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Ccpb: come funziona la zootecnia bio

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28-29 settembre si svoge a Ponte Presale di Sestino di Arezzo la XXI Mostra nazionale degli allevamenti bovini di razza chianina allo stato semibrado e stabulazione libera. CCPB è stato invitato per parlare di zootecnia con metodo biologico.

Qui sotto potete sfogliare la relazione di Davide Pierleoni, responsabile tecnico commerciale di CCPB, che riassume quali sono i regolamenti, le modalità e la tempistica per un allevamento di chianina bio.

Published in: Environment
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Ccpb: come funziona la zootecnia bio

  1. 1. L’allevamento biologico della Chianina Davide Pierleoni Responsabile Tecnico-Commerciale
  2. 2. Qualche dato sui consumi. Come va il settore BIO?
  3. 3. La normativa di settore • Regolamenti dell’Unione Europea (834/2007- 889/2008-1235/2008) • Leggi, Decreti e Circolari Ministeriali (D.M. 18354/2009 e seguenti) • Leggi e Delibere della Regione Toscana • www.sinab.it
  4. 4. Prima di cominciare due cose che devi sapere…molto…molto importanti!
  5. 5. 1 - Fare agricoltura biologica significa ripensare i processi produttivi e come stai gestendo la tua azienda e il tuo allevamento 2 - Per gestire un allevamento biologico non è sufficiente cambiare il tipo di alimentazione e/o il medicinale veterinario che hai sempre usato. C’è di più! Molto di più!
  6. 6. L’allevamento biologico Alcune regole di base
  7. 7. Per iniziare un allevamento e costituire il primo patrimonio Animali di meno di 6 mesi Animali con meno di 60 giorni Che pesano meno di 35 kg
  8. 8. Rinnovare il patrimonio zootecnico si può. A queste condizioni! Manza nullipara Maschio adulto Puoi acquistare animali convenzionali (max 10% del n° di capi adulti che siano: (max 20% del n° di capi adulti per suini, caprini ed ovini
  9. 9. Le percentuali possono essere portate al 40 %, previa autorizzazione dell'autorità competente nei seguenti casi speciali: a) estensione significativa dell'azienda; b) cambiamento di razza; c) avviamento di un nuovo indirizzo produttivo; d) razze minacciate di abbandono Ad esempio, Limousine sostituita da Chianina
  10. 10. Il periodo di conversione se l’azienda di produzione vegetale è già convertita • 12 mesi per gli equidi ed i bovini (comprese le specie Bubalus e Bison) destinati alla produzione di carne ed in ogni caso per almeno tre quarti della loro vita; • 6 mesi per i ovini e caprini e i suini, nonché per gli animali destinati alla produzione lattiera per almeno tre quarti della loro vita; • 10 settimane per il pollame introdotto prima dei 3 giorni di età e destinato alla produzione di carne; • 6 settimane per le galline ovaiole.
  11. 11. Il periodo di conversione azienda di nuovo assoggettamento conversione simultanea dell'intera unità di produzione compresi animali, pascoli e/o area utilizzata per l'alimentazione degli animali. Il periodo totale di conversione cumulativo per gli animali esistenti e la loro progenie e per i pascoli e/o l’area utilizzata per l’alimentazione degli animali può essere ridotto a 24 mesi se gli animali sono essenzialmente nutriti con prodotti provenienti dall'unità di produzione
  12. 12. Gli edifici, le stalle, i ricoveri Comodi, ariosi, spaziosi, con paglia o lettiera vegetale a terra, con acqua sempre a disposizione, senza luce artificiale sempre accesa – abbondante areazione e ventilazione NO! SI!
  13. 13. Gli edifici, le stalle, i ricoveri Garantire ad ogni animale l’accesso alla mangiatoia e all’abbever atoio superficie sufficiente per stare in piedi liberamente, sdraiarsi, girarsi, pulirsi, assumere tutte le posizioni naturali e fare tutti i movimenti naturali
  14. 14. Progettare gli spazi giusti!
  15. 15. Tratta con cura gli animali (anche se non sono dei campioni…) I locali di stabulazione hanno a disposizione una zona confortevole, pulita e asciutta per il sonno o il riposo degli animali, sufficientemente ampia e costruita con materiale solido non grigliato. L'area di riposo dispone di una lettiera ampia e asciutta, costituita da paglia o da materiali naturali adatti
