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Allenare la forza nei giovani di antonio urso

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Allenare la forza nei giovani
Antonio Urso
ANNO EDIZIONE: 2020
GENERE: Libro (+ eserciziario video online)
CATEGORIE: Allenamento sportivo, Educazione motoria
ISBN: 9788860284785
PAGINE: 344
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Perché il passato ci ha tratto in inganno?

Con il contributo di Pasquale Bellotti e Francesco Riccardo
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Non c’è giustificazione alcuna nei confronti di chi non vuole ancora oggi considerare l’allenamento della forza funzionale alla crescita dei giovani. Gli anni della giovinezza e della formazione motoria necessitano, invece, dello sviluppo di questa caratteristica umana, non capacità opzionale ma comprimaria nel movimento, e quindi fondamentale per la vita, prima che per lo sport.

Per troppi anni molti pseudo-esperti, attraverso un negazionismo privo di scientificità, hanno voluto sostenere che i giovani sarebbero incorsi in problematiche fisiche derivanti dalla pratica dell’allenamento della forza.

Questo libro, basato su evidenze scientifiche e indicazioni che vengono dalla ricerca, si propone invece di porre le condizioni affinché la forza nel movimento umano venga colta come elemento di importanza e rilievo assoluti anche prima che nel movimento sportivo.

Conforta questa proposta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che sancisce, in termini di linee guida, che i bambini da 0 a 5 anni debbano fare movimento finalizzato allo sviluppo della forza. Ulteriore sostegno viene dall’Accademia Americana di Pediatria con una visione operativa che pone l’allenamento della forza nei giovanissimi come condizione obbligata per lo sviluppo psicofisico ottimale.

Un invito ormai generalizzato a rinnegare ciò che ci ha tratto in inganno nel passato, con la forza da considerare già nell’immediato futuro patrimonio culturale e motorio da inserire nel vissuto dei giovani.

ANTONIO URSO
Presidente della Federazione Italiana Pesistica, della European Weightlifting Federation e componente dell’Esecutivo dell’International Weightlifting Federation. Ha conseguito la laurea
in Scienze motorie, la laurea magistrale in Attività motorie preventive e adattate e il master di II° livello in Neurofisiologia e psicologia dello sport; è Maestro di Pesistica e allenatore di IV livello europeo.
È stato atleta azzurro nella pesistica, vincendo numerosi titoli di campione italiano, e allenatore delle Nazionali maschile e femminile della stessa specialità.
Autore di manuali tecnici in lingua italiana ed inglese, è attualmente Direttore delle riviste scientifiche Strength & Conditioning. Per una scienza del movimento dell’uomo
e EWF Scientific Magazine, organo ufficiale della EWF.

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Allenare la forza nei giovani di antonio urso

