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Pagine da caballero evoluzione ottimale calciatore

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L'evoluzione ottimale dell'allenamento calcistico. 320 esercizi e giochi adattati al grado di difficoltà di chi apprende.
E. Caballero - F. Gil
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Pagine da caballero evoluzione ottimale calciatore

  1. 1. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.28 Pagina 12 I CONTROLLI Diversamente da altri sport di squadra (pallamano, basket, rugby) dove è possibile nel vero senso della parola prendere e accaparrarsi il pallone, nel calcio possiamo solo effettuare un semplice controllo per prenderne possesso. Il controllo può essere definito come il rallentamento e la modifica della traiettoria afferente del pallone per mantenerlo ad una distanza che permetta di combinare un’altra azione il più velocemente possibile (guida, dribbling, passaggio, tiro…). Questa definizione mostra l’importanza dei controlli tra le abilità tecniche del giocatore perché essi rappresentano la prima fase di ogni azione tecnica. Sono quindi da considerare alla base del calcio; come amava ripetere Michel Platini che è molto legato alla qualità del controllo, la riuscita di questo elemento tecnico è predominante nel gioco. Un giocatore può agire sul pallone anche quando esso si trova nella sua zona di intervento, ovvero nel cerchio intorno a sé il cui raggio è uguale alla lunghezza della sua gamba. Se si perde il controllo e il pallone esce dalla zona di intervento, il giocatore non potrà realizzare rapidamente un’altra azione tecnica. Questa perdita di velocità e quindi di tempo, porterà alla perdita immediata del pallone, permettendo all’avversario di riposizionarsi e di effettuare poi un’intercettazione. Errori compiuti nella realizzazione dei controlli rischiano dunque di compromettere la riuscita dell’intero attacco, di produrre effetti negativi sull’esecuzione di tutti gli altri elementi tecnici (escluso il gioco di volo) e di condurre i giocatori a svolgere un’attività dagli esiti disastrosi. Il miglioramento dei controlli deve quindi essere un obiettivo prioritario dell’educatore nell’allenamento del giovane calciatore. Nelle diverse situazioni di apprendimento o di gioco, l’educatore dovrà seguire con attenzione diversi criteri. 1. La distanza pallone/asse del corpo Per guadagnare del tempo, molto spesso il giocatore deve dirigersi verso il pallone ma il contatto con esso deve avvenire vicino all’asse verticale del corpo. Se il controllo si realizza troppo lontano da quest’asse, il pallone si troverà allora vicino ai limiti della zona d’intervento e tenderà così ad uscire. Si può osservare che la gamba di contatto (per un controllo di piede) non è tesa al momento dell’impatto con il pallone. 2. L’equilibrio del corpo È una condizione sine qua non della qualità dell’azione nel controllo. Se durante il controllo, il giocatore non è in equilibrio, egli non riuscirà ad eseguire un altro gesto tecnico il più rapidamente possibile. Ciò è ovviamente una cosa spiacevole se ci si riferisce alla definizione di controllo precedentemente elaborata. 12
  2. 2. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.29 Pagina 42 I DRIBBLING La fama di un giocatore è molto spesso legata alla qualità dei suoi dribbling. Gli eccellenti dribblatori vengono inevitabilmente considerati i migliori giocatori. I cambi di direzione di Maradona e Ronaldhino o il doppio passo di Zidane ci hanno entusiasmato a tutti e molto. Nelle categorie inferiori, il giovane capace di dribblare uno o due avversari prima di fare gol viene notato subito. Il dribbling è quindi un elemento fondamentale del calcio. La maggior parte degli attacchi che si concludono in rete comporta almeno un dribbling. A seconda dell’area dove viene effettuato, il dribbling permetterà di creare una situazione di superiorità numerica o di liberare l’accesso verso la porta. Osservando i grandi dribblatori, si ha l’impressione di una facilità, di una naturalezza del gesto. Ma eliminare uno o più avversari palla al piede, cioè effettuare un dribbling efficace, corrisponde di fatto alla successione rapida di: ● una destabilizzazione degli appoggi dell’avversario, ottenuta nella maggior parte dei casi con una finta; ● un cambio di direzione fuori dalla zona di intervento dell’avversario; ● un cambiamento di ritmo e la realizzazione di un tiro, di un passaggio o di una guida di palla per impedire il riposizionamento dell’avversario. Un dribbling può allora essere caratterizzato da tre fasi tecniche che ci permetteranno di stabilire il grado di abilità o l’efficacia del dribbling e di definire gli obiettivi e le situazioni da proporre a seconda del livello raggiunto dal giocatore. 42