  16. 16. Benessere animale • No alle gabbie per le galline ovaiole • Non troppo accalcati però! • Libertà di movimento per tutti
  17. 17. Benessere animale Dai il giusto spazio ad ognuno (per mangiare, per riposare, per muoversi…) e allora vedrai che:  Gli animali si ammalano di meno  Non si feriscono tra loro  Non si stressano e non si agitano  Migliora la qualità delle carni
  18. 18. Benessere animale Non impedire il movimento degli animali Il pavimento fessurato è la causa di gravi danni e malattie come le zoppie Articolo 11 Condizioni di stabulazione e pratiche di allevamento specifiche per i mammiferi I locali di stabulazione devono avere pavimenti lisci ma non sdrucciolevoli. Almeno metà della superficie minima interna è costituita da materiale solido, ossia non composto da assicelle o graticciato
  19. 19. Benessere animale spazzole Meno parassiti, meno malattie alla mammella, si stimola la circolazione, si migliora la traspirazione epidermica, migliorano le condizioni materassino igieniche, aumenta la produttività
  20. 20. Benessere animale • Rispetta le esigenze fisiologiche della specie animale che allevi Gli animali tenuti alla catena, senza spazi, senza luce, senza volumi di aria adeguati…..soffrono!!!
  21. 21. Benessere animale le autorità competenti possono autorizzare la stabulazione fissa nelle piccole aziende se non è possibile allevare gli animali in gruppi adeguati alle loro esigenze comportamentali, purché essi abbiano accesso ai pascoli durante il periodo di pascolo e almeno due volte alla settimana abbiano accesso a spazi liberi all'aperto quando l'accesso ai pascoli non sia possibile. D.M. 18454/2009 art. 7.1 Le piccole aziende sono quelle che hanno una consistenza inferiore a 30 UBA Stabulazione FISSA?
  22. 22. Benessere animale Poca paglia? Spazi ridotti? I fabbricati, i recinti, le attrezzature e gli utensili sono adeguatamente puliti e disinfettati per evitare contaminazioni incrociate e la proliferazione di organismi patogeni. Le feci, le urine, gli alimenti non consumati o frammenti di essi devono essere rimossi con la necessaria frequenza, al fine di limitare gli odori ed evitare di attirare insetti o roditori
  23. 23. Il pascolo gli erbivori hanno accesso ai pascoli ogniqualvolta le condizioni lo consentano. Nei casi in cui gli erbivori hanno accesso ai pascoli durante il periodo di pascolo e quando il sistema di stabulazione invernale permette agli animali la libertà di movimento, si può derogare all'obbligo di prevedere spazi all'aperto nei mesi invernali ‐ i tori di più di un anno di età hanno accesso a pascoli o a spazi all'aperto È obbligatorio per quasi tutte le specie animali, soprattutto per i ruminanti e gli erbivori
  24. 24. Densità di allevamento La produzione animale senza terra, nell'ambito della quale l'allevatore non gestisce i terreni agricoli e/o non ha stipulato un accordo scritto di cooperazione con un altro operatore, è vietata.
  25. 25. Produzione simultanea di animali allevati con metodo biologico e non biologico È ammessa nell'azienda la presenza di animali non allevati con il metodo biologico, purché il loro allevamento abbia luogo in unità distinte, provviste di edifici e appezzamenti nettamente separati dalle unità adibite alla produzione conforme alle norme di produzione biologica, e a condizione che si tratti di animali di specie diverse. Non amme sso biologico convenzionale biologico ammesso convenzionale
  26. 26. Pascoli comuni – aree collettive vedi anche D.M. 18354/2009 art. 4.4. Gli animali allevati secondo il metodo biologico possono utilizzare un'area di pascolo comune, purché: a) l'area non sia stata trattata con prodotti non autorizzati per la produzione biologica per un periodo di almeno tre anni; b) qualsiasi animale non allevato secondo il metodo biologico che utilizzi il pascolo in questione provenga da un sistema agricolo equivalente a quelli descritti all'articolo 36 del regolamento (CE) n. 1698/2005 o all'articolo 22 del regolamento (CE) n. 1257/1999; c) i prodotti animali ottenuti da animali allevati secondo il metodo biologico nel periodo in cui essi utilizzavano il pascolo comune non siano considerati biologici, a meno che si dimostri che essi sono stati nettamente separati dagli altri animali non allevati secondo il metodo biologico.
