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A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?30
INTRODUZIONE
Il Sitting Volley è un’attività sportiva di squadra indicata per quelle
persone che presentano limitazioni fisico-motorie, come gli Amputa-
ti, i soggetti colpiti da Lesioni Midollari come la Paraplegia parziale e
la Poliomielite (anche se oggi è quasi scomparsa), quelle affette da
Lesioni Cerebrali fin dalla nascita, e tutte quelle patologie invalidanti
appartenenti alla categoria “Les Autres”, come le Paresi, le Anchilosi,
le Dismelie (se non comprese tra le amputazioni), e altre malforma-
zioni. Ovviamente possono partecipare alle competizioni promozio-
nali e scolastiche un numero congruo di soggetti normodotati al fine
di completare l’organico, ma anche per integrare e includere i sog-
getti diversamente abili in contesti giovanili, adatti alla loro persona-
lità. Saranno delineati così obiettivi differenti a cominciare dalla pra-
tica socio-aggregativa, dove la centralità della persona sarà premi-
nente rispetto al risultato, oppure seguendo criteri più agonistici,
saranno indicativi una buona base motoria, un buon bilanciamento
nella posizione seduta, un buon indice di forza negli arti superiori
per favorire la velocità di spostamento, senza tralasciare i parametri
somatometrici favorevoli come l’indice “cormico”*, o nel caso di
amputati, l’altezza del busto e la lunghezza degli arti superiori, che
ovviamente, sono predisponenti dell’alto livello, corrispondendo ad
un atleta normodotato con statura alta. Un’approfondita conoscenza
dell’eziologia delle patologie dei giocatori che si hanno a disposizio-
ne, faciliterà il compito dell’allenatore e di riflesso metterà a proprio
agio i soggetti disabili nell’apprendimento dei vari gesti tecnici,
migliorando la sicurezza e la qualità del lavoro.
L’ideale sarebbe riuscire ad iniziare l’attività con dei gruppi giovanili
per arrivare alla composizione di squadre di più consistente livello;
ed è quello che si sta cercando di fare nell’ambiente scolastico e di
qualche Società sportiva, per integrare ed includere ragazzi o ragaz-
ze con disabiltà fisico-motoria offrendo loro l’opportunità di uno
sport con caratteristiche similari alla pallavolo, ma giocato in condi-
zioni molto diverse. È senz’altro la strada che bisogna percorrere per
un’opera di sensibilizzazione sociale verso i giovani e verso l’opinio-
ne pubblica, per fornire più visibilità e aprire la strada verso un’atti-
vità da rendere capillare sul territorio. Ma la realtà attuale per il
reclutamento di atleti ci pone di fronte ad uno scenario diverso, dove
spesso si inizia con dei soggetti adulti di tutte le età a cui presentare
il Sitting Volley, superando tutte le difficoltà e le barriere “mentali”
* Indice cormico = (Altezza del Busto / Statura) x 100. È un indice somato-
metrico che mette in relazione l’altezza del busto (dal Vertex all’Ischiale) con la sta-
tura.
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 30
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 31
che ogni sport per disabili inevitabilmente pone. Ci sono situazioni
eterogenee: occorre innanzi tutto vincere i pregiudizi e le resistenze
iniziali di familiari e degli stessi soggetti disabili, senz’altro indotte
anche dalle immancabili difficoltà individuali cui bisogna far fronte, o
meglio prevenire. Ad esempio, le difficoltà di trasporto per gli allena-
menti e le gare per atleti che si spostano in carrozzina o comunque
che hanno necessità di essere sostenuti in tal senso, non devono sco-
raggiare gli addetti ai lavori: occore avere una buona organizzazione
per evitare problematiche per il prosieguo dell’attività. A volte, alcuni
giovani con disabilità hanno propri mezzi speciali di trasporto, che
condividono con altre persone nella stessa condizione. Il manteni-
mento in buona salute dei disabili con la pratica sportiva, ha una
ricaduta positiva, oltre che sugli atleti coinvolti, anche sulla collettivi-
tà che vede sempre più persone migliorare nella propria autonomia
ed essere più partecipi della vità sociale. Il soggetto che non pratica
attività sportiva è maggiormente isolato, e quindi più indifeso, rispet-
to al gruppo dei pari, colleghi atleti e amici. È chiaro che occore
instaurare delle consuetudini stimolanti per poter dare continuità
all’attività sportiva, a cominciare dalla comunicazione e dalla visibili-
tà che devono accompagnare l’impegno sportivo, anche per alimen-
tarlo economicamente. Occorre porre molta attenzione sulla preven-
zione degli infortuni, e nel caso malaugurato di un incidente di
gioco, è determinante seguire l’atleta nelle fasi successive, per verifi-
care la sua possibilità di poter continuare a studiare o lavorare, poi-
ché è anche la sua occupazione sociale, indubbiamente, ad essere
colpita, e per aiutarlo psicologicamente a riprendersi come persona.
