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Patto per Taranto?Quali sviluppi per il territorio PAGINA 4
By Marcello Barletta
Un apologo attrib...
By Alex Ferrulli
Io immagino che nel prossimo futuro
della Provincia di Taranto, Industria e
Turismo, possano coesistere i...
Lavoro e diritti...un binomio ancora possibile ?Lavoro e diritti...un binomio ancora possibile ?Lavoro e diritti...un bino...
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Attivamente10 2015

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Attivamente by Gd Massafra

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Attivamente10 2015

  1. 1. /pdmassafra @pdmassafra Patto per Taranto?Quali sviluppi per il territorio PAGINA 4 By Marcello Barletta Un apologo attribuito al filosofo Gio- vanni Buridano ci narra di un asino che, posto di fronte a due cumuli di fieno uguali, morì di fame non riu- scendo a scegliere quale dei due cumu- li usare per saziarsi. E' questa la me- tafora che Francesco Pugliese, ammi- nistratore delegato della Conad e au- tore di questo libro insieme al diretto- re del "Foglio" Claudio Cerasa, sceglie di usare per descrivere l'Italia di que- sti anni. Un colloquio che diventa oc- casione per una denuncia netta, spes- so amaramente ironica, di quei limiti della classe dirigente politica ed eco- nomica italiana che hanno condannato il nostro Paese a non riuscire a sfrut- tare le sue potenzialità. Pugliese non risparmia nessuno. La riflessione sulle nuove leadership poli- tiche è l'occasione per denunciarne la scarsa attenzione verso il valore della competenza, e soprattutto l'attitudine a circondarsi di uomini fedeli (i "cani" che completano il titolo), dediti solo a compiacere il capo e incapaci di forni- re alla squadra e allo stesso leader un reale valore aggiunto, piuttosto che di collaboratori leali, i quali sarebbero capaci di aiutare il leader ad indivi- duare la soluzione migliore. SEGUE A PAGINA 3 A Massafra c’è la Festa de L’UnitàA Massafra c’è la Festa de L’UnitàA Massafra c’è la Festa de L’Unità Massafra piccolo gioiello da valorizzare PAGINA 4 “Tra l’asino e il cane”“Tra l’asino e il cane”“Tra l’asino e il cane” ovvero il male diovvero il male diovvero il male di non voler cambiarenon voler cambiarenon voler cambiare By Imma Semeraro Segretario PD Massafra Torna dal sei all'undici ottobre, in versio- ne "autunnale" ma con lo stesso entusia- smo e con lo stesso spirito di collaborazio- ne LA FESTA DE L'UNITA' DI MASSA- FRA! Come ogni anno, tutti insieme abbiamo elaborato il programma politico, lo abbia- mo costruito sera dopo sera, seguendo i temi d'attualità, i protagonisti del mo- mento e le idee forti che riteniamo di do- ver mettere in luce ed offrire alla variega- ta platea, che ormai ci segue con crescen- te attenzione ed interesse. In un mondo frenetico e distratto in cui corre tutto ve- loce e le notizie ed i temi di attualità si consumano spesso e volentieri in una fu- gace lettura sui social network, ritrovare, con ospiti autorevoli, il tempo dell'appro- fondimento, del dialogo e del confronto, quello composto, pacato e costruttivo, in una pubblica piazza, non può che essere cibo per la nostra mente! “Il futuro è già qui! Massafra 2.0.” Questo il tema della festa. SEGUE A PAGINA 2 Since maggio 2009 Foglio non periodico a distribuzione gratuita e diffusione interna Il caporalato può essere sconfitto ! PAGINA 3
  2. 2. By Alex Ferrulli Io immagino che nel prossimo futuro della Provincia di Taranto, Industria e Turismo, possano coesistere in un'uni- ca anima di sviluppo accentrando l'in- teresse di tale sviluppo tra la popola- zione tutta, migliorando di vivibilità, cultura e realtà sociale. In ogni caso, tutto questo dovrebbe assottigliare il GAP povertà-ricchezza a tutto vantag- gio della prima rispetto alla seconda. Il mio pensiero iniziale si avvicina ad un sogno, quello di vedere la Provincia di Taranto come motore trainante dell'Italia assieme a tutta la sua regio- ne, che guidata onorevolmente da Mi- chele Emiliano possa difatti realizzare questo mio sogno. Da martedì a domenica incontri dibattiti e spettacoli Il mio sognoIl