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Roberto Pinton - AssoBio

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Intervento al Teatro della terra in Expo 2015 il 29 settembre 2015 nel Convegno Internazionale "IL CONTRIBUTO DELLA BIOAGRICOLTURA
ALL’ISTRUZIONE E ALLA FORMAZIONE PROFESSIONALE"

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Roberto Pinton - AssoBio

  1. 1. 54 DELLE MAGGIORI IMPRESE ITALIANE NEI COMPARTI DELLA TRASFORMAZIONE, DISTRIBUZIONE E RETAIL DI PRODOTTI BIOLOGICI
  2. 2. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Roberto Pinton
  3. 3. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Short and Long Term Effects of Maternal-Fetal and Infant Nutrition Castel Ivano, Trento, Italy – 1988 I livelli di assunzione di determinati nutrienti programmano l’organismo a una serie di risposte metaboliche non evidenti al momento, ma identificabili a distanza di tempo. Un’alimentazione inappropriata da un punto di vista quantitativo e/o qualitativo porta allo sviluppo di patologie cronico- degenerative a distanza di decenni. La nutrizione pediatrica ha tra gli scopi primari migliorare la qualità di vita del bambino per prevenire le malattie endocrino- metaboliche dell’adulto.
  4. 4. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Rapporto “Pesticides in the Diets of Infants and Children” National research council Usa (1993) I residui tollerati per legge negli alimenti sono calcolati sulla base di un “adulto medio” teorico di 60 kg, senza valutazioni in termini di sicurezza per l’età e per le specifiche caratteristiche metaboliche dei bambini, per il fatto che in proporzione al peso corporeo assumono molto più cibo di un adulto e sono a maggior rischio di accumulo di contaminanti tossici.
  5. 5. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare OMS, 2005 "In quanto soggetti in via di sviluppo i bambini sono particolarmente vulnerabili all'impatto dell'inquinamento: la loro capacità di respirare, mangiare e bere più degli adulti rispetto alla loro massa corporea, fa sì che ingeriscano in maggior misura sostanze potenzialmente tossiche”
  6. 6. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare “Chemical trespass: pesticides in our bodies and accountability”, Center for disease control, 2004 Maggior presenza di antiparassitari in donne e bambini. "I bambini sono i più vulnerabili, e sono esposti ai maggiori livelli di organofosfati, deleteri per il sistema nervoso”; nella fascia d’età tra i 6 e gli 11 anni l’esposizione agli organofosforati è 4 volte superiore a quella ritenuta “accettabile” dall’Agenzia statunitense per la protezione ambientale.
  7. 7. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare LEGGE 23 dicembre 1999, n.488 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato Titolo IV – Interventi per lo sviluppo Capo I – Disposizioni per agevolare lo sviluppo dell’economia e dell’occupazione Art. 59 (Sviluppo dell'agricoltura biologica e di qualità) 4. Per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche ed ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l'utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta, tenendo conto delle linee guida e delle altre raccomandazioni dell'Istituto nazionale della nutrizione. Gli appalti pubblici di servizi relativi alla ristorazione delle istituzioni suddette sono aggiudicati ai sensi dell'articolo 23, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.157, e successive modificazioni, attribuendo valore preminente all'elemento relativo alla qualità dei prodotti agricoli offerti.