Quindi Il Sitting Volley è un buon esempio di integrazione e un’otti-
ma occasione per quegli atleti, particolarmente predisposti e motiva-
ti, ad ottenere il massimo da se stessi ed anche ottimi risultati, se
sono in grado di eccellere.
Il Sitting Volley non è comunque uno sport facile, ed occorre del
tempo prima di provare soddisfazione; ma è anche vero che molti
disabili sottovalutano le proprie capacità fisiche, perché ancora non
sono ben convinti delle proprie possibilità. Il nostro compito è fornire
una piacevole opportunità a queste persone di praticare uno sport
veloce e spettacolare come il Sitting Volley allargando la base di
Società sportive, ma anche di riflesso, offrire nuovi spazi lavorativi
per molti giovani colleghi insegnanti ed allenatori che vogliono aiu-
tarci a diffondere questa disciplina.
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 31
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?
3.1 • AMPUTAZIONI E DISMELIE
L’Amputazione può essere derivante da un trauma fisico o da un pro-
cesso patologico in caso di tumore o cancrena.
Le Dismelie sono anomalie congenite degli arti, assimilabili sul piano
funzionale alle amputazioni.
Gli Amputati sono di gran lunga il gruppo più rappresentativo nel Para-
Volleyball. A titolo esemplifativo si riportano le classificazioni tradizio-
nali dell’ISOD, ora IWAS (International Wheelchair & Amputee Sports
Federation) (vedi tabella a pagine 33-35).
La perdita di una o più parti del corpo sconvolge il normale modello
motorio di un individuo. La ristrutturazione mentale che ne segue, con-
sentirà la presa di coscienza della posizione dei segmenti corporei resi-
dui rispetto al corpo e la consapevolezza dei nuovi movimenti che si
possono compiere, relativamente all’ampiezza, all’equilibrio ed alla
rapidità. Nel caso di un’amputazione monolaterale, la maggiore diffi-
coltà che si presenta sta nella mancanza di simmetria dei movimenti
crociati.Ad esempio, nel caso di un’amputazione ad un arto superiore, il
Sistema Nervoso Centrale (SNC) riceve informazioni di movimento, di
oscillazione e slancio, da entrambi gli arti, con segnali di maggiore
ampiezza, dati dall’arto sano, e ridotti ad opera del braccio amputato.
Inoltre, gli stessi amputati ad un solo braccio possono invece necessita-
re di particolari attività di affinamento motorio, nel caso in cui, l’arto
che è venuto a mancare, sia quello dominante. Il Sitting Volley, quindi,
oltre che il recupero fisico, fornirà al soggetto una gratificazione come
individuo dinamico, in grado di accettare la propria condizione, in virtù
del fatto che questa non è di impedimento per la riuscita di un’attività
di prestazione. Forse anche per questo, gli amputati sono di gran lunga
il gruppo numericamente più rappresentativo nel Paravolley. A seconda
della tipologia della lesione, il soggetto dovrà essere impegnato in eser-
citazioni diverse. Starà all’abilità dell’insegnante o dell’allenatore saper
proporre e gestire in maniera individualizzata quelle attività motorie e
sportive come appunto il Sitting Volley.
