Giornalino scolastico D'AOSTA NEWS - Penne curiose

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Giornalino scolastico D'AOSTA NEWS - Penne curiose

  1. 1. LA NOSTRA REDAZIONEGENTILE DANIELA, PALAZZI FRANCESCA, CUTOLO ALESSANDRO, SAWA EMANUEL, NIEMIEC GESSICA, PERO VIN-CENZO, PIZZA LUIGI, IOVINO ROSAMARIA , FABBROCINO VITTORIA, DURACCIO NINA, DEL GIUDICE LUCIA, CINIGLIOFIAMMETTA, LUCARELLI ILARIA, IERVOLINO ALESSIA, PAGLIARIELLO CHIARA, PICARIELLO FRANCESCA PIA, DI CHIA-RA ALFONSO, MIRANDA RAFFAELLA, BOCCIA SARA, ANNUNZIATA ANASTASIA, KAHN GABRIEL, RAGOSTA MICHELEBENNARDO, ROMANO MAURO.ANNO I – N.1 GIUGNO 2013Direzione - Redazione - Amministrazione: Istituto Comprensivo “D’Aosta”, Viale Augusto, 1 Ottaviano (Na) www.daosta.itDirigente scolastico : Michele MontellaIl Comitato Scientifico: A. Saviano, A. Menna, A. M. CaldarelliFare il giornale ascuola è une-sperienza davve-ro entusiasmantee rappresentaunoccasione uni-ca per avvicinarein modo diverten-te gli alunni allascrittura e allamultimedialità. Lavalenza pedago-gica dellespe-rienza è enorme;il laboratorio digiornalismo siavventura attra-verso sentieri in-terdisciplinari emira allacquisi-zione di capacitàmetacognitive efantacognitivecostituendo lhu-mus adatto persviluppare la co-municazione, lasocializzazionee lautonomia.Animati da cu-riosità e dalla-more per la veri-tà, i “piccoli gior-nalisti” si pongo-no di fronte allarealtà che licirconda conocchi nuovi: laosservano, la a-nalizzano, formu-lano giudizi edopinioni. Inoltrelo stare insiemea compagni pro-venienti da varierealtà classe,consente ai di-scenti di cogliereil significato e lepotenzialità dellavoro di gruppoe della condivi-sione. Nel labo-ratorio di giornali-smo essi hannola possibilità diimparare a valu-tare, interpretare,scegliere, pren-dere decisioni.Inoltre, favorire ilcoinvolgimento diuna serie di sog-getti anche ester-ni alla scuola eche operano nelterritorio costitui-sce un momentosempre nuovo diarricchimento econoscenza.Per noi docentiseguire tale e-sperienza è unpiacere ed unonore: è bello farparte di un grup-po, scoprire escoprirci comenuove personeogni volta.Alla fine del lavo-ro c’è l’orgoglioe la consape-volezza diaver prodottoqualcosa di im-portante, qualco-sa che farà pen-sare e rifletteretutti coloro chelo leggeranno.Ottaviano ha nuovo Sinda-co e senza alcun ballottag-gio. Con una netta afferma-zione sui diretti avversari, èstato eletto al primo turnolavv. penalista Luca Ca-passo, espressione delcentro-destra con il soste-gno di ben sette liste. Lascelta degli Ottavianesi ècaduta sull ”uomo dellagente”, così è stato definitoil neo sindaco e così prefe-risce definirsi lui stessoquando afferma che“continuerà ad essere pertutti Luca Capasso “. Dal-tronde cera da aspettarse-lo, la cittadinanza era stan-ca ed era giocoforza che,dopo un decennio di inerziada parte di unamministra-zione di centro-sinistra, lat-tenzione e i consensi sispostassero su forze nuo-ve. Leredità raccolta dalnuovo sindaco non è facile.Ottaviano vive una crisiprofonda: le imprese di untempo sono deboli o nonesistono più, pochi i nego-zi rimasti, assai ridotto ilnumero delle strutture perla ristorazione, inesistentetere insieme i pezzidell’identità civica, non so-lo aprendo ai cittadini,concretamente, le portedel Palazzo della politica,ma organizzando eventi emanifestazioni che possa-no coinvolgere i quartieri,riaccendere l’entusiasmodella gente e ridare forzaal senso di appartenenza”.Infine, ritiene che sia fon-damentale riconsiderare irapporti con il Parco delVesuvio e definire tutte lemisure utili a far sì chel’Ente diventi promotore diturismo: lambiente delSomma- Vesuvio non de-ve essere solo difeso nellasua straordinaria originali-tà, ma va aperto alla co-noscenza diretta del pub-blico. Per finire, sottolinealurgenza di rendere effi-cace il piano regolatore.Nel fare gli auguri a Lui ealla nuova Giunta, noi ciauguriamo che il paese,spinto dal vento nuovo esotto la guida di personecompetenti e disinteressa-te, possa davvero ripartire.il turismo. A ciò si aggiun-gono vie e piazze deserte,la cattiva illuminazione del-le strade e la desolazionedi Via Cesare Augusto,diventata un cantiere im-praticabile. Più rosea, al-meno economicamente, lasituazione della frazione diSan Gennarello che hacontribuito in maniera deci-siva allelezione di Capas-so. Tuttavia a fronte di sif-fatte emergenze gravissi-me, il Primo Cittadino nonsi scoraggia e dice cheaffronterà le situazioniconcretamente con inter-venti di urgenza e settoria-li. Per lui è necessario chegli imprenditori dimostrinospirito civico “ adottando “le sedi degli istituti scola-stici e gli spazi pubblicioppure che finanzino i la-vori di riordino e di siste-mazione di strutture chepossano offrire servizi al-la cittadinanza. “E’ neces-sario, aggiunge, rimet-UN PATTO PER LA SCUOLAa pagina 5LA SCUOLA OSPITA TOGNOLINIa pagina 7IL VOLLEY OTTAVIANESE IN B 2a pagina 13Il Comitato ScientificoGIORNALE NUMERO UNO(B.Tognolini)Un giornale per bambiniio lo so come si fa:se ne prende uno per grandi,se ne butta la metà…E quel mezzo che rimaneper metà è carta di panegocciolato di scritture,per metà è acqua di maredove nuotano figure.Si fa bene, si fa bello,come un libro, come un gioiello,con il trucco degli autori,dei poeti e illustratori,dei Rodari e dei Piumini,applicato ad ogni foglio:CON LA SCUSA DEI BAMBINI,FAR LE COSE MEGLIO.
