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L' ecosistema della formazione. Allargare i confini per ridisegnare lo sviluppo organizzativo

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Qual è l'impatto che gli ecosistemi intersettoriali hanno sulle competenze necessarie per collaborare in contesti di formazione e sviluppo organizzativo? Qual è il ruolo che la formazione e lo sviluppo hanno nel supportare il passaggio verso nuovi modelli organizzativi?

In risposta alle domande una conversazione con Raoul C. D. Nacamulli, il cui libro presenta le logiche di ricerca e sviluppo di relazioni di partnership con imprese e istituzioni facenti capo allo stesso ecosistema "intersettoriale", guidate al vantaggio competitivo co-costruito e sostenibile attraverso l'open innovation.

Fondamentale ora è vagliare le nuove opportunità di chi si occupa di formazione e sviluppo organizzativo, ma anche scoprire l'impatto che i processi di trasformazione digitale e di innovazione hanno avuto nelle dinamiche di competitività e collaborazione nel mondo delle imprese e delle istituzioni.

CONTENUTI:
- Perché parlare di ecosistema della formazione?
- Le tre P dell’ecosistema della formazione
• La P di People e la formazione pluralistica
• La P di Power e la formazione per l’innovazione
• La P di Place e la formazione aperta
- Imparare ad imparare imparando nell'era digitale

Collegandoti al seguente link, potrai visionare l’abstract video del seminario online:
https://youtu.be/_ovg5UQuR3k

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L' ecosistema della formazione. Allargare i confini per ridisegnare lo sviluppo organizzativo