32
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 32
CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale
A1 Amputazione Menomazione più grave ai fini
trans-femorale bilaterale della deambulazione. Comprende anche
(al di sopra o attraverso Comprende anche gli amputati con
il ginocchio) disarticolazione dell’anca. Nel Sitting
Volley è importante la lunghezza
del moncone residuo ai fini della stabilità
A2 Amputazione Presenza di un moncone residuo più
trans-femorale o meno lungo. L’arto sano aiuta nella
monolaterale traslocazione a terra.A questa classe
(al di sopra oattraverso appartengono anche gli atleti con
il ginocchio) la plastica di rotazione di Van Ness**
A3 Amputazione La presenza dei monconi oltre
trans-tibiale bilaterale il ginocchio favoriscono un’ottima
(tra il ginocchio mobilità a terra e un buon equilibrio
e la caviglia)
A4 Amputazione trans- Situazione molto diffusa nel Sitting
tibiale monolaterale Volley. L’arto inferiore sano è di molto
(tra il ginocchio aiuto nella traslocazione a terra
e la caviglia)
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 33
CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE*
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 33
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?34
CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale
A5 Amputazione trans- Anche con protesi è quasi impossibile
omerale bilaterale la pratica dello sport incentrato
(sopra il gomito) sull’uso della mano e quindi anche
del Sitting, mentre potranno ottenere
ottime performances nelle discipline
atletiche dei salti e delle corse
e nel nuoto
A6 Amputazione trans- Questi atleti non possono usufruire
omerale monolaterale della spinta dell’arto superiore
(sopra il gomito) mancante, compensato dall’uso
delle gambe. Necessitano di particolari
attività di affinamento motorio
nel caso in cui l’arto che è venuto
a mancare sia quello dominante
A7 Amputazione trans- La situazione è senz’altro migliorativa
radiale bilaterale rispetto alla classe A5, ma impossibile
(tra il gomito e il polso) per il Sitting Volley
A8 Amputazione trans- Situazione migliorativa rispetto alla
radiale monolaterale classe A6. Questi atleti necessitano
(tra il gomito e il polso) di particolari attività di affinamento
motorio nel caso in cui il moncone
che è venuto a mancare sia quello
dominante
(SEGUE) CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 34
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 35
CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale
A9 Amputazioni combinate La situazione viene valutata secondo
degli arti superiori la combinazione delle amputazioni
e inferiori
* Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata).
(SEGUE) CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE
** La plastica di rotazione secondo Van Ness consiste
nell’asportazione di un tumore all’articolazione del ginocchio.
Questo procedimento riguarda sempre il femore distale
e la tibia prossimale oppure l’articolazione del ginocchio.
Dopo aver asportato il tumore osseo, la parte distale dell’arto
(ovvero, la parte più distante dal centro del corpo) viene attaccata
alla parte prossimale dell’arto (ovvero, la parte più vicina al centro
del corpo) con il piede in posizione retroversa.A questo punto,
il piede opera da articolazione genicolare a cui è possibile fissare
una protesi (v. foto).
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 35
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?
3.2 • LESIONI MIDOLLARI
Un trauma midollare può provocare una lesione, la cui entità deter-
mina, con grado e intensità variabili, un’interruzione della trasmis-
sione nervosa tra il Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.), il Sistema
Nervoso Periferico (S.N.P.) e le innervazioni muscolari e viscerali. Le
lesioni del midollo spinale comportano disturbi motori e/o sensoriali
di varia entità e ubicazione, sia in rapporto alla loro gravità, sia al
livello al quale avvengono: tali effetti possono andare da lievi distur-
bi della sensibilità fino alle paralisi complete.
Quando la lesione midollare è compresa nel tratto cervicale si ha
una tetraplegia: paralisi dei quattro arti. Se la lesione è invece com-
presa tra la 1a vertebra toracica e la 2a sacrale, si ha una paraple-
gia: paralisi parziale o completa degli arti inferiori e della porzione
inferiore del corpo, con lesione del midollo al livello dorsale o lombo-
sacrale.
Si riscontra inoltre, anche se con diversa eziopatogenesi, la poliomieli-
te che è un’infezione virale che colpisce le corna anteriori del midollo e
che provoca atrofia e paralisi dei muscoli innervati. L’atleta affetto da
poliomielite presenta uno svantaggio sensibilmente minore rispetto al
soggetto con una lesione spinale traumatica: egli gode di una normale
sensibilità, perché rimane integra la via afferente ed è quindi in grado
di ricostruire più agevolmente gli schemi motori adatti all’attività spor-
tiva, ed inoltre non è afflitto da problemi di spasticità. I problemi motori
posti dall’attività sportiva sono superati grazie all’integrazione cerebra-
le dei dati di pressione e di sensibilità che afferiscono dalle strutture
sensibili periferiche.
Il paraplegico, invece, è molto menomato nell’elaborazione di uno
schema motorio, ed ha perciò nei riguardi del poliomielitico uno svan-
taggio maggiore. I paraplegici e i poliomielitici con una bassa lesione
della colonna vertebrale e con un discreto bilanciamento a terra posso-
no praticare il Sitting Volley; infatti un atleta portatore di lesione dorsa-
le alta fino a D5 non può mantenersi in equilibrio da seduto senza l’aiu-
to degli arti superiori. Viceversa la presenza di un equilibrio valido in
posizione seduta con un’efficace capacità contrattile dei muscoli addo-
minali e degli estensori spinali, nonché di qualche azione muscolare
degli arti inferiori, depone per una lesione a livello lombare.
