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La nuova organizzazione nelle aziende di produzione

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Organizzazione 4.0. per usufruire deo benifici di Industria 4.0

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La nuova organizzazione nelle aziende di produzione

  1. 1. Il modello Industria 4.0 si basa sul pre- supposto che,adottando le tecnologie digitali, le imprese di produzione au- menteranno la propria competitività ed efficienza grazie all’interconnessione e la cooperazione delle proprie risorse interne ed esterne. Le tecnologie digitali abilitanti (Key EnablingTechnologies) come robotica, realtà virtuale/aumentata, manifattura additiva,IoT,industrial analytics e cloud manufacturing,consentono di raggiun- gere una notevole agilità nei processi produttivi e una forte interconnessione tra le risorse:impianti,lavoratori,mate- rie prime e prodotti finiti,che vengono dotati di sensori che li identificano e ne rilevano costantemente posizione, stato e attività. I dati raccolti vengono analizzati per migliorare la capacità produttiva, l’efficienza, la sicurezza e la continuità operativa. Gli operatori sono affiancati da robot collaborativi e nuove interfacce uomo-macchina (HMI) ne potenziano la capacità ese- cutiva e decisionale. Per fare Industria 4.0 non è quindi sufficiente adottare alcune tecnologie innovative, ma è anche necessario in- tegrare le risorse per generare valore aggiunto, riducendo le inefficienze, va- lorizzando la conoscenza e miglioran- do la capacità di pianificare e reagire. Un forte impatto sull’organizzazione Per realizzare un piano di sviluppo ver- so Industria 4.0 è necessario conside- rare alcuni aspetti che possono avere pesanti riflessi organizzativi:non è suffi- ciente introdurre qualche macchinario tecnologicamente avanzato,ma si deve avere la capacità di combinare diverse tecnologie per integrare il sistema di fabbrica e le filiere produttive,arrivan- do a un sistema integrato. Per imple- mentare con successo un programma di digitalizzazione è necessario passare quindi da un modello d’impresa tipica- mente imprenditoriale a un modello più manageriale di impresa intelligen- te, poiché la trasformazione digitale coinvolgerà ogni livello organizzativo delle aziende e molti processi azien- dali. È necessario cambiare e in alcuni casi ridisegnare l’impresa, con una tra- sformazione culturale e gestionale che coinvolge tutto il personale, a partire dai responsabili. Una trasformazione difficile, ma necessaria. Gli addetti alla produzione, oltre alle abilità manuali, dovranno possedere un bagaglio specifico di capacità con- tinuamente aggiornate, funzionale a sostenere l’evoluzione del business. Il blue collar 4.0 dovrà essere poliva- lente e cooperativo, mentre al white collar 4.0 saranno riservati compiti di più alto profilo e con più elevati livelli di responsabilità. È quindi necessario puntare sulla creatività dei lavoratori e sulle loro competenze, soft e digital, applicando i principi di life long lear- ning. I modelli organizzativi saranno meno verticalizzati e più orizzontali, e i manager dovranno comprendere non solo l’evoluzione e le complessità del mercato, ma anche individuare le LA NUOVA ORGANIZZAZIONE NELLE AZIENDE DI PRODUZIONE 90 settembre 2017 Giancarlo Magnaghi Consulente g.magnaghi@studiomagnaghi.it INDUSTRIA 4.0
  2. 2. migliori soluzioni produttive e dare valore al lavoro in team. Purtroppo, molte imprese, soprattutto PMI, non possiedono e non sono in grado di sviluppare le competenze tecniche e gestionali connesse alle nuove tec- nologie digitali e ai nuovi modelli di business. Il modello WCM Negli ultimi anni, molte grandi cor- poration multinazionali hanno imple- mentato i propri sistemi ottimizzati di organizzazione e standardizzazione dei processi detti XPS (Company-speci- fic Production System), generalmente ispirati al Toyota Production System, con l’obiettivo di migliorare la propria competitività.Poiché realizzare un XPS è estremamente complesso e costo- so, alcune grandi