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Il Parco Agricolo di Prato: un processo dal basso              per lo sviluppo locale                             David Fa...
L’area agricola di Prato nel contesto del parco della piana promosso dalla Regione
I comuni interessati dal parco della piana
Il comune di Prato e l’uso del           suolo
Il progetto per il parco agricolo di Prato: una azione                        progettuale dal basso• 2007. Nel contesto di...
Un modello di riferimento perl’azione sul Parco Agricolo di Prato      (fonte Terres en Villes, 2008)
Potenzialità e problemi di rigenerazione
L’area ovest: vista verso il, MontalbanoL’area est: l’argine dello Iolo Bardena e vista verso il Montalbano
La piana a est: verso il MontalbanoLa piana ad ovest: vista verso nord, i Monti della Calvana
Criticità paesistico-ambientali
Vivaismo in vasetteria
Il patrimonio rurale
Il patrimonio storico culturale
Comune di Prato, andamento imprese agricole (v.a. e percentuale) iscritte CCIAA(fonte ns. elaborazione su dati CCIAA Prato...
La progettualitàSociale: il censimentodelle aziende
Parco Agricolo di Prato: progettualità sociale e sviluppo integrato locale
Le reti dei servizi per il parco
Le potenzialità della filiera corta
Biomasse                                  Fasce boscate Zone umide                             Laghi di prima pioggiaStrad...
Lo scenario per il parco agricolo: la matrice agroambientale
Lo scenario strategico del Parco Agricolo nel Piano Strutturale di Prato
Le attività in corso 2011-12•   Nov. 2011, Seminario di approfondimento sul Parco della Piana nel    quadro degli scenari ...
Il progetto pilota per il         percorso ciclo     -pedonale S.Giorgio a       Colonica-Cascine di             TavolaIl ...
Città etrusca di Gonfienti     Fattoria medicea di Cascine di Tavola                                             St.Giorgi...
Il progetto per il parco della Piana: la rete della mobilità lenta
Temi ed obiettivi strategici del progetto pilota•    Connettere la parte est della frangia urbana di Prato con la Fattoria...
Il progetto pilota: quali obiettivi specifici• Connessione e raccordo del sistema fruitivo pratese con  quello del parco d...
Il progetto pilota: azioni intraprese• Studio ed inquadramento conoscitivo sull’area (uso del  suolo, patrimonio storico e...
Principali partner del progetto pilota• Amministrazioni pubbliche: Regione Toscana,  Provincia di Prato, Comune di Prato• ...
Le attività per il coinvolgimento degli attori locali                           2011/2012• Definizione del quadro della st...
La gora bandita verso nord                             Una agricoltura ancora attiva
Problematiche di riqualificazione idraulica
Il patrimonio rurale
L’area medicea di Cascine di Tavola
Elementi di analisi del territorio
Area di progetto: individuazione degli elementi del patrimonio territoriale ed                              agro ambientale
La charrette: Il confronto con gli agricoltori
Area Progetto: Nodi e reti. Percorsi di mobilità dolce e principali aziende e                             strutture intere...
Visione strategica e prime    esplorazioni     progettualiagro paesaggistiche     La porta del parco:     Podere regno di ...
La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0:obiettivi del progetto• Contribuire al mantenimento delle aziende agricole...
La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0• Un progetto partecipato che nasce “dal basso” con il  coinvolgimento di 5...
La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0:sviluppo del del progetto dopo la fase pilota• Consolidare la filiera in f...
Problematiche/ambiti di lavoro aperti• Difficoltà di integrazione fra le politiche e competenze dei  diversi livelli ammin...
