Training Assertivo

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Raggiungere un equilibrio interiore senza prevaricare e senza soffocare se stessi, riconoscere e gestire emozioni e sentimenti, rispondere alle critiche senza aggredire né subire; comunicare con un semplice gesto; sono alcuni aspetti del comportamento assertivo.
L’assertività o “arte di rapporto interpersonale”, è una componente indispensabile di ogni individuo che vuole conoscere le regole di una comunicazione chiave, efficace e convincente.
Nata negli Stati Uniti negli anni quaranta, si è subito rivelata come una delle procedure di “behaviour therapy” a più ampio raggio di azione.
L’importanza dell’assertività è venuta crescendo parallelamente allo sviluppo della scienza del comportamento ed è oggi una delle discipline fondamentali della formazione nell’ambito aziendale, sanitario, scolastico e degli Enti pubblici.
Dalla natura dell’assertività alla sua storia, dalle caratteristiche della personalità assertiva al processo per realizzarla, dalle tecniche non verbali di comunicazione a quelle verbali, dalla teoria dei diritti delle persone alla perspicuità del pensiero, dalle tecniche della motivazione all’arte della critica: il corso di formazione delinea la complessa costruzione dell’assertività e ne considera l’applicazione dei comportamenti pratici in rapporto con l’etica professionale.

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Training Assertivo

  1. 1. TRAINING ASSERTIVO INTRODUZIONE E FINALITA’ DEL TRAINING
  2. 2. FINALITA’ <ul><li>Raggiungere un equilibrio interiore senza prevaricare e senza soffocare se stessi, riconoscere e gestire emozioni e sentimenti, rispondere alle critiche senza aggredire né subire; comunicare con un semplice gesto; sono alcuni aspetti del comportamento assertivo. </li></ul><ul><li>L’assertività o “arte di rapporto interpersonale”, è una componente indispensabile di ogni individuo che vuole conoscere le regole di una comunicazione chiave, efficace e convincente. </li></ul><ul><li>Nata negli Stati Uniti negli anni quaranta, si è subito rivelata come una delle procedure di “behaviour therapy” a più ampio raggio di azione. </li></ul><ul><li>L’importanza dell’assertività è venuta crescendo parallelamente allo sviluppo della scienza del comportamento ed è oggi una delle discipline fondamentali della formazione nell’ambito aziendale, sanitario, scolastico e degli Enti pubblici. </li></ul><ul><li>Dalla natura dell’assertività alla sua storia, dalle caratteristiche della personalità assertiva al processo per realizzarla, dalle tecniche non verbali di comunicazione a quelle verbali, dalla teoria dei diritti delle persone alla perspicuità del pensiero, dalle tecniche della motivazione all’arte della critica: il corso di formazione delinea la complessa costruzione dell’assertività e ne considera l’applicazione dei comportamenti pratici in rapporto con l’etica professionale. </li></ul>
  3. 3. INDICE DEI CONTENUTI DEL TRAINING ASSERTIVO <ul><li>la comunicazione assertiva </li></ul><ul><li>costruzione di una risposta abile </li></ul><ul><li>componenti comunicative: capacità discriminative dei comportamenti e set congnitivo </li></ul><ul><li>componenti verbali di tipo comunicativo </li></ul><ul><li>componenti verbali di tipo protettivo </li></ul><ul><li>tecniche assertive </li></ul><ul><li>test di assertività e di autovalutazione. </li></ul>
  4. 4. SIGNIFICATO DEL TERMINE <ul><li>Il significato etimologico del termine assertività deriva dal latino asserere cioè asserire, affermare,e può essere tradotto in italiano con i termini affermativo, positivo, riuscito. Oppure molto più semplicemente, in special modo per le ultime generazioni, questo concetto è facilmente individuabile nelle parole di una canzone di un famoso rapper italiano al secolo Giovanotti. </li></ul><ul><li>Nella assertività coesistono l’affermare, il dire le proprie opinioni e l’impegno a risolvere i problemi in modo positivo. A tal fine è necessario che l’autostima sia fondata su cpacità e qualità reali, si tratta,infatti, di essere assertivi e non di apparire tali. </li></ul><ul><li>Nell’approccio cognitivo-comportamentale, il comportamento è soprattutto, frutto di acquisizioni, di apprendimenti, ed è proprio sulla base di questi presupposti che il training assertivo trova la sua giusta collocazione. </li></ul><ul><li>Ma vediamo cosa scrivono in riguardo alcuni autorevoli studiosi e cultori della materia. </li></ul>
  5. 5. SIGNIFICATO DEL TERMINE <ul><li>Wolpe indica con il termine “assertion” l’espressione esterna di tutti i sentimenti che non siano l’ansia. Infatti se una persona non sa come comportarsi, svilupperà ansia, che fa disorganizzare le poche abilità per lei disponibili. </li></ul><ul><li>Razams propone l’utilià del gioco dei ruoli per l’estinzione dell’ansia e il modeling. </li></ul><ul><li>Bandura riconosce che la mimica è antecedente ai sentimenti e sviluppa ulteriormente il concetto dell’importanza dei modelli per l’apprendimento di comportamenti. </li></ul><ul><li>Alberti e Emmans evidenziano l’importanza di soddisfare i propri desideri, tenendo conto anche delle esigenze dell’altro, soprattutto in una ottica di lungo termine. </li></ul>