  8. 8. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Tribunale amministrativo regionale della Sardegna sentenza n. 2282/2000 (pubblicata il 6 febbraio 2001) «Malgrado la copiosa documentazione prodotta da parte resistente a sostegno di una interpretazione in senso tecnico e restrittivo, non appare convincente ritenere che il legislatore abbia inteso riferire la portata di una norma di tutela di beni di rilevanza primaria (qualità dei pasti dei bambini e dei malati) a fattispecie residuali, numericamente assai poco significative (anche sotto il più generale profilo dell’incentivazione dello sviluppo di una “produzione agricola di qualità ed ecocompatibile” secondo le previsioni del 1° comma dello stesso art. 59). Appare viceversa conforme alla ratio ispiratrice della norma, volta a consentire a categorie particolarmente meritevoli di cura di beneficiare di cibi di prima qualità, ritenere che la disposizione in questione debba trovare la massima applicazione possibile, interpretando la locuzione “Istituzioni pubbliche” nel senso di ricomprendere non solo le Pubbliche Amministrazioni tradizionali ma anche tutti gli organismi pubblici, comunque denominati, erogatori del medesimo servizio»
  9. 9. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Tribunale amministrativo regionale della Puglia, II sezione di Lecce sentenza 27 febbraio 2001 “Si deve osservare che la generalità e la tassatività del dovere delle amministrazioni di prevedere l’utilizzazione, nelle mense scolastiche ed ospedaliere, dei prodotti in questione mal si concilia con un determinato rilievo economico del servizio da affidare in appalto. Sotto il profilo del ‘buon senso comune’, poi, non è giustificabile che l’utilizzazione di determinati prodotti in mense destinate a soggetti che si trovano in età o situazioni della vita particolarmente delicate sia assicurata o meno a seconda che l’ammontare economico del servizio superi o meno una certa entità”.
  10. 10. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Tribunale amministrativo regionale per il Friuli Venezia Giulia sentenza n. 412/2004 (pubblicata il 17 luglio 2004) “È chiaro e inequivocabile il significato della norma violata (…) Tale obbligo è oggettivamente esteso ai “servizi relativi alla ristorazione” da esso gestiti, sia che pertengano ad istituzioni scolastiche vere e proprie sia a quelle affini non scolastiche (asili nido, centri estivi) e cioè a tutti i servizi, che siano strumentali o accessori alla somministrazione di pasti - e senza i quali essa non potrebbe avvenire - in cui consiste la ristorazione, che fa carico al Comune”. Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, seconda sezione di Lecce sentenza n. 319/2005 (pubblicata il 2 aprile 2005) «L’utilizzo quotidiano di prodotti biologici, tipici e tradizionali è un obbligo anche a carico delle amministrazioni che gestiscono mense per anziani e non solo alle mense scolastiche ed ospedaliere. Ogni interpretazione diversa “è assolutamente formalistica”.
  11. 11. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Tar Puglia, sede di Bari, sezione I sentenza 610/06 dell’8 giugno 2005 “Il criterio del massimo ribasso è pienamente legittimo quando sia comunque garantita, attraverso le minuziose prescrizioni della lex specialis e del capitolato, come nel caso di specie, la qualità dei prodotti alimentari e la loro conformità ai metodi dell’agricoltura biologica”.
  12. 12. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE COLLETTIVA E LA FORNITURA DI DERRATE ALIMENTARI
  13. 13. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare 5.3 SPECIFICHE TECNICHE DI BASE 5.3.1 Produzione degli alimenti e delle bevande - Frutta, verdure e ortaggi, legumi, cereali, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farina, patate, polenta, pomodori e prodotti trasformati, formaggio, latte UHT, yogurt, uova, olio extravergine devono provenire per almeno il 40% espresso in percentuale di peso sul totale, da produzione biologica in accordo con i regolamenti (CE) 834/2007/CE e relativi regolamenti attuativi -Carne deve provenire, per almeno il 15% in peso sul totale, da produzione biologica in accordo con i Regolamenti (CE) n. 834/07 e relativi regolamenti attuativi - Pesce deve provenire, per almeno il 20%, espresso in percentuale di peso sul totale, da acquacoltura biologica, in accordo con i Regolamenti (CE) n. 834/07 e relativi regolamenti attuativi (tra i quali il Regolamento 710/2009 che riguarda l'introduzione di modalità di applicazione relative alla produzione di animali e di alghe marine dell'acquacoltura biologica) o pesca sostenibile (rispettando i criteri della certificazione MSC - Marine Stewardship Council od equivalenti).
