Rassegna biourbanistica 01/2011

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Rassegna biourbanistica 01/2011

  1. 1. numero uno • marzo duemilaundiciRassegna diBiourbanistica Rivista della Società Internazionale di Biourbanistica BIOURBANISTICA E POLITICA. La dimensione sociopolitica dello spazio urbano nell’epoca della transizioneScritti di: Nikos Salingaros | Stefano Serafini | Antonio Caperna |Alessia Cerqua | Fabio Cremascoli | Matteo Rocca | Ettore MariaMazzola | Alessandro Giuliani | Massimiliano Caserta | SabrinaFantauzziRivista aperiodica della Società Internazionale di Biourbanistica. Redazione: Alessia Cerqua(Direttore), Stefano Serafini, Antonio Caperna, Fabio Cremascoli. Per informazioni, suggerimenti erichiesta arretrati: info@biourbanism.org. www.biourbanistica.com | www.biourbanism.org
  2. 2. 1INDICEBiourbanistica, politica, transizionedi Stefano Serafini ……………………………………………………………………………………………………..… Pag. 2Biourbanistica, verso una definizionedi Antonio Caperna, Alessia Cerqua, Alessandro Giuliani, Nikos A. Salìngaros, StefanoSerafini ……………………………………………………………………………………………………………………..… Pag. 3Non-adaptive Architectural Implementations: Urban Plazas that Faildi Nikos A. Salingaros ………………………………………………………………………………………………..… Pag. 5Biourbanistica per la città del XXI secolodi Antonio Caperna …………………………………………………………………………………………………..… Pag. 7Imparare ad apprendere. Strategie di pianificazione nell’epoca dellacomplessitàdi Alessia Cerqua ……………………………………………………………….………………………….…………….. Pag. 13Gli ambiti d’azione delle politiche urbane per il cambiamentodi Fabio Cremascoli……………………………………………………………………………………………………... Pag. 16Dallurbanistica alla Biourbanistica, dalla città allipercittà. Nuovi significatiurbani nel paradigma dellinterattivitàdi Matteo Rocca ………...………………………………………………………………………………………………… Pag. 19Il presente dello spazio di massadi Massimiliano Caserta……………………………………………………………………………………………… Pag. 24Quale futuro per le nostre città?di Ettore Maria Mazzola ………………………………………………………………………………………..…… Pag. 25Roma: laboratorio per il ritorno ad un’architettura a misura d’uomodi Sabrina Fantauzzi ……..………………………………………………………………………………………..…… Pag. 27SEGNALAZIONIAppuntamenti…………………………………………………………………………………………………..……... Pag. 26Rassegna di Biourbanistica è una rivista aperiodica della Società Internazionale di Biourbanistica.Redazione: Alessia Cerqua (direttore), Stefano Serafini, Antonio Caperna, Fabio Cremascoli.Foto di Copertina: Berlino 2011 © Alessia CerquaPer informazioni, suggerimenti, invio contributi e richiesta arretrati: info@biourbanism.org.Rivista disponibile on line su: www.biourbanistica.com www.biourbanistica.com | www.biourbanism.orgRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  3. 3. 2 mercati colossali che dominano i media.Biourbanistica, politica, Basta che enti di servizio dedichino letransizione proprie risorse all’immagine, come ad es. certi Comuni con la cartellonistica a pagamento sopra i più bei monumentidi Stefano Serafini d’Italia, o le Ferrovie dello Stato con le loro centinaia di schermi pubblicitariL’impegno della Società Internazionale di posizionati in tutte le stazioni del Paese,Biourbanistica e dei suoi amici, primi fra perché l’iperreale invada finanche gli ultimitutti il Gruppo Salingaros, AVOE, Civicarch, ritagli civili di spazio e di tempo.contro la dissoluzione delle città inperiferie, è stata anticipata negli Stati Uniti È assolutamente chiaro oltre Atlantico –da un’ampia frangia di contestatori di alto assai meno in Europa e in Italia, dovelivello: professori universitari, ricercatori, appunto solo noi muoviamo una criticateorici dell’architettura. scientifica così diretta – che il problema urbanistico e architettonico haNel cuore dell’impero l’impatto è infatti un’immediata valenza politica. E tale crisigiunto prima e su scala assai più vasta che politica esemplificata dalla devastazioneda noi, per cui si può asserire che il popolo dello spazio civile, prima ancora di quelloamericano è il primo testimone-vittima del ecologico («entropia resa visibile» dice J. H.sistema che gli USA hanno contributo a Kunstler), è strettamente legata alla finediffondere in tutto il mondo. del sogno illuministico, trasformatosi in incubo nichilista.La situazione migliore dell’Europa si deveanche alla resilienza di una cultura – fatta Il nostro compito va perciò ben oltre ilsoprattutto di architettura e urbanistica dibattito architettonico; e anche oltre ilpre-moderne – che la seconda guerra modo ormai inadeguato di concepire lamondiale e il dopoguerra non sono riusciti politica adottato sino ad oggi.a demolire del tutto: da noi alcune città,piccoli centri, corsi e piazze resistono Dobbiamo raccogliere di nuovo la sfidaancora (da qui il pellegrinaggio continuo di addormentata della filosofia e delle scienzestudiosi e istituzioni statunitensi presso le europee, qui, dove tutto è cominciato. È percittà d’Europa, per impararne una via di questo che abbiamo fondato la Societàsalvezza). Internazionale di Biourbanistica, volendone la sede principale a Roma, e ciMa per quanto ancora? rivolgiamo ai cittadini e agli esperti di tutte le discipline per un lavoro collettivo diOgni giorno un pezzo ulteriore di quella rifondazione epistemologica, per rinnovarecultura viene abbattuto: basta la visioni, spazio, etica, politica, scienza,costruzione di un centro commerciale per civiltà.uccidere decine di piazze; di unmonumento archistar per spegnere la vita Il lavoro della Società Internazionale didi un quartiere. Basta la deformazione del Biourbanistica riprende dunque senz’altronostro senso del’armonia in estetica del la lezione critica del New Urbanism – doveconsumo, ad opera di una filosofia non si trovano Foucault né Lefebvre, ma unarchitettonica dichiaratamente sadiana (ad messaggio immediato dal quale cominciarees. il decostruttivismo) al servizio di ad articolare un discorso più elaborato eRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  4. 4. 3necessario – e lo arricchisce di unaconsapevolezza epistemologica e Biourbanistica, verso unabiopolitica le quali, unite a tale concretezza,possono fornire un’autentica novità definizioneculturale: uno strumento forse addirittura [Definizione di Biourbanistica redatta dalvitale per affrontare la crisi globale i cuieffetti devastanti affronteremo nei gruppo di lavoro formato da: Antonioprossimi decenni. Caperna, Alessia Cerqua, Alessandro Giuliani, Nikos A. Salìngaros, Stefano Serafini] La Biourbanistica ha per oggetto lo studio dell’organismo urbano, inteso come sistema ipercomplesso, l’analisi delle dinamiche interne e quelle con il suo intorno (territorio), nonché le relazioni che sussistono tra dette componenti. La Biourbanistica considera il corpo urbano come costituito da una molteplicità di livelli interconnessi che si influenzano vicendevolmente in modo non-lineare. Tale caratteristica induce l’emergere di proprietà complessive non prevedibili attraverso lo studio delle singole parti, ma solo dall’analisi dinamica dell’intero. Questo atteggiamento conoscitivo accomuna la Biourbanistica alle scienze della vita e, più in generale, a tutte quelle scienze che nel XXI secolo si occupano di sistemi integrati, come la meccanica statistica, la termodinamica, la ricerca operativa e l’ecologia. La similitudine non è solo metodologica ma anche nei contenuti (da cui il prefisso Bio) essendo le città l’ambiente di vita della specie umana. Da qui il riconoscimento di ‘forme ottimali’ rilevabili a diverse scale di definizione (dalla fisiologia fino al livello ecologico) che, attraverso processi morfogenetici, garantiscono l’optimum in termini di efficienza sistemica e di qualità di vita degli abitanti. Una progettazione che non obbedisca a queste leggi è destinata a creare ambienti antinaturali, ostili all’evoluzione degli individui e alRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  5. 5. 