  6. 6. SIGNIFICATO DEL TERMINE <ul><ul><li>Addirittura Salter propone una serie di esercizi da fare per allenarci ad essere assertivi, ecco in rassegna un breve elenco di suggerimenti: </li></ul></ul><ul><ul><li>Parlare di sentimenti </li></ul></ul><ul><ul><li>Prestare attenzione alla mimica facciale propria ed altrui </li></ul></ul><ul><ul><li>Usare il pronome io </li></ul></ul><ul><ul><li>Sostenere un contraddittorio </li></ul></ul><ul><ul><li>Accettare complimenti e sapersi valorizzare </li></ul></ul><ul><ul><li>Essere spontanei e saper improvvisare </li></ul></ul>
  7. 7. OBIETTIVI DEL TRAINING <ul><li>Gli obiettivi del training assertivo sono in estrema sintesi: </li></ul><ul><li>Imparare a conoscere meglio se stessi, analizzando i propri comportamenti manifesti e nascosti </li></ul><ul><li>Costruire una buona immagine di se stessi sia privata che professionale,superando le paure e le inibizioni sociali </li></ul><ul><li>Saper comunicare con gli altri, dopo aver preso conoscenza di se, acquistando sicurezza ed efficacia per incrementare le proprie abilità interpersonali </li></ul><ul><li>Realizzare un comportamento equilibrato e costruttivo privo di connotazioni di passività e/o aggressività. </li></ul>
  8. 8. LA STRUTTURA DELL’ASSERTIVITA ’ <ul><li>La struttura dell’assertività è costituita da un sistema complesso di abilità e di concetti ordinati funzionalmente su 5 livelli. </li></ul><ul><li>Al primo livello si colloca l’abilità di riconoscere le emozioni considerandole un arricchimento della situazione e/o circostanza, ed acquisire conseguentemente un elevato grado di autonomia emotiva </li></ul><ul><li>Al secondo livello vi è la capacità di comunicare emozioni e sentimenti attraverso molteplici strumenti comunicativi ( mimici e gestuali) ed acquisire così un elevato grado di autonomia espressiva. </li></ul><ul><li>Al terzo livello vi è la consapevolezza dei diritti della persona: rispetto di sé e degli altri. Questo livello in particolare assume un ruolo centrale nella teoria dell’assertività perché è proprio sui diritti e sul principio di reciprocità che si fonda la distinzione tra comportamenti passivi, aggressivi,e assertivi, come analizzeremo meglio in seguito. </li></ul><ul><li>Al quarto livello vi è la disponibilità ad apprezzare se stessi e gli altri, correlato quindi ad un elevato livello di autostima. </li></ul><ul><li>Al quinto livello vi è la capacità di autorealizzarsi e di poter decidere sui fini della propria vita con consapevolezza, costruendosi una immagine positiva di sè. </li></ul>
  9. 9. LA STRUTTURA DELL’ASSERTIVITA <ul><li>L’assertività dà la possibilità di costruire un rapporto interpersonale equilibrato, ed il comportamento assertivo è il risultato della interazione, quindi un giusto mix, tra la relazione affettiva intesa come espressione di affetto comunicata accuratamente e relazione oppositiva intesa come opposizione espressa in modo corretto e/o richieste fatte appropriatamente. In questa ottica, anche le eventuali difficoltà che si possono incontrare, non costituiscono più occasioni di stress e di ansia, ma diventano banco di prova con cui testare le proprie abilità e ostacoli da superare facilmente. </li></ul>
  10. 10. LA STRUTTURA DELL’ASSERTIVITA <ul><li>A tal fine è importante che ciascuno conosca le aree comportamentali in cui è più abile, quelle in cui è meno abile e quelle nelle quali è a disagio. Occorre, per approfondire la conoscenza di questi aspetti la auto somministrazione di alcuni strumenti quali i seguenti questionari: </li></ul><ul><li>Eysenck Personality Questionare </li></ul><ul><li>Myers- Briggs type indicator </li></ul><ul><li>Scala per il comportamento affermativo di Rathus </li></ul><ul><li>Assertion Inventory di Gambrill e Richey </li></ul>
  11. 11. CARATTERISTICHE DEI COMPORTAMMENTI <ul><li>Adesso cerchiamo di definire le diverse caratteristiche dei comportamenti: passivo, aggressivo, assertivo. </li></ul><ul><li>Il comportamento passivo è caratterizzato principalmente dalla attenzione solo agli altri ed è fortemente condizionato dagli altri; non riesce a dire di no, mette da parte i propri bisogni per soddisfare solo ed esclusivamente quelli degli altri. Quindi in altri termini è succube ed ha una elevata ansia sociale. Conseguentemente ha una bassissima stima di se. L’obiettivo che intende inconsciamente perseguire è la benevolenza degli altri e l’evitamento del conflitto tout-court. </li></ul>
  12. 12. CARATTERISTICHE DEI COMPORTAMMENTI <ul><li>Il comportamento aggressivo è caratterizzato da un profondo egoismo e da un esasperato tentativo di soddisfare unicamente i propri bisogni, prevaricando gli altri mediante l’utilizzo di metodi coercitivi e distruttivi. L’obiettivo che intende raggiungere chi adotta questo comportamento è il potere personale e sociale. </li></ul>
