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Giacomo di cristallo                                    Una volta, in una citta lontana, venne al mondo un                ...
Purtroppo, in quel paese, sali al governo un feroce dittatore, e comincio un periodo di prepotenze, diingiustizie e di mis...
Sempre la libertà va oltre le parole. È libertà di pensare. Ma anchequesta si cerca di togliere nei regimi totalitari.Ecco...
« Non ho mai voluto mutare le                                           mie opinioni, per le quali sarei                  ...
Ma la LIBERTA’ DI PENSIERO, da cosa è insidiata tra dinoi, dove pure esiste, sancita dalla Costituzione, la libertà diparo...
SituazioneDite che 21 anni di galera per lo stragista di Utoya sono pochi.Premesso che una vita umana è incalcolabile, qua...
Altri elementi che insidiano la libertà di pensiero:• Tv, social network• miseria• lavoro (in fabbrica; ma anche i manager...
Per me, personalmente, lavorare in fabbrica ha voluto dire, che tutte le ragioni esterne sulle quali sifondavano la coscie...
Ho mantenuto la promessa. Lentamente, soffrendo, ho riconquistato, attraverso la schiavitù, il sensodella mia dignità di e...
Gli ordini: dal momento in cui si timbra per l’uscita, si può ricevere qualsiasi ordinein qualunque momento. E bisogna sem...
Non cè dissolutezza peggiore del pensare.Questa licenza si moltiplica come gramigna          Anche l’IGNORANZA ostacola la...
I libri che li divertono non sono illustrati.Il loro unico svago - certe frasisegnate con lunghia o la matita.E spaventoso...
Alla libertà di pensiero dovrebbeassociarsi la libertà di parola:perché la parola è la chiave percapire la realtà, ogni re...
L’amorfaporta che conduce ottusae labirintica (chiusanel suo spalancarsi) làdove nessuna entratapuò dar àditoDovenessuna s...
La parola è dunque anche strumento,forma di opposizione!In un regime totalitario, a scuola, sul postodi lavoro?Libertà di ...
Non chiederci la parola che squadri da ogni lato                             lanimo nostro informe, e a lettere di fuoco  ...
... la poesia non da risposte sul parlare come pensi, ma certo   parla chiaro così chiaro che i poeti vengono da sempre   ...
Il caso di Victor Jara ucciso dalla dittatura cilena (nel 1973)         torturato e ucciso gli ruppero le mani perché era ...
I poeti attraverso il loro “parlare come                               pensano” veicolano delle idee e spesso si          ...
“Ho passato 17 mesi in fila davanti alle carceridi Leningrado. Una volta qualcuno mi“riconobbe” allora una donna dalle lab...
Proprio la Achmatova ha iniziato così un’altra suapoesia:“Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,il riflesso d...
Ruolo della parola in una società democratica e libera è fondamentale.Quando però è meglio non parlare come si pensa?• per...
perché si pensa che non si sarà creduti,capiti,presi sul serioAl lavoro, in famiglia, a scuola…allora è meglio tacere o di...
Sono io, parole senza voce, voce         Cassandrasenza parole, Cassandra. Nessunoascolta le mie profezie. Tuttiatterriti ...
La libertà di parola passa dal senso delle parolenon è dare fiato al proprio io...questa potrebbe essere una bella regola,...
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Parla come pensi

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Parla come pensi, riflessione di Maria Rosa Panté sulla libertà di parola e sull'uso di tale libertà, attraverso un percorso poetico.

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Parla come pensi

  1. 1. parla come pensi performance con letture ragionate La vostra parola sia sì sì, no no chi lha detto?Difficile in questo caso non dire quello che si pensa...
  2. 2. Giacomo di cristallo Una volta, in una citta lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso laria e lacqua. Era di carne e dossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al piu si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per isbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente pote vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verita e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse piu bugie. Unaltra volta un amico gli confido un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu piu tale. Il bambino crebbe, divento un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli facevano unaGianni Rodari (Omegna, 23 ottobre domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava "Giacomo di1920 – Roma, 14 aprile 1980) cristallo", e gli voleva bene per la sua lealta, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
  3. 3. Purtroppo, in quel paese, sali al governo un feroce dittatore, e comincio un periodo di prepotenze, diingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava erafucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore delleconseguenze.Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se nonapriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egliera trasparente e tutti leggevano dietro la suafronte pensieri di sdegno e di condanna per leingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto,poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo eprendeva speranza. Il tiranno fece arrestareGiacomo di cristallo e ordino di gettarlo nella piubuia prigione. Ma allora successe una cosastraordinaria. I muri della cella in cui Giacomo erastato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo diloro anche i muri del carcere, e infine anche lemura esterne. La gente che passava accanto allaprigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello,come se anche la prigione fosse di cristallo, econtinuava a leggere i suoi pensieri. Di notte laprigione spandeva intorno una grande luce e iltiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tendeper non vederla, ma non riusciva ugualmente adormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, erapiu forte di lui, perche la verita e piu forte diqualsiasi cosa, piu luminosa del giorno, piuterribile di un uragano.