4 rafforzamento della vita, nelle sue ecologica del Gruppo Salìngaros: una città più bella e molteplici declinazioni. più giusta, Roma, SIBU, 2010. Stephen Marshall, Cities, Design & Evolution, London, Routledge, 2008. La Biourbanistica agisce sul mondo reale Peter Newman Tima Beatley, Heather Boyer, attraverso una metodologia partecipativo- Resilient Cities. Responding to Peak Oil and Climate maieutica, con verifica intersoggettiva Change, Washington, Island Press, 2009. (ovvero il benessere percepito e Joseph P. Zbilut, Alessandro Giuliani, Simplicity. The comunicato dagli abitanti) e oggettiva Latent Order of Complexity, New York, Nova Science (ovvero le misurazioni sperimentali di Publishers, 2007 (trad. italiana: L’ordine della indici fisiologici, sociali, economici). complessità, Milano, Jaca Book, 2009). Sergio Porta, Paolo Crucitti, Vito Latora, “The Obiettivo della Biourbanistica è quello di network analysis of urban streets: a primal approach”, Environment and Planning B: Planning fornire un contributo scientifico che and Design, 33 (2006), pp. 705-725 concorra: Alessia Cerqua, Complessità ed incertezza nella pianificazione. Un approccio interdisciplinare per la i. allo sviluppo e all’attuazione delle comprensione delle dinamiche territoriali, Roma, premesse dell’Ecologia profonda Aracne 2009. (Bateson) sul piano socio-ambientale; Juval Portugali (ed.), Complex Artificial ii. alla rilevazione e attuazione delle Environments. Simulation, Cognition and VR in the potenzialità di miglioramento Study and Planning of Cities, Berlin - Heidelberg - New York, Springer, 2006. dell’ambiente rispetto ai bisogni di natura degli esseri umani che vi vivono e Michael Batty, Cities and Complexity: understanding cities with cellular automata, agent-base models, and del loro ecosistema; fractals, Cambridge, Mass., MIT Press, 2005.iii. a gestire la transizione dall’economia Christopher Alexander, The Nature of Order, 4 voll., dell’energia fossile a un nuovo modello Berkeley, Ca., Center for Environmental Structure, organizzativo della civiltà; 2002-2005.iv. ad approfondire in particolare l’organica Juval Portugali, Self-Organization and the City, interazione di fattori culturali e fisici Berlin, Springer-Verlag, 2000. nella realtà urbanistica (sociogeometria, Grant Hildebrand, Origins of architectural pleasure, studio dei flussi e delle reti, ecc.). Berkeley, Ca., University of California Press, 1999. Stephen R. Kellert, Edward O. Wilson (eds.), The Biophilia Hypotesis, Washington, Island Press, 1993. Bibliografia René Thom, Esquisse d’une Sémiophysique, Paris, InterEditions, 1991. Nikos Salingaros, Twelve Lectures on Architecture. Antonio Lima-de-Faria, Evolution without Selection. Algorithmic Sustainable Design, Solingen, Umbau Form and Function by Autoevolution, London – New Verlag, 2010. York – Amsterdam, Elsevier Science, 1988 (trad. italiana: Evoluzione senza selezione. Nikos Salingaros, Antonio Caperna, Michael Autoevoluzione di forma e funzione, Genova, Nova Mehaffy, Geeta Mehta, Federico Mena--Quintero, Scripta, 2003). Agatino Rizzo, Stefano Serafini, Emanuele Strano, «A Definition of P2P (Peer-To-Peer) Urbanism», Gregory Bateson, Mind and Nature: A Necessary AboutUsWiki, the P2P Foundation, DorfWiki, Peer Unity (Advances in Systems Theory, Complexity, and to Peer Urbanism (September 2010). Presented by the Human Sciences), Cresskill, N.J, Hampton Press, Nikos Salingaros at the International Commons 1979 (trad. italiana: Mente e natura, Milano, Conference, Heinrich Böll Foundation, Berlin, 1st Adelphi, 1984). November 2010. Conrad H. Waddington, Tools for Thought, London, Milena de Matteis, Stefano Serafini (a cura di), Jonathan Cape Ltd., 1977 (trad. italiana: Strumenti Progettare la città a misura d’uomo. L’alternativa per pensare. Un approccio globale ai sistemi complessi, Milano, Mondadori, 1977). Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  6. 6. 5Edgar Morin, La Méthode I: La Nature de la Nature,Paris, Seuil, 1977 (trad. italiana: La natura della Non-adaptive Architecturalnatura, Milano, Raffello Cortina, 2001).Ludwig von Bertalanffy, General System Theory, New Implementations: UrbanYork, George Braziller, 1968 (trad. italiana: Teoriagenerale dei sistemi, Milano, ILI, 1971). Plazas that Fail * di Nikos A. Salingaros For architecture and the built environment, a tendency to follow or accept information that is verifiably incorrect has the effect of diminishing human wellbeing. In the past few decades we have seen, for example, the deliberate dismemberment of a historic urban plaza that had been the focal point of social life for centuries. The damage is done by well-meaning politicians who commission an architect to “upgrade” this urban space by introducing a more “contemporary” aesthetic and getting rid of existing “old-fashioned” components (Salingaros & Pagliardini, 2009). The usual result is the creation of an unpleasant, psychologically menacing environment that few persons feel comfortable using after the supposed “renovation”. Nevertheless, this alarming trend of destroying usable urban space is now becoming established practice all around the world. Citizen protests apparently have no influence, while the architectural establishment routinely gives out awards for these projects. This contradictory practice applies not only for urban spaces, but also for many contemporary architectural and urban interventions. Explanations are needed for the behavior of the two principal actors in these actions: first, the politicians who willingly commission a project that degrades working public space in their constituency; second, the architects who conceive and implement the instrument of destruction. Politicians’ actions are driven by the desire to oblige powerful groupsRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  7. 7. 6that can help finance their re-election, and attract more people coming to see then; butthis agenda includes following current unfortunately this act perpetuates thefashions without reflecting on negative illusion that this is an effective urban spacelonger-term consequences. The dominance even when in reality it is a fleetingof a particular architectural aesthetic in condition of self-feeding ideology.today’s society means that, inevitably, anexpert consultant upon whom a politician How can contemporary architects and theirrelies for advice on architectural and urban clients act against people’s fundamentalprojects will propose a non-adaptive sensibilities; against traditional designintervention. rules tested throughout millennia to guarantee the users’ physical andThe second actor — the architect who psychological comfort; against commonignores what is best for the people and citizens protesting the hostility of theplace he or she is designing and structures being erected; even against thedeliberately, if not defiantly, designs an architect’s and client’s own sensoryenvironment that is by its very nature feedback? Such an architect or client ispsychologically hostile — is driven to following a mandate and authorizationnegligence by different motives. It is not an from the reigning design paradigm, whichexaggeration to accuse such professionals considers itself above all otherof committing an act of aggression against responsibilities. There exists a higherthe human dimensions of social spaces authority that overrides both science and(albeit with the best of intentions). neuro-engagement. Architects never admitContemporary practitioners have been they are causing damage to the builttrained to implement a peculiar design environment, but feel immune to possibleaesthetic, regardless of whether it damages consequences because they are satisfyingthe quality of human life in and round the wishes of an established organizationalthose spaces after they are built structure. For them, there is no liability(Salingaros, 2010). They substitute the towards society as long as the system’ssingularity of an object form for the rich ideology is obeyed.informational complexity of context, whichis what formerly gave life to an urban spacethroughout its historical evolution.The ideologically-oriented education of the *This essay was originally a section in thepast several decades does not teach article: “Cognitive Dissonance and Non-architectural practitioners how to evaluate adaptive Architecture”, published by the P2Pthe adaptive success or failure of a working Foundation on 2 February 2011; andarchitectural form or space; the sole reprinted by the Permaculture Researchcriterion used for judgment is whether the Institute on 9 February 2011.design conforms to a narrow set ofapproved visual stereotypes. A built form is“good” when it has a certain hardindustrial-minimalist look. In the majorityof cases, the result of such an untestedapproach is damaging to the environment.During the process of “upgrading”, thesenew structures take on a novelty that mightRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  8. 8. 