessika scende dal letto e comincia a togliere il piumone. Mezzora dopo ilsuo letto è accanto al divano letto.«Grazie Udo. Ora sono più tranquilla», dice Jessika.«Se ci attaccano io non posso fermarli. Non conosco formule magiche»,dice Udo.Jessika sorride.«Lo so», dice.Udo non riesce a dormire: sente continuamente i loro passi e il loroparlottare nella loro strana lingua. Non riesce a non pensare ai demoni. E acome riducono le loro vittime.Per distrarsi pensa a Jessika in pigiama. E veramente sexy, anche se non hatanto seno. La luce va via di colpo. Ma lappartamento è illuminato dalletorce.«Hanno staccato la corrente», dice Jessika.«Già. Come vedi cè abbastanza luce», dice Udo.Udo pensa che se verranno attaccati sparerà un colpo in testa a Jessika epoi a se stesso.13 MaggioIl giorno precedente hanno vagato in cerca di qualcuno e hanno fatto altraspesa. La stazione radio che trasmette 24 ore su 24 notizie sui demoni hadetto che le vittime si stimano sul 90% della popolazione della Baviera.Del resto del mondo ancora non si sa niente. Udo e Jessika non sonoriusciti a trovare il professore Himmler e la radio dove trasmettono.Internet poi non funziona più. Oltre che sapere dove si trova la radio,leggendo la frequenza sul web, potevano cercare altre informazioni suidemoni della notte.Saranno stati questultimi a bloccarlo.La stazione ha continuato a trasmettere fino alle 21. Poi è diventata muta.Anche lunica emittente tv ha cessato di trasmettere. Evidentemente idemoni le hanno tolto la corrente. La mattina Udo si sveglia con Jessika
  33. 33. nel suo divano letto. Lui si gira a guardarla e lei si sveglia.«Buon... giorno. Non volevo dormire da sola. Non ti secca, vero?», diceJessika.«Scherzi? A chi non piacerebbe dormire con te? Che ora è?», dice Udogirandosi verso lorologio sulla parete.«Le nove», dice Jessika.«Beh, almeno non dovremo più lavorare, per un po».Jessika ride. E si avvicina a lui.«Ti piaccio?», dice Jessika.Lui come risposta la bacia. Poi fanno lamore.Quando lei esce dalla doccia, coperta dallaccappatoio, lui la trova ancorasexy.«Farsi la doccia con lacqua fredda non è il massimo. I demoni non hannostaccato solo la luce ma lintera corrente », dice Jessika.«Se tu avessi un fornello a gas potresti scaldarti lacqua in una pentola perriempire la vasca da bagno. Potremmo procurarcene uno per scaldarci ipasti», dice Udo.Lei lo guarda.«Per quanto riguarda quello che abbiamo appena fatto... non pensare che iosia una di quelle, Udo. E che... volevo scaricarmi. Ero sotto pressione. Conquesto non voglio dire che tu non mi piaccia», dice Jessika.«Lo so, è lo stesso per me. Tu mi sei piaciuta fin dallinizio. Comefacciamo per il caffè?», dice Udo.«Forse puoi berlo in qualche bar. A me basta qualche biscotto e un po dilatte... se non è andato già a male».«Dopo vado a fare un giro a cercare un bar. Ovviamente il caffè me lo faròda solo».«Non occorre vengo con te, se non ti secca che ti stia sempre attaccata».«Non mi secca, anzi. Ora vado io a lavarmi».Jessika lo ferma, poi lo bacia.«Io finisco di prepararmi», dice lei.«Prima di uscire ti dico dopo un idea che mi è venuta per dormire piùtranquilli. Ho paura che le torce si esauriscano mentre dormiamo...»«Va bene», dice lei entrando in camera.
  34. 34. Vanno a piedi, per risparmiare benzina. Vedere la città deserta è strano. AJessika è venuto in mente un bar che fa angolo, dalle cui vetratesicuramente entra la luce del sole. Il bar, che non ha saracinesche, sichiama Bar Italien. Quando arrivano Udo nota che aveva ragione lei:dentro è illuminato dai raggi solari. Udo nota che la porta dingresso è giàstata forzata.«Qualcuno è già entrato, forse i demoni», dice lui entrando e guardandosiin giro».«Non sono così brutto».La coppia si volta e vedono un uomo alto, con gli occhiali, che stasorridendo.«Buongiorno», dice Udo, mettendo la mano sotto la giacca.«Tranquillo, non voglio farvi del male. Sono entrato qui solo per bere uncaffè», dice luomo.Udo toglie la mano.«Anche noi. Io mi chiamo Udo Schmidt e lei è Jessika Eydrich», dice.«Il mio nome è Hans Bernstorff. Fa sempre piacere conoscere personenuove... specialmente quando si è solo una decina in tutta la città», diceHans.«Mi scusi se stavo per prendere la pistola. Ma qualcuno potrebbeapprofittare del caos per fare quello che vuole».«Ora faccio il caffè. Cè corrente, signor Bernstorff?», dice Jessika.«Sì. Chiamatemi per nome. Le formalità hanno poco peso adesso», diceHans.Mentre Jessika accende la macchina del caffè per scaldarla, i due uomini sistringono la mano poi si siedono ad un tavolo.«Il macina caffè è pieno. Che tipo di caffè volete?», dice Jessika.«Io un espresso, grazie», dice Hans.«Normale», dice Udo.Poco dopo arrivano i tre caffè. Jessika ha preso caffè con latte caldo. Lei eUdo raccontano la loro storia.«Ora vi racconto la mia. Tre sere fa ero nel mio ufficio. Sono un sistemista,dovevo finire un lavoro urgente per una ditta importante...», dice Hans.