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Prato Agricultural Park: a bottom-up process for local development

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Il Parco Agricolo di Prato: un processo dal basso per lo sviluppo locale

  1. 1. Il Parco Agricolo di Prato: un processo dal basso per lo sviluppo locale David Fanfani Associazione Parco Agricolo di Prato Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio, Università di Firenze Seminario Biodiversità agricola nei parchi naturali. Uso sostenibile:esperienze a confronto Biocentro Villa Pertusati Rosignano Marittimo , 9 Novembre 2012
  2. 2. L’area agricola di Prato nel contesto del parco della piana promosso dalla Regione
  3. 3. I comuni interessati dal parco della piana
  4. 4. Il comune di Prato e l’uso del suolo
  5. 5. Il progetto per il parco agricolo di Prato: una azione progettuale dal basso• 2007. Nel contesto di un lavoro di ricerca/azione promosso dall’Università si costituisce un primo “forum” di attori locali per la promozione del Parco Agricolo di Prato (Ass.ni di categoria, Culturali e sociali, Circ. Sud, soggetti tecnico/scientifici)• Il forum avvia una prima fase di promozione e sensibilizzazione sul tema del valore e potenzialità dell’agricoltura periurbana;• 2010. Il forum si formalizza come Associazione (di associazioni, 15) , integrata da un Comitato Tecnico/Scientifico e da una Consulta degli operatori agro alimentari
  6. 6. Un modello di riferimento perl’azione sul Parco Agricolo di Prato (fonte Terres en Villes, 2008)
  7. 7. Potenzialità e problemi di rigenerazione
  8. 8. L’area ovest: vista verso il, MontalbanoL’area est: l’argine dello Iolo Bardena e vista verso il Montalbano
  9. 9. La piana a est: verso il MontalbanoLa piana ad ovest: vista verso nord, i Monti della Calvana
  10. 10. Criticità paesistico-ambientali
  11. 11. Vivaismo in vasetteria
  12. 12. Il patrimonio rurale
  13. 13. Il patrimonio storico culturale
  14. 14. Comune di Prato, andamento imprese agricole (v.a. e percentuale) iscritte CCIAA(fonte ns. elaborazione su dati CCIAA Prato)Iscrizioni alle tre associazioni agricole di categoria presenti in Provincia e Comune di Prato, agg. anno 2008.(fonte CIA, Coldiretti e UPA).
  15. 15. La progettualitàSociale: il censimentodelle aziende
  16. 16. Parco Agricolo di Prato: progettualità sociale e sviluppo integrato locale
  17. 17. Le reti dei servizi per il parco
  18. 18. Le potenzialità della filiera corta
  19. 19. Biomasse Fasce boscate Zone umide Laghi di prima pioggiaStrada parco Fitodepurazione Sentieri Vegetazione Siepi ripariale Le scenario ambientale
  20. 20. Lo scenario per il parco agricolo: la matrice agroambientale
  21. 21. Lo scenario strategico del Parco Agricolo nel Piano Strutturale di Prato
  22. 22. Le attività in corso 2011-12• Nov. 2011, Seminario di approfondimento sul Parco della Piana nel quadro degli scenari per l’agricoltura locale, e delle buone pratiche in corso;• Attività di costruzione di un “disciplinare di produzione partecipato” con gli operatori di qualità territoriale e di promozione della biodiversità;• Collaborazione con agricoltori e amministrazioni locali per progetto pilota di ricostruzione di filiere cerealicole locali (pane e pasta. La “bozza di Prato”) ed in particolare di cultivar tradizionali (es. gentile rosso, senatore cappelli, verna,etc): filiera del pane “GranPrato” a km 0;• Progetto pilota per la realizzazione di un percorso ciclo pedonale in area agricola per riconnettere l’area sud/est con il parco pubblico di Cascine di Tavola, come dorsale per riattivare economie legate alle produzioni agricole e ai beni culturali (con Comune di Prato e Regione, Progetto Interreg IV C)
  23. 23. Il progetto pilota per il percorso ciclo -pedonale S.Giorgio a Colonica-Cascine di TavolaIl nuovo percorso nel territoriodel comune di Prato
  24. 24. Città etrusca di Gonfienti Fattoria medicea di Cascine di Tavola St.Giorgio/St.Maria a colonicaIl progetto pilota nel contesto del Parco della PIana
  25. 25. Il progetto per il parco della Piana: la rete della mobilità lenta
  26. 26. Temi ed obiettivi strategici del progetto pilota• Connettere la parte est della frangia urbana di Prato con la Fattoria medicea di cascine di Tavola e, più a nord con la città etrusca di Gonfienti• Rendere accessibile al pubblico, con modalità di percorso “dolce”,l’area agricola di pianura di maggior pregio del territorio di Prato• Rafforzare e promuovere i valori storico/culturali ed agricoli, sostenendo attività e servizi per il pubblico (es. visite guidate, acquisto diretto dei prodotti agricoli, ospitalità rurale, agricoltura sociale, etc)• Sostenere, con i vari partners e stakeholders, la promozione di una agricoltura fondata su buone pratiche agronomiche, per produzioni di qualità e diversificate e per il miglioramento dell’ambiente e del paesaggio rurale.
