B approfondimento 11 aprile analisi chimiche di base

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B approfondimento 11 aprile analisi chimiche di base

  1. 1. ANALISI CHIMICHE DI BASE APPROFONDIMENTO TRATTO DA: “Compendium of international methods of analysis, OIV”. Sovrapressione in bottiglia a 20°C: Lo scopo di tale analisi è quello di determinare la sovrapressione dell’anidride carbonica nei vini frizzanti. Dopo la stabilizzazione termica a 20°C, la bottiglia viene agitata vigorosamente per permettere che la pressione all’interno della stessa sia uniforme e si prosegue con la misurazione della stessa. Nonostante la normativa vigente imponga l’utilizzo di afrometri meccanici per misurare la sovrapressione nelle bottiglie, in via sperimentale, è stato utilizzato un afrometro laser “L.sensor.CO2”; questo esegue la misura sfruttando l’assorbimento della luce infrarossa da parte della molecola dell’anidride carbonica; durante la misura infatti, il campione viene attraversato da un fascio laser IR che viene attenuato a causa della presenza di CO2. La lunghezza d’onda del laser viene modificata per scansionare alcune righe di assorbimento del gas d’interesse. Dalla misura di quantità e forma dell’attenuazione si ottengono le informazioni utili al calcolo di pressione e concentrazione. In particolare, si sfrutta la tecnica spettroscopica diretta detta Tdlas (Tunable Diode Laser Absorption Spectroscopy). In questa attività vengono impiegati laser accordabili in lunghezza d’onda tipo Vcsel (Vertical Cavity Surface Emitting Laser), sviluppati con procedimenti nanotecnologici e caratterizzati dalla semplicità, compattezza ed affidabilità tipica del laser a semiconduttore, ma hanno una banda spettrale molto stretta ed accordabile in frequenza modulando la corrente di alimentazione. Il laser viene sintonizzato in lunghezza d’onda a scandire alcune righe di assorbimento del gas in oggetto della misura. Si valutano la larghezza della riga (legata all’allargamento di pressione) e la sua intensità (legata alla quantità di gas presente nel campione MATERIALI E METODI oggetto della misura). Non è necessario tarare lo strumento prima di ogni misurazione in quanto L.sensor.CO2 viene tarato in fase di produzione utilizzando una complessa serie di acquisizioni di campioni noti con differenti concentrazioni di CO2 e pressioni. La taratura così acquisita è definitiva e non ha scadenza. Lo strumento dispone inoltre di una procedura di auto ricalibrazione che entra automaticamente in funzione ad ogni misura e verifica la corretta taratura dei parametri fondamentali dello strumento. Inoltre questo strumento, a differenza dell’afrometro analogico, permette di effettuare la misura senza compromettere il contenuto della bottiglia in maniera non invasiva. Lo strumento fornisce misure circa: - pressione totale (espressa in bar assoluti) interna alla bottiglia nelle condizioni di temperatura a cui si trova la bottiglia al momento della misura. - concentrazione di anidride carbonica interna alla bottiglia; tale valore è indicato dallo strumento come pressione parziale (espressa in bar assoluti) di tale gas alla temperatura a cui si trova la bottiglia. Lo strumento calcola e visualizza anche i seguenti dati: - pressione totale (espressa in bar assoluti) interna alla bottiglia riportata a 20°C - pressione parziale di anidride carbonica (espressa in bar assoluti) interna alla bottiglia riportata a 20°C - concentrazione di anidride carbonica disciolta nel liquido sottostante, in g/l
  2. 2. La pressione riportata a 20°C viene ricavata indirettamente dalle pressioni misurate utilizzando la seguente proporzione: MATERIALI E METODI dove: Pt = pressione alla temperatura corrente P20 = pressione riportata a 20°C KHt = coefficiente di Henry alla temperatura corrente K = coefficiente di Henry a 20°C H2O I coefficienti di Henry sono ricavati dalla seguente formula: Dove T è la temperatura a cui si vuole ricavare il coefficiente. Degasamento del vino a pressione ridotta: E’ stata effettuata mediante filtro di carta per caduta del vino che viene raccolto all’interno di beute e poi campionato per effettuare le successive prove di: -Acidità volatile -Acidità totale -Titolo alcolometrico -Glucosio e fruttosio Acidità Volatile (in acido acetico): (OIV-MA-AS313-02 R2009) L’acidità volatile è costituita dagli acidi appartenenti alla serie acetica che si trovano nel vino allo stato libero o come sali. Il principio del metodo è quello della titolazione degli acidi volatili separati MATERIALI dal vino per trascinamento in corrente di vapore d’acqua e condensazione dei vapori. E METODI Apparecchiature: Apparecchio di distillazione in corrente di vapore di acqua composto da: - un generatore di vapore che utilizza acqua esente da biossido di carbonio un gorgogliatore una colonna di rettifica un refrigerante Preparazione del campione e distillazione: 20 ml di vino degasato, prelevati con una pipetta doppia tacca tarata di classe A, sono stati versati nell’ampolla da distillazione da 500 ml del distillatore Super DEE e distillati in corrente di vapore dopo aver aggiunto al campione circa 0.5 g di acido tartarico cristallizzato che ha lo scopo di spostare l’equilibrio chimico dell’ambiente a favore dell’acido acetico: si raccolgono circa 250 ml di distillato.
