Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

Marco paolini nuovo sistema pallavolo

3,136 views

Published on

Leggi la prima pagina di ogni capitolo di Nuovo sistema pallavolo, di Marco Paolini
http://www.calzetti-mariucci.it/shop/prodotti/nuovo-sistema-pallavolo

Published in: Sports
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

Marco paolini nuovo sistema pallavolo

  1. 1. il nuovo sistema pallavolo premessa La pallavolo, come tutte le altre discipline di squadra, viene classificata tra gli sport di situazione; ciò significa che per imparare a giocare a pallavolo è necessario apprendere la tecnica, ma è altrettanto importante avere delle buone capacità di adattamento alle mutevoli situazioni di gioco: occorre saper scegliere il gesto tecnico giusto, al momento giusto. motivazione e processi mentali È opportuno considerare uno schema dell’atto motorio tipico degli sport di situazione e della pallavolo in particolare (figura 1). Ogni movimento (parte visibile) è sempre preceduto da una serie di processi mentali che avvengono in tempi brevissimi e coinvolgono la sfera percettiva (soprattutto la vista) e la sfera elaborativa, in cui si sceglie cosa fare e come farlo (= comportamento tattico); inoltre è presente un “feedback” (ritorno di informazione o riafferenza) che consente, se necessario, di correggere l’azione intrapresa. In questo meccanismo ha un ruolo importante la memoria, la quale consente di riconoscere delle situazioni di gioco già note, per cui immediatamente il soggetto sa cosa fare; grazie ad essa si può passare direttamente dalla fase percettiva alla fase dell’esecuzione senza perdere tempo nell’elaborazione dei dati sensoriali e senza prestare particolare attenzione ad essi. In ciò consiste “l’esperienza di gioco”, la cui assenza costituisce uno dei motivi più spesso chiamati in causa per dare spiegazione alle sconfitte subite dai giovani. L’intera struttura descritta è interamente mossa dalla motivazione che ogni atleta ha dentro di sé, la quale agisce come una “molla” che dà il via ad ogni movimento; ad influire sulle spinte motivazionali di un individuo contribuiscono un’infinità di fattori. 10 ...correggere l’azione intrapresa...
  2. 2. il nuovo sistema pallavolo premessa Fra le questioni più impegnative e interessanti nella didattica della pallavolo possiamo senza dubbio annoverare la ricerca del giusto mix fra il lavoro di tecnica individuale e le esercitazioni di squadra (“sei contro sei”). Ogni allenatore deve individuare quale sia l’equilibrio migliore fra queste due metodiche in base all’età della propria squadra, al momento della stagione, ai risultati che si stanno ottenendo e ad altre variabili che solo questi può valutare appieno. cenni storici La storia del volley italiano ci mostra che circa trenta anni fa si insisteva molto sulla tecnica individuale con delle “scuole” specializzate nell’insegnamento di specifici fondamentali: come non ricordare la Kappa Cus Torino di Silvano Prandi che, con battuta e muro eseguiti in modo esemplare, ha riportato molti successi in Italia ed ha cominciato ad essere competitiva anche all’estero? Eppure le squadre nazionali potevano annoverare ben poche vittorie, e il mitico Gabbiano d’argento di Carmelo Pittera costituisce una vera eccezione. In Azzurro si cominciò a vincere con continuità con Julio Velasco alla guida della nazionale maschile: tanti sono stati i suoi meriti, fra di essi, senz’altro, anche quello di aver cominciato ad allenare utilizzando moltissimo il sei contro sei, a tal punto che molti interpretarono questo come l’unico metodo valido di allenamento per tutti i livelli. In realtà Julio Velasco sapeva allenare benissimo la tecnica individuale e spesso, in Nazionale, negli esercizi globali di sei contro sei, di cui tutti prendevano nota, dava ad alcuni giocatori degli input individuali che rimanevano “invisibili” a chi osservava l’allenamento. Un altro grande esempio di efficienza nel lavoro globale è venuto dalla nazionale americana di Doug Beal che è semKiraly Velasco pre rimasta fedele, nella metodologia di lavoro, alla realtà del gioco, pur introducendo la “super specializzazione” dei ruoli. Ancora oggi questa è la strada maestra, la via migliore da seguire, la metodologia didattica per ottenere i migliori risultati. Tutto ciò merita un approfondimento. 18 Prandi