  1. 1. Antonio Urso con il contributo di Pasquale Bellotti e Francesco Riccardo ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Perché il passato ci ha tratto in inganno?
  2. 2. 22 ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Titolo e, in parte, contenuto di questo capi- tolo introduttivo riflettono titolo, contenuto e messaggio dell’introduzione al numero 24 della rivista “Strength & Conditioning. Per una scienza del movimento dell’uomo”, or- gano tecnico-scientifico ufficiale della FIPE. Allora detti volutamente un carattere peren- torio alle affermazioni, era necessario farlo; qui lo rifaccio, ne abbiamo ancora bisogno. Fino a qualche tempo fa, a titolare un articolo con una frase così assertiva, addirittura con l’affermazione che i giovani “devono” (si badi bene al verbo: “devono” viene detto e non: “possono”) allenarsi con i sovraccarichi si sa- rebbe rischiato forse anche l’incolumità fisi- ca da parte di numerosi (purtroppo davvero tanti) addetti ai lavori, a tal punto era radicata la credenza che questa particolare tipologia di allenamento fosse non solo gravata - di- cevano, dicono - da numerosi svantaggi, ma qualche volta addirittura da danni e di tipo irreparabile. Basta pensare che si associava all’allenamen- to con i sovraccarichi anche il delicato proble- ma della possibile interferenza con la crescita di statura: sollevare carichi avrebbe potuto non consentire, in buona sostanza, una cre- scita normale. Questi problemi ovviamente erano riferiti ai soli bambini maschi, dal mo- mento che non ci si poneva neanche il pro- blema che una bambina potesse allenarsi con i sovraccarichi. PERCHÉ I GIOVANI DEVONO ALLENARSI CON I SOVRACCARICHI
  3. 3. 44 CAPITOLO 2 Basi biologiche e allenamento Dei bambini e degli adolescenti ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Una corretta proposta motoria in età infan- tile e giovanile non può prescindere da una adeguata conoscenza delle leggi biologiche e fisiologiche dell’accrescimento, nonché dei principi psico-pedagogici e metodologici, sia nel momento in cui è d’obbligo fissare obiet- tivi, contenuti, mezzi e metodi, sia ogniqual- volta si rende necessario stabilire dei limiti. Intanto, va subito detto che i bambini e gli adolescenti, per uno sviluppo psico-fisico completo ed il più armonico possibile, hanno bisogno di una grande quantità di movimen- to. I bambini in genere controllano autonoma- mente questo bisogno, poiché posseggono naturalmente (ed esprimono senza remore) un grande impulso a muoversi, un istintivo bisogno di essere in movimento. Rispetto a quella degli adulti, la grande atti- vità di movimento dei bambini va ricondotta, da un lato, al predominio di impulsi cerebrali soprattutto da parte del cosiddetto globo del pallido1 , dall’altro, al fatto che gli sforzi col- legati al movimento vengono percepiti dai bambini come minori rispetto alla maniera in cui vengono percepiti dagli adulti (figura 2.1). Basi biologiche e allenamento dei bambini edegliadolescenti
  4. 4. 88 CAPITOLO 3 Persona,personalità,processidiapprendimentoerelazioniumanenell’allenamentodeigiovani ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Nel periodo che va dall’infanzia all’adolescenza, lo sport dovrebbe assolvere ad importanti funzioni educative e consentire ai giovanissimi di “cresce- re” in un contesto sociale sano, che consenta loro di esprimere le potenzialità innate in un ambito relazionale nel quale il risultato finale non dovreb- be essere “una medaglia”, bensì la crescita e il be- nessere psico-fisico. Purtroppo, un grande problema è, come sempre, rappresentato dagli “adulti”, soprattutto negli ambienti sportivi altamente competitivi nei quali il risultato sembra rappresentare il solo obiettivo possibile, senza lasciare nulla, o quasi nulla, al gioco, al divertimento tout court; proprio in que- sto caso l’annoso dilemma della specializzazione precoce dei giovanissimi sembra essere irrisolto, malgrado le ricerche diano indicazioni precise sulla assoluta bontà di una attività ludico-motoria preminente in alcune fasce di età. È stato scritto tanto sugli aspetti psicologicamente devastanti Persona,personalità, processidiapprendimento erelazioniumane nell’allenamento deigiovani
