Raccoglitori    di  residui Una panoramica globale    sul primo anello       del circuito      del riciclaggio            ...
Traduzioni:       Cecilia Ruberto          Gráfica:       Lorena Díaz      Lucia Fernández       Con il sostegno di:* Coll...
Dedicato ai riciclatori mortinella discarica di città del Guatemala                    il 20 Giugno 2008.
Raccoglitori di residui:      una panoramica globale sul primo       anello del circuito del riciclaggioA cura di    Lucia...
Un sincero ringraziamento alle associazioni che                               hanno sostenuto                             ...
fax: +41 71 228 54 55Email: cwg.secretariat@skat.chL’associazione proponente Reorient Onlus attiva da più di tredici anni ...
Sede operativa: Città dell’AltraeconomiaE-mail reorient@reorient.itRetos al Sur è un’associazione senza fini di lucro che ...
PrologoLe discarica del mondo luogo di miseria e di speranza nel                             ventunesimo secolo.Riccardo T...
un villaggio turistico, bensì una bidonville cresciuta sopra un acquitrinodove gli allagamenti sono puntuali come le piogg...
anno     sta lavorando in Uruguay, per promuovere e rafforzare                      piccolecooperative di “clasficadores d...
Indice                                                                                     Pag.BIOGRAFIE AUTORIPoornima Ch...
residui solidi urbani nei paesi a basso medio-reddito e i loro limitiLa formazione di cooperative                         ...
urbaniCollegando i circuiti                                                                       84Conclusioni           ...
Il settore tradizionale e informale – il più grande datore di lavoro in                   129Egitto per il trattamento dei...
La dispersione come punto di partenza                                                     183Convivenza di paradigmi      ...
Notizie sugli AutoriRIORGANIZZANDO IL DISORGANIZZATO. India 2003Il caso studio di Kagad Kach Patra Kashtakari Panchayat (l...
Pablo J. Schamber: Antropologo. Docente Ricercatore presso l’UniversitàNazionale di Lanùs. Consulente per la gestione dei ...
costituito da studi di economia, di scienze politiche sia al Cairo che pressol’Università di Berkeley e presso la Columbia...
RACCOGLITORI DI RESIDUI. Italia 2008Uno sguardo generale: chi sono, come lavorano e prospettive future.Estratto dalla Tesi...
PresentazioneQuesto dossier è il risultato della collaborazione di diverse persone, èl’incontrarsi di realtà differenti e ...
IntroduzioneQuesta raccolta di scritti sul tema del waste picking, a cura di CeciliaRuberto e Lucia Fernandez Gabard, si p...
omogenei, fortemente sentiti e, oggi, sempre più strutturati, che siconcretizzano in proposte rivolte ai politici, alle im...
L’attività svolta dal KKPKP è stata sin dall’inizio fondamentale per lanascita di una forte e sentita identità condivisa, ...
sopravvivere e, come nel caso del Cairo, creare dei circoli di riuso e riciclosostenibili e proficui.Il contributo dell’au...
delineare quali siano le problematiche sociali di queste persone. In Romaniaper esempio quasi l’80% dei waste pickers è co...
cartoneros” (Birkbeck, 1979: 386). Le industrie, a modo loro dipendonodagli intermediari, per questo spesso supportano eco...
Il caso studio italiano, a cura di Pietro Luppi, ci introduce a una realtà chepresenta punti di forti somiglianze e caratt...
ridimensionamento, moltissimi venditori sono stati allontanati, apportando aquesto mercato un danno gravissimo, così come ...
La molteplicità delle potenze desiderate è pensata dal basso come unafigura che faccia di sé un soggetto politico: la molt...
di articolazione delle organizzazioni negli anni precedenti, hanno iniziato aviaggiare per il continente, esplorando nuovi...
Raccoglitori di residui  Uno sguardo generale: chi sono, come lavorano e                              prospettive future.d...
realtà nascosta, occultata sia culturalmente che politicamente; dunque èdifficile estrapolare dati statistici, è una realt...
problema nelle politiche governative e ciò influisce negativamente su unasituazione che con il tempo tende ad aggravarsi, ...
PVS almeno il 2% della popolazione urbana sopravvive grazie al lavoronelle discariche e alla raccolta dell’immondizia dai ...
La società ha sempre nutrito sentimenti simili e contrari neiconfronti dei waste pickers, che egualmente li costringevano ...
sia abusive che non) e rivendendoli a intermediari che a loro voltaprovvedono a vendere il tutto alle industrie che utiliz...
Normalmente si superano queste difficoltà utilizzando, convenzionalmente,la definizione data dall’ILO 6 che individua le s...
meno fortemente regolato e protetto. Sussiste, però, una differenza basilare,che non va trascurata allorché si prevedono s...
Chi lavora nell’informalità è da un punto di vista lavorativo molto flessibile,sempre pronto a cambiamenti e riassestament...
di separazione e classificazione. Questa caratteristica è diretta conseguenzadi una mancanza di luoghi appositi dove i was...
Il lavoro con i rifiuti mette a rischio la salute di questi soggetti, che hannoaspettative di vita piuttosto scarse rispet...
rivenduto al doppio, triplo o quadruplo ad altri intermediari più grandi odirettamente alle industrie.Schema gerarchie com...
Dotate di un approccio capital-intensive: che utilizza unatecnologia    avanzata       spesso      importata       dai    ...
strettissime o non asfaltate rende quasi impossibile un sistema di raccoltaclassico, con i camion che raccolgono immondizi...
sociale e sostenibilità ambientale che bisogna sempre e comunqueperseguire.Analizzerò brevemente di seguito, i tipi di pol...
In questo caso le autorità ignorano semplicemente l’esistenza ed il lavorodel raccoglitore di rifiuti, abbandonandolo a se...
pickers. Riconoscendo i benefici economici, ambientali e sociali, i governihanno iniziato a cambiare il loro atteggiamento...
Il puntare continuamente a voler far scomparire velocemente l’esistenza diquesti lavoratori ha sempre dimostrato come, nel...
interlocutori, una maggiore quantità di prodotto in una volta sola e migliorequalità.La formazione di cooperative di waste...
autorità locali e intermediari, anche in questo caso le cooperative devonoriuscire a superare uno scoglio molto difficile....
La privatizzazione rimane un fattore ad alto rischio se non effettuataadottando contemporaneamente politiche di riconoscim...
considerare l’evoluzione della pratica nel quotidiano e delle idee, così comel’ingresso continuo in questo tipo di attivit...
vedono la necessità e la possibilità di convertire l’informalità della strategiadi sopravvivenza in una categoria di lavor...
Non solo, come si vede, si avvalora l’argomento ecologico o ambientale maanche si incorpora in un discorso di produttività...
1) stabilità lavorativa;2) vendibilità e utilità per la società contemporaneamente;3) condizioni lavorative dignitose.Per ...
BibliografiaBauman, Zygmunt, Wasted Lives, Polity Press, Cambridge, 2004Bernstein, J. Alternative Approaches to Pollution ...
Atti tratti dal Rapporto del “CWG (Collaborative Working Group onSolid Waste Management in Low and Middle-income Countries...
Riferimenti di pagine WebBlog “Villa del Chancho”: http://www.villadelchancho.splinder.comCEMPRE: www.cempre.org.brCollabo...
Reciclatori di Residui: una panoramica globale sul primo anello del riciclaggio
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Reciclatori di Residui: una panoramica globale sul primo anello del riciclaggio

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Co-Autrici: Cecilia Ruberto, Lucia Fernandez. Finanziato da www.cwgnet.net.
Waste Recyclers: a global view on the first ring of the chain of recycling. This dossier includes different articles from Argentinian, Indian, Brazilian, Romanian and Egyptian researchers-specialists on the topic of waste-picking

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Reciclatori di Residui: una panoramica globale sul primo anello del riciclaggio

  1. 1. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del riciclaggio a cura di: Cecilia Ruberto Lucia Fernández
  2. 2. Traduzioni: Cecilia Ruberto Gráfica: Lorena Díaz Lucia Fernández Con il sostegno di:* Collaborative Working Group in Solid Waste Management * Reorient Onlus * Retos al Sur Finito di stampare: Roma Italia Novembre 2008
  3. 3. Dedicato ai riciclatori mortinella discarica di città del Guatemala il 20 Giugno 2008.