  4. 4. Sempre la libertà va oltre le parole. È libertà di pensare. Ma anchequesta si cerca di togliere nei regimi totalitari.Ecco cosa disse lavvocato che voleva che Antonio Gramsci,filosofo, uomo politico, fondatore del Partito Comunista Italiano,arrestato durante il fascismo e morto in carcere, venissecondannato al carcere...«Per ventanni dobbiamo impedire a questo cervello difunzionare»Quindi prima di tutto deve esserci possibilità dipensiero, libertà di pensiero.
  5. 5. « Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loroAntonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – mamme, se voglionoRoma, 27 aprile 1937) conservare il loro onore e la loro dignità di uomini » Lettera alla madre
  6. 6. Ma la LIBERTA’ DI PENSIERO, da cosa è insidiata tra dinoi, dove pure esiste, sancita dalla Costituzione, la libertà diparola?Da questi fattori: • società • pressione di conformità, cioè la tendenza a pensare tutti allo stesso modo… Facciamo un esempio concreto: cosa pensate di questo?
  7. 7. SituazioneDite che 21 anni di galera per lo stragista di Utoya sono pochi.Premesso che una vita umana è incalcolabile, quanto è giusto farstare una persona in carcere? Tutta la vita? E se non crediamo nellapossibilità di ricollocazione sociale allora non è meglio ucciderlosubito?La signora Ellen Bjerce, portavoce del carcere dove è rinchiusoBreivik:«L’isolamento non deve essereuna tortura. Anche lui è unessere umano e ha i suoidiritti».Reazione: siete d’accordo con queltipo di condanna all’uomo che haucciso in Norvegia un gran numero digiovani indifesi? O è troppo mite?
  8. 8. Altri elementi che insidiano la libertà di pensiero:• Tv, social network• miseria• lavoro (in fabbrica; ma anche i manager? Es. Il diavoloveste Prada...)Simone Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto1943) testimonia di come il lavoro in fabbrica possa portarela persona a non pensare. Simone Weil francese, di famigliaebrea, fu filosofa, insegnante, mistica, poetessa.Lavorò in fabbrica per alcuni periodi ed ecco di seguito cosascrisse su quell’esperienza.
  9. 9. Per me, personalmente, lavorare in fabbrica ha voluto dire, che tutte le ragioni esterne sulle quali sifondavano la coscienza della mia dignità e il rispetto di me stessa, sono state radicalmente spezzate, indue o tre settimane, sotto i colpi di una costrizione brutale e quotidiana. E non credere che ne siaconseguito in me qualche moto di rivolta. No; anzi, al contrario, quel che meno mi aspettavo da mestessa: la docilità. Una docilità di rassegnata bestia da soma. mi pareva d’essere nata per aspettare, perricevere, per eseguire ordini – di non aver mai fatto altro che questo – di non dover mai far altro chequesto. Non sono fiera di confessarlo. E’ quel genere di sofferenza di cui nessun operaio parla; fa troppo male solo a pensarci. Quando lamalattia mi ha costretto a smettere, ho assunto piena coscienza dell’abbassamento nel quale stavocadendo e mi sono giurata di subire questa esistenza fino al giorno in cui fossi giunta, mio malgrado, ariprendermi. Simone Weil (Parigi, 3 febbraio 1909 – Ashford, 24 agosto 1943)
  10. 10. Ho mantenuto la promessa. Lentamente, soffrendo, ho riconquistato, attraverso la schiavitù, il sensodella mia dignità di essere umano, un senso che questa volta non si fondava su nulla di esterno, sempreaccompagnato dalla coscienza di non aver diritto a nulla e che in ogni istante libero dalle sofferenze edalle umiliazioni doveva essere ricevuto come una grazia, come unico risultato di favorevolicircostanze casuali.Due fattori essenziali entrano in questa schiavitù: la rapidità e gli ordini.La rapidità: per “farcela” bisogna ripetere un movimento dopo l’altro a una cadenza che è più rapidadel pensiero e quindi vieta non solo la riflessione, ma persino la fantasticheria. Mettendosi dinnanzialla macchina, bisogna uccidere la propria anima, i propri pensieri, i sentimenti, tutto per otto ore algiorno. Irritati, tristi o disgustati che si sia, bisogna inghiottire, respingere in fondo a se stessiirritazione, tristezza o disgusto: rallenterebbero la cadenza. Per la gioia, è lo stesso.