  35. 35. Hans torna da una banca dove hanno avuto problemi con un server. Devefinire un lavoro quindi vuole stare in ufficio ancora un poco. Mezzora civorrà, niente di più. Poi tornerà a casa e si stenderà subito sul letto. Dovelavora ci sono tre stanze divise da un corridoio più un bagno. Chiusa laporta principale accende la luce (è già scuro fuori) del corridoio, va nellastanza del server per accenderlo, spegne la luce del corridoio ed entra nellasua stanza. Brontola. La donna delle pulizie ha lasciato per lennesimavolta il cestino del collega che ha la scrivania accanto alla porta, dopoaverlo svuotato, accanto a questultima. Chi entra rischia di inciamparsi.Decide di metterlo a posto dopo, ora va al suo computer. Lo avvia e caricaMandriva 2011, una distribuzione di Linux. Dopo dieci minuti sente unurlo provenire dalla strada. Hans si alza e va a vedere dalla finestra a vetro.Non vede niente. Sente un rumore nel corridoio. Va a vedere.Quando è alla porta un enorme braccio si muove nellaria, come perprenderlo. Lui spaventato di scatto arretra la testa. Una grande mano pelosae con lunghi artigli sfonda la porta aperta, lui tocca con un piede il secchioe cade allindietro per terra. Rimane con la bocca aperta a vedere il braccioritirarsi nelloscurità del corridoio. Cosera? Sta sognando? Le sembra diessere in uno di quei terribili film dellorrore.Ma la porta sfondata è la prova che quello che è successo è reale. Siallontana subito da essa. Sente degli zoccoli nel corridoio. E un grugnito.Hans inghiotte la saliva. Sente altre urla provenire dalla strada.Cosa diamine sta succedendo?Hans rimane fermo a guardare la porta aperta, in piedi. Rimane così,immobile, sentendo i passi del mostro nel corridoio, per almeno mezzora.Poi capisce che quella creatura non vuole entrare. Pensa di essereimpazzito. Va verso il computer e si collega alla rete per sapere se esisteuna creatura come quella che ha visto. Non pensa di trovare niente.Invece vede che non è il solo ad essere stato attaccato. Tutti i forum neparlano. Non ce nè uno ma molti di quei mostri. A quanto pare hannopaura della luce.Hans guarda i suoi nuovi amici.«Sono rimasto attaccato al computer tutta la notte. Gli utenti collegati alle
  36. 36. chat o ai forum hanno cominciato a scollegarsi. Finché non è rimasto quasinessuno», dice.«Quegli utenti sono morti. I demoni hanno staccato loro la corrente», diceJessika.«Esatto, lo penso anchio», dice Hans.«Sei stato nel tuo ufficio in questi ultimi due giorni?», dice Udo.«Sì. Non so perché ma là cè ancora elettricità», dice Hans.«La toglieranno. Ti conviene venire da noi. Usiamo delle torce cheilluminano tutto lappartamento. Prima abbiamo deciso che dora in poidormiremo a turni di tre ore. Mentre uno si riposa laltro controlla che letorce non si scarichino. Se una comincia soltanto a fare una luce fioca, chifa la guardia cambia la torcia con unaltra già pronta e sostituisce la batteriadi quella tolta. Non è il massimo perché nessuno dormirà più tutta lanotte... ma si è più sicuri. E adesso che non lavoriamo possiamo dormireanche durante il giorno», dice Udo.«Buona idea. Sì, mi unisco a voi così diminuiremo i turni. Tanto non homai dormito in queste notti. Lo facevo di giorno. Avete un letto per me?Altrimenti vado a casa mia a prenderlo. E piccolo, sono single», diceHans.«Puoi dormire sul suo. Da stanotte Jessika dormirà sul divano letto con me,è abbastanza grande».«Vi siete messi assieme?»Jessika sorride mentre sorseggia il suo caffè. Si è seduta accanto a loro.Guarda Udo e dice: «Sì».14 maggioI tre superstiti stanno facendo una colazione fredda.«I turni di guardia sono stressanti. Ho sentito rumori di zoccoli nelcorridoio che porta agli altri appartamenti tutta la notte, e anche ingiardino. Ma non si sono fatti vedere, per fortuna», dice Udo.«A me, da sui nervi quella loro strana lingua gutturale...», dice Jessika.Mentre Udo guarda la sua ragazza fissare nel vuoto la stanza sentonobussare alla porta. Si guardano con i visi stupiti. Udo va ad aprire con la