  13. 13. CARATTERISTICHE DEI COMPORTAMMENTI <ul><li>Il comportamento assertivo è caratterizzato da uno stile che rivolge pari attenzioni a se stesso ed agli altri , senza essere condizionato dagli altri. La persona assertiva utilizza metodi motivanti e gratificanti. L’obiettivo perseguito è quello di raggiungere il successo personale e nelle relazioni interpersonali. </li></ul>
  14. 14. CARATTERISTICHE DEI COMPORTAMMENTI <ul><li>Occorre sottolineare che comunque nella realtà non esiste un soggetto totalmente passivo, aggressivo o assertivo, infatti in ognuno di noi sono presenti quote in percentuale variabile di ognuno dei tre stili di comportamento sopra individuati. Si tratta allora di conoscere la quota predominante in ciascuno di noi per poter eventualmente innalzare la quota di assertività. </li></ul>
  15. 15. CARATTERISTICHE DEI COMPORTAMMENTI <ul><li>Vediamo ora di capire meglio quali sensazioni prova, chi adotta un particolare stile di comportamento: </li></ul><ul><li>lo stile di comportamento passivo produce, nell’attore, uno stato di frustrazione,ansia, senso di colpa, inibizione, violazione del mondo interiore, mortificazione della propria dignità. </li></ul><ul><li>lo stile di comportamento aggressivo produce, nell’attore, un forte senso di colpa e di difesa personale,senso di collera e di ostilità unito ad un atteggiamento che tende ad umiliare e disprezzare l’altro fino ad arrivare a mortificare dell’altrui dignità. </li></ul><ul><li>lo stile di comportamento assertivo produce, nell’attore, emozioni e cognizioni prive di insicurezza ed ansia. La persona assertiva è attenta ad avere profonda considerazione per gli altri, ha fiducia in se stessa e negli altri, nutre un forte senso di dignità propria ed altrui ed adotta scelte in piena autonomia scevre da condizionamenti di sorta. </li></ul>
  16. 16. Riepilogo caratteristiche dei comportamenti della persona <ul><li>assertiva : </li></ul><ul><li>1 Fa valere i suoi diritti e rispetta i diritti altrui. </li></ul><ul><li>2 Raggiunge i propri obiettivi senza offendere gli altri. </li></ul><ul><li>3 Ha una buona immagine di sé e un' appropriata fiducia in se stessa. </li></ul><ul><li>4 Si esprime in modo chiaro e autonomo. </li></ul><ul><li>5 Decide per se stessa. </li></ul>
  17. 17. Riepilogo caratteristiche dei comportamenti della persona: <ul><li>passiva: </li></ul><ul><li>1 Permette che vengano violati i suoi diritti e che gli altri ne traggano vantaggio. </li></ul><ul><li>2 Non raggiunge i propri obiettivi . </li></ul><ul><li>3 Si sente frustrata, infelice, ansiosa. </li></ul><ul><li>4 È inibita e depressa. </li></ul><ul><li>5 Consente che gli &quot;altri” scelgano per lei. </li></ul>
  18. 18. Riepilogo caratteristiche dei comportamenti della persona <ul><li>aggressiva: </li></ul><ul><li>1 Viola i diritti altrui per trarne vantaggio. </li></ul><ul><li>2 Raggiunge i suoi obiettivi a spese degli altri. </li></ul><ul><li>3 È belligerante e sulla difensiva; umilia e deprezza gli altri. </li></ul><ul><li>4 È esplosiva, imprevedibilmente ostile e irata. </li></ul><ul><li>5 Si intromette nelle scelte altrui. </li></ul>
  19. 19. COME SI OTTIENE UN COMPORTAMENTO ASSERTIVO <ul><li>Per poter costruire uno stile assertivo di comunicazione occorrono tre componenti : </li></ul><ul><li>di tipo cognitivo </li></ul><ul><li>di tipo verbale </li></ul><ul><li>di tipo non verbale. </li></ul>
  20. 20. COMPONENTI COGNITIVE <ul><li>Rientrano nelle componenti di tipo cognitivo: </li></ul><ul><li>la capacità di discriminazione dei comportamenti passivi, aggressivi, assertivi </li></ul><ul><li>la costruzione di un set cognitivo attraverso una buona immagine di sé, l’eliminazione di idee irrazionali, tecniche di problem solving. </li></ul>
  21. 21. COMPONENTI VERBALI <ul><li>Rientrano nelle componenti di tipo verbale: </li></ul><ul><li>come ci si pone con il nostro interlocutore </li></ul><ul><li>domande chiuse/aperte </li></ul><ul><li>libera informazione </li></ul><ul><li>auto apertura </li></ul><ul><li>componenti verbali di protezione </li></ul>
  22. 22. COMPONENTI NON VERBALI <ul><li>Rientrano nelle componenti di tipo non-verbale: </li></ul><ul><li>contatto visivo o oculare </li></ul><ul><li>espressione facciale </li></ul><ul><li>postura </li></ul><ul><li>spazio corporeo </li></ul><ul><li>tono ed inflessione della voce </li></ul><ul><li>gestualità </li></ul>
  23. 23. Training assertivo <ul><li>Lo scenario di intervento del training assertivo è costituito da tecniche di intervento di gruppo per valorizzare l’autonomia e l’indipendenza delle persone. Ha uno spettro vasto di applicazione che va dai corsi di formazione professionale , ai processi di risocializzazione di soggetti psicotici cronici. </li></ul><ul><li>La persona assertiva è parte attiva nella decisione del proprio destino, non attende passivamente la decisione degli altri e non interferisce aggressivamente nelle decisioni degli altri, soddisfa i propri desideri rispettando i desideri altrui. </li></ul><ul><li>Il training di assertività serve da guida per esprimere in modo corretto: sentimenti positivi e negativi; riduce il disagio nella comunicazione causato da un comportamento scorretto in senso aggressivo o passivo. </li></ul>