  3. 3. Titolazione: Titolare la soluzione con 0.1 M di idrossido di sodio in presenza di due gocce di soluzione di fenolftaleina. Aggiungere quattro gocce di acido cloridrico diluito ¼, 2 ml di salda di amido ed alcuni cristalli di ioduro di potassio. Titolare il biossido di zolfo libero con la soluzione 0.005 M di iodio. Aggiungere la soluzione satura di tetraborato di sodio sino al ritorno del colore rosa. Titolare il biossido di zolfo combinato con la soluzione 0.05 M di iodio. La titolazione è stata effettuata mediante l’ausilio di un titolatore automatico “Quick” il quale esegue la determinazione dell’acidità volatle (lorda e corretta) seguendo la procedura riportata dal regolamento CEE n.2676/90. MATERIALI E METODI Reazione: Reattivi per quick Soluzione di fenoftaleina all’1% in alcol neutro al 96% vol. (indicatore) Soluzione 0.1 M di idrossido di sodio (NaOH) Acido solforico diluito 1:3 v:v Salda d’amido 5 g/l Iodio N/50 Soluzione satura di tetraborato di sodio (Na2B4O7, 10H2O) = 55 g/l a 20°C Prima di effettuare il processo analitico è stata eseguita una verifica della titolazione utilizzando 50 ml di una soluzione di acido acetico 0.6 g/l.L’acidità volatile, espressa in grammi di acido acetico per litro, viene calcolata con due cifre decimali: Acidità volatile = 0.300 (n-0.2n’ – 0.1 n”) Dove: - n =ml di NaOH 0.1N utilizzati nella titolazione - n’ =ml di I2 0.02 N utilizzati nella titolazione della anidride solforosa libera - n”= ml di I2 0.02N utilizzati nella titolazione della anidride solforosa combinata. o più semplicemente: MATERIALI E METODI Titolo Alcolometrico Volumico (TAV) % vol. (OIV-MA-AS312-01 R2009 4.C) E’ pari al numero di litri di etanolo contenuti in 100 litri di vino. Questi volumi si intendono entrambi misurati alla temperatura di 20°C. Il principio del metodo consiste nel distillare il vino
  4. 4. volume per volume al fine di eliminare le sostanze non volatili. Il titolo alcolometrico è stato misurato per densimetria utilizzando la bilancia idrostatica che sfrutta il principio di Archimede ρ = m / V, per il vino, è espressa in g / ml. Reattivi per TAV Sospensione di idrossido di calcio 2M Calcio ossido Acqua distillata Antischiuma siliconico 2% Soluzione idroalcolica di riferimento 10% Alcol etilico assoluti Strumenti Distillatore “super DEE” Bagno termostatato Bilancia idrostatica a singolo piatto “super alcomat” con precisione di 1mg Galleggiante con almeno 20 ml di volume, appositamente predisposto, sospeso da un filo di diametro inferiore o uguale a 0,1 mm Provetta cilindrica con indicatore di livello. Il galleggiante deve riempire completamente il volume della provetta sopra l’indicatore, solo il filo passa attraverso l’occhiello. La provetta cilindrica con un diametro interno di 6 mm sopra il galleggiante. Termometro con almeno 10 graduazioni da 10°Ca 40°C tarato a +/- 0.05°C Peso calibrato da un organismo di certificazione riconosciuto MATERIALI E METODI Procedimento: In seguito a degasamento dei vini mediante filtro di carta si sono prelevati 100 ml esatti di vino in matraccio tarato di classe A. Il contenuto è stato poi versato in un pallone da distillazione da 500 ml e risciacquato due volte il matraccio aggiungendo l’acqua utilizzata nel pallone di distillazione. Sono stati aggiunti circa 10 ml di sospensione di idrossido di calcio 3 M e due gocce di soluzione di silicone