  2. 2. Giugno 20132 Mondo scuolaIl POF del nostro istituto, “Il Semedelle Parole” ha contemplatoquestanno delle progettualità stret-tamente legate ai percorsi currico-lari in quanto i soggetti coinvolti nelprocesso educativo sostengonoche la comunità debba vivere di unProgetto Scuola e non debba esse-re la scuola dei progetti. Si sonoscelti cioè degli approfondimentiche hanno arricchito i contenutiprogrammati, tutti incentrati sullu-so della Parola nella comunicazio-ne. Inoltre sono stati posti in cam-po i Perditra, cioè percorsi didatti-ci trasversali alle varie disciplinepromossi, a volte, dalle associazio-ni che intessono relazioni culturalicon la scuola ( Agorà, Archeotta-viano, LEGAMBIENTE , “Leo ClubPaolo di Mauro”). Tali rapporti sonostati avviati dopo la firma diun Protocollo di Intesa che ha pro-mosso la collaborazione e la siner-gia con il territorio. I Perditra attivatis o n o s t a t i i s e g u e n t i :Germogli: percorsi legati all’ambiente, alla botanica, al giardi-naggio, all’ ecologia e alla sosteni-bilità ambientale, all’informaticae alle scienze.Tantimondi: percorsi legati allamondialità, alla cittadinanza, allanonviolenza.Tuttestorie: percorsi legati alla let-teratura, alla lettura, al giornalismo,alla scrittura creativa.De Arte: percorsi legati alla musi-ca, al canto, alla creatività artistica.Degna di menzione tra queste ulti-me attività il percorso effettuato dalCoro stabile dell’I.C.D’Aosta.I percorsi sono stati realizzati attra-verso tutte le forme disciplinari, di-partimentali e di settore ritenuteopportune: teatro, cinema, lezionefrontale, laboratori artistici, musica-li, motori, informatica e didatticadigitale. Un esperienza molto si-gnificativa è stata, senza dubbio,quella del Progetto Ciliegie. Acro-nimo imperfetto di Circoli di LetturaGenitori, Ciliege è stataun’esperienza di lettura condivisa,che ha inteso restituire alle fami-glie un ruolo di centralità nell’ e-ducazione alle competenze lingui-stiche e, in particolare, alla citta-dinanza attiva. La scuola, da sola,non può assolvere a questocompito, perché leggere è un affaredi cuore, non solo di mente. Diqui la necessità di una testimonian-za costante e affettuosa di colo-ro che, come i genitori, sono quoti-dianamente vicino ai ragazzi e cer-cano di risvegliare in loro il gusto diraccontare, immaginare, esprimersi,creare ed essere protagonisti dellacostruzione del proprio mondo. Unaltro percorso interessante è statoil progetto “Crescere felix” portatoavanti dalle classi e dagli insegnatidi tutte le classi Terze della scuolaPrimaria in rete con altre scuole delterritorio e con il supporto degli ope-ratori medici dellASL . Il progetto siè articolato in varie fasi: formazionedocenti attraverso la rete CrescereFelix; formazione genitori con gliesperti Asl, itinerario presso le clas-si con il coinvolgimento di tutte ledocenti dei Consigli e dei genitori. Ilprogramma parte dalla constatazio-ne che tra i cinque ed i dieci anni unbambino su tre è già obeso o in so-vrappeso e che tra i suoi principalierrori alimentari c’è il consumo didolciumi e bibite troppo ricche dizucchero. Il progetto, volto adimplementare corrette abitudinialimentari e a migliorare le dinami-che relazionali, ha costituitouna significativa occasione di cre-scita e di coinvolgimento di tutto ilcontesto socio educativo scuola,famiglia, comunità locale, Enti Istitu-zionali) impegnato a promuovere ilbenessere del bambino edell’adulto. Due sono stati i momen-ti finali del progetto: una prima de-nominata “Colazione in Cortile per iGenitori”ed unaltra chiamata“Verdura party”. Durante il primo ditali appuntamenti è stato firmato un“Patto educativo” con i genitori persuggellare il loro impegno versounalimentazione più sana e corret-ta, più ricca di verdura e frutta. LaScuola secondaria ha beneficiato didue percorsi di potenziamentodelle lingue straniere, francese edinglese. In orario aggiuntivo, gli stu-denti hanno approfondito la linguascelta e conseguito la certificazioneDELF o Cambridge.La Scuola dell’Infanzia, insieme allafamiglia, costituisce quel terreno fe-condo in cui si sviluppano i primi ger-mogli delleducazione e in cui è cura-ta la crescita di ogni bambino. Essaè fondamentale per lo sviluppo dellapersonalità di ogni discente poichépresenta tempi distesi e perché ogniapprendimento in essa avviene inmaniera ludica. Dal primo giorno discuola, qui il bambino prende co-scienza dell’esistenza degli altri, sen-te di avere gli stessi diritti, inizia acapire in valore di ruoli e regole nelpieno rispetto delle differenzecaratteriali e corporee. La conviven-za con gli altri, il confronto sonoimportanti per superare legocentri-smo. Anche il riferirsi a noi do-centi, figure diverse da quelledei familiari,consente ai pic-coli di avere unavisione più ge-n e r a l edell’adulto. Lanostra scuolad e l l ’ in f a n zi a ,quest’ anno, è stato il luogo in cui ibambini hanno potuto svolgere at-tività finalizzate alla loro crescita.Sono stati aggiunti percorsi per e-videnziare giornate, luoghi e incon-tri. Il giorno della SHOAH ha vistocome protagonisti i nostri bambiniche hanno commemorato questotriste momento storico attraverso unracconto, rendendolovivo con un’attività chehanno svolto con alle-gria e spensieratezza.Un nuovo percorso“Operazione scuolepulite” ha visto i geni-tori partecipare al mi-glioramento di alcuni luoghi fonda-mentali per la scuola, collaborandoalla nascita di una sala polifunzio-nale per la lettura e l’ informatica.Un altro percorso fondamentaleè stato: ” LEGGO IN TRAC”,unesperienza altamente formativache ha visto protagonisti i ragaz-zi della scuola secondaria impe-gnati a raccontare storie ai bambinidella nostra scuola e che ha desta-to interesse e curiosità. Infine, per ibambini di 5 anni, lofferta formati-va è stata arricchita con un corsodi lingua inglese. La scuoladell’infanzia spera, così di averofferto ai propri discenti i“prerequisiti” che avranno un ruoloessenziale per gli apprendimentidel successivo grado distruzione.Il Comitato Scientifico
  3. 3. Giugno 2013 3Mondo scuolaI ragazzi delle classi quarte e quinte dellascuola primaria del nostro istituto, allenatidallins. De Simone Maria Rosaria, lo scor-so 22 maggio, hanno partecipato, a Pog-giomarino, alla manifestazione conclusivadel Progetto Giocosport gareggiando inquattro discipline: corsa veloce, staffetta,percorso misto e tiro alla fune.Il Preside ha ricevuto tutti gli atletipartecipanti, che gli hanno consegna-to la targa commemorativa, e si ècomplimentato per i risultati ottenuti.MEDAGLIA DOROpercorso misto femminileMaria Kiziuk (IV C)MEDAGLIA DI BRONZOpercorso misto maschileVincenzo Tufano ( IV C)MEDAGLIA DI BRONZOTiro alla funeAngelo Perrella (V E)Alessandro Bifulco (V E)Giuseppe Carillo (IV B)Il medaglierePermettere agli studenti diconnettersi e di lavorare conpartners online in tutta Euro-pa, su di un progetto comu-ne, è il modo migliore per in-ternazionalizzare l’istruzionee prepararli a vivere nel 21°secolo. E’ l’esperienza chealcuni alunni dell’I. C.“D’Aosta” hanno fatto durantel’anno scolastico aderendo alProgetto e-Twinning “SaveEurope, make it a better pla-ce”. Il progetto, che ha cometema l’ambiente e i suoi pro-blemi, non è altro che un pro-logo al futuro progetto Come-nius, a cui la scuola si è can-didata. Gli studenti hannopreparato una presentazionedella scuola e, dopo aver ap-profondito la conoscenzadell’Italia, hanno illustrato edato notizie ai loro amici eu-ropei sulla vetta più alta,il fiume più lungo, i luoghipiù famosi del nostro Paese.L’attività didattica più signifi-cativa è risultata l’incontro viaSkype con la scuola polaccadi Staszow. Gli alunni dell’ins.Anna Maria Caldarelli, mem-bro del progetto, hanno spe-rimentato le loro compe-tenze in lingua inglese par-lando con un gruppo di alunnidell’ins. Justyna Szczepań-ska che, insieme all’ins. Ro-sitsa Dimova, di origine bul-gara, è stata la proponentedel progetto. Le altre na-zioni che partecipano alprogetto sono: il Portogallo,la Spagna e la Gran Breta-gna. Il contatto virtuale po-trebbe diventare reale il pros-simo anno se la candida-tura presentata avrà unesito positivo. Allora,incrociamo le dita!La Redazione