  4. 4. Raccoglitori di residui: una panoramica globale sul primo anello del circuito del riciclaggioA cura di Lucia Fernandez Cecilia Ruberto Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del I riciclaggio
  5. 5. Un sincero ringraziamento alle associazioni che hanno sostenuto l’iniziativaIl CWG è una rete che mette insieme l’esperienza di partner diversi checollaborano per ilmiglioramento della gestione dei residui solidi urbani e le condizioni di vitadei poveri nelle cittàdei Paesi a medio basso-redditoSin dal 1995 il CWG organizza workshops per lo scambio di conoscenze eper implementare eaggiornare le conoscenze sulla gestione dei residui solidi urbani. Il lavorodella rete sviluppa unaserie di aspetti inerenti al tema inclusi quelli istituzionali, sociali, finanziarie tecnici.Contatti:Web: http://www.cwgnet.netVadianstrasse 42CH-9000 St.Gallen - SwitzerlandTel: +41 71 228 54 54 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del II riciclaggio
  6. 6. fax: +41 71 228 54 55Email: cwg.secretariat@skat.chL’associazione proponente Reorient Onlus attiva da più di tredici anni nelcampo dellacooperazione internazionale solidale e dell’educazione alla pace e allamondialità svolgendo attivitàdi progettazione e attuazione di programmi di sensibilizzazione eformazione su questi temi;collabora inoltre con diverse Botteghe del Commercio Equo e Solidale egestisce due sportelli diTurismo Responsabile. Partecipa attivamente al Tavolo dell’Altra Economiadi Roma tra i socifondatori del Consorzio della Città dell’Altra Economia, dove ha la sua sedeoperativa dal 2007.Contatti:Web: http://www.reorient.itVicolo dello Scavolino, 6100187 Romatel/fax +39.06.6780622 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del III riciclaggio
  7. 7. Sede operativa: Città dell’AltraeconomiaE-mail reorient@reorient.itRetos al Sur è un’associazione senza fini di lucro che si è costituitaall’inizio del 2006 presso la cittàdi Montevideo, Uruguay.La Cooperazione è uno strumento d’azione trasversale per questaassociazione, strumento concepitocome un’attività partecipata, che tende all’interscambio orizzontale tra lediverse culture,esperienze, comunità stili di vita e sogni.Contatti:Web: http://www.retosalsur.orgPerez Castellano 1424Montevideo- UruguayTel. (+598 2) 916 52 87Email: comunicacion@retosalsur.org Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del IV riciclaggio
  8. 8. PrologoLe discarica del mondo luogo di miseria e di speranza nel ventunesimo secolo.Riccardo Troisi , Reorient Onlus , ItaliaAdriana Goni Mazzitelli, Asociacion Retos al Sur ,UruguayRaccontare le storie di chi cerca tra i rifiuti delle discariche del mondo unasperanza , non è cosa facile. Oggi per milioni di persone, uomini e donneche hanno abbandonato campagne inospitali o villaggi senza futuro, con ilmiraggio di trovar fortuna nelle sempre più grasse metropoli del mondo,questo lavoro da una possibilità per sopravvivere divenendo una condizione“normale” di vita. L’incremento della produzione e dei consumi ha creatoenormi squilibri nella gestione dei rifiuti urbani: come ricorda WolfgangSachs, «la produzione genera sia ricchezza sia rifiuti e insieme allaglobalizzazione della produzione di ricchezza cresce anche la produzione dirifiuti». Sono sorte così vere e proprie “città discariche”. Quelle africanedella baraccopoli di Korogocho a Nairobi - più volte descritta da padreZanotelli - e quelle meno note di Kigali in Rwanda; ma anche nello Zambia,dove il 90 per cento di spazzatura non viene raccolto e si accumula nellestrade, mentre la discarica di Olososua, in Nigeria, accoglie ogni giornooltre mille camion di rifiuti.In Asia, a Manila, è tristemente famosa Payatas a Quezon City, unabaraccopoli dove vivono oltre 25 mila persone: è sorta sul pendio di unacollina di rifiuti, la “montagna fumante” dove adulti e bambini sicontendono materiali da rivendere. Ma c’è anche Paradise Village che non è Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del V riciclaggio
  9. 9. un villaggio turistico, bensì una bidonville cresciuta sopra un acquitrinodove gli allagamenti sono puntuali come le piogge monsoniche. E poi“Dumpsite Catmon”, la discarica sulla quale si è sviluppata la baraccopoliche sovrasta Paradise Village. In Cina, a Pechino, le discariche sono abitateda migliaia di persone che riciclano rifiuti illeciti, mentre l’India con i suoislums metropolitani è il paese più densamente popolato dai “sopravvissutidei rifiuti”. Eppure qualcosa sta cambiando. In alcuni casi la spazzatura èdiventata motivo di emancipazione sociale: al Cairo, in Egitto, i lavoratoridel settore informale - noti come zabbaleen - raccolgono un terzo dei rifiutidomestici, quasi un milione di tonnellate allanno, e riescono a riciclare edestinare al compostaggio più dell’80 percento del raccolto. Uno deidistretti, Mokattam, è diventato la sede di 700 piccole imprese per laraccolta dei rifiuti. In Brasile, dove le discariche a cielo aperto risparmianole aree turistiche per concentrarsi nelle periferie metropolitane, c’èl’esperienza dei ‘Catadores do lixo’: un movimento sociale organizzato incooperative che oggi impiegano migliaia di persone nella raccolta, nelriciclaggio e nello smaltimento dei rifiuti. La prima cooperativa, laCoopamare risale al 1989. L’esperienza di San Paolo si è trasferita nelMinas Gerais, a Belo Horizonte e nel Rio Grande do Sul. E a Buenos Aires,in Argentina, i “cartoneros” impegnati nella raccolta non ufficiale di rifiutisono stati per diversi anni i pionieri del riciclaggio: le loro cooperativeraccolgono più di 20 mila operatori e nelle scorse settimane sono statechiamate a partecipare a “rifiuti zero”, un ambizioso progetto governativoper riciclare entro il 2020 tutti i rifiuti solidi urbani.Esistono tante altre esperienze che solo in parte sono state raccontate inquesto lavoro, a testimoniare un movimento che sta crescendo e che occorresostenere con ogni sforzo e passione. La nostra associazione da qualche Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del VI riciclaggio
  10. 10. anno sta lavorando in Uruguay, per promuovere e rafforzare piccolecooperative di “clasficadores de residuos urbanos” a Montevideo, questolavoro ci ha confermato l’importanza di avviare progettualità mirateall’autopromozione sociale di queste realtà. Vivere dipendendo daquello che la società scarta, non è facile, ma questi volti chiedono di esserericonosciuti come lavoratori e lavoratrici ed ottenere gli stessi diritti di chi sidedica ad altri mestieri. Per molti di loro la dignità, pur vivendo tra i rifiuti,non è mai venuta meno: attende solo di essere riconosciuta. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del VII riciclaggio
  11. 11. Indice Pag.BIOGRAFIE AUTORIPoornima Chikarmane e Laxmi Narayan 6Pablo J. Schamber 7Reka Soos e Noemi Stanev 7Laila R. Iskandar 7Lucia Fernandez Gabard 8Cecilia Ruberto 9Pietro Luppi 9Presentazione 10Introduzione 11Associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa 21UNO SGUARDO GENERALE: 21Chi sono i Riciclatori, come lavorano e prospettive futuredi Cecilia RubertoLa gestione dei residui solidi urbani ed il ruolo dei waste pickers 22Waste picking and waste pickers 24Le caratteristiche del settore informale 27Come vivono? Come lavorano? 29Soluzioni più comunemente adottate nella politica di gestione dei 31 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 1 riciclaggio
  12. 12. residui solidi urbani nei paesi a basso medio-reddito e i loro limitiLa formazione di cooperative 38Ideologia del lavoro e diritti dei lavoratori 41Bibliografia 46Riferimenti pagine Web 48RIORGANIZZANDO IL DISORGANIZZATO: 49Il caso studio di Kagad Kach Patra Kashtakari Panchayat(l’unnione commerciale dei waste pickers)Di Poornima Chikarmane e Laxmi NarayanLa Nascita 49Strategia, forma organizzativa, governance e membership 54Le attività e il metodo 59Meccanismi istituzionali per la sicurezza sociale dei waste pickers 62Networking, Advocacy e Lobbying 64Bibliografia 69IL FENOMENO DEI CARTONEROS A BUENOS AIRES. 71Rotture, Continuità e nuove opportunità tra il management deirifiuti e l’industria di riciclaggiodi Pablo J. SchamberPresentazione: Definizioni (se possibile) degli ogiettivi 71L’obiettivo del cartonero 74Nascita delle attività dei cartoneros nella gestione dei residui solidi 76 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 2 riciclaggio
  13. 13. urbaniCollegando i circuiti 84Conclusioni 94Bibliografia 99IL SETTORE INFORMALE DEI RIFIUTI SOLIDI IN 102ROMANIAdi Reka Soos e Noemi StanevConcetti fondamentali 102Visione d’insieme 107Quantitativi e tipi di attività del settore informale 110Impatto socio-economico 114Effetti ambientali 115Interventi mirati al settore informale 117Problemi/ sfide con il sistema informale 123Fonti e riferimenti 126Bibliografia 127I RACCOGLITORI DI RIFIUTI DEL CAIRO 128di Laila R. IskandarBackground 128 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 3 riciclaggio
  14. 14. Il settore tradizionale e informale – il più grande datore di lavoro in 129Egitto per il trattamento dei rifiutiCrescita delle imprese di riciclaggio 131Forza lavoro 134Un sistema basato ed indirizzato dal mercato 135La privatizzazione tramite le multinazionali al Cairo 136Le preoccupazioni dei riciclatori dovute ai contratti internazionali 141Proposte di riorganizzazione 143RIUSO ED ECONOMIE POPOLARI IN EUROPA: IL CASO 147STUDIO ROMAdi Pietro LuppiAziendalismo ed economia popolare: due modelli a confronto 147Il caso studio “Roma” 155I rovistatori di cassonetto, Porta Portese e gli Antiquari 155Un mercato in boom che lotta per sopravvivere 159L’edilizia di fortuna 164Gli orti urbani 171Occupanti di case 176VERSO UNA RETE GLOBALE DI RICICLATORI 182di Lucia Fernandez GabardIntroduzione 182 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 4 riciclaggio
  15. 15. La dispersione come punto di partenza 183Convivenza di paradigmi 188La sfida dell’articolazione a diversi livelli 193La mappa Latinoamericana come processo 203Il Congresso Mondiale 209Conclusioni 212Bibliografia 216 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 5 riciclaggio
  16. 16. Notizie sugli AutoriRIORGANIZZANDO IL DISORGANIZZATO. India 2003Il caso studio di Kagad Kach Patra Kashtakari Panchayat (l’unionecommerciale dei waste pickers)Poornima Chikarmane: Laureata nel Master per Lavoro Sociale pressol’Università di Bombay. Assistente alla direzione (Lettrice) al SNDTWomen’s University. Fondatrice (con altri) del Kagad Kach PatraKashtakari Panchayat KKPKP (Associalzione di Wastepickers della città diPune) a dell’Alleanza Nazionale dei Wastepickers in IndiaMail: pchikarmane@gmail.com,Laxmi Narayan: Laureata nel Master per il Lavoro Sociale presso il TataInstitute of Social Sciences. Coordinatrice del Dipartimento per gli Adulti el’Educazione Continua (nel centro-sud di Pune) presso la SNDT Women’sUniversity. Segretaria del KKPKPMail: wastematterspune@gmail.com *****IL FENOMENO DEI CARTONEROS A BUENOS AIRES.Rotture, continuità e nuove opportunità tra il management dei rifiuti el’industria di riciclaggio. Argentina 2007Estratto dalla tesi di dottorato in Antropologia presso l’Università di BuenosAires "De los desechos a las mercancias. Etnografía del circuito delreciclaje en el conurbano bonaerense" aprile 2007. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 6 riciclaggio
