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28 parte 01. principi fondamentali
CARICO BIOMECCANICO E TRAUMI DA SPORT
Un carico biomeccanico è di solito troppo ele-
va...
49cap 03. colmare il divario tra la riabilitazione e la prestazione
COME MASSIMIZZARE LE PROGRESSIONI
DELLA PRESTAZIONE?
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105cap 06. valutazione funzionale di schemi motori difettosi
GINOCCHIO
Il ginocchio tende a cedere medialmente in una
posi...
124 parte 01. principi fondamentali
TABELLA 6.16
Settori della valutazione funzionale
Settori Componenti Esempi di test
Sc...
9 Capitolo
BASKET
“Muoversi senza la palla” è una delle chiavi
per avere successo nella pallacanestro. I
giocatori tendono...
10 Capitolo
Calcio
Il calcio è lo sport di squadra più
popolare al mondo, con oltre 256 milioni
di giocatori registrati; i...
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Ciclismo
Pamela E. Wilson
Le lesioni più comuni nei giovani ciclisti
dilettanti sono non traumatiche, associat...
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Golf
Greg Rose
Nell’ultimo decennio lo sviluppo del
golf giovanile ha subito una notevole
trasformazione e gra...
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PESISTICA
La pesistica, o sollevamento olimpico,
è per diversi motivi uno sport molto
particolare. La metodolo...
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Tennis
Il tennis è uno sport con esigenze
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corpo, giocato su quattro diver...
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SVILUPPO ATLETICO A LUNGO TERMINE
Un allenatore esperto sa riconosc...
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dell’allenamento:
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Pagine dal Manuale multidisciplinare per l'allenamento funzionale, di Craig Liebenson

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35 agili capitoli (14 dei quali dedicati ad altrettante specialità sportive) di grande originalità espositiva e didattica, ricchissimi inoltre di indicazioni teoriche e pratiche affascinanti per scelta di argomenti e praticità applicativa.
Scopo del manuale di Liebenson è quello di offrire un contributo di chiarezza nel distinguere i reali caratteri di efficienza e razionalità dell’allenamento funzionale nella riabilitazione, nel fitness e nella preparazione fisico-sportiva, nella formazione giovanile.
L’ Autore e i suoi collaboratori partono dal concetto che l’allenamento funzionale non è un allenamento specifico per lo sport praticato attraverso la simulazione degli schemi tipici ad esso collegati ma, semplicemente progettato per aiutare atleti e soggetti da riabilitare o alla ricerca della migliore condizione fisica, a raggiungere il proprio scopo in modo sicuro ed efficiente.

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Pagine dal Manuale multidisciplinare per l'allenamento funzionale, di Craig Liebenson

  1. 1. 28 parte 01. principi fondamentali CARICO BIOMECCANICO E TRAUMI DA SPORT Un carico biomeccanico è di solito troppo ele- vato quando la struttura coinvolta non riesce ad assorbirlo, producendo così una lesione acuta. Anche un carico eccessivo protratto nel tempo genera una lesione da iperuso. Un esempio di carico biomeccanico eccessivo è il tipico meccanismo lesivo di una distorsione laterale della caviglia in un calciatore, quando il giocatore coinvolto sta correndo con la palla. Al momento della lesione tutto il peso del corpo si trova su una sola gamba ed egli subisce un contrasto diretto, lateralmente da un avversario, sulla faccia mediale della caviglia o della parte inferiore della gamba. Non è possibile alcuno scivolamento tra la scar- pa e la superficie poiché i tacchetti fissano la scarpa al terreno e tutto il peso corporeo è sulla gamba coinvolta, con un conseguente movi- mento di supinazione o inversione del piede su cui il giocatore è indotto a porre il peso. Tutto questo spesso determina una lesione sul versan- te laterale della caviglia, comunemente una di- storsione, o anche la rottura di un legamento (2). Un altro esempio di eccessivo carico biomec- canico è il meccanismo lesivo ben conosciuto di distrazione degli ischiocrurali, durante lo sci d’acqua che si verifica solitamente quando le punte degli sci vanno sotto la superficie dell’ac- qua durante un’azione di stacco sommersa o se gli sci si conficcano in un’onda durante l’azione di rimorchio. Ciò causa un’improvvisa decelerazione degli sci, le ginocchia dello sciatore si estendono e il tronco è spinto in avanti dalla fune del traino. Ciò com- porta una flessione forzata dell’anca, seguita da un carico eccessivo sui muscoli ischio-crurali, con una successiva distorsione o anche rottura (3). La ridotta tolleranza a