7 Città-stato su cui si concentra, in molti casi,Biourbanistica per la città del gran parte della ricchezza di una interaXXI secolo nazione e che risucchiano masse di diseredati dalle aree rurali. (ii) Una labilità sempre più evidente deldi Antonio Caperna sistema energetico, strutturato sulleIntroduzione energie fossili e su di un sistemaIl progetto biourbanism nasce da un centralizzato di distribuzione.comune sentire di un gruppo di studiosi, (iii) L’affanno in cui versa il sistemasparsi tra l’Italia e altri Paesi del mondo. ecologico del nostro territorio, che unitoLa nostra analisi si è soffermata su due alla scarsissima resilienza di questo haelementi: (i) il primo, di ordine come risultato continui danni in termini diparadigmatico, ovvero la profonda crisi del vite e di costi.modello culturale razional-meccanicisticonelle sue molteplici declinazioni, Tutto ciò ha determinato un sistemaeconomiche, politiche, scientifiche e di estremamente labile, sia in terminivalori, cioè il modo in cui percepiamo, economici che socio-politici. Eventi naturalianalizziamo e ci rapportiamo con il mondo. o azioni scellerate di gruppi terroristici,L’arroccamento, che molti soggetti possono arrecare danni incalcolabiliespletano, è il chiaro segno di mancanza di attraverso un effetto domino, e ciò perché illinfa vitale e capacità di gestire un sistema sistema è strutturato secondo un modellosocio-economico, politico e tecnologico organizzativo che si è dimostrato incapacedivenuto via via sempre più complesso. di comprendere la reale portata delle sfide(ii) Il secondo elemento è di ordine da fronteggiare. I problemi dellaspaziale, ed è l’ambiente urbano, la città, contemporaneità hanno un carattereovvero lo spazio fisico, sociologico, politico, globale e vanno letti attraverso una analisieconomico e di di valori, dove questa delle interconnessioni reciproche. Ciòinadeguatezza si manifesta in tutta la sua richiede un mutamento radicale nel nostrodrammaticità. modo di pensare, un cambio di paradigma. Questa sfida è stata raccolta dagli studiosiCome accennato sopra, gli eventi che si di biourbanism che si fanno artefici edsono profilati all’orizzonte nel corso degli interpreti di un nuovo modello culturale eultimi decenni, sono eventi che scientifico che ha profonde implicazioni,rappresentano una sfida senza precedenti non solo per gli studi urbani, ma piùper la storia dell’uomo. Mai prima in ingenerale per la scienza e la filosofia, perpassato, un modello culturale, quello l’economia, l’organizzazione sociale, laOccidentale, assurge a modello planetario. politica e l’educazione.La sua impostazione concettuale e le sueintrinseche contraddizioni, hanno prodotto L’approccio Biourbanistico: Retiscenari di profondo squilibrio: Territoriali, Città Biofilica e P2P(i) squilibri socio-economici, con Urbanismconseguenti movimenti migratori interni aiPaesi e tra i Paesi ricchi del nord e quelli La risposta di Biourbanism è, innanzitutto,poveri del sud. Tutto ciò, soprattutto nel in termini di paradigma. Tale mutamento,sud del pianeta produce effetti devastanti, non è solo una questione scientifica, macome la crescita esponenziale del rappresenta una profonda trasformazionefenomeno conosciuto come megalopoli. del modello culturale con valori e modalitàRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  9. 9. 8che si discostano profondamente dal della vita e, più in generale, a tutte quellevecchio modello razional-meccanicistico. Si scienze che nel XXI secolo si occupano ditratta di un passaggio epocale, un profondo sistemi integrati, come la meccanicaabisso, intermini scientifici e filosofici. Da statistica, la termodinamica e l’ecologia.un lato lo studio di strutture (viventi e non) Una progettazione che non obbedisca aintese come meccanismi, dove la questione queste leggi è destinata a creare ambientibase è “di cosa è fatto quel corpo?”. antinaturali, ostili all’evoluzione degliDall’altro, un approccio che si chiede come individui e al rafforzamento della vita, nelleè strutturato lo schema di quel corpo sue molteplici declinazioni, animale,(vivente e non). Siamo in presenza di due vegetale ed inanimata.modalità di concepire il mondo che sonocontrapposte: da un lato lo studio delle Parliamo di Biourbanistica perchésingole componenti di un ente (vivente e l’elemento che intendiamo preservare è lanon) che è inteso come meccanismo. vita. Quindi, la similitudine non è soloDall’altro, lo studio delle relazioni ed metodologica ma anche nei contenuti. Leinterconnessioni di strutture, intese come città sono gli ambienti dove vive la speciebio-entità, ovvero manifestazioni di umana. Purtroppo, nel corso del XX secoloprocessi legati alla vita. abbiamo assistito sempre più a forme diAl modello antropocentrico strutturato delirio architettonico divenute via via, nelsulla supremazia dell’uomo, noi corso degli ultimi decenni, un elementosostituiamo il modello biocentrico, cioè rappresentativo dello spazio mediatico.strutturato sulla vita, nelle sue molteplici Possiamo paragonare le architetture dellamanifestazioni. contemporaneità ad una sorta di macchineQuesto atteggiamento filosofico, condiviso sterili, forme di delirio scultoreo prive diin passato da Aristotele e Göethe, ha armonia e bellezza. Una raffigurazionetrovato oggi una sua formulazione in fisica, iperreale del nulla.nella matematica e in biologia. Nell’ambitourbanistico artefici di questo approccio L’attacco ideologico ai concetti di armoniainnovativo sono stati Christopher e bellezza in architettura ha raggiuntoAlexander, Michael Batty, Nikos Salingaros, l’apice con il Decostruttivismo. Siamo allaper citarne alcuni. fine degli anni Ottanta, ha inizio il business globale delle archistar, multinazionali cheEcco, allora, che la biourbanistica analizza hanno fuso l’industria delle costruzioni eil mondo come un insieme di eventi quella dello spettacolo. Il loro approccio èinterconnessi ed interdipendenti. spregiudicato e in linea con l’establishmentL’organismo urbano viene inteso come economico-finanziario. Rem Koolhaassistema ipercomplesso, costituito da una conia lo slogan «fuck the context» e Petermolteplicità di livelli interconnessi che si Eisenman reclama il disinteresse per lainfluenzano vicendevolmente in modo non- funzionalità, la bellezza e l’etica, in nome dilineare. Questa caratteristica induce una lussuosa creatività artistica. Questol’emergere di proprietà complessive non circo mediatico ha ottenuto commesse inprevedibili attraverso lo studio delle ogni parte del globo, infischiandosene dellasingole parti, ma solo dall’analisi dinamica cultura locale, della sostenibilità, dell’eticadell’intero. e della funzionalità dell’organismo architettonico, trasformando, così, leQuesto atteggiamento conoscitivo realizzazioni architettoniche in forme diaccomuna la Biourbanistica alle scienze “spettacolo” iperreale che ha finito perRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  10. 10. 9sostituirsi alla civitas. più complesso e dove ognuna di questeIl simbolismo della nostra cultura componenti e correlata ad altre attraversoarchitettonica ed urbanistica, lo possiamo rapporti di interdipendenza;racchiudere in due parole: gigantismo edespansione. Il gigantismo puntiforme dei (ii) realizzare un modello di città sugrattacieli o dei megacentri commerciali e basi biofiliche, ovvero rilevare ed attuarequello della crescita ipertrofica delle le potenzialità di miglioramentomegalopoli. Sono necessità intrinseche a dell’ambiente urbano rispetto ai bisogni diquesto modello. Sono una manifestazione natura degli esseri umani che vi vivono. Èdella perdita del corpo spirituale in favore ormai noto, dopo gli studi di Edward O.di un corpo meccanico. Wilson sulla biofilia, che l’essere umano reagisce in modo positivo alle informazioniLa nostra idea di città è legata all’idea ricevute dal proprio ambiente. E’, quindi,stessa di vita. Essa deve avere un carattere più che mai necessario dare vita ad unabiofilico, ovvero concepita attraverso le architettura capace di supplire al nostroleggi che sottendono la vita e, per questo, innato bisogno di connetterci con la vita eintimamente correlate alle esigenze socio- con i processi vitali. Al riguardo, moltopsicologiche dell’uomo e con una genetica possiamo imparare dai costruttori dellecapacità di relazionarsi, in termini non antiche civiltà, e ciò non solo nel contesto adistruttivi, con la natura. Questo modello, noi vicino, ma anche in ambienti e sitirichiede una nuova struttura di pensiero. collocati su altri continenti. Le scelteNon si tratta di tecnica. Ma di un connubio formali operate dagli antichi costruttori,tra scienza, perizia tecnica e spirito. che oggi possiamo leggere in chiave matematica attraverso la geometriaSolo da ciò scaturisce quella capacità di frattale, presentano un livello diriconoscere e generare ‘forme ottimali’ complessità assolutamente coerente con larilevabili a diverse scale di definizione, da nostra struttura neurofisiologica fornendo,interventi di microchirurgia urbana ad così, una naturale sensazione di benessereinterventi su scala territoriale. Interventi, psicofisico.che attraverso processi morfogenetici, Una architettura biofilica è quella che:garantiscono l’optimum in termini di alleggerisce il carico del nostro sistemaefficienza, resilienza e di qualità di vita cognitivo, aiutandolo a raccogliere edegli abitanti. riconoscere più informazioni nel modo più rapido ed efficiente;Il nostro obiettivo è, quindi, quello di favorisce l’optimum per il nostrofornire un contributo scientifico che sistema sensoriale in termini di influssoconcorra a delineare un nuovo modello di neuromotorio, ovvero effetti noncultura e di città. depressivi né eccitanti;Ciò significa: induce un rafforzamento in termini emotivi e biologici a livello neurale;(i) sviluppo ed attuazione delle aiuta, come dimostrato da evidenzepremesse dell’Ecologia profonda, ovvero cliniche, il sistema neuroendocrino euna nuova interpretazione della vita come immunologico, soprattutto quandorete di fenomeni che sono interconnessi e siamo in condizioni precarie in terminiinterdipendenti. Quindi, ogni espressione di salute.vitale, dagli organismi viventi, dai sistemisociali agli ecosistemi, è parte di un sistema (iii) Promuovere il passaggio da unRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  11. 