Argomentazioni draft V conto energia

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Assieme a Retenergie, Federazione Trentina della cooperazione, REScoop.eu abbiamo formulato alcuni emendamenti al draft del V conto enegia, per dare la possibilità di promuovere la cooperazione elettrica nel settore fotovoltaico.

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Argomentazioni draft V conto energia

  1. 1. La proposta prevede alcune modifiche, di seguito riportate come emendamenti al Decreto, conmotivazioni accluseIn Verde le aggiunteIn Rosso gli stralci1)In premessa:Vista lintroduzione di vincoli di bilancio sulle amministrazioni pubbliche che impongono il rispettodel patto di stabilità e non permettono lapertura di linee di credito per la realizzazione degliimpianti fotovoltaici, che pure, nel lungo periodo determinerebbero una voce attiva per i bilancidellamministrazione medesima;Considerata l’impossibilità di accedere alle incentivazioni al solare fotovoltaico da coloro cheabitano in condomini o che sono il locazione ed il rischio conseguente di discriminazioneallaccesso ad un incentivo pubblico che si verrebbe a creare tra i proprietari di abitazioni singole ele altre categorie residenziali, laddove gli oneri di tale sistema dincentivazione è parimentisostenuto da tutti i consumatori;Ritenuto opportuno coinvolgere i capitali privati nel realizzare opere di interesse comune nellospirito della sussidiarietà come enunciato nei principi della Legge 2 del 2009 (conversione in leggedel decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185), Art. 23;Visto che la generazione distribuita, anche nelle sue forme più evolute di smart grid, costituisceunopportunità per lefficientamento e lammodernamento degli attuali sistemi elettrici e che unelemento importante per il potenziamento dei sistemi di smart grid è costituito dalla possibilità divendere la propria produzione elettrica2-a)Art 5 comma 1Ferme restando le determinazioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia didispacciamento, gli impianti ammessi agli incentivi di cui al presente decreto hanno diritto, surichiesta, ad una tariffa omnicomprensiva, determinata sulla base della potenza e dellatipologia di impianto, individuata nell’Allegato 5. Sulla quota di energia autoconsumata èattribuita una tariffa premio, individuata nel medesimo Allegato 5.In alternativa tali impianti hanno diritto alle tariffe incentivanti individuate nell’Allegato 5, allequali possono essere aggiunti i benefici di cui alle lettere a) e b) del successivo art 12, comma 5.Motivazioni:Nellattuale formulazione la norma garantisce una remunerazione certa degli impianti fotovoltaici.In sostanza il GSE ritira tutta la produzione in eccesso dallimpianto ad un prezzo fisso. Questo è unincentivo molto apprezzato. Tuttavia tale norma, così come formulata nel testo, di fatto impedisce lavendita dellenergia elettrica ad un operatore terzo. Questo limita le possibilità di sviluppo presenti esoprattutto future della generazione distribuita e della commercializzazione dellenergia. Non cisembrano esistere evidenti motivi per introdurre norme di questo tipo. Permettere la vendita dienergia non introduce infatti alcun onere al sistema. La cessione a terzi è un rischio del proprietario/gestore dellimpianto che non introduce nessun aggravio aggiuntivo al sistema. Al contrario riducelobbligo di acquisto dellenergia messo in capo al GSE. In sostanza permettere di vendere lenergiaprodotta in eccesso dallimpianto fotovoltaico è utile agli scopi elencati nei "considerato" dellapresente norma, non si capisce perché la norma non debba permettere la vendita. E opportunomantenere aperta la possibilità di vendita dellenergia da impianti di piccola taglia quale prerequisitodella generazione distribuita.Si fa inoltre presente che “la cessione al mercato” appare un “diritto” acquisito con laliberalizzazione dei mercati elettrici. Ed in effetti permettere laccesso alle incentivazioni garantite
  2. 2. dal V conto energia contestualmente alla vendita dellenergia stessa non introduce alcun onereaggiuntivo per il sistema. Si chiede quindi lo stralcio di tale previsione, prevedendo il permaneredella presente struttura di incentivo.IN ALTERNATIVA AL PUNTO 2-A)2-b)Art 5 comma 1Ferme restando le determinazioni dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in materia didispacciamento, gli impianti ammessi agli incentivi di cui al presente decreto hanno diritto, ad unatariffa omnicomprensiva, determinata sulla base della potenza e della tipologia di impianto,individuata nell’Allegato 5. Sulla quota di energia auto consumata è attribuita, inoltre, una tariffapremio, individuata nel medesimo Allegato 5.Su richiesta del soggetto gestore, gli impianti di cui al successivo articolo 8, comma 5 (si vedasuccessivo punto 3) ammessi agli incentivi di cui al presente decreto hanno diritto alle tariffeincentivanti determinate sulla base della potenza e della tipologia di impianto, individuatenell’Allegato 