  17. 17. Pablo J. Schamber: Antropologo. Docente Ricercatore presso l’UniversitàNazionale di Lanùs. Consulente per la gestione dei residui e i circuitiinformali di riciclaggio.Mail: pjschamber@hotmail.com / schamber@unla.edu.arContatti: (0054) 11-1541981069 / 11-47020696 *****SETTORE INFORMALE DEI RIFIUTI SOLIDI IN ROMANIA.Romania 2006Tratto da uno studio finanziato da GTZ e CWG, "Economic Impact ofInformal Sector Activities" (“L’impatto Economico delle Attività del SettoreInformale”)Noemi Stanev e Reka Soos: Master in Scienze Ambientali,specializzazione in Analisi dei sistemi economici e ambientali. Consulentinell’ambito Climatico, laureate nel Master per Lavoro Sociale pressol’“University change, Waste Management and Energy” di BombayMail: gp@greenpartners.roSito Web: www.greenpartners.roContatti: str. Fintinele 18, 400294 Cluj-Napoca, Romania. tel./fax +40(0)264 589291. telefono mobile (RO) +40 (0)740 554430 *****I RACCOGLITORI DI RIFIUTI DEL CAIRO. EgittoLaila R. Iskandar: dell’associazione Chairman CID è specializzata informazione e sviluppo, ha lavorato e lavora con organismi internazionalicome l’UNESCO, USAID, UNDP e molti altri. Il suo backgound culturale è Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 7 riciclaggio
  18. 18. costituito da studi di economia, di scienze politiche sia al Cairo che pressol’Università di Berkeley e presso la Columbia University. Ha lavorato pernumerosi programmi di successo a favore delle comunità di waste pickers.Lavora con i riciclatori del Cairo sin dal 1982, implementando azioni diformazione teconologica, di networking, di sostegno nei confronti delgoverno.Mail: laila@cid.com.egSito web: www.cid.com.eg *****VERSO UNA RETE GLOBALE DI RICICLATORI. Francia 2008Articolo che verrà pubblicato in “Retroscopio” Volume 2, “una miradasobre recuperadores urbanos de residuos de America Latina.”( “unosguardo sui riciclatori urbani di residui dell’America Latina”)Lucia Fernandez Gabard: formazione in Archittettura e Urbanismopresso la Facoltà di Architettura dell’Uruguay. Attualmente studia presso laScuola di Architettura di Grenoble (Francia): Master 1, città e territori.Specializzata nell’organizzazione dei riciclatori e costruzioni di reti.Fondatrice (insieme ad altri) della Rete Latinoamericana di Riciclatori ecollaboratrice (2003-2007) dell’ UCRUS (Unione dei Clasificadoresdell’Uruguay, sindacato)Mail: luciferviajando@gmail.comSito Web: www.recicladores.net ***** Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 8 riciclaggio
  19. 19. RACCOGLITORI DI RESIDUI. Italia 2008Uno sguardo generale: chi sono, come lavorano e prospettive future.Estratto dalla Tesi di Laurea Specialistica in Innovazione e Sviluppo:“Gestione dei Residui Solidi Urbani: il caso dell’Uruguay”Cecilia Ruberto: formazione in Scienze Sociali per la Cooperazione e loSviluppo presso l’Interfacoltà di Scienze Umanistiche e Scienze dellaComunicazione dell’Università di Roma La Sapienza. Collaboratricedell’organizzazione senza fini di lucro Reorient, da circa 4 anni sostiene ecollabora all’organizzarsi dei clasificadores dell’Uruguay attraversoprogetti di cooperazione. Lavora per la sensibilizzazione alla tematica inItalia.Mail: CeciliaRuberto@gmail.comBlog: www.villadelchancho.splinder.com *****RIUSO ED ECONOMIE POPOLARI IN EUROPA: IL CASOSTUDIO ROMA. Italia 2008L’articolo è stato elaborato appositamente come contributodell’associazione Occhio del Riciclone al progetto di diffusione einformazione del medesimo dossierPietro Luppi: responsabile del Centro di Ricerca Occhio del Riciclone;Presidente di Occhio del Riciclone Italia. Esperto di economie popolari egestione dei rifiuti. Giornalista e autore di libri su tematiche ambientali,politiche e sociali.Mail: riusare@yahoo.itSito Web: www.occhiodelriciclone.com Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 9 riciclaggio
  20. 20. PresentazioneQuesto dossier è il risultato della collaborazione di diverse persone, èl’incontrarsi di realtà differenti e lontane che sentono fortemente un comunedenominatore nel lavoro che svolgono.Gli autori che hanno contribuito alla creazione del dossier con i loro articoli,sono dei super esperti dei temi affrontati che, condividendo l’idea di fondodi sensibilizzazione e informazione, hanno creato dei brevi sunti sulle realtàdi appartenenza, cercando di tracciare i contorni dei fenomeni affrontati,mantenendosi specifici, ma al tempo stesso semplici, tenendo presente cheper la maggior parte dei lettori questo tema non è chiaro nelle suesfaccettature, se non, addirittura, del tutto sconosciuto.Un sincero ringraziamento va a tutti gli autori che con entusiasmo eprontezza hanno risposto alla nostra richiesta di materiale per il dossier.Nella speranza di aver posto un primo tassello nella costituzione di unacoscienza e conoscenza sociale di una tematica responsabile e propositiva,auguriamo a tutti una buona lettura! *****Per ricevere una copia del dossier:www.reorient.itCeciliaRuberto@gmail.com Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 10 riciclaggio
  21. 21. IntroduzioneQuesta raccolta di scritti sul tema del waste picking, a cura di CeciliaRuberto e Lucia Fernandez Gabard, si propone di dare un proprio contributoal dibattito, oggi sempre più intenso, del riciclaggio come valore complessoche vede intersecarsi le 3 sfere dello sviluppo sostenibile: quella sociale,quella ambientale e quella economica.Da subito l’idea di intitolare l’elaborato “Raccoglitori di Residui. Unapanoramica globale sul primo anello della catena del riciclaggio” ci èsembrata assolutamente appropriata, infatti coglie il centro nevralgico,l’obiettivo principale di questo lavoro. La volontà di conoscere questo tipodi lavoratore, riconoscerne i “pregi e difetti”, il potenziale che oggi stainiziando ad esprimere, comporta il confrontarsi con tematicheestremamente complesse, come i diritti umani, i diritti dei lavoratori, quellidelle donne e quelli dei bambini, le tutele sanitarie, la richiesta di politicheche appoggino e non che occultino o peggio ancora reprimano.Il riciclaggio come fonte di lavoro, fonte economica, è la risposta coerentecon la necessità di sostenibilità ambientale ed ecologica, data la finitezzadelle risorse, l’aggravarsi di condizioni precarie di povertà fino ai limitidella dignità umana, il peggiorare delle condizioni ambientali.Si presenteranno le soluzioni nate spontaneamente dalla società chemaggiormente risente degli effetti dell’attuale modello di consumo.Si cercherà di analizzare come nascono queste propose e la loro validità,economica e ambientale, ma anche civile e sociale.Il dossier parte da una piattaforma condivisa da esperienze di paesi lontani ediversi che nonostante le differenze sono fortemente legate da valori Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 11 riciclaggio
  22. 22. omogenei, fortemente sentiti e, oggi, sempre più strutturati, che siconcretizzano in proposte rivolte ai politici, alle imprese, agli istitutiinternazionali come a quelli locali, e ancora più fortemente alla società ingenerale, al modo di pensare comune.Il primo articolo da me elaborato: “Raccoglitori di Residui, uno sguardogenerale, chi sono, come lavorano e prospettive future”, offre unapanoramica informativa generale del fenomeno, si definiscono lecaratteristiche che accomunano questo tipo di lavoratore, si introduce ilconcetto di settore informale, concetto complesso e non scevro diimplicazioni e complicazioni, estremamente affascinante da studiare quantodifficile da considerare, soprattutto a livello di politiche da mettere in atto.A seguire si affrontano molto velocemente quali sono stati e tutt’oggicontinuano ad essere gli atteggiamenti degli Stati o dei Comuni neiconfronti di questi lavoratori. Si affronta anche un tema centrale, che devefar parte del background di chi vuole avvicinarsi al tema dei riciclatori:l’ideologia del lavoratore. Grazie a questa ideologia condivisa è possibile ilconfronto transnazionale che oggi sta avvenendo, grazie a questo sentirecomune si stanno creando obbiettivi e attività condivise.L’articolo successivo, “RIORGANIZZANDO IL DISORGANIZZATO: ilcaso studio di Kagad Kach Patra Kashtakari Panchayat” ci espone lapeculiare esperienza di questo sindacato indiano che supporta i wastepickers, che nasce prestando un particolare sostegno alle donne contro gliabusi, le violazioni e le illegalità perpetrate nei loro confronti, da altri wastepickers, dalla popolazione, dalle forze di polizia, dagli intermediari, ecc. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 12 riciclaggio
  23. 23. L’attività svolta dal KKPKP è stata sin dall’inizio fondamentale per lanascita di una forte e sentita identità condivisa, di un senso di dignità inquanto essere umano lavoratore, vulnerabile, ma che combatte per i propridiritti universalmente riconosciuti.Grazie a questo sindacato che oggi conta 80.000 iscritti, la popolazioni hainiziato a sviluppare un “sympathy factor” cioè un sentimento di simpatia ecomprensione della realtà del waste picking. Ciò non è assolutamente unaquestione da poco, infatti come vedremo negli altri scritti, l’ostilità dellapopolazione è uno dei temi di discussione più sentiti. Inoltre il KKPKPpratica delle azioni di critica e discussione non violente costantemente inalleanza con altre organizzazioni grazie alla rete che ha creato, rendendosiuna parte integrante di un sistema di tutela molto diversificato, proprioabbracciando il principio, comune a tutti i waste pickers, che per miglioraree cambiare le condizioni è necessario agire a livello integrato in più ambiti,su più livelli, conoscendo bene le dinamiche e gli equilibri che esistono perpoterli poi trasformare. Per concludere, un altro aspetto molto interessante,che forse il lettore potrebbe approfondire attraverso studi più ampi, èl’attività di concessione di credito che svolge questo sindacato, che, ad oggi,ha portato dei risultati estremamente positivi, e, nonostante le difficoltàevidenziate nell’articolo, può essere concretamente una modalità perpermettere ai waste pickers di uscire dal circolo vizioso della carenza dicredito, e quindi da tutte le dinamiche di sfruttamento che si creano con chiinvece ha del credito (in sintesi: gli strozzini).Attraverso l’articolo di Laila Iskandler possiamo chiarire molti interrogativisul lavoro dei waste pickers, come effettivamente questi abbiano trovato neltempo delle dinamiche perfettamente funzionanti che permettono di Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 13 riciclaggio