  5. 5. 132 CAPITOLO 4 L’allenamento e lo sviluppo della forza nei bambini e nei giovani ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Mi sembra assai giusto ed efficace iniziare questo capitolo con alcune considerazioni fatte da noti e accreditati ricercatori. La prima considerazione fu proposta da Kramer e Fleck nel 2005: personal- mente la trovo oltremodo significativa per intro- durre l’importante argomento dell’allenamento della forza nei bambini. Così scrivevano quegli Autori: “(…) per molti anni erano in pochi a credere che un allenamento contro resistenze potesse miglio- rare la forza dei bambini. Allenatori e insegnanti credevano che i bambini diventassero più forti con il crescere dell’età e che l’allenamento della forza fosse destinato solo agli atleti di maggiore età (…). Di fatto, i bambini possono trarre benefici da un programma di allenamento della forza corretta- mente progettato e adeguato alla loro età (…)”. La seconda considerazione è una presa di posizio- ne derivata da osservazioni scientifiche e si deve a Weineck, in un lavoro del 2003 che così recita: “…un allenamento della forza, finalizzato ed ade- guato all’età è assolutamente necessario come prevenzione dei difetti posturali o per il migliora- mento della prestazione sportiva…”. Già nel 1998, comunque, Ehlenz et al. sosteneva- no che “(…) secondo le affermazioni scientifiche e da quanto appare nella pratica, l’inizio dell’allena- bilità della forza si situa tra i 7 e 9 anni di vita (…)”. Proviamo ora, per quanto ci riguarda, a distri- carci all’interno di questo complesso e per nul- la scontato mondo dell’allenamento della forza giovanile. L’allenamento elosviluppodellaforza neibambinieneigiovani
  6. 6. 186 CAPITOLO 5 Strategie sull’allenamento giovanile: qualcosa su cui riflettere ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI La figura dell’allenatore gioca un ruolo di rile- vante importanza nelle vicende sportive, sia per quanto riguarda l’effettiva opera che egli può svolgere nel perfezionare un atleta, o un gruppo di atleti, sia per la risonanza che la sua attività determina negli ambienti diretta- mente coinvolti (società sportive, federazioni, Comitato Olimpico), sia in quelli collaterali allo sport: pubblico, media, social network. A seconda delle discipline sportive poi, ci sono allenatori maggiormente esposti al pubblico giudizio, come nel calcio per esempio, ed altri, soprattutto delle discipline sportive considera- te “minori”, meno esposti. In ogni condizione, un allenatore rimane comunque il baricentro di varie dimensioni che lo sport comporta: non solo la preparazione atletica, tecnica, tattica, strategica, ma anche il mantenimento di equilibri con la società, con la federazione sportiva di appartenenza, con la stampa, con le famiglie degli atleti, con lo staff che lo coa- diuva e così via. Proprio per questa importan- te, fondamentale centralità che ricopre, esse- re allenatore- oggi così come in passato- esige una preparazione assai vasta che attraversa ambiti di conoscenza trasversale: da materie in ambito medico a quelle matematiche sta- tistiche, della comunicazione e così via, al fine di creare un pensiero critico funzionale ai pro- cessi organizzativi e alla lettura dei risultati, siano essi positivi oppure negativi, fenomeni tutti di grandissima complessità. Strategiesull’allenamento giovanile:qualcosa sucuiriflettere
  7. 7. 204 CAPITOLO 6 La formazione dei tecnici dei settori giovanili ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Mi sono interrogato più e più volte su cosa fosse necessario per formare un tecnico sportivo moderno, capace di esprimere com- petenze utili e funzionali in questo contesto storico, abile a dare risposte alle domande che lo sport di oggi (e certo di domani) ri- chiede. Ho dibattuto confrontandomi con diversi colleghi e in particolare con colo- ro i quali mi hanno supportato a realizzare questo libro: il Prof. Pasquale Bellotti che lo sport italiano lo conosce assai bene e da molto tempo, e il Dr. Francesco Riccardo, cercando di incastonare i nostri punti di vi- sta e le nostre esperienze, al fine di: a) defi- nire (tentando di dare un confine al proble- ma) il processo di formazione di un tecnico sportivo; b) capire se la formazione di un tecnico fosse paragonabile ad un cammino. Quindi le domande cruciali sembrerebbero legate a quale tipo di cammino e, con ciò, quale la strada da intraprendere. A voler battere, per logica, attraverso un ap- proccio il più razionale possibile, le strade esistenti, quelle che il Paese pone davanti, si arriva dritti dritti a chi è il deputato per eccel- lenza al riconoscimento della figura di quadro tecnico più titolato: il Ministro dell’Istruzione, quindi chi autorizza a riconoscere la laurea in Scienze motorie. Ci imbattiamo quindi in una pagina web1 dello stesso Ministero dove sono descritti missione e funzione dello stesso e la discussione si fa ancora più densa e intensa. Per usare le parole di Fabrizio De André, nel brano “Dolcenera”, “la lotta si fa scivolosa e Laformazionedeitecnici deisettorigiovanili 1. http://www.miur.gov.it/web/guest/missione-e-funzione.