  37. 37. pistola in mano. Non pensa sia un demone (il sole è già alto in cielo) ma hapaura che qualche sopravvissuto voglia approfittare dellapocalisse che ècapitata per derubare gli altri o detenere il potere. Non tutti sono buonicome loro.Udo guarda dallo spioncino, poi apre la porta.Un anziano coi vestiti sporchi e mal tenuti è sulluscio.«Non vi aspettavate di vedere un barbone ancora vivo, vero? Beh, a dire laverità sono sorpreso anchio di essere ancora in vita. Lho passata brutta»,dice.«Come ha fatto a trovarci?», dice Udo.«Vi ho visto dalla finestra. Mentre camminavo ho sentito della voci e horiconosciuto la macchina nel giardino. Vi ho già visti, laltro ieri, mentreuscivate con essa da un centro commerciale. Ma non mi avete visto», diceluomo.«Infatti. Piacere, Udo», dice linsegnante stringendogli la mano.«Piacere, Claus», dice il barbone.Dopo che tutti si sono presentati, decidono di andare al Bar Italien per bereun caffè. Lì Claus racconta la loro storia.«Ero con un mio amico, in un paese poco distante da Ingolstadt. Stavafacendo un enorme falò con dei vecchi bancali. Alle nostre spalle avevamounaltra catasta di bancali. Doveva bruciare anche quella ma ne avevaaccesa solo una. Ad un certo punto ha preso una stecca infiammata dalrogo e stava per accedere laltra pira quando ha guardato verso la sua stalla.«Coshai Jacob? Hai sentito la sirena della polizia? Siamo fottuti, è vietatoaccendere fuochi», dice Claus.«No. Sento il mio cavallo fuori dal recinto. E vicino a noi ma non lo vedo.Vado a vedere un attimo», dice Jacob andando verso la sua stalla tenendoalzata la stecca infuocata. Deve stare solo attento a non spaventarlo colfuoco.Claus prende una sigaretta dal suo pacchetto di sigarette che ha trovato perterra (quando lha trovata e ha visto che dentro cerano cinque sigarette, luiha commentato: «Che spreconi!») e laccende. Poi guarda il suo amico.Ad un tratto una mano pelosa prende questultimo per il braccio sinistro
  38. 38. tirandolo nel buio. Il movimento è così repentino che gli cade di mano latorcia improvvisata. Subito dopo Claus sente delle grida strazianti. Clausvorrebbe aiutare il suo amico, che è stato aggredito da delinquenti, ma lesue urla non preannunciano nulla di buono. Nel buio vede qualcosamuoversi e sente dei sinistri strappi. Jacob non urla più. Una cosa rotolavicino al falo.La testa di Jacob.Claus si volta e sta per scappare quando, dove finisce la luce del falò, vedeun mostro. Un essere che Claus pensava esistesse solo nella fantasia deibambini. I suoi occhi non hanno pupilla. Claus si immobilizza, il suo cuorebatte rapidamente. Il mostro fa qualche passo indietro e torna nel buio.Dopo cinque minuti pensa che abbiano paura del fuoco quindi rimane il piùvicino ad esso, con una stecca infuocata. Quando il fuoco diminuisce luigetta sulla pira qualche altro bancale dal mucchio vicino.Claus si accende una sigaretta e li guarda.«Non si può fumare nei locali pubblici», dice Jessika.Claus ride.«Le regole non esistono più da quando sono venuti quei mostri. E poi sipoteva fino a qualche anno fa», dice Claus.«Disturba la mia ragazza... ma faccia come crede», dice Udo.Claus spegne la cicca sul tavolo. In quel punto si forma una macchia nera,sulla tovaglia di plastica. Poi la getta per terra. Udo lo guarda malamente.«Non è che perché le istituzioni non ci sono più bisogna esseremaleducati», dice Hans.«Lascia perdere, Hans. E così Claus sei sopravvissuto perché sei rimastonella tenue luce di un falò? Incredibile. Sai che avevano paura della luce enon del fuoco?», dice Udo.«Sì, lho capito dopo. Anchio mi meraviglio di non essere stato preso.Forse avevano sul serio anche paura del fuoco. Comunque nei giorniseguenti ho dormito in casa di Jacob. Accendendo la radio in casa sua hosentito che parlavano dei demoni. Poi mi sono trasferito in città. Possovenire a stare con voi? Sono abituato a stare da solo ma la compagnia èmeglio. Non bevo più, non preoccupatevi».