  24. 24. sopravvivere e, come nel caso del Cairo, creare dei circoli di riuso e riciclosostenibili e proficui.Il contributo dell’autrice è fondamentale anche perché ci da uno spaccato dicosa accade se dai piani politici si decide univocamente per politiche digestione dei residui solidi urbani totalmente (o quasi) disinteressate alcoinvolgimento dei waste pickers. Quando il governo decide di affidare illavoro a delle società multinazionali (in questo caso, oltretutto, neancheindustrie egiziane) che non conoscono la realtà locale, ebbene accade ilcaos: le multinazionali o si devono ritirate (vedi l’esperienza di AMA)oppure non lavorano efficientemente, la popolazione è scontenta e lecondizioni dei waste pickers raggiungono livelli di criticità gravissimi, ilnumero dei waste pickers aumenta, il lavoro che svolgono si “de-professionalizza” e perde di valore economico, la povertà e la marginalità siacuiscono, e con queste, tutti i fattori socio-culturali che ne conseguono.Le fitte trame funzionali create dai waste pickers in anni di esperienza sispezzano e i 2 sistemi, quello formalmente riconosciuto (le multinazionali)e quello informale, ma disconosciuto, si contrastano e chi ne fa le spese nondobbiamo nemmeno sottolinearlo. Così una volta in più abbiamo un casoconcreto che dimostra quanto sia importante un discorso di pianificazioneintegrata e sostenibile per una politica di gestione dei residui che ponga alcentro della questione i riciclatori.A seguire lo studio di di Reka Soos che ci offre una panoramica sullaRomania, ci permette di capire quale sia un buon metodo di studio eapproccio al tema dei waste pickers: in primo luogo è bene studiareapprofonditamente questa fetta di popolazione, la sua composizione, il tipodi lavoro, come viene svolto e quanto frutta in termini economici. E’ bene Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 14 riciclaggio
  25. 25. delineare quali siano le problematiche sociali di queste persone. In Romaniaper esempio quasi l’80% dei waste pickers è costituito da Rom, questa è unapeculiarità non indifferente rispetto ad altri paesi. Questa popolazione èvista di mal occhio dalla popolazione e completamente invisibile agli occhidella politica, mentre dalle forze dell’ordine è combattuta con sfratti omisure di emergenza quasi ai limiti dell’illegalità.L’articolo si concentra così, oltre che sugli importanti effetti socio-ambientali ed economici delle attività dei waste pickers, anche sugliinterventi che ultimamente sono stati attuati a vantaggio delle comunità diriciclatori, ma soprattutto sulle problematiche oggi ancora irrisolte.L’analisi SWOT effettuata è uno strumento utile nello schematizzare edeffettuare i collegamenti approfonditi più ampiamente nell’articolo.E’ attraverso un’opportuna e molto chiara analisi dei cambiamenti storicidelle condizioni dei cartoneros di Buenos Aires che Pablo Schamber cispiega come la realtà attuale sia profondamente radicata nelletrasformazioni storiche e urbanistiche della città. Un tema di estremointeresse viene affrontato da questo autore: nel paragrafo “collegando icircuiti” si esemplificano i collegamenti molto importanti che esistono tracartoneros e intermediari e tra intermediari e industrie, come queste 3 sferesi influenzino direttamente in tempi velocissimi e comecontemporaneamente siano influenzate dalle scelte politiche ed economichedel paese. “Se l’industria dell’acciaio è in crisi, la stessa crisi si avverte trai raccoglitori di metallo. Se la domanda di materiale cartaceo aumenta, ilprezzo del materiale aumenterà e probabilmente aumenterà anche ilnumero di raccoglitori di carta (…) il business del riciclaggio ècaratterizzato da una struttura verticalizzata che vincola le fabbriche ai Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 15 riciclaggio
  26. 26. cartoneros” (Birkbeck, 1979: 386). Le industrie, a modo loro dipendonodagli intermediari, per questo spesso supportano economicamente questafascia di “piccolissimi imprenditori”, i cartoneros migliorano o peggioranoil loro potere d’acquisto in base alla quantità di materiale immesso nelcircuito: maggiore è il materiale che riescono a recuperare, minore è il suovalore, ma maggiore è la possibilità che venga acquistato dalle industrie,che nonostante le spese legate al trattamento di materiali non vergini,traggono il loro guadagno nell’usare materiale riciclato.Un altro aspetto molto importante è quello affrontato dall’autore con unosguardo limpido sulle centinaia di cooperative nate negli ultimi decenni inArgentina (e come in questo paese, in moltissimi paesi di tutto il mondo).Schamber sottolinea come effettivamente la maggior parte delle cooperativedi Buenos Aires, non rispettino le regole del proprio statuto di cooperativa,non siano auto-sostenibili, e fattore non di poca importanza, siano, lamaggior parte delle volte, il risultato della volontà di individui oorganizzazioni che per “aiutare” decidono di convincere i waste pickers acostituirsi in cooperativa, soprattutto per poter arrivare finanziamentipubblici e più spesso privati in loro favore: insomma spesso le cooperativedi waste pickers non sono costituite da questi ma da altri soggetti che nonappartengono al loro mondo. Schamber individua in questo fattore una dellecause della debolezza delle cooperative, della loro disorganizzazione: laproliferazione di cooperative non significa, come molti vogliono farcicredere semplificando fortemente questa complessa tematica, cheeffettivamente vi sia una presa di coscienza e un cambiamentonell’organizzazione lavorativa e quindi nelle logiche di lavoro deicartoneros. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 16 riciclaggio
  27. 27. Il caso studio italiano, a cura di Pietro Luppi, ci introduce a una realtà chepresenta punti di forti somiglianze e caratteristiche singolari che è quella diRoma.L’importanza di questo contributo è centrale proprio perché aggiunge unatematica che va di pari passo a quella del riciclo, cioè quella del riuso.Queste differenti attività hanno moltissimo in comune ed è bene non trattarel’una dimenticandosi dell’altra.Riuso e riciclo sono due aspetti molto importanti della cosiddetta economiainformale, come viene sottolineato anche nell’articolo de “una panoramicaglobale…” , questa economia a livello mondiale ma anche europeo ha unpeso importante nonostante la sua invisibilità.Per le caratteristiche delle politiche europee che hanno blindato la raccoltanelle discariche e nei cassonetti, oggi i rovistatori in Europa si dedicanosoprattutto al riuso. “Mentre la raccolta delle frazioni da riciclareindustrialmente é stata monopolizzata dalle aziende di igiene urbana sottopressione dell’industria affamata di materie prime seconde, la raccolta dimerci usate é rimasta in mano all’economia popolare. Mentre il settoreeconomico di riferimento della materia prima seconda é l’industria deigrandi capitali, lo sbocco del Riuso é la microimpresa dell’usato, dairigattieri agli operatori dei mercati delle pulci: un arcipelago, quest’ultimo,che rimane prevalentemente informale dal suo primo anello (la raccolta)fino all’ultimo (la distribuzione).” (Pietro Luppi, ibid.)L’articolo ci offre un caso studio molto complesso e ricco diinterconnessioni. La città di Roma è ricca di micro imprese che si occupanodel reperimento di materiali per il riuso, fino ad arrivare alla creazione di unricco mercato dell’usato e dell’antiquariato. Fino a pochi anni fa il suoepicentro si trovava nel mercato di Porta Portese, oggi a seguito di azioni di Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 17 riciclaggio
  28. 28. ridimensionamento, moltissimi venditori sono stati allontanati, apportando aquesto mercato un danno gravissimo, così come anche ai venditori che oggisi ritrovano sparpagliati in migliaia di piccoli mercati dell’usato.L’esperienza romana porta con sé lo studio di specifiche realtà a questacollegate: le abitazioni di fortuna, che oggi a Roma sono molte di più diquante si sia abituati a credere, sono espressione dell’economia informale edella cultura del riuso e oggi abbiamo degli esempi anche molto arditi, quasifamosi, di queste abitazioni.Un altro caso collegato è quello degli orti urbani e dell’agricoltura urbana: i“contadini urbani” coltivano appezzamenti non edificabili all’interno deglispazi verdi delle città, producendo cibo per la propria auto sussistenza, e, avolte, riuscendo anche a venderlo. Questo fenomeno, trascuratoampiamente, è stato valutato dalla FAO come molto importante: “la FAO,in una nota diffusa nel Giugno del 2005, afferma che l’agricoltura urbanacontribuisce ad aumentare la sicurezza alimentare nelle città, poiché riduceil peso della spesa alimentare. La produzione di cibo all’interno deiperimetri urbani garantisce inoltre l’offerta di cibo anche in caso diconflitto o grave crisi. Nel mondo il settore dell’agricoltura urbanaattualmente fornisce cibo a 700 milioni di cittadini: un quarto dellapopolazione urbana mondiale.” (P. Luppi ibid.)Come articolo conclusivo è stato scelto, non a caso, quello dell’autrice,nonché curatrice del dossier qui presente (insieme con Cecilia Ruberto)Lucia Fernandez Garbard. Questo approfondimento affronta l’argomentointorno al quale tutto il dossier gira: la creazione di reti, di dialogo, diconfronto tra waste pickers di tutto il mondo. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 18 riciclaggio
  29. 29. La molteplicità delle potenze desiderate è pensata dal basso come unafigura che faccia di sé un soggetto politico: la moltitudine. Questa stessamoltitudine però è molto meno omogenea poichè è il risultato di una sommadi potenze individuali, totalmente frantumate da antagonismi. 1 (LuciaFernandez ibid.)Nonostante la grande frammentazione di questi lavoratori, ovunque siritrovino, sia come lavoratori individuali che facenti parte di associazioni oassociazioni raggruppate in federazioni, ecc., oggi si sta iniziando asviluppare un dialogo, un confronto, e il valore aggiunto di questa novità èche il motore è proprio all’interno di questa fascia di lavoratori, chevogliono fortemente affermare i propri diritti/doveri difronte alla politica ealla coscienza pubblica mondiale.I movimenti a cui assistiamo sono su vari livelli e su tutte le scale didimensioni. Oggi dialogano riciclatori singoli, cooperative o associazioni diriciclatori, sindacati di riciclatori, federazioni; oggi si stanno creando erafforzando alleanze e reti regionali, interregionali e si punta alla creazionedi una rete globale: il primo passo si è fatto con il primo convegno mondialedei riciclatori avvenuto nello scorso marzo 2008 a a Bogotà in Colombia ilcui titolo è stato: “Riciclatori senza frontiere”.L’autrice ci offre una concreta panoramica del tipo di fermentoassociazionistico che negli ultimi decenni si sta consolidando: cooperative,associazioni, federazioni, sindacati, movimenti nazionali, reti in tutto ilmondo. E ci porta a scoprire l’importante processo che sottostà allacreazione della “mappa latinoamericana” di riciclatori. “A partire dal mesedi settembre 2007, diversi rappresentanti riciclatori coinvolti nel processo1 Ernesto Funes, “Il trattato politico di Baruch Spinoza, 1677: Potenza e passionedella moltitudine” Spinoza, Trattato Politico, pag. 22, edizione 2004 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 19 riciclaggio
  30. 30. di articolazione delle organizzazioni negli anni precedenti, hanno iniziato aviaggiare per il continente, esplorando nuovi territori e creando i nuovicontatti con nuove organizzazioni e direttamente con riciclatoriindividuali” (Lucia Fernandez, ibid.). Questo ha portato a una conoscenzaben dettagliata della realtà, ben difficile da conoscere, dei recicladores delleregioni dell’America Latina e del Centro America, spesso ricca diparticolari interessanti, grazie alle interviste fatte dagli stessi recicladoresinviati. Inoltre ha continuato un’opera di sensibilizzazione nei confronti diriciclatori che lavorano indipendentemente, che hanno iniziato adinteressarsi a una metodologia di lavoro più organizzata, a crederenell’utilità di una rete che supporti i propri bisogni e diritti a livellonazionale e globale. Insomma, si è avviato un lavoro di diffusione diinformazioni, di sostegno reciproco (dal basso), di condivisione che si ponedegli obiettivi importantissimi, gli incontri sono e saranno per il futurosempre più serrati e, come al solito, così come è la caratteristica principaledei riciclatori sia nel lavoro che nella loro ideologia in generale, si pongonoobiettivi concreti, a medio-breve termine. Crediamo che questa sia unastrada da percorrere che può condurre a buoni risultati, ma non priva diinsidie e difficoltà. Ancora una volta è proprio la volontà, l’impegno deirecicladores, i loro sacrifici e la loro forte desiderio di cambiamento chespronano la società civile, le associazioni che sostengono questi movimentie i politici che iniziano a comprendere queste dinamiche e a prevederemisure di appoggio.Speriamo che la lettura di questi articoli possa essere un primo passo perporsi delle domande, per iniziare percorsi di ricerca e di studio, per iniziarea confrontarsi su questo tema con qualche strumento in più. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 20 riciclaggio