36
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 36
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 37
Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari
D1-D7 Arti superiori Addominali
Intercostali
Arti inferiori
Equilibrio da seduto assente; se appoggia il tronco alle cosce è
impossibilitato a ritornare nella posizione seduta senza aiutarsi
con le braccia
D8-D12 Arti superiori Arti inferiori
Addominali
Intercostali
Equilibrio da seduto molto scarso, se appoggia il tronco alle cosce e tenta
di ritornare nella posizione seduta senza l’uso delle braccia può riuscirci
solo nelle lesioni più basse
* Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata).
L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO DORSALE*
Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari
L1 Arti superiori Abduttori, adduttori ed estensori
Tronco e parte dei flessori dell’anca
Parte dei flessori dell’anca Estensori e flessori del ginocchio;
flessori dorsali e plantari della caviglia
Estensori e flessori delle dita
Arti inferiori totalmente paralizzati, ad eccezione di una modesta capacità
flessoria dell’anca
L2 Arti superiori Abduttori ed estensori dell’anca
Tronco Estensori e Flessori del ginocchio
Flessori e Adduttori dell’anca Flessori dorsali e plantari della caviglia
Estensori e flessori delle dita
Arti inferiori prevalentemente paralizzati con presenza di flessori
e adduttori dell’anca; nella posizione seduta gli adduttori possono
stabilizzare parzialmente il bacino
L3 Arti superiori Abduttori ed estensori dell’anca
Tronco Flessori del ginocchio
Flessori e Adduttori dell’anca Flessori dorsali e plantari della caviglia
Estensori del ginocchio Estensori e flessori delle dita
Arti inferiori prevalentemente paralizzati con presenza di flessori
e adduttori dell’anca; debole estensione del ginocchio
* Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata).
L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO LOMBARE E SACRALE*
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 37
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?38
Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari
L4 Arti superiori Abduttori ed Estensori dell’anca
Tronco Flessori del ginocchio
Flessori e adduttori dell’anca Flessori plantari della caviglia
Estensori del ginocchio Estensori e Flessori delle dita
Parte dei flessori dorsali
della caviglia
Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di Flessori e
Adduttori dell’anca; estensione del ginocchio; contrae il tibiale anteriore
L5 Arti superiori Parte degli Abduttori ed Estensori
Tronco dell’anca
Flessori Flessori plantari della caviglia
Adduttori e parte di Abduttori Estensori e Flessori delle dita
ed Estensori dell’anca
Estensori e parte dei Flessori
del ginocchio
Flessori dorsali della caviglia
Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di Flessori e Adduttori
dell’anca, solo debolmente compensati da Abduttori ed Estensori;
buona estensione del ginocchio; la flessione del ginocchio è parzialmente
funzionale; presenti flessione dorsale ed adduzione della caviglia
S1 Rotuleo Estensori e flessori delle dita
Achilleo del piede
Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di buone funzioni
dell’anca e flesso-estensione del ginocchio funzionale; la flessione
plantare della caviglia è parziale, quella dorsale è buona; muscoli
del piede deficitari; possibile tendenza al piede ad artiglio
* Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata).
(SEGUE) L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO LOMBARE E SACRALE
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 38
3.3 • LESIONI CEREBRALI
La paralisi cerebrale è la conseguenza di lesioni accidentali dell’en-
cefalo nel periodo iniziale della vita. È una lesione non ereditaria, né
evolutiva che causa un danno d’entità variabile della coordinazio-
ne, del tono, e della forza muscolare che può determinare una
modificazione della postura e del movimento dell’individuo. Il termi-
ne “cerebroleso” rientra nelle encefalopatie infantili ad eziologia
polimorfa prenatale, perinatale, postnatale. Il termine paralisi
cerebrale comprende una vasta gamma di patologie di diversa gravi-
tà: se ne riportano solo alcune:
• spasticità: contrazioni involontarie toniche e cloniche dei
muscoli con aumento dei riflessi (iperreflessia) e del tono musco-
lare (ipertonia) dei muscoli antigravitari: flessori degli arti supe-
riori ed estensori degli arti inferiori;
• atetosi: significa “non stabile”, “mutevole”: movimenti convul-
sivi spontanei, lenti e continui, che possono interessare mano,
braccio o i muscoli della faccia (lingua, labbra), a volte il collo;
può essere ipertonica, ipotonica, distonica, con tremore;
• atassia: è la mancata coordinazione dei movimenti volontari tra
muscoli agonisti ed antagonisti.
Alcune persone possono essere influenzate così lievemente da non
far risaltare una disabilità evidente; altre, invece, potrebbero essere
colpite molto seriamente.