  3. 3. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.31 Pagina 74 I PASSAGGI CORTI Il passaggio, relazione tra due compagni che si realizza con lo scambio del pallone, è l’elemento fondamentale del calcio così come per tutti gli sport di squadra. Esso permette di combinare le azioni di tutti i giocatori e di rispondere ai principi generali di gioco quali il mantenimento del possesso del pallone, l’utilizzo di spazi liberi, il gioco in avanti o l’eliminazione di uno o più avversari simultaneamente. Nel calcio, ci sono due tipi di passaggi a seconda dell’ampiezza del terreno di gioco e dell’utilizzazione dei gruppi muscolari potenti degli arti inferiori: ● i passaggi lunghi che permettono di inviare il pallone ad un compagno a più di trenta metri (tratteremo l’argomento in modo specifico nel prossimo capitolo); ● i passaggi corti (ne illustreremo definizione e caratteristiche qui di seguito). Un passaggio corto è la relazione data dallo scambio del pallone a terra tra due compagni di gioco che si trovano ad una distanza massima di una ventina di metri l’uno dall’altro. Questo tipo di passaggio è generalmente effettuato in uno spazio ridotto e in presenza di avversari. La sua realizzazione presuppone la presenza di varie condizioni. 1. Una traiettoria a terra La vicinanza degli avversari richiede la necessità di effettuare un passaggio facilmente controllabile per riceverlo. È quindi di gran lunga preferibile inviare il pallone a livello dei piedi del proprio compagno, ovvero rasoterra in modo da poter giocare velocemente e prima dell’intervento dell’avversario. Ci chiediamo allora quali siano le condizioni di realizzazione di un passaggio rasoterra. Come fare tecnicamente per evitare che il pallone si alzi? Pensando all’universalità del calcio, potremmo quasi paragonare il pallone alla Terra. Potremmo immaginare che esso possieda anche un Equatore. Se il pallone è già a terra (vedi la definizione di passaggio corto), il punto di impatto tra il piede ed il pallone deve avvenire a livello dell’equatore. Se il punto di impatto è più in alto, per via di un fenomeno fisico (braccio di leva) il pallone tenderà ad alzarsi. Dal punto di vista di osservazione del giocatore, la sua gamba di tiro al momento dell’impatto non è mai tesa, ma flessa per far sì il piede sia staccato da terra ed essere a livello dell’equatore del pallone. 74
  4. 4. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.33 Pagina 118 I PASSAGGI LUNGHI Chiamiamo comunemente passaggio lungo ogni passaggio destinato ad un compagno di squadra che si trova almeno ad una trentina di metri dal portatore di palla. La riuscita di questo tipo di passaggio è influenzata da molti criteri ai quali l’educatore dovrà stare attento e sui quali dovrà agire per formare il giocatore. 1. La potenza Inviare il pallone a molte decine di metri richiede una certa potenza. Se ci interessa sapere la definizione di questo termine, la potenza è il risultato di una forza associata ad una velocità, due elementi sui quali l’educatore potrà intervenire. La potenza di tiro sarà ampliata da una buona estensione della gamba di tiro (soprattutto dovuta ai quadricipiti, muscoli che si trovano sul davanti della coscia che intervengono in modo specifico al momento del tiro). La forza trasmessa dal giocatore al pallone sarà anche dipendente dalla qualità dell’appoggio a terra che sarà effettuato con una gamba leggermente flessa. Infine, la velocità della gamba di tiro durante l’impatto con il pallone caratterizzerà la velocità di partenza dello stesso. 2. Il volo Riuscire a fare un passaggio di una trentina di metri richiede di imprimere al pallone una traiettoria aerea e questo per due ragioni fondamentali. ● Gli avversari non potranno intercettare il pallone perchè sarà ad un’altezza superiore al loro campo d’azione (ovvero la loro altezza più la loro capacità di salto). Sarà allora possibile effettuare un tale passaggio sopra un avversario, mentre lo stesso passaggio a terra sarebbe stato intercettato. ● In aria, il pallone è meno rallentato che a terra. Arriverà dunque più rapidamente alla zona a cui si mira. Ciò permetterà di giocare più velocemente e di utilizzare uno spazio libero prima che l’avversario vi si possa spostare. Ma per alzare il pallone, sono indispensabili tre elementi tecnici. Innanzitutto, il punto di impatto piede/pallone deve necessariamente collocarsi sotto l’equatore del pallone. Privilegeremo allora un tiro di collo piede con l’estensione del piede. 118