  1. 1. 05 dicembre 2019 L'ecosistema della formazione. Allargare i confini per ridisegnare lo sviluppo organizzativo Raoul Nacamulli, Alessandra Lazazzara
  2. 2. skilla – Amicucci Formazione società leader nello sviluppo di soluzioni multimediali a catalogo e su misura per innovare la formazione, la comunicazione interna e lo sviluppo delle persone Alcuni dei nostri clienti:
  3. 3. Alcuni dei nostri clienti:
  4. 4. skilla.com Chi siamo?
  5. 5. Chi siamo Raoul C.D. Nacamulli Professore di Organizzazione Aziendale Università degli Studi di Milano Bicocca Alessandra Lazazzara Ricercatrice di Organizzazione Aziendale e Gestione Risorse Umane Università degli Studi di Milano 8
  6. 6. 9
  7. 7. skilla.com Perché un libro sull’evoluzione della formazione?
  8. 8. Digital transformation e cambiamenti radicali • La rivoluzione digitale sta trasformando culture e modelli organizzativi ponendo al centro la connessione tra persone, team, idee e culture creative • Si affermano nuovi modelli organizzativi più democratici, orizzontali e collaborativi basati su logiche di partnership strategica • Le persone e l’organizzazione “imparano ad imparare imparando” attraverso processi di apprendimento ripensati sulla base di logiche dal basso e di apertura e collaborazione con l’esterno 11
  9. 9. skilla.com Qual è il ruolo della formazione in questo mutato scenario?
  10. 10. Il ruolo del Training & Development • Per l’alto numero di dimensioni coinvolte (ad es. individuo, team, la rete dei partner, l’organizzazione interna, etc.) è necessario lo sviluppo di un nuovo set di competenze e di strumenti nella formazione e sviluppo • Il Training & Development deve raccogliere la sfida di veicolare una cultura dell’apprendimento diffusa attraverso logiche dal basso per lo sviluppo di «meta-competenze» nei collaboratori 13
  11. 11. Sviluppare meta-competenze dinamiche Cogliere le opportunità della Digital Transformation per valorizzare le competenze dinamiche vuol dire: • puntare sulla capacità delle persone e delle imprese di costruire un’identità organizzativa forte attraverso la brand leadership • sviluppare sia skills ed energie individuali che competenze sociali • sostenere l’engagement lavorando sulla costruzione di «frame» dotati di senso a livello individuale e sociale (sensemaking) 14
  12. 12. Dall’ego formazione all’eco formazione Digital social network come moltiplicatori della formazione informale Diritto soggettivo alla formazione e rapporti di impiego e impiegabilità Come cambia la formazione 15
  13. 13. Parte I - I modelli di formazione emergenti • Formazione lean, on demand e personalizzata [M. Guerci] • Formazione formale e informale nel mondo del lavoro che cambia [E. Garavaglia, L. Serio] • Gli spazi dell’apprendimento [F. Zurlo, D. Maurer] • Il digital social learning [F. Amicucci] 16
  14. 14. skilla.com Cos’è un ecosistema?
  15. 15. Dal mondo biologico all’era digitale Ecosistema digitale è una metafora che deriva dal mondo biologico che richiama: • il concetto di comunità composto da soggetti diversificati • che si evolve arricchendo il proprio patrimonio di esperienze per crescere e svilupparsi • avendo come riferimento sia il mondo fisico che quello virtuale 18
  16. 16. Gli ecosistemi nell’era digitale 19
  17. 17. Ecosistema della formazione • Un ecosistema della formazione è costituito da differenti gruppi di attori che interagiscono a diversi livelli (individuale, di gruppo, organizzativo, inter-organizzativo) e in cui l’apprendimento può avvenire all’interno di ciascun livello o nell’interazione fra livelli diversi. 20
  18. 18. Cosa caratterizza l’ecosistema della formazione? • Pluralità di livelli coinvolti che valicano i confini organizzativi; • scambi multilaterali fra una molteplicità di attori (collaboratori, fornitori, clienti, piattaforme online, etc.); • nuovi comportamenti e competenze che gli attori devono saper mettere in campo per vivere e gestire queste reti; • creazione di valore per tutti gli attori coinvolti. 21
  19. 19. I 3 pillars dell’ecosistema della formazione PLACE formazione aperta e phygital in setting fisici e virtuali POWER formazione per lo sviluppo delle risorse individuali e sociali PEOPLE formazione pluralistica con focus su attori diversi 22
  20. 20. skilla.com PILLAR I: PEOPLE
  21. 21. People e Formazione Pluralistica L’ecosistema della formazione propone un approccio pluralistico poiché punta sugli orientamenti trasversali degli attori (People) che hanno competenze e identità differenti che l’organizzazione deve imparare a riconoscere, a sviluppare e valorizzare anche creando complementarietà e sinergie 24
  22. 22. Parte II – People: gli attori dell’ecosistema e la formazione pluralistica • Gli executive [F.M. Pini] • Imprenditorialità e startupper [J. Perfetti] • I talenti e i Millenial [L. Quaratino] • La formazione per i professional [M. Bergamaschi, E. Della Torre] • I team [E. Serrelli] 25
  23. 23. Team of Teams • I team dispongono una marcia in più nel «problem solving» grazie all’interazione fra i membri basata su rapporti di fiducia e sull’engagement collettivo • Le tecnologie digitali della quarta rivoluzione industriale enfatizzano le opportunità di connessione e consentono lo sviluppo di logiche organizzative orizzontali • Nella formula «team of teams» il team strategico fa da «giardiniere» entro un quadro definito da valori condivisi e da processi di empowerment e di self management 26