  39. 39. «Solo se fuma in giardino», dice Udo.«Daccordo», dice Claus.Jessika fa un viso che dice tutto. Non è per niente contenta.Tornano a casa di Jessika. Quando Claus va a prendere le sue cose a piediHans si avvicina a Udo.«Non mi piace quel tipo. Non possiamo accettare tutti i superstiti», dice.«Neanche a me. E un barbone, Udo», dice Jessika.«E allora? E quello che più di tutti ha bisogno di aiuto. I suoi modi li haimparati dalla strada. Ovviamente non era così ma lo è diventato. A causadellamarezza che ha nel cuore. Non possiamo lasciarlo sbranare daidemoni ed è quello che gli capiterà se non mette come noi delle torce nellasua casa. Comunque lo terremo docchio. Se ci mette in pericolo o nonimpara leducazione lo scacceremo, tanto saprà come sopravvivere appenaglielo insegneremo», dice Udo.Mentre Claus torna con una valigia verso la casa dei suoi nuovi amicipensa a quella notte del falò. Quello che laveva innervosito non era tantola paura di essere preso ma il loro continuo parlare. Gli aveva fatto venireil mal di testa.E gli sembrava che stessero parlando proprio a lui.Quella sera decidono di bere un poco di whisky preso dal bar. Dopo avereriso per qualche ora raccontandosi aneddoti divertenti decidono di dormire.Claus appoggia la bottiglia sul pavimento. Decidono i turni, il terzo lo faràproprio lui. Prima di dormire Udo gli ricorda che dovrà cambiare le pileper sicurezza a quellora. Claus annuisce.Claus si accende una sigaretta. Spera che nessuno si svegli altrimenti locacciano. E quella ragazza gli piace. Deve trovare un attimo per stare dasolo con lei. Mentre soffia via il fumo Claus la guarda mentre dorme strettaal suo compagno. QuellUdo! Non gli sembra tanto in gamba anche selidea delle torce e dei turni non è malvagia.Il vagabondo guarda Hans, che ronfa alla grande. Quello stupido pensavache non si fosse accorto che lo stava spiando facendo finta di dormire. Masi è addormentato.Claus è seduto sul suo letto. Assieme agli altri ne hanno portato uno da un
  40. 40. altro appartamento. Quando sono entrati Jessika non ha voluto seguirli,anche se le finestre erano tutte spalancate e cera luce. Ha detto che lacoppia che ci viveva aveva un bambino piccolo e non voleva vederlomorto. Di lui hanno trovato infatti solo il busto superiore ma nessuno hadetto niente a Jessika.Claus sente parlare in corridoio.Di nuovo loro. Vorrebbe urlargli di stare zitti ma sveglierebbe tutti. E poiquei mostri non capirebbero.O sì? Non sono intelligenti secondo Udo? Anche secondo me, pensa Clausalzandosi e andando in bagno a spegnere la sigaretta nel lavandino. Labutta nel water, chiude la porta e tira lacqua. Le voci continuano. Clausadesso ne è come ipnotizzato. Si avvicina alla finestra. Uno di loro staparlando proprio a lui.Hans si sveglia allimprovviso. Con orrore vede che metà stanza è al buio.Vede Claus avvicinarsi ad una torcia e spegnerla.«Riaccendi subito, carogna», dice Hans allungando le mani dove primaaveva messo la pistola. Ma questa non cè più.«Cercavi questa?» dice Claus sorridendo e puntandogli larma.«Bastardo, che intenzioni hai? Uccideranno anche te», dice Hans.Jessika e Udo si svegliano.«No, me lhanno promesso», dice Claus.«Mentono, lo fanno sempre», dice Udo.«Ti sei svegliato eh? Non importa, ora spengo le torce rimanenti e voi nonfarete niente se non volete essere uccisi con questa. Anzi, vi gambizzo se lofate, se vi sparo in testa la vostra morte sarebbe troppo dolce. Al restopenseranno loro», dice Claus.«Lo sapevo che eri malvagio», dice Hans.«Non lo è. Sono i demoni che lhanno ipnotizzato, non è in sè», dice Udo.«Zitto» dice Claus puntandogli la pistola «potrei iniziare da te».Jessika è terrorizzata. Vede già delle ombre nella stanza. I demoni.Claus si avvicina ad una torcia ma viene preso da un demone. La pistolacade per terra. La stanza si riempie di urla strazianti. Subito dopo i demonicominciano ad urlare strane parole. Sembra che rimproverino qualcuno.Evidentemente il demone che ha preso Claus non doveva farlo.
  41. 41. «Che fine», dice Jessika.«Se lo meritava. Stava per farcela fare anche a noi», dice Hans.«Quel demone che lha ucciso ha sbagliato, avete sentito le urla deidemoni?», dice Udo cercando la propria pistola. Ma non la trova.Hans si alza e va a prendere la pistola che aveva Claus, poi torna subitonella luce. Una mano si protende dal buio ma non riesce a ghermirlo.«Cosa fai? Attento, resta nella luce», dice Udo.«Quale? Non vedete che le torce si stanno spegnendo?», dice Hans.In effetti la luce si è fatta più fioca. Una torcia abbassa per qualche secondola luminosità, poi si spegne.«Siamo cagati», dice Hans. Guarda la sua pistola.«Non farlo», dice Udo prendendo la bottiglia di whisky. Per terra vedelaccendino di Claus. Stappa la bottiglia, bagna un poco un fazzoletto con ilsuo contenuto, lo infila nel collo e gli dà fuoco. Si avvicina alla finestra elancia la bottiglia verso il grande albero. Essa esplode dandogli fuoco. Indue minuti lalbero è unimmensa torcia.