antischiuma. In seguito alla distillazione sono stati raccolti circa 80 ml di distillato e portato a volume (100 ml) con acqua distillata. Il controllo del corretto funzionamento della bilancia idrostatica utilizzata per la misura del distillato idroalcolico, è stato poi effettuato misurando la soluzione idroalcolica di riferimento a titolo noto secondo il seguente procedimento: viene riempita una provetta fino alla tacca, vengono immersi un densimetro accuratamente pulito ed asciugato ed una sonda termica tarata per la misura della temperatura del liquido; il titolo alcolometrico così determinato deve corrispondere a quello certificato entro l’intervallo definito dall’incertezza di misura. In maniera analoga è stato determinato il TAV dei campioni versando il distillato nella provetta, immergendo il pescante ed il termometro in dotazione con la strumentazione per verificare la temperatura a 20°C. Lo strumento fornisce indicazioni in merito al TAV. Massa Volumica a 20°C E Densità Relativa a 20°C (OIV MA-AS2-01° R2012 Met.5) La massa volumica è il rapporto fra la massa di un certo volume di vino a 20°C ed il volume stesso. Si esprime in grammi per millimetro ed il suo simbolo è ƿ20°C. La densità relativa a 20°C o densità 20°C/20°C è il rapporto espresso in numeri decimali fra la massa di un certo volume di vino a 20°C e la massa dello stesso volume di acqua alla stessa temperatura ed il suo simbolo è d20°C.
  5. 5. Reattivi Soluzione idroalcolica di riferimento 10% Alcol etilico assoluto Acqua bidistillata Strumenti: Matraccio 100cc per misure densimetriche Bagno termostatico Bilancia idrostatica “Super Alcomat” Procedimento: MATERIALI E METODI In seguito a degasamento dei vini mediante un filtro di carta si sono prelevati circa 100 ml di vino in matraccio tarato di classe A. Questo è poi stato posto all’interno di un bagno termostatato a 20°C per almeno 30 minuti. Il campione è poi stato versato nella provetta cilindrica della bilancia idrostatica sino alla tacca; nella stessa è stato immerso il densimetro precedentemente pulito con acqua distillata e la sonda termometrica tarata per la verifica della temperatura che deve essere di 20°C ± 0.5°C. Lo strumento in uso fornisce la densità del campione alla temperatura di lettura e la densità relativa a 20°C. La massa volumica a 20°C del campione in esame si ottiene moltiplicando la densità relativa a 20°C per 0.9982 e si esprime in g/cm3. Estratto secco non riduttore (OIV MA-F-AS203B R2012) Si intende l’insieme di tutte le sostanze che, in condizioni fisiche determinate, non volatilizzano. Il metodo ufficiale europeo è densimetrico (Regolamento CEE N.2676/90 Allegato 4: Estratto secco totale). Viene calcolato indirettamente in base al valore della densità del vino dealcolizzato, cioè del vino dal quale è stato eliminato l’alcool e che è stato riportato al volume iniziale con acqua distillata. L’estratto secco non riduttore è uguale all’estratto secco totale al quale sono stati sottratti gli zuccheri riduttori (glucosio più fruttosio). Questo estratto secco è espresso in termini di quantità di saccarosio che, disciolto in acqua e portato ad un volume di un litro, da una soluzione avente la stessa gravità del vino senza alcol. Reattivi Acqua distillata Strumenti: Matraccio di Kihlrausch tarato da 100 ml classe A Distillatore “super DEE” Bilancia idrostatica “Super alcomat”.
