Successfully reported this slideshow.
We use your LinkedIn profile and activity data to personalize ads and to show you more relevant ads. You can change your ad preferences anytime.

IN MOTO "Made in Italy"

266 views

Published on

  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

IN MOTO "Made in Italy"

  1. 1. 52 inmoto Honda R&D Europe Speciale Made in ItalyTra le eccellenze italiane ce n’è una che “inventa” e crea moto Honda e che ha saputo creare modelli pieni di stile per l’industria più grande del mondo di Ugo Passerini L a presentazione della Hornet e dell’SH 300i, insieme al nuovo scooter SW-T 600 che vi pre- senteremo sul prossimo numero, in- sieme all’approssimarsi della nuova CBR 600 F, una moto che sembra un passo indietro rispetto alle su- persport delle ultime generazioni e invece è il passo in avanti per far superare la crisi alle medie cilindrate più esclusive, offre l’occasione per parlare del R&D Europe della Honda che sta a Roma. La coabitazione con la sede della Honda Italia non deve creare confusione: l’HRE di Roma la- vora con l’HGA, l’R&D in Giappone, ed è un “ramo” dell’HMEurope con sede a Londra. I “ragazzi” di Roma, che provengono da tutta Italia, han- no una professionalità altissima no- nostante l’età molto giovane (tra i 43 e i 32 anni quelli che hanno lavorato alla CBR 600 F), e questi, se ce lo consentite sono aspetti che dovreb- bero renderci tutti orgogliosi, sia se si è “hondisti” che no. Dall’R&D di Roma parte talvolta l’input stesso di una moto (anche l’idea della Cros- srunner è nata qui), sono quindi lo- ro a realizzare i disegni fino a quello definitivo da cui il modellista ricava il modello in clay (argilla). Man mano che la moto prende forma ci si inter- faccia con il Giappone per far appro- vare le varie fasi di “avanzamento lavori”, ma anche con l’Honda della “regione” da cui potrebbe essere giunta l’istanza per un nuovo model- lo. Nel caso delle moto di cui abbia- mo parlato il riferimento è stato natu- ralmente la Honda Italia (pensate a quanti SH si vendono in Italia, logico
  2. 2. 53 inmoto centro stile italiano Sotto, Gianfelice Marasco, “autore” della nuova Hornet. Più in basso, da sinistra, l’ing. Luca Caruso “engineer” (che lavorò anche alla CB 1000 R), Valerio Aiello “senior designer” (anche dell’SH 125-150 2009) e Antonio Arcadu, modellista, il “trio” della CBR 600 F, sotto la direzione di Paolo Cuccagna, design manager del Centro Stile di Roma che la Honda Italia abbia la voce più importante sull’argomento), ma, ad esempio, anche la Honda inglese ha fortemente voluto la nuova CBR 600 F, modello particolarmente in sinto- nia con le esigenze dei motociclisti inglesi. I modelli che chiede il merca- to europeo normalmente sono molto costosi da realizzare, ma da qualche anno tutti devono sottostare ad una legge universale che regna in Hon- da, l’investment fee, legge severissi- ma e crudele, ingiusta agli occhi dei fan, ma che ha permesso
  3. 3. 55 inmoto hornet 1998 Genesi e successo latini L’evoluzione della Hornet è stata lenta, ma costante. Nel 1998, l’anno del suo debutto sul mercato, la naked giapponese era una semplice moto da passeggio: il motore derivava da quello della CBR 600 F, ma il cerchio anteriore di 16” e la taratura morbida delle sospensioni rappresentavano dei limiti nell’uso sportivo. Nel 2000, infatti, venne introdotto il cerchio an- teriore di 17” e nel 2003, consideran- do l’enorme successo che questo modello ebbe in Italia, Honda decise di aumentare la capienza del serba- toio (che passò da 16 a 17 litri) per rendere la Hornet più adatta anche alle escursioni. Nel 2007 le svolte, tecnica ed estetica: telaio monotrave in alluminio, motore di derivazione supersportiva (CBR 600 RR), C-ABS e un design futuristico e coraggioso che nulla aveva a che vedere con quello classico e semplice delle pre- cedenti versioni. Nel 2009 vennero introdotte le sospensioni regolabili ed oggi quella base tecnica, ancora un riferimento della categoria, è stata utilizzata per realizzare il model year 2011, cambiato soprattutto fuori. Il faro anteriore ed il codino si ispirano alle fortunate linee della CB 1000 R, mentre il serbatoio e la zona centrale non sono state modificate. R.P. la storia della hornet alla Casa numero uno di non avere le difficoltà finanziarie di alcune con- correnti, che hanno speso “troppo” per realizzare alcuni modelli venduti in numeri tali da non poter rientrare dell’investimento affrontato. Per rin- novare un modello per il 2011, non ci hanno detto quale, c’era “spendere” solo 6 Euro. Ma evidentemente ci so- no riusciti. La Hornet 2011 esce dalla mano di Gianfelice Marasco, design project leader. Il project leader della CBR 600 F invece è l’ing. Luca Ca- ruso, che ha collaborato anche alla CB 1000 R, ed è stata disegnata da Valerio Aiello, senior designer (già nel progetto SH 125-150 modello 2009) mentre il modellista è Antonio Arcadu, che lavora spesso anche in Giappone. Il tramite tra la linea sul foglio e il modello in grandezza na- turale è lui. - Tu devi essere capace manual- mente ed artisticamente di effettuare la trasposizione da un disegno, ma- gari in 3D al computer ma pur sem- pre virtuale, alla realtà. «L’obiettivo del modellista Honda è di veicolare tutte le informazioni di carattere tecnico quali specifiche, vincoli costruttivi e dimensionali dei componenti, vincoli ergonomici, spe- cifiche sulla sicurezza e iput aerodi- namici in una scultura di argilla in scala reale che esprima al me- Honda RD Europe Speciale longeva di successo Ecco l’evoluzione estetica, ma anche concettuale, della Hornet, che è una delle naked dalla vita più lunga e spesso al vertice del gradimento hornet 2007 hornet 2011
  4. 4. glio quello che il designer descrive attraverso lo sketch in 2D, per valu- tare l’oggetto in relazione con lo spa- zio in tridimensione.» - E se il modellista “la vede” in mo- do diverso dal designer chi vince? «Può succedere che ci siano va- riazioni sullo stile allontanandosi dall’idea in origine. è il momento in cui ho spazio per esplorare e propor- re. Tutto quello che porta freschezza al progetto è ben accetto: un team flessibile e curioso partorisce sempre cose interessanti o almeno inaspet- tate. Magari c’è da cambiare qual- cosa per vincoli di ingombri oppure il modellista interpreta diversamente dal designer le linee, ma il tutto deve essere pienamente condiviso e vince la soluzione migliore, senza rivalità» Chiediamo a Luca e Valerio invece se “il design costa”. Luca: «Ha un costo alto ma vale tanto perché fa vendere. Se una mo- to non ti piace non la compri.» - Valerio: «Sì, ma si sbaglia a con- siderare il design un valore aggiunto perché “è” l’oggetto stes- so, ed è ben riuscito se riesce ad esprimerlo al meglio.» n Honda RD Europe Speciale il nuovo dal vecchio Il Centro Stile in tempo di crisi delle vendite ha saputo realizzare modelli nuovi “spendendo” il meno possibile. Le idee non costano ma costa realizzarle, quindi sono migliori le idee che si realizzano con poco. Sopra, il disegno finale della CBR 600 F, sotto e a fianco i bozzetti della Hornet

×