11. 10sistema economico strutturato sulle economico che si discosti profondamenteenergie fossili verso un modello dell’economia standard, basata sul modellobioeconomico. meccanicistico. L’approccio bioeconomico, invece, tenta diL’attuale modello economico, strutturato integrare nella scienza economica glisull’uso delle energie fossili, ha apporti delle scienze biologiche, cercandochiaramente mostrato i suoi limiti di dare un nuovo fondamento all’economiastrutturali trascinandoci in un cul de sac. La e gettando le basi per un modello ispiratocittà è il luogo che meglio di ogni altro alla preservazione della vita. Un modellofornisce una tragica rappresentazione della che privilegi le necessità e non i consumi, laobsolescenza del sistema economico ed qualità e non la quantità.energetico. Essa è il luogo dove l’energiafossile viene consumata e dal quale Strettamente correlato al sistemascaturiscono gli output, sotto forma di economico vi è quello energetico. È più cheemissioni climalteranti, rifiuti, etc. Non mai necessario promuovere il passaggio apossiamo parlare di sviluppo sostenibile forme di energia rinnovabile, agirefinché saremo legati all’energia di origine sull’efficienza delle nostre costruzioni efossile. La filiera degli idrocarburi, aumentare la capacità delle città diprospezione, estrazione, raffinazione e resistere agli urti dovuti ai fattoritrasporto è una delle principali fonti di economici, finanziari e naturali.impatto ambientale. Le fonti fossili sonoanche responsabili del così detto fenomeno Questo cambiamento è già in atto indi transizione ambientale, ovvero di quei moltissime realtà locali. Soprattutto laproblemi sanitari che, nei paesi poveri si metamorfosi energetica sta mostrando ilesplicano sotto forma di epidemie, mentre suo valore aggiunto rispetto al modellonei paesi ricchi questo fenomeno si tradizionale. In tale ottica, il ruolo delmanifesta attraverso gli effetti deleteri decisore politico, soprattutto su scaladegli inquinanti. Sempre legato al discorso regionale, diviene un fattore chiave. Laenergetico, è l’alterazione climatica del trasformazione energetica di un territorio èpianeta che Non dimentichiamo che intimamente legata ai fattori locali, qualil’attuale sistema energetico è anche causa quello istituzionale, quello di gestione deldelle alterazioni climatiche del pianeta con territorio e ai fattori climatici.impatti devastanti in termini di vite e di Aumentare la resilienza di un territorio o didistruzione del territorio. una città rappresenta un investimento per il futuro, sia in termini economici cheBiourbanistica propone una metamorfosi sociali. Aumentare la resilienza vuol direstrutturale. Il primo fattore, come detto agire sulle capacità del sistema città osopra, è innanzitutto culturale. Si deve territorio a resistere ad eventi inaspettati.essere coscienti che la terra su cui viviamo Questo implica un cambio nella capacitàha dei limiti ben precisi, che la razza gestionale degli assetti energetici e unaumana, se vuole sopravvivere, deve capacità a generare ambienti (territoriali eadeguare il suo comportamento alle urbani) dal design e geometria biofilici.capacità del pianeta, evitando modi di Gli assetti energetici dovranno renderevivere che sono in netto contrasto con i quanto più possibile autonoma unalimiti biofisici della terra e con la seconda comunità, ciò soprattutto attraverso l’usolegge della termodinamica. di energie rinnovabili e nel saper costruire,E’ più che mai necessario un modello utilizzando tecniche millenarie altamenteRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  12. 12. 11efficienti e ad impatto zero. In particolare, naturale declinazione operativa deiper la rete energetica noi immaginiamo una concetti teorici sopra esposti e dalleEnergy local area network (en-lan), ovvero potenzialità introdotte dalle nuoveuna rete energetica su scala locale. Così tecnologie. Lo sforzo teorico vede assiemecome accade per il funzionamento della non solo architetti o ingegneri, ma figurerete internet, che è stata pensata per professionali provenienti dal mondoevitare blocchi nel flusso dei dati, anche la dell’informatica, della biologia, dellae-lan può essere strutturata su una Energy filosofia e delle comunità della rete legateweb costruita su microgeneratori di piccola allo sviluppo del P2P.e media potenza. Le e-lan è già realtà inalcuni paesi, come la Germania. Essa L’approccio P2PU intende fornire le basigarantisce un pluralità nelle forniture e, teoriche per un modello che non sia piùsoprattutto, una resilienza del sistema caratterizzato dalla convinzione che pochienergetico, evitando i collassi tipici delle ed isolati architetti-demiurghi siano inforniture centralizzate. Questa è una forma grado di determinare le scelte e influenzarecoerente con il nostro modello di le dinamiche urbane. La definizione e gliurbanistica P2P, che più avanti illustrerò. ideali della urbanistica Peer-to-Peer seguono, piuttosto, un approccio dal basso.(iv) attuazione di procedure Esso prende come riferimento i risultatiprogettuali ancorate ai principi del P2P scientifici e i presupposti teoretici deiurbanism. bisogni biologici e sociali dell’uomo, a cui aggiunge l’esperienza sul campo deiLa Biourbanistica agisce sul mondo reale molteplici attori e comunità territoriali,attraverso una metodologia partecipativo- architetti, urbanisti, studi professionali,maieutica, con verifica intersoggettiva, imprese, operatori sociali, associazioni nonovvero il benessere percepito e comunicato governative, etc., che quotidianamente sidagli abitanti, e oggettiva, ovvero le confrontano con i problemi urbani allamisurazioni sperimentali di indici piccola scala.fisiologici, sociali, economici. Tale struttura L’urbanistica Peer-to-Peer ètrova attuazione nella metodologia del P2P intrinsecamente biologica, nel senso cheUrbanism. apprende dalla natura e dai processiI recenti sviluppi nel settore delle viventi, e da questi ne risulta cometecnologie dell’informazione hanno avuto complemento non intenzionale ai processied hanno una importante ripercussione di morfogenesi naturale. È impossibilesull’approccio alle politiche urbane. seguire questo processo senza avere aL’urbanistica Peer-to-Peer è un approccio mente il problema della obiettività dellascaturito dai contributi emersi dal scienza ed una visione critica dellamovimento del free software e alla rete soggettività, dei bisogni reali dell’uomo, deipeer-to-peer, ove si sono gettate le basi per suoi obiettivi e dei sui valori.ridiscutere le fondamenta del pensieroimpostato sul concetto di open source. L’urbanistica Peer-to-Peer rappresenta unL’idea del “wiki”, congiuntamente alla modo innovativo di pensare, costruire emetodologia del linguaggio dei “Pattern” restaurare la città, fondato essenzialmenteporta a riflettere su un nuovo approccio al su cinque principi di base:progetto urbano ed architettonico basatosulle reali esigenze umane. Il modello (i) L’urbanistica Peer-to-Peer difende ilteorico che stiamo delineando nasce dalla diritto fondamentale degli esseri umani diRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  13. 13. 12scegliere l’ambiente in cui vivere. La scelta abitanti e luogo, conferendo ai primi laindividuale seleziona tra le molteplici responsabilità verso il proprio ambiente ealternative che generano una città la capacità di prendersene cura. Unacompatta sostenibile, quella che incontra visione collettiva consente di creare emeglio i nostri bisogni. rinvigorire i legami culturali e sociali di una comunità, conferendole una maggiore(ii) Tutti i cittadini hanno il diritto di capacità di resistere alle forze esterne,accedere alle informazioni riguardanti il lontane fisicamente e, soprattutto, lontaneloro ambiente, in modo da poter essere dalla comprensione del peculiare contesto.coinvolti nel processo decisionale. Ciò èreso possibile ed è attivamente supportato Questa è la sfida che ci troviamo innanzi.dal ruolo dell’ICT (Information and Essa è stata raccolta dagli studiosi diCommunication Technology) biourbanism che vogliono farsi artefici di un rinnovamento non solo per gli studi(iii) Gli abitanti dovrebbero avere la urbani, ma più ingenerale per la scienza epossibilità di partecipare ad ogni livello la filosofia, per l’economia, l’organizzazionedella pianificazione e in alcuni casi, sociale, la politica e l’educazione.costruire essi stessi la loro città. Essidovrebbero essere coinvolti in ognicambiamento del loro ambiente previsto Bibliografiadalle amministrazioni o dagli imprenditori [1] Nikos Salingaros, Twelve Lectures on(iv) Chi mette in pratica l’urbanistica Peer- Architecture. Algorithmic Sustainable Design, Solingen: Umbau Verlag, 2010.to-Peer deve generare e diffondere [2] Nikos Salingaros, Antonio Caperna, Michaelsecondo la filosofia open source Mehaffy, Geeta Mehta, Federico Mena-¬Quintero,conoscenza, teorie, principi, tecniche, e Agatino Rizzo, Stefano Serafini, Emanuele Strano, «Apratiche costruttive per un progetto Definition of P2P (Peer-To-Peer) Urbanism»,urbano a dimensione umana, in maniera AboutUsWiki, the P2P Foundation, DorfWiki, Peercompletamente gratuita, in modo da to Peer Urbanism (September 2010). Presented by Nikos Salingaros at the International Commonsfavorirne l’utilizzo e la revisione critica. Conference, Heinrich Böll Foundation, Berlin, 1st November 2010.