  8. 8. 236 CAPITOLO 7 La pesistica scolastica ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI I giovani e la pesistica. È da sempre stato un argomento caro al movimento pesistico ita- liano. Da anni preoccupati di trovare argo- menti scientificamente comprovati per con- trobattere ad una diffusa ignoranza, qualche volta accompagnata anche dall’arroganza del non sapere (quella più diffusa ed anche la peggiore!), gli Organi Federali sono stati ob- bligati a cercare soluzioni che permettessero la più ampia diffusione della disciplina così come della più penetrante cultura sull’argo- mento: i giovani e i sovraccarichi. La realtà vista dalla parte di chi da anni racco- glie dati sulla pesistica è che, di fatto, si è po- tuto constatare che i giovani praticanti que- sta disciplina non hanno mai fatto registrare problematiche dirette o indirette rispetto a quanto affermato da “pseudodetentori del sapere”, che hanno stigmatizzato lo sport della pesistica giovanile come inadatto, anzi dannoso per i giovani. Giovani che, in molti casi, questi sedicenti esperti non hanno mai allenato e che al limi- te potrebbero solo aver visto in allenamento: magari allenamento, beninteso con i sovrac- carichi, di un solo ragazzo o ragazza. Ecco tutta la conoscenza che i più sono in gra- do di sfoggiare. Il primo congresso internazionale sul tema della pesistica giovanile fu organizzato pro- prio in Italia dall’allora FILPJ (Federazione Ita- liana Lotta Pesi e Judo) a Montecatini tra il 28 e il 29 aprile del 1990. Il titolo dato fu veramente avveniristico, una proiezione interessante che invitava tutti ad una riflessione importante ed approfondita sul tema: “Uno sport antico per i giovani del 2000”. Lapesisticascolastica
  9. 9. 264 CAPITOLO 8 La pesistica giovanile ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI La pesistica giovanile rappresenta, anche se non sempre purtroppo si verifica, il passo successivo a quello della pesistica scolastica. Quando questi due passaggi temporalmente si allineano, specialmente con le fasce di età tipiche della pesistica giovanile, 14-17 anni, si guadagna del tempo prezioso che permet- te di omettere tutta la fase di iniziazione dei fondamentali tecnici a favore di esercitazioni che tendono a riadattare la tecnica prima ac- quisita a tutti quei cambiamenti fisici e antro- pometrici che si evidenziano con particolare rilevanza, nell’arco temporale della pubertà. Già la crescita in altezza richiede dei riadat- tamenti della tecnica non indifferenti. La tecnica necessita di opportuni adeguamenti, anche quando comincia a migliorare la forza massimale, e considerando (così come antici- pato nel capitolo quattro) che un anno circa dopo il picco di crescita nei maschi e circa sei mesi dopo nelle donne, è possibile comincia- re ad allenare la forza massimale. Il migliora- mento di questo parametro influisce ancora una volta sulla tecnica degli esercizi olimpici. I tempi di apprendimento, invece, si allungano se la pesistica la si comincia omettendo i pas- saggi iniziali favoriti dalla pesistica scolastica. In molti mi chiedono, spesso, quale sia l’età migliore per cominciare la pesistica e buo- na parte tra questi (spesso anche gente di sport), rimane totalmente meravigliata quan- do rispondo: “prima possibile! La pesistica va cominciata prima possibile”; specialmente se questo sarà lo sport scelto da una ragaz- za o da un ragazzo per il futuro. La ragione di un inizio precoce sta proprio nella neces- sità di sviluppare tutte quelle caratteristiche motorie di coordinazione intermuscolare ed intramuscolare, flessibilità e mobilità artico- lare, propriocezione ed enterocezione, che sono elementi tipici di qualunque sport con un elevato tasso tecnico. Provate a pensare alla difficoltà di far cominciare in tarda età ad un bambino oppure ad una bambina che de- siderano competere in sport come: ginnasti- ca, tuffi, danza classica, karate, nuoto oppure Lapesisticagiovanile