  11. 11. Gli ordini: dal momento in cui si timbra per l’uscita, si può ricevere qualsiasi ordinein qualunque momento. E bisogna sempre tacere e obbedire. L’ordine può esserepenoso o pericolosa da eseguire, o anche ineseguibile; oppure due capi possono dareordini contradditori; non fa nulla: tacere e piegarsi. Rivolgere la parola a un capo,anche per una cosa indispensabile, anche se è una brava persona (le brave personehanno pure i loro momenti di cattivo umore) vuol dire rischiare di farsi strapazzare. Equando capita, bisogna ancora tacere. Per quanto riguarda i propri impulsi di nervi odi malumore, bisogna tenerseli; non possono tradursi né in parole né in gesti, perché igesti sono, in ogni momento, determinati dal lavoro. Questa situazione fa sì che ilpensiero si accartocci, si ritragga, come la carne si contrae dinnanzi al bisturi.
  12. 12. Non cè dissolutezza peggiore del pensare.Questa licenza si moltiplica come gramigna Anche l’IGNORANZA ostacola lasu unaiuola per le margheritine. libertà di pensieroNulla è sacro per quelli che pensano.Chiamare audacemente le cose per nome,analisi spinte, sintesi impudiche,caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,fregola di opinioni - ecco quel che gli piace.In pieno giorno o a notte fondasi uniscono in coppie, triangoli e cerchi.Poco importa il sesso e letà dei partner.I loro occhi brillano, gli ardono le guance.Lamico travia lamico.Figlie snaturate corrompono il padre.Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.Preferiscono i fruttidellalbero vietato della conoscenza Wislawa Szymborska , poetessa polacca, Nobelalle natiche rosee dei rotocalchi, per la poesiaa tutta questa pornografia in definitiva ingenua. (2 Luglio 1923 – 1 Febbraio 2012)
  13. 13. I libri che li divertono non sono illustrati.Il loro unico svago - certe frasisegnate con lunghia o la matita.E spaventoso in quali posizioni,con quale sfrenata semplicitàlintelletto riesca a fecondare lintelletto!Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.Durante questi convegni solo il tè va in calore.La gente siede sulle sedie, muove le labbra.Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.Un piede tocca così il pavimento,laltro ciondola libero nellaria.Solo ogni tanto qualcuno si alza,va alla finestrae attraverso una fessura delle tendescruta furtivo in strada
  14. 14. Alla libertà di pensiero dovrebbeassociarsi la libertà di parola:perché la parola è la chiave percapire la realtà, ogni realtà…La portabianca…La portache, dalla trasparenza, portanell’opacità…La portacondannata…La portacieca, che recadove si è già, e diveltaresta biancomurata Giorgio Caproni (Livorno, 7 gennaio 1912 – Roma, 22 gennaio 1990)e intransitiva…
  15. 15. L’amorfaporta che conduce ottusae labirintica (chiusanel suo spalancarsi) làdove nessuna entratapuò dar àditoDovenessuna stanza o cittàs’apre all’occhio, e non muove- nel ristagno del vago –ramo o pensiero una solaparvenza…Una solacruna di luce (o d’ago)nella mente…la portamorgana:la Parola.
  16. 16. La parola è dunque anche strumento,forma di opposizione!In un regime totalitario, a scuola, sul postodi lavoro?Libertà di parola è un diritto da chiedere aqualunque costo? GiordanoFino a che punto si è disposti ad arrivare? BrunoEssere come Giordano Bruno, filosofo cheper le sue idee fu bruciato vivo nel 1660 ocome Galileo, che di fronte agli strumentidi tortura abiurò alle sue scopertescientifiche?Io credo che farei come Galileo Galileima NON HO RISPOSTE certe né per mené per gli altri GalileoCome scrive Montale nella poesia: Nonchiederci la parola Galilei
  17. 17. Non chiederci la parola che squadri da ogni lato lanimo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah luomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e lombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,Eugenio Montale sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.(Genova, 12 ottobre 1896 – Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.Milano, 12 settembre 1981)
  18. 18. ... la poesia non da risposte sul parlare come pensi, ma certo parla chiaro così chiaro che i poeti vengono da sempre perseguitati e uccisi o ridicolizzati o ignorati.Il caso di Brodskj (poeta russo 1940-1996)Nel 1964 fu arrestato con laccusa diparassitismo e condannato, dopo unprocesso che scatenò violente reazioninellopinione pubblica mondiale, a cinqueanni di lavori forzati. Rilasciato dopodiciotto mesi, tornò a vivere a Leningrado« Giudice: Qual è la tua professione?,Brodskij: Traduttore e poeta.Giudice: Chi ti ha riconosciuto come poeta?Chi ti ha arruolato nei ranghi dei poeti?Brodskij: Nessuno. Chi mi ha arruolato nei Josiph Brodskijranghi del genere umano?» (Leningrado, 24 maggio 1940 – New York, 28 gennaio 1996)(Atti del processo del 1964)
  19. 19. Il caso di Victor Jara ucciso dalla dittatura cilena (nel 1973) torturato e ucciso gli ruppero le mani perché era cantautore...Testimonianza della moglie:« Siamo saliti al secondo piano, dove erano gli ufficiamministrativi e, in un lungo corridoio, ho trovato ilcorpo di Víctor in una fila di una settantina dicadaveri. La maggior parte erano giovani e tuttimostravano segni di violenze e di ferite da proiettile.Quello di Víctor era il più contorto. Aveva ipantaloni attorcigliati alle caviglie, la camiciarimboccata, le mutande ridotte a strisce dallecoltellate, il petto nudo pieno di piccoli fori, conun’enorme ferita, una cavità, sul lato destrodell’addome, sul fianco. Le mani pendevano con unastrana angolatura e distorte; la testa era piena di Victor Jara San Ignacio, 28/ 09/1932 –sangue e di ematomi. Aveva un’espressione di Santiago del Cile, 16 /09/ 1973enorme forza, di sfida, gli occhi aperti. » Dopo averlo ucciso, i militari cileni non solo proibiscono la vendita dei suoi dischi, ma ordinano la distruzione delle matrici.