(v) I proprietari delle aree edificate devono [3] Milena De Matteis, Stefano Serafini (eds.),poter applicare patrimoni in evoluzione di Progettare la città a misura d’uomo. L’alternativaconoscenze, competenze e pratiche, in ecologica del Gruppo Salìngaros: una città più bellamodo da rendere la strumentazione e più giusta, Rome: SIBU, 2010.urbanistica sempre più sofisticata e [4] Antonio Caperna (2010). Il crepuscolo dellaadattata alla realtà. contemporaneità, Arianna Editrice [5] Antonio Caperna (2005). ICT e progetto urbano sostenibile, Tesionline, MilanoAl di là delle ovvie implicazioni sociali e [6] Stephen Marshall, Cities, Design &politiche, l’urbanistica Peer-to-Peer Evolution, London: Routledge, 2008.intende costituire un quadro per lo [7] Peter Newman Tima Beatley, Heathersviluppo sostenibile dell’ambiente Boyer, Resilient Cities. Responding to Peak Oil andcostruito favorendo la capacità di Climate Change, Washington: Island Press, 2009.modellare il tessuto urbano in maniera [8] Joseph P. Zbilut, Alessandro Giuliani,adattativa attraverso la partecipazione Simplicity. The Latent Order of Complexity, Newattiva degli abitanti. Ciò permette la York: Nova Science Publishers, 2007.creazione di un rapporto emotivo traRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  14. 14. 13[9] Michael Batty, Cities and Complexity:understanding cities with cellular automata, agent- Imparare ad apprendere.base models, and fractals, Cambridge, Mass.: TheMIT Press, 2005. Strategie di pianificazione[10] Christopher Alexander, The Nature ofOrder, 4 vol., Berkeley, CA: Center forEnvironmental Structure, 2002-2005. nell’epoca della complessità.[11] Juval Portugali, Self-Organization and the di Alessia CerquaCity, Berlin: Springer-Verlag, 2000.[12] Stephen R. Kellert, Edward O. Wilson (eds.), Il concetto di “territorio” ha subito negliThe Biophilia Hypotesis, Washington: Island Press, ultimi decenni, una trasformazione radicale:1993. da risorsa materiale suscettibile di sfruttamento, spazio controllabile ove le diversità sono viste come resistenze allaSiti Web trasformazione, si è giunti ad unawww.biourbanism.org interpretazione in cui è riconosciuto ilwww.biourbanistica.org carattere relazionale e incerto proprio di unhttp://zeta.math.utsa.edu/~yxk833/lifeandthegeo sistema complesso. Di conseguenza, lametry.pdf pianificazione esige nuovi approcci: la sfidawww.greekarchitects.gr/en/architectural- della complessità, come ricorda Morin, puòreview/peer-to-peer-urbanism-id1973 essere affrontata con successo tramite unahttp://blog.p2pfoundation.net/urban-seeding-and- maggiore complessità, ovvero una maggiorethe-city-as-computer/2008/09/08 ideazione di risposte multiple ed intelligibili.http://p2pfoundation.net/Peer-to-Peer_Themes_and_Urban_Priorities_for_the_Self-organizing_Society Bibliografia Pianificare in condizioni di complessità ed incertezza Il pensiero della complessità, a differenza del paradigma riduzionista (fondato sulla scomposizione del mondo in unità elementari, il cui comportamento, sottoposto all’osservazione scientifica, rappresenta regole estendibili a leggi universali) interpreta la realtà come molteplicità irriducibile di sistemi interagenti, un universo di relazioni che si manifestano a differenti scale spaziali e temporali e che sono attivate dalle differenze implicite in ogni sistema. Con l’introduzione dei concetti di indeterminatezza, incertezza, imprevedibilità quali parametri costanti e intrinseci della realtà, sono compromesse le basi della scienza classica, secondo cui una volta conosciute le condizioni iniziali di un sistema, se ne possono prevedere con esattezza ed oggettività i comportamentiRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  15. 15. 14futuri. Ciò porta al completo spiazzamento vista, ciascuno frutto di una conoscenzadelle abituali modalità di osservazione: specifica.«…si ha la sensazione che vengano giocatimolti giochi contemporaneamente, e che Nella logica della complessità convivonodurante il gioco cambino le regole di innumerevoli punto di vista checiascuno» (Baumann 2002). sovrapponendosi, consentono l’apprendimento ad apprendere. TaleUn analogo spiazzamento si ha nei settori percorso conoscitivo si riflette nellaattinenti alla pianificazione territoriale ed conoscenza ecologica, ovvero quellaurbana: il concetto di territorio ha subito modalità di rapportarsi alla realtà cheuna trasformazione radicale, si passa da consente (Manghi, 2004) :una sua interpretazione quale risorsa il tracciare le mappe dei contesti in cuimateriale suscettibile di sfruttamento, viviamo;spazio controllabile ove le diversità sono il comporre immagini di noi stessi, degliviste come resistenze alla trasformazione, altri, e delle nostre interazioni;ad una interpretazione in cui è riconosciuto il procurarci narrazioni ordinate di quelil carattere relazionale e incerto proprio di “disordine quotidiano chiamatoun sistema complesso. esperienza”.Le differenti interpretazioni che si danno Una prima conclusione che si trae dadel termine “territorio”, nonostante la queste sintetiche premesse è che non èvarietà dei punti di vista, concordano nel possibile fare affidamento sui tradizionaliritenerlo un sistema complesso, modelli di analisi e valutazione, purcaratterizzato da una pluralità di relazioni riconoscendone la indiscussa correttezzafisiche, ecologiche, economiche e sociali, e scientifica. Piuttosto, come ci ricorda Morinda molteplici proprietà, quali, ad esempio, , è necessario individuare non tanto unala dipendenza alle condizioni iniziali e la metodologia (che porterebbe, per assurdo,non linearità delle relazioni tra interventi ad un nuovo riduzionismo), piuttosto unprogettati ed evoluzione spontanea. Di anti-metodo, ove l’incertezza e laconseguenza, appare non più applicabile confusione diventano virtù.l’approccio razionalista alla suapianificazione, approccio che si rivela Nel pensiero complesso viene, infatti,ancora meno adeguato se riletto alla luce messa in discussione la possibilità di unadelle sempre più pressanti richieste di conoscenza descrittiva, e vienecompatibilità ecologico-ambientale, ed riconosciuto il ruolo dell’osservatore nelingestibile se rapportato alla dialettica processo conoscitivo, tramite parametriglobale/locale. percettivi e codici interpretativi che ha a disposizione. Si afferma così una visioneCon tali presupposti, il territorio come progettuale della conoscenza, dovesistema complesso si dimostra esplorabile coabitano molteplici punti di vista enon secondo logiche razionali e deduttive, metodologie: l’osservatore fa parte dellapiuttosto tramite nuovi processi di complessità apportando la sua visione delconoscenza: il pensiero della complessità ci mondo.ha reso consapevoli della infondatezza diun unico punto di osservazione capace di La rilettura del territorio in termini diomogeneizzare le differenze ed eliminare le interazioni consente di riflettere sulle suecontrapposizioni tra i differenti punti di modalità di funzionamento e di evoluzioneRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  16. 16. 15attraverso un approccio particolarmente moltiplicazione degli orizzonti possibiliattento alle relazioni esistenti tra le parti e/o probabili.ed il tutto. Inoltre, il riconoscimento della Strumento per riorientare pratiche evalenza sociale e politica della politiche, capace di individuare edpianificazione conduce a ripensare la interpretare le nuove dinamiche distessa come attività volta a definire trasformazione dei sistemi territoriali insoluzioni concordate tra i differenti relazione alle trasformazioni dellasoggetti che interagiscono nel processo di domanda sociale.piano. Strumento di identificazione di scenariCiò porta ad immaginare una struttura di trasformazione desiderabili, basati suprogettuale aperta, flessibile, lontana da obiettivi condivisi ed attuati in manieraschematismi e da rigidità funzionali, non sperimentale attraverso progetti pilota.deterministica ma caotica, una metodologia Modalità di interazione sociale, capaceprogettuale capace di gestire le incertezze e di fare emergere e saper gestire lela complessità, individuando non una contraddizioni necessarie per attivaresoluzione, ma una serie di possibili processi comunicativi, valorizzare lestrategie. In altri termini, un processo di differenze, attivare processi dipianificazione basato su una visione responsabilizzazione ed apprendimentodinamica del contesto, attraverso la sociale.formulazione di