un carico biomeccanico può essere causata da molti fattori, come ad esempio una condizione di allenamento degli atleti che non risponde alle richieste del loro particolare tipo di sport. È per questo che, ol- tre ai metodi di allenamento, sono importanti il carico, l’intensità e la progressione dell’allena- mento stesso, tutti elementi che devono esse- re specifici per lo sport praticato. Negli sport giovanili, la qualità dell’allenamento è partico- larmente importante quando si inducono tutti assieme diversi effetti dell’allenamento, su for- za, flessibilità, potenza e resistenza muscolare, con modalità specifiche per lo sport praticato. Un’altra situazione traumatica ben conosciuta è quella che vede gli atleti iniziare un allenamento o una competizione, troppo presto ad elevata intensità, dopo una precedente lesione, e con la struttura infortunata non ancora in grado di tol- lerare il carico biomeccanico richiesto: ne conse- gue spesso una recidiva della lesione. MECCANISMI LESIVI E FATTORI DI RISCHIO Le lesioni acute sono comunemente una conse- guenza di specifici meccanismi nocivi in associa- zione con una certa quantità di fattori di rischio diversi che interessano gli atleti. Nelle lesioni da iperuso, che si evolvono lentamente senza un chiaro esordio, tali meccanismi non sono sem- pre evidenti come in quelle acute. L’effetto di diversi fattori di rischio può essere variabile, dipendendo da molte componenti quali il tipo di sport, il livello di gioco, la prestazione fisica e psicologica degli atleti, l’ambiente, le regole, altri fattori dannosi poco prevedibili. Si sa bene che i fattori di rischio spesso interagiscono uno con l’altro, un fatto che può influire sulla loro comparsa e sulla loro forza. L’aumento dell’età è, ad esempio, fattore di rischio per le lesioni in molti tipi di sport. I giocatori anziani hanno alle spalle un’attività usurante di maggior rilievo rispetto ai giovani e spesso hanno subito più di una lesione. Inoltre, molto probabilmente presentano delle modificazioni degenerative correlate all’età e il volume e l’intensità del loro allenamento può anche risultare ridotto rispetto ai giocatori più giovani, conducendo a una prestazione fisica di minor livello e a un aumento delle probabilità di affaticarsi nell’allenamento o nella competizio- ne. Tutti questi fattori possono essere correlati a una maggiore quantità di rischio dovuta a un aumento dell’età.
  2. 2. 49cap 03. colmare il divario tra la riabilitazione e la prestazione COME MASSIMIZZARE LE PROGRESSIONI DELLA PRESTAZIONE? Questo è il punto in cui l’arte della riabilitazione, la prestazione e come colmare il divario tra i due ele- menti diventa chiaro. Le professionalità in campo si basano sulla scienza, ma programmare e adatta- re tutto l’insieme, per far ritornare un atleta all’at- tività sportiva, assume carattere di vera e propria arte della terapia e dell’allenamento. FLUSSO E PROGRESSIONI Il flusso non è mai assoluto e sia che si consideri una singola seduta, o un periodo di allenamen- to, un tipo di allenamento, ad esempio per la stabilità, non si arresta per allenare un altro ele- mento, come per allenare la potenza. Molti tipi di movimenti, contrazioni e fasi possono coesi- stere in un determinato giorno o in una determi- nata fase dell’allenamento. In generale, il flusso di una seduta o di un periodo di allenamento può essere: esercizio correttivo, forza, potenza, abilità motorie e abilità sportive. Si tenga però presente che raramente ladivisione risulta così netta. Nessuno avrà un’artrocinematica o sche- mi di scarica muscolare perfetti prima di progre- dire alla fase della forza o della potenza. Nessuno avrà il potenziale per la massima po- tenza prima di giocare. A che punto un movi- mento inefficiente deve far preoccupare per un aumento del rischio di infortunio? Questa è una domanda difficile a cui sinora non è stata data in realtà risposta. È un argomento che gli opera- tori sanitari e i professionisti della performance dibattono da anni e continueranno ancora per anni a dibattere. Tenere presente alcuni semplici princìpi consentirà al medico di far progredire gli atleti in modo sicuro ed efficace con il mini- mo rischio di battute di arresto. Liberare e ripristinare la funzionalità articolare Il ripristino della funzionalità articolare non deve limitarsi solamente al livello della fonte del do- lore, ma estendersi alle sue cause potenziali. Per ottenere veramente schemi motori corretti, deve essere ripristinata e mantenuta l’artrocine- matica di un’articolazione. Carico tissutale progressivo Si ritiene spesso che, poiché il soggetto è un atleta, egli/ella possa eseguire un esercizio di livello superiore prima di un non atleta durante il processo riabilitativo. FIGURA 3-3. Questo continuum può essere usato per descrivere diversi tipi di forza cui un atleta può fare ricorso durante la competizione o l’allenamento. Continuum contrattileStatialterati Movimentiassistiti MovimentiliberiForzareattiva Movimentiacuiè oppostaresistenzaForzaesplosivaForzainiziale Forzamassimale ForzaeccentricaForzalimite forza ottimale
