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Pagine da Ergonomia, postura, movimento nell'uomo

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Ergonomia, postura, movimento nell'uomo
L. Molfetta, G. Massara, M. Canepa, P. Cabella
ANNO EDIZIONE: 2019
GENERE: Libro
CATEGORIE: Riabilitazione e prevenzione
ISBN: 9788860286093
PAGINE: 208
.
Agli inizi del terzo millennio è emersa prepotente un’attenzione particolare, sino ad ora mai considerata, verso le problematiche osteoarticolari dell’individuo.
Il dibattito è divenuto talvolta intenso, tanto da far nascere professionisti dedicati a tali argomenti.

La parola magica su cui tutti hanno puntato l’attenzione è “postura”, intesa come condizione generale dell’equilibrio di un individuo in rapporto alla propria costituzione psicofisica. L’assalto alla diligenza, per così dire, ha portato anche a distorsioni interpretative, svilendo il significato complessivo del problema.

La figura del posturologo non si è dimostrata vincente; non esiste come figura istituzionale, supportata da un titolo di studio, piuttosto esiste come interprete autoreferenziale delle grandi problematiche che attengono all’equilibrio
dell’individuo, coagulando il proprio sapere spesso nella sola prescrizione di una soletta plantare.

Il testo che gli Autori hanno inteso scrivere esprime appunto la vastità e la complessità del problema che fonda le proprie radici in quattro decenni
di esperienza clinica ed operativa.

Ciascuno di loro ha descritto la specifica attività di studio e di lavoro, partendo dall’analisi dell’Ergonomia nella sua complessità culturale e tecnica, proseguendo con il ruolo del Movimento indispensabile nella vita dell’individuo in tutte le fasi dell’esistenza.

Gli Autori hanno poi focalizzato i percorsi di Educazione Posturale, nella fase pratica di ottimizzazione dell’assetto biofisico della persona, alla luce delle più importanti problematiche di salute soprattutto dell’età evolutiva, di pertinenza dell’Ortopedico specialista, completando il tutto con un capitolo di grande interesse e difficoltà (ginnastica del pavimento pelvico).
In questi estesi ambiti, tutti possono attingere argomenti di riflessione, elementi di cultura pratica, impostazioni metodologiche del proprio lavoro: in altri termini selezionare gli strumenti per un dibattito moderno e costruttivo.
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Pagine da Ergonomia, postura, movimento nell'uomo

  1. 1. PARTE1ERGONOMIA Giuseppe MASSARA
  2. 2. “ARMONIA MENTE CORPO NATURA”
  3. 3. Motricità umana ed elementi di ergonomia biofunzionale 1. INTRODUZIONE La scienza del movimento umano deve partire dall’esistenza corporea come tota- lità ed unità inscindibile, l’uomo in movi- mento non deve essere studiato soltanto come una macchina fatta di leve, cerniere e muscoli, ma anche per le sue implica- zioni neurologiche, tonico-emozionali e comportamentali. L’uomo e la sua postura, come pure il movimento e la gestualità, sono il risul- tato di più fattori riconducibili in parte alla filogenesi, ma soprattutto allo sviluppo ontogenetico della specie, all’integrità dei suoi sistemi ed apparati (vestibolare ed oculomotore, percettivo-sensoriale e neuromotorio, muscolo-scheletrico, cardio-respiratorio ecc.), ed ai condizio- namenti sociali, relazionali, educativi, af- fettivi ed emozionali specifici per ciascun individuo (Fig.1). Sul genotipo tendono ad interferire, anche in modo preponderante, le interazioni so- cio-culturali, infatti alla base del repertorio genetico dell’uomo agiscono meccanismi che assicurano l’adattamento dinamico del genotipo all’ambiente, non limitandosi pertanto alla sola funzione omeostatica. Il movimento umano costituisce una com- plessa organizzazione prassica, in un con- testo di adattamento all’ambiente gravita- zionale, di raccolta d’informazioni interne ed ambientali, attraverso vie sensoriali, cinestesiche e cenestesiche, elaborazione ed integrazione dei dati, risposte riflesse, automatiche o volontarie in un dedalo di vie afferenti ed efferenti, incroci e scambi sinaptici, meccanismi di feed-back e fe- ed-foreword, controlli con mediazioni e re- golazioni ai vari livelli del sistema nervoso centrale (S.N.C.), meccanismi di inibizione ed eccitazione etc. (1). Interazioni: uomo uomo-emotivo uomo-mentale ambiente fisico relazionale Fig. 1 - Interazioni tra uomo-mente-emozioni ed ambiente fisico e relazionale 13