A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 39
Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 39

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A chi è rivolto il sitting volley

  • 1. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?30 INTRODUZIONE Il Sitting Volley è un’attività sportiva di squadra indicata per quelle persone che presentano limitazioni fisico-motorie, come gli Amputa- ti, i soggetti colpiti da Lesioni Midollari come la Paraplegia parziale e la Poliomielite (anche se oggi è quasi scomparsa), quelle affette da Lesioni Cerebrali fin dalla nascita, e tutte quelle patologie invalidanti appartenenti alla categoria “Les Autres”, come le Paresi, le Anchilosi, le Dismelie (se non comprese tra le amputazioni), e altre malforma- zioni. Ovviamente possono partecipare alle competizioni promozio- nali e scolastiche un numero congruo di soggetti normodotati al fine di completare l’organico, ma anche per integrare e includere i sog- getti diversamente abili in contesti giovanili, adatti alla loro persona- lità. Saranno delineati così obiettivi differenti a cominciare dalla pra- tica socio-aggregativa, dove la centralità della persona sarà premi- nente rispetto al risultato, oppure seguendo criteri più agonistici, saranno indicativi una buona base motoria, un buon bilanciamento nella posizione seduta, un buon indice di forza negli arti superiori per favorire la velocità di spostamento, senza tralasciare i parametri somatometrici favorevoli come l’indice “cormico”*, o nel caso di amputati, l’altezza del busto e la lunghezza degli arti superiori, che ovviamente, sono predisponenti dell’alto livello, corrispondendo ad un atleta normodotato con statura alta. Un’approfondita conoscenza dell’eziologia delle patologie dei giocatori che si hanno a disposizio- ne, faciliterà il compito dell’allenatore e di riflesso metterà a proprio agio i soggetti disabili nell’apprendimento dei vari gesti tecnici, migliorando la sicurezza e la qualità del lavoro. L’ideale sarebbe riuscire ad iniziare l’attività con dei gruppi giovanili per arrivare alla composizione di squadre di più consistente livello; ed è quello che si sta cercando di fare nell’ambiente scolastico e di qualche Società sportiva, per integrare ed includere ragazzi o ragaz- ze con disabiltà fisico-motoria offrendo loro l’opportunità di uno sport con caratteristiche similari alla pallavolo, ma giocato in condi- zioni molto diverse. È senz’altro la strada che bisogna percorrere per un’opera di sensibilizzazione sociale verso i giovani e verso l’opinio- ne pubblica, per fornire più visibilità e aprire la strada verso un’atti- vità da rendere capillare sul territorio. Ma la realtà attuale per il reclutamento di atleti ci pone di fronte ad uno scenario diverso, dove spesso si inizia con dei soggetti adulti di tutte le età a cui presentare il Sitting Volley, superando tutte le difficoltà e le barriere “mentali” * Indice cormico = (Altezza del Busto / Statura) x 100. È un indice somato- metrico che mette in relazione l’altezza del busto (dal Vertex all’Ischiale) con la sta- tura. Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 30
  • 2. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 31 che ogni sport per disabili inevitabilmente pone. Ci sono situazioni eterogenee: occorre innanzi tutto vincere i pregiudizi e le resistenze iniziali di familiari e degli stessi soggetti disabili, senz’altro indotte anche dalle immancabili difficoltà individuali cui bisogna far fronte, o meglio prevenire. Ad esempio, le difficoltà di trasporto per gli allena- menti e le gare per atleti che si spostano in carrozzina o comunque che hanno necessità di essere sostenuti in tal senso, non devono sco- raggiare gli addetti ai lavori: occore avere una buona organizzazione per evitare problematiche per il prosieguo dell’attività. A volte, alcuni giovani con disabilità hanno propri mezzi speciali di trasporto, che condividono con altre persone nella stessa condizione. Il manteni- mento in buona salute dei disabili con la pratica sportiva, ha una ricaduta positiva, oltre che sugli atleti coinvolti, anche sulla collettivi- tà che vede sempre più persone migliorare nella propria autonomia ed essere più partecipi della vità sociale. Il soggetto che non pratica attività sportiva è maggiormente isolato, e quindi più indifeso, rispet- to al gruppo dei pari, colleghi atleti e amici. È chiaro che occore instaurare delle consuetudini stimolanti per poter dare continuità all’attività sportiva, a cominciare dalla comunicazione e dalla visibili- tà che devono accompagnare l’impegno sportivo, anche per alimen- tarlo economicamente. Occorre porre molta attenzione sulla preven- zione degli infortuni, e nel caso malaugurato di un incidente di gioco, è