  3. 3. il nuovo sistema pallavolo premessa Sia per la sua posizione nella sequenza delle azioni che si susseguono in una gara, sia per la sua importanza a livello strategico, la battuta è il primo dei fondamentali da punto. È proprio per questo che durante una partita, gli allenatori insistono sempre sul servizio, sulla sua efficacia e le sue variazioni, sulla tecnica d’esecuzione più opportuna per impegnare e mettere in difficoltà l’avversario. Un servizio efficace offre molte possibilità di costringere la squadra avversaria ad una ricezione imprecisa: questo faciliterà notevolmente il lavoro di muro e difesa, con possibilità della realizzazione di un punto. È opportuno ricordare, poi, che la battuta rappresenta l’unico fondamentale non “di situazione” ed è quindi, per certi versi, il più facile da eseguire fra i vari movimenti tecnici. ...un servizio efficace offre molte possibilità di costringere la squadra avversaria ad una ricezione imprecisa... le regole Esistono dei principi, al di là delle esigenze puramente tattiche, ovvero delle regole che prescindono dalle caratteristiche della squadra avversaria. Questi principi sono sicuramente più importanti della tecnica e della tattica fini a se stesse e devono essere esposti e analizzati nei particolari. È molto importante iniziare l’analisi dalla realtà del campo e dalle esigenze che vengono prospettate dalla gara. 24
  4. 4. il nuovo sistema pallavolo premessa La ricezione è il fondamentale da cui prende il via la fase di cambiopalla: da essa dipendono l’efficacia dell’alzata e della schiacciata. Il passaggio è effettuato per lo più in bagher, anche se le recenti innovazioni del regolamento consentono anche un primo tocco in palleggio. La ricezione in palleggio, tuttavia, anche se un tempo adottata dai “pionieri” della pallavolo, oggi rappresenta appena una nicchia di settore, pertanto l’analisi tecnica che seguirà si limiterà alla trattazione della ricezione col solo gesto di bagher. È fondamentale distinguere fra ricezione della battuta in salto (che somiglia molto più alla difesa) e ricezione della battuta “floating”: le tecniche di esecuzione sono molto diverse tra loro ed è importante non confonderle. ...ricezione della battuta in salto... analisi tecnica Gli elementi che contraddistinguono una corretta esecuzione tecnica della ricezione su battuta “floating” possono essere sintetizzati in quattro punti essenziali: 1. la predisposizione morfologica 2. lo spostamento 3. il contatto con la palla 4. il modo di spingere la palla. 1. L’esecuzione di un’ottima ricezione dipende in primo luogo dal bagher, che costituisce il piano di rimbalzo orientabile con cui indirizzare con precisione la palla verso l’alzatore. Quanto più gli avambracci saranno tra loro ben vicini (o addirittura attaccati) e piatti, con le braccia ben distese, tanto più sarà possibile usufruire di una superficie ampia sulla quale far rimbalzare la palla, indirizzandola con facilità. ...costituisce il piano di rimbalzo orientabile... 38
  5. 5. il nuovo sistema pallavolo premessa Il ruolo del palleggiatore è senza dubbio uno dei più significativi nella pallavolo, se non altro perché è questo il giocatore che tocca sempre la palla in ogni azione. Ad esso, soprattutto per quanto riguarda il palleggio di alzata, è richiesto un maggior grado di precisione rispetto agli altri. analisi tecnica Compiti, comportamenti, abilità del palleggiatore sono molteplici e possono essere sintetizzati e classificati come segue: - aspetti tecnici - tattica di gioco - conduzione strategica della gara. ...di effettuare il palleggio quasi sempre in salto... La tecnica di alzata è qualcosa in più della semplice tecnica del palleggio, che pure è necessario conoscere perfettamente per essere bravi alzatori. Nell’apprendimento del palleggio si insegna ad andare in anticipo sulla palla, lanciandola poi bene, con le mani sopra la fronte, ed eseguendo la spinta in rapida successione con gambe, tronco, braccia, polsi e dita. Un alzatore deve invece progressivamente imparare a fare a meno della spinta di gambe 56