  4. 4. 14 Parte 1 ERGONOMIA, POSTURA, MOVIMENTO NELL’UOMO Nell’esecuzione di un movimento inter- vengono più eventi e funzioni, alcune per la rappresentazione dei movimenti da eseguire (engrammi motori), altri per as- sicurare un ordine nella loro successione (funzioni prassiche), o per garantire equi- librio, direzione e giusta forza (funzioni tassiche), o per l’identificazione delle po- sizioni nello spazio dei segmenti corporei (funzione somatognosica), sono inoltre coinvolte acquisizioni spazio-temporali legate a problemi di dominanza emisfe- rica e di lateralizzazione, di strutturazione dello schema corporeo, di coordinazione in relazione al livello di maturazione degli schemi motori di base utilizzati, ecc. Le funzioni sopra accennate non costitui- scono acquisizioni di fatto, ma si giunge ad esse attraverso vari stadi di apprendi- mento dove il fattore esperienza, anello di congiunzione tra il funzionale e lo psico- logico, consente la completezza dei dati già registrati, relativi agli schemi motori in virtù dell’attività sensorio-motrice e fina- lizzati alla costruzione dell’immagine del movimento (2). La costruzione dell’immagine del mo- vimento, richiede la capacità di rappre- sentarsi un’azione mentale sulla base di informazioni acquisite e richiamate dalla memoria propriocettiva, ma anche dall’osservazione di un esatto movimento (neuroni specchio), dove il cervello è pro- tagonista della visualizzazione del movi- mento, pur non producendo movimento. Le memorie richiamate sono tattili, cine- stesiche, pressorie, esse consentono al soggetto di sentirsi nel compimento di una determinata azione. Infatti, il movimento volontario non è un insieme di azioni ca- suali, ma è la sequenza logica di un piano prestabilito di geometrie neuronali, acqui- sito e perfezionato su base esperienziale. Per l’esecuzione del movimento concor- rono tutte le componenti elementari ne- cessarie all’esecuzione del gesto voluto, nella successione spazio-temporale e nel rispetto di tutti i parametri necessari per l’esecuzione corretta di un atto finalizzato (engrammi neuromotori). Inoltre, i para- metri per un’immagine motoria corretta sono in relazione alla quantità e qualità dell’esperienze effettuate. Ciò giustifica la concezione del corpo vissuto in azione e non più del corpo strumento, inoltre sottolinea l’importan- za del movimento come mezzo di co- noscenza di se stesso ed esplorazione dell’ambiente, per un corretto sviluppo della motricità e dei meccanismi che l’or- ganizzano, la gestiscono e la controllano. Essa in tutte le sue espressioni e soprat- tutto nella senso-motricità, costituisce la base delle prime costruzioni logiche, che sostengono lo sviluppo dell’intelligenza; questa viene intesa come capacità cogni- tiva, cioè come insieme di processi che consentono di interagire con il mondo e di elaborare informazioni ad esso relative, sintetizzandole per usarle in modo finaliz- zato. Ciò si realizza attraverso un proces- so di adattamento all’ambiente per stadi successivi di esperienze psicomotorie e mediante due processi complementari: l’assimilazione e l’accomodamento (3). Sono processi cognitivi l’apprendi- mento, l’immagine motoria, la percezio- ne, l’attenzione, il linguaggio, la memoria. Motricità e cognitività sono intimamente correlate; Leiner et al. hanno evidenziato il coinvolgimento del cervelletto anche nel controllo di funzioni cognitive, integrando le informazioni provenienti dalla corteccia, dal midollo spinale e dagli organi di sen- so (4). Esso partecipa a diverse funzioni associate al movimento come l’equilibrio, infatti ricevendo informazioni dai recetto- ri vestibolari presenti nell’orecchio e dai propriocettori, dai quali rileva la posizione del corpo nello spazio. Il cervelletto regola l’attività dei motoneuroni compensando i cambiamenti della posizione del corpo e del carico cui sono sottoposti i muscoli;
  5. 5. IL MOVIMENTO Mario CANEPA PARTE2
