Valutazione funzionale dell'atleta esercizi

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Molto calciatori di tutte le categorie giovanili nascondono, dietro la qualità tecnica, vizi posturali inficianti il gesto tecnico stesso.
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Valutazione funzionale dell'atleta esercizi

  1. 1. Armando Caligaris 61La valutazione funzionaleconsiderazione la valutazione funzionaleiniziale, secondo il nostro pensiero può au-mentare i rischi d’infortunio durante la car-riera dell’atleta.La consapevolezza della miglior postura delsoggetto passa attraverso un lavoro psico-motorio attivo. Come detto in precedenza,è un lavoro teso alla percezione proprio-cettiva. L’“accomodamento” a una buonafunzionalità indurrà il giovane a non averbisogno di alcun intervento volontario suimeccanismi di regolazione posturale. Ci sideve basare dunque su meccanismi regola-tori riflessi per consentire un buon adatta-mento della posizione alle esigenze dell’a-zione.Durante la mia esperienza decennale nelmondo del calcio, ho rilevato con stuporecome quasi la totalità dei giocatori di tuttele categorie giovanili nascondesse, dietro laqualità tecnica, vizi posturali inficianti il ge-sto tecnico stesso. Purtroppo asimmetrie,dismetrie, anti-retroversioni, lateroversio-ni, traslazioni e torsioni, catene muscolariretratte, iper-compensi delle curve fisiolo-giche, escursioni limitate delle articolazioni,muscolatura ipotonica dei muscoli che ga-rantiscono la stazione eretta sono alcunedelle cause dei traumi all’apparato musco-lo-scheletrico.Impostare programmi di preparazione at-letica nei giovani calciatori senza tenere inFig. 1 L’uomo vitruviano
  2. 2. APPROCCIO PSICOCINETICO AL CALCIO624 CAPITOLOdell’asse corporeo, dall’altra per-mettere la miglior presa d’infor-mazione visiva.L’insieme di queste regolazioni posturali sideve realizzare dunque senza l’interventopiramidale; dipende essenzialmente dall’a-zione cerebellare: nessun intervento inten-zionale deve essere esercitato sui dettaglidella postura.Quest’ultima necessità implica che il pro-gramma posturale cosciente si basi sullarappresentazione mentale della globalitàdella postura e ciò dipende dalla qualitàdello schema corporeo.Purtroppo l’atteggiamento descritto non èquello che abitualmente è stato riscontra-to in migliaia di valutazioni fatte a giovanicalciatori.Ad esempio, nella posizione eretta è statariscontrata un’estensione delle gambe. Lastruttura dell’articolazione del ginocchio ètale che l’estensione completa, punte deipiedi ruotate all’esterno, blocca il ginocchioe trasforma l’arto inferiore in un “bastonerigido”, sostituendo la tensione attiva deimuscoli con una resistenza passiva dell’os-satura.È stato dimostrato da qualche tempo che èil gioco dei muscoli antigravitari il responsa-bile del mantenimento della posizione permezzo dei riflessi di stiramento. Studi elet-tromiografici mostrano una partecipazionedei gemelli, soprattutto degli ischio-tibiali,dei lombari, dei muscoli delle docce verte-brali per assicurare la stazione eretta.Alcune precisazioni sull’azione degliischio-tibiali sono dovute, vista l’impor-tanza del loro ruolo. Essi infatti entranoin azione quando il centro di gravità delcorpo passa davanti alla linea delle anche,cioè quando il bacino va in antiversione,per ristabilire l’equilibrio. In questo modo4.1 Educazione dell’atteggiamentosuccessivo a Valutazione FunzionaleL’attitudine che serve da base allo sforzospor-tivo efficace deve rispondere a più condizioni:• la totalità delle trasmissioni di for-za all’asse corporeo deve essereassicurata con il minimo di disper-sione; in particolare la forza usatanon deve irradiarsi a livello dellearticolazioni vertebrali (soprattut-to nella zona lombare);• la stabilità posturale dell’asse