  5. 5. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.34 Pagina 152 I TIRI Il tiro è per eccellenza il gesto ultimo ricercato nella costruzione dell’intero attacco. La sua efficacia farà entusiasmare l’esecutore (quale che sia il suo livello), i suoi compagni e almeno una parte del pubblico. Mentre al contrario, un tiro sbagliato lascerà un senso di frustrazione. Il gol (conseguenza di un tiro riuscito) è l’elemento che viene contato. Per tutti, rappresenta il fatto che contraddistingue una partita, è quello che si ricorda. Per noi educatori o allenatori, è quindi indispensabile lavorare regolarmente davanti alla porta per favorire quest’efficacia. Tali sedute sono peraltro molto apprezzate dai giocatori. Essi riescono qui a sviluppare soprattutto il loro spirito competitivo perché ogni situazione è costantemente teatro di sfide o di difficoltà tra giocatori o con il portiere. Ma al di là dell’aspetto ludico, l’educatore non deve sminuire il lavoro tecnico, che è fondamentale per il miglioramento dei giocatori. In questo capitolo, definiremo il tiro come un calcio alla palla orientato alla porta, esclusi i tiri ad un tocco (senza controllo preliminare e con un pallone aereo; li chiameremo volée e costituiranno l’oggetto di studio di un altro capitolo). Per segnare un gol su un tiro, così come l’abbiamo appena definito, e superare la difesa e soprattutto il portiere avversario, il giocatore utilizzerà due dimensioni. La dimensione temporale Consiste nel superare il portiere in velocità. Il tiratore effettuerà allora un tiro di forza in modo che la velocità di palla sia superiore alla velocità di reazione e a quella gestuale del portiere. Questo tipo di tiro necessita evidentemente di criteri di realizzazione sui quali ritorneremo. La dimensione spaziale Consiste per il tiratore focalizzato sulla precisione a creare una traiettoria di palla che sia la più lontana possibile dal portiere, al di fuori dalla sua portata. Per fare questo, ad un certo livello, il tiratore ricorrerà a delle traiettorie ad effetto che permettono di ingannare il portiere per rientrare in porta. Questo tipo di tiro è facilmente visibile sui calci da fermo (calci di punizione e calci d’angolo). 152
  6. 6. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.35 Pagina 178 IL GIOCO DI TESTA Il gioco di testa è un settore fondamentale della formazione del giocatore e del suo sviluppo tecnico. Osservando una partita di calcio a prescindere dal livello di competizione, si nota rapidamente che il pallone è molto spesso in aria. Oggi, dove nel calcio moderno si insiste sulla vittoria dei duelli e sulla rapidità del gioco, non si può prescindere dall’acquisizione di un gioco di testa di qualità per i nostri giocatori. Per raggiungere quest’obiettivo però, è necessario tenere in considerazione diverse dimensioni. 1. La dimensione affettiva Giocare di testa per alcuni significa far rimbalzare il pallone (pesante) su una parte sensibile del corpo. Giocare di testa è quindi rischiare di farsi male. Per progredire a livello tecnico, cosa che implica una serie di ripetizioni ed una volontà di miglioramento, sarà indispensabile superare la paura spesso generata da questo contatto con questa parte sensibile del corpo. Per i più giovani, la paura è legata al pallone. Tutti abbiamo sentito la frase “giocare di testa fa male”. Per i più adulti, è spesso dell’avversario di cui si ha paura. Durante i duelli aerei, non vediamo l’avversario e gli esponiamo la nostra testa, parte del corpo alquanto vulnerabile. Il dubbio del pericolo può inibire un gran numero di giocatori che saranno allora refrattari al gioco di testa. Per superare l’ostacolo, raccomandiamo di inserire un avversario molto presto nelle sedute di apprendimento (ma gestendo la situazione in modo che non si abbia veramente un duello). È poi con l’abitudine ed il numero di ripetizioni senza infortuni che potremo dimostrare al giocatore che il rischio è, nonostante le apparenze, molto basso. 2. La dimensione tecnica Inviare di testa il pallone verso un luogo preciso calibrando il tiro significa, come per i piedi, rispondere ad un certo numero di criteri di realizzazione: • il punto di impatto del pallone dovrà situarsi a livello della fronte (osso frontale). Questa parte della testa è la superficie più piana. Come per il “piatto del piede” (interno), essa favorirà la precisione della traiettoria di palla. • L’angolo di volo sarà determinato dall’orientamento della fronte al momento dell’impatto. Il pallone partirà in perpendicolare dall’osso frontale al momento del contatto, a condizione che venga colpito nel suo asse. 178