  6. 6. 75 ERGONOMIA - MOTRICITÀ UMANA ED ELEMENTI DI ERGONOMIA BIOFUNZIONALE 75 IL MOVIMENTO - LA PERSONALITÀ MOTORIA La personalità motoria 1 - Costruire la Personalità Motoria Il termine “Personalità Motoria” è stato coniato alcuni anni fa in occasione di un corso di formazione per insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria. Il punto di partenza è dato dall’osserva- zione delle grandi problematiche che coinvolgono il mondo della scuola. La nostra Società è ricca di problemi di relazione, comunicazione, identità perso- nale che minano il comportamento uma- no naturale; la socialità e i disturbi vari della personalità completano un quadro al limite della patologia psicologica. Il termine di Personalità Motoria indica la disponibilità stessa della persona al mo- vimento, alla relazione con l’ambiente, all’adattamento, alle situazioni di appren- dimento e alla soluzione di problemi ge- nerali di coordinazione dello spazio, dei tempi di reazione e delle scelte operative. La personalità motoria non è altro che il modo di relazionarsi con le persone, gli ambienti, gli oggetti secondo il proprio equilibrio psico-fisico e relazionale. Proponiamo quindi un’estensione del concetto di schema corporeo (1), come l’integrazione e interazione tra psiche e corpo, pensiero e movimento, percezione ed esecuzione, equilibrio e postura. La personalità motoria è quindi il risultato di un processo evolutivo che si forma già nel grembo materno e si evolve per tutta la vita. Il feto è in grado di rispondere a ogni stimolo esterno percepito. La personalità si forma inoltre in base alle variegate esperienze motorie che ogni persona affronta nella propria vita in un continuum tra motricità ed esperienze di movimento. Lo sviluppo della motricità può avvenire attraverso la consapevolezza di sé, strut- turata sullo sviluppo della motricità stes- sa. Imparo muovendomi e muovendomi imparo. I meccanismi dell’apprendimento umano consistono proprio nella possibilità di ac- quisire, strutturare, integrare, modificare, adattare e perfezionare le esperienze motorie. Il processo che si struttura è ba- sato su un circuito di feedback che nasce, si sviluppa ed evolve senza soluzione di continuità. Le informazioni acquisite dal feedback sono determinanti per l’appren- dimento, ma talvolta tali informazioni de- vono essere “filtrate” da un esperto per evitare una ridondanza che può disorien- tare.
  7. 7. 76 Parte 1 ERGONOMIA, POSTURA, MOVIMENTO NELL’UOMO 76 Parte 2 ERGONOMIA, POSTURA, MOVIMENTO NELL’UOMO 1.1 Costruire il movimento Costruire è una voce più appropriata per l’edilizia che per le scienze umane. È consuetudine utilizzarla in inglese (body building, ad es.) ed è espressione anche di un processo organizzato nel tempo e nello spazio che si avvale di continui adattamenti e consente di raggiungere un risultato finale da confrontare con l’idea di partenza. Il movimento, l’esperienza motoria, la personalità motoria sono in successione e in progressione nella crescita individua- le della persona, adeguati alle possibilità e opportunità di reazione e interazione con l’ambiente, le persone e gli oggetti. Circa l’evoluzione motoria J. Piaget affer- ma che ogni età cronologica corrisponda, in linea di massima, a un tipo di sviluppo motorio (2). Un tempo avremmo scritto: “Quali mate- riali concorrono alla costruzione del mo- vimento?”, ora riteniamo più appropriato formulare: “Di quali esperienze ho biso- gno per costruire il mio movimento?”. Il “mio movimento” è la mia persona- lità motoria. Se osserviamo un movimento spontaneo della vita di tutti i giorni, come ad esem- pio, salire e scendere da un marciapiede, è difficile trovare due prestazioni uguali: tutte sono efficaci (raggiungere lo scopo), ma solo pochi movimenti risulteranno “ar- moniosi” e “liberi”. È l’armonia espressa dall’esecuzione del movimento che rende evidente il livello di “competenza”inqualsiasimanifestazione. I bambini che corrono o giocano in libertà in un parco, acquisiranno anche un senso di sicurezza, non subiranno tensioni emotive e saranno bambini liberi, potranno subire qualche piccolo trauma, ma saranno consapevoli che “è normale cadere”. I bambini frenati nelle attività ludico-moto- rie spontanee saranno sempre timorosi, insicuri e dipendenti dalla guida dell’adul- to. Più sopra accennavamo agli elementi che concorrono allo sviluppo della personali- tà motoria e quindi all’organizzazione e strutturazione della coscienza di sé. Si può schematizzare il processo nel modo seguente (Fig.25). Fig. 25 - Strutturazione (costruzione) della personalità motoria.