  24. 24. PERCORSI PER RAGGIUNGERE L'ASSERTIVITÀ <ul><li>Percorso1: riconoscere emozioni e sentimenti </li></ul><ul><li>Obiettivo: autonomia emotiva </li></ul><ul><li>Canale comunicativo: autonomico involontario </li></ul><ul><li>Percorso 2: manifestare sentimenti e convinzioni </li></ul><ul><li>Obiettivo: libertà espressiva </li></ul><ul><li>Canale comunicativo: motorio volontario </li></ul><ul><li>Percorso 3:riconoscere i diritti assertivi </li></ul><ul><li>Obiettivo: rispetto di sé e degli altri </li></ul><ul><li>Canale comunicativo: cognitivo </li></ul><ul><li>Percorso 4: apprezzare se stessi e gli altri </li></ul><ul><li>Obiettivo: capacità motivazionale </li></ul><ul><li>Canale comunicativo: cognitivo verbale </li></ul><ul><li>Percorso 5: conoscere se stessi </li></ul><ul><li>Obiettivo: immagine positiva di sé </li></ul><ul><li>Canale comunicativo: cognitivo </li></ul>
  25. 25. IDEE IRRAZIONALI <ul><li>Un’idea irrazionale è quella per cui si crede di non dover dire qualcosa per non ferire l’altro. Ciò non consente di esprimere i propri sentimenti. In questi casi si dovrebbe dire apertamente ciò che si pensa, ma è importante prestare attenzione anche a come si dice. E’ soprattutto esenziale che ci sia accordo tra comportamento non verbale e verbale. Occorre reagire nelle situazioni in cui potremmo subire una situazione, magari all’inizio non ci riuscirà bene, ma il fatto di averci provato fa aumentare l’autostima e la sicurezza. Infatti il comportamento passivo fa cessare il problema, ma non lo risolve. </li></ul>
  26. 26. Elenco delle più comuni idee irrazionali <ul><li>1) Io devo sempre essere amato, approvato, stimato da tutte le persone per me significative. </li></ul><ul><li>2) Devo mostrarmi sempre competente, e adeguato in tutto ciò che faccio. </li></ul><ul><li>3) Le cose devono andare in modo che io possa ottenere tutto quello che voglio subito e senza fatica, altrimenti il mondo è uno schifo e la vita non è degna di essere vissuta. </li></ul><ul><li>4) Gli altri devono trattare tutti in modo corretto: se si comportano in modo ingiusto o immorale, allora sono delle carogne e meritano di essere severamente puniti. Devono scontarla in un modo o nell' altro. </li></ul><ul><li>5) Se temo che possa accadere qualcosa di pericoloso o dannoso allora devo pensarci continuamente, ed è giusto che io sia agitato e sconvolto al pensiero delle eventuali conseguenze, per poterle controllare meglio. </li></ul><ul><li>6) Devo trovare soluzioni perfette ai miei problemi o a quelli altrui altrimenti chissà che cosa può succedere! </li></ul><ul><li>7) La causa delle mie emozioni e dei miei sentimenti è sempre esterna per cui posso fare ben poco per controllarli, per superare la depressione, l'ansia, il rancore... </li></ul><ul><li>8) Il mio passato è la vera causa dei miei attuali problemi: se qualcosa ha influito pesantemente sulla mia vita, questo ormai condiziona irrimediabilmente tutti i miei sentimenti e comportamenti attuali. </li></ul><ul><li>9) Ho bisogno di starmene tranquillo, senza responsabilità. sforzi,disciplina o autocontrollo. </li></ul><ul><li>10) Devo sempre essere perfettamente a mio agio e senza sofferenze di nessun genere. </li></ul><ul><li>11) Potrei impazzire e questo sarebbe davvero terribile. </li></ul><ul><li>12) Mi considero debole, incapace, inadeguato, quindi ho bisogno di dipendere dagli altri e da qualcuno in particolare. </li></ul>
  27. 27. COMUNICAZIONE NON VERBALE <ul><li>E’ fondamentale che quando diciamo una cosa guardiamo l’altro negli occhi: lo sguardo comunica sicurezza oppure insicurezza o disagio: Se per un attimo perdiamo il controllo in una conversazione e ci troviamo a disagio, se ci troviamo a guardare in basso, verso i piedi, l’altro coglierà subito il nostro imbarazzo e ne potrà approfittare. Potremo invece, guardare verso il mento del nostro interlocutore, finchè non avremo recuperato il controllo. Se guardiamo sempre verso la persona, avremo una visione più corretta della realtà e ciò eviterà il formarsi di idee irrazionali. </li></ul><ul><li>La mimica facciale deve avvalorare quello che si dice perché la comunicazione risulti efficace. Di solito, in presenza di un conflitto tra comunicazione verbale e non , prevale ciò che è espresso a livello non verbale. </li></ul><ul><li>Passiamo ora in rassegna alcuni dei più comuni tratti distintivi di comunicazione non verbale. </li></ul>