cor-poreo deve conciliarsi con la ne-cessità di scioltezza delle articola-zioni intervertebrali necessarie alfunzionamento dei riflessi d’equi-librio;• in tutti gli sforzi in appoggio suipiedi, la necessità di velocità e diequilibrio esige che la partenzadell’azione avvenga in flessione;ciò permette di mantenere dispo-nibili le regolazioni riflesse a livellodelle articolazioni coxo-femorale,del ginocchio e della caviglia;• la cintura scapolare deve assicu-rare la trasmissione totale dellespinte senza che ne risulti alcunirrigidimento;• l’articolazione scapolo-omeraledeve rimanere completamentemobile; per questo la muscolaturafasica dell’arto superiore deve es-sere elastica;• il capo deve essere perfettamenteequilibrato senza alcuna tensionedei muscoli della nuca; questa po-sizione della testa ha due obietti-vi: da una parte assicurare, in co-operazione col bacino, il controllo
  3. 3. Armando Caligaris 63La valutazione funzionaleDopo aver fatto un breve excursus teorico,affrontiamo la fase operativa riguardante lavalutazione funzionale della postura.Questa tematica è affrontata sotto dueaspetti:• educazione dell’atteggiamento suc-cessivo a valutazione funzionale;• la valutazione funzionale comeindice del carico di lavoro in unascuola calcio.La trattazione vuole riferirsi ad una popo-lazione che approccia alla scuola calcio, an-che se purtroppo laddove non ci sia statoun intervento preventivo, si deve ipotizzarel’utilizzo anche in età più avanzata.La misurazione della taglia di un atleta e lavalutazione della sua struttura e composi-zione corporea sono determinanti ai fini siadi una prima forma di prevenzione che diuna ottimizzazione delle risorse.Nella mia osservazione di eventuali “vizi” dipostura mi avvalgo, ormai da tempo, di unamacchina fotografica digitale che mi dia lapossibilità di aprire uno studio più approfon-dito rispetto a ciò che si vede a occhio nudo.Questo può essere un buon compromessotra qualità e operatività in una scuola calcioanche professionistica, laddove i giocato-ri da monitorare siano molti e le rilevazionidebbano essere ripetute nell’arco della sta-gione calcistica. Sette scatti, riprodotti quidi seguito, possono essere sufficientementeesaustivi sugli elementi da analizzare.la sollecitazione di questi muscoli è già for-te in una situazione statica, con blocco inestensione del ginocchio ed extrarotazionedei piedi, e ciò spiega perché siano sede ditensioni parassite frequenti. Si stabilisce inquesto modo uno stereotipo di posizione:l’estensione delle gambe, che inizialmen-te poteva essere assunta perché ritenutaeconomica, diventa allora una necessità.Nel calcio, dove bisogna flettere le gambeper compiere i vari aggiustamenti motori,gli ischio-tibiali sono distesi e non possonopiù esercitare la loro funzione di fissazionedel bacino alle cosce. Il soggetto si sentein posizione instabile, il suo bacino diventamolto mobile ed ha la tendenza a ricercarerapidamente l’estensione delle gambe.L’obiettivo del nostro lavoro diventa allo-ra assicurare la stabilizzazione del bacino,punto di appoggio delle catene muscolaririflesse, non più tramite la solidarizzazionecon le cosce, ma tramite quella con il tron-co.Per assicurare il bacino all’asse corporeo enon agli arti inferiori il nostro training si svi-luppa in tre fasi:• propriocezione del movimentodel bacino in anti/retro/laterover-sione a ginocchia sbloccate;• dissociazione degli arti inferiori ri-spetto al busto eretto tramite l’ar-ticolazione coxo-femorale;• intervento degli addominali pro-fondi ed essenzialmente il trasver-so dell’addome.É appoggiandosi sul bacino così stabilizzatoche le due catene riflesse, una discendenteverso i piedi, l’altra ascendente verso la te-sta, regolano l’insieme della stabilità postu-rale assicurando l’equilibrio statico.