  31. 31. Raccoglitori di residui Uno sguardo generale: chi sono, come lavorano e prospettive future.di Cecilia RubertoLe città continuano a ingigantirsi, le periferie che crescono intorno al centrodella città, cuore culturale ed economico, sono l’esempio vivente del luogodove si manifestano squilibri sociali, ingiustizie di ogni tipo e assenza dirispetto ecologico.Troppo spesso l’uomo tende a dimenticare l’importanza del vivere inarmonia con la natura, non tanto per una necessità spirituale, quantopiuttosto perché uomo e natura sono un binomio inseparabile, e leripercussioni del maltrattamento di quest’ultima ricadono direttamente suchi lo effettua..Oggi milioni di persone vivono sui rifiuti, vivono all’interno di discariche,vivono degli scarti della società del consumo, della società dello spreco,così definita da Guido Viale in un Mondo Usa e Getta.Il rifiuto è un qualcosa che noi cerchiamo disperatamente di eliminare, diallontanare da noi, ma che allo stesso tempo ci è familiare, ci perseguita,non vuole lasciarci. Il rifiuto è, ancora una volta, il substrato oscuro dellanostra civiltà, quel "corpo del reato" (reato di inquinamento) che nonriusciremo mai ad eliminare. La realtà dei cartoneros, dei waste pickers, deibasuriegos, degli hurgadores, dei magbabasurieros, dei catadores, deiwahis and zabbaleen (Egitto), dei waste pickers, degli scavengers, è una Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 21 riciclaggio
  32. 32. realtà nascosta, occultata sia culturalmente che politicamente; dunque èdifficile estrapolare dati statistici, è una realtà di marginalità, è periferia, èluogo di intrighi umani, economici, è luogo di nascita di disastri ambientaliche coinvolgono sia le persone che vi vivono all’interno e che chi, comenoi, vivendo all’esterno, crede di poterne rimanere indenne.“Costruivamo piramidi di rifiuti sopra e sotto la terra. Quanto piùpericolosi i rifiuti, tanto più a fondo cercavamo di seppellirli. La parolaplutonio viene da Plutone, dio dei morti e signore degli inferi” 2 .Osservando una discarica riusciamo a capire fino in fondo qual è il prezzoche dobbiamo pagare per il nostro tenore di vita, per i nostri comforts eprodotti di consumo. La discarica è qualcosa che dobbiamo nascondere, ilnostro lato meno piacevole; eppure è proprio per questa sua realtà brutale,senza infingimenti, che la discarica può rappresentare il luogo in cui noitutti raggiungiamo una presa di coscienza, dove finalmente decidiamo dinon accettare che milioni di esseri umani vivano nell’immondizia, dovedecidiamo di cambiare il nostro tipo di vita consumistica, assumendociveramente la responsabilità delle nostre azioni.1. La gestione dei residui solidi urbani ed il ruolo dei waste pickersLa gestione dei rifiuti solidi è una questione che coinvolge sempre di più gliabitanti delle aree urbane nei paesi più sviluppati e ancor di più nei paesi invia di sviluppo. Infatti nei paesi poveri non viene data priorità a questo2 Cfr. De Lillo Underworld, op. cit., pp. 111-12. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 22 riciclaggio
  33. 33. problema nelle politiche governative e ciò influisce negativamente su unasituazione che con il tempo tende ad aggravarsi, per le tonnellate di rifiutiabbandonati nelle strade, in continuo aumento, che producono un impattoambientale negativo causando l’inquinamento di acqua, terra e aria, oltrealla produzione di gas serra.La questione dei rifiuti e della loro eliminazione è ormai un problemaglobale che causa una spesa sociale ed economica per i governi, masoprattutto un costo ambientale notevole per le popolazioni locali. Nellagran parte dei casi la gestione dei rifiuti è lasciata in mano ai governi locali,ai comuni, che spesso la appaltano ai privati, ma in entrambi i casi laquestione è “risolta” con l’uso di inceneritori i cui effetti sono dannosi perla salute della popolazione circostante e per l’ambiente.Secondo le fonti della Banca Mondiale, è pratica comune per le cittàspendere cifre tra il 20% e il 50% dei propri fondi per la gestione dei rifiutisolidi urbani. Inoltre tra il 30% e il 60 % dei rifiuti totali prodotti sonolasciati non raccolti, in alcuni casi quasi l’80 % della raccolta, e ilnecessario per il trasporto è fuori servizio in attesa di manutenzione, lediscariche a cielo aperto, l’interramento e la pratica di bruciare i rifiutiattraverso l’uso di inceneritori sono ormai consuetudine nella gran parte deipaesi del globo terrestre.I waste pickers informali sono presenti in tutti i paesi poveri del mondo, apartire da paesi molto vicini, come l’Albania, la Romania, la Bulgaria (soloper fare un esempio), per continuare con gli Stati Uniti, fino ai paesidell’Africa, dell’America Latina, dell’India, dell’Indocina e via dicendo.Nei PVS oggi è stato valutato che il riciclo dei rifiuti è affidato soprattuttoal lavoro informale dei waste pickers. E’ stato stimato che nelle città dei Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 23 riciclaggio
  34. 34. PVS almeno il 2% della popolazione urbana sopravvive grazie al lavoronelle discariche e alla raccolta dell’immondizia dai cassonetti delle città,separandola e rivendendola alle industrie.Per il contatto giornaliero e costante con i rifiuti, con i cassonetti, i wastepickers sono generalmente associati dalla società a sporcizia, disagio,miseria, sono percepiti come fastidiosi, come simbolo di sottosviluppo earretratezza, e spesso come criminali. Cosicché l’ambiente che li circonda èloro ostile sia fisicamente che socialmente.2. Waste picking and waste pickers“I Waste Pickers sono delle entità semi-visibili e le operazioni diriciclo industriale sono attività invisibili in uno scenario urbano” 3 .Il lavoratori informali che recuperano i residui dalle strade odirettamente dalle discariche sono stati spinti verso le periferie dellecittà sin da quando iniziò a diffondersi per la prima volta questotipo di lavoro che, per le città Europee e per il Nord America, èstato individuato indicativamente nel periodo intorno al 1880 4 .Questi soggetti raccoglievano e vendevano il materiale in unaseconda catena di raccolta di rifiuti, da New York a Bangkok, daParigi a Tegucigalpa, da Melbourne a Harare, e da questa fonte siapprovvigionavano le industrie di auto, computers, giornali, libri,materiali da costruzione, vestiario e molti altri prodotti.3 Cfr. Rosario, 20044 Cfr. Melosi; Garbage in the City, Refuse, Reform and Enviroment, 1880-1980, Texas A&MPress, 1981 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 24 riciclaggio
  35. 35. La società ha sempre nutrito sentimenti simili e contrari neiconfronti dei waste pickers, che egualmente li costringevano allamarginalizzazione: da una parte provava ribrezzo per la sporcizia epietà per il tipo di lavoro che conducevano, dall’altra li riteneva“colpevoli”, rendendoli capro espiatorio per i problemi della città.Prima della modernizzazione del sistema di gestione dei rifiutisolidi urbani, i waste pickers o scavengers e i loro commerciantiproducevano la maggior parte dei materiali riutilizzati nelleindustrie. Poiché per la maggior parte delle volte non sono statiriconosciuti come elemento chiave in questi processi, con lamodernizzazione della gestione dei rifiuti solidi urbani hannorischiato di perdere, e molto spesso hanno perso, la materia primadel loro lavoro. Con la modernizzazione, nel senso comunementeinteso di innovazione tecnologica, incenerimento e non riutilizzodel materiale di scarto, i problemi sono divenuti ancor più grandi epiù profondi. Non sempre vengono percepite la stretta relazione chec’è tra il lavoro dei waste pickers informali e l’organizzazionedella gestione dei rifiuti istituzionale.Oggi la situazione è cambiata molto rispetto al 1880. Prima glistraccivendoli e i waste pikers erano soprattutto immigrati che, nelmigliore dei casi, sono poi entrati nell’economia formale,attualmente sono persone appartenenti a una fascia di popolazionemarginalizzata, povera, invisibile alle statistiche ufficiali, fuori daqualsiasi processo di cambiamento globale.I waste pickers oggi sono soggetti estremamente poveri cheprovvedono alla propria sussistenza e a quella della propriafamiglia raccogliendo residui dalle strade o dai depositi (discariche Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 25 riciclaggio
  36. 36. sia abusive che non) e rivendendoli a intermediari che a loro voltaprovvedono a vendere il tutto alle industrie che utilizzano questerisorse per la propria produzione.Di seguito riportiamo una schematizzazione del processo chesubisce il materiale recuperato. 53. Le caratteristiche del settore informaleNon è semplice dare una definizione operativa di “settore informale” proprioper l’incertezza dei suoi confini.5 Cfr. A.Scheimberg, J.Anschultz,A. Van de Klindert, Waste Pickers – Poor victims or wastemanagement professionals?, CWG Forum Kolkata, India, 2006. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 26 riciclaggio
  37. 37. Normalmente si superano queste difficoltà utilizzando, convenzionalmente,la definizione data dall’ILO 6 che individua le seguenti caratteristichespecifiche: Presenza di barriere all’entrata molto basse Utilizzo di risorse domestiche (locali) Prevalenza di conduzione familiare e lavoro minorile Predominanza di piccolissime imprese Utilizzo intenso della forza lavoro (labour-intensive) Acquisizione delle competenze al di fuori del sistema scolastico Utilizzo di mercati non soggetti a regolazione e controlloA volte l’illegalità di alcune attività è considerata un criterio caratteristicodel settore informale. Nonostante ciò la realtà vede costantementel’intersecarsi del formale con l’informale, sia per le attività illegali che perquelle legali. Di questo bisogna sempre tener conto.“Il lavoro informale non si esaurisce in forme di lavoro autonomo, checomunque ne costituisce la porzione maggiore. Esso è altresì lavorosubordinato. Soprattutto nei paesi sviluppati, il cosiddetto lavoro nero, oclandestino o sotterraneo o sommerso, consiste in attività di lavorosubordinate occultate per eludere il fisco, i contributi previdenziali e lenorme di legge e dei contratti collettivi di lavoro. Si registrano, in questesituazioni affinità e diversità rispetto a quella che propriamente vienechiamata economia informale.Sia l’area dell’informalità, caratteristica dei paesi in via di sviluppo, sial’area del sommerso si contrappongono a quella del settore ufficiale, più o6 International Labour Organization Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 27 riciclaggio