  28. 28. COMUNICAZIONE NON VERBALE <ul><li>Per esempio la gioia si manifesta attraverso il suo elemento caratteristico: il sorriso, che si ottiene contraendo i muscoli zigomatici. E’ importante che il sorriso sia vero, non forzato, anche quando si tratta di un sorriso “di circostanza”. Anche in tal caso, infatti, se non si sa sorridere, si può fare a meno di una smorfia forzata, è sicuramente meglio. </li></ul><ul><li>La sorpresa è caratterizzata dal ruolo principale che è esercitato dalla fronte arricciata e dalle sopracciglia sollevate. </li></ul><ul><li>La paura come nella sorpresa, ma con maggior tensione, nello sbarrare gli occhi e nell’aprire la bocca. </li></ul><ul><li>Nello stato di tristezza gli angoli della bocca abbassati e così pure le sopracciglia. </li></ul><ul><li>Nella collera le sopracciglia vengono aggrottate alla radice del naso; gli occhi mostrano uno sguardo duro e la mascella è avanzata: A volte si digrignano i denti. </li></ul><ul><li>Nella sensazione di disgusto, basta il taglio della bocca ad indicarlo, con gli angoli esterni della bocca tirati all’ingiù e la parte centrale delle labbra spinte in alto. </li></ul><ul><li>Mostrare interesse è evidenziato da un sopracciglio alzato e l’occhio attento </li></ul>
  29. 29. COMUNICAZIONE NON VERBALE <ul><li>In via generale le rughe orizzontali sono indice di meraviglia, perplessità, noia, disinteresse: Le rughe verticali sono indice di concentrazione, dissenso, preoccupazione, opposizione. </li></ul><ul><li>Qualsiasi persona quando comunica, consapevolmente o meno, usa tecniche che sono espressione del suo stile comportamentale. </li></ul><ul><li>Vediamo meglio di capire cosa si intende con il termine di “spazio sociale”. Intanto possiamo prevedere una scomposizione in : posizione, spazio corporeo, visibilità sociale. </li></ul><ul><li>La posizione contempla la modalità di presentazione (di fronte, di fianco,ecc.): per quanto concerne lo spazio corporeo, sono fondamentali l’orientamento che un corpo assume e la distanza. La persona che si pone troppo vicina è aggressiva, quella che si pone troppo lontana è passiva. L persona assertiva si pone ad una giusta distanza. In questo contesto assumono carattere rilevante anche i fattori culturali: al sud la distanza assunta è minire che al nord: E’ significativo anche il modo di toccarsi, per esempio la stretta di mano (troppo energica o troppo molle). </li></ul><ul><li>La visibilità sociale è quanto e come ci facciamo notare; dipende da come ci vestiamo ecc. Per ciò che riguarda la posizione, la comunicazione migliora se ci mettiamo di fronte. Nell’interazione verbale il come si dice produce effetti al di là del cosa si dice: se si urla troppo il messaggio non viene percepito così come se si parla troppo piano: E’ importante, quindi, dare il giusto tono alla comunicazione per garantirle maggior forza ed efficacia. </li></ul>
  30. 30. COMUNICAZIONE NON VERBALE <ul><li>Per quanto concerne la gestualità delle mani, occorre rilevare che una gesticolazione eccessiva può generare distrazione. Il gesto deve sottolineare la comunicazione verbale, arricchendo la comunicazione e coinvolgendo maggiormente l’interlocutore: I gesti eccessivi invadono lo spazio altrui. Le mani sui fianchi comunicano senso di sfida, aggressività. In condizioni in cui non si sa dove mettere le mani, da un senso di sicurezza tenere una mano in tasca e l’altro braccio lungo il corpo. E’ importante, infine, ricordare che occorre prestare attenzione sempre alla propria postura in modo tale che risulti sempre in armonia con ciò che si dice. La posizione ideale è comunque quella eretta. </li></ul>
  31. 31. COMUNICAZIONE NON VERBALE <ul><li>Quando capita di non saper gestire una situazione, è importante non generalizzare e considerarsi incapaci, inadeguati, ecc. , ma contestualizzare, cioè prendere atto del fatto che non si è saputo come gestire quella certa situazione e, o fare tentativi per cercare come rimediarla, o, se non si può più far niente, prepararsi, per il futuro, ed affrontare meglio situazioni analoghe. Quando non si è d’accordo con l’opinione di qualcuno, il principio è: rispetto di sé stesso e rispetto dell’altro: Ciò si ottiene ribadendo la propria opinione e precisando che ognuno può avere la propria opinione, pur rispettando quella dell’altro. </li></ul>
  32. 32. SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE CARATTERISTICHE DI COMPORTAMENTO NON VERBALE NELLA : <ul><li>FORMA PASSIVA </li></ul><ul><li>Sguardo: diretto verso il basso, sfuggente </li></ul><ul><li>Mimica facciale: povera, rigida poco espressiva inadeguata al con­tenuto verbale </li></ul><ul><li>i movimenti so­no scarsi e poco espressivi. </li></ul><ul><li>Gesti: limitati nel numero ripetitivi e monotoni, non correlati al significato della comunicazione verbale,incerti, ambigui, rapidi e sommari </li></ul><ul><li>Spazio sociale, posizione e distanza: reclinata in avanti,dimessa, rigida, goffa, in fuga </li></ul><ul><li>Voce: bassa, incerta,tremante </li></ul>
  33. 33. SCHEMA RIASSUNTIVO DELLE CARATTERISTICHE DI COMPORTAMENTO NON VERBALE NELLA <ul><li>FORMA AGGRESSIVA </li></ul><ul><li>Sguardo: fisso nell'interlocutore, provocatorio </li></ul><ul><li>Mimica facciale: esagerata, inadeguata al con­tenuto verbale </li></ul><ul><li>Gesti: sovrabbondanti, i movimenti sono ampi e vistosi </li></ul><ul><li>Spazio sociale, posizione e distanza: invadente, ravvicinata </li></ul><ul><li>Voce: alterata, concitata, con prevalenza di toni acuti </li></ul>