«Venite, non abbiamo alternative, le pile di scorta le ha gettate Claus nellaparte buia della stanza», dice Udo.«Bastardo», dice Hans.I tre escono dalla finestra e corrono verso la luce dellalbero. Nessundemone era nel giardino vicino alla finestra. La siepe dietro lalbero prendefuoco.«Non è che rischiamo di bruciare anche noi?», dice Jessika.«Sì... ma non vedo cosa possiamo fare ora», dice Udo guardando i demoniavvicinarsi.Hans punta verso di loro la pistola. Fa fuoco. Le pallottole li attraversano,finendo sul muro della casa.«Non sprecarle!», dice UdoHans si gira a guardarlo.«Devo tenerne tre, vero?», dice.Udo fa un cenno di assenso. Jessika si stringe a Udo e piangesilenziosamente.Il calore delle siepi fa prendere fuoco il motocoltivatore. Esplode. La sua
  42. 42. detonazione fa scoppiare il vetro della camera di Jessika. Dalla sua finestraesce fumo.«Sta prendendo fuoco anche la casa!», dice Jessika.«Meglio, avremo più luce», dice Udo.«Ma quanto durerà?», dice Hans.«La faremo durare», dice Udo.Il piccolo condominio comincia ad illuminare la notte. E difficile resistereal fumo. Fa tanta luce ma non si avvicinano troppo alla casa, è pericoloso. Itre si allontanano dalla macchina che ha preso fuoco. Non esplode.Lincendio comincia a diminuire. Udo con orrore si accorge che non cè piùniente da bruciare nelle vicinanze. La casa più vicina è a un centinaio dimetri, troppo lontana per dargli fuoco. I tre si siedono, guardando il fuoco.Meglio quello che lorda di assassini che si avvicina sempre piùcoraggiosamente.«Manca poco alla fine», dice Udo.«Siete stati dei grandi amici. Ci rivediamo nellaltro mondo», dice Hansappoggiando la canna sulla tempia e premendo il grilletto. La parte sinistradel suo cranio esplode, finendo sul giardino. La sua testa si piega di scattoverso quella direzione con tanta forza che si vede il suo collo piegarsi in unangolo innaturale. Poi il suo corpo si affloscia in avanti. Jessika urla.Udo prende la sua pistola e abbraccia la sua ragazza.«Calmati amore», le dice.«Udo... il fuoco... sta finendo», dice Jessika con le lacrime agli occhi.«Ti amo», dice Udo.«Anche io, tesoro» dice Jessika prima di baciarlo.Jessika gli prende poi la mano con la pistola e se la punta alla tempia. Udola abbraccia. Vorrebbe dirle che è più sicura di morire se se la mette inbocca ma non ne ha il coraggio. Guarda un demone avvicinarsi. Sorridemostrando dei denti lunghi e storti.Udo mette il dito sul grilletto.«Vai tesoro... Sono pronta. Ti amo», dice Jessika.Udo sta per premere il grilletto quando vede il demone diventaretrasparente. Il suo sorriso scompare. Anche un mostro posto dietro a luicomincia a diventare traslucido. Udo lascia il grilletto.
  43. 43. I demoni scompaiono.Jessika, che aveva chiuso gli occhi, dice: «Amore, se non ne hai il coraggiolo faccio da sola».«Sono... scomparsi», dice Udo.Jessika apre gli occhi e scosta piano la pistola dalla sua tempia.«E già... lalba?», dice con una voce tremolante. Si guarda in giro.Il fuoco si spegne quasi del tutto, le braci illuminano debolmente i restidella casa. Loro due vengono avvolti dal buio.Nessuno si avvicina a loro. Regna un silenzio di tomba. Udo sente il cuoredi Jessika battere velocemente nella notte.I demoni sono tornati nel loro mondo, lallineamento col decimo pianeta èfinito. Ora Udo e Jessika si sono sposati e vivono in una casaperennemente illuminata. Un gruppo di continuità autonomo, posto in unastanza con delle luci di emergenza accese, dà corrente a tutta la casa incaso che essa manchi. I suoi cavi scorrono dentro casa di modo chedallesterno nessun estraneo possa spegnerlo o manometterlo. Sono riuscitia riattivare una centrale elettrica e una pompa di benzina. Ogni tanto vannoa mettere un fiore sulla tomba dei loro cari e di Hans. Udo pensa ogni tantoche se avesse aspettato soltanto un minuto adesso sarebbe ancora con loro.Nei giorni successivi hanno scoperto che nelle altre città della Germaniamolte persone sono sopravvissute. Udo è diventato il capo del gruppo chesi è formato per garantire la sicurezza delle persone. Molti sbandati hannoinfatti approfittato della tragedia per volere avere in proprio potere laregione in cui vivevano. Ma i tedeschi che si sono salvati non hanno piùpaura di niente e si sono opposti con successo. Intendono riportare tuttoalla normalità.Il mondo intero sta uscendo dal buio in cui ha passato. FINE Claudio Vasi 2008
  44. 44. POSTFAZIONELidea mi è venuta pensando alla paura ancestrale che hanno gli uomini delbuio. Una teoria (da alcuni negata) dice che tale paura è dovuta al fatto chedecine di migliaia di anni fa luomo preistorico aveva paura del buio poichéè proprio in esso che i predatori, come i felini, si aggiravano in caccia dicarne umana. Da lì ho pensato ad un mostro che si aggirasse però SOLOcol buio. NOTE1 In Germania come in molti altri stati cè un unico numero per chiamaresoccorso medico, polizia e pompieri. Una centralinista smista le chiamate.Il numero è proprio il 118.