una serie di ipotesi, Percorso verso la sostenibilità checonfigurando non tanto un sistema confluisca nella costruzione e nellogerarchico in cui le differenti forme di sviluppo di relazioni coevolutive traazione sono connesse secondo un percorso dimensione antropica e cicli evolutivilineare analisi-piano-progetti, quanto dell’ambiente naturale.piuttosto attraverso un percorso che siaciclico ed interattivo. Tale concettualizzazione rappresenta un importante contribuito per il superamentoSecondo Morin, una delle vie possibili per della visione deterministica e statica della conoscenza nell’ambito della complessità territorio: si ha a che fare con unae dell’incertezza è da rintracciarsi nella concezione sistemica della realtà, i cuistrategia, intesa non tanto come limiti, senza dubbio, sono rintracciabiliformulazione di programmi, ma come arte nell’aumento delle variabili da considerare;di utilizzare le informazioni che “si si ricorda, tuttavia, che la sfida dellaproducono con l’azione, di integrarle, di complessità – citando ancora Morin - puòformulare determinati schemi di azione e essere affrontata con successo solodi porsi in grado di raccoglierne il massimo attraverso il ricorso ad una maggioredi certezza per affrontare ciò che è incerto” complessità, ovvero ad una maggiore(Morin 1997). progettazione creativa di risposte multiple ed intelligibili.Riletta in chiave urbanistica, la strategia di Ciò presuppone il passaggio da forme diconoscenza – e quindi di pianificazione - conoscenza e di azione di tipo analitico,del territorio, dovrebbe configurarsi come: tecnico e gerarchico a percorsi e metodi Processo di sperimentazione di basati sull’ascolto delle differenze e delle alternative di sviluppo, ovvero continua specificità del territorio, introducendo riflessione sul cambiamento e sulle modalità di intervento di tipo interattivo, trasformazioni desiderabili, sulla relazionale, imparando ad apprendere da più prospettive, spesso in conflitto tra loro.Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  17. 17. 16RiferimentiCerqua A., Complessità ed incertezza nella Gli ambiti d’azione dellepianificazione: un approcciointerdisciplinare per la comprensione delle politiche urbane per ildinamiche territoriale, Aracne Ed., Roma,2009. cambiamento di Fabio Cremascoli You may say I’m a dreamer, But I’m not the only one, I hope some day you’ll join us, And the world will live as one… John Lennon, Imagine. Quando parliamo di politiche nell’era della transizione, o di politiche per la transizione urbana, dobbiamo avere chiaro in mente che da oggi in poi il modo di operare dei policy makers, dovrà essere differente da quanto è stato fatto sino ad oggi. La situazione non è affatto semplice in quanto viviamo in un’epoca in cui l’incertezza è dominante, in cui le risorse economiche sono poche, in un periodo di acclarata “crisi” generalizzata” (economica, sociale, ecologica), e in cui il processo di decentramento amministrativo avviato nell’ultimo decennio del XX secolo, inizia in qualche modo a scricchiolare, perché contraddittorio e rimasto incompiuto. Il cosiddetto principio di sussidiarietà è stato infatti mal attuato, tanto che in tutta la penisola e in alcune regioni in particolare, i comuni sono stati investiti di pieni poteri in ambito di pianificazione urbanistica, in mancanza però di autonomia finanziaria, e con le limitazioni del “patto di stabilità”. Questa situazione ha certamente contribuito ad aggravare la questione del consumo di territorio nel nostro paese, in quanto è ormai risaputo che i comuni fanno (o sono costretti a fare) quadrare i loro bilanci con gli oneri di urbanizzazione, iRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  18. 18. 17contributi di costruzione e – ora in parte - verticale tra enti pubblici di diverso livellocon le imposte sugli immobili. amministrativo, e per stimolare azioni diIn particolare si è affermato un “modello di sussidiarietà orizzontale che prevedano lasussidiarietà asimmetrica”, caratterizzato partecipazione attiva della società civile, inda un aumento delle responsabilità un’ottica di governance multilivello.gestionali, e da un decremento di risorseripartire dall’alto, ma anche da mancanza Inoltre chi si occuperà di politiche per ladi margini di autonomia gestionale transizione, dovrà osservare con moltasull’impiego delle stesse [1]. attenzione le esperienze europee ed extraeuropee in ambito diTra l’altro in Italia le Politiche urbane, programmazione territoriale integrata,avviate sulla scorta del processo di senza però “copiarle” in modoeuropeizzazione avviatosi all’inizio degli decontestualizzato, com’è invece avvenutoanni Novanta con l’emanazione di direttive in alcuni casi in Italia, ad esempio con lee di politiche tematiche da parte della politiche urbane per la sicurezza, mutuateComunità europea, sono state sempre sulla base dei “contratti locali di sicurezza”implementate attraverso specifiche leggi, e francesi, ma carenti dal punto vistagestite principalmente da vari organi dell’integrazione delle stesse con ledell’apparato amministrativo centrale politiche per il superamento del disagio(DICOTER, CIPE, ecc…). Le politiche urbane socio-economico e per l’inclusione socialee territoriali sono state principalmente nelle città, soprattutto in zone marginali opolitiche calate dall’alto, frammentate e periferiche.non continue nel tempo. Non sono stateaffatto politiche locali. Allo stesso modo sarà necessario cominciare a ragionare in un sistema diSi vedano ad esempio le leggi varate nel coordinate differente da quello che hadecennio novanta-duemila, in cui sono stati guidato i politici fino ad oggi. I temi delvarati i cosiddetti “programmi complessi”, global change dovranno essere in cima alleed anche gli strumenti della agende politiche di tutti i livelli di governo.“programmazione negoziata”, tutti L’efficienza energetica delle città,dispositivi di approccio territorializzato l’allontanamento progressivo dai(area based), che insieme al resto del combustibili fossili, la ricerca di unventaglio delle politiche urbane (politiche ambiente urbano amico degli esseri viventiabitative, della sicurezza, ecc.), sono state attraverso una nuova filosofia progettuale,pensate e gestite dallo Stato, in parte l’accurata gestione dei rifiuti, ladeclinate e disciplinate da specifiche compattazione urbana, dovranno orientarenormative regionali, molto spesso attuate l’azione [2].con la partecipazione diretta delle città aspecifici bandi (es: PRUSST – programmi di Sempre a questo scopo sarebbe utileriqualificazione urbana e di sviluppo rileggere con attenzione alcuni documentisostenibile del territorio, Contratti di di matrice comunitaria, ancora oggi utili aquartiere, Urban Italia…). farci un’idea su come possa essere impostata una pianificazione efficace ePer cui le politiche per la transizione multi comprensiva. Per fare solo unurbana, dovranno riflettere innanzitutto esempio, prendo in considerazione,sui meccanismi fiscali in grado di poter sebbene sia un po’ datato, lo Schema direalmente affermare la sussidiarietà Sviluppo Spaziale Europeo (SSSE),Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  19. 19. 18elaborato tra il 1997/1999, con cui si dei nuovi rapporti fra città, che si basanointende riconoscere la competenza dei sempre più sulle reti di sinergia e digoverni di “livello superiore” nel complementarietà [5] che vengono araggiungimento di uno sviluppo equilibrato stabilirsi fra reti civiche oltre che dache si impernia sul rispetto delle processi incremento del benessere nellapeculiarità ambientali e dei luoghi, società. Mentre con il termine “visioneponendo attenzione alla tematica consumo condivisa” si indica nello specifico ladi suolo e ai nuovi rapporti città-campagna costruzione di scenari di riferimento, di[3]. “situazioni ideali”, in quanto esito del processo di progettazione partecipata,Nello SSSE viene messa in luce dunque scenari futuri la cui definizione èl’importanza di acquisire una concezione condivisa da diversi attori.sistemica di ambiente, territorio e di città,e viene riconosciuta sia la necessità di un Questa impostazione del planning vieneambito di orientamento e di supervisione ovviamente ripresa dalla pianificazionesovralocato – il livello europeo e i governi strategica di matrice anglosassone e sinazionali - sia la necessità di operare dal presta a trattare questioni urbane e“basso”, a partire quindi direttamente dalle territoriali, sociali ed economichecittà, se non da parti di città, come i complesse in modo molto ampio equartieri. coordinato. Ad esempio proprio non molto tempo fa nell’ambito del Piano RegionaleSembrano dunque delinearsi, almeno negli per l’area metropolitana di Chicago (“Go Tointenti dell’attore europeo – già da una 2040: Comprehensive Regional Plan”) sonodecina d’anni - alcuni strumenti, stati trattati e condivisi temi rilevantidenominati anche come “piani di terza riguardanti l’alimentazione sostenibilegenerazione” [4] che prendono in locale, seguendo