  6. 6. il nuovo sistema pallavolo premessa Il fondamentale della schiacciata costituisce il filo conduttore di numerose e ripetitive situazioni verificabili nel mondo del volley. Schiacciare piace ai giovanissimi come ai campioni e tutti ne fanno il motivo di maggior piacere nella pratica della pallavolo. La schiacciata caratterizza, più di ogni altro fondamentale, la pallavolo moderna. A tutti i livelli, dall’Under 13 fino alla Nazionale avere dei buoni attaccanti è il primo requisito per poter vincere, ed è l’azione tecnica di maggior richiamo per spettatori e giocatori. ...schiacciata di palla alta... rimane il punto di partenza nell’apprendimento della tecnica di base... Prima di chiarire gli aspetti essenziali del fondamentale schiacciata, occorre specificare che in questa sede verrà trattata essenzialmente la schiacciata di palla alta che, pur essendo un’azione piuttosto complessa, rimane il punto di partenza nell’apprendimento della tecnica di base (occorre evitare pericolose specializzazioni precoci), nonché un elemento di gioco essenziale a qualsiasi livello. La schiacciata di palla alta è la prima (e forse l’unica) forma di attacco dei principianti dell’Under 13, continua ad essere la forma di attacco preponderante nella fascia di età successiva, cioè nell’Under 14, dove è alquanto prematuro cominciare ad allenare altre forme di attacco (per esempio, il primo tempo in veloce avanti) ed è invece opportuno lavorare per ottimizzare le qualità tecnico - tattiche nell’esecuzione della palla alta, determinanti per la fase punto (il contrattacco) ad alto livello. È facile insegnare altre forme di attacco (palla spinta o primo tempo) a chi ha già una buona padronanza tecnica della schiacciata di palla alta, ma non il contrario. 62
  7. 7. il nuovo sistema pallavolo premessa Fra i fondamentali da punto, il muro è sicuramente uno di quelli che dà più motivazioni agli atleti. Per eseguirlo con buoni risultati, non è indispensabile essere molto alti o saltare molto, ma conoscerne bene la tecnica individuale ed avere un buon senso tattico. Non è quindi l’altezza del muro che determina il suo successo, ma un insieme di altre qualità: - valutazione del tempo di salto più opportuno - capacità di portare le braccia direttamente nel campo avversario (cioè non prima in alto e poi oltre la rete) con corretto posizionamento del piano di rimbalzo - abilità nel “nascondere” il muro fino all’ultimo istante allo schiacciatore avversario. ....tempo di salto più opportuno... La tecnica individuale del muro è, semplificando, scomponibile in due parti: 1. la gestualità che riguarda gli arti inferiori (spostamenti lungo la rete e salti) 2. la gestualità che riguarda gli arti superiori (invadenza, piano di rimbalzo). Dei due aspetti sopra citati il più importante è il secondo, ossia la padronanza tecnica nel gestire al meglio il piano di rimbalzo costituito dagli arti superiori: avere semplicemente delle “buone gambe” che consentono precisi e rapidi spostamenti non è di aiuto se le braccia non sono posizionate correttamente; avere delle difficoltà di spostamento (difficoltà per altro destinate ad attenuarsi con un buon allenamento in palestra), invece, può sì costituire un limite, ma non pregiudica l’esito del muro quando l’avversario è costretto proprio a schiacciarci contro. La capacità di posizionare bene le braccia, dunque, è ciò che contraddistingue i grandi giocatori di muro. 76