  4. 4. APPROCCIO PSICOCINETICO AL CALCIO644 CAPITOLONel primo scatto si possono rilevare lacentralità dell’occipite sulla base d’appog-gio, asimmetrie, dismetrie, traslazioni e/otorsioni sul piano frontale (evidentissimeosservando lo spazio che intercorre tra ilbusto e i due arti superiori), compensi, late-roversioni del bacino, varismo e valgismo diginocchia e piedi nonché, in senso più gene-rale, le proporzioni del corpo.Nel secondo scatto si nota anche in questocaso la perpendicolarità dell’occipite rispet-to alla base d’appoggio, i compensi lordo –cifotici, l’antiversione – retroversione delbacino, le scapole alate, le spalle antepo-ste, il “recurvatum” del ginocchio.Nel terzo scatto oltre ad ulteriori evidenzepossiamo avere conferme o meno di ciòche è stato rilevato nella posizione frontaleanteriore.Dallo “squat test” (Cuzzolin) frontale, si puòvalutare la mobilità dell’articolazione della ca-viglia, la capacità e la simmetria dei flessori.Inoltre si acutizzano eventuali vizi in torsione.Dallo “squat test” laterale abbiamo ulterioriinformazioni sull’angolo di tenuta dei flessori.È valutabile l’ “insellamento” dell’arco lom-bare, è visibile qualche limitazione nell’escur-sione della scapolo–omerale.In questi due scatti valutiamo le retrazioni acarico rispettivamente della catena anterio-re e posteriore. Nella prima, oltre alle ten-sioni eccessive, si possono notare asimme-trie. Nellasecondasipuòcapireselaretrazioneèintotooèsoloparziale. Da una attenta ana-lisi e valutazione si passa alla parte educati-va o rieducativa legata all’atteggiamento diogni soggetto.Fig 2PosizionefrontaleFig. 3PosizionelateraleFig. 4PosizionefrontaleFig. 5Squat testfrontaleFig. 6Squat testlateraleFig. 7 Catena anteriore Fig. 8 Catena posteriore
  5. 5. Armando Caligaris 65La valutazione funzionaleEsercizi del piede e della cavigliaEsercizio 1.1Sdraiato dorsale, flessione (ad artiglio),estensione delle dita.Eserciziario praticoEsercizio 1 .2Flessione, abduzione, adduzione, pro-nazione, supinazione, circonduzionedella caviglia in posizione sdraiato dor-sale, seduto alla panchetta.Fig. 9 flessione plantareFig. 11 abduzioneFig. 13 supinazioneFig. 10 flessione dorsaleFig. 12 adduzioneFig. 14 pronazione
  6. 6. APPROCCIO PSICOCINETICO AL CALCIO664 CAPITOLOEsercizio 1 .4In stazione eretta, adduzione, abduzio-ne dei due piedi simultaneamente.Esercizio 1 .5In stazione eretta, peso del corpo su duepiedi (progressivamente passare all’ap-poggio monolaterale ), spostare l’assedella caviglia che si vuole caricare in den-troedinfuori,percepirelacadutadelpie-de verso l’interno e verso l’esterno.Esercizio 1 .6Stesso esercizio con bilanciamento an-tero–posteriore.Esercizio 1 .7Combinazione dei due precedenti eser-cizi con rotazione sull’asse delle cavi-glie.Esercizio 1 .8Deambulazione con appoggio sull’e-sterno, interno del piede, punte, tallo-ni.Esercizio 1 .9Bilanciamento con lancio e presa dellapalla medica.Esercizio 1 .10Deambulazione con presa di coscien-za della “macinazione” (piede perno)dell’arto posteriore.Esercizio 1 .3Elevazione sulla punta dei piedi, riposo, po-sizionesuitalloni(bracciaespallerilasciate)Fig. 15 appoggio pronatoFig. 16 appoggio supinato