l’orientamento dellaconsiderazione gli elementi “globale” e rilocalizzazione dell’economia, un tipo di“locale” in modo congiunto, considerando attività – o buona pratica - che potrebbein modo evolutivo la dinamica delle azioni essere “ricalcata”, anche nell’ambito delcircoscritte ad ambiti territoriali limitati percorso di definizione dell’Expo milanesespazialmente, come pedine da inserire in del 2015 [6].uno spazio territoriale più ampio ecomplesso da considerare in modo Altra caratteristica di questo tipo disistemico. programmazione è l’applicazione di quella che viene definita “democraziaI piani strategici di questa impostazione deliberativa”, ossia un campo disono inoltre caratterizzati da termini- sperimentazione di procedure metodi eemblema quali spesso sono le voci “rete”, tecniche atti a favorire i processi di“reticolare”, “vision” o “visione condivisa”, costruzione delle politiche pubbliche,che vengono adottati a vari livelli della basati sulla partecipazione attiva, inpianificazione. Così con il termine “rete” condizioni di accoglienza, neutralità,(rete di attori, reti sociali, reti di città…) si accessibilità e trasparenza, dove pervuole alludere sia alla molteplicità dei “deliberazione” non si intende la “decisionesingoli attori che possono partecipare ad finale”, ma il processo di dialogo eun processo di piano, inteso come un discussione che precede - orienta -processo di progettazione partecipata (dal supporta la decisione del soggettobasso, o bottom-up), sia alla dimensione istituzionale competente ad esprimerla [7].Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  20. 20. 19In tal senso le arene deliberative [2] Pallante M., 2008, Un programma politico per lapotrebbero essere strutturate alla scala di decrescita, Edizioni MDF, Roma. [3] Camagni R., 1996, a cura di, Economia equartiere, avendo però sempre a mente un pianificazione della città sostenibile, Il Mulino,quadro di obiettivi differenziati o a Bologna.geometria variabile, che vanno dal livello di [4] Curti F., Gibelli M.C., 1996, a cura di,maggiore prossimità del cittadino fino alla Pianificazione strategica e gestione dello svilupposcala metropolitana, o comunque che urbano, Alinea, Firenze. [5] Camagni R., Gibelli M.C., 1997, Città in Europa:interessino l’ambito territoriale più esteso globalizzazione, coesione e sviluppo sostenibile,di influenza delle politiche. Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Politiche Comunitarie, Sviluppo del territorio,Allora si, che diventa necessario, Dipartimento per l’informazione e l’editoria, Roma.superando gli attriti del campanilismo che [6] http://mall.lampnet.org [7] Pasqui G., 2005, Progetto, governo, società.caratterizza troppo spesso alcune Ripensare le politiche territoriali, Franco Angeli,municipalità italiane, ritornare a pensare di Milanoabolire gli enti provincia anche sololaddove ci sia un’area metropolitana, per“costituire” le città metropolitane, comeprevisto dalla Costituzione Italiana e daltesto Unico degli Enti locali. Allo stessotempo però sarà necessario rafforzare lemunicipalità o i consigli di circoscrizione,per meglio definire gli ambiti locali chepossano garantire una più efficacepartecipazione.Sono dunque il livello territoriale di piùampia scala (o metropolitano), con ladefinizione di strumenti “informali” dipianificazione strategica (Agende,Programmi d’azione, ecc.), insieme allivello di immediata prossimità - ilcosiddetto “locale-locale” – con strumentidi tipo progettuale e programmatorio dacoordinare e vincolare agli obiettivi di scalasovra-ordinata, gli ambiti spaziali ottimali,su cui le politiche urbane e territoriali perla transizione dovranno operare in unimminente futuro, definendo al contempoadeguati dispositivi di fiscalità locale e diridistribuzione equa delle risorse in gradodi far diminuire l’influenza del mercatoimmobiliare nei processi di pianificazione.Note[1] Allulli M., 2010, Le Politiche Urbane in Italia. Traadattamento e frammentazione, Cittalia – ANCI.Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  21. 21. 20 anche accennare come tutte questeDallurbanistica alla questioni siano vane, come lo sono stateBiourbanistica, dalla città tante acute analisi tentate da Alexander, da Lynch, da Mitscherlich, se non si tien contoallipercittà. di un fatto: la pressoché cecità delluomo doggi verso la qualificazione semantica del suo habitat.”Nuovi significati urbani nel A molti può sembrare azzardato citareparadigma dellinterattività. questo passo per rappresentare la situazione odierna, ma se si riflette a fondodi Matteo Rocca ci si accorge che quelle parole erano a dir poco profetiche. Ci troviamo oggi a parlareAffrontare il tema dellurbanistica oggi è di Biourbanistica, disciplina che vede neluna questione complessa, non solo dal riferimento agli organismi viventi lapunto di vista strutturale ma sopratutto da metafora per rappresentare sistemi urbaniquello culturale, questo molto dotati sempre più di elevati gradi diprobabilmente dipende dalla crisi della entropia. Potrebbe essere quindi “comodo”conoscenza che stiamo attraversando. Crisi pensare che in un sistema altamenteche non è dovuta alla mancanza di disordinato, caratterizzato dal caos, non siinformazioni, ma anzi alla sovrabbondanza è in grado di poter agire sulla componentedi queste nella nostra vita. Viviamo infatti semantica dello spazio, ma questo èin un era in cui le informazioni sono alla sicuramente un atteggiamento sbagliato,portata di tutti ma ancora non abbiamo comprensibile (entro certi limiti) in unastrumenti adeguati per poter compiere società degli anni 70 ma non certo in unascelte consapevoli, non solo in materia società come quella odierna.urbanistica, ma in quasi tutte le attivitàdella nostra vita. È implicito come la Il caro Alexander citato pocanzi avevacondizione di “instabilità culturale” che capito prima di molti altri come,caratterizza sempre più la nostra società considerare la città un sistemastia condizionando la nostra vita e lo spazio dinamicamente complesso, significasseche abitiamo. È un fatto drammatico se ammettere che lorganismo urbano fossevogliamo, ma ancora più drammatica, è la strutturato secondo componenti tra loro inconsiderazione che tali ragionamenti non relazione, in grado di dar luogo processinascano oggi ma hanno origine allinizio che per essere analizzati e lettidegli anni 70 come ricorda Gillo Dorfles: richiedessero strumenti nonché tecniche di controllo innovative. Grazie allevoluzione“la situazione delle nostre città, prima tecnologica la nostra società non si trovadogni altra, costituisce una delle spie più certamente in una condizione di deficit disensibili della condizione di disagio in cui ci potenza di calcolo. Se dunque possediamotroviamo a vivere; è dunque essenziale oggi strumenti in grado di gestire uncercar di porre un rimedio a questa numero elevatissimo di informazioni, qualicondizione attraverso una oculata sono gli elementi che ci lasciano nellaorganizzazione urbanistica. […] una lotta condizione di “cecità”?per la buona urbanistica non ha sensosenza una lotta per una saggia Il discorso a questo punto si amplia, anziorganizzazione ecologica […] ma vorrei per usare un richiamo alla fisica, diventaRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  22. 22. 21altamente complesso, come lo è la natura divulgativi ha permesso di avviare ineditestessa per sua definizione che quindi non forme di coinvolgimento sulle scelte dipuò essere certamente sintetizzata perché pianificazione. Un piano chiaro e diretto,tale operazione rappresenterebbe la trasmesso con un lessico non specialisticonegazione dellorganismo città e che ha concepito soluzioni spazialiriproporrebbe il fallimento già ampiamente comprensibili per la comunità locale.”analizzato del modello razional -comprensivo. È invece paradossale come Ricordano giustamente vari autorisiano complessi gli apparati normativi, che (Bortolotto e Palo): “De Carlo grazie allarischiano, se già non lo hanno fatto, di sperimentazione del concetto di piano –innescare un processo di “sovra processo, cioè la modalità della continuastrutturazione” della materia urbanistica, verifica svolta dagli attori della città nellenonché unaporia normativa, anchessa varie fasi operative, pianifica e organizza ilampiamente discussa negli ultimi anni. Si territorio in stretta connessione con la suacreano effetti e conseguenze facilmente visione sociale dellindividuo e dellepercepibili anche ai non addetti ai lavori. comunità arrivando addirittura ad affermare, anche a fronte di unaSe il paradigma in cui ci troviamo a vivere e complessità crescente, che: nellordine cèad operare è questo, lo stato di cecità la noia frustrante, mentre nel disordine cèpotrebbe essere superato attraverso luso la fantasia esaltante della partecipazione.”consapevole degli strumenti tecnologiciodierni, ma anche grazie ad una presa di Il termine partecipazione è andato molto dicoscienza e unassunzione di moda negli ultimi anni ma difficilmente si èresponsabilità. Ma