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Lavoro sul riciclo plastica quinta a Jole Orsini 15/16

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Plastigiocando: itinerario giocoso di conoscenza della plastica e riutilizzo creativo. Classe quinta A Jole Orsini 2015/16.

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Lavoro sul riciclo plastica quinta a Jole Orsini 15/16

  1. 1. Le risposte del signor Gianfranco 1- Nel decennio 1960-1970, la raccolta differenziata non si faceva. All’interno della cinta muraria di Amelia, tuttavia, vi erano dei contenitori di ferro nei quali coloro che abitavano nella parte vecchia del paese gettavano l’immondizia. Un operatore ecologico, munito di un carrettino a mano, rovesciava i rifiuti nei secchi di ferro, fissati sul suo mezzo di trasporto. La spazzatura veniva quindi riversata in un camioncino e trasportata a Pentima, una località situata vicino Terni. Qui, alcuni operai la convogliavano in una discarica che accoglieva qualsiasi tipo di pattume. A Terni, invece, il netturbino guidava una bicicletta alla quale erano applicati due fusti, contenenti l’immondizia raccolta. 2- Sì, moltissima. Un tempo, infatti, la pasta veniva venduta a peso e messa in un involucro di carta; non c’erano,quindi, le confezioni di plastica nelle quali la troviamo oggi. I contenitori dei detersivi erano di cartone, come quelli dell’orzo. Anche la cartella di un bambino era di cartone, mentre l’astuccio, di legno. L’acqua, che veniva presa dalle sorgenti, si inseriva in brocche di terracotta. I giocattoli erano fatti di lamiera, cartone o stoffa. Si dormiva su pagliericci riempiti con foglie di granturco. Successivamente, si diffuse la figura del materassaio, che realizzava materassi in lana di pecora. Per riscaldarsi, si usava la legna che alimentava il camino o la stufa. Poiché nelle altre stanze il riscaldamento non c’era, alla sera uno scaldino riempito di brace si passava sul lenzuolo, che veniva pervaso da un piacevole tepore.
  2. 2. 3- Dapprima con un carrettino, poi con un camioncino. 4- La plastica ha fatto il suo ingresso intorno al 1965. 5- Credo che la domanda dovrebbe essere posta al contrario, ovvero cosa c’è nei rifiuti di oggi che un tempo era impossibile trovare, dato che si produceva una quantità esigua d’immondizia. Tuttavia, frugando nella mia memoria, ho trovato i dischi in vinile. Si tratta di un supporto in uso negli anni settanta, sul quale era registrata la musica. 6- A scuola c’era soltanto un cestino, posto dietro la lavagna. 7- No. La decima o la ventesima parte. 8- Il concime era costituito soltanto dal letame che rendeva fertili gli orti ed i campi. 9- Non si faceva la raccolta differenziata per le pile, ma si gettavano insieme agli altri rifiuti. 10- La carta si bruciava nel fuoco del camino. 11- Negli anni sessanta, non c’era ancora il Tetra Pak. I proprietari delle mucche mungevano il latte e lo mettevano in un contenitore di alluminio. Essi, poi, si recavano in paese a venderlo porta a porta. Se ne acquistava, di solito, un quarto o mezzo litro, che la massaia faceva bollire, al fine di eliminarne i batteri. Nel decennio successivo, si cominciò a trovare il latte nei negozi di generi alimentari. 12- No, non esisteva. 13- In campagna, i panni si lavavano nelle fontane, mentre in paese nei lavatoi pubblici, come quello situato in via Nocicchia. 14- Sì, c’erano quelli in polvere. Mia madre, tuttavia, lavava i panni cospargendoli di cenere.