  4. 4. Giugno 20134 TerritorioLe passioni nascono per caso esi alimentano nel tempo con la-more. Quella dei fratelli Antonel-lo e Lucio Mazza è una passionevera nata da una scoperta casu-ale nel 1992 e che si è alimenta-ta con quellamore che solo lat-taccamento al paese natio puògenerare. In quei tempi, doven-do catalogare dei documenti diun loro zio, Michele Mazza, essirinvennero delle foto di Ot-taviano dopo leruzione del1906 e copie di giornali dellepo-ca. Da qui è nata la ricerca difoto e documenti presso rigattieriprima napoletani e campani epoi di altre regioni che li ha por-tati poi ad entrarenel giro delle aste e deiconvegni filatelici e numi-smatici. Oggi larchivio in loropossesso conta circa 300 foto ecartoline su Ottaviano, rigo-rosamente in bianco e nero,risalenti alla fine dellOttocento,agli anni post eruzione 1906 finoal 1970. Si tratta soprattutto difoto riguardanti paesaggi e zonedel paese, ma la collezione con-ta anche foto di eventi. Si partedalla collezione del Maggiore DeMarchi, braccio destro del Gene-rale Durelli, alle foto relative allaricostruzione post eruzione, aifantastici vetrini delle foto stereo-scopiche di vedute di Ottaviano.A queste si aggiungono copiedi giornali francesi ed inglesidi inizio Novecento e antichi do-cumenti riguardanti la storia diOttaviano. Tra questi un librettocontenente listituzione del liceopareggiato G. Leopardi del 1905,un annuario dellepoca in cui eraPodestà di Ottaviano un avo deiMazza, Pasquale Mazza, e co-pie de “ LIllustrazione Italiana”,“Le Monde” e “Le Pelerin” degliinizi del 900, con articoli sul no-stro paese dopo leruzione del1906.Il Comitato Scientifico
  5. 5. Giugno 2013 5TerritorioLa finalità ultima sottesa al no-stro POF è la realizzazione diuna scuola intesa come cittadel-la educante. Per esser tale uni-stituzione scolastica non puòoperare in modo avulso dal terri-torio e dagli enti o agenzie edu-cative preposte a governarlo oatte a promuoverne le risorse.Ecco la ragione per cui il nostroPreside ha organizzato un incon-tro sia con le associazioni localiche con i vari candidati a sinda-co, per verificare la possibilità ditrovare connessioni tra i loroprogrammi, la questione delle-ducazione e le istanze semprepiù pressanti che ogni giorno sipresentano a scuola. Liniziati-va, oltre ad essere stata inno-vativa, ha creato i presuppostiper future collaborazioni e si-nergie di risorse. Per noi opera-tori scolastici e per i nostri di-scenti ha costituito unesperien-za unica il fatto di aver potutoincontrare i futuri amministratoridel nostro paese che, con gran-de disponibilità, hanno ac-consentito a sottoscrivereuna carta dintenti per individua-re strategie e percorsi mirati eper consentire alla scuola diavere strutture sicure, arredi eservizi efficienti. I vari candidatia sindaco, oltre ad esporre ipunti del loro programma atti-nenti alle politiche giovanili,hanno dato molta importanza almondo della scuola. Sono ve-nute fuori iniziative interessantitipo la realizzazione di punti wi-fi per favorire laggregazionesociale, il ripristino di strutturesportive esistenti e mai conclu-se (piscina comunale, palazzet-to dello sport, campi ), la realiz-zazione di una biblioteca, affi-dandone la gestione a privati ead associazioni locali ed offrireservizi a costi ridotti.Quella del preside Montella èstata una sfida raccolta dalnuovo sindaco di Ottaviano,lavv. Luca Capasso che ,allindomani del suo suc-cesso elettorale, ha visita-to la nostra scuola etutte le istituzioni scolastichedel territorio per toccarecon mano le difficoltà in cuiesse versano quotidianamente.La tradizione orale raccolta e soste-nuta da Padre Luigi Saviano, gran-de studioso e storico del nostro pa-ese, vuole che Giacomo Leopardi sisia fermato per ben due volte adOttaviano durante i suoi viaggi ver-so Torre del Greco dallamico Ra-nieri. La tesi è avvalorata dal ritro-vamento di documenti del 1905 concui si intitolò il Liceo Ginnasio di al-lora al famoso poeta di Recanati.Questa è la ragione per cui nelchiostro del convento, cheospita la sede centrale della nostrascuola, è presente una lapidein memoria dei soggiornidel Leopardi ad Ottaviano.A conclusione dellanno scolastico,il Preside e gli Organi CollegialidellI.C. DAosta hanno voluto da-re un segnale e avviare simbolica-mente, con laffissione di una tar-ga, lintitolazione del chiostro alPoeta de “La Ginestra”. La cerimo-nia di intitolazione ha rappresenta-to uno dei momenti più emozio-nanti del bistrot letterario, tenutosinel chiostro, avente per titolo “Sele parole dicessero i sogni”. E sta-ta una serata coinvolgente in cuisi sono alternati varie esibizioni didanza, musica, canti, letteraturaalla presenza di tanti ospiti. Ragaz-ze e ragazzi hanno incrociato di-scorsi in Inglese e in Francesecon grande maestria e tanti do-centi, pieni di forza e di allegria,hanno offerto il loro tributo allariuscita della serata. Un ele-gante buffet di esclusivi dol-ci e raffinati vini ha fatto dacontorno allevento. Presenteil primo cittadino, Luca Ca-passo, Don Vittorio Garzo-ne e tanti nomi noti dellacultura ottavianese.Il Comitato Scientifico
  6. 6. Giugno 20136Attualitàla caratteristica principale delbravo giornalista. Una volta costi-tuita la redazione, tutti i ragazzi inessa impegnati sono stati invitati adisegnare le “Penne” . Sono venutifuori dei disegni bellissimi con pen-ne personificate che ora compaio-no nel nostro giornale e caratteriz-zano le varie rubriche. Le pennepresenti nella testata costituisconoil logo del nostro giornale e sonoparticolarmente colorate. Una haun abito tricolore perché vuole evi-denziare e promuovere il senso diappartenenza e lattaccamento alterritorio italiano, mentre laltra ve-stita con un abito un po orientalesta a testimoniare una forte apertu-ra allinterculturalità e alla coope-razione.A seguito del provvedimento di di-mensionamento che ha ridisegnatola rete scolastica ottavianese, il Pre-side e la comunità scolasticadellI.C. DAosta hanno sentito lanecessità di realizzare un logo cheidentificasse la nostra istituzionesul territorio. Così è nato un simboloche è frutto di un lavoro in cui l’artee la creatività si sono sposate conle finalità pedagogiche perseguitedalla scuola. Esso rappresenta unalbero, fonte della vita e tipico sim-bolo della paternità