  24. 24. Haier: un ecosistema aperto di innovatori, organizzatori e partner ▪ Haier ha trasformato i dipendenti in imprenditori direttamente responsabili verso i clienti e li ha organizzati in un ecosistema aperto di innovatori, organizzatori e partner ▪ Haier ha iniziato nel 2010 a sperimentare il concetto di piccoli team imprenditoriali di marketing e vendita basati su una clausola che lega la retribuzione ai risultati ottenuti sul mercato. Un anno dopo, i team autogestiti sono stati introdotti anche nelle unità produttive. ▪ Parallelamente il sistema di misura dei risultati veniva, via via, messo a punto e migliorato 27
  25. 25. skilla.com PILLAR II : POWER
  26. 26. Power e la formazione per lo sviluppo delle energie individuali e sociali • Attivare le risorse individuali e sociali per l’innovazione significa fare leva sulle competenze dinamiche di self- management • Si tratta di sostenere l’energia e le capacità d’innovazione delle organizzazioni assegnando maggiore autonomia, possibilità di scelta e discrezionalità alle persone ed ai gruppi • Tutto ciò per consentire l’adattamento e l’innovazione in un mondo che cambia 29
  27. 27. Parte III – Power: sviluppare le risorse sociali dell’ecosistema e la formazione per l’innovazione • Sviluppare empowerment attraverso il job crafting [A. Lazazzara, M. Tims] • La mindfulness nella vita lavorativa: tra benessere e consapevolezza [M. Tomassini] • Il reverse mentoring per l’inclusione [M.C. Bombelli, M. Rabaiotti, A. Alò] • La social leadership e i virtual team [C. Ghiringhelli, A. Lazazzara] • Il design thinking e la cultura dell’innovazione [R.C.D Nacamulli, I. Prus] 30
  28. 28. Cos’è il job crafting? • Il job crafting è il processo in cui i lavoratori ridefiniscono e ripensano il proprio ruolo in modo che sia significativo • Si focalizza su come le persone, in maniera autonoma e indipendente, modificano aspetti del loro lavoro per migliorare il fit tra le caratteristiche del lavoro e le loro preferenze, abilità e bisogni 31
  29. 29. Come sviluppare job crafting? Step 1: riconoscere il job crafting Step 2: comprendere il job crafting Step 3: gestire il job crafting 32
  30. 30. La social leadership e i virtual team • I team di lavoro virtuali sono diventati una realtà quotidiana per un numero crescente di aziende • Il buon funzionamento dei team di lavoro richiede il superamento dei silos fra funzioni organizzative e fra organizzazioni differenti • La diffusione dei team virtuali richiede lo sviluppo di una cultura organizzativa fondata sulla social leadership basata sull’idea di leadership condivisa attraverso un processo dinamico e interattivo d’influenza fra i membri del team 33
  31. 31. skilla.com PILLAR III : PLACE
  32. 32. Place e la formazione aperta in setting phygital Le infrastrutture phygital sono il luogo della formazione aperta, un tipo di formazione non convenzionale basata su conversazioni (feedback e feedforward) rivolte a co-costruire il linguaggio, gli atteggiamenti e le emozioni alla base dell’intelligenza collettiva e collaborativa 35
  33. 33. Parte IV – Place: le infrastrutture phygital dell’ecosistema e la formazione aperta • La certificazione delle competenze [C. Ghiringhelli] • I nuovi sistemi di performance management [E. Viceconte, M. Cappellari] • Il lavoro nell’era della quarta rivoluzione industriale: lo smart working [R. Nacamulli, N. Soresi] • Learning the brand: costruire ponti tra interno ed esterno attraverso la formazione [B. Quacquarelli, A. Lazazzara] 36
  34. 34. Il lavoro nell’era della quarta rivoluzione industriale • Lo smart working sottende una modalità emergente di organizzazione del lavoro basata sulla responsabilizzazione delle persone e dei gruppi di lavoro , su processi di open leadership, sull’engagement e la collaborazione 37
  35. 35. Smart Working e collaborazione organizzativa nel nuovo Headquarter di Prysmian 38
  36. 36. Lo Smart Working in Maire Tecnimont • Be adaptive - Think Tank: un context sulla costruzione di case sullo smart working in azienda • Evoluzione delle dotazione tecnologiche e degli spazi phygital • Investimenti in comunicazione e formazione: capi & collaboratori • Progetti Pilota • Implementazione estensiva 39
  37. 37. La porosità dei confini tra formazione, comunicazione e sviluppo SVILUPPO ORGANIZZATIVO COMUNICAZIONE FORMAZIONE 41
  38. 38. skilla.com PER CONCLUDERE…
  39. 39. I 3 pillars dell’ecosistema della formazione PLACE formazione aperta e phygital in setting fisici e virtuali POWER formazione per lo sviluppo delle risorse individuali e sociali PEOPLE formazione pluralistica con focus su attori diversi 43
  40. 40. Cosa deve fare chi si occupa di formazione per navigare gli ecosistemi? • Creare connessioni tra interno ed esterno entro una rete di partner che condivide un orientamento comune verso la crescita e lo sviluppo • Puntare sull’engagement degli individui e dei gruppi attraverso un ascolto attivo degli stimoli che provengono dai collaboratori • Valorizzare la formazione informale attraverso esperienze di riflessione orientate al miglioramento • Sviluppare la capacità di adattamento dell’organizzazione puntando sulle capacità di apprendimento attraverso feedback orientati alla crescita e allo sviluppo 44
  41. 41. raoul.nacamulli@unimib.it alessandra.lazazzara@unimi.it Grazie! 45

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