  34. 34. ABILITA’ VERBALI <ul><li>Per facilitare la comunicazione bisogna abituarsi a saper gestire correttamente gli elementi della comunicazione e appropriarsi di alcune tecniche definite:” abilità verbali”. Dunque si può iniziare una comunicazione facendo domande chiuse, che richiedono risposte semplici del tipo si/no. Le domande chiuse non mantengono, però una conversazione; a questo fine si passa alle domande aperte, che richiedono risposta ampia e stimolano l’interlocutore a fornire informazioni ( iniziano con chi, quale,ecc.). Le domande riflesse prendono spunto dall’ultima parte della conversazione per rilanciare una nuova domanda. Per rendere più viva la conversazione si usano altre tecniche quali: l’auto-apertura e l’inserimento in conversazione, che possono, particolarmente, aiutare chi si trova in difficoltà. L’auto-apertura consiste nell’aprirsi all’altro per eliminare equivoci, fare chiarezza ed esprimere le proprie eventuali difficoltà, ciò aiuta a superarle direttamente e a superare anche l’ansia correlata. </li></ul>
  35. 35. ABILITA’ VERBALI <ul><li>La tecnica delle “libere informazioni” consiste nell’offrire informazioni, di tipo generale, che possono offrire un punto di aggancio all’altra persona per rispondere ad una nostra richiesta. Informazioni personali: riguardano qualcosa di noi che vogliamo far sapere all’altro. Cambio di argomento: la volontà di cambiare argomento o di interrompere la conversazione deve essere espressa in modo chiaro e deciso, la seconda in particolare non prevede il ricorso a false giustificazioni; si farà precedere il congedo con rassicurazioni sull’incontro avuto (es. “……. È stato piacevole incontrarci ma adesso devo proprio andare via”). Dal vocabolario assertivo dovrebbero essere eliminati alcuni termini come “sempre” e “mai” perché non bisogna generalizzare, infatti ogni situazione è a sé stante . Così, anche la comunicazione assertiva non è sempre applicabile ed utilizzabile, dipende dalle circostanze ed in ogni caso in una certa quota percentuale. </li></ul>
  36. 36. ABILITA' DI CONVERSAZIONE <ul><li>servono per instaurare un contatto di tipo verbale e si possono distinguere in due contesti , a secondo del modo in cui il contatto può avvenire: quando la conversazione sia già avviata, quando la conversazione non sia ancora iniziata. </li></ul><ul><li>l DOMANDE CHIUSE </li></ul><ul><li>2 DOMANDE APERTE </li></ul><ul><li>3 DOMANDE RIFLESSE </li></ul><ul><li>4 AUTOAPERTURA </li></ul><ul><li>5 INSERIMENTO IN CONVERSAZIONE </li></ul><ul><li>6 LIBERE INFORMAZIONI </li></ul><ul><li>7 INFORMAZIONI PERSONALI </li></ul><ul><li>8 CAMBIO D'ARGOMENTO </li></ul><ul><li>9 PORRE, FINE ALLA CONVERSAZIONE </li></ul><ul><li>10 GESTIONE DEL SILENZIO </li></ul>
  37. 37. LE CRITICHE <ul><li>Molti problemi di ansia sociale sono legati alla paura delle critiche degli altri, di fronte alle quali siamo vulnerabili, in quanto sono legate alla minaccia del rifiuto. </li></ul><ul><li>Le critiche si possono suddividere in due specie: </li></ul><ul><li>quelle costruttive, cioè dirette non alle persona, ma ad un preciso comportamento ed a specifiche situazioni; </li></ul><ul><li>quelle aggressive, cioè dirette all’individuo nella sua personalità, generiche e totalizzanti. </li></ul><ul><li>Le critiche così dette manipolative sono una sottospecie di quelle aggressive, ma meno evidenti e più subdole in genere sono dirette al controllo dei nostri sentimenti e nella quasi totalità tendono a farci sentire in colpa. </li></ul>
  38. 38. LE CRITICHE <ul><li>E’ importante quando si riceve una critica saper riconoscere a quale specie appartiene e distinguere se sono critiche costruttive o aggressive/manipolative. La manipolazione è una forma di aggressività che agisce dall’interno, a volte in maniera apparentemente inoffensiva, vale la pena fare un esempio per tutti: “ Da te non me lo sarei mai aspettato”. Invece l’aggressività a differenza della manipolazione, agisce apertamente dall’esterno. La paura del rifiuto connessa alla critica la dobbiamo affrontare fin da piccoli quante volte abbiamo sentito la frase :”Se fai così la mamma non ti vuole più bene”. </li></ul>
  39. 39. CONSIGLI PER ACCETTARE LE CRITICHE <ul><li>1 Considerare la critica nella sua effettiva dimensione e non sentirsi ogni </li></ul><ul><li>volta messi in causa globalmente, come persona. </li></ul><ul><li>2 Non lasciarsi “etichettare&quot; come persona malaccorta, ma precisare la </li></ul><ul><li>specificità del proprio sbaglio. </li></ul><ul><li>3 Chiedere spiegazioni concrete e dettagliate per capire (e far capire) </li></ul><ul><li>quali aspetti della critica siano fondati e quali infondati. . </li></ul><ul><li>4 Richiedere all'interlocutore indicazioni per un esito positivo della </li></ul><ul><li>critica. </li></ul><ul><li>5 Sui punti,di disaccordo ricercare un “compromesso&quot; soddisfacente per </li></ul><ul><li>entrambi. . </li></ul><ul><li>6 Esprimere comunque interessi per la critica ricevuta. </li></ul>