  27. 27. Il progetto pilota: quali obiettivi specifici• Connessione e raccordo del sistema fruitivo pratese con quello del parco della piana e dei comuni adiacenti;• Messa in valore e rigenerazione di un’area agricola di alto interesse agronomico/produttivo , ambientale e storico culturale;• Costituzione di un percorso lento come «infrastruttura verde» cui ancorare un più vasto sistema di connessioni, risorse e funzioni per sviluppare l’identità economica e paesaggistica del parco agricolo;• Avvio di un percorso di progettazione condivisa con le istituzioni locali, gli attori economici ed associativi e, in particolare, gli agricoltori;• Promuovere il coordinamento e l’integrazione di politiche locali e di settore
  28. 28. Il progetto pilota: azioni intraprese• Studio ed inquadramento conoscitivo sull’area (uso del suolo, patrimonio storico ed ambientale, criticità);• Approfondimento delle caratteristiche agricole dell’area e delle modoalità di conduzione (assetti proprietari, tipi di contratto d’uso, )• Questionari ed interviste qualitative con alcune aziende campione ;• Sviluppo di una prima visione progettuale;• Charrette di studio e progettuale con i peer partners del Progetto Periurban Parks e con gli esperti dei comuni della piana e confronto con agricoltori;• Workshop di scambio e co-progettazione per l’area pilota con gli attori ed istituzionali locali e della piana: Comune di Prato, Urban center
  29. 29. Principali partner del progetto pilota• Amministrazioni pubbliche: Regione Toscana, Provincia di Prato, Comune di Prato• Società di servizio pubblico: Autorità di bacino, Genio Civile, Consorzio di Bonifica, Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali ;• Università di Firenze (Facoltà di Agraria, Architettura e Ingegneria Civile) ;• Associazioni agricole di categoria ;• Agricoltori e proprietari delle aree.