  45. 45. LA BESTIA Dedicato a Sarah Scazzi e YaraQuesto racconto non ricostruisce la vicenda di Sarah ma ne racconta unadel tutto diversa, per suo rispetto. Tutti i fatti narrati, i nomi delle personee luoghi sono inventati. Eventuali avvenimenti realmente accaduti eomonimie sono puramente casuali.Unity è una piccola cittadina situata a nord-ovest di Dorry, la capitale diquesta contea del Maine. Dorry è più grande e più famoso, non tanto per lasua ottima università, riconosciuta come una delle migliori dAmerica, maper un bosco dove scompaiono le persone e dove dicono non ci sia vitaanimale. Ha una chiesa, una piazza e più bar che negozi. In proporzione cene sono più di Dorry nel quale non mancano di sicuro. Cè anche unpiccolo centro commerciale, a due miglia ad est e un cimitero a nord.Dicono che inizialmente lo volevano costruire, cento anni fa, a sud mahanno cambiato la locazione dalla parte opposta per evitare che sia troppovicino al bosco di Dorry, dove scompaiono le persone (dicono a causa diun elevato numero di Grizzly). Naturalmente ad Unity cè anche la scuolasuperiore che io e Sammy frequentiamo. Io e lei stiamo camminando sulmarciapiede. Il sole sta calando. Samantha guarda due innamorati baciarsisulla panchina del parco posto nellaltro lato della strada mentre io guardole vetrine dei pochi negozi di Unity. Samantha è la mia migliore amicanonché compagna di banco, e come me ha quindici anni. E carina magrassottella e questo la rende insicura, anche perché viene spesso presa dimira dai ragazzi, che sono stupidi. E molto intelligente e simpatica, anchese lei, come alcune compagne di classe, è invidiosa della mia bellezza. Nonsono molto alta e ho i seni meno sviluppati di Samantha ma sono magra,bella e con grandi occhi azzurri da cerbiatto. Io e Sammy, come la chiamoio, siamo andate a studiare in biblioteca, situata accanto alla scuola e doposiamo andate Da Carrie, la nostra caffetteria preferita. A me piace
  46. 46. sopratutto perché ci va Norman, un ragazzo bellissimo che frequenta fuoricorso il college di Dorry ma abita ad Unity. Sammy dice sempre che ètroppo grande per me ma non mimporta. Norman è un amico di Lucy edha venticinque anni. Mia sorella però non mi lascia quasi mai uscire con isuoi amici quindi lo vedo raramente. Ogni tanto viene a casa nostra equando lo fa non lo lascio un secondo. Lucy dice che sono troppoopprimente e che così, anche se avesse letà giusta (non conta nellamore, iole dico sempre), non combinerei mia niente. Bisogna fare capire al ragazzoche tinteressa che ne sei attratta ma senza farlo vedere troppo e senza farlocapire agli altri. Lascia che sbavino loro, dice sempre riguardo ai ragazzi.“Oggi non cera Norman”, dico guardando un bel maglioncino rosa nelToms Clothes, il piccolo e unico negozio di vestiti di Unity.“Che palle con questo qua. Hai solo lui in testa. E troppo vecchio per te!”“Abbiamo dieci anni di differenza, mica venti”.“Ma alla nostra età è tanto, lui è un uomo... giovane, ma uomo. Freddy nonti piace? Si vede che ti adora”.“Mi segue come un cane, non ci sa fare. Uno così non minteressa. Quellonon mi mollerebbe un istante se mi mettessi con lui. E poi è basso”.“Ma bello... e ricco”.“Non minteressano i soldi. Normal è alto”.“Ma troppo magro. E Freddy?”.“Non ci vai dietro te?”, dico.“A me piace Mark”, dice Samantha.“Senti... dì quello che vuoi, per me sei solo invidiosa”.“Che sappia io Norman è pure fidanzato con Betty, e questo chiude ognitua porta”.“Se si sposa sì, altrimenti... chissà, io ho pazienza”.“Ma stai zitta. Con Frederick la tua storia è durata solo due mesi”.“Con Norman è diverso. E intelligente, simpatico e... bellissimo”.“Lhai... già... detto! Quando tinnamori diventi noiosa”.“Questa volta è una cosa seria”.“Come lultima insomma. Comunque ti consiglio di smettere di fissarloquando viene Da Carrie sopratutto quando viene con Betty, la sua ragazza.Così solo lo infastidisci”.