  40. 40. CONSIGLI PER ESERCITARE LA CRITICA <ul><li>1 Rivolgersi direttamente all'interessato piuttosto che a un intermedia­rio. </li></ul><ul><li>2 Trattare in privato anziché in pubblico. </li></ul><ul><li>3 Evitare i confronti. </li></ul><ul><li>4 Protestare verbalmente e non con la mimica. </li></ul><ul><li>5 Evitare l'umorismo e l'ironia. </li></ul><ul><li>6 Non lasciare accumulare un contenzioso. </li></ul><ul><li>7 Affrontare un argomento alla volta. </li></ul><ul><li>8 Non scusarsi. </li></ul><ul><li>9 Non dire &quot;sempre&quot;, &quot;mai&quot;, e simili. </li></ul><ul><li>10 Essere concreti e precisi. </li></ul><ul><li>11 Riferirsi al sistema di valori dell' interlocutore. </li></ul><ul><li>12 Parlare di sé invece che dell 'interlocutore. </li></ul><ul><li>13 Presentare l'aspetto positivo della critica. </li></ul><ul><li>14 Suggerire una soluzione realistica e accettabile. </li></ul>
  41. 41. INDICARE, SECONDO VOI, PER GONI SITUAZIONE, CHE TIPO DI RISPOSTA E’ STATA FORNITA (ASSERTIVA, PASSIVA, AGGRESSIVA) <ul><li>SITUAZIONE 1 </li></ul><ul><li>Qualcuno vi chiede un passaggio fino a casa e questo vi porterebbe discapito perchè siete in ritardo, avete qualche commissione da fare e vi porterebbe fuori dalla vostra direzione. Voi dite:”Purtroppo oggi ho fretta e posso portarti fino alla stazione dell'autobus, ma mi è impossibile portarti a casa” </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 2 </li></ul><ul><li>Un cieco vi si avvicina e vi chiede di acquistare certi oggettini. Voi dite: “Voi pensate che solo perchè siete ciechi, la gente deve acquistare da voi anche stupidaggini. Beh, io non sono certo il tipo per farlo. </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 3 </li></ul><ul><li>Il vostro compagno di stanza di solito lascia la stanza in gran disordine. Voi dite: “Tu sei veramente uno zozzone e disordinato e questa stanza fa schifo.” </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 4 </li></ul><ul><li>Un uomo vi chiede un appuntamento per uscire insieme, voi gliene avete già accordato uno e non siete interessata a vederlo ancora. Voi rispondete:” Sono così impegnata che non penso di avere il tempo di incontrarti il prossimo sabato sera.” </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 5 </li></ul><ul><li>Certi progetti di vacanze da passare insieme ad un amico sono cambiati all'ultimo momento da una telefonata di costui. Voi rispondete:”......... Certo questo fatto mi ha veramente colto di sorpresa. Lascia che ti richiami tra un pò di tempo quando ho avuto modo di digerire quanto è successo. </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul>
  42. 42. INDICARE, SECONDO VOI, PER GONI SITUAZIONE, CHE TIPO DI RISPOSTA E’ STATA FORNITA (ASSERTIVA, PASSIVA, AGGRESSIVA) <ul><li>SITUAZIONE 6 </li></ul><ul><li>Tocca a voi fare le pulizie dell'appartamento, cosa che avete più volte dimenticato di fare nel mese precedente. li vostro compagno di stanza vi chiede di farlo con un tono di voce molto calmo. Voi rispondete:” Vuoi piantarla di seccarmi!&quot; </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 7 </li></ul><ul><li>Un collega insegnante prova sempre a saltare il suo turno di lavoro in gruppo, e vi chiede nuovamente di farlo al posto suo. Voi dite:” Beh, si:.. penso di essere d’accordo anche se ho un gran mal di testa che mi sembra che scoppi. </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 8 </li></ul><ul><li>Un giradischi ad alto volume, dal piano di sopra vi sta dando fastidio. Voi telefonate e dite:”Buonasera, io sono l'inquilino del piano di sotto, il suo giradischi è messo ad un volume molto alto e mi sta disturbando. Le dispiacerebbe abbassarlo? “ </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul><ul><li>SITUAZIONE 9 </li></ul><ul><li>Siete entrati in un negozio di costose apparecchiature fotografiche con l'intenzione di dare un' occhiata, il commesso insiste. per farvi comprare qualcosa. Voi dite:” Penso che sia proprio quello che stavo cercando. Va bene, lo prendo.” </li></ul><ul><li>TIPO DI RISPOSTA: </li></ul>
  43. 43. SOLUZIONI <ul><li>1 assertiva </li></ul><ul><li>2 aggressiva </li></ul><ul><li>3 aggressiva </li></ul><ul><li>4 passiva </li></ul><ul><li>5 assertiva </li></ul><ul><li>6 aggressiva </li></ul><ul><li>7 passiva </li></ul><ul><li>8 assertiva </li></ul><ul><li>9 passiva </li></ul>
  44. 44. Tecniche comunicative di tipo protettivo. <ul><li>La nostra capacità discriminativa, una volta affinata, ci consente di poterci difendere efficacemente applicando correttamente una delle tecniche comunicative di tipo protettivo. </li></ul><ul><li>Passiamo ora ad analizzare le più comunemente usate. </li></ul><ul><li>Asserzione negativa : talvolta rappresenta l’unico modo per fronteggiare un proprio errore e consiste nell’ammettere il proprio errore, senza ansia e senza diminuire la propria immagine: Si distinguono tre fasi: </li></ul><ul><li>prima fase:riconoscimento del proprio errore </li></ul><ul><li>seconda fase: riconoscimento della propria non intenzionalità </li></ul><ul><li>terza fase: richiesta di suggerimenti ed indicazioni in merito al da farsi per porre rimedio al proprio errore e per non ripeterlo in futuro. </li></ul><ul><li>In questo modo si risponde assertivamente alla critica costruttiva, o ad errori commessi involontariamente. Bisogna riconoscere che non sempre si riesce in questo modo a sanare la rottura, ma serve soprattutto a noi stessi, al nostro benessere comportarsi così. </li></ul>