  8. 8. EDUCAZIONE POSTURALE Paolo CABELLA PARTE3
  9. 9. 131 ERGONOMIA - MOTRICITÀ UMANA ED ELEMENTI DI ERGONOMIA BIOFUNZIONALE 131 EDUCAZIONE POSTURALE Principi di Educazione Posturale 1 - INTRODUZIONE L’uomo è per noi assai più di una mera- vigliosa macchina, il suo corpo non può essere sezionato come le parti di un mec- canismo o considerato come la somma di numerose strutture e funzioni. Credia- mo, pertanto, che lo studio dell’uomo, in qualunque ambito avvenga, non possa eludere la realtà del tutto, la relazione dell’insieme, e non debba cercare di di- struggere il “male” scindendolo dai biso- gni e dalle emozioni dell’uomo malato. Secondo noi, anche i muscoli hanno, per così dire, un’anima fatta di emozioni e co- stituiscono l’apparato effettore degli stati d’animo che giustificano il nostro modo di essere corpo nella realtà che ci circonda e attraverso il quale la paura o la rabbia o la gioia vengono espresse o trattenute. I muscoli sono i protagonisti della “armatu- ra caratteriale” di W. Reich, capace di in- fluenzare lo sguardo, il tono della voce, il ritmo delle parole, la respirazione, il modo di atteggiare il corpo e di comportarsi nel- la vita di relazione. I “conflitti” si strutturano nel corpo sotto forma di tensioni muscolari croniche, limi- tando motilità e sensibilità, aumentando ansia e irritabilità. La postura è il riflesso di ciò che pensia- mo di noi stessi e di ciò che “vediamo” nella nostra immagine corporea. Questa immagine inconscia, impressa nel nostro cervello, è piuttosto approssi- mativa e generalmente distorta in funzio- ne di concetti e aspettative non coerenti che ognuno di noi si costruisce attraver- so le esperienze della propria vita. Da questa costruzione dipendono il modo di affrontale la quotidianità, il modo di rap- portarci con gli altri, la responsabilità e la consapevolezza con le quali affrontiamo noi stessi. Lowen afferma che mente e corpo sono funzionalmente identici, poi- ché ciò che accade nella mente riflette ciò che accade nel corpo e viceversa. Que- sta prospettiva di analisi posturale della bioenergetica, sposta l’attenzione pre- valentemente sulla integrazione perma- nente tra emozioni e “forma del corpo”, aprendo l’orizzonte a considerazioni va- rie che tendono a fornire una analisi delle alterazioni morfologiche e funzionali del corpo attraverso la considerazione della loro componente psichico-emozionale. Si è convinti che anche questa compo- nente del fenomeno non vada ignorata come spesso accade nel trattamento fon- damentalmente meccanicistico proposto in passato da molte scuole di pensiero.
