Ambiente - Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani - Legge 14 gennaio 2013 n. 10

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Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani

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Ambiente - Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani - Legge 14 gennaio 2013 n. 10

  1. 1. Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani Legge 14 gennaio 2013 n. 10 - G.U. 01.02.2013La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hannoapprovato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 Disposizioni in materia di Giornata nazionale degli alberi1. La Repubblica riconosce il 21 novembre quale «Giornatanazionale degli alberi» al fine di perseguire, attraverso lavalorizzazione dellambiente e del patrimonio arboreo e boschivo,lattuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi dellalegge 1º giugno 2002, n. 120, e le politiche di riduzione delleemissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e laprotezione del suolo, il miglioramento della qualita dellaria,la valorizzazione delle tradizioni legate allalbero nella culturaitaliana e la vivibilita degli insediamenti urbani.2. Nella Giornata di cui al comma 1, il Ministero dellambiente edella tutela del territorio e del mare realizza nelle scuole diogni ordine e grado, nelle universita e negli istituti diistruzione superiore, di concerto con il Ministerodellistruzione, delluniversita e della ricerca e con ilMinistero delle politiche agricole alimentari e forestali,iniziative per promuovere la conoscenza dellecosistema boschivo,il rispetto delle specie arboree ai fini dellequilibrio tracomunita umana e ambiente naturale, leducazione civica edambientale sulla legislazione vigente, nonche per stimolare uncomportamento quotidiano sostenibile al fine della conservazionedelle biodiversita, avvalendosi delle risorse umane, strumentalie finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica. Nellambito ditali iniziative, ogni anno la Giornata di cui al comma 1 eintitolata ad uno specifico tema di rilevante valore etico,culturale e sociale. In occasione della celebrazione dellaGiornata le istituzioni scolastiche curano, in collaborazione coni comuni e le regioni e con il Corpo forestale dello Stato, lamessa a dimora in aree pubbliche, individuate dintesa con ciascuncomune, di piantine di specie autoctone, anche messe adisposizione dai vivai forestali regionali, preferibilmente diprovenienza locale, con particolare riferimento alle varietatradizionali dellambiente italiano, con modalita definite con 1
  2. 2. decreto del Ministro dellambiente e della tutela del territorio edel mare, dintesa con il Ministro delle politiche agricolealimentari e forestali e con il Ministro dellistruzione,delluniversita e della ricerca, nellambito delle risorsefinanziarie disponibili a legislazione vigente.3. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presentelegge, larticolo 104 del regio decreto 30 dicembre 1923, n. 3267,e abrogato. Art. 2 Modifiche alla legge 29 gennaio 1992, n. 1131. Al fine di assicurare leffettivo rispetto dellobbligo, per ilcomune di residenza, di porre a dimora un albero per ogni neonato,alla legge 29 gennaio 1992, n. 113, sono apportate le seguentimodificazioni:a) allarticolo 1, comma 1, dopo le parole: «i comuni» sonoinserite le seguenti: «con popolazione superiore a 15.000abitanti», le parole: «entro dodici mesi» sono sostituite dalleseguenti: «entro sei mesi», dopo le parole: «neonato residente»sono inserite le seguenti: «e di ciascun minore adottato» e sonoaggiunti, in fine, i seguenti periodi: «Il termine si applicatenendo conto del periodo migliore per la piantumazione. La messaa dimora puo essere differita in caso di avversita stagionali oper gravi ragioni di ordine tecnico. Alle piantumazioni di cuialla presente legge non si applicano le disposizioni del codicedei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo22 gennaio 2004, n. 42, salvo che il sito su cui si realizzalintervento sia sottoposto a vincolo monumentale»;b) allarticolo 1, il comma 2 e sostituito dal seguente: «2.Entro il termine di cui al comma 1, lufficio anagrafico comunalefornisce informazioni dettagliate circa la tipologia dellalbero eil luogo dove lalbero e stato piantato alla persona che harichiesto la registrazione anagrafica. Il comune stabilisce unaprocedura di messa a dimora di alberi quale contributo almiglioramento urbano i cui oneri siano posti a carico dicittadini, imprese od associazioni per finalita celebrative ocommemorative»;c) dopo larticolo 3 e inserito il seguente: «Art. 3-bis. - 1.Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presentedisposizione, ciascun comune provvede a censire e classificare glialberi piantati, nellambito del rispettivo territorio, in areeurbane di proprieta pubblica. 2. Due mesi prima della scadenzanaturale del mandato, il sindaco rende noto il bilancio arboreodel comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberipiantati in aree urbane di proprieta pubblica rispettivamente alprincipio e al termine del mandato stesso, dando conto dello statodi consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria 2