  8. 8. il nuovo sistema pallavolo premessa Una buona capacità di giocare in difesa è quello che meglio caratterizza il pallavolista di alto livello, per quanto riguarda non tanto gli aspetti tecnici, quanto piuttosto quelli caratteriali. Un buon difensore, infatti, deve essere tenace, caparbio, aggressivo, grintoso. È per questo che la difesa riveste un ruolo così importante nella pallavolo moderna, in cui si vince o si perde per due palloni in più o in meno. Il buon pallavolista deve innanzitutto avere delle grandi risorse “morali” prima ancora che fisiche e tecniche, combattere per ogni pallone, avere una mentalità vincente. La difesa è il banco di prova ideale, una vera e propria spia del grado di energia, vigore e volontà degli atleti: per poter prendere un pallone in difesa è necessario “volerlo prendere” più che conoscere i gesti in modo perfetto. Questo è ancora più vero da quando il regolamento consente di intervenire sul primo tocco difensivo con la libertà più assoluta, cosa che, se da un lato scandalizza i puristi del bagher, dall’altro rende sicuramente il gioco più spettacolare. ...braccia... oltre... molto vicino alla rete... 84
  9. 9. il nuovo sistema pallavolo premessa Aggiungiamo ora all’analisi appena compiuta dei vari fondamentali, una nuova esposizione di dati raccolti sul campo. Verranno esposti i feedback di correzione effettuati da alcuni allenatori operanti nel settore giovanile. Saranno, in altre parole, illustrati gli errori più comunemente corretti, quindi si proporranno alcuni esercizi specifici utilizzati per prevenire o eliminare i difetti di esecuzione in questione. In considerazione dell’esiguo numero di dati raccolti (554), la ricerca proposta non ha la pretesa di essere esaustiva, tuttavia si può con ragione ritenere che in essa emergano con sufficiente chiarezza i problemi di apprendimento dei giovani pallavolisti. Si ottiene anche un quadro realistico della situazione d’allenamento in palestra, di grande utilità per formulare idee precise sulle problematiche dell’allenamento giovanile e sulle possibili soluzioni. Per quanto riguarda i metodi di classificazione degli errori, non verranno riportate tutte le correzioni effettuate, ma soltanto le più frequenti (tra parentesi verrà data indicazione della loro incidenza sul totale). ...problematiche dell’allenamento giovanile... 100
  10. 10. il nuovo sistema pallavolo premessa Quello del libero è il ruolo di più recente introduzione nella pallavolo ed ha fornito prospettive di alto livello anche a quegli atleti non eccessivamente dotati in statura. Per svolgere al meglio tale ruolo è necessaria una forte motivazione specifica, occorre cioè sentirsi gratificati nell’eseguire i soli fondamentali di ricezione e difesa, giocando sempre e soltanto in seconda linea, senza avere mai l’opportunità di schiacciare, fare muro o battere. I migliori giocatori nel ruolo di libero sono quelli che assumono su di sé l’intera responsabilità della gestione della ricezione e della difesa, dal punto di vista sia tecnico che tattico. Ciò presuppone una certa esperienza, ed è per questo che gli atleti maggiormente adatti a svolgere tale ruolo sono quelli più maturi, non i giovani. Il libero può essere considerato a ragione il settimo titolare di una squadra; la sua efficienza in ricezione e difesa può essere determinante per il buon esito di una gara e forse anche di un’intera stagione; ciò è particolarmente vero per la pallavolo di alto livello, in cui si dà ormai per scontato che il libero giochi sempre, al posto dei centrali, consentendo loro di specializzarsi nei fondamentali di muro, attacco di primo tempo e battuta. Tale specializzazione dei ruoli non è però altrettanto auspicabile per quanto riguarda i giovani almeno fino all’età di 14/15 anni: è più opportuno che essi apprendano e sviluppino il maggior numero possibile di gesti tecnici utili alla loro realizzazione sportiva. Per un allenatore, infatti, sarebbe molto difficile sviluppare il programma di crescita tecnica e sportiva di un settore giovanile inserendo fin dall’Under 14 il ruolo del libero. La soluzione migliore nelle altre categorie giovanili potrebbe essere rappresentata dall’inserimento nella squadra juniores, come libero, di un sedicenne già titolare nella categoria Ragazzi come schiacciatore, in modo da fargli maturare esperienza in due ruoli. ...sentirsi gratificati nell’eseguire i soli fondamentali di ricezione e difesa... 116