  3. 3. 105cap 06. valutazione funzionale di schemi motori difettosi GINOCCHIO Il ginocchio tende a cedere medialmente in una posizione di eccessivo valgismo (Figura 6.10). Ciò è correlato all’insufficienza dei muscoli abduttori dell’anca come il medio gluteo. Un tipico difetto dello schema motorio che implica il cedimento del compartimento mediale del ginocchio durante l’atterraggio da un salto o l’esecuzione di uno squat con una sola gamba. Questo schema difettoso sembra correlarsi con infortuni a carico del LCA, così come con problemi rotuleo-femorali (60-64). Le donne hanno dimostrato di utilizzare schemi di attivazione muscolare diversi rispetto agli uomini, ovvero una minore attività del muscolo grande gluteo e una maggiore attività del muscolo retto femorale, durante le manovre di atterraggio (65). Se ne è concluso che, la diminuzione dell’attività muscolare dell’anca e l’aumento dell’attività del quadricipite, probabilmente contribuiscono all’aumento della predisposizione nelle atlete alle lesioni non da contatto a carico del LCA. È stato osservato che la dominanza del quadricipite, che implica un’attivazione preferenziale di tale muscolo rispetto ai muscoli posteriori della coscia (60) o uno squilibrio di forza tra il quadricipite più forte e i muscoli posteriori della coscia più deboli (66), è da mettere in relazione con una lesione a carico del LCA. Per ogni schema motorio, esistono distinti riscontri che forniscono inestimabili informazioni cliniche che collegano muscoli contratti, muscoli inibiti e disfunzione articolare (Tabella 6.6). FIGURA 6-10 Cedimento del compartimento mediale del ginocchio. TABELLA 6.6 6 Informazioni ottenute dalla valutazione degli schemi motori di abduzione dell’anca di Janda Qual è la relazione tra i muscoli agonista-antagonista-si- nergico-stabilizzatore (squilibrio muscolare)? Inibizione del medio gluteo, contrattura dell’adduttore, sostituzione del QL e del TFL, insufficienza del core Quali sono i tipici schemi motori difettosi? Adduttori corti > limitata abduzione dell’anca Fasciaileo-tibialeristretta>flessionedell’ancacompensatoria QL iperattivo > “hip hike” (sollevamento dell’emibacino controlaterale) compensatoria Quale articolazione tende alla rigidità? Anca, nell’abduzione dell’anca Quale muscolo o quali muscoli tendono alla rigidità? Adduttore, TFL, QL Quale muscolo tende all’inibizione? Medio gluteo, core Dove si ripete la tensione? Anca, ginocchio, articolazione sacroiliaca LEGENDA: QL, quadrato dei lombi; TFL, tensore della fascia lata.
  4. 4. 124 parte 01. principi fondamentali TABELLA 6.16 Settori della valutazione funzionale Settori Componenti Esempi di test Schemi motori fondamentali Stazione eretta, respirazione, posizione monopodalica Equilibriosuunasolagamba,respirazione, angeloalmuro Schemi motori funzionali Ritmo scapolo-omerale, squat, affondo, spinta/trazione oriz- zontale e verticale Test di Vele, squat con braccia sopra la testa, squat su una sola gamba, affondi con il piede avanti su uno step, abduzione dell’anca, solle- vamento attivo della gamba distesa, flessione dell’anca da seduti, abduzione del braccio, abbassamento del tronco dalla posizione di push-up, flessione del collo, flessione di C0-C1 Capacità fisica Escursione articolare, forza, resistenza, resistenza cardio- vascolare Escursionearticolare,resistenzaalplank lateraleefrontale,resistenzadeiflessoridel tronco,steptest,testaltapisroulant,testdel- laRMdispinta/trazione/sollevamento/ecc. Prestazione atletica Agilità, potenza, velocità Test dei 3 coni, test della corsa di 5-10-5, 60 iarde (54,86 metri), salto verticale, salto in lungo, passaggio dal petto con palla zavorra- ta, test di sprint ripetuti. TABELLA 6.17 Esempi di test di screening aggiuntivi per il controllo motorio anormale Piegamento in avanti di Vele; Test degli affondi; Y balance test; Abduzione dell’anca di Janda; Sollevamento attivo del- la gamba distesa; Flessione dell’anca in posizione seduta; Estensione dell’anca di Janda; Resistenza nella posizione di plank laterale (test di capacità); Resistenza nella posizione di plank frontale (test di capacità); Resistenza dei flessori del tronco (test di capacità); Test di resistenza meccanica della stabilità; Test della pressione intra-addominale; Test di sollevamento del braccio; Piegamenti sulle braccia (push-up); Abduzione del braccio; Flessione della testa/del collo; Flessione di C0-C1; Apertura della bocca. A B C FIGURA 6-30 Affondo (A-C).