  45. 45. Tecniche comunicative di tipo protettivo. <ul><li>Inchiesta negativa : tecnica protettiva di risposta a critiche aggressive e manipolative; uno degli obiettivi è evitare il coinvolgimento nella logica altrui e quindi evitare l’interiorizzazione della critica e la sua amplificazione. Lo schema della procedura prevede due fasi: </li></ul><ul><li>nel corso della prima fase si ammette con il condizionale l’errore dicendo pressappoco così:”Forse è proprio così” oppure “Avrei potuto fare altrimenti” </li></ul><ul><li>durante la seconda fase si effettua una indagine con domande riflesse sull’opinione del nostro provocatore del tipo: “Ho capito, ma che cosa mi consigli allora” oppure “Potresti spiegarmi meglio…….” o ancora “ Dove pensi che io abbia sbagliato”, “ Che cosa avresti fatto tu al mio posto?” </li></ul><ul><li>Facciamo un esempio: critica – “ Che brutto abito che indossi, davvero di cattivo gusto” risposta- “ Forse un vestito come il mio può sembrare poco piacevole; mi potresti dire con quale vestito starei meglio?” In questo caso la critica è portata ad esaurirsi, non si dà possibilità alla persona che fa una critica aggressiva di scaricarla su di noi, provocando una risposta altrettanto aggressiva e manipolandoci. </li></ul><ul><li>Quando la critica è motivata e costruttiva si usa l’asserzione negativa, quando invece la critica è aggressiva e non motivata si usa l’inchiesta negativa. </li></ul>
  46. 46. Tecniche comunicative di tipo protettivo. <ul><li>DISCO ROTTO: attraverso la ripetizione calma e sistematica del proprio punto di vista, insegna a persistere senza inserire nella comunicazione niente che non riguardi l’obiettivo da raggiungere ( elementi di nervosismo, giustificazioni, ecc.). </li></ul><ul><li>Un esempio classico è quello della situazione del venditore porta a porta: approccio con la persona con atteggiamento di parziale disponibilità. Nel momento in cui si appura che ciò che il venditore ci propone non ci interessa, non forniamo nessun tipo di aggancio, né giustificazione, ma ripetiamo che non ci interessa fino all’interruzione della comunicazione. </li></ul>
  47. 47. Tecniche comunicative di tipo protettivo. <ul><li>DISARMARE LA COLLERA: tale tecnica risulta utile per evitare che la collera trascenda e si trasformi in violenza fisica. La cosa più corretta da dire: “ Capisco che in questo tu sia molto arrabbiato, per cui parlerò con te quando ti sarai calmato.” Mettersi a discutere con una persona in collera non è assolutamente produttivo: Usare frasi del genere può sembrare anche irritante, ma dobbiamo anche far capire che il fatto che la persona si calmi è conditio sine qua non per poter comunicare. Se siamo noi ad essere in collera, bisogna prendere tempo, esprimendo la nostra collera e quindi la nostra difficoltà a comunicare in quel momento. </li></ul>
  48. 48. Tecniche comunicative di tipo protettivo <ul><li>ANNEBBIARE: è la più facile da usare, ma anche la più controversa. In presenza di una critica manipolativa consiste nel rispondere “ forse”, “può darsi”. E’ nella natura della tecnica annebbiare, evitare la chiarezza. Nelle situazioni in cui si usa, infatti, sarebbe inutile o perfino dannoso esprimere chiaramente la propria posizione. </li></ul>
  49. 49. DIRITTI DELLA PERSONA <ul><li>Voi avete il diritto di dire di no senza sentirvi in colpa </li></ul><ul><li>Voi soli avete il diritto di giudicare il vostro comportamento, i vostri pensieri e le vostre emozioni, e di assumervene la responsabilità accettandone le conseguenze. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di non giustificare il vostro comportamento adducendo ragioni o scuse. </li></ul><ul><li>. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di decidere se occuparvi dei problemi degli altri, se essere responsabili degli altri. </li></ul><ul><li>. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di mutare parere e opinione, [...] di cambiare il vostro modo di pensare. </li></ul>
  50. 50. DIRITTI DELLA PERSONA <ul><li>Voi avete il diritto di sbagliare, assumendovi la responsabilità delle eventuali conseguenze negative. ' </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di non farvi coinvolgere dalla benevolenza che gli altri vi mostrano quando vi chiedono qualcosa. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di essere illogici nelle vostre scelte. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di dire: &quot;Non so&quot;. quando vi si chiede una competenza che non avete. &quot; </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di dire: &quot;Non capisco&quot; a chi non dice chiaramente che cosa si aspetta da voi. </li></ul><ul><li>Voi avete il diritto di dire: &quot;Non mi interessa&quot;, quando gli altri vi vogliono coinvolgere nelle loro iniziative. </li></ul>
  51. 51. Grazie per l’attenzione

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