5. Per tali impianti le tariffe incentivanti sono aggiuntive ai benefici derivanti dallacessione al mercato dell’energia prodotta, in deroga a quanto previsto nel successivo art. 12, comma5, lettera b).Motivazioni:Questa seconda formulazione limita agli impianti di “solare collettivo” la possibilità di accedere atariffe incentivanti (che andranno appositamente previste in alternativa alla tariffa onnicomprensiva)in aggiunta alla vendita sul mercato. Si ricorda che questo passaggio è assolutamente necessario perpoter far funzionare l’iniziativa di “solare collettivo”.3)Articolo 8 aggiungere comma 5Sono altresì considerati innovativi gli impianti di qualunque dimensione realizzati su edifici, suserre, su pergole, su tettoie, su pensiline, su barriere acustiche, il cui soggetto responsabile sia unasocietà produttrice di energia fotovoltaica in forma collettiva. Per “società produttrice di energiafotovoltaica in forma collettiva” si intende la società, in qualunque forma costituita, che evidenziaun legame tra la potenza nominale installata di cui è soggetto responsabile ed i propri soci.L’evidenza di tale rapporto deve risultare dalle scritture contabili. La potenza nominale riferibile alsingolo socio deve essere tale da permettere la produzione annua di una quantità di energia pari aquella consumata dallo stesso nel medesimo arco temporale, con una tolleranza di 1 kW di potenza.La potenza nominale riferibile al singolo socio non potrà in ogni caso superare i 20 kW. Tutta lapotenza nominale installata della quale la società è soggetto responsabile deve essere riferibile aipropri soci.Motivazione:E necessario inserire tale previsione per eliminare l’attuale discriminazione che esiste tra coloro chedispongono di un tetto privato e quanti abitano in condomini o in case in locazione a fronte delfatto che tutti partecipano alla copertura economica del meccanismo dincentivazione stessatramite la componente A3 in bolletta. Solo i primi infatti possono produrre in modo pulitol’energia che consumano ed avere conseguentemente accesso alle tariffe incentivanti.Nell’intento di evitare comportamenti speculativi (ad es. che molti soci finanziano 1-2 kW dipotenza e un socio forte ne finanzi 1 MW) è stato previsto che ogni socio possa “finanziare” tramitetali società solo quanto necessario per le proprie esigenze. Abbiamo previsto in ogni caso il limite di20 kW per socio, in quanto compatibile con il limite per l’accesso diretto agli incentivi senza lanecessità di iscrizione al registro.Per la certificazione di tale rapporto si fa riferimento alla contabilità interna della società, in quantodeterminata dagli scambi economici e finanziari.
  3. 3. Allo stesso tempo, sempre per evitare comportamenti speculativi, è stato previsto che la società nonpossa installare anche impianti non riferibili ai propri soci, per evitare che possa in questo modoaccedere in modo diretto alle tariffe incentivanti per impianti che non hanno le finalità che qui sipropongono.4)Articolo 4 comma 1212. Gli impianti fotovoltaici, gli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, gliimpianti fotovoltaici a concentrazione, di potenza fino a 20 kW, nonché gli impianti che soddisfino irequisiti di impianto innovativo di cui allarticolo 8 comma 5, accedono direttamente alle tariffeincentivanti di cui all’articolo 5 e non sono tenuti al rispetto della procedura di iscrizione al registro.Motivazione:Si propone che così come i privati che installano impianti di 20kW non necessitano dell’iscrizionenel registro per l’accesso alle tariffe incentivanti, sia garantito un pari diritto a tali società, in quantooperano per conto di una molteplicità di individui.5)Articolo 5 aggiungere il comma 7Non sono soggetti al pagamento dellIMU gli impianti realizzati su edifici.Motivazioni:Non sembra opportuno fare ricadere sugli impianti fotovoltaici lIMU, in quanto:1) Introduce una distorsione nei costi delle diverse modalità di approvviginamento energetico decentrato. Se installo una piccola centrale di cogenerazione nello stabile, non ho una maggiorazione dellIMU per offrire lo stesso servizio. E importante non introdurre elementi discriminatori tra le fonti che in futuro potrebbero determinare delle distorsioni pesanti. Cosa succederebbe a tutto il settore qualora importanti componenti della fiscalità fossero trasportate sullIMU?2) è utile evidenziare una differenza di trattamento fiscale tra impianti che utilizzano strutture esistenti e impianti a terra, che consumano suolo. Quelle che utilizzano strutture esistenti hanno un valore aggiunto dovuto al non utilizzo del suolo.A questo si aggiunga che un privato che installa un impianto per l’autoconsumo non è gravato damaggiore IMU, cosa che accadrebbe per le società produttrici di energia fotovoltaica in formacollettiva. Si avrebbe nuovamente una discriminazione nei confronti di chi non dispone di unproprio tetto per l’installazione di impianti.

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