  38. 38. meno fortemente regolato e protetto. Sussiste, però, una differenza basilare,che non va trascurata allorché si prevedono strategie di recuperoall’ufficialità.Le attività dell’economia informale non obbediscono necessariamente aintenti elusivi, al deliberato proposito di non rispettare o distorcere le regolee le garanzie del lavoro. Quel che individua simili attività è soprattutto lacircostanza di non risultare coperte da disposizioni formali, o perchédifettano i presupposti economici per entrare nel campo di applicazione dellalegge o perché normative troppo restrittive ricacciano fuori coloro che nonsiano in grado, per carenze culturali e difetti di sostegno sociale, didistricarsi al loro interno. Certamente, l’economia informale è anche fruttodella volontà di sottrarsi agli obblighi di regole comuni e ai costi della tutela,ma non è dato ignorare il peso, preponderante, degli altri accennati fattori”. 7Il settore informale, che comprende gli aspetti di lavoro ed economiainformale ed insieme ad essi molti altri aspetti, non esiste mai isolatamenterispetto al settore formale. Infatti entrambi i settori sono strettamenteinterconnessi fra loro in vari modi attraverso il mercato dei beni e deiservizi.In genere le condizioni lavorative instabili creano instabili condizionieconomiche e instabili relazioni sociali dando luogo a frequenti e continuicambiamenti di lavoro. Sebbene i waste pickers lavorino sempre con i rifiutii loro accordi con le varie parti e le loro condizioni sono soggetti acambiamenti quasi quotidiani.7 Cfr. Giancarlo Perone (rappresentante governativo presso il Consiglio diamministrazione dell’OIL), Il Lavoro nell’Economia Informale, articolo alla pg. web:http://www.ilo.org/public/italian/region/eurpro/rome/newsletr/romenews_0306/06.htm Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 28 riciclaggio
  39. 39. Chi lavora nell’informalità è da un punto di vista lavorativo molto flessibile,sempre pronto a cambiamenti e riassestamenti da cui mai si tira indietro (nonpuò). Dietro a ciò si trova un’impressionante potenziale di improvvisazionea cui si associa un potenziale di innovazione non indifferente.Negli anni ’50 e ’60, il settore informale non è stato preso specificatamentein considerazione dalla maggior parte dei governi nello sviluppo delleproprie politiche. Questo ha fatto sì che aumentasse la discriminazione neiconfronti dei lavoratori del settore informale. Un risultato di questadiscriminazione, che in alcune dimensioni è maggiore ai giorni nostri, è lapossibilità che le entrate di queste attività siano così basse che spesso nongarantiscono la possibilità di soddisfare i bisogni primari del lavoratorestesso e della sua famiglia. Per coloro che appartengono a questo settore lamarginalizzazione fa sì che essi vengano totalmente isolati in esso, nonpotendo più aspirare a tornare nell’economia formale, per il poterepraticamente inesistente delle proprie risorse economiche, e, poiché lamarginalizzazione non è solo economica bensì soprattutto culturale esociale, per non dimenticare quella fisica (l’economia informale si sviluppaai margini fisici della società), l’impossibilità di dialogo e l’isolamento dalpiano visibile della regolarità è una costante, sebbene l’economia formalecome già accennato sopra, viva adagiandosi anche sopra a questo settore,spesso anche molto redditizio. E’ molto difficile rompere il circolo viziosoin cui sono costretti i lavoratori informali.4. Come vivono? Come lavorano?La maggior parte dei waste pickers utilizza la propria abitazione comeluogo per continuare la separazione dei rifiuti raccolti. Così nelle proprieabitazioni non solo si dorme e si vive, ma si svolge anche il proprio lavoro Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 29 riciclaggio
  40. 40. di separazione e classificazione. Questa caratteristica è diretta conseguenzadi una mancanza di luoghi appositi dove i waste pickers possano effettuareil proprio lavoro, dove possano lasciare i propri rifiuti separati in attesadella vendita, dove possano essere custoditi. Ha una valenza importanteanche la presenza dei cosiddetti intermediari, il cui lavoro è quello dicomprare i rifiuti separati dai waste pickers, ammucchiarli in aree di loroproprietà e venderli alle fabbriche. Gli intermediari hanno un potere moltoforte e spesso comprano a prezzi più bassi del giusto e, essendo proprietarianche delle bilance, spesso approfittano della loro posizione di vantaggio.Laddove non sussistono forme di aggregazione tra i waste pickers più omeno stabili, gli intermediari rendono i classificatori sempre più dipendentie legati a questo livello intermedio di commercio, che non prevede alcunaforma di tutela, anzi è molto vicino a delle forme di associazionismo al difuori della legalità.La produzione si sintetizza attraverso la presenza di due beni fondamentali:un mezzo di trasporto (carretto nelle migliori delle ipotesi) trainatodall’uomo stesso oppure dall’aiuto di animali ed i materiali riciclabili(generalmente carta, vetro, plastica, ferro, legno e derivati), che poiverranno venduti.Lo stile di vita comporta quindi una sovrapposizione dell’abitare e dellavorare così come una sovrapposizione di attività rurali (convivenza elavoro con animali) e attività con caratteristiche urbane. Così si parla diambiente rurbano, a metà tra il rurale e l’urbano. Durante il lavoro quasimai il classificatore utilizza guanti o attrezzature adatte alla raccolta dirifiuti, esponendosi a un contatto fisico con materiali sporchi, putrefatti eammuffiti: l’incidente sul lavoro è normalità. Polveri e fumi nocivi, siaggiungono e aggravano le condizioni della salute in questi luoghi. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 30 riciclaggio
  41. 41. Il lavoro con i rifiuti mette a rischio la salute di questi soggetti, che hannoaspettative di vita piuttosto scarse rispetto alla popolazione generale; aCittà del Messico i waste pickers hanno un’aspettativa di vita di 39 anni,mentre quella della popolazione in generale è di 67. Un altro studio 8 hadimostrato come in Egitto, al Cairo, gli Zabeleen hanno una mortalitàinfantile di 1:3 (durante il primo anno di vita muore un bambino ogni tre),statistica più alta di quella generale del paese. A Manila sono stateindividuate 35 specie diverse di malattie concentrate nella comunità dimagbabasuriegos, come per esempio colera, dissenteria, polmonite,malaria, infezioni cutanee, tubercolosi.Nonostante ciò i waste pickers non sono sempre i più poveri dei poveri,sebbene la loro occupazione sia considerata da tutti il gradino più bassodello status sociale.Molto probabilmente una delle cause del bassissimo reddito dei wastepickers è la presenza dei cosiddetti intermediari, cioè degli uomini areddito più elevato attraverso cui i waste pickers devono passare pervendere i propri prodotti alle industrie. Spesso esistono due o tre fasce diintermediari a reddito sempre più elevato che acquistando il prodotto aprezzi bassissimi hanno la possibilità di venderlo alle industrie perchédispongono dei mezzi per il trasporto dei prodotti. In genere il gruppo degliintermediari decide quanto vuole pagare il prodotto raccolto e lavato deiclasificadores ed essendo totalmente al di fuori da un mercato liberamenteconcorrenziale, detta legge. Il prodotto comprato a prezzi irrisori viene8 Cfr. G., Meyer, Waste Recycling as a Livehood in the Informal Sector – The Exemple of theRefuse collector in Cairo. Applied Geografy and Developement, 1987 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 31 riciclaggio
  42. 42. rivenduto al doppio, triplo o quadruplo ad altri intermediari più grandi odirettamente alle industrie.Schema gerarchie compravendita: Industria Intermediari Intermediari Intermediario Intermediario Intermediari Intermediario clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores clasificadores5. Soluzioni più comunemente adottate nella politica di gestione deiresidui solidi urbani nei Paesi a basso-medio reddito e i loro limitiLe soluzioni più comunemente apportate ai problemi di gestione dei rifiutisolidi urbani nelle città dei paesi più poveri hanno, in genere, le seguenticaratteristiche: Centralizzate e non diversificate: soluzioni che non distinguono laeterogeneità e i bisogni diversi a seconda dei differenti luoghi di intervento. Burocratizzate: con un approccio top-down, in genere con unascarsissima, se non nulla, partecipazione della popolazione. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 32 riciclaggio
  43. 43. Dotate di un approccio capital-intensive: che utilizza unatecnologia avanzata spesso importata dai paesi maggiormenteindustrializzati ed economicamente più agiati. Formali: soluzioni convenzionali che prendono in considerazionel’esistenza solo del settore formale, che decidono di ignorare l’esistenza e ilpossibile contributo positivo del settore informale dei waste pickers.Sovente le soluzioni qui indicate come più comuni considerano i rifiuti comeun problema e basta, non prendendo in considerazione la risorsa managerialeche potrebbe scaturire dai waste pickers.Gli approcci classici in genere falliscono quasi sempre in questi Paesi. Visono profonde differenze tra questi ultimi e i Paesi industrializzati in terminidi entrate economiche, standard di vita, disoccupazione, costituzione dischemi di comportamento, capitale disponibile e capacità istituzionali.Queste differenze, che possiamo di seguito riassumere in manierasemplificata, fanno sì che per molte volte e in Paesi e città differenti,costantemente falliscano i tentativi di risolvere il problema della gestione deirifiuti nei paesi più poveri.Le maggiori differenze tra i paesi economicamente avanzati e quelli piùpoveri possiamo identificarle brevemente (e senza effettuare una sintesiesaustiva):1) I Paesi industrializzati possono utilizzare una quantità di capitalerelativamente abbondante mantenendo i costi dei salari sempre relativamenteelevati, tutto all’opposto i Paesi a reddito più basso hanno manodopera nonspecializzata in abbondanza e a bassissimo costo e una scarsità di capitale.2) La morfologia fisica delle città nei paesi più poveri è spesso moltodifferente da quella dei paesi ad alto reddito. L’asperità delle strade, spesso Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 33 riciclaggio
  44. 44. strettissime o non asfaltate rende quasi impossibile un sistema di raccoltaclassico, con i camion che raccolgono immondizia dai cassonetti.3) Moltissime città dei paesi a basso reddito hanno un settore informalemolto dinamico e ben consolidato che si occupa di raccogliere, selezionare erivendere i rifiuti. Fanno parte di questo settore, disoccupati, immigrati,bambini, donne e individui con handicap.4) Vi è inoltre una differenza sostanziale nelle caratteristiche dei rifiutiprodotti. La quantità dei rifiuti generati tende sempre ad aumentare. Le cittàdei Paesi industrializzati ha tendenzialmente una maggiore produzione dirifiuti, negli Stati Uniti si produce circa 1,5 kg di rifiuti a persona al giorno;in Benin la produzione è di 124 gr per persona al giorno. Questi ultimi rifiutisono costituiti soprattutto da umido come frutta, verdura e resti di cibo nonimpacchettato e questo è molto diverso dai nostri tipi di scarti che sono densidi plastiche, metalli e materiali a maggior contenuto energetico.5) Le soluzioni spesso adottate per eliminare i rifiuti come inceneritori,compattatori e piani di compostaggio automatizzato, falliscono sovente siaper il loro elevato costo di funzionamento (e revisione) sia perché spessonecessitano di competenze troppo elevate per il loro funzionamento.In conclusione si potrebbe argomentare che i paesi a basso medio redditodevono mettere in atto approcci molto vicini all’opposto delle convenzionalipolitiche di gestione: delle soluzioni sostenibili devono creare lavoro,proteggere l’ambiente e promuovere la partecipazione attiva, è necessarioche venga preso in considerazione l’apporto positivo che in questo possonodare i waste pickers.In breve è giusto prendere in considerazione un sistema di gestione deiresidui commisurato alle forze che effettivamente i Paesi hanno, perchèquesto sia effettivamente sostenibile, il tutto in un’ottica di inclusione Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 34 riciclaggio