  3. 3. competenza. Nei casi di cui agli articoli 52 e 53 del testo unicodelle leggi sullordinamento degli enti locali, di cui al decretolegislativo 18 agosto 2000, n. 267, e in ogni ulteriore ipotesi dicessazione anticipata del mandato del sindaco, lautoritasubentrata provvede alla pubblicazione delle informazioni di cuial presente comma».2. Le attivita previste dalle disposizioni di cui al presentearticolo sono svolte nellambito delle risorse allo scopo giadisponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi omaggiori oneri a carico della finanza pubblica. Art. 3 Monitoraggio sullattuazione della legge 29 gennaio 1992, n. 1131. Presso il Ministero dellambiente e della tutela del territorioe del mare e istituito un Comitato per lo sviluppo del verdepubblico. Con decreto del Ministro dellambiente e della tuteladel territorio e del mare sono definite la composizione e lemodalita di funzionamento del Comitato.2. Il Comitato provvede a: a) effettuare azioni di monitoraggiosullattuazione delle disposizioni della legge 29 gennaio 1992, n.113, e di tutte le vigenti disposizioni di legge con finalita diincremento del verde pubblico e privato; b) promuovere lattivitadegli enti locali interessati al fine di individuare i percorsiprogettuali e le opere necessarie a garantire lattuazione delledisposizioni di cui alla lettera a); c) proporre un pianonazionale che, dintesa con la Conferenza unificata di cuiallarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,fissi criteri e linee guida per la realizzazione di aree verdipermanenti intorno alle maggiori conurbazioni e di filari alberatilungo le strade, per consentire un adeguamento delledilizia edelle infrastrutture pubbliche e scolastiche che garantisca lariqualificazione degli edifici, in coerenza con quanto previstodagli articoli 5 e 6 della presente legge, anche attraverso ilrinverdimento delle pareti e dei lastrici solari, la creazione digiardini e orti e il miglioramento degli spazi; d) verificare leazioni poste in essere dagli enti locali a garanzia dellasicurezza delle alberate stradali e dei singoli alberi posti adimora in giardini e aree pubbliche e promuovere tali attivitaper migliorare la tutela dei cittadini; e) predisporre unarelazione, da trasmettere alle Camere entro il 30 maggio di ognianno, recante i risultati del monitoraggio e la prospettazionedegli interventi necessari a garantire la piena attuazione dellanormativa di settore; f) monitorare lattuazione delle azioniposte in essere dalle istituzioni scolastiche nella Giornatanazionale degli alberi di cui allarticolo 1, comma 1; g)promuovere gli interventi volti a favorire i giardini storici.3. Allattuazione del presente articolo si provvede nellambitodelle risorse umane e strumentali vigenti e senza nuovi o maggiorioneri per la finanza pubblica. Ai componenti del Comitato di cui 3
  4. 4. al comma 1 non sono corrisposti gettoni, compensi, rimborsi speseo altri emolumenti comunque denominati. Art. 4 Misure per la salvaguardia e la gestione delle dotazioni territoriali di standard previste nellambito degli strumenti urbanistici attuativi dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 14441. Il Comitato per lo sviluppo del verde pubblico di cuiallarticolo 3 della presente legge, dintesa con le regioni e icomuni, presenta, in allegato alla relazione di cui al medesimoarticolo 3, comma 2, lettera e), un rapporto annualesullapplicazione nei comuni italiani delle disposizioni di cui aldecreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444,relative agli strumenti urbanistici generali e attuativi, e inparticolare ai nuovi piani regolatori generali e relativi pianiparticolareggiati o lottizzazioni convenzionate, ai nuoviregolamenti edilizi con annesso programma di fabbricazione erelative lottizzazioni convenzionate e alle revisioni deglistrumenti urbanistici esistenti.2. I comuni che risultino inadempienti rispetto alle norme di cuial decreto ministeriale n. 1444 del 1968 e, in particolare, sullequantita minime di spazi pubblici riservati alle attivitacollettive, a verde pubblico o a parcheggi da osservare inrapporto agli insediamenti residenziali e produttivi, approvano lenecessarie varianti urbanistiche per il verde e i servizi entro il31 dicembre di ogni anno.3. Le maggiori entrate derivanti dai contributi per il rilasciodei permessi di costruire e dalle sanzioni previste dal testounico delle disposizioni legislative e regolamentari in materiaedilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6giugno 2001, n. 380, sono destinate alla realizzazione di operepubbliche di urbanizzazione, di recupero urbanistico e dimanutenzione del patrimonio comunale in misura non inferiore al 50per cento del totale annuo.4. Le aree riservate al verde pubblico urbano e gli immobili diorigine rurale, riservati alle attivita collettive sociali eculturali di quartiere, con esclusione degli immobili ad usoscolastico e sportivo, ceduti al comune nellambito delleconvenzioni e delle norme previste negli strumenti urbanisticiattuativi, comunque denominati, possono essere concessi ingestione, per quanto concerne la manutenzione, con diritto diprelazione ai cittadini residenti nei comprensori oggetto dellesuddette convenzioni e su cui insistono i suddetti beni o aree,mediante procedura di evidenza pubblica, in forma ristretta, senzapubblicazione del bando di gara. 4