  47. 47. “Di questo ti do ragione”.Sentiamo la sirena breve che fanno le auto della polizia mentre sullavetrina del negozio vedo riflessa la luce del lampeggiante. E lauto dellosceriffo di Dorry, la cui giurisdizione arriva fino a Unity. Io e Samantha cigiriamo, stupite. La luce della volante di solito è sempre spenta, ancheperché Gerry, lo sceriffo, ha poco lavoro in questo piccolo paese. Il papà lochiama “linutile divisa” e dice che non serve anche perché non accademai niente a Unity, a differenza di Dorry. A Unity cè solo un negozio divestiti ma ci sono cinque locali, tra bar e pub. In uno di questi, lEstern Bar,papà incontra ogni tanto Gerry di cui è conoscente ma non amico.Questultimo le ha raccontato che a parte qualche rissa e multa(questultima appioppata solo alle poche persone che gli sono antipatiche,Gerry infatti tende a lasciare perdere le infrazioni effettuate dai concittadiniper non farsi troppi nemici) non ha molto lavoro e di questo ne è contento.Non gli piace andare nei casini. La sua vita si è complicata, anche adiscapito di tutti gli abitanti di Unity, da quando sono scomparse treragazze: Anita, Florinda e Lara. La prima è sparita tre mesi fa, ad agosto.Aveva sedici anni e stava tornando dallabitazione dellamica il cuicompleanno aveva festeggiato, alle dieci di sera, distante solo un isolato.Non è più tornata a casa. Si pensava che fosse scappata, anche perchédiceva spesso alle sue amiche (me lha detto Lucy, mia sorella, le sueamiche sono pettegole specializzate) che voleva andare via da Unity, unpaese morto. Addirittura andrei a Dorry, diceva. Mentre però lì è usuale chele persone scompaiano, da noi no. Si è addirittura detto che fosse scappatacol suo ragazzo. Peccato che lui, assente in quel mese perché era invacanza con i suoi alle Hawaii, è ancora ad Unity. Col passare del tempo cisi è dimenticato di lei (e che addosso aveva solo un vestito da sera e con sésolo la sua borsetta) finché Florinda, una ragazza di quattordici anni, èscomparsa mentre andava a scuola. La mamma lha scoperto solo la sera,quando è tornata da lavoro e il fratellino le ha detto che Florinda non eratornata a casa. Vane sono state le sue ricerche, anche tra i suoi amici.Anche il suo ragazzo laspettava in classe (che frequentavano assieme).Anche di lei non si è saputo più nulla. Da quando Lara, quindici anni, èscomparsa quindi giorni fa mentre faceva jogging il paese è piombato nel
  48. 48. terrore. Le mamme tengono a casa le figlie e le accompagnano a scuola.Mia mamma fa la dottoressa e mi porta ogni mattina ma dopo le lezionitorno da sola a casa, in bus o a piedi.Lo sceriffo esce dallauto. E grasso ma alto, ha circa quarantacinque annima ne dimostra di più.“Scusate il lampeggiante, lho azionato senza sapere. Ragazze, cè ilcoprifuoco che ci fate in giro a questora? Il sole sta tramontando”, dice.In effetti il campanile della chiesa è illuminato da una luce rossastra.“Stiamo andando a casa”, dico.“Vi accompagno se volete. Vi ho riconosciute, tu sei Deborah e laltra èSamantha”.Dallaltra parte della strada un uomo ci guarda. Lo riconosco, è Dennis, ilbidello della strada. Continua a camminare, senza badare a noi.“Indovinato. Io però devo andare al Bar al Bosco, mio padre mi aspetta là”,dice Sammy.In realtà deve comprare le sigarette. Giody, il vecchio e brutto proprietario,gliele vende anche se non potrebbe, cosi come vende gli alcolici achiunque glieli chieda. Le carte didentità sono inutili, dice sempre.“In quel postaccio?”, dice Gerry.“Beh... mi ha telefonato un attimo fa. E là per comprare le sigarette, vuoleaccompagnarmi proprio perché era preoccupato per me”, dice Samantha.“Va bene, te Deborah vieni con me? E meglio se ti accompagno lo sai cosasuccede a Unity. Le ragazze della vostra età scompaiono”.“Mi vuole spaventare?”, dico. Io cerco di non pensare al mostro e lui me lo ricorda. In verità sonoproprio preoccupata.“Scusa, Deborah. Non volevo”.Guardo Sammy. Mi fa cenno di sì. Vuole quindi che vada con lo sceriffo.Non capisco perché. Deve incontrare qualcuno al bar? Mark, il ragazzo chele piace?“Va bene”, dico allo sceriffo poi a Sammy “Ci vediamo domani a scuola,Samantha”.“Sì, ciao a domani. Grazie dellinteressamento, Ger... sceriffo”, diceSamantha.
  49. 49. “Chiamami pure, Gerry, piccola. Stai attenta il bar è lontano un miglio”.“Poco, quindi. Deborah, ti chiamo dopo”, dice Samantha.Saluto lamica e salgo sulla volante. Appoggio lo zainetto tra i piedi, laparte posteriore è chiusa da una rete per sicurezza. Nei sedili posterioriinfatti lo sceriffo dovrebbe portare i delinquenti. Ci do unocchiata. I sedilisono sporchi di polvere, segno che sono poco usati. Spero lo siano quandoGerry troverà quel bastardo che rapisce le ragazze. Visto che non chiederiscatti ho paura che ci faccia delle cose brutte.Lauto parte.“Samantha è in gamba, penso che non accetti passaggi da sconosciuti”,dice sorridendo Gerry guardando nello specchietto la mia amica.“Se ti puntano una pistola devi farlo”, dico guardando la strada.Gerry si volta verso di me e mi guarda, stupito. Io lo guardo e sorrido.“Hai ragione, piccola. Sai, ti conosco poco... ricordi la festa sul lago?Eravamo nello stesso tavolo, io, te e i tuoi genitori...”“Sì, ricordo”Che noia quel giorno. Per fortuna è arrivata Samantha ed avevo avutoloccasione di sparire.“Tu eri sempre su quel telefonino ma quando dicevi una cosa... sì, mi seisembrata una bambina proprio intelligente”.“Ragazza”, dico.“Ragazza, ragazzina, bambina... la stessa cosa”.“Non è la stessa cosa”.“Deborah, anche sei sembri più matura sei uguale a tutte quelle della tuaetà. Vuoi sembrare grande ma non lo sei. Non ti sto facendo una colpa,vedrai che senza accorgerti sarai adulta. Non avere fretta e goditi la tuaetà”“Qualcuno non vuole farla godere a quelle come me. Mi riferisco almostro”.“Non pensarci, vedrai che lo troverò. Sto pensando a Kelvin... non dovevodirtelo, scusa”.“So chi è. E un vecchio, ex insegnante, ora alcolizzato. Ha i capelli e labarba bianca e beve sempre birra. Guarda i cu... i sederi delle bariste e facommenti. Lo so perché è capitato anche quando cero io”.
