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Online reputation e personal branding per i giornalisti

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Online Reputation
Workshop
1° maggio 2014
Barbara Sgarzi
@barbarasgarzi
•Perché non esiste più
distinzione offline/online
•Perché anche un’assenza parla
di te
•Perché sempre più persone si
infor...
•Perché il 94% delle società di
selezione del personale usa o
userà i social network e nel 42%
dei casi cambia opinione su...

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Online reputation e personal branding per i giornalisti

Workshop per il festival del giornalismo di Perugia 2014.
In una realtà in cui il posto fisso in redazione è sempre più un miraggio, costruire un'identità e una reputazione forte, online e offline, è fondamentale per un giornalista.
Come usare al meglio i social a cavallo tra privato e professionale per diventare una voce autorevole e attendibile, come, cosa e quanto condividere, come porsi sui social media confronti dei lettori e come selezionare le fonti e il network.

Workshop per il festival del giornalismo di Perugia 2014.
In una realtà in cui il posto fisso in redazione è sempre più un miraggio, costruire un'identità e una reputazione forte, online e offline, è fondamentale per un giornalista.
Come usare al meglio i social a cavallo tra privato e professionale per diventare una voce autorevole e attendibile, come, cosa e quanto condividere, come porsi sui social media confronti dei lettori e come selezionare le fonti e il network.

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Online reputation e personal branding per i giornalisti