  14. 14. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Questo documento è parte integrante del Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione , di seguito PAN GPP1 ed inoltre tiene conto di quanto proposto nelle Comunicazioni su Consumo e Produzione Sostenibile (COM (2008) 397) e sul GPP (COM (2008) 400), adottate dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea. In relazione a quanto indicato al punto 4.2 “obiettivo nazionale” del PAN GPP e nella Comunicazione COM (2008) 400 al par. 5.1, l’obiettivo proposto è di raggiungere entro il 2011, la quota del 50% di appalti verdi sul totale degli appalti aggiudicati per tale categoria di affidamenti e forniture. Tale percentuale verrà valutata sia sulla base del numero che del valore totale degli stessi. Così come previsto dal PAN GPP, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto sarà monitorata dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici attraverso il Sistema informativo di Monitoraggio Gare (SIMOG).
  15. 15. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  16. 16. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare LEGGE 8 novembre 2013, n. 128 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, recante misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca. Art. 4 - Tutela della salute nelle scuole 5-quater. Nei bandi delle gare d'appalto per l'affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica e di fornitura di alimenti e prodotti agroalimentari agli asili nido, alle scuole dell'infanzia, alle scuole primarie, alle scuole secondarie di primo e di secondo grado e alle altre strutture pubbliche che abbiano come utenti bambini e giovani fino a diciotto anni di età, i relativi soggetti appaltanti devono prevedere che sia garantita un'adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica…
  17. 17. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare LEGGE 8 novembre 2013, n. 128 «…nonchè l'attribuzione di un punteggio per le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato «dieta mediterranea», consistente in un'alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca, verdure crude e cotte e legumi, nonchè pesce, olio extra-vergine d'oliva, uova, latte e yogurt, con una limitazione nel consumo di carni rosse e zuccheri semplici. I suddetti bandi prevedono altresì un'adeguata quota di prodotti per soddisfare le richieste di alimenti per coloro che sono affetti da celiachia».
  18. 18. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare NELLA VITA REALE: I CAPITOLATI - 1 - (2014): «I seguenti prodotti, per i pasti confezionati per tutte le scuole, dovranno essere esclusivamente di origine biologica rispondendo a quanto indicato nel reg. CEE n. 2092/91 e sue modifiche ed integrazioni e nel D.Lgs. n. 220/95: • pasta di semola di grano duro priva di additivi; • passata di pomodoro. Conformemente a quanto previsto dall’art. 4, comma 5-quater, del Decreto legge 12.9.2013 nr. 104 convertito, con modificazioni, in legge 08.11.2013 nr. 128 deve essere garantita un'adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica».
  19. 19. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare NELLA VITA REALE: I CAPITOLATI - 2 - (2014): «In ogni caso le materie prime ed i prodotti finiti, utilizzati per la produzione dei pasti, dovranno essere di 1° qualità sia dal punto di vista igienico che merceologico ed essere corrispondenti a tutte le normative vigenti, comprese quelle sul confezionamento e l’etichettatura (in particolare D.Lgs. n.109/1992). La scelta deve essere orientata preferibilmente verso i prodotti freschi e locali e comunque con caratteri organolettici specifici dell’alimento (aspetto, colore, odore, sapore, consistenza ecc.). In ogni caso sono preferiti prodotti privi di qualsiasi additivo. E’ espressamente vietato l’impiego di derrate alimentari contenenti prodotti derivanti da organismi geneticamente modificati».
  20. 20. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare NELLA VITA REALE: I CAPITOLATI - 3 - (2014): «QUALITA’ DEGLI ALIMENTI E TECNICHE DI PREPARAZIONE Gli alimenti dovranno essere freschi e di prima qualità. E’ consentito l’impiego di cibi surgelati; fra i congelati, l’uso della sola carne, purché venga garantita la catena del freddo. La verdura e la frutta fresca (mai in scatola eccetto i pomodori pelati) dovranno essere di stagione. Le carni bianche e rosse (a eccezione del vitello per il rischio di possibili trattamenti con estrogeni) dovranno appartenere a tagli magri. I condimenti da usare dovranno essere di origine vegetale: olio di oliva (possibilmente extravergine), olio di mais o girasole o arachidi; mai oli di semi vari» (segue)
  21. 21. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare NELLA VITA REALE: I CAPITOLATI - 3 - (2014): «QUALITA’ DEGLI ALIMENTI E TECNICHE DI PREPARAZIONE «…Non usare grassi di origine animale (burro, strutto, lardo) né margarine. I condimenti andranno sempre aggiunti a fine cottura. I fritti, usando preferibilmente olio di oliva o di arachidi, dovranno essere limitati a un massimo di due volte al mese. Saranno da preferire le cotture a vapore, al forno, alla piastra. Sarà evitato l’uso di brodi concentrati (dadi); si potranno usare ingredienti aromatici: aglio, cipolla, prezzemolo, salvia, basilico, rosmarino, ecc.. Le creme e i brodi dovranno essere cucinati con uova, farina, zucchero, latte e non prodotti industrialmente».