  6. 6. MATERIALI E METODI Procedimento: L’estratto secco totale viene calcolato indirettamente mediante la seguente formula: dr = dv - da + 1.000 dove: dv : gravità specifica del vino a 20°C da: gravità specifica a 20 °C di una soluzione idroalcolica con lo stesso valore del vino ottenuta usando la formula: dr = 1.00180** (rv - ra) + 1.000 dove: rv la densità del vino a 20°C ra: densità a 20 °C di una soluzione idroalcolica con lo stesso valore del vino ricavata dalla Tavola (allegato) Glucosio e Fruttosio (OIV-MA-AS311-02 R2009) Glucosio e fruttosio possono essere determinati individualmente utilizzando un metodo enzimatico con il solo scopo di calcolare il rapporto tra glucosio e fruttosio. Principio: Glucosio e fruttosio vengono forsforilati grazie all’adenosina trifosfato (ATP) durante una reazione enzimatica catalizzata dall’esochinasi (HK), la quale produce glucosio 6-fosfato (G6P) e fruttosio6-fosfato (F6P). ↔ MATERIALI E METODI Il G6P è prima ossidato a gluconato-6fosfato dalla nicotinamide adenina dinucleotide fosfato (NADP) in presenza dell’enzima G6P deidrogenasi (G6PDH). La quantità di NADPH (forma ridotta) prodotta è direttamente proporzionale al G6P e quindi al glucosio iniziale.La NADP è determinata mediante il suo assorbimento a 340 nm. Alla fine di questa reazione il F6P è convertito in G6P dall’azione della fosfoglucosio isomerasi (PGI). Il G6P reagisce nuovamente con NADP per dare gluconato-6-fosfato e ridurre la NADP con la determinazione di quest’ultima. Wineflow: analizzatore enologico multiparametrico Per effettuare la determinazione di glucosio e fruttosio ci si è serviti di Wineflow, uno strumento multiparametrico concepito, dal momento che si tratta di uno spettrofotometro dotato, oltre che di detector anche di celle di reazione, diversificate per tipologia di prova, per effettuare circa 20 determinazioni su vini e mosti sfruttando reazioni colorimetriche, enzimatiche o chimiche. Per le prove su vini da sottoporre a degustazione per il conferimento della DOC, Wineflow è stato utilizzato solo per la prova “glucosio e fruttosio”, secondo le prescrizioni della normativa cogente nel settore enologico. Lo strumento si compone di : 1. un autocampionatore termostatato per garantire che le reazioni avvengano a temperatura costante, fattore fondamentale per il corretto andamento delle reazioni enzimatiche
  7. 7. 2. una cella di quarzo con cammino ottico da 1 cm, utilizzata per la lettura del campione MATERIALI E il campione 3. una micro siringa tarata, per diluire i campioni, dosare i reattivi e prelevareMETODI reagito per la misura spettrofotometrica 4. un alloggiamento refrigerato per la conservazione, anche per lunghi periodi dei reattivi. Procedimento I campioni di vino, in seguito a decolorazione parziale con carbone vegetale, vengono posti nell’autocampionatore includendo anche campioni di standard a titolo noto, per effettuare un controllo sul funzionamento dello strumento; calcolata la diluizione dei campioni necessaria a mantenere la concentrazione prevista di zuccheri nell’intervallo compreso tra 0 e 4 g/l vengono inserite nell’autocampionatore le provette necessarie alla diluizione e i rack (micro recipienti in cui avviene la reazione vera e propria) necessari; vengono aggiunti i reattivi necessari in proporzione al numero di campioni. Si procede con l’impostazione dell’autozero verificando che i valori di assorbanza misurati rientrino nell’intervallo ± 5% rispetto ai valori ottenuti nell’autozero precedente. Compiute queste operazioni, lo strumento procede in automatico e dopo un periodo di tempo stimabile in circa 20 minuti per una batteria di circa 20 campioni, fornisce il risultato analitico sulla concentrazione di glucosio e fruttosio del campione espresso in g/l. La concentrazione di fruttosio, stimabile in circa 1% del valore totale, è considerata fattore trascurabile per il risultato ottenuto. Anidride Solforosa Totale (OIV-MA-AS323-04B R2009) La anidride solforosa libera è definita come il biossido di zolfo presente nel mosto o vino nelle forme seguenti: H2SO3, HSO3, il cui equilibrio in funzione del pH e della temperatura è: H2 SO3 H+ + HSO3 MATERIALI E METODI H2SO3 rappresenta l'anidride solforosa molecolare. L’anidride solforosa totale è definita come l'insieme di tutte le varie forme di anidride solforosa presenti nel vino, sia allo stato libero o combinato con i loro componenti. Viene utilizzata in diverse fasi della produzione del vino grazie alle sue proprietà antiossidanti ed antimicrobiche. La anidride solforosa libera è determinata per titolazione diretta con iodio. L'anidride solforosa combinata è successivamente determinata mediante titolazione iodometrica dopo idrolisi alcalina. Questo, aggiunto alla anidride solforosa libera, costituisce l'anidride solforosa totale. Reagenti: EDTA: ethylenediaminetetraacetic acid, di-sodium salt Soluzione di idrossido di sodio 4M (160g/L) Acido solforico diluito: 10% acido solforico (ƿ20 = 1.84 g/mL) diluito 10% (v/v) Salda d’amido: 5g/L Soluzione iodata 0.025 M Standard SO2 Potassio ioduro Sono stati dispensati 50 ml di vino insieme ad una punta di spatola di potassio ioduro in un beaker da 100 ml e preparato lo standard per la calibrazione dello strumento. L’analisi è stata effettuata mediante l’utilizzo del titolatore potenziometrico automatico provvisto di: - sensore: elettrodo pH burette per l’aggiunta dei reattivi titolanti agitatore ad elica
  8. 8. i risultati vengono forniti in termini di anidride solforosa libera e totale in mg/L. MATERIALI E METODI Acidità Totale (in acido tartarico) (OIV-MA-AS313-01 R2009 Met.5.2) L'acidità totale è la somma delle acidità titolabili che si porta a pH 7 per addizione di una soluzione di NaOH a titolo noto. Bisogna porre particolare attenzione nell’eliminare la CO2 in quanto al pH del vino si trova sotto forma di acido carbonico (CO32-), per cui è da considerarsi un interferente. Oltre a dover rispettare i limiti di legge previsti per la tipologia di vino, la corretta gestione dell’acidità totale permette di ottenere vini con gusto equilibrato e piacevole. Reattivi Soluzione 0,1 M di idrossido di sodio (NaOH) Acqua distillata Apparecchiature: Titolatore titrimetrico “Mettler Toledo” Procedimento: Il metodo sfrutta il pH-metro potenziometrico per definire la fine della reazione. Lo strumento è stato calibrato prima di ogni analisi utilizzando due buffer solution a pH 4 e pH 7 a 20°C. All’interno di un beaker sono stati poi introdotti 10 ml di vino e 50 ml di acqua distillata e posti nel titolatore. Quest’ultimo, utilizzando la buretta corrispondente, aggiunge la soluzione 0,1 M di idrossido di sodio sino a portare il pH a 7 a 20 °C. Sia n il numero di ml di NaOH 0,1 M utilizzati. Risultati: MATERIALI E METODI Acidità totale (in acido tartarico g/l) = ml NaOH 0,1 N impiegati x 0,75 L'acidità totale, espressa in milliequivalenti per litro, sarà A = 10 n il valore è dato con una cifra decimale. L'acidità totale, espressa in grammi di acido tartarico per litro, sarà: A′ = 0,075 × A il valore è dato con una cifra decimale. r = 0,9 meq/l r = 0,07 g di acido tartarico/l R = 5,1 meq/l R = 0,4 g di acido tartarico/l. pH Il pH è la misura della concentrazione di ioni idrogeno o dell’acidità della soluzione analizzata. Generalmente il pH aumenta con il grado di maturazione dell’uva. Principio: La determinazione mediante elettrodo combinato è basata sulla misura della differenza di potenziale ai capi di una catena galvanica (pila elettrochimica) costituita da un elettrodo sensibile all’attività degli ioni idrogeno e da un elettrodo di riferimento. Come sensore è stato utilizzato un elettrodo a vetro combinato con opportuno elettrodo di riferimento. Non essendo possibile misurare l'attività dello ione H3O+, il pH è stato convenzionalmente definito nel modo seguente: dove: pHs è il pH di una soluzione tampone