  30. 30. Le attività per il coinvolgimento degli attori locali 2011/2012• Definizione del quadro della struttura proprietaria e delle modalità di conduzione agricola ;• Ricostruzione delle caratteristiche agricole e territoriali ante “rivoluzione verde”;• Interviste con agricoltori residenti ed abitanti per cogliere le propensioni al cambiamento e le opinioni rispetto agli orientamenti progettuali;• Costruzione di forum o workshop di co-progettazione per la ridefinizione del progetto e per la individuazione di obiettivi condivisi;• Individuazione delle azioni prioritarie e dei possibili supporti economici
  31. 31. La gora bandita verso nord Una agricoltura ancora attiva
  32. 32. Problematiche di riqualificazione idraulica
  33. 33. Il patrimonio rurale
  34. 34. L’area medicea di Cascine di Tavola
  35. 35. Elementi di analisi del territorio
  36. 36. Area di progetto: individuazione degli elementi del patrimonio territoriale ed agro ambientale
  37. 37. La charrette: Il confronto con gli agricoltori
  38. 38. Area Progetto: Nodi e reti. Percorsi di mobilità dolce e principali aziende e strutture interessate dal progetto pilota Aziende agricole (10) Ospitalità rurale e vendita diretta S.Giorgio a Colonica: Riorganizzazione produttiva Nuova porta e servizi per il parco multifunzionaleCascine di Tavola:Recupero di aree pubbliche per Studio di un progetto agro Nuovo sentiero ciclo pedonaleazienda agricola sperimentale e paesaggistico di dettaglio principale connessioni con lerecupero del paesaggio agrario su di aziende agricole e gli edifici distorico una azienda pilota pregio circostanti
  39. 39. Visione strategica e prime esplorazioni progettualiagro paesaggistiche La porta del parco: Podere regno di Sotto a S.Giorgio Assetti agrari Pluriproduttivi e Rigeneraizone del Paesaggio: Le aziende Ceri e Colzi
  40. 40. La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0:obiettivi del progetto• Contribuire al mantenimento delle aziende agricole remunerando adeguatamente le produzioni e sganciandole dal mercato globale;• Mantenere una specificità e tipicità produttiva agroalimentare del luogo;• Orientare verso una agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale e verso la pluri produttività legata alle buone pratiche agronomiche le aziende locali;• Adottare un approccio incrementale nella consapevolezza che non si può modificare in poco tempo l’impostazione colturale ed aziendale di molte imprese agricole;• Realizzare un prodotto che valorizzi le competenze locali e responsabilizzi il consumatore rispetto all’importanza dell’agricoltura anche come produttrice di servizi e beni pubblici;
  41. 41. La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0• Un progetto partecipato che nasce “dal basso” con il coinvolgimento di 5 aziende agricole (circa 500ha), 2 Molini , 4 forni più due ulteriori punti vendita;• È avviato nel Luglio 2011 dalla associazione Parco Agricolo di Prato, con il comitato tecnico scientifico e la Consulta degli operatori agroalimentari della Associazione;• Il progetto è definito in forma condivisa con gli stakholders, attraverso riunioni di confronto e verifica;• Nel settembre 2012 parte la fase pilota di vendita del Pane prodotto con grano di Prato e trasformato in farina tipo 1 e pane prodotto con lievito madre a lievitazione naturale;• I consumatori sono attratti e soddisfatti dal prodotto: al momento si vendono circa 500 kg di pane Gran Prato la settimana;
  42. 42. La filiera del pane di Prato “GranPrato” a km 0:sviluppo del del progetto dopo la fase pilota• Consolidare la filiera in forma strutturata con il concorso delle associazioni agricole di categoria CIA e Coldiretti ed artigiane coinvolte (CIA, Coldiretti, Confartigianato);• Varare l’accordo di filiera incentrato sul disciplinare agricolo e di panificazione;• Ampliare la vendita del prodotto anche a punti vendita attraverso la definizione di misure che garantiscano il consumatore (p.e. realizzazione di un timbro per il pane);• Ampliare il numero degli agricoltori coinvolti ed inserire anche una parte di coltivazione di grani tradizionali (o antichi) con pratiche di tipo biologico o biodinamico.,
  43. 43. Problematiche/ambiti di lavoro aperti• Difficoltà di integrazione fra le politiche e competenze dei diversi livelli amministrativi;• Superare la (sempre meno) diffusa visione “marginale” del ruolo dell’agricoltura;• Superare l’atteggiamento di scoraggiamento di molti agricoltori e sviluppare un processo di empowerment e “progettualità attiva”;• Garantire finalmente una adeguata stabilità e tutela delle aree agricole, sia da usi urbani che da pressioni dell’insediamento;• Fondamentale agire su tre “registri”: regolativo (usi del suolo e fiscalità), pianificazione integrata urbano-rurale; governance strategica “dal basso” per visioni condivise.

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