  50. 50. “Anche a te?”“A me? No, a Kelvin piacciono le ventenni, lo sanno tutti. Per me non èlui... non so perché. E poi beve così tanto che dubito si svegli alle sette emezza, lora nella quale è scomparsa Florinda”“Hai ragione”, dice Gerry guardando la strada.Sembra che stia pensando. Forse le ho tolto un dubbio che aveva nellatesta. Che abbia ragione papà, che Gerry sia un “inutile divisa”? Però èsimpatico.Penso a Samantha. Dal bar arriva a casa in dieci minuti ma sonopreoccupata lo stesso. Ha letà delle ragazze scomparse e anche sesovrappeso non è brutta. Il bar stesso, come diceva lo sceriffo, è malfrequentato. Ci vanno solo vecchi e gli unici giovani che trovi lì dentrosono alcolizzati e drogati. Ma Samantha non può stare senza le sigarette eio non ne ho da prestargliele visto che ho lasciato senza sapere il miopacchetto a casa. Spero solo che la mamma non lo scopra o è capace dirinchiudermi in casa per un anno.“Esci sempre in coppia, come stavi facendo stasera”, dice Gerry mentreimbocca la via dove abito.Sì, e tu ci hai divise. Perché Sammy non ha voluto che restassi con lei?Bastava che mi facesse no, con la testa. Forse col sì intendeva dire cherimanessi? Non lo so, glielo chiederò dopo.Gerry ferma lauto di fronte a casa mia. Mentre accosta al marciapiedevedo Felix che seduto sul muretto della mia abitazione si sta leccando lezampe. Smette appena lauto si ferma e mi guarda. Mi ha riconosciuto.“Micio mao”, dico.“Cosa?”, dice Gerry.“Niente...”, dico arrossendo.Che figura. Smonto dalla volante e guardo la mamma che in giardino stacurando una delle sue piante. Lei ha il cosiddetto pollice verde e in testaoltre alle soap opera ha solo le piante. Ha i miei stessi grandi occhi azzurrima i capelli castani. I capelli li ho ereditati da papà. Mamma non èacculturata come mio padre, che scrive articoli per la Voce di Dorry e leggelibri ma è molto intelligente e accomodante.“Come mai scendi dallauto dello sceriffo, Deborah?”, dice mamma in tono
  51. 51. serio.Come non detto.“Lho accompagnata io, signora. Sta venendo notte e non è sicuropasseggiare”, dice lo sceriffo scendendo dallauto.Mi avvicino a Felix e laccarezzo. Lui si gira e alza la coda e inarca laschiena facendo le fusa. Gerry rimane in piedi con la portiera aperta,appoggiandosi sul tettuccio dellauto.“Ah! Grazie sceriffo. Lha incontrata per caso?” dice mamma.“Sì, era con la sua amica, Samantha. Lei non ha voluto venire con noi.Lavrei portata volentieri”, dice Gerry.“Poteva insistere. Lo sa che ad Unity gira... quello là”, dice mammaabbassando gli occhi su di me.“Puoi dire il mostro, mamma. Lo dicono tutti i notiziari ed è scritto suigiornali”.“Leggi il giornale? Brava Deborah”, dice lo sceriffo rivolto a me, che sonoin piedi di fronte al cancelletto aperto.“No, me li legge papà... alcune notizie intendo”, dico.Sto ancora accarezzando Felix.“Comunque signora, ha ragione. Dovevo insistere. Ma oramai Samanthasarà a casa. Buonanotte, signora devo andare, mia moglie ha fatto lelasagne e non me le voglio perdere per niente al mondo”.Già, lo sceriffo è appassionato solo di pesca e di cibo, lo dice papà.“Arrivederci, sceriffo e buona cena”, dice la mamma alzando la mano.Gerry fa un gesto della mano, contento come se fosse stato salutato dalpresidente degli Stati Uniti in persona ed entra nella sua auto chevelocemente parte. Entro nel giardino e Felix con un balzo atterra sul pratodietro di me e mi segue.“E ora di arrivare? Ero in pensiero”, dice mamma.Felix si struscia sulle mie gambe.“Sì, ho visto la chiamata quandero sulla volante. Prima non lavevo sentita,lo giuro!”“Va bene, non dovevate andare solo a studiare in biblioteca? Se lavetefatto...”“Non sono una bugiarda. Certo, che abbiamo studiato. Poi siamo venute a

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