educativa, chepresenta la chioma formata da lette-re e numeri, invece che da foglie.La rappresentazione di base è statarielaborata attraverso l’idea che leradici della conoscenza fanno sboc-ciare gli strumenti essenziali, grazieai quali l’essere umano si esprime:le parole e i numeri. Da essi ognialunno apprenderà a trarre la nar-razione della propria vita e a crearei discorsi che possano costruire li-bertà e civiltà. Le radici dell’alberospuntano dalla silhouette della cittàdi Ottaviano, di cui si riconoscechiaramente il santuario di SanMichele Arcangelo, patrono dellacomunità dei credenti. La città rap-presenta l’humus nel quale cre-sciamo e di cui ci alimentiamo; è ilsostrato profondo delle nostre tra-dizioni, delle consuetudini e deivalori civili a cui riferirci. E’ anche illuogo da cui dobbiamo trarre novi-tà di atteggiamenti e di vita, al finedi migliorare la vita del territorio edestirpare i semi di violenza e di in-vivibilità che sono ancora presentie diffusi. Su uno dei rami è appol-laiato un bambino, intento a legge-re un libro, perché dall’albero dellaconoscenza tutti traggono linfa perpartecipare alla vita del mondo edella storia. Ciò ci fa capire anchequanto per noi sia importante lalettura e il libro.Per ultimo la nostra attenzione siferma su un aquilone che dallachioma dell’albero vola verso l’alto;chiaro riferimento al desiderio dilibertà e di pura gioiadella vita che caratterizza ilbambino e la profonda inte-riorità delle donne e degliuomini che abitano la terra.Allinizio dellanno scolastico, pri-ma che iniziasse il percorso digiornalismo, si è presentata la ne-cessità di dare un nome alla no-stra testata. Allora il PresideMontella ha pensato che, in mododemocratico, dovessero espri-mersi tutti gli alunni delle ultimeclassi della Sc.Primaria e i ragaz-zi della secondaria. In un primomomento sono state avanzatevarie proposte, poi si è passatialla fase della votazione ed infinecè stata la scelta. Questa è cadu-ta sul nome “DAosta News . Lag-giunta al titolo di “Penne Curiose”è stata fatta dalle docenti a cui èstato affidato il compito di portareavanti il laboratorio di giornalismoin base al fatto che la curiosità èIl Comitato ScientificoLa Redazione
  7. 7. Giugno 2013 7CulturaNei giorni 21 e 22 Maggio lanostra scuola ha avuto la gran-de opportunità di conoscere u-no dei più famosi scrittori perlinfanzia dei nostri tempi: BrunoTognolini. Lo scrittore, famosoper aver scritto le sceneggiatu-re e aver raccolto i successi diprogrammi famosi per bambinicome “LAlbero Azzurro” e la“Melevisione”, ha scelto di es-sere poeta rapsode e di girarein tutte le scuole dItalia per dif-fondere la sua produzione poe-tica. La visita nella nostra scuo-la ha previsto due momenti: u-no per gli adulti, insegnanti egenitori presso lISIS De Medi-ci ed un altro, il giorno succes-sivo, per gli alunni del nostroistituto gemellati per loccasionecon lI.C. Summa Villa di Som-ma Vesuviana.Lo scrittore ha catturato latten-zione di grandi e piccini ed haspiegato cosa significa per luifare poesia. La forza della poe-sia sta nel linguaggio misterico.Tognolini dice che il poeta nondeve avere una preparazioneaccidentale, deve essere coltoper guardare la realtà con gli oc-chi “spalancachiusi”. Per lui luo-mo che scrive con gli occhi chiu-si guarda solo a se stesso, non èattento alla realtà; invece, chiscrive con gli occhi spalanca-chiusi sogna e fa sognare chilegge. Solo in tal modo a lui siaprono orizzonti sconosciuti e sitrovano le soluzioni ai problemidella vita.Nella sua relazione, divertente èstata la spiegazione delle“chimere linguistiche”, parole na-te da approssimazioni linguisti-che e da assonanze, forme erra-te che si ricordano facilmenteperché sono “paroline staminali”,cioè parole destinate ad evolver-si verso vari significati. Il poetasardo dà grande valore alla mu-sicalità delle parole nonché allaposizione e alla ripetizionedelle vocali. Questa infattiè stata la tecnica cheha seguito per scrivere lesue filastrocche e i testi del-le canzoni in italiano de “LaGabbianella e il Gatto”.E’ lei Bruno Tognolini?Lo scrittore per bambini?Il poeta delle rimedelle tante filastroccheun po’ matte, un po’ sciocche;delle mille poesietanto tanto divertenti, tanto tantointeressantiCosa rimane di un poeta e dellasua poesia, dopo averne incon-trato l’estro e la fantasia? Unsenso di nostalgia cogliel’interiorità e la mente e soprat-tutto rinasce indomito lo stranodesiderio di ricreare le condizio-ni che hanno permesso il mira-colo dell’incontro.Noi, chi eravamo, chi siamo?Una scuola con tante attese,tanti problemi aperti, ma an-che tanti desideri sepolti, tan-ta voglia di far emergere dalsonno la creatività che ci inva-de, il bene che non sappia-mo di offrire, la beneficatentazione di provare a rimet-tersi in gioco, di sperimen-tare, di non perdere persempre quello che siamo statiper gli altri e che potremmo an-cora essere. Infine siamouna nave di bambini e diragazzi che naviga im-perterrita, malgrado letempeste e le insicurezze.Il poeta chi è stato, chi è?Una specie di folletto dal-la criniera grigia e bianca,uno hobbit, uno spiritelloshakespeariano che vagaper i boschi d’ombrae i prati di sole.di permettere alla nostra interio-rità di vincere le paure, le incer-tezze, i pensieri cattivi di nonessere all’altezza, di non poterfare ciò che invece siamo chia-mati a fare.Giocare con i nostri alunni, in-namorarsi dello scambio intel-lettuale, riassaporarel’eccitazione della novità, delnon ancora fatto, del non anco-ra detto, delle parole che sosta-no in noi e cercano le stradeper uscire all’aperto, diventa ilrichiamo profondo di un diodell’educazione che ci abita eche non abbiamo ancora ascol-tato abbastanza.Un poeta ci ha insegnato che èimportante ripartire e non ap-prodare.E’ stato il pittore di uno sfondo doveci ha chiesto di riprenderci la dignitàdel nostro lavoro, condividerel’affetto dei compagni di viaggio, ar-ricchirci l’uno con l’altro delle nostrenostri ideali di cambia-mento, di rinnovamento.Da oggi rimettersi a studiareper trovare il modo di avvici-nare l’alunno pensieroso, disapienze, di tutte le sapienze chesiamo stati in grado di produrre fi-nora. L’incontro fra questi due sog-getti, uno collettivo e comunitario,un altro singolo e aperto al mondo,ha creato un momento di af-fettuosa magia; ha fatto bale-nare il mondo sommerso del-le nostre attese più pure esoprattutto ha dato forza aicolmare il bisogno di essere ama-ti dei nostri ragazzi, di diventareesploratori di mondi umani piccoli,ma più grandi del nostro futuro, cisembra meno difficile e più allanostra portata.Resta il compito di non lasciareriaddormentare lo spirito del navi-gatore, del timoniere che ogni in-segnante è o deve diventare,Il Preside Michele Montellapiene di cento emozionidalla rabbia, al rancore,all’amore?Scriva ancora, caro amico.Lei è grande, glielo dico,ma ha un cuore birichinoche lo rende sempre bambino!La RedazioneClasse IV B