  9. 9. ES è il potenziale dell'elettrodo di misura quando è immerso nella soluzione tampone E è il potenziale dell'elettrodo di misura quando è immerso nella soluzione di cui si vuole MATERIALI E METODI misurare il pH F è la costante di Faraday (23,060 cal / V equivalente) R è la costante dei gas perfetti (1,987 cal / °C mole) T è la temperatura assoluta in gradi Kelvin. La titolazione potenziometrica è una metodica analitica che permette di ricavare indirettamente la concentrazione della sostanza in esame misurando la variazione del potenziale elettrochimico di cella in seguito all'aggiunta di un titolante. Durante la titolazione potenziometrica viene ottenuta una curva a sigmoide, del quale interessa ricavare il punto di flesso o "punto di equivalenza". Tale punto viene determinato utilizzando il metodo della derivataprima o meglio ancora della derivata seconda, più precisi rispetto alla classica estrapolazione grafica della curva sigmoide. Reattivi Soluzione 0,1 M di idrossido di sodio (NaOH) Standard a pH 4 Standard a pH 7 Strumenti Titolatore potenziometrico automatico Mettler Toledo Procedimento: Sono stati prelevati 60 ml di vino in seguito a degasamento, in un beaker e posti nel titolatore potenziometrico automatico “Mettler Toledo” previa calibrazione dell’elettrodo utilizzando gli standard a pH 4 e pH7. MATERIALI E METODI La AAS per lo studio dei metalli pesanti La spettrofotometria di assorbimento atomico (Atomic Absorption Spectrophotometry, AAS) è una tecnica analitica impiegata per la determinazione qualitativa, ma soprattutto quantitativa di ioni metallici in soluzione. Questa si basa sulla misura delle transizioni elettroniche per eccitazione radioattiva (hʋ) che sono caratteristiche per ogni atomo. In questo studio è stato utilizzato uno spettrofotometro ad assorbimento atomico della serie Aanalyst 400 prodotto dalla Perkin Elmer. Per determinare la quantità di un elemento in soluzione si atomizza il campione in cui è contenuto, e si eccitano i suoi atomi con radiazioni di opportuna lunghezza d’onda per poi misurare la radiazione assorbita. L’assorbimento, che dipende dal numero di atomi nello stato fondamentale, è direttamente proporzionale all’intera popolazione di atomi presenti sul cammino ottico della radiazione e quindi alla concentrazione dell’elemento nel campione. In queste condizioni l’assorbimento atomico, sia pure in un intervallo ristretto segue una legge analoga a quella di Lambert Beer: A= ricordando che: A= - x è il coefficiente spettrale di assorbimento atomico, che caratterizza la riga di risonanza analitica
  10. 10. - b è lo spessore dello strato assorbente (il cammino ottico della radiazione) N è il numero totale di atomi liberi I0 è la radiazione entrante (di riferimento) MATERIALI E METODI I è la radiazione uscente In questo modo è possibile stabilire una relazione lineare fra la concentrazione di una specie chimica in soluzione e il suo assorbimento della radiazione ad una ben determinata lunghezza d’onda. Strumentazione Lo strumento in uso si compone di: - - Una serie di lampade a catodo cavo costituite da un catodo cilindrico cavo, composto o ricoperto dallo stesso elemento da analizzare o da una sua lega. Il bulbo della lampada è in vetro con una finestra di quarzo trasparente alle radiazioni, mentre l'interno è riempito con neon o argon. Per la determinazione dei metalli in esame è stata utilizzata una lampada multi elemento in grado di emettere alle lunghezze d’onda tipiche di Fe, Cu, Mn, Zn. Un atomizzatore a fiamma composto da un bruciatore a flusso laminare con premiscelatore che utilizza una miscela ossi-acetilenica in grado di raggiungere temperature prossime ai 2125/2400°C in grado di trasformare gli ioni metallici in ioni allo stato eccitato. Un rilevatore composto da un fotomoltiplicatore il quale amplifica, sfruttando l’effetto fotoelettrico, il segnale proveniente dalla sorgente. Il segnale all’uscita di questi dispositivi è direttamente proporzionale all’intensità della radiazione che lo produce, ma fortemente amplificato dalla sequenza di dinodi. La determinazione quantitativa dei singoli metalli è MATERIALI E METODI stata effettuata per misura dell’assorbimento dell’energia radiante daparte dell’atomo calcolata rispetto all’energia emessa dalla lampada a catodo cavo: l’attenuazione può essere correlata alla