  1. 1. Online Reputation Workshop 1° maggio 2014 Barbara Sgarzi @barbarasgarzi
  2. 2. •Perché non esiste più distinzione offline/online •Perché anche un’assenza parla di te •Perché sempre più persone si informano e condividono informazione sui SM •Perché è importante mantenere un nome oltre o a fianco della testata  freelance Perché mi dovrebbe interessare?
  3. 3. •Perché il 94% delle società di selezione del personale usa o userà i social network e nel 42% dei casi cambia opinione sul candidato dopo aver visto quello che posta (dati Jobvite, 2013) •Perché in Italia, dopo un confronto online, il 12% dei CV viene scartato (Dati Adecco 2013)
  4. 4. You might get fired at any time. Every journalist knows that, especially these days. When you get fired, Twitter is an incredible source of encouragement and even job leads. Steve Buttry E anche perché…
  5. 5. Journalists who are active on Twitter have to be hyper-aware that what they write may be used in ways they never imagined. It’s all too easy to think you’re in a conversation involving a few, or even a few hundred, people. In fact, it’s the entire wired universe, or – if it’s used in a printed newspaper – even the non-wired universe. M. Sullivan, NYT http://publiceditor.blogs.nytimes.com/2014/01/06/when-a- partial-tweet-becomes-an-ad-what-are-the-rules/
  6. 6. Memo •Essere professionisti dell’informazione aggiunge ‘peso’ ai contenuti condivisi •Non esiste pubblico/privato. L’unico modo per non rendere pubblica un’informazione è non metterla online •L’etica e la deontologia restano uguali: date i giusti crediti, verificate le fonti, non fatevi coinvolgere in liti inutili, correggete gli errori
  7. 7. Twitter non serve solo per promuoversi, ma anche per fare il proprio lavoro in pubblico. Emily Bell, #ijf13
  8. 8. E infine “Open the bottle, close twitter”
  9. 9. I social media non vi renderanno simpatici, bravi, efficienti e neppure “social”, se già non lo siete
  10. 10. •Non serve essere ovunque •Scegliete dove volete stare e siateci davvero, al meglio. •Fate egosurfing per presidiare il resto
  11. 11. 1. Presentatevi 2. Create un piano editoriale 3. Costruite la fiducia 4. Siate utili 5. Correggete gli errori 6. Usate gli strumenti giusti Qundi, che dovremmo fare?
  12. 12. Presentatevi Chi sono? Di cosa parlo? Chi seguo?
  13. 13. ?
  14. 14. barbara.sgarzi@gmail.com
  15. 15. barbara.sgarzi@gmail.com
  16. 16. barbara.sgarzi@gmail.com
  17. 17. Create un piano editoriale Di cosa parlo? A chi parlo? Quanto e come parlo?
  18. 18. «Se dite che i social media sono pieni di stupidaggini, probabilmente state seguendo le persone sbagliate.» Create un network rilevante per voi barbara.sgarzi@gmail.com
  19. 19. Non c’è (più) privato e pubblico «If you trust your staff to go on air and report to millions of people, you should trust them on social media too. […] You cannot separate private and public. You should have the same face on Twitter and on television» (Vicky Taylor, editor for new media news at Channel 4 – Fonte: What good is Twitter?)
  20. 20. Ma sono io o sono “il giornalista”? Twitter is not just like print. But is not a private conversation in a bar either. A professional journalist using Twitter should behave professionally. Your profile should identify you as a journalist with your news organization. You should behave accordingly. Steve Buttry
  21. 21. 1) Una notizia vecchia non è una notizia. 2) Aggiungete un vostro contributo prima di RT 3) Siate brevi, anche più concisi dei 140 caratteri 4) Non abusate di # hashtag, @ citazioni e abbreviazioni 5) Spiegate ove possibile il contesto. 6) Agganciate i lettori. Non date tutte le info nel tweet, invogliateli a cliccare7) Siate professionali. Vi leggono in quanto giornalisti, i dettagli personali non interessano Who Gives a Tweeet? Ricerca Carnegie Mellon University, MIT and Georgia Tech. Who Gives a Tweet? barbara.sgarzi@gmail.com
  22. 22. Sì, ma quanto devo twittare?
  23. 23. 1 Too noisy (tweets too often)  2 Too much self- promotion  3 Spammy 4 Not interesting enough  5 Too much repetition 6 Too much automation 7 Offensive / unprofessional 8 Too many ‘begging’ tweets 9 Too quiet 10 Foursquare abusers  11 No conversational tweets  12 Crimes against grammar 13 Too many retweets  14 Auto / DM abuse  15 Hashtag abusers  http://econsultancy.com Why Do People Unfollow barbara.sgarzi@gmail.com
  24. 24. Costruite la fiducia
  25. 25. Essere professionale - Cosa hai visto? Cosa sai? Quali le tue fonti? - Qual è il valore aggiunto che puoi condividere, oltre ai tuoi contenuti? Metterci un tocco umano - Mostrare la personalità coinvolge i lettori - La conversazione ti fa (ri)conoscere Rispettare gli altri - I loro contenuti, la loro esperienza, ciò che sanno (sì, anche i competitor) Essere affidabile - Condividere informazioni verificate, utili, al momento giusto, con il giusto tono di voce. - Ammettere/correggere gli errori - Essere avvicinabile  Sei parte di un network
  26. 26. Verifica delle fonti •Creare un network di fonti affidabili; contattarle spesso (anche di persona) •Consultare fonti multiple e credibili •Verificare sia la fonte che il contenuto •Dubitare quando qualcosa è ‘troppo bello per essere vero’: •Essere scettici: video e foto possono essere state ritoccati Assume it is false, and prove it otherwise
  27. 27. Verifica delle fonti •Comunicate e collaborate con i colleghi. Qualcun altro ne sta parlando? È affidabile? Che fonti usa? •Interrompete il circolo vizioso della rapidità. Meglio arrivare secondi, ma corretti Don’t rush to be wrong!
  28. 28. Say something more than just the headlines when you tweet a link. Turn some of the clever, thoughtful or funny things you say to collegues into tweets. Steve Buttry [Just a little of that human touch]
  29. 29. Se siete umani, errare è umano
  30. 30. Ammettere gli errori e correggerli pubblicamente genera empatia e costruisce la fiducia •Correggete in maniera chiara e comprensibile, in tutti i canali •Pubblicizzate/retwettate la correzione •Attivate il network anche per le correzioni: raggiungete chi ha condiviso/retwettato
  31. 31. Siate utili
  32. 32. We're living in a world of information overload. When people choose to listen to you it's because you're able to separate signal from noise. You provide a clear, contextually relevant voice within the topic or topics that you create and curate. barbara.sgarzi@gmail.com
  33. 33. Four factors stood out in my mind as indicators of credibility: •disclosure of location; •multiple source verification; •original raw footage; •accuracy over time. Hong Ku, Fellor Researcher, Nieman, sulla copertura Twitter della caccia all’uomo a Boston http://www.nieman.harvard.edu/reports/article/102872/a.aspx
  34. 34. Qualche strumento
  35. 35. Twitter •Controlla quando un account è stato creato howlonghaveyoubeentweeting.com •Analizza il suo network: following e followers, attività precedente, retweet, preferiti, liste… •Cerca su Google l’account seguito da ‘spam’ ‘spammer’ ‘scam’ per verificare se qualcuno si è lamentato •Liste, tue e altrui •Advanced search •Storyful
  36. 36. Klout extension (Chrome, Firefox)
  37. 37. Controlli incrociati •Cerca altri account (Fb, LinkedIN, etc) •Cerca immagini •Se hai un nome cognome, cerca su tool come: who.is , Spokeo, White Pages, Pipl.com, WebMii •Prova a contattarlo in DM, via mail, su Skype •Confronta Google Maps/WikiMapia •Usa Archive.org •Foto: TinEye, Google Images Search,Exif
  38. 38. Approfondimenti •http://stevebuttry.wordpress.com/2012/05/03/journalists-should-be-personab •http://stevebuttry.wordpress.com/2012/08/20/to-build-twitter-followers-join-th •http://www.poynter.org/how-tos/digital-strategies /198495/8-tips-for-using-twitter-lists/ •http://www.poynter.org/latest-news/regret-the-error/181508/how- journalists-can-do-a-better-job-of-correcting-errors-on-social-media/ •http://www.nieman.harvard.edu/reports/article/102764/Inside-the- BBCs-Verification-Hub.aspx •http://www.pbs.org/mediashift/2011/07/how-to-correct-social-media- errors193/ •http://www.verificationhandbook.com •http://www.ted.com/talks/markham_nolan_how_to_separate_fact_and _fiction_online •http://www.bbc.co.uk/blogs/blogcollegeofjournalism/posts/UGC- Source-check-and-stay-on-top-of-technology
  39. 39. Grazie  barbara.sgarzi@gmail.com @barbarasgarzi

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