  45. 45. sociale e sostenibilità ambientale che bisogna sempre e comunqueperseguire.Analizzerò brevemente di seguito, i tipi di politiche finora adottate daigoverni dei PVS, concentrandomi maggiormente sull’ultimo tipo diatteggiamento, quello più maturo e responsabile, quello che appoggia larealtà dei clasificadores. Cercherò di fornire motivazioni ed esempiconcreti ove quest’ultimo tipo di atteggiamento ha avuto un ottimoimpatto, ha comportato realmente un miglioramento delle condizioni divita dei waste pickers e contemporaneamente un miglioramentoambientale, una diminuzione della conflittualità sociale e una serie diinnovazioni su cui è importante soffermarsi a riflettere.RepressioneLa visione dominante del waste picker come simbolo di un concentrato dicriminalità e povertà che vive degli scarti della società, fonte di disastrieconomici, sanitari e ambientali e simbolo della debolezza del paese, hafatto sì che moltissimi governi abbiano adottato, e tutt’oggi adottino,politiche di repressione, molte volte di una violenza eclatante attuatadirettamente sui waste pickers, come in Colombia con il paramilitari onelle Filippine, altre volte meno violenta e diretta sul loro lavoro, consequestro di carri, animali e con la proibizione di accedere nelle zonericche di risorse.Negazione Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 35 riciclaggio
  46. 46. In questo caso le autorità ignorano semplicemente l’esistenza ed il lavorodel raccoglitore di rifiuti, abbandonandolo a se stesso sotto ogni punto divista. Solo per far un esempio, queste dinamiche sono ricorrenti nellediscariche di Dakar in Senegal, di Bamako in Mali e di Cotonou in Benin.CollusioneI governi ufficiali a volte sviluppano con i waste pickers, o per meglio direi loro sfruttatori, gli intermediari, che possono a loro piacimento manovrarei waste pickers, un rapporto di sfruttamento e reciproco profitto e mutuaassistenza: queste relazioni sono tipiche del clientelismo. A Città delMessico questo tipo di relazioni sono estremamente evidenti, si sonocostituite durante gli ultimi decenni strutture clientelari molto forti a metàtra la legalità e l’illegalità che legano waste pickers, intermediari, industriee autorità locali con vincoli da cui è impossibile uscire. Gli intermediari, icaciques, pagano le autorità perché queste non considerino i loro abusi dipotere sui waste pickers. Il governo ottiene così sostegno economico epolitico dagli scavengers, e questi ultimi ottengono legittimità e stabilitànel loro operare da parte del governo. 9AppoggioI numerosi e ripetuti fallimenti della gestione dei rifiuti di tipo tecnologicoproposti da Stati Uniti e Europa ai Paesi più poveri, ha portato a unacambiamento nelle politiche di questi ultimi nei confronti dei waste9 Cfr. H., Castillo, La Sociedad de la Basura: Caciquismo Urbano en la Ciudad de Mexico.Second Edition. Mexico City: UNAM, 1990 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 36 riciclaggio
  47. 47. pickers. Riconoscendo i benefici economici, ambientali e sociali, i governihanno iniziato a cambiare il loro atteggiamento di osteggiamento,indifferenza o tolleranza, passando a un ruolo di appoggio, sostegno attivo.Le politiche di sostegno tendono a legalizzare i waste pickers, cheacquisiscono finalmente i propri diritti-doveri e le loro attività, aincoraggiare la formazione di cooperative o altre forme di associazionismo,firmando contratti per la raccolta differenziata e costituendo unapartnership a metà tra il pubblico e il privato tra autorità locali e wastepickers.L’idea di fornire un lavoro alternativo ai waste pickers è spessofallimentare, come gli stessi waste pickers tentano in continuazione dispiegarci, perché raramente è possibile trovare un lavoro che eguagli esuperi i costi e i benefici dati dalla raccolta e vendita di rifiuti.Molti waste pickers sono soddisfatti del loro lavoro, per il denaro cheriescono a guadagnare, perché possono lavorare senza sottostare a un“capo” e avere una grande flessibilità nel gestire il proprio lavoro. Inoltreuna grande percentuale di questi lavoratori non riuscirebbe a trovare unaltro lavoro nel settore informale a causa della scarsa istruzione, o per l’età(o troppo giovani o troppo vecchi).Se anche alcuni di questi lavoratori decidessero e potessero trovare unlavoro ufficialmente riconosciuto, vi sarebbero altri che entrerebbero asostituirli.Questo lavoro è legato alla povertà cronica, alla disoccupazione, alladomanda delle industrie di materiale da riciclare e all’assenza totale disicurezza e tutela per i poveri, e, poiché tutti questi fattori non accennano adiminuire, anzi continuano ad aumentare, è illogico sperare in unariduzione del numero di waste pickers. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 37 riciclaggio
  48. 48. Il puntare continuamente a voler far scomparire velocemente l’esistenza diquesti lavoratori ha sempre dimostrato come, nel migliore dei casi, ciòcomporti un effetto molto negativo sugli standard di vita dei clasificadores,aumentando le difficoltà e le emergenze economiche, sanitarie, ambientalie sociali di questa classe estremamente vulnerabile. Un esempio classicopuò essere la chiusura della discarica di Bogotà a seguito della costruzionedi un nuovo deposito più controllato. Ciò ha costretto i basuriegos atornare sulle strade per intercettare i rifiuti prima che venissero prelevati eportati alla discarica e questo ha impoverito ulteriormente questi lavoratoriche in una giornata potevano raccogliere molto meno materiale, dovendofare più di 8 km al giorno, spesso costretti a dormire direttamente in stradafino a quando non raggiungevano una quantità sufficiente di materiale. Laloro produttività è crollata così come i loro guadagni, per non dire di comeessi siano molto più a rischio per le strade ove vengono perseguitati sia dabande di delinquenti che dalla polizia. Esperienze simili sono innumerevoliin tutto il mondo.Una politica molto più responsabile e rispettosa dei diritti umani tende adaiutare i waste pickers a condurre un’esistenza migliore. Un supportoimportante è quello alla formazione di cooperative o associazionismo, perriacquisire potere decisionale.6. La formazione di cooperativeLe industrie dei paesi a basso medio reddito che utilizzano materialiriciclabili nella propria produzione incoraggiano e supportano l’esistenzadegli intermediari, o negozianti di residui: waste dealers, che sifrappongano tra i singoli lavoratori e loro, per avere così meno Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 38 riciclaggio
  49. 49. interlocutori, una maggiore quantità di prodotto in una volta sola e migliorequalità.La formazione di cooperative di waste pickers è una soluzione almonopolio degli intermediari e allo sfruttamento: non passare piùattraverso gli intermediari significa poter dividere un guadagno nettomaggiore, triplo, quadruplo e questo significa migliorare le propriecondizioni di vita e iniziare un ciclo positivo di investimento in questolavoro che può divenire più efficiente, produttivo, più organizzato ecertamente, potendo finalmente venire alla luce del giorno, più attento agliaspetti sanitari, ambientali, di sfruttamento minorile, ecc. Oggi questosembra l’unico modo per rompere il circolo vizioso in cui sono costretti iwaste pickers per riprendere il potere decisionale che spetta loro di diritto.I teorici parlano di un nuovo management dal basso: come potrete vederenon si parla solo di teorie ma di meccanismi che in molti paesi sonopraticati da diversi anni e hanno portato con sé un grande successosottolineato da una generale soddisfazione sociale, un miglioramento dellecondizioni di vita ed un generale miglioramento economico e ambientaledel paese.Le ONG hanno giocato, e a tutt’oggi giocano, un ruolo molto importantenell’assistere la formazione e l’avvio delle cooperative di waste pickers.Le cooperative appena nate sono molto vulnerabili proprio tenendopresente che contrastare l’enorme potere economico e di coercizione chehanno gli intermediari non è semplice. Le industrie, in genere, inizialmentesono sempre riluttanti a relazionarsi con un nuovo interlocutore, soprattuttose si tratta di una cooperativa nascente. Non dimentichiamo nemmeno leparticolarmente difficili dinamiche che in molti paesi sussistono tra Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 39 riciclaggio
  50. 50. autorità locali e intermediari, anche in questo caso le cooperative devonoriuscire a superare uno scoglio molto difficile.Il lasso di tempo in cui una cooperativa riesce a costituirsi può esserela chiave del suo successo. Per i waste pickers si possono creare dellefinestre di opportunità durante il cambiamento di un’amministrazione,soprattutto a livello locale. Un nuovo sindaco, soprattutto se rappresentantedi una fazione politica che prima era all’opposizione, sarà più disposto adappoggiare la formazione o l’esistenza di cooperative di waste pickers perdimostrare la propria concreta lotta contro la povertà e la marginalità. Unacampagna mediatica può puntare sull’impegno dei clasificadores alavorare duro per migliori condizioni di vita mettendo a disposizione dellacomunità un lavoro socialmente utile.Rischi e opportunità legate ai programmi di privatizzazione.Sia l’America Latina che l’Asia hanno condotto ambiziosi sforzi perridurre il ruolo dello Stato nell’economia del Paese (anche per poter ambirea una serie di fondi disposti dal WTO e dalla World Bank che ponevanoquesta come condizione come necessaria per potervi accedere). Molte cittàhanno privatizzato interamente o iniziato un processo di privatizzazionegraduale del sistema di gestione dei residui solidi urbani. Laprivatizzazione presenta sia rischi che opportunità per i waste pickers. Persoffermarci su un’opportunità interessante che si può creare, possiamonotare le possiblità che si aprono per le nuove cooperative di clasificadoresche possono offrire i propri servizi a pagamento ed entrare nel mercatoufficiale. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 40 riciclaggio