  11. 11. il nuovo sistema pallavolo premessa Il Rally Point System è il metodo di punteggio, adottato nella pallavolo in tempi molto recenti, che assegna un punto ad ogni azione di gioco. Il volley ne ha sicuramente tratto giovamento in termini di immediata comprensione da parte di chi assiste alla partita ed anche per la spettacolarità legata al maggior equilibrio dei valori espressi in campo e conseguentemente alla maggiore incertezza sull’esito del risultato finale. analisi tattica Per gli addetti ai lavori (tecnici e giocatori) il RPS e le altre innovazioni con esso introdotte (libero, net sulla battuta, time-out tecnici), hanno portato una serie di piccoli e grandi cambiamenti ai quali è stato necessario adattarsi in corso d’opera e che è opportuno esaminare: - la specializzazione dei ruoli è diventata sempre più importante per aumentare l’efficienza delle singole prestazioni e conseguentemente del rendimento di squadra e di questo abbiamo già parlato nel capitolo due. 122 - è diminuito il ritmo complessivo di gara sia per il minor numero di azioni giocate, sia per l’aumento delle pause di gioco (funzionali nella serie A all’introduzione di spot pubblicitari di riempimento). Questo fatto ha tuttavia aumentato l’importanza di ogni singola giocata nel senso che non è più consentito “sprecare” nemmeno un pallone. Riferito alle modalità di allenamento, quanto affermato significa che ogni esercizio deve essere proposto con un sistema di punteggio che definisca sempre, alla fine, un vincitore ed un perdente. Gli allenatori devono impegnarsi a dare un punteggio non solo agli esercizi globali ma anche a quelli sintetici e a quelli analitici. Il punteggio diventa la “personalizzazione” dell’esercitazione e deve essere studiato per ottenere ogni volta il massimo da ciascun giocatore in ogni situazione. È opportuno limitarsi a ricordare i meccanismi di punteggio più utilizzati ed ormai indispensabili nella metodologia di ogni allena- ...time-out tecnici... tore e comunque tali
  12. 12. il nuovo sistema pallavolo premessa Il primo punto da trattare affrontando il tema della preparazione agonistica nel settore giovanile, è il numero di allenamenti da effettuare settimanalmente. Il numero ideale degli allenamenti da far svolgere ad una squadra di settore giovanile è di tre sedute per circa due ore ciascuna. Prima che si ingenerino equivoci è oppurtuno ribadire questo numero tre, anche se è noto a tutti dalle teorie dell’allenamento per i giochi sportivi e da quanto esiste a tal proposito sui manuali, che è la quantità del lavoro ciò che forma i presupposti tecnici che stanno alla base delle capacità di gioco: come dire che con i giovani è necessario svolgere una grande mole di lavoro per formare le basi tecniche su cui costruire, più tardi, performance di alto livello. La quantità di lavoro, peraltro, è inversamente proporzionale alla qualità dello stesso e per questo la “scienza sportiva” suggerisce per i giovani molto lavoro a ritmi bassi e con scarsa intensità. Tutto ciò adeguato alle esigenze ovviamente diverse che può presentare una squadra allievi, ragazzi, juniores. È la realtà operativa riscontrabile nel 90% delle società che possiedono un settore giovanile che è purtroppo molto diversa: nella pratica ogni società ha problemi di impianti, di orario, di utilizzo degli stessi, e di altra natura. Tutte queste imposizioni permettono quindi un massimo di tre allenamenti per settimana; a volte è addirittura difficile ottenere l’utilizzo della palestra per due ore piuttosto che per un’ora e mezza come avviene in molti casi. Questo tipo di limitazione costituisce molto spesso un alibi per gli allenatori che possono sostenere come sia impossibile svolgere un buon lavoro con co...20 anni di esperienza con i giovani... sì poche ore di palestra. Tutto ciò è poco credibile e, anzi, circa 20 anni di esperienza con i giovani suggeriscono piuttosto che la quantità di lavoro in un settore giovanile non debba mai essere eccessiva, anche per rispettare i naturali interessi e impegni 158