determinante seguire l’atleta nelle fasi successive, per verifi- care la sua possibilità di poter continuare a studiare o lavorare, poi- ché è anche la sua occupazione sociale, indubbiamente, ad essere colpita, e per aiutarlo psicologicamente a riprendersi come persona. Quindi Il Sitting Volley è un buon esempio di integrazione e un’otti- ma occasione per quegli atleti, particolarmente predisposti e motiva- ti, ad ottenere il massimo da se stessi ed anche ottimi risultati, se sono in grado di eccellere. Il Sitting Volley non è comunque uno sport facile, ed occorre del tempo prima di provare soddisfazione; ma è anche vero che molti disabili sottovalutano le proprie capacità fisiche, perché ancora non sono ben convinti delle proprie possibilità. Il nostro compito è fornire una piacevole opportunità a queste persone di praticare uno sport veloce e spettacolare come il Sitting Volley allargando la base di Società sportive, ma anche di riflesso, offrire nuovi spazi lavorativi per molti giovani colleghi insegnanti ed allenatori che vogliono aiu- tarci a diffondere questa disciplina. Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 31
  • 3. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 3.1 • AMPUTAZIONI E DISMELIE L’Amputazione può essere derivante da un trauma fisico o da un pro- cesso patologico in caso di tumore o cancrena. Le Dismelie sono anomalie congenite degli arti, assimilabili sul piano funzionale alle amputazioni. Gli Amputati sono di gran lunga il gruppo più rappresentativo nel Para- Volleyball. A titolo esemplifativo si riportano le classificazioni tradizio- nali dell’ISOD, ora IWAS (International Wheelchair & Amputee Sports Federation) (vedi tabella a pagine 33-35). La perdita di una o più parti del corpo sconvolge il normale modello motorio di un individuo. La ristrutturazione mentale che ne segue, con- sentirà la presa di coscienza della posizione dei segmenti corporei resi- dui rispetto al corpo e la consapevolezza dei nuovi movimenti che si possono compiere, relativamente all’ampiezza, all’equilibrio ed alla rapidità. Nel caso di un’amputazione monolaterale, la maggiore diffi- coltà che si presenta sta nella mancanza di simmetria dei movimenti crociati.Ad esempio, nel caso di un’amputazione ad un arto superiore, il Sistema Nervoso Centrale (SNC) riceve informazioni di movimento, di oscillazione e slancio, da entrambi gli arti, con segnali di maggiore ampiezza, dati dall’arto sano, e ridotti ad opera del braccio amputato. Inoltre, gli stessi amputati ad un solo braccio possono invece necessita- re di particolari attività di affinamento motorio, nel caso in cui, l’arto che è venuto a mancare, sia quello dominante. Il Sitting Volley, quindi, oltre che il recupero fisico, fornirà al soggetto una gratificazione come individuo dinamico, in grado di accettare la propria condizione, in virtù del fatto che questa non è di impedimento per la riuscita di un’attività di prestazione. Forse anche per questo, gli amputati sono di gran lunga il gruppo numericamente più rappresentativo nel Paravolley. A seconda della tipologia della lesione, il soggetto dovrà essere impegnato in eser- citazioni diverse. Starà all’abilità dell’insegnante o dell’allenatore saper proporre e gestire in maniera individualizzata quelle attività motorie e sportive come appunto il Sitting Volley. 32 Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 32
  • 4. CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale A1 Amputazione Menomazione più grave ai fini trans-femorale bilaterale della deambulazione. Comprende anche (al di sopra o attraverso Comprende anche gli amputati con il ginocchio) disarticolazione dell’anca. Nel Sitting Volley è importante la lunghezza del moncone residuo ai fini della stabilità A2 Amputazione Presenza di un moncone residuo più trans-femorale o meno lungo. L’arto sano aiuta nella monolaterale traslocazione a terra.A questa classe (al di sopra oattraverso appartengono anche gli atleti con il ginocchio) la plastica di rotazione di Van Ness** A3 Amputazione La presenza dei monconi oltre trans-tibiale bilaterale il ginocchio favoriscono un’ottima (tra il ginocchio mobilità a terra e un buon equilibrio e la caviglia) A4 Amputazione trans- Situazione molto diffusa nel Sitting tibiale monolaterale Volley. L’arto inferiore sano è di molto (tra il ginocchio aiuto nella traslocazione a terra e la caviglia) A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 33 CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE* Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 33