  7. 7. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.37 Pagina 204 IL GIOCO DI VOLO E DI SEMIVOLO La volée può essere definita come un tiro aereo del pallone senza alcun controllo preliminare. La semivolée invece si effettua seguendo gli stessi principi e gli stessi criteri di realizzazione, ma appena dopo il rimbalzo del pallone. Ma il gioco di volo può anche essere considerato come uno dei gesti di riferimento del calcio, difficile e spettacolare. Peraltro per convincersene, basta osservare dei giocatori che, in possesso di un pallone, giocano liberamente. Al di là di una partita vera e propria, essi si organizzano mettendo spontaneamente in campo un portiere e un giocatore, che va a posizionarsi su un lato per realizzare dei cross che gli altri tenteranno di riprendere al volo davanti alla porta. L’analisi di questo comportamento mostra il desiderio di superare una difficoltà riconosciuta, a riprova delle loro acquisizioni tecniche, e il tentativo di riprodurre quei gol che nella storia del calcio hanno sempre entusiasmato gli spettatori. Ammiriamo ancora oggi infatti le papinade, le biciclette di Amara Simba, la volée di Zidane nella finale della Champions League…. Diventa quindi interessante per noi educatori introdurre questo concetto nelle nostre sedute. Il lavoro sul gioco di volo permetterà all’inizio di sviluppare nel giocatore una sensazione di competenza. La riuscita di un gesto rapido considerato difficile favorirà la motivazione del giocatore che avrà l’impressione di migliorare. Inoltre, l’osservazione e l’analisi di diverse gare dimostrano che il pallone nell’80% dei casi è in aria e che il 75% dei gol sono segnati ad un tocco. La correlazione tra queste due dimensioni testimonia l’importanza del gioco di volo. Si capisce anche che le volée sono generalmente effettuate all’interno dell’area di rigore, laddove si ha poco tempo per agire (occorrerà tenerne conto per l’organizzazione delle nostre situazioni). Effettuando dei tiri potenti ad un distanza vicina al portiere, il gioco di volo tecnicamente riuscito lascia poche possibilità a quest’ultimo. Si tratta dunque di un gesto efficace, divertente e fondamentale nella formazione e nel miglioramento tecnico dei nostri giocatori. Per ottenere il miglioramento tecnico del gioco di volo e di semivolo, insisteremo sui tre criteri fondamentali. 204
  8. 8. Caballero:Caballero 23/06/2008 15.38 Pagina 228 LE TECNICHE DIFENSIVE Osservando le statistiche elaborate nelle diverse competizioni o campionati, le squadre che sono meglio classificate non necessariamente sono quelle che possiedono il miglior attacco ma sono quasi sempre quelle che hanno la migliore difesa, cioè quelle che hanno incassato meno gol nel corso della competizione. La dimensione difensiva non è quindi marginale. È dunque importante migliorare le tecniche difensive dei giocatori nella loro formazione per renderli efficaci in competizione. Quando una squadra perde il pallone, inizia la fase difensiva. Il gioco può essere scomposto in due tempi opposti. • La squadra possiede il pallone, è quindi considerata in attacco. • La squadra non ha più il pallone, è quindi in difesa e questo a prescindere dalla posizione dei giocatori in campo. Ognuno dei giocatori deve allora rispondere a due obiettivi principali: √ proteggere la propria porta; √ recuperare il pallone. 1. La protezione della porta Incassare un gol è far sì che la traiettoria del pallone passi da un bersaglio verticale costituito dai pali e dalla traversa. Per evitare questo, occorre sempre posizionare almeno un giocatore sull’eventuale traiettoria del pallone verso la porta. E per essere veramente efficace, è chiaramente opportuno posizionarsi davanti al portatore ma anche prendersi carico dei riceventi potenziali per anticipare future traiettorie. Per farlo, le squadre fanno generalmente ricorso a due tipi di organizzazione: • A uomo. Ogni giocatore deve prendersi carico di un avversario, stargli vicino restando tra lui e la nostra porta. È ciò che si dice marcare un giocatore. Per non commettere errori nel marcamento spesso segnalati nelle analisi come la causa del gol, è importante insegnare ai giocatori a gestire la vicinanza con il loro avversario. Ma cosa vuol dire vicino? Come ottimizzare la distanza rispetto all’avversario che chiameremo distanza di marcamento? Se un giocatore è troppo vicino al suo avversario (non portatore di palla), egli rischierà di farsi distanziare immediatamente se effettua una chiamata di palla. 228

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