  7. 7. Armando Caligaris 67La valutazione funzionaleEsercizi del ginocchioEsercizio 2 .11In stazione eretta, percezione del cedi-mento e dell’iperestensione del ginoc-chio.Esercizio 2 .12In stazione eretta, piedi paralleli legger-mente aperti, passare alternativamen-te dalla posizione valgo alla posizionevaro.Esercizio 2 .13In stazione eretta, percezione della po-sizione di equilibrio laterale.Esercizi pelvi-lombariEsercizio 3 .14Percezione dei movimenti di antiretro-versione senza l’intervento della partealta del busto partendo da posizionesdraiata (progressione: gambe sempremeno flesse, polpacci su uno sgabel-lo, gambe flesse con piedi posati a ter-ra, gambe semidistese, gambe disteseper i tre quarti, gambe tese), sedutoalla panchetta, a carponi, in ginocchioseduto sui talloni, seduto su un cubo dilegno con gambe incrociate, in stazio-ne eretta.Fig. 19 antiversione del bacinoFig. 17 ginocchio valgo Fig. 18 ginocchio varo
  8. 8. APPROCCIO PSICOCINETICO AL CALCIO684 CAPITOLOEsercizio 3 .16Percezione dei movimenti di laterover-sione. In decubito supino, gambe tese,movimento alternato di allungamentoassiale della gamba (spingere il tallo-ne), retrazione assiale della gamba (farrientrare la gamba contro il ventre), as-sociazione dei due movimenti simme-tricamente opposti.Esercizio 3.17Seduto alla panchetta, percezione delmovimento di rotolamento del bacinoverso destra e sinistra (spostamentodel peso del corpo da una natica all’al-tra) percezione dell’equilibrio lateraleseduto.Esercizio 3.18In piedi, gambe tese, “accorciare” unagamba per spostamento laterale delbacino, metterla a riposo.Esercizio 3 .19Ritto, percezione della posizione an-cheggiata. Lasciar flettere una gambae lasciar cadere il bacino da questo lato,poi riportarlo in orizzontale.Fig. 20 retroversione del bacinoEsercizio 3.15Movimenti di antiretroversione del bacinoeseguitiinspostamento(due/quattropassiin antiversione, altrettanti in retroversio-ne).
  9. 9. Armando Caligaris 69La valutazione funzionaleEducazione pelvi–perinealeEsercizio 4.20In decubito supino, gambe semifles-se, piedi al suolo; respirare portando ilbacino in retroversione, poi sollevareil sedere mantenendo la retroversio-ne. Ritornare lentamente inspirando esvolgendo le reni al suolo.Esercizio 4.21Il soggetto è seduto su un piano duro eliscio, busto eretto, gambe tese, talloniuniti. Contrarre le natiche e portare lecosce in rotazione esterna in modo daprovocare un’elevazione del corpo. Re-stare due secondi e ritornare.Esercizio 4.22In decubito supino, contrazioni dina-miche volontarie ritmate delle natichee della placca perineale. Inspirazionedurante il rilassamento, espirazione du-rante la contrazione.Liberazione neuromotricedella coxo–femoraleEsercizio 5.23Indipendenza gamba-bacino. Sdraiatodorsale, gambe flesse, piedi a terra, brac-cia lungo il corpo, mantenere il bacino inlinea con il busto (non incavare le reni)nei seguenti movimenti progressivi:A - flessione di una gamba sul ventree riposo (facilitazione del colloca-mento del bacino con la gambarimasta in appoggio).B - una gamba mantenuta in flessione,movimentodiflessione-riposodell’al-tra gamba (facilitazione del collo-camento del bacino con la gambamantenuta in flessione). Associazio-ne dei due movimenti precedenti.Fig. 21Fig. 22

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