  10. 10. LA GINNASTICA DEL PAVIMENTO PELVICO Alda BOCCINI PARTE4
  11. 11. 171 ERGONOMIA - MOTRICITÀ UMANA ED ELEMENTI DI ERGONOMIA BIOFUNZIONALE 171 LA GINNASTICA DEL PAVIMENTO PELVICO Per una terapia globale grazie al lavoro sinergico 1 - INTRODUZIONE È ormai largamente dimostrata una cor- relazione patogenetica tra le disfunzioni di origine viscerale, il Low Back Pain e le rachialgie in generale; la terapia pertanto diviene più ampia e globale attraverso un lavoro sinergico, in cui si sfruttano gli stretti rapporti fra distretti diversi. Il muscolo trasverso dell’addome svol- ge un ruolo importante come stabilizza- tore del rachide; la sua attivazione viene ottimizzata dalla contrazione dei muscoli del pavimento pelvico, oltre che del dia- framma, allo scopo di contenere i visceri nella cavità addominale (1,2,3,4). Infine, il muscolo trasverso dell’addome svolge un ruolo nell’attivazione del mu- scolo pubococcigeo; si crea quindi un circolo virtuoso di reciproca attivazione dove l’attività del pavimento pelvico (p.p.) diviene importante. In senso fisiopatolo- gico pertanto si crea uno stretto rappor- to fra l’attivazione del pavimento pelvico versus la cura del Low Back Pain; uno studio occasionale su pazienti affetti da incontinenza urinaria l’attivazione del p.p. ha dato concomitanti benefici sulle rachialgie (1). 1.1 - Il pavimento pelvico Il pavimento pelvico è l’aerea romboidale che comprende l’insieme dei muscoli, dei legamenti e delle fasce che supportano gli organi pelvici e chiudono inferiormen- te il bacino (5,6). Nell’uomo il pavimento pelvico si è irrobustito rispetto agli altri mammiferi, poiché la pelvi è sottoposta al peso dei visceri e alle variazioni della pressione endoaddominale e non può essere considerato indipendentemen- te dalla pelvi ossea che ha risentito del passaggio evolutivo dalla quadrupedia a quella bipede, quindi eretta (7). Il pavimento pelvico si è prestato nel tem- po a contraddizioni e imprecisioni dovute alla sua complessità anche nella descri- zione anatomica. De Lancey nel 1994 ha trovato una definizione che rispondesse ai criteri funzionali di elasticità e dinamici- tà: l’ha paragonato a un’amaca. Su questa “amaca” si adagiano la base vescicale, i due terzi superiori della vagi- na e il retto. Così strutturata si vengono a creare linee curve e angoli alla cui for- mazione interviene il muscolo elevatore dell’ano che con i suoi fasci interni costi- tuisce una sorta di fionda che avvolge i visceri pelvici.
  12. 12. PATOLOGIE DELL’APPARATO LOCOMOTORE Luigi MOLFETTA PARTE5
  13. 13. 185 ERGONOMIA - MOTRICITÀ UMANA ED ELEMENTI DI ERGONOMIA BIOFUNZIONALE 185 PATOLOGIE DELL’APPARATO LOCOMOTORE 1 - INTRODUZIONE Nell’età evolutiva l’apparato locomotore è sede di un processo di evoluzione neu- romotoria che porta all’acquisizione delle caratteristiche morfofunzionali definitive necessarie per l’ortostasi autonoma e la deambulazione. Un giudizio clinico sulla morfologia e morfometria di un distretto osteo-articolare vanno sempre analizzate in rapporto al sesso e all’età del piccolo paziente; ciò vale soprattutto per l’arto inferiore dove il “carico” svolge un ruolo fisiologico e fisiopatologico importante. Ogni esame clinico deve poter distingue- re, sempre in rapporto a età e sesso, un: • Ortomorfismo, condizione anato- mo-funzionale rappresentata nel ran- ge di normalità; • Paramorfismo, condizione clinica di non completa maturazione morfologi- ca e morfometrica di un segmento o distretto scheletrico; • Dismorfismo, patologia in cui vi è una deviazione dalla normalità. Pertanto all’età di 2 anni di vita una con- dizione di impronta plantare di piattismo di 2°-3° associata a un valgismo di gi- nocchio può essere considerata di nor- malità; essa diviene paramorfismo all’età di 4-6 anni e considerato dimorfismo se persiste oltre gli 8-9 anni. La Fig.62 sin- tetizza questo concetto: il traguardo dello sviluppo viene generalmente raggiunto, percorrendo l’autostrada della crescita fi- siologica (ortomorfismo), nei tempi dettati dall’evoluzione naturale; è possibile però che se ne debba percorrere una compla- nare (paramorfismo), più lenta e difficolto- sa, ma comunque orientata al traguardo finale. Lo svincolo autostradale (dismor- fismo) fa abbandonare la strada maestra e quindi il percorso e il traguardo finale. Una condizione di patologia può essere congenita, ossia generata da un errore genetico, connatale, correlata a una pro- blematica del parto o acquisita, su una situazione di primitiva normalità. Età evolutiva dell’apparato locomotore Fig. 62 - Approccio clinico alle problematiche dell’età evolutiva.
  14. 14. www.calzetti-mariucci.it Visita il nostro sito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport

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