  • 5. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?34 CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale A5 Amputazione trans- Anche con protesi è quasi impossibile omerale bilaterale la pratica dello sport incentrato (sopra il gomito) sull’uso della mano e quindi anche del Sitting, mentre potranno ottenere ottime performances nelle discipline atletiche dei salti e delle corse e nel nuoto A6 Amputazione trans- Questi atleti non possono usufruire omerale monolaterale della spinta dell’arto superiore (sopra il gomito) mancante, compensato dall’uso delle gambe. Necessitano di particolari attività di affinamento motorio nel caso in cui l’arto che è venuto a mancare sia quello dominante A7 Amputazione trans- La situazione è senz’altro migliorativa radiale bilaterale rispetto alla classe A5, ma impossibile (tra il gomito e il polso) per il Sitting Volley A8 Amputazione trans- Situazione migliorativa rispetto alla radiale monolaterale classe A6. Questi atleti necessitano (tra il gomito e il polso) di particolari attività di affinamento motorio nel caso in cui il moncone che è venuto a mancare sia quello dominante (SEGUE) CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 34
  • 6. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 35 CL Localizzazione della Lesione Profilo funzionale A9 Amputazioni combinate La situazione viene valutata secondo degli arti superiori la combinazione delle amputazioni e inferiori * Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata). (SEGUE) CALSSIFICAZIONE TRADIZIONALE ** La plastica di rotazione secondo Van Ness consiste nell’asportazione di un tumore all’articolazione del ginocchio. Questo procedimento riguarda sempre il femore distale e la tibia prossimale oppure l’articolazione del ginocchio. Dopo aver asportato il tumore osseo, la parte distale dell’arto (ovvero, la parte più distante dal centro del corpo) viene attaccata alla parte prossimale dell’arto (ovvero, la parte più vicina al centro del corpo) con il piede in posizione retroversa.A questo punto, il piede opera da articolazione genicolare a cui è possibile fissare una protesi (v. foto). Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 35
  • 7. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 3.2 • LESIONI MIDOLLARI Un trauma midollare può provocare una lesione, la cui entità deter- mina, con grado e intensità variabili, un’interruzione della trasmis- sione nervosa tra il Sistema Nervoso Centrale (S.N.C.), il Sistema Nervoso Periferico (S.N.P.) e le innervazioni muscolari e viscerali. Le lesioni del midollo spinale comportano disturbi motori e/o sensoriali di varia entità e ubicazione, sia in rapporto alla loro gravità, sia al livello al quale avvengono: tali effetti possono andare da lievi distur- bi della sensibilità fino alle paralisi complete. Quando la lesione midollare è compresa nel tratto cervicale si ha una tetraplegia: paralisi dei quattro arti. Se la lesione è invece com- presa tra la 1a vertebra toracica e la 2a sacrale, si ha una paraple- gia: paralisi parziale o completa degli arti inferiori e della porzione inferiore del corpo, con lesione del midollo al livello dorsale o lombo- sacrale. Si riscontra inoltre, anche se con diversa eziopatogenesi, la poliomieli- te che è un’infezione virale che colpisce le corna anteriori del midollo e che provoca atrofia e paralisi dei muscoli innervati. L’atleta affetto da poliomielite presenta uno svantaggio sensibilmente minore rispetto al soggetto con una lesione spinale traumatica: egli gode di una normale sensibilità, perché rimane integra la via afferente ed è quindi in grado di ricostruire più agevolmente gli schemi motori adatti all’attività spor- tiva, ed inoltre non è afflitto da problemi di spasticità. I problemi motori posti dall’attività sportiva sono superati grazie all’integrazione cerebra- le dei dati di pressione e di sensibilità che afferiscono dalle strutture sensibili periferiche. Il paraplegico, invece, è molto menomato nell’elaborazione di uno schema motorio, ed ha perciò nei riguardi del poliomielitico uno svan- taggio maggiore. I paraplegici e i poliomielitici con una bassa lesione della colonna vertebrale e con un discreto bilanciamento a terra posso- no praticare il Sitting Volley; infatti un atleta portatore di lesione dorsa- le alta fino a D5 non può mantenersi in equilibrio da seduto senza l’aiu- to degli arti superiori. Viceversa la presenza di un equilibrio valido in posizione seduta con un’efficace capacità contrattile dei muscoli addo- minali e degli estensori spinali, nonché di qualche azione muscolare degli arti inferiori, depone per una lesione a livello lombare. 36 Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 36