  5. 5. 9 Capitolo BASKET “Muoversi senza la palla” è una delle chiavi per avere successo nella pallacanestro. I giocatori tendono a dedicare la maggior parte del tempo a loro disposizione a migliorare i fondamentali con la palla, cioè al palleggio e al tiro. Una quantità di tempo comparativamente più piccola è destinata alle abilità motorie fondamentali (Fundamental Movement Skills, FMS) utili al gioco senza la palla, come l’esecuzione di salti, scivolamenti, corse e passi incrociati. Proprio come avviene per il fondamentale del tiro, le FMS migliorano quando viene attuato un programma di allenamento specifico per il movimento, che può essere composto da una serie di esercizi progettati in modo specifico per migliorare ciascuna abilità motoria. L’obiettivo del programma deve essere quello di sviluppare le capacità dei giocatori utili a sostenere schemi moto- ri efficienti e che permettano di esprimere la massima potenza limitando i rischi di in- fortunio e permettendo la migliore presta- zione. Lo scopo di questo capitolo è quello di aiutare i professionisti della prevenzione, riabilitazione e della prestazione a sviluppa- re un programma di allenamento specifico per il movimento che porti i giocatori al massimo rendimento. Koichi Sato e Yohei Shimokochi
  6. 6. 10 Capitolo Calcio Il calcio è lo sport di squadra più popolare al mondo, con oltre 256 milioni di giocatori registrati; il numero dei partecipanti cresce costantemente, in modo particolare nel calcio femminile (1). Giocare a calcio, tuttavia, implica un notevole rischio di incorrere in infortuni e studi condotti su giocatori e giocatrici, a tutti i livelli, hanno riscontrato tassi di casi di infortunio equivalenti in entrambi i gruppi. Molte di queste lesioni avrebbero potuto essere evitate. Ståle Hauge
  7. 7. 11 Capitolo Ciclismo Pamela E. Wilson Le lesioni più comuni nei giovani ciclisti dilettanti sono non traumatiche, associate all’iperuso o all’utilizzo di una bicicletta non adatta ed hanno un’incidenza che può arrivare all’85%. I ciclisti professionisti hanno invece maggiori probabilità di andare incontro a lesioni traumatiche come conseguenza di scontri e cadute associati all’elevata velocità di corsa (1, 2).
  8. 8. 14 Capitolo Golf Greg Rose Nell’ultimo decennio lo sviluppo del golf giovanile ha subito una notevole trasformazione e gran parte dei cambiamenti registrati è dovuta alle innumerevoli ricerche e sperimentazioni condotte nel campo dello sviluppo a lungo termine dell’atleta (Long-Term Athlete Development, LTAD). I concetti introdotti sulla formazione giovanile golfistica potrebbero essere molto utili anche nella formazione giovanile di tutte le altre specialità sportive.