  27. 27. Gli animali non sono… “figli di nessuno” • Se non hanno un nome, hanno almeno un codice. Conserva con cura questi codici e stai attento che gli animali siano sempre identificati
  28. 28. Le cure veterinarie Gli animali non devono soffrire inutilmente. Se la medicina non convenzionale non risolve il problema, allora puoi usare i medicinali allopatici dietro prescrizione del veterinario Attenzione. Dopo 3 cicli di cura in 12 mesi, il prodotto non può più essere venduto come bio e l’animale deve essere riconvertito è vietato l'uso di medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o di antibiotici per trattamenti preventivi I prodotti fitoterapici, gli oligoelementi…, sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura. Il tempo di sospensione deve essere di durata doppia
  29. 29. Il Comprensorio e la cooperazione tra le aziende biologiche Smaltimento delle deiezioni, sia solide che liquide (occhio a non superare il limite - 170 kg di Azoto per ettaro e per anno
  30. 30. Alimentazione degli animali PER GLI ERBIVORI (bovini, equini, ovini, caprini) • Il 60% della sostanze secca (s.s.) deve essere aziendale o deve essere bio proveniente da altre aziende in cooperazione situate nella stessa regione • Il foraggio deve rappresentare almeno il 60% della razione alimentare (espresso in s.s.) [per lattifere: almeno il 50% per 3 mesi all’inizio della lattazione] • Gli alimenti in conversione nella razione alimentare; – Origine extra-aziendale: fino ad un massimo del 30 %, in media, della formula alimentare. – Origine aziendale: la suddetta percentuale può arrivare al 100 %.
  31. 31. Alimentazione degli animali • L’alimentazione forzata (ad esempio per il foie grais) è proibita! • Fino a quando sono piccoli, ci pensa la madre! Latte materno e no latte artificiale 3 mesi minimo 40 giorni minimo
  32. 32. Alimentazione degli animali 1. Foraggio=fibra lunga 2. Mangime=fibra corta Nella giusta proporzione!
  33. 33. Alimentazione degli animali ingrasso e finissaggio Razione BIO • 40% di s.s. da mangimi e/o concentrati • 60% di s.s. da foraggio Razione IGP • 60% di s.s. da mangimi e/o concentrati • 40% di s.s. da foraggio La razione deve comunque essere calcolata in modo da assicurare livelli nutritivi alti o medio alti (maggiori di 0.8 U.F./Kg di S.S. per i maschi e maggiori di 0.7 U.F./Kg di S.S. per le femmine) ed una quota proteica compresa tra il 13% ed il 18% in funzione dello stadio di sviluppo dell’animale.
  34. 34. I trasporti Le operazioni di carico e scarico degli animali devono svolgersi senza usare alcun tipo di stimolazione elettrica per costringere gli animali stessi. È vietato l'uso di calmanti allopatici prima o nel corso del trasporto • Acqua e cibo a disposizione • Non più di 8 ore di viaggio e poi riposo • Temperatura controllata • Arieggiamento e ventilazione • Passaporto veterinario
  35. 35. Etologia e rispetto Castrazione dei suinetti Vacca senza corna Tagliano il becco ai polli Operazioni quali l'applicazione di anelli di gomma alle code degli ovini, la recisione della coda o dei denti, la spuntatura del becco o la decornazione non sono praticate sistematicamente sugli animali nell'agricoltura biologica. Alcune di queste operazioni possono tuttavia essere autorizzate caso per caso dall'autorità competente per motivi di sicurezza o al fine di migliorare la salute, il benessere o l'igiene degli animali. La sofferenza degli animali è ridotta al minimo applicando un'anestesia e/o analgesia sufficiente ed effettuando le operazioni all'età più opportuna ad opera di personale qualificato D.M. 18354/2009 art. 4.6 Parere del Medico veterinario ASL
  36. 36. Riproduzione • Quella artificiale è consentita • Quella naturale è raccomandata È vietato l'impiego di sostanze destinate a stimolare la crescita o la produzione (compresi antibiotici, coccidiostatici e altri stimolanti artificiali della crescita) nonché l'uso di ormoni o sostanze analoghe destinati a controllare la riproduzione o ad altri scopi (ad es. ad indurre o sincronizzare gli estri).

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