multinazionali hanno realizzato in collaborazione il modello WCM (World Class Manufacturing) o produzione di classe mondiale, che può essere visto come una piattaforma unificata che facilita l’implementazione degli XPS aziendali e le interazioni tra i grandi gruppi. Obiettivo del WCM è quello di rea- lizzare i prodotti in maniera più rapi- da, economica, con maggiore qualità, sicurezza e soddisfazione del perso- nale addetto, dei fornitori e dei clien- ti, e rappresenta l’evoluzione e l’inte- grazione di metodologie e di logiche sviluppate dagli anni ’50 agli anni ‘80, come Lean Manufacturing (Produzione Snella), JIT (Just inTime), QRM (Quick Response Manufacturing ),TPM (Total Productive Maintenance),TQM (Total Quality Management) e Six Sigma, a cui si aggiunge un’attenta valutazione delle perdite e degli sprechi e con- trollo dei costi (Cost Deployment).Le attività di tutti i team sono orientate alla realizzazione di progetti Kaizen con l’obiettivo di azzerare le perdite e le loro cause: zero incidenti, zero difetti, zero guasti, zero scorte, zero reclami, per ottenere la soddisfazione del cliente e degli stakeholder e, in generale, la riduzione dei costi azien- dali. Kaizen è la composizione dei due termini giapponesi KAI (cambiamento, miglioramento) e ZEN (buono,miglio- re),e significa miglioramento continuo mediante un rinnovamento a piccoli passi,giorno dopo giorno,incoraggian- do ogni persona ad apportare piccoli cambiamenti il cui effetto complessi- vo migliora l’intera organizzazione. La forza del WCM deriva dal coinvolgi- mento delle persone a tutti i livelli, dagli operai ai manager, e si realizza nel posto di lavoro, non in uffici lonta- ni dalla produzione.Aderire al WCM significa ripensare il processo produt- tivo e ottimizzare non solo i processi di produzione, ma anche tutto il ciclo di vita del prodotto: movimentazioni, scorte, controlli, manutenzioni, gestio- ne della supply chain sino alla proget- tazione e modellazione dei processi operativi. Tutte le fasi che accompa- gnano il prodotto, dall’inizio alla fine, devono concorrere a ‘creare valore’, cioè qualcosa per cui il cliente finale è disposto a pagare. Questo richiede notevoli investimenti in ricerca, inno- vazione organizzativa e tecnologica, formazione continua del personale e dell’ecosistema industriale. Gli aspetti tecnologici delWCM si integrano con il modello Industria 4.0,che prevede la digitalizzazione dei processi produttivi tramite le già citate tecnologie abilitan- ti: stampa 3D, robotica avanzata, siste- mi di simulazione e di realtà virtuale/ aumentata, collegamento continuo di tutti gli oggetti,le macchine e le perso- ne tramite reti IoT.Tutte le azioni sono valutate per la loro capacità di incidere sulle performance di processo, attra- verso la valutazione reale dei benefici delle soluzioni al fine di garantire la sostenibilità dello sviluppo industriale dell’azienda.Il modelloWCM è adatto alle grandi imprese multinazionali ed è troppo complesso e impegnativo per potere essere implementato in modo completo nelle PMI, ma offre spunti di sicuro interesse e una filosofia ge- nerale che può ispirare anche modelli organizzativi più semplici. Una esperienza italiana La strategiaWCM fu personalizzata e importata in Italia nel 2005 dal gruppo Fiat, oggi FCA (Fiat Chrysler Automo- biles) e ha contribuito alla rinascita del gruppo automobilistico.Tutte le società del gruppo Fiat hanno partecipato al nuovo viaggio verso l’eccellenza opera- tiva: Fiat, Maserati, Lancia,Alfa Romeo, Magneti Marelli,Teksid,Comau e in se- guito anche Iveco e Chrysler. FCA ha quindi coinvolto anche l’intera supply chain,per poi estendere l’applicazione anche ad altre società appartenenti a differenti settori industriali, tra cui Royal Mail, Ariston Thermo,Whirpo- ol e Elica (elettrodomestici), Unilever (beni di largo consumo),offrendo loro supporto formativo e coaching sulle metodologie World Class attraverso una business line dedicata al WCM Training & Consulting. 91settembre 2017 INDUSTRIA 4.0

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