  22. 22. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  23. 23. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  24. 24. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  25. 25. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  26. 26. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare 50 g pasta, 50 g passata, 40 g manzo, 5 g parmigiano reggiano, 5 g carota, 40 g finocchio, 10 ml olio extra vergine, sale Costo 100% derrate bio EUR 0,79 0,79 EUR
  27. 27. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Obiettivi e contenuti Prendendo spunto da problemi relativi alla loro vita di ogni giorno gli alunni saranno sollecitati a intraprendere attività di indagine al fine di acquisire conoscenze di base relative: agli esseri viventi, ivi compreso l'uomo, loro strutture e funzioni, nonché loro interazioni e rapporti con l'ambiente; al mantenimento e alla difesa della salute; alla Terra e al suo posto nell'Universo; alla gestione delle risorse naturali; ai materiali e alle loro caratteristiche.
  28. 28. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare • Fenomeni fisici e chimici • Ambienti e cicli naturali Si porrà particolare attenzione alle catene alimentari; ai rapporti di predazione e alle difese; all'adattamento all'ambiente per la sopravvivenza, e alla riproduzione. Si procederà all'osservazione e ricostruzione in schemi dei grandi cicli ambientali: le piante e la luce, l'aria, l'acqua, il terreno; i rapporti tra animali e piante; produttori, consumatori, decompositori. • Organismi: piante, animali, uomo Si prenderà inoltre in considerazione come i diversi organismi siano adatti ai differenti ambienti, attraverso forme simili o diverse di risposta ai bisogni fondamentali della vita, non solo a livello di strutture e funzioni, ma anche di comportamento.
  29. 29. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare • Organismi: piante, animali, uomo La raccolta dei dati sulle abitudini alimentari, il confronto dei dati sulle diete con i fabbisogni in fattori nutrienti per le varie età, la caratterizzazione dei cibi in base ai principi nutritivi che contengono, ecc. saranno alla base di indicazioni di educazione alla salute che comprenderanno anche norme igieniche, identificazione di fattori nocivi, ecc.
  30. 30. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare • Uomo – Natura Dal punto di vista naturalistico le attività prevederanno soprattutto: osservazioni sulle modificazioni indotte nel paesaggio, in particolare della regione, dalle pratiche agricole e da altri interventi dell'uomo; osservazioni e raccolte di dati sugli effetti degli insediamenti umani e delle attività industriali sull'ambiente naturale; individuazione di fenomeni nocivi e pericoli presenti nell'ambiente umano e indicazione di esempi di prevenzione; raccolte di informazioni sulle possibilità offerte dalla tecnologia per la tutela dell'ambiente e per la previsione, la prevenzione e gli interventi relativi alle calamità naturali. La consapevolezza dei vantaggi e degli svantaggi che ogni intervento umano comporta deve maturare un atteggiamento positivo di rispetto dell'ambiente che non dovrà comunque essere confusa con uno sterile rifiuto del progresso tecnologico
  31. 31. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare QUANTE SCUOLE IN ITALIA? Scuola dell‘infanzia 29.351 Scuola primaria 20.207 Scuola secondaria di primo grado 8.093 Tot.57.651 ORTI SCOLASTICI. QUANTI? Circa 430 promossi da Slow Food. Autonomi: mai censiti
  32. 32. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare
  33. 33. Cultura alimentare: mense scolastiche e educazione alimentare Grazie per l’attenzione

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