  3. 3. Il problema dei rifiuti sta diventando una questione sempre più rilevante. La crescita dei consumi, l’urbanizzazione e lo sviluppo economico degli ultimi decenni hanno, da un lato, determinato un diffuso incremento nella produzione di rifiuti,e dall’altro ridotto le zone disabitate in cui trattare o depositare gli stessi . Basti pensare che solo cinquanta anni fa, nelle città,ogni abitante produceva circa 200 grammi di rifiuti al giorno,mentre oggi la produzione è di circa un chilo e mezzo di rifiuti al giorno per abitante, oltre una mezza tonnellata all’anno,con una tendenza a una continua crescita.
  4. 4. I rifiuti vengono classificati in base alla loro origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali. I rifiuti vengono,inoltre,suddivisi in base alla loro pericolosità in pericolosi e non pericolosi. RIFIUTI URBANI: • Rifiuti domestici provenienti dalle abitazioni • Rifiuti giacenti su strade e aree pubbliche,spiagge di laghi e mari e rive dei fiumi; • Resti di vegetali provenienti dai giardini e aree verdi. RIFIUTI SPECIALI: • Rifiuti derivanti da lavorazioni industriali ,attività agricole ,artigianali ,commerciali e da servizi. ; • Rifiuti ospedalieri; • Materiali provenienti da scavi, demolizioni e costruzioni; • Macchinari e apparecchiature dismessi; • Veicoli motori e loro parti. RIFIUTI PERICOLOSI: • Rifiuti che contengono sostanze tossiche o nocive per l’uomo o l’ambiente,come batterie,pile,farmaci,oli usati pannelli contenenti amianto.
  5. 5. MULTIMATERIALE VETRO,PLASTICA,METALLI 24% CARTA E CARTONE INDIFFERENZIATO ORGANICO 19% 10 % 47 % LEGENDA
  6. 6. LEGENDA SMALTIMENTO IN DISCARICA(FORMA MOLTO DIFFUSA) RICICLAGGIO DELLE FRAZIONI RACCOLTE IN MODO DIFFERENZIATO(VETRO,PLA STICA,CARTA,ALLUMINIO,U MIDO E VERDE) INCENERIMENTO UTILIZZO COME FONTE DI ENERGIA,RICOPERTURA DI DISCARICHE… 37% 39% 18% 6%
  7. 7. • RIDUZIONE • RIUSO • RICICLAGGIO O RECUPERO DI MATERIA • RECUPERO ENERGETICO
  8. 8. LAVORO IN CONTINUITA’ CON LA SCUOLA DI PRIMO GRADO
  9. 9. Stella cometa
  10. 10. La proposta che noi alunni della classe 5^A avanziamo al Consiglio Comunale è la creazione di uno spazio museale Nel quale vengano esposte delle “sculture di plastica”, ottenute dal riciclo di bottiglie e materiali plastici di scarto. Questa iniziativa, secondo noi, accrescerebbe la consapevolezza della necessità di riciclare. In tal modo, infatti, si consuma meno energia di quanta ne occorrerebbe per produrre nuovi oggetti, partendo dalle materie prime. Una bottiglia può essere trasformata, come abbiamo visto, in fiore, tartaruga, pallina natalizia, elemento di arredamento e molto altro. Ci piacerebbe, inoltre, che fosse allestita un’area scientifico-sperimentale, nella quale dei docenti specializzati facciano avvicinare i giovani al mondo della scienza. Il laboratorio non dovrebbe avere in dotazione degli strumenti costosissimi, bensì oggetti di uso quotidiano, da utilizzare per scoprire le leggi che regolano la natura. Noi immaginiamo, infine, che “il laboratorio scientifico amerino” possa diventare un punto di riferimento per le scuole dei paesi limitrofi, che in esso potranno trovare risposte e spunti di lavoro.
  11. 11. E’ IMPORTANTE CHE ANCHE NOI BAMBINI, PICCOLI CITTADINI DEL DOMANI, CI IMPEGNIAMO IN PRIMA PERSONA E SENSIBILIZIAMO I GRANDI ALLA SALVAGUARDIA DEL NOSTRO AMBIENTE NON SI PUO’ RISOLVERE IL PROBLEMA DEI RIFIUTI SENZA IL CONTRIBUTO DI TUTTI: CITTADINI GRANDI E PICCOLI ISTITUZIONI NAZIONALI E EUROPEE AMMINISTRAZIONI LOCALI

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