  9. 9. 18 Capitolo PESISTICA La pesistica, o sollevamento olimpico, è per diversi motivi uno sport molto particolare. La metodologia per selezionare e sviluppare i giovani sollevatori olimpici è diversa da quelle usata nella maggior parte degli altri sport e discipline atletiche. Altri capitoli di questo libro hanno descritto il tipico metodo graduale per la progressione delle competenze basato sull’età e lo sviluppo; ma sviluppare il pesista olimpico per la competizione, o semplicemente utilizzare le alzate per lo sviluppo atletico, implica necessariamente prendere in considerazione ulteriori elementi. Inoltre, mentre qualunque atleta in fase di sviluppo potrebbe giocare a pallacanestro come attività ricreativa in modo relativamente sicuro, molti soggetti potrebbero invece essere esposti a un rischio notevole di lesioni da infortunio nel tentare un sollevamento olimpico. Stuart McGill e John Gray
  10. 10. 21 Capitolo Tennis Il tennis è uno sport con esigenze particolari che coinvolgono tutto il corpo, giocato su quattro diverse superfici che producono adattamenti anatomici e meccanismi lesivi tipici nei giocatori d’élite. In questo capitolo verranno trattati gli schemi di infortunio e le caratteristiche biomeccaniche del gioco del tennis, fornendo un esempio di programma di allenamento specifico per il tennis, valido sia per i tennisti in erba che per i giocatori di prima fascia. Todd S. Ellenbecker, Mark Kovacs ed E. Paul Roetert
  11. 11. 544544 parte 05. controllo motorio e sviluppo atletico SVILUPPO ATLETICO A LUNGO TERMINE Un allenatore esperto sa riconoscere “i periodi di apprendimento ottimali” (28). Ciò lo mette in condizione di personalizzare gli obiettivi di ac- quisizione delle abilità per adattarli allo stadio di sviluppo del bambino. Per guidare questo processo, è stato sviluppato, come spiegato da Balyi, (29) il modello di sviluppo dell’atleta a lun- go termine (Long-Term Athletic Development, LTAD) (Tabella 34.1; Figura 34.1; si vedano an- che i Capitoli 7 e 14). Bayli e Hamilton affermano che “se le abilità fondamentali e quelle di base specifiche per lo sport praticato non sono già definite prima degli 11 e dei 12 anni, rispettiva- mente, gli atleti non raggiungeranno mai il loro potenziale ottimale o genetico” (32). Un limite del lavoro di Balyi è che l’allenamento longitudinale, che considera i periodi sensibili, è privo di evidenze di efficacia (33, 34). Un altro punto debole è che viene presentato come un modello generico. PRATICA DELIBERATA E SPECIALIZZAZIONE PRECOCE Nel 1993, Ericsson (35) ha suggerito che una prestazione eccellente sia piuttosto correlata a una pratica “deliberata”, piuttosto che all’abi- lità innata o al talento. Inoltre, la relazione tra il tempo impiegato nella pratica deliberata e la prestazione è di tipo lineare. Sulla base di osser- vazioni relative alla musica e agli scacchi, è stato ipotizzato che siano necessarie circa 10.000 ore di tale pratica per raggiungere la condizione di “esperto” in una data attività. Attualmente, sta divenendo sempre più comune per i giovani atleti specializzarsi in determinati sport in giovane età. La specializzazione preco- ce implica un allenamento annuale in un singolo sport tra i 6 e i 12 anni. In alcuni sport, in cui il picco della prestazione viene raggiunto prima della maturazione biologica (ginnastica femmi- nile, pattinaggio di figura femminile), questo ap- proccio è spesso ritenuto necessario, in base al Principi fondamentali Imparare a giocare Allenarsi a giocare Imparare a competere Allenarsi alla competizione Resistenza II Potenza Competenze II Forza Resistenza I Integrazione in 3D Velocità II Flessibilità II Competenze I Velocità I Competenze I 5 Età biologica Età adulta Velocitàdicrescita FIGURA34-1 Modello di sviluppo dei giovani atleti. Sviluppo dell’atleta a lungo termine. Modificata da Balyi I. Phases of long-term athlete development [www.ltad.ca].
  12. 12. 35 Capitolo Craig Liebenson Fondamenti dell’allenamento: da una prospettiva di acquisizione delle abilità L’attenzione scientifica verso lo sport di livello elevato è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi decenni, in particolare nei settori della psicologia dello sport, della fisiologia dell’esercizio fisico e dell’analisi della prestazione biomeccanica. Tuttavia, il passaggio dalla ricerca e dalla teoria all’acquisizione concreta di competenze migliori ha segnato il passo (1, 2). Questa sezione sull’allenamento affronterà il tema delle modalità proposte per colmare questo divario. Le sezioni precedenti di questo libro hanno descritto quali sono le componenti principali di un moderno programma di allenamento. Lo scopo di questo capitolo è descrivere come un soggetto deve essere allenato per raggiungere gli obiettivi di allenamento. Se un bambino non impara nel modo in cui insegniamo, forse dovremmo insegnare nel modo in cui egli apprende. Ignacio Estrada
  13. 13. www.calzetti-mariucci.it Visita il nostro sito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport

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