  13. 13. il nuovo sistema pallavolo premessa Il settore promozionale della FIPAV comprende le attività di reclutamento o avviamento allo sport, il minivolley, che è il gioco propedeutico alla pallavolo rivolto ai bambini e bambine fino ai 12 anni ed il campionato under 13 che si conclude con la fase regionale ed ha l’obiettivo principale di far giocare tutti. L’under 13 può essere maschile, femminile ma anche misto; noi cominceremo da questa categoria ad esaminare le differenze fra volley maschile e volley femminile. reclutamento Una società sportiva che desideri organizzare in modo efficiente il proprio settore giovanile deve prevedere una fase di promozione che può essere impiegata anche come mezzo di reclutamento. Per avere buone squadre giovanili è necessario poter usufruire di un certo numero di praticanti già nei centri di avviamento allo sport e attingere ad essi per la scelta degli atleti che andranno a formare le squadre under 13 e under 14. La promozione ha lo scopo di far conoscere e sperimentare, almeno una volta, il gioco della pallavolo alle bambine e ai bambini che non hanno ancora avuto occasione di praticarlo. Tale attività ha un certo valore sia per le singole società che per l’intero movimento sportivo, perciò andrebbe favorita e sviluppata dagli organi federali, soprattutto nelle scuole. La pallavolo gode da sempre di un rapporto privilegiato con la scuola, per via della sua semplicità ed utilità ai fini dello sviluppo motorio dei bambini e dei ragazzi. Il gioco del volley permette di consolidare schemi motori di base quali il saltare, lo spostarsi rapidamente, il prendere e il lasciare. La sua pratica consente di migliorare aspetti importanti della motricità, come la coordinazione degli arti inferiori e superiori, l’agilità e la valutazione delle traiettorie. Va aggiunto che il gioco ha una spiccata finalità socializzante, non meno importante delle altre, e forma nel giovane il rispetto delle regole e dei compagni. Ricordiamo poi che la pallavolo è uno dei pochi sport che consente, senza difficoltà, la formazione di squadre miste e la possibilità di far affrontare squadre femminili e squadre maschili all’interno dello stesso torneo. Prima di specificare come si possa organizzare un’attività promozionale nelle scuole, è indispensabile chiarire a quale fascia d’età occorre rivolgersi. Per quanto riguarda le società femminili, è utile, per varie ragioni, che l’attività di promozione sia svolta già nella scuola elementare, limitatamente alle sole classi quarta e quinta (ovvero fra bambine di nove e dieci anni). Per quanto riguarda le società maschili, tale attività può iniziare anche un anno o due più tardi, quindi nella scuola media, con ragazzi di età compresa fra 164
  14. 14. il nuovo sistema pallavolo un de r 14 f em m i n i l e em premessa Il settore agonistico FIPAV comprende tutti i campionati di serie (3°, 2° e 1° divisione; serie D; serie C; serie B2; serie B1; serie A2 e serie A1) e i campionati di categoria giovanile, ovvero l’under 14 o allievi, l’under 16 o ragazzi e l’under 18 o juniores. Noi prenderemo in considerazione i campionati giovanili sia al maschile che al femminile. under 14 femminile Introduzione Un buon criterio per valutare se si è ben lavorato nel settore promozionale (minivolley e categoria under 13) è verificare il numero delle iscrizioni e confrontarlo con quello della stagione precedente. Un aumento delle iscrizioni in fascia under 14 rispetto a quelle dell’anno prima in under 13 significa che si è ben lavorato, almeno sul piano promozionale, e che le ragazze si sono trovate bene nella squadra giovanile, tanto da non voler abbandonare l’attività. Nel caso in cui, invece, si siano verificate diverse defezioni, è necessario analizzare criticamente la situazione per individuare il motivo degli abbandoni; il più delle volte si lascia il gioco a causa di un’attività troppo selettiva o per l’inadeguatezza di un allenatore poco predisposto a lavorare con ragazze tanto giovani. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, se si sono rispettati gli obiettivi propri della categoria under 13 ci si troverà a lavorare con ragazze che hanno sviluppato discrete capacità nel palleggio, nel bagher di ricezione e nell’attacco. Questo è già un buon punto di partenza per l’under 14 e sarà bene continuare a sviluppare in modo omogeneo le stesse abilità, rimandando la scelta dei ruoli specifici alla stagione successiva. Organizzazione di gioco dell’under 14 La scelta di ritardare ancora la definizione dei ruoli nasce dal fatto che l’individuazione di quello giusto è un fatto fondamentale e determinante per la crescita della giovane atleta, e una decisione troppo affrettata potrebbe pregiudicarne la correttezza. In quest’ottica, dovendo conservare nella fascia under 14 l’universalità dei ruoli, tutte le giovani atlete saranno chiamate ad alzare ed attaccare in eguale misura. Questa linea consente di raggiungere due risultati importanti: approfondire bene il palleggio anche nelle atlete che diventeranno poi schiacciatrici o centrali e sviluppare l’attacco anche nelle atlete che avranno in seguito il ruolo di palleggiatrici. Si procederà con un sistema di gioco in cui tutte le ragazze dovranno a turno alzare quando si troveranno in posto uno, facendo la penetrazione. 176
  15. 15. il nuovo sistema pallavolo premessa Di solito l’argomento della preparazione fisica dei giovani viene evitato, magari col pretesto che in età giovanile non è opportuno che si svolga alcun tipo di lavoro fisico e che la pratica di uno sport quale la pallavolo è già più che sufficiente. Dietro una tale giustificazione si cela in realtà la difficoltà di affrontare questo compito, il quale deve sottostare a due imperativi: - rispettare la crescita morfologica dei giovani - differenziare il lavoro in base all’età (occorre una scheda individuale di lavoro per ciascun ragazzo) Il compito dell’allenatore, dunque, richiede una preparazione teorica e soprattutto un’esperienza pratica notevoli; per questo motivo molti fra quelli che operano nel settore giovanile preferiscono non fare piuttosto che fare male. basi della preparazione fisica giovanile I principi che stanno alla base del lavoro fisico nel volley possono essere così sintetizzati: 1. la preparazione fisica deve fornire all’atleta ciò che egli non ottiene in modo ottimale dalla sola pratica pallavolistica: lo sviluppo della forza 2. dal momento che la pallavolo è uno sport asimmetrico, il lavoro fisico ha anche il compito di compensare eventuali squilibri e in tal modo prevenire alcuni infortuni tipici del gioco 3. in fase di preparazione fisica la corsa è quasi superflua, dal momento che la pallavolo è uno sport di tipo aerobico-anaerobico alternato e durante la gara l’atleta può usufruire di intervalli che consentono ampi recuperi. Il volley è basato fondamentalmente sulla velocità di esecuzione, sulla rapidità dei movimenti, e questo a prima vista sembrerebbe negare la necessità di sviluppare la forza muscolare. In realtà velocità e potenza non sono che espressioni di quest’ultima e, anzi, senza di essa si corre il rischio di non poter realizzare buone performance tecniche e di farsi male. Molte delle infiammazioni ai tendini tipiche dei pallavolisti (ginocchio, spalla) sono causate da una ripetizione continua dei gesti tecnici non supportata da un adeguato sviluppo della forza delle zone muscolari interessate; per non avere problemi di questo tipo non è necessario sviluppare grandi livelli di forza, basta mantenere un buon tono muscolare, cosa che si può facilmente ottenere anche solo inserendo ogni volta nella fase di riscaldamento esercizi isometrici (mantenere una posizione il più a lungo possibile) ed esercizi con l’elastico. Lo sviluppo della forza, tanto importante per la prevenzione degli infortuni, è di facile realizzazione e non richiede particolari attrez220

×