  51. 51. La privatizzazione rimane un fattore ad alto rischio se non effettuataadottando contemporaneamente politiche di riconoscimento dei wastepickers e il loro inserimento nel mercato e nella produzione nel campo delriciclaggio. Così condotta la privatizzazione comporta un ulterioreesclusione di questa popolazione assai vulnerabile e un nuovoimpoverimento, economico, culturale, sociale.7. Ideologia del lavoro e diritti dei lavoratori 10Caso studio: il ruolo dell’UCRUS (Sindacato dei Clasificadores) inUruguaySi dice sempre che i settori marginali della società non considerano il“lavoro”- secondo la definizione dell’economia classica e/o marxista- comeil centro della propria visione generale e della propria identità culturale.Questo punto di partenza non solo rende molto difficile il dialogo con lasocietà dominante, ma portano ad una quasi impossibile integrazionelavorativa e sociale fino a far scomparire praticamente le cause reali dellamarginalità in cui vivono questi settori.Per rendere l’idea dell’ideologia del lavoro dei clasificadores diMontevideo è sufficiente citare ciò che disse una clasificadora del quartiereFelipe Cardoso, che davanti a una domanda sulla possibile offerta di unposto di lavoro per il Comune come spazzina, rispose: “Qui noialtri nonvogliamo padroni, vogliamo essere padroni di noi stessi, se oggi decido dilavorare bene, se non voglio lavorare, non lavoro.” 11Senza dubbio non si può isolare questo elemento di caratterizzazione deiclasificadores dal resto. Nemmeno si può analizzare il punto senza10 Lucia Fernandez, Aspectos Culturales de los Clasificadores, Ideologìa del Trabajo11 Cfr. intervista di gruppo, El Pais, 3/10/2003 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 41 riciclaggio
  52. 52. considerare l’evoluzione della pratica nel quotidiano e delle idee, così comel’ingresso continuo in questo tipo di attività di persone con antecedentilavorativi nell’economia formale.Una prima differenziazione che l’UCRUS realizza nell’attività delclasificador come “strategia di sussistenza” è motivata sempre comereazione a forze esterne e dal desiderio di poter accedere a un lavoro comealternativa di libertà. 12 In questo modo i clasificadores vengono iscrittinell’analisi della realtà nella dicotomia “regno della necessità-regno dellalibertà” inserendo la loro situazione nel primo dei due poli. La loroposizione nella sfera della necessità permetterà il passaggio all’alternativadella libertà (in questo caso quasi letterale), perché sarebbe una strategia disopravvivenza e anche la migliore possibilità per non convertirsi indelinquenti contro la proprietà privata, in ladroni. E’ così che si avvalorapositivamente la strategia di sopravvivenza per il suo lato etico,significante, in sintonia con i valori della società dominante. Oltre aglieffetti di rivalutazione morale, questo tipo di rappresentazione del lavoro èuno strumento strategico di negoziazione con i decisori e con la societàformale.Naturalmente la moralizzazione della strategia di sussistenza non èsufficiente. Attualmente le condizioni lavorative dei clasificadores e le loropratiche non sono ricollegabili a tecniche lavorative accettabili, per questotutt’oggi i clasificadores sono lavoratori informali. In questo l’UCRUS ècoerente con le autorità municipali, sebbene non coincidano gli strumentiper perseguire il cambiamento. I clasificadores organizzati nel sindacato12 Barrera Sanitaria en Paso Carrasco. Vedi Anexo IV Documentales, N°2. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 42 riciclaggio
  53. 53. vedono la necessità e la possibilità di convertire l’informalità della strategiadi sopravvivenza in una categoria di lavoro riconosciuto formalmente.E’ importante, quindi, che da un punto di vista qualitativo, secondo laconcezione di lavoro manifestata dall’UCRUS, il lavoro dei clasificadoresnon venga equiparato a un tipo di lavoro astratto. Qualche volta qualcuno hachiesto: “I clasificadores continuerebbero a fare questo lavoro se avesserola possibilità di farne un altro?” Nel caso la risposta fosse affermativa, sidovrebbe specificare: “che caratteristiche dovrebbe avere questo altrolavoro?” Queste domande non sono cosa di poco conto e la risposta deiclasificadores dell’UCRUS sembra mostrare, secondo una prima analisi,che il lavoro dei clasificadores non è sostituibile con un altro lavoro cheoffra uguale retribuzione e stessa quantità di ore lavorative. In questo puntodi vista è radicato uno dei motivi del fallimento delle proposte lavorativefatte nel tempo ai clasificadores.Però, per arrivare a questa conclusione, è necessario osservare ilcambiamento che i clasificadores, oggi come oggi, hanno apportato alproprio lavoro. In altre parole la rappresentazione del lavoro deve essereinterpretata in una chiave diacronica, che guarda al futuro.Una prima metamorfosi è avvenuta nel passaggio dal piano meramente disussistenza al piano ambientale. Sebbene questo tipo di attività abbiaorigine da un bisogno primario, oggi è passato ad una caratteristica piùgenerale di protezione ambientale:“la classificazione è una risposta vitale che le società devono rispettare”;“se l’attività del clasificadores fosse protetta e appoggiata questa potrebbesvolgere un ruolo ecologico e di riscatto delle risorse che sono spessorisorse finite (come la carta) e che la maggior parte delle volte costituisconoun risparmio non indifferente per la società tutta”. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 43 riciclaggio
  54. 54. Non solo, come si vede, si avvalora l’argomento ecologico o ambientale maanche si incorpora in un discorso di produttività sociale, in questo caso perun discorso di risparmio generale. Per questo la società dovrebbe non soloaccettare legalmente l’esistenza dei clasificadores, ma anche appoggiarlieconomicamente.Una seconda metamorfosi va dal piano di sussistenza informale al pianodella produzione sociale.“Un’impresa di un paese con un’immagine realmente produttiva, non può inperiodi moderni e tantomeno oggi come oggi, permettersi la perdita divaluta per re-importare qualcosa che già è stato importato, per questo deverecuperare, riciclare; per di più questo paese ha un bisogno disperato dicreare nuove fonti di lavoro stabili. Questo è stato ed è ciò verso cui aspira el’ideale più profondo dell’obiettivo che il gruppo dell’UCRUS ha deciso diperseguire”;e ancora:“ Vogliamo fortemente avere il nostro ruolo nella parte iniziale della catenaproduttiva. Non intendiamo esser assorbiti dai servizi pubblici o privati chegià esistono. Inoltre reclamiamo che ci venga dato appoggio per cambiare lenostre condizioni di lavoro perché siano degne e più umane.” Qui il cambiodi argomentazioni è centrale. Non si parla più della questione ambientale,intesa come ecologismo dei paesi economicamente più ricchi (è chiaro nelriferimento al riuso e al riciclo nella prima parte di citazione). Direttamenteci si appella a una relazione costo-beneficio economico a livello nazionale(“non si possono perdere valute comprando ciò che già abbiamo) e lapriorità socio-economica di generare “fonti di lavoro stabile”. Tre sono lecondizioni per far sì che il lavoro dei clasificadores smetta di esseresolamente una strategia di sopravvivenza: Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 44 riciclaggio
  55. 55. 1) stabilità lavorativa;2) vendibilità e utilità per la società contemporaneamente;3) condizioni lavorative dignitose.Per concludere, le informazioni disponibili per tentare di delineare qualisiano le caratteristiche dell’ideologia del lavoro nell’ambito deiclasificadores sembrano confermare il pregiudizio diffuso che vede lacentralità del soggetto sopra la visione di gruppo. Contemporaneamente, èimportante notare come, negli ultimi anni, vi sia un superamento dellavisione del concetto di lavoro individuale così come è inteso nelcapitalismo, che dimostra una capacità di visione del lavoro in un quadrotemporale più a lungo termine che vede compenetrare sia i fattori tipicidelle funzioni economiche classiche: tempo, ore di lavoro, ecc., sia unriconoscimento nell’ambito della società e una necessità di condizioni divita accettabili. Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 45 riciclaggio
  56. 56. BibliografiaBauman, Zygmunt, Wasted Lives, Polity Press, Cambridge, 2004Bernstein, J. Alternative Approaches to Pollution Control and WasteManagement: Regulatory and Economic Instruments in Urban ManagementDiscussion Paper No. 3 Washington, DC, The World Bank, 1993.Calvino I., Le Città Continue, in Le Città Invisibili, Mondadori, Milano,1993Castillo, H. La Sociedad de la Basura: Caciquismo Urbano en la Ciudad deMéxico. UNAM, Mexico City, 1990DeLillo D.R., Underworld, Torino, Einaudi, 1997Guido Viale, Un Mondo Usa e Getta, Milano, Feltrinelli, 1994Hordijk, Aad Project Manager, Environmental Resources ManagementNetherlands, personal communications and field notes, Gouda, 2002Medina, M. Informal Recycling and Collection of Solid Wastes inDeveloping Countries: Issues and Opportunities. Tokyo: United NationsUniversity / Institute of Advanced Studies Working Paper No.24, Tokyo,1997Medina, M. Scavenging on the Border: A Study of the Informal RecyclingSector in Laredo, Texas, and Nuevo Laredo, Mexico. Ph. D. Dissertation,Yale University, Connecticut, 1997Medina, M. Waste picker Cooperatives in Developing Countries. BioCycle,Mexico City, 1998Sención, G., Informe a partir de los datos del Censo de Clasificadores,IMM,OSV, Luglio 2002 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 46 riciclaggio
  57. 57. Atti tratti dal Rapporto del “CWG (Collaborative Working Group onSolid Waste Management in Low and Middle-income Countries)International Workshop: WASH Workshop 2006”, 1-5 Febbraio,Kolkata, India, 2006Coad A., Private Sector Involvement in Solid Waste Management AvoidingProblems and Building on Successes, Paper No. 4Drescher S., Zurbrügg C., Decentralized composting: lessons learned andfuture potentials for meeting the Millennium Development Goals, PaperNo.72Rodi , Wiersma1, Capaciti building in solid waste management &engineering for achieving the Millennium Development Goals, Paper No.67Rouse J., Embracing not displacing: involving the informal sector inimproved solid waste management, Paper No. 19Scheinberg1 A., Anschütz J., van de Klundert A., Waste pickers: poorvictims or waste management professionalsPaper No. 56Spies S., Wehenpohl G., The informal sector in solid waste management –efficient part of a system or marginal and disturbing way of survival for thepoor?, Paper No. 35Wehenpohl G., Capacity building and networking in Municipal solidmanagement – Experiences from Mexico, lessons for other Countries?,Paper No. 64 Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 47 riciclaggio
  58. 58. Riferimenti di pagine WebBlog “Villa del Chancho”: http://www.villadelchancho.splinder.comCEMPRE: www.cempre.org.brCollaborative Working Gorup on Solid Waste Management in Low andMiddle Income-countries: http://www.cwgnt.netDecrescita: http://www.decrescita.itGlobal Alliance for Incinerator Alternatives: http://www.no-burn.orgIndymedia Uruguay: http://www.uruguay.indymedia.orgInternational Network of Street Papers: http://www.street-papers.comKorogocho: http://www.korogocho.orgQuotidiano, Brecha: http:// www.brecha.com.uyQuotidiano, El Pais: http://www.elpais.com.uyRivista venduta dai Senza Tetto, Uruguay: http://factors.org.uy/inicioSwiss Resource Center and Consultancies for Developement:http://www.skat-foundation.orgWASTE, advisers on urban environment and development:http://www.waste.nlMovimento Nacional dos Catadores:http://www.movimentodoscatadores.org.br ***** Raccoglitori di residui Una panoramica globale sul primo anello del circuito del 48 riciclaggio

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