  8. 8. Giugno 20138 Penne curioseParole, parole, parole,c’è chi parla troppo,c’è chi parla poco,come “Il Gigante senza parole”.“Il seme delle parole”tra l’erba e le violefa crescere un alberocon le foglie – parole: parole dure,parole belleparole d’amore e“Un albero è il mio cuore”.Parole senza significatoparole vuote, inascoltatee in un momentosono “Parole al vento”.Parole scritte, parole lette,parole chiare,parole che servono araccontarea presentarci, a comunicare,parole per “Narrarsi agli altri”.Paroleimportanti, parole interessanti,“Parole tra noi leggere”,parole tra noi non dette,parole che cadono nel vuoto,parole che non si capisconoe volano nel cielo lontano.Parole, parole, parole, parole checi allontananoo che ci fannoprendere per mano.Classe IV B Classi V D– E
  9. 9. Giugno 2013 9Penne curioseCaro Mimmo,ci è stato raccontato che eri un medico molto bravoe generoso, che sei stato ucciso sotto gli occhi ditua madre per mano di delinquenti...Dovevi esseredavvero una presenza scomoda per loro che, evi-dentemente, temevano la tua parola e la forza del-la giustizia. Tu hai cercato di rassicurare tutte lepersone che avevano paura. Per noi sei stato ungrande uomo, un esempio ricco di tante qualità co-me l’onestà e la verità, Ti porteremo sempre neinostri cuori... Grazie per il tuo sacrificio, per quelloche hai fatto per noi.Caro Don Peppino,oggi scriviamo in Tua memoria e ti ricordiamo co-me una delle tante vittime dell’illegalità. Il nostroStato ha dedicato il 17 marzo al ricordo della vitti-me della mafia. Tu sei e sarai sempre una personamolto importante, un grande sacerdote che è statoucciso dalla camorra. Tu avevi un grande deside-rio: volevi aiutare la gente, invece la camorra nonvoleva che i ragazzi diventassero persone onestee perbene. Così fosti ucciso con molti colpi di pi-stola che ti raggiunsero al volto e al cuore. Tu sa-pevi che avresti potuto morire e pronunciasti que-ste parole al tuo assassino: “Ti stavo aspettando” ,parole di pace, di perdono e moristi con un bel sor-riso. Ci dispiace molto che sei morto, perché avre-sti potuto fare tante altre cose importanti special-mente per i giovani. In televisione hanno detto cheforse ti faranno Beato perché sei stato un uomo daimitare, un santo.IL GABBIANO COLORATOC’era una volta un gabbiano tutto colorato che an-dava in cerca di un mare pulito, ma andò in tutto ilmondo e non ne trovò uno adatto a sé. Un giornouna bambina gli chiese perché fosse triste. Il gab-biano si confidò con lei e allora la bambina , perincanto, si trasformò in una fata bellissima.All’improvviso arrivò un vento forte che trasportò ilgabbiano in un mare trasparente e pieno di pesciche danzavano felici. Là il gabbiano ritrovò la suafamiglia e visse per il resto della sua vita, felice elibero.Testo di Luca Capasso classe IV CI sentimenti a coloriDi sentimenti ce ne sono tanti:mille colori e poi tanti canti.La tristezza è di colore nero,anche se sei un bambino sincero.L’allegria è di mille coloriE riempie mille cuori.L’amicizia è di colore rosa,perché per giocare non si riposa.Poi c’è la rabbia che è di coloreRosso! Vuol dire che sonoArrabbiato a più non posso.La gioia è di colore bianco,come la neve, perché rendeil giorno più lieve.C’è poi la felicità, che è di coloreArgentato e fa riempire tutto il prato.Poi c’è l’amore…Quanti colori sono? Tanti!E ce ne sono di altri sentimenti!Io li vorrei cantare ai quattro venti!Emiliana Intagliatore IV CTutti bambini hanno dei diritti:ce lha detto la mae-stra ed esiste una Carta scritta apposta per difen-derli.Tutti i capi delle Nazioni hanno fatto delle riunioni :hanno detto e hanno scritto sui diritti dei bambini.Quando gioco al girotondo penso che a questomondo cè qualcosa che non va:ci sono tanti bambini abbandonati senza mammané papà.Cè chi non può andare a scuola , chi giocattoli nonha,e cè pure chi si ammala e il medico non ha,chi lavora in strada e non ne ha letà,chi subisce una torturao lamore è costretto a far.Cè chi muore appena nato,chi non è vaccinato.Cè chi è sfortunatoperché nato handicappato.Chi è solo e torturato,ogni giorno maltrattato.Ma ora sarà sicuroe con la Carta avrà un futuro.Classi V sez.B-CPERCHE LE ROSE HANNO LE SPINETanto tempo fa cera un piccolo principeche viveva in un castello con un giardinopieno di rose dove lui andava a giocare.Un giorno, mentre giocava tra le rose, unadecina di porcospini lo volevano mangiare.Le rose per difenderlo crearono una barrie-ra contro cui andarono a finire i porcospiniconficcando le spine nelle rose.Da allora le rose hanno le spine e non pun-gono se le tocca un bambino.Anna Arpaia III CVORREIVorrei che il mondonon fosse più tondo.Vorrei che le stellefossero ancora più belle.Vorrei che ogni bambinodonasse il suo cuoree che lamiciziasi trasformasse in amore.Alessandra Rosa Sessa III DClassi V B-CCutolo Carla III D
  10. 10. Giugno 201310 Culturaha spiegato che i Leo sono unassociazione di servi-ce che opera sul territorio da 11 anni, nata per vo-lontà del Dott. Giuseppe Di Mauro, dopo la mortedel figlio Paolo. Il club si autofinanzia con le sotto-scrizioni dei soci e, per realizzare le opere di benefi-cenza che si propone, organizza degli eventi : sa-gre, tombolate, cocktail. Poi i fondi raccolti vengonoimpiegati per le varie destinazioni. Pregevole è statolimpegno dei giovani che ne fanno parte per abbel-lire ed arredare la biblioteca della sede DAosta.Uno di loro ha persino donato alla scuola unenci-clopedia.“Il percorso è nato dalla necessità di offrire agli a-lunni un’occasione di crescita culturale, attraversometodologie più operative e mirate alla realizzazio-ne di attività interattive – è stato spiegato dai pro-motori dell’iniziativa. Noi abbiamo voluto aiutare so-prattutto i ragazzi più bisognosi di attenzione”.Cultura e solidarietà: ecco un binomio importanteper poter promuovere quanto di bello cè sul terri-torio e spesso viene dimenticato. E questo unodegli obiettivi del Club Leo San Giuseppe Vesu-viano “Paolo Di Mauro” che questanno ha sotto-scritto un protocollo dintesa con la nostra scuolaper realizzare una sala – biblioteca nella sedecentrale dellistituto di via Cesare Augusto e perdiffondere lamore per la lettura. Il progetto è statoappoggiato subito dal Preside Montella, sostenito-re convinto della forza della lettura come strumen-to valido per innescare a scuola forme di democra-zia e cooperazione. Così dopo giorni di intenso la-voro, a metà aprile, è avvenuta linaugurazionedella sala.La redazione ha incontrato la Presidente del clubLeo, la dott.ssa Rita Nappo che, con grande dispo-nibilità, ha accettato di sottoporsi ad unintervista.La giovane professionista, laureata in giurispru-denza e vincitrice di uno stage per il Sole 24 Ore,La Redazione