  20. 20. I poeti attraverso il loro “parlare come pensano” veicolano delle idee e spesso si fanno voce del popolo. Donna e poeta... La poetessa russa Anna Achmatova, cui arrestarono il figlio durante lo stalinismo, si trovava davanti alle carceri con altreAnna Achmatova donne in attesa di notizie, ecco cosaOdessa 23, Giugno 1889 – SanPietroburgo 5, Marzo 1966, scrive:
  21. 21. “Ho passato 17 mesi in fila davanti alle carceridi Leningrado. Una volta qualcuno mi“riconobbe” allora una donna dalle labbralivide che stava dietro dietro di me e che,sicuramente, non aveva mai sentito il mionome, si riscosse dal torpore che eracaratteristico di noi tutti e mi domandò in unorecchio (lì tutti parlavano sussurrando):Ma questo lei può descriverlo?E io dissi:Posso.Allora una sorta di sorriso scivolò lungo quelloche un tempo era stato il suo volto”.
  22. 22. Proprio la Achmatova ha iniziato così un’altra suapoesia:“Io sono la vostra voce, il calore del vostro fiato,il riflesso del vostro volto,i vani palpiti di vane ali...fa lo stesso, fino alla fine io sono con voi.”
  23. 23. Ruolo della parola in una società democratica e libera è fondamentale.Quando però è meglio non parlare come si pensa?• per non offendere qualcuno (tu puzzi! Si può dire a un collega,compagno ecc.?)• per non compromettere rapporti (Vangelo)• per non mettere in pericolo altri: ad esempio che pensare diWikileaks e di Assange?•Per non offendere la sensibilità religiosa.... Assange
  24. 24. perché si pensa che non si sarà creduti,capiti,presi sul serioAl lavoro, in famiglia, a scuola…allora è meglio tacere o dire quel che dicono gli altri...non così ha fatto Cassandra:Cassandra era una delle figlie del re di Troia, Priamo.Poiché non volle cedere al dio Apollo questi le diede il dono dellaprofezia, ma la disgrazia di non essere mai creduta. Quando la cittàcadde Cassandra fu data come schiava al capo dei greci,Agamennone, e con lui morì.Mai cessò di dire quel che vedeva, la verità…
  25. 25. Sono io, parole senza voce, voce Cassandrasenza parole, Cassandra. Nessunoascolta le mie profezie. Tuttiatterriti dall’urlo che mi squassa.Nessuno ascolta la mia voce, avvintoognuno dal mistero preveggente.Dono del dio, somma beffa! Chi odele sue parole non ode Cassandra.Chi invoca il vaticinio crede a un dionon a Cassandra. Duplice dilemmail mio: delirio e ragione. Delirioe follia, l’amore rifiutaredi Febo saettante, essere del dionon amante, ma voce inascoltata,perseverare nel dono tra i roghi.Ragione, la profeziache della mia bellezza percorre ogni Condannata alla vitafibra, brucia feroce incendio, vibra condannata alla morte:la voce fuori di me senza di me. condannata al silenzio,Nessuna delle figlie d’Ilio tanto esausta di parole senza voce epatì: già presentivo voce senza parole.la morte in me, nei figli bambini,nell’uomo che mi possedette schiava Maria Rosa Pantée amante. Già sapevo il sangue sparso,già prima di salpare per la roccadi Micene regina.
  26. 26. La libertà di parola passa dal senso delle parolenon è dare fiato al proprio io...questa potrebbe essere una bella regola,anzi una autoregolamentazione.PARLA COME PENSI, MA IMPARA ANCHE AD ASCOLTARE Alda Merini, poetessa

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