Statistica e terremoti

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matematica e terremoti

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Statistica e terremoti

  1. 1. Legge di Gutenberg-Richter e i terremoti di Cristiano Armellini, cristiano.armellini@alice.it Secondo la legge di Gutenberg – Richter (https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Gutenberg-Richter ) = 10 dove: a, b sono delle costanti da determinare N = numero di venti sismici di magnitudo M M = magnitudine. si prova facilmente che = 10 che è costante se la distribuzione delle scosse avviene in modo regolare = numero di scosse di magnitudo M = numero di scosse di magnitudo M+1 quindi dall'analisi dei dati si deduce b quindi il valore di a (i dati dei terremoti possono essere scaricabili da internet dal sito dell’INGV http://cnt.rm.ingv.it/) Oppure per trovare a, b si applica la formula = 10 per due diversi casi di N, M e si risolve il sistema di due equazioni in due incognite. Tipicamente nelle zone sismiche a = 1 e 0,5 Questa formula è molto utile per prevedere terremoti di assestamento perché nel caso che > 10 per una certa magnitudine allora ci si può aspettare eventi sismici di grado M+1. Altri metodi di previsione: metodo dei minimi quadrati: (o parabola dei minimi quadrati, cubica dei minimi quadrati) dove mettiamo l’asse delle ascisse il tempo nell’asse asse ordinate la magnitudo dell’evento sismico. La retta dei minimi quadrati ci può indicare una tendenza per le scosse di terremoto future ma sulla lunga distanza Meno efficace risulta invece l'interpolazione dei dati Per tentare di preveder scosse non di assestamento vale ancora la statistica : bisogna sapere in quel territorio ogni quanti anni si verifica un forte evento sismico e , ovviamente, l'ultimo evento registrato

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