  11. 11. Giugno 2013 11IncontriConoscere Vincenzo Russo è dav-vero un onore, leggerlo è un piace-re. E la sensazione che abbiamoprovato avendolo ospite nel nostropaese, presso il Circolo PrincipedOttajano, allorché è venuto apresentare la sua opera. Poeta edumorista sensibilissimo di SanGiorgio a Cremano, impegnato nelsociale, Vincenzo Russo è autoredi “Che bello lavorare!”, un roman-zo in cui, con coinvolgimento e do-vizia di dettagli, si racconta il trava-gliato percorso di caduta e rinasci-ta di una giovane donna, Marirò,inizialmente destinata a una vitapiena di successi e poi condannataa subire tutte le vessazioni tipichedel mobbing: retrocessione sul la-voro, imposizione di regole ingiu-ste contrarie alle norme contrattua-li,minacce, isolamento. La tematicaci ha portato ad approfondire iltermine mobbing, parola che deri-va dal verbo inglese ‘to mob’:“aggredire qualcuno in modo col-lettivo. L’espressione ha poi trova-to la sua collocazione proprio perdescrivere questo tipo di situazio-ne nell’ambito della sfera lavorati-va, allorquando si realizza – senzache a volte si possa addirittura in-dividuare un vero momento scate-nante – una situazione conflittu-ale caratterizzata da comporta-menti che siano esplicitamenteo implicitamente oppressivi, umi-lianti e minacciosi, realizzati inmaniera comunque sistematica eprotratta nel tempo. Il mobbingnasce spesso da situazioni cheall’inizio normali; l’amico, il com-plice, il galante, il gentile, il dispo-nibile che inizialmente appare unvero punto di riferimento e poi(pian piano o anche improvvisa-mente) si trasforma in quanto lasua vittima non appare mo-dellabile con la immediata facili-tà con cui lo sembrava all’inizio.monte tanto più potrà subire de-terminate conseguenze, con cor-relativo nesso tra l’azione mob-bizzante e danni alla salute.Questa è la storia di Marirò, unagiovane entusiasta della vita edel lavoro, che finisce vittima dipressioni e soprusi da parte deisuperiori finché non trova in sestessa e nel suo profondo sensodi giustizia le chiavi daccessoper una risalita morale e profes-sionale, che diverrà paradigmati-ca anche per altri lavoratori.In uno dei laboratori po-meridiani la redazione haincontrato il dott. France-sco Gravetti, noto gior-nalista del Mattino e diun giornale on line“www.comunicareilsociale.com” che conta circaduemila/tremila contatti algiorno. Il giornalista ci hamesso subito a nostro a-gio e ci ha consentito difargli le domande che ave-vamo preparato. Abbiamosaputo che è laureato inLettere e che ha rinunciatoad essere insegnante perdiventare un giornalista.Per lui esserlo, significaavere una grande passio-ne per la verità e tantacuriosità. Ci ha spiegatocome bisogna strutturareun articolo seguendo laregola delle cinque W e ciha detto che per scrivereun articolo bisogna attin-gere le notizie da fonti at-tendibili e sicure. Larticolonon deve contenere la no-stra opinione ma, se scrit-to in modo esaustivo edinteressante, può far cam-biare quella degli altri chelo leggeranno fino alla fine.Un altro incontro significati-vo è stato quello con Gen-naro Di Gennaro e FabianaPirone de Il Confronto , ilgiornale locale che, con ca-denza mensile, da 5 anniesce ad Ottaviano. I due gio-vani giornalisti ci hanno rac-contato che il giornale è natoper documentare tutti gli e-venti che accadono nel pae-se. La redazione del Con-fronto conta allincirca 10giornalisti che, oltre alla cro-naca del territorio, si occupa-no di varie rubriche: musica,psicologia...Originariamenteil loro giornale contava quat-tro pagine; oggi, invece, neha otto. Se succede qualco-sa sul territorio essi cercanodi essere sul posto oppure,se non è possibile, cercanodi documentarsi sull’eventoaccaduto. Non c’è una ge-rarchia all’interno della lororedazione ma molta demo-crazia e condivisione. Perdiffondere il loro giornale, igiovani del Confronto fannoopera di volantinaggio: cioèdistribuiscono il loro numeromensile gratuitamente. Nestampano più o meno 3000copie che vengono distri-buite nei bar e nei gazebifuori le chiese di San Fran-cesco in piazza Municipio ea San Gennarello. Il giorna-le va avanti grazie al contri-buto dei soci e agli sponsor.Il “Confronto” nasce conun’associazione ONLUS dicui oggi è presidente Fabia-na Pirone. Non ha scopi poli-tici. Se quindi un membrodellassociazione vuole fareesperienza politica e candi-darsi, deve dimettersidallassociazione. A loro sideve lorganizzazione delconfronto tra i candidati asindaco in cui sono stati se-guiti i seguenti criteri: do-manda uguale per tutti i can-didati, tempo limitato (dueminuti), possibilità di replicalimitata (massimo tre repli-che a candidato), appellofinale con divieto di nomina-re gli altri candidati, doman-de provenienti dai comitatielettorali incrociate o rivoltead un altro candidato sorteg-giato.Allora il lavoratore inizia a diven-tare un bersaglio sempre più alcentro del mirino e gli attacchi ini-ziano a diventare personali, si tra-valica nelle offese, negli inutili ri-chiami, nelle umilianti e prete-stuose attese dietro le porte(dove magari gli altri entrano edescono senza bussare…), conpunizioni, torti, piccoli e grandisoprusi….Ogni persona manife-sta una diversità di reazione inbase alle proprie caratteristiche etanto più fragile sarà stato aLa RedazioneIl Comitato Scientifico
  12. 12. Giugno 201312 Musica, arte e spettacoloL8 maggio scorso, inoccasione del concer-to di musica leggeraorganizzato per i fe-steggiamenti in onoredel Santo Patrono,parte della nostra re-dazione è stata ospitedel noto cantante Salda Vinci per un inter-vista. Il tempo trascor-so con la star è passa-to velocemente e lachiacchierata è statauna bella esperienza.Muniti di penna ed a-gendina e in compa-gnia di una delle no-stre insegnanti, abbia-mo sparato a rafficadomande di ogni sortaal cantante, che, conmolta simpatia, ha ri-sposto senza aver re-more a ciò che abbia-mo chiesto sulla suavita e sulla sua carrie-ra artistica.Salvatore Michael Sor-rentino, questo è il ve-ro nome di Sal Da Vin-ci, nasce il 7 aprile del1969 a New York dovesuo padre, Mario DaVinci, interprete dellasceneggiata napoleta-na, era impegnato inuna tournèe. Grazie asuo padre, che era so-lito portarlo con sé neivari teatri dove si esi-biva, Sal è riuscitoad entrare nelmondo della musicae a conoscere e a la-vorare con grandi arti-sti. Il successo gli arri-va inatteso con“Cera una volta...Scugnizzi” dove rie-sce ad esprimere ilmeglio di se stesso in-terpretando le meravi-gliose canzoni scritteda Claudio Mattone edEnrico Vaime. Da quelmomento in poi gli im-pegni di lavoro si sonomoltiplicati ed è arriva-to un ottimo piazza-mento alledizione diSanremo 2009. Il 2012è stato l’anno del ritor-no di Sal Da Vinci, conil nuovo disco “E’ Cosìche Gira il Mondo”econ lomonimo spetta-colo teatrale che haraccolto molto succes-so e consensi. Sal ciha detto che “lamusica è un impegnocontinuo e che sequalcuno entra in que-sto mondo non dovreb-be mai uscirne”. Eglicrede molto nella fami-glia e nei valori che es-sa custodisce ed affer-ma che lui fa ditutto per riservare adessa un po delsuo tempo.Alla fine dellintervistasiamo rimasti in piazzaa vedere il concerto. Estato uno spettacolo didue ore molto ricco edavvincente in cui Salha cantato, ballato eproposto i suoi succes-si tra il delirio dei tantifans accorsi a sentirlo.La Redazione intervista Sal Da VinciSebbene questanno la festadel Santo Patrono sia stataorganizzata allinsegna delle-conomia, è stata davvero bel-la e ricca di attrazioni. Il Comi-tato promotore, infatti, ha a-vuto lintuizione felice di farleva sulle risorse del Paese,su uomini e donne di grandetalento e cultura che sono giàlorgoglio di Ottaviano ma cheandrebbero valorizzati e co-nosciuti meglio. Particolareè s t a t a la ke r m e s se“Vesuviando” organizzata nel-lo storico palazzo baronale Riz-zi Ulmo, sito in via Municipio,restaurato e reso accessibilea tutti per loccasione. Qui sisono alternati eventi e mostreper unintera settimana. La se-rata inaugurale ha visto prota-gonista lo stilista Mimmo Tuccil-lo