questi elementi non riusciti ad includere e coinvolgere lesono sufficienti, è necessario prendere una persone allinterno di un processo di piano,ferma presa di posizione, che per certi versi in altre parole non si è riusciti ad interagirein architettura esiste già. Dobbiamo essere con la pianificazione, è ciò risultain grado di spostare il centro delle nostre paradossale, in una società come la nostraanalisi non più sugli oggetti e sulle che continuamente interagisce con gli altriprocedure, quanto sugli attori della scena in tempo reale grazie agli strumentipolitica, economica, urbanistica, informatici.architettonica, sociale, cioè per essereancora più chiari, bisogna mettere al centro Può dunque la città essere consideratadi tutto luomo, e quindi la soggettività. unipercittà, o se vogliamo un ipertesto?Questi che possono sembrare a molti come Sicuramente considerare la città come unconcetti nuovi, in realtà sono analisi che testo, o meglio come un palinsesto, usandofortunatamente alcuni progettisti e una metafora della linguistica strutturale, èurbanisti hanno sviluppato nella loro come noto, un passaggio corretto dal puntoattività, e lo si può capire leggendo e di vista metodologico, ma oggi possiamoosservando un progetto che potremmo accontentarci del semplice testo? È undefinire, senza problemi, un vero e proprio problema notevole di lettura ed“modello” quale il piano regolatore interpretazione dei segni non solo delloGenerale di Urbino. “Con il piano di Urbino spazio fisico che ci circonda, e quindiper la prima volta si parla di una dellambiente già antropizzato, ma anche eparticolare capacità di partecipazione sopratutto di quello che ancora non esiste,collettiva, che attraverso incontri o se esiste, lo è in forma metaforica eRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  23. 23. 22quindi ipertestuale. Se da un lato intuisce governo ma anche e sopratutto comeCorboz: “un testo è una struttura lineare, capacità di confronto e dialogo, si potrebbegerarchizzata allinizio, percettibile di per realizzare nella governance della città, se sisé dai sensi; lipertesto, al contrario, non è utilizzassero gli strumenti di cui già siin sé percettibile attraverso i sensi, non ha dispone per percepire, decodificare,una struttura univoca e imperativa, si proporre visioni di città condivise in gradorecepisce quasi ad libitum. Lipercittà è di innescare processi altamente formativi.unaccumulazione senza regola(apparentemente), è il risultato di una Esistono già da ormai ventanni sistemimoltitudine di scelte, che sono tutte sperimentali che hanno lobiettivo dirazionali, o che aspirano ad esserlo, ma che includere le persone nei processi di piano,obbediscono a delle logiche differenti, in basti pensare a sistemi come i PSS,antagonismo le une con le altre.” Planning Support System, o i PPGIS, Public Participation Geographic InformationScelte che vengono fatte dai singoli, da chi Systems, ovvero sistemi informativila città la abita, la vive, la utilizza, la geografici a supporto di processiconsuma. Arriviamo quindi ad una decisionali spaziali collaborativi. Sistemi diconsiderazione importante, allinterno questo tipo oggi possono essere realizzatidella città esistono delle forze che, con pochi sforzi e poche risorse sfruttandointeragendo con alcuni componenti a pieno le potenzialità di internet e di unadellorganismo urbano, sono in grado serie di strumenti di corredo quali “geo -alterare lo spazio fisico. Ma tali forze tools” in grado di offrire un elevato gradopossono essere sempre maggiori, se di conoscenza del territorio e di poterpensiamo che ciascuno di noi possiede non permettere il dialogo con gli utenti al finetanto una forma ideale di città, quando una di creare pareri condivisi e scenari futuri.referenza, unidea. Se ciò è vero, tutti Pensiamo alle opportunità che in questopossono essere reali “designer” della città, senso offrono le recenti piattaforme cometutti sono in grado di poter dire la loro su quelle dei social network.determinati fenomeni. Questo avviene giàin parte ma in modo non parallelo, senza Bisogna creare relazioni metaforiche,mai congiungersi con la direzione dello creare link che connettano le relazionisviluppo della società, un esempio è dato esistenti nello spazio urbano e della nostradai mezzi di comunicazione utilizzati in vita sociale con “nuove”relazioni. Se oggi èmaniera impropria, cioè quando non si possibile parlare di ipercittà, è perché ilcerca la soluzione ai problemi, ma si vuole vero catalizzatore della crescitasoltanto portare alla luce una critica, dellorganismo urbano è linterattivitàaprendo questioni che risultano poi avere come ricorda Antonino Saggio:un livello di informazione pari a zero, inquanto non generano ne proposte “linterattività è lelemento catalizzatore diprogettuali ne presupposti per la questa fase della ricerca architettonicarisoluzione di problemi. perché al suo interno ricade il sistema di comunicazione contemporaneo basatoAbbiamo oggi le possibilità di poter sulla possibilità di creare metafore e quindipartecipare ai processi pianificatori e forse di navigare prima e di costruire poi sisteminon ci rendiamo conto di questo. Non ci si ipertestuali, perché linterattività pone alrende conto di come la politica, intesa non centro il soggetto invece dellassolutezzasolo come capacità di attuare forme di delloggetto, perché linterattivitàRassegna di Biourbanistica N. 01/2011
  24. 24. 23incorpora la caratteristica fondamentale conduce ad una serie di indicazioni e didei sistemi informatici, cioè la possibilità di giudizi di valore, ma quei problemi ecreare modelli interconnessi e mutabili di questioni per cui non è possibile ilinformazioni continuamente consenso reciproco diventano allora partericonfigurabili, e infine perché del processo discorsivo successivo.”linterattività gioca strutturalmente con iltempo e indica unidea di continua Stiamo parlando di dialogo, di creazione di“riconfigurazione spaziale” che cambia i pareri e sopratutto di capacità di scelta econfini consolidati sino a oggi sia del tempo della considerazione che nella nostrache dello spazio.” società non è più ammesso sbagliare, e quindi, ogni singola alterazione delloAnalizzare il rapporto tra città e politica, o spazio, deve essere apportata con unameglio socio – politica è una questione grandissima responsabilità. Concetti comecruciale nella costruzione della città. La quello dello sviluppo sostenibile, sonoBiourbanistica pone delle questioni di importanti ma posseggono la natura delgrandissimo interesse che nei prossimi loro essere nelle considerazioni fatte fino aanni si svilupperanno con una velocità questo punto. Lo sviluppo sarà sempre piùelevatissima, allo stesso modo sostenibile se lo sarà sopratutto perdellaumento della complessità dei sistemi luomo, nel momento in cui esso sarà inurbani. Ma in tutto questo “magma” di grado di comprendere quali saranno i suoiinformazioni lelemento fondamentale è reali bisogni e le sue reali necessità. Insempre luomo, che deve poter partecipare questo modo si potrà abbandonare inalla semantizzazione del suo habitat per senso positivo la parola Urbanistica perpoter uscire dalla condizione di spettatore potenziarla con luso della parolapassivo (la “cecità” di cui si accennava Biourbanistica con lauspicio di poterallinizio dellarticolo) di un cambiamento parlare e scrivere più di concetti culturali,regolato da altre dinamiche. che di norme e decreti che sicuramente regolano comportamenti, ma che spessoLuomo diventa non solo interprete ma sono avulsi dalle dinamiche sociali e dallaanche attento osservatore e valutatore. Nel velocità di trasformazione degli essericoncetto di Biourbanistica è insito quello di viventi.partecipazione e quindi anche quello divalutazione, o meglio di autovalutazione Bibliografiadelle scelte effettuate da parte degli Alexander C., Notes sulla sintesi della forma, Ilinterpreti del processo di pianificazione. La Saggiatore, Milano, 1967;Biourbanistica può essere lelemento in Bortolotto S. e M. C. Palo, Per unurbanistica “civile”:grado di rendere concreto il concetto della Giancarlo de Carlo e il Piano Regolatore Generale dipianificazione comunicativa intendendola Urbino, 1958 – 1964, in Per una storia del restaurocome correttamente fa Khakee: urbano di Giambruno M.C.; Campagna M., Le tecnologie dellinformazione“la valutazione diventa una questione non spaziale per il governo dei processi insediativi,solo di efficacia e legittimità ma anche di Franco Angeli, Milano, 2004;integrità e comprensione reciproca. La Corboz A., Lipercittà, in Urbanistica 103, 1994;valutazione stessa diventa una forma di Dorfles G., Dal significato alle scelte, Einaudi, Torino,discorso interattivo dove tutti i soggetti 1973;coinvolti possono spiegare i loro valori, i Farinella R., La città tra urbanistica e paesaggio, inloro problemi e le loro preoccupazioni. Ciò Paesaggio Urbano 5/6, 2000;Rassegna di Biourbanistica N. 01/2011

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