concentrazione. E’ stato utilizzato un software fornito dalla Perkin Elmer il quale consente, mediante un’interfaccia grafica, di comandare lo strumento e fornisce informazioni circa la retta di taratura ed il funzionamento/interazione tra i vari moduli che compongono lo strumento stesso. Analisi dei metalli E’ necessario calcolare una curva di taratura utilizzando come bianco un campione di acqua deionizzata appositamente controllata per l’analisi di metalli in tracce e soluzioni standard a titolo noto preparati con soluzioni di riferimento tracciabili NINST e diluite ai valori compatibili con il campo di lettura che si prevede per i campioni come mostrato in tabella. STD 1 STD 2 STD 3 STD 4 Fe ppm 1 2 / / Zn ppm 1 2 5 / Cu ppm 0.3 1.2 1.5 2 Mn ppm 1 2 5 / Il valore del bianco verrà poi sottratto ai valori di assorbanza sia degli standard che dei campioni. Per ciascuno standard lo strumento effettua letture in continuo e fornisce un valore derivante dalla media dei due valori registrati ad intervalli di due secondi. La taratura è da considerarsi accurata per un coefficiente di correlazione, R, uguale o maggiore di 0,998. Una volta ultimata la calibrazione dello strumento con gli standard a concentrazione nota dell’elemento da analizzare, e selezionata la lampada a catodo cavo, con il catodo dell’elemento corrispondente, si procede con l’analisi della serie di campioni precedentemente diluiti con acqua
  11. 11. deionizzata 1:5 per le analisi di Fe, Mn, Zn ed interi per le analisi del Cu, e posti all’interno di MATERIALI E METODI provette. Determinazione delle caratteristiche cromatiche del vino: La spettrofotometria di assorbimento permette, attraverso lo studio delle radiazioni assorbite e dell'intensità dell'assorbimento delle varie sostanze, di effettuare rapide e precise analisi sia qualitative che quantitative. Per la determinazione del colore del vino ci si è serviti di uno spettrofotometro a doppio raggio prodotto dalla Perkin Elmer mod. λ 35 effettuando una analisi qualitativa. A tal fine si fa uso di raggi policromatici a spettro continuo, poi separati tramite monocromatori nelle varie componenti (radiazioni monocromatiche). Le singole radiazioni monocromatiche di tale raggio attraversano, una alla volta, la sostanza in esame, la quale assorbirà con diversa intensità le diverse radiazioni. Riportando i valori registrati in un grafico lunghezza d'onda-assorbimento, si ottiene lo spettro di assorbimento della sostanza esaminata. Lo strumento, il cui schema è illustrato in figura, è composto da: - una sorgente luminosa al Deuterio e Tungsteno pre allineate con switch-over automatico -un monocromatore in grado di scomporre la radiazione luminosa migliorando la specificità e sensibilità del dosaggio(Seya Namioka) -due slit che focalizzano i raggi sul monocromatore e sul sistema ottico modificando, se necessario, la banda passante - due porta cuvette con alloggiamento per cuvette da 1 mm uno per il bianco ed uno per il capione -un fotomoltiplicatore MATERIALI E METODI Lo strumento è inoltre dotato di un software, Wine colour analysis, il quale avvia una scansione dai 380 nm ai 780 nm ad una velocità di 960 nm/min e fornisce i risultati numerici e grafici circa: l’A420 nm, A520 nm, A620 nm, Color Intensity, Wine Hue, Tristim X, Tristim Y, Tristim Z, x value, y value, L*a*b*, Cab*, S, Q, hab*, hab*1 e hab*2. Il campione è stato prelevato subito dopo l’apertura delle bottiglie ed analizzato entro le 24 ore successive per evitare l’ossidazione del vino e la possibile alterazione della componente cromatica. Sono state utilizzate cuvette in quarzo ad accoppiamento ottico di 1mm in cui è stato posto il bianco, acqua deionizzata, ed il campione. La cuvetta contenente quest’ultimo è stata opportunamente sciacquata con soluzione idroalcolica ed avvinata prima di ogni prova per ogni singolo capione. E’ necessario eseguire l’autozero prima di iniziare la batteria di misurazioni e, compilata la scheda di lavoro, si procede ad analizzare tutti i campioni.

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