che, insieme alla maestra didanza Giulia Rega, allattoreGianni Sallustro e ad altricantanti e comici napoletani,tra cui Nello Russo e MariaBolignano, ha messo su unospettacolo fantastico di mo-da, musica, teatro e cabaret.La sfilata di Tuccillo ha costi-tuito il momento più suggesti-vo della serata: abiti da gior-no, da sera e da sposa han-no colpito i presenti per clas-se, raffinatezza e design. Lasorpresa finale è stata la pas-seggiata di una bellissimaVeronica Maya, in stato inte-ressante, al braccio dello sti-lista che ha indossato uno deisuoi preziosi abiti da sposacon un fantastico fiocco az-zurro di seta. La locationdel palazzo Rizzi Ulmo, unstampe popolari e nelle im-magini devozionali dal XVIIIal XX secolo facenti partedella collezione privata diUmberto Maggio.Il conosciuto restauratoreottavianese, intervistatodalla nostra redazione, hadetto che coltiva questapassione dalla fanciullezza econta una collezione di cir-ca diecimila immagini sacre,cartoline e santini reperiteun po in tutto il mondo o ac-quistate su internet. Tra que-ste sono stati scelte trecen-to immagini riguardanti ilnostro patrono che hannoaffascinato quanti, attiratidallevento, sono accorsinumerosi a visitare la mo-stra.La RedazioneLa Redazionetempo meta di personaggifamosi come Carlo Poerio eVincenzo Monti, è stata an-che la sede di una mostraparticolare sulliconografia diSan Michele Arcangelo nelle
  13. 13. Giugno 2013 13SportSquadraSchiacciatori: Andrea Cozzolino (capitano), Francesco Falanga, Giu-seppe Settembre, Felice Sautariello, Nello Florio.Libero : Alessandro Angelino.Palleggiatori: Nicola Coppola, Emanuele Prisco.Centrali: Lucio Sepe, Francesco Bianco, Nicola Contursi, Gianluca A-scoleseOpposto : Enzo CalabreseEra da tanto tempo che lo sport adOttaviano non aggregava tanta gen-te, ma i successi della Gis PallavoloKoala di questa stagione hanno ri-chiamato al palazzetto dello sport,ribattezzato per le imprese dellasquadra PalaGIS, centinaia di per-sone amanti del volley. La squadraguidata dal coach Luigi Russo, forte-mente voluta e supportata da unasocietà di appassionati del gioco edessi stessi ex giocatori ( AmmiratiMario, Raffaele Boccia, RaffaeleUgliano, Benenato Arman-do,Carbone Vincenzo, Di PalmaSaverio, Cozzolino Andrea) ,con u-miltà e grande spirito di sacrificio èriuscita ad accedere ai play off e aguadagnare la promozione in B2.Sebbene le squadre avversarie fos-sero esperte e di grande esperien-za ,(prima il Battipaglia, poi il Mar-cianise, infine il Folgore – Massa Lu-brense), i ragazzi della Gis Koalahanno fatto la differenza con laloro volontà e determinazione.La sera del 5 giugno scor-so è stata memorabile.encomiabile, ma vana: i padronidi casa, esaltati dal palleggio diuno stupefacente Prisco, trasci-nati dagli attacchi poderosi di Fa-langa e dai muri della coppiaBianco – Contursi, hanno datopoche speranze agli ospiti mas-sesi. Impressionante soprattutto ilgioco dellultimo set, durante ilquale i ragazzi hanno esaltato ilpubblico con alcune azioni di al-tissima pallavolo. Dopo il machball, il delirio dei tanti tifosi in fe-sta tra cui cera anche il neo- sin-daco Luca Capasso, che, compli-mentandosi con la squadra , hadetto che il nostro paese deveripartire anche dallo sport.Il dirigente Ammirati, intervistatodopo la storica vittoria, tra lemo-zione e la gioia del momento, havoluto ringraziare ad uno ad uno igiocatori, lallenatore, la cittadi-nanza ottavianese per laffettodimostrato, nonché il dott. Ambro-sio Raffaele che ha donatoalla squadra un defibrillatore.Tra il tifo scatenato del Pala-GIS gremito, in campo i gioca-tori, come veri leoni, hannostrappato una fantastica vittoriaper 3 set a 1. Il dominio dei pa-droni di casa è stato netto, siasul piano atletico. I ragazzi delcoach Russo hanno affrontato ilmatch con la giusta mentalità,dimostrandosi maturi nonostantela giovane età. La resistenza de-gli avversari è stata tenace,Il movimento di basket Vesuviersè una delle realtà sportive più se-guite nel nostro paese. Nel corsodellultimo anno ha fatto registrareun buon incremento organizzandocorsi che hanno garantito sanodivertimento e momenti di forteaggregazione a 75 allievi. Ibambini/ ragazzi frequentanti gli alle-namenti pomeridiani, sotto la sapien-te guida di tre istruttori federali, sonostati protagonisti di tre campionati esono riusciti ad arrivare finoalla seconda fase dei campionatiprovinciali.In base alletà, gli allievi sono statidivisi in tre categorie : gli SCOIAT-TOLI (6-8 anni), gli AQUILOTTI ( 9-10 anni) e gli ESORDIENTI (11-12anni).Essi concluderanno la stagione nelcorrente mese di giugno con due tor-nei: uno a Sorrento ed uno ad Otta-viano.Dal 1 luglio, invece, sulla sciadel successo degli anni passati, lasocietà organizza la terza edizio-ne del torneoVESUVIERS STREET BASKET2013 che si svolgerà nella pale-stra dellI.C DAosta. Il direttoredella società, Michele Saggese,invitando tutti gli amanti di questosport ad iscriversi al torneo, diceche la tradizione del basket nonpuò tramontare ad Ottaviano. Inol-tre, garantisce per il prossimo an-no un impegno sempre più attivodella società organizzando progettinelle scuole con limpiego dipropri istruttori a costo zero.Il Comitato Scientifico
  14. 14. Giugno 201314 SaluteLa Dislessia è un DisturboSpecifico dellApprendimento(DSA) che consiste nella diffi-coltà di leggere e scrivere inmodo corretto e rapido. Essanon è causata da un deficit diintelligenza, né da problemiambientali, psicologici, da defi-cit sensoriali o neurologici. Ilbambino dislessico può legge-re e scrivere, ma riesce a farlocon grande fatica e, poichénon può farlo in maniera auto-matica, si stanca rapidamentee di conseguenza commetteerrori, rimane indietro, non im-para. Lo studente dislessicoappare lento, salta parole e ri-ghe, sostituisce lettere con gra-fia simile. Ha difficoltà nelle-spressione verbale del pensie-ro e fa fatica ad imparare i gior-ni della settimana e i mesi inordine cronologico. Si sforzanellespressione verbale ad or-ganizzare il pensiero, ha unlessico povero, non memorizzai termini specifici di uso comu-ne e tecnici. Ha difficoltà nellalettura e scrittura della linguastraniera. Non riesce a prende-re appunti perché il suo cervel-lo, che funziona diversamente,non sa immagazzinare, sinte-tizzare e rielaborare i dati con-temporaneamente. E’ possibilediagnosticare tale disturbo allafine della seconda classe dellascuola primaria o anche primase c’è un ritardo del linguaggioe un’anamnesi familiare positi-va per DSA. Quando si sospet-ta una dislessia è opportunoche venga fatta al più prestouna valutazione diagnostica.La diagnosi viene effettuata daun equipe multidisciplinarecomposta da NeuropsichiatriaInfantile, Psicologo e Logope-dista, con una serie di test spe-cifici. I bambini dislessici nonvengono compresi, spessopassano per pigri o addiritturaper stupidi.Questo li porta a perdere lapropria autostima, a manife-stare forme di depressione oansia, a rigettare in toto ilmondo della scuola.Invece, in presenza di diagno-si di DSA da parte dei servizi,la scuola è tenuta a garantiremisure educative e didattichedi supporto quali:lutilizzo di provvedimenticompensativi e dispensativiinerenti la flessibilità didattica.una didattica individualiz-zata