  • 8. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 37 Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari D1-D7 Arti superiori Addominali Intercostali Arti inferiori Equilibrio da seduto assente; se appoggia il tronco alle cosce è impossibilitato a ritornare nella posizione seduta senza aiutarsi con le braccia D8-D12 Arti superiori Arti inferiori Addominali Intercostali Equilibrio da seduto molto scarso, se appoggia il tronco alle cosce e tenta di ritornare nella posizione seduta senza l’uso delle braccia può riuscirci solo nelle lesioni più basse * Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata). L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO DORSALE* Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari L1 Arti superiori Abduttori, adduttori ed estensori Tronco e parte dei flessori dell’anca Parte dei flessori dell’anca Estensori e flessori del ginocchio; flessori dorsali e plantari della caviglia Estensori e flessori delle dita Arti inferiori totalmente paralizzati, ad eccezione di una modesta capacità flessoria dell’anca L2 Arti superiori Abduttori ed estensori dell’anca Tronco Estensori e Flessori del ginocchio Flessori e Adduttori dell’anca Flessori dorsali e plantari della caviglia Estensori e flessori delle dita Arti inferiori prevalentemente paralizzati con presenza di flessori e adduttori dell’anca; nella posizione seduta gli adduttori possono stabilizzare parzialmente il bacino L3 Arti superiori Abduttori ed estensori dell’anca Tronco Flessori del ginocchio Flessori e Adduttori dell’anca Flessori dorsali e plantari della caviglia Estensori del ginocchio Estensori e flessori delle dita Arti inferiori prevalentemente paralizzati con presenza di flessori e adduttori dell’anca; debole estensione del ginocchio * Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata). L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO LOMBARE E SACRALE* Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 37
  • 9. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY?38 Livello midollare Muscoli funzionanti Muscoli deficitari L4 Arti superiori Abduttori ed Estensori dell’anca Tronco Flessori del ginocchio Flessori e adduttori dell’anca Flessori plantari della caviglia Estensori del ginocchio Estensori e Flessori delle dita Parte dei flessori dorsali della caviglia Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di Flessori e Adduttori dell’anca; estensione del ginocchio; contrae il tibiale anteriore L5 Arti superiori Parte degli Abduttori ed Estensori Tronco dell’anca Flessori Flessori plantari della caviglia Adduttori e parte di Abduttori Estensori e Flessori delle dita ed Estensori dell’anca Estensori e parte dei Flessori del ginocchio Flessori dorsali della caviglia Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di Flessori e Adduttori dell’anca, solo debolmente compensati da Abduttori ed Estensori; buona estensione del ginocchio; la flessione del ginocchio è parzialmente funzionale; presenti flessione dorsale ed adduzione della caviglia S1 Rotuleo Estensori e flessori delle dita Achilleo del piede Arti inferiori parzialmente paralizzati con presenza di buone funzioni dell’anca e flesso-estensione del ginocchio funzionale; la flessione plantare della caviglia è parziale, quella dorsale è buona; muscoli del piede deficitari; possibile tendenza al piede ad artiglio * Michelini L., Handicap e sport, Roma, Società Editrice Universo, 2012 (modificata). (SEGUE) L’ATLETA PARAPLEGICO CON LESIONE A LIVELLO LOMBARE E SACRALE Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 38
  • 10. 3.3 • LESIONI CEREBRALI La paralisi cerebrale è la conseguenza di lesioni accidentali dell’en- cefalo nel periodo iniziale della vita. È una lesione non ereditaria, né evolutiva che causa un danno d’entità variabile della coordinazio- ne, del tono, e della forza muscolare che può determinare una modificazione della postura e del movimento dell’individuo. Il termi- ne “cerebroleso” rientra nelle encefalopatie infantili ad eziologia polimorfa prenatale, perinatale, postnatale. Il termine paralisi cerebrale comprende una vasta gamma di patologie di diversa gravi- tà: se ne riportano solo alcune: • spasticità: contrazioni involontarie toniche e cloniche dei muscoli con aumento dei riflessi (iperreflessia) e del tono musco- lare (ipertonia) dei muscoli antigravitari: flessori degli arti supe- riori ed estensori degli arti inferiori; • atetosi: significa “non stabile”, “mutevole”: movimenti convul- sivi spontanei, lenti e continui, che possono interessare mano, braccio o i muscoli della faccia (lingua, labbra), a volte il collo; può essere ipertonica, ipotonica, distonica, con tremore; • atassia: è la mancata coordinazione dei movimenti volontari tra muscoli agonisti ed antagonisti. Alcune persone possono essere influenzate così lievemente da non far risaltare una disabilità evidente; altre, invece, potrebbero essere colpite molto seriamente. A CHI È RIVOLTO IL SITTING VOLLEY? 39 Sitting(versione8):Costill III edizione 30/09/13 13:52 Pagina 39