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1 Piani Di Emergenza

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Published in: Business, Health & Medicine
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1 Piani Di Emergenza

  1. 1. Prevenzione incidenti del trasporto
  2. 2. Prevenzione incidenti <ul><li>Il problema della prevenzione e della protezione dagli effetti degli incidenti durante il trasporto di materie pericolose su strada è stato recentemente posto anche in ambito OCSE </li></ul>
  3. 3. Incidenti nei trasporti negli USA (media del periodo 1980-90)‏
  4. 4. Scenario predeterminato <ul><li>Gli interventi a scenario predeterminato sono tipicamente quelli che coinvolgono strutture fisse: impianti, depositi, pipelines, luoghi dove si impiegano sostanze pericolose. Per ogni struttura fissa è possibile disporre di tutti i parametri relativi alla configurazione, al layout, al tipo di materiali presenti ed ai quantitativi stoccati (spesso ingenti), alle lavorazioni e quindi ai possibili eventi incidentali ed alla loro evoluzione statisticamente prevedibile e quindi la previsione delle aree coinvolte. </li></ul>
  5. 5. Scenario predeterminato <ul><li>Insomma, per questi tipi di interventi è possibile (e doverosa) una pre-pianificazione che può raggiungere anche un livello di precisione molto dettagliato. </li></ul><ul><li>Il principale strumento di management, nel caso di scenario predeterminato è il Piano d'emergenza . </li></ul>
  6. 6. Scenario variabile <ul><li>Gli interventi a scenario variabile sono quelli tipicamente legati al trasporto di sostanze pericolose: stradale, ferroviario, aereo, marittimo. </li></ul><ul><li>Inoltre sono da far rientrare in questo campo anche quegli incidenti in strutture fisse ma per le quali non esiste pre-pianificazione (e sono purtroppo i peggiori incidenti da gestire). </li></ul>
  7. 7. Scenario variabile <ul><li>Questi schemi di lavoro per la gestione delle emergenze sono profondamente conosciuti ed utilizzati dalle squadre di soccorso del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che sono costantemente abituate ad operare in situazioni di scenario variabile. </li></ul><ul><li>Il principale strumento di management a disposizione, nel caso di scenario variabile, è la Procedura Operativa Standard di Intervento . </li></ul>
  8. 8. Emergenze e piani di emergenza   A U M E N T O   Di   D I F F I C O L T A'     Emergenza interna in struttura fissa con pre-pianificazione     P.E.I. Piano d'emergenza interno     Emergenza interna in struttura fissa senza pre-pianificazione     P.O.S. Procedure operative standard + schede di sicurezza     Incidente di trasporto (i quantitativi di materiale coinvolto sono in genere limitati rispetto alla media degli stoccaggi fissi, ma il rischio diventa elevato in caso di vicinanza dell'incidente ai centri abitati)‏ P.O.S. Procedure operative standard + schede di sicurezza     Emergenza esterna in struttura fissa con pre-pianificazione (la difficoltà di gestione può essere mitigata se sono presenti fattori favorevoli come la distanza dai centri abitati)‏ P.E.E. Piano d'emergenza esterno   Emergenza esterna in struttura fissa senza pre-pianificazione   P.O.S. Procedure operative standard + schede di sicurezza
  9. 9. Aggiornamento dei piani <ul><li>Anche se da un lato si riuscirà a disporre di un numero sempre maggiore di piani aggiornati e periodicamente messi alla prova, dall'altro risulterà praticamente impossibile (e non solo in Italia) avere la certezza di disporre di una pianificazione adeguata per ogni insediamento e ogni ipotesi di incidente di trasporto. </li></ul>
  10. 10. Esempio di incidente nel trasporto ESEMPIO DI SCENARIO: INCIDENTE DI TRASPORTO NUOVA GAS SPA
  11. 11. POSSIBILI LIVELLI DI GRAVITÀ DEGLI INTERVENTI CON SOSTANZE PERICOLOSE
  12. 12. Le fasi su cui lavorare <ul><li>Previsione </li></ul><ul><li>Prevenzione </li></ul><ul><li>Soccorso </li></ul><ul><li>Superamento dell’emergenza </li></ul>
  13. 13. Previsione <ul><li>La previsione consiste nelle attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, </li></ul><ul><li>alla identificazione dei rischi </li></ul><ul><li>ed alla individuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. </li></ul>
  14. 14. Prevenzione <ul><li>La prevenzione consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi di cui all'articolo 2 anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività di previsione. </li></ul>
  15. 15. Soccorso <ul><li>Il soccorso consiste nell'attuazione degli interventi diretti ad assicurare alle popolazioni colpite dagli eventi di cui all'articolo 2 ogni forma di prima assistenza. </li></ul>
  16. 16. Superamento dell’emergenza <ul><li>Il superamento dell'emergenza consiste unicamente nell'attuazione, coordinata con gli organi istituzionali competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita . </li></ul>
  17. 17. Le diverse fasi della gestione operativa dell’intervento
  18. 18. IL MODELLO A &quot;OTTO PASSI&quot; <ul><li>1 - Controllo e gestione del sito </li></ul><ul><li>2 - Identificazione del materiale coinvolto </li></ul><ul><li>3 - Analisi dei pericoli e del rischio </li></ul><ul><li>4 - Valutazione degli indumenti protettivi e delle attrezzature </li></ul><ul><li>5 - Coordinamento delle informazioni e delle risorse </li></ul><ul><li>6 - Controllo, confinamento e contenimento del prodotto </li></ul><ul><li>7 - Decontaminazione </li></ul><ul><li>8 - Chiusura dell'intervento </li></ul>
  19. 19. La “griglia di sincronia operativa” <ul><li>Nella griglia vengono indicati: </li></ul><ul><li>il tipo di evento incidentale </li></ul><ul><li>le persone/gruppi coinvolti </li></ul><ul><li>la sequenza temporale di azioni da intraprendere </li></ul><ul><li>i compiti che ogni singola persona/gruppo deve portare a termine. </li></ul>
  20. 20. <ul><li>Sono scritte </li></ul><ul><li>Sono ufficiali </li></ul><ul><li>Sono obbligatorie </li></ul><ul><li>Vengono applicate a tutte le situazioni </li></ul>Le Procedure Operative Standard hanno queste caratteristiche:
  21. 21. <ul><li>Fine 6° lezione </li></ul>

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