e personalizzata: il teamdocente, entro il primo trime-stre scolastico, deve compilareun documento chiamato PianoDidattico Personalizzato(PDP) di cui si può trovare unesempio nel sito dell AID(Associazione Italiana Disles-sia);lintroduzione di strumenticompensativi quali ad esempiolutilizzo di tecnologie informa-tiche (computer con videoscrit-tura e correttore, libri digitali,sintesi vocale, ma anche sem-plici tabelle o formulari e lacalcolatrice).strategie compensative(integrazione della comunica-zione scritta con altri codici:grafici, mappe; potenziare lacapacità di ascolto; rafforzarele relazioni sociali).un monitoraggio continuodelle misure adottateadeguate forme di verifi-ca e valutazione che, oltrealluso degli strumenti soprae-lencati, tengano in considera-zione modalità anche solo ora-li o luso di mediatori durantele prove, interrogazioni pro-grammate e, inoltre, la possibi-lità di usare un tempo maggio-re per eseguire il tutto.I ragazzi dislessici non sonomalati, imparano tutto in ma-niera diversa dagli altri e pos-sono diventare uomini e donneillustri.La celiachia è una intolleranzaalimentare permanente al glu-tine diffusa in tutto il mondo.Data la diffusione del fenome-no in Italia, è sorta l Associa-zione Italiana Celiachia che hal’obiettivo di sostenere la ri-cerca scientifica per questaintolleranza e per far sì che lapersona che ne è affetta pos-sa vivere la sua vita in modosereno e consapevole. Perconvivere con questa intolle-ranza, il celiaco deve seguireun dieta. Per l intollerantenon è semplice seguire questadieta perché il glutine è nellamaggior parte dei cibi prodotti.Per questo motivo, conl’obiettivo di informare pazientie famiglie e semplificarel’accesso sicuro ai prodotti,l’AIC suddivide gli alimenti nel-le tre categorie degli alimenti:«permessi», «a rischio» e«vietati». Nella vita del celiacosi possono presentare situa-zioni di contaminazione, cioè èpossibile che il cibo senza glu-tine, venendo a contatto conprodotti contenenti il glutine, sicontamini e diventare un ri-schio, perché anche il più pic-colo granello di farina può cre-are problemi. Per dare unafonte certa di un prodotto, laFONDAZIONE CELIACHIA hacreato il prontuario, ovvero unlibretto annuale, che racchiudetutti i prodotti permessi e nonpermessi al celiaco. Uno de-gli obiettivi prioritaridell’Associazione Italiana Celia-chia è operare per rimuovere gliostacoli quotidiani che il celiacoincontra. Il Marchio Spiga Barra-ta disegnato sui prodotti autoriz-zati aiuta ad evidenziare al celi-aco la sicurezza del prodottorispetto alle sue esigenze ali-mentari. Per assicurarsi che ilceliaco abbia le sue comoditàalimentari, l AIC fa nascere ilprogetto Alimentazione FuoriCasa che consiste nel diffonde-re organizzazione celiaca neiristoranti, bar, pizzerie, pasticce-rie e in tutti i luoghi di ristorazio-ne.A.Christie W.Goldberg W.Disney A. EinsteinLa RedazioneIl Comitato Scientifico
  15. 15. Giugno 2013 15CucinaLE RICETTE VELOCII FUSILLI AL POMODORO E MELANZANEIngredienti per 4 persone:400 gr. di fusilli; 300 gr. dipomodori; 1 melanzana piccola; 1 spicchiod’aglio;Sale;Pepe; Olio extravergine d’olivaPreparazione:Mentre attendete che l’acqua per i fusilli bollisca, tagliatei pomodori in 4 piccole parti e metteteli in una padella( meglio se antiaderente ) con lo spicchio d’aglio tritato.Fate soffriggere a temperatura piuttosto alta per una de-cina di minuti senza però smuovere i pomodori che nondovranno perdere la loro forma. Pulite la pentola con u-no straccetto e fate soffriggere con abbondante oliod’oliva la melanzana tagliata a cubetti per 5 minuti circa.Aggiungete la melanzana ai pomodorini, regolate di salee pepe ed aggiungete a piacere una spolverata di peco-rino romano oppure fiammiferi sottili di provola affumica-ta.INSALATA CROCCANTEIngredienti: cespo grande di insalata iceberg; Parmigiano Reg-giano in un unico pezzo (oppure in petali o scaglie) 40 g; carota1; fette di pancarré 2;sale; pepe macinato; prezzemolo tritato 2cucchiai; filetti di acciughe (alici) sottolio 4; aceto (anche balsa-mico); olio di oliva extravergine per friggere 2 cucchiai; olio dioliva extravergine.Preparazione: lava ed asciuga le foglie di insalata iceberg, ta-gliale finemente e riponile in uninsalatiera capiente. Con laiutodi un pelapatate, sbuccia e taglia le carote a nastri. Semprecon il pelapatate, ricava dei riccioli da un pezzo intero di parmi-giano reggiano (o grana padano). Trita finemente il prezzemoloe i filetti di acciughe e ponili in una ciotola con dellolio (e se tipiace dellaceto), il sale e il pepe macinato; amalgama gli ingre-dienti con una forchetta e lasciali qualche minuto a riposare.Prendi le fette di pancarré, elimina i bordi più scuri e taglia acubetti di 1 cm di lato. Poni in una padella due cucchiai di olioextravergine, falli scaldare e poi buttaci dentro i cubetti di panea fuoco moderato, rigirandoli su tutti i lati in modo da dorarliinteramente. Una volta dorati, ponili a perdere lolio in eccessosu della carta assorbente da cucina. Unisci allinsalata icebergle carote, i riccioli di parmigiano e il condimento di olio e prez-zemolo: mescola delicatamente gli ingredienti, suddividi linsa-lata nei piatti di portata e aggiungi i crostini di pane croccanti.CROSTATA DI FRUTTA FRESCAIngredienti per 6 persone:300 g di pasta frolla;10 g di burro;250 g di crema pasticcera; 1/2 ananas; 3 kiwi; 250 g di frago-le;1 arancia;1 grappolo di uva rosa; 200 g di gelatina di albi-cocche.Preparazione: 40′ Imburra uno stampo di 22-24 cm didiametro; stendi la pasta frolla dello spessore di circa mezzocm e fodera lo stampo. Punzecchia la pasta con una forchet-ta, coprila con un foglio di alluminio e disponivi sopra duemanciate di fagioli secchi; cuoci in forno caldo a 180° C per20-25′, finché i bordi della pasta saranno dorati. Togli la cro-stata dal forno, elimina carta e fagioli, falla raffreddare e metti-la su un piatto da portata; spalmavi sopra la crema pasticcera.Sbuccia tutta la frutta e falla a fette (metà arancio spremilo),disponila a cerchio sopra la crema. Scalda la gelatina con 2cucchiai di succo d’arancia, stendila sopra la frutta e servi.CALAMARI IN PADELLAIngredienti:800 g di calamari; 500 g di pomodori (senon si trovano freschi vanno bene anche i pelati); 2spicchi daglio; un bicchiere di vino bianco secco unmazzetto di prezzemolo; 3 cucchiai di olio evo; sale epepe:Preparazione: pulire i calamari eliminando dalla testale interiora, gli occhi, il becco e togliendo la pelle; lava-re sotto abbondante acqua corrente; tagliare i calamaridella forma desiderata (se sono molto piccoli si posso-no anche lasciare interi). In una padella mettere un filodolio e laglio leggermente schiacciato fino a che nonsarà dorato; togliere laglio e mettete i calamari. Farerosolare qualche minuto aggiungendo il vino bianco dafar sfumare a fiamma viva. Affettare i pomodori e ag-giungerli al pesce quindi e, dopo aver aggiustato di sa-le, cuocere a fuoco basso per 15 minuti, fino a che lasalsa non si sarà addensata. Cospargere di prezzemo-lo tritato e servire condendo con un filo di olio evo e u-na spolverata di pepe o peperoncino.La Redazione
  16. 16. Giugno 201316 Divertimento

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