  10. 10. 304 CAPITOLO 9 La valutazione nella pesistica giovanile ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI In ambito pesistico e non solo, in particola- re nei settori giovanili, va ammesso, esiste pochissima letteratura italiana e la poca esi- stente è particolarmente datata. Come mai? I tecnici della vecchia generazione, con molta esperienza pratica, non avevano nessuna at- titudine e nessun metodo nel raccogliere dati e, in particolare, nell’elaborarli. Alcune consi- derazioni, su alcune tematiche di allenamen- to, si rendevano pubbliche attraverso scambi di opinione tra gli stessi tecnici. Faccio un esempio su tutti per far compren- dere come questa assenza di metodo abbia fatto perdere dati importanti in uno sport come la pesistica. In questa disciplina, trat- tandosi di uno sport basato su categorie di peso, il controllo del peso personale è quasi giornaliero. Sarebbe bastato che ogni tecnico avesse avu- to l’accortezza di costruire un foglio Excel, per poter disporre oggi di dati antropome- trici correlati con fasce d’età e provenienza geografica di ragazzi e ragazze italiani. Questi dati ci avrebbero aiutato, oggi, dopo anni di raccolta, a comprendere meglio come sono cresciuti e come sono cambiati i nostri ragazzi rispetto alle generazioni passate e quale sa- rebbe stata la linea di tendenza. Questa apparentemente banale ricerca, in sé facile da attuare, è purtroppo mancata e con questa mancanza anche molti altri dati sono stati omessi e, così, ignorati dall’attenzione degli operatori di pesistica, come ad esem- pio, insieme al peso, la misura dell’altezza e altri dati antropometrici da poter correlare con le prestazioni. Lavalutazionenella pesisticagiovanile
  11. 11. 328 CAPITOLO 10 Perché il passato ci ha tratto in inganno? ALLENARE LA FORZA NEI GIOVANI Perché il passato ci ha tratto in inganno e le modeste proposte per cambiare e per prevenire: potremmo definire così le pa- gine che seguono. Questo capitolo giunge alla fine di un testo dai molteplici conte- nuti. I lettori si aspettano conclusioni, pre- se di posizione, riassunti ed integrazioni, messaggi definitivi o, almeno, conclusivi alla data odierna. Immagino, perciò, che qualcuno resterà deluso nelle aspettative. In questo capitolo, non viene detto nulla di nuovo. Nulla, così intendo, che non si sappia già. Nulla, però, che non sia oggi così disatteso e per cui molti dovrebbero, in questo Paese, vergognarsi (ed in moltis- simi altri Paesi del mondo pure) e cercare di porvi rapidamente rimedio. Qui, cioè in queste pagine, non vengono consegnate verità. Qui si ripete la verità, che proprio per essere disattesa fa male e dovrebbe invitare molti a riflettere e ad agire. Non ci sono in queste pagine le ricette per ave- re successo. Abbiamo una sola ricetta e la proponiamo gratuitamente, soprattutto perché già la possediamo tutti. Le verità sono gli universali cui non possiamo abdi- care e che per questo sono gratuiti: sono già dentro di noi. Solo stupidamente e solo criminalmente si può far finta di non ve- derli, si può non aderirvi e si può omettere di applicarli. Era però il caso di parlarne e lo facciamo proprio qui, a mo’ di chiusu- ra di testo. Da veri educatori, dobbiamo fare solo il piccolo sforzo di tirare fuori – da noi stessi questa volta – una verità che per quanto è semplice più e più vie- ne disattesa: da veri educatori, dobbiamo mettere fine alla vergogna di una società in cui un piccolo, un giovane, cioè un de- bole, un fragile, non conta nulla e per lui Perchéilpassato cihatrattoininganno? 1
  12. 12. www.calzetti-mariucci.it Visita il nostro sito Collegandoti al sito puoi visionare nel dettaglio e acquista- re gli articoli (libri, video, dvd, riviste), grazie ad un sistema di ricerca semplice ed intuitivo. CATALOGO ON LINE Inoltre il sito è sempre aggiornato con sezioni specifiche di approfon- dimento su tutti gli argomenti più interes- santi legati allo sport, come eventi, convegni e corsi di aggiornamento. APPROFONDIMENTI Iscrivendoti e dando la preferen- za alla disciplina sportiva che più ti interessa potrai ricevere tutte le news al tuo indiriz- zo e-mail. NEWSLETTER libri,videoerivisteperlosportlibri,videoerivisteperlosport

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