  5. 5. 5. Ai fini della partecipazione alle procedure di evidenzapubblica di cui al comma 4, i cittadini residenti costituiscono unconsorzio del comprensorio che raggiunga almeno il 66 per centodella proprieta della lottizzazione.6. Le regioni e i comuni possono prevedere incentivi alla gestionediretta delle aree e degli immobili di cui al comma 4 da parte deicittadini costituiti in consorzi anche mediante riduzione deitributi propri. Art. 5 Modifica alla legge 27 dicembre 1997, n. 4491. Allarticolo 43, comma 2, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: «Si consideranoiniziative di cui al comma 1, nel rispetto dei requisiti di cui alprimo periodo del presente comma, anche quelle finalizzate afavorire lassorbimento delle emissioni di anidride carbonica (CO2) dallatmosfera tramite lincremento e la valorizzazione delpatrimonio arboreo delle aree urbane, nonche eventualmente anchequelle dei comuni finalizzate alla creazione e alla manutenzionedi una rete di aree naturali ricadenti nel loro territorio, anchenel rispetto delle disposizioni del regolamento di cui al decretodel Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357. Nei casidi cui al secondo periodo, il comune puo inserire il nome, laditta, il logo o il marchio dello sponsor allinterno deidocumenti recanti comunicazioni istituzionali. La tipologia e lecaratteristiche di tali documenti sono definite, entro sessantagiorni dalla data di entrata in vigore della presentedisposizione, con decreto del Ministro dellambiente e dellatutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministrodellinterno, sentita la Conferenza unificata di cui allarticolo8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successivemodificazioni. Fermi restando quanto previsto dalla normativagenerale in materia di sponsorizzazioni nonche i vincoli per latutela dei parchi e giardini storici e le altre misure di tuteladelle aree verdi urbane, lo sfruttamento di aree verdi pubblicheda parte dello sponsor ai fini pubblicitari o commerciali, anchese concesso in esclusiva, deve aver luogo con modalita tali danon compromettere, in ogni caso, la possibilita di ordinariafruizione delle stesse da parte del pubblico». Art. 6Promozione di iniziative locali per lo sviluppo degli spazi verdi urbani1. Ai fini di cui alla presente legge, le regioni, le province e icomuni, ciascuno nellambito delle proprie competenze e dellerisorse disponibili, promuovono lincremento degli spazi verdiurbani, di «cinture verdi» intorno alle conurbazioni perdelimitare gli spazi urbani, adottando misure per la formazionedel personale e lelaborazione di capitolati finalizzati alla 5
  6. 6. migliore utilizzazione e manutenzione delle aree, e adottanomisure volte a favorire il risparmio e lefficienza energetica,lassorbimento delle polveri sottili e a ridurre leffetto «isoladi calore estiva», favorendo al contempo una regolare raccoltadelle acque piovane, con particolare riferimento: a) alle nuoveedificazioni, tramite la riduzione dellimpatto edilizio e ilrinverdimento dellarea oggetto di nuova edificazione o di unasignificativa ristrutturazione edilizia; b) agli edificiesistenti, tramite lincremento, la conservazione e la tutela delpatrimonio arboreo esistente nelle aree scoperte di pertinenza ditali edifici; c) alle coperture a verde, di cui allarticolo 2,comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 2 aprile 2009, n. 59, quali strutture dellinvolucroedilizio atte a produrre risparmio energetico, al fine difavorire, per quanto possibile, la trasformazione dei lastricisolari in giardini pensili; d) al rinverdimento delle pareti degliedifici, sia tramite il rinverdimento verticale che tramitetecniche di verde pensile verticale; e) alla previsione e allarealizzazione di grandi aree verdi pubbliche nellambito dellapianificazione urbanistica, con particolare riferimento alle zonea maggior densita edilizia; f) alla previsione di capitolati perle opere a verde che prevedano lobbligo delle necessarieinfrastrutture di servizio di irrigazione e drenaggio e specificheschede tecniche sulle essenze vegetali; g) alla creazione dipercorsi formativi per il personale addetto alla manutenzione delverde, anche in collaborazione con le universita, e allasensibilizzazione della cittadinanza alla cultura del verdeattraverso i canali di comunicazione e di informazione.2. Ai fini del risparmio del suolo e della salvaguardia delle areecomunali non urbanizzate, i comuni possono: a) prevedereparticolari misure di vantaggio volte a favorire il riuso e lariorganizzazione degli insediamenti residenziali e produttiviesistenti, rispetto alla concessione di aree non urbanizzate aifini dei suddetti insediamenti; b) prevedere opportuni strumenti einterventi per la conservazione e il ripristino del paesaggiorurale o forestale non urbanizzato di competenzadellamministrazione comunale.3. Le modalita di attuazione delle disposizioni di cui al comma 2sono definite dintesa con la Conferenza unificata di cuiallarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, esuccessive modificazioni.4. I comuni e le province, in base a sistemi di contabilitaambientale, da definire previe intese con le regioni, dannoannualmente conto, nei rispettivi siti internet, del contenimentoo della riduzione delle aree urbanizzate e dellacquisizione esistemazione delle aree destinate a verde pubblico dallastrumentazione urbanistica vigente. Art. 7 Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi 6
  7. 7. monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale1. Agli effetti della presente legge e di ogni altra normativa invigore nel territorio della Repubblica, per «albero monumentale»si intendono: a) lalbero ad alto fusto isolato o facente parte diformazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovverolalbero secolare tipico, che possono essere considerati come rariesempi di maestosita e longevita, per eta o dimensioni, o diparticolare pregio naturalistico, per rarita botanica epeculiarita della specie, ovvero che recano un precisoriferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vistastorico, culturale, documentario o delle tradizioni locali; b) ifilari e le alberate di particolare pregio paesaggistico,monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti neicentri urbani; c) gli alberi ad alto fusto inseriti in particolaricomplessi architettonici di importanza storica e culturale, qualiad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenzestoriche private.2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presentelegge, con decreto del Ministro delle politiche agricolealimentari e forestali, di concerto con il Ministro per i beni ele attivita culturali ed il Ministro dellambiente e della tuteladel territorio e del mare, sentita la Conferenza unificata di cuiallarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, esuccessive modificazioni, sono stabiliti i principi e i criteridirettivi per il censimento degli alberi monumentali ad opera deicomuni e per la redazione ed il periodico aggiornamento da partedelle regioni e dei comuni degli elenchi di cui al comma 3, ed eistituito lelenco degli alberi monumentali dItalia alla cuigestione provvede il Corpo forestale dello Stato. Dellavvenutoinserimento di un albero nellelenco e data pubblicita mediantelalbo pretorio, con la specificazione della localita nella qualeesso sorge, affinche chiunque vi abbia interesse possa ricorrereavverso linserimento. Lelenco degli alberi monumentali dItaliae aggiornato periodicamente ed e messo a disposizione, tramitesito internet, delle amministrazioni pubbliche e dellacollettivita.3. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presentelegge, le regioni recepiscono la definizione di albero monumentaledi cui al comma 1, effettuano la raccolta dei dati risultanti dalcensimento operato dai comuni e, sulla base degli elenchicomunali, redigono gli elenchi regionali e li trasmettono al Corpoforestale dello Stato. Linottemperanza o la persistente inerziadelle regioni comporta, previa diffida ad adempiere entro undeterminato termine, lattivazione dei poteri sostitutivi da partedel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.4. Salvo che il fatto costituisca reato, per labbattimento o ildanneggiamento di alberi monumentali si applica la sanzioneamministrativa del pagamento di una somma da euro 5.000 a euro100.000. Sono fatti salvi gli abbattimenti, le modifiche della 7
  8. 8. chioma e dellapparato radicale effettuati per casi motivati eimprocrastinabili, dietro specifica autorizzazione comunale,previo parere obbligatorio e vincolante del Corpo forestale delloStato.5. Per lattuazione del presente articolo e autorizzata la spesadi 2 milioni di euro per lanno 2013 e di 1 milione di euro perlanno 2014. Al relativo onere si provvede mediante corrispondenteriduzione della dotazione del Fondo per interventi strutturali dipolitica economica, di cui allarticolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni,dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307. Art. 8 Clausola di salvaguardia1. Le disposizioni della presente legge sono applicabili nelleregioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento edi Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti edelle relative norme di attuazione, anche con riferimento allalegge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara inseritanella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e difarla osservare come legge dello Stato.Data a Roma, addi 14 gennaio 2013.NAPOLITANOMonti, Presidente del Consiglio dei MinistriClini, Ministro dellambiente e della tutela del territorio e delmareVisto, il Guardasigilli: Severino. 8

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