mio sognoIl mio sogno A Massafra c’è la Festa de L’UnitàA Massafra c’è la Festa de L’UnitàA Massafra c’è la Festa de L’Unità AreaSpettacoli: 8/10 Li cùnte de Tataranne —9/10 Luci dell’Est ,cover Battisti […] Guardiamo al futuro, anzi ci sentiamo già proiettati nel futuro prossimo perché finalmente riteniamo giunto il mo- mento di concretizzare le mille opportunità che ci offre la nostra Terra! Il sud deve ripartire, Massafra, Taranto e l'in- tera provincia devono rinascere a nuova vita e devono farlo subito, perché ora ci sono tutte le migliori condizioni per far- lo! Il Governo Renzi, nonostante tante discussioni a volte inutili e pretestuose, attraverso le riforme sta portando avan- ti quel necessario processo di cambiamento e di modernizza- zione della nostra nazione; ci giungono finalmente segnali, seppur lievi, di ripresa della nostra economia e di crescita del tasso occupazionale; abbiamo eletto Michele Emiliano Presi- dente della Regione Puglia ed il Pd è forza di governo in Re- gione e, finalmente, tra qualche mese, con le elezioni ammi- nistrative 2016 a Massafra possiamo e dobbiamo dire addio ad un fin troppo lungo ventennio di governo della città da parte del centro destra! Se Taranto deve uscire dalla morsa della monocultura dell'acciaio, Massafra deve uscire dalla monocultura dei ri- fiutI! Da troppo tempo, qui, non si fa che parlare di rifiuti, di discariche, termovalorizzatori ed annessa tassazione elevata. Il tutto a discapito della nostra salute, dell'ambiente e della nostra economia che ormai si è impantanata! Abbiamo un'in- tera economia da costruire, dobbiamo valorizzare il nostro magnifico territorio, fatto di gravine, mare storia e tradizioni e puntare su turismo e cultura se vogliamo ancora garantire qui ed ora un futuro ai nostri giovani! Dobbiamo sostenere la nostra agricoltura e superare, senza dimenticare, quella pa- gina buia e cupa di fine estate che ha riportato alla ribalta il fenomeno del caporalato con le sue storie di disperazione e purtroppo di morte. Abbiamo interi settori commerciali, artigianali ed industriali in difficoltà che aspettano un rilancio dell' attività economica ed una crescita della nostra città! Massafra ha perso troppe occasioni e finanziamenti utili alla sua rinascita. E' ora di cambiare! E' ora che i cittadini vedano un modo di- verso di operare della politica, che sappia cogliere le infinite opportunità che giungono dal governo centrale ma soprattut- to dalla Regione Puglia! E noi, dal nostro palco e con i nostri graditi ospiti, vogliamo far conoscere Massafra e le sue infi- nite potenzialità e quanto la politica e le istituzioni possono fare! Per tutto questo ed altro ancora, in queste sei lunghe sere di Festa dell'Unità abbiamo deciso di incontrare le associazioni di categoria e culturali, le organizzazioni sindacali ed i citta- dini per condividere le prospettive che si dischiudono per Massafra in vista delle prossime amministrative. La priorità deve essere solo e soltanto il futuro della nostra città! Buona festa a tutti noi!!
  3. 3. Lavoro e diritti...un binomio ancora possibile ?Lavoro e diritti...un binomio ancora possibile ?Lavoro e diritti...un binomio ancora possibile ? By Marcello Barletta […] Una particolare attenzione è rivolta verso i limiti della nostra classe dirigente economica, della quale vengono evi- denziate il provincialismo e la vocazione al nanismo, alla vera e propria cultura del "piccolo è bello", che l'autore considera fatale di fronte alle sfide poste dall'ingresso nell'euro e dalla globalizzazione. Una denuncia che non risparmia il settore agroalimentare, i cui limiti nella distribuzione e nella diffu- sione del Made in Italy emergono ancor più nettamente nella comparazione con esperienze estere. Le pagine più brillanti sono probabilmente quelle che Puglie- se dedica a quelle sacche di burocrazia asfissiante che pena- lizzano inutilmente la competitività e la vocazione a fare im- presa, sottolineando inoltre le connessioni fra la complessità e il numero dei passaggi burocratici e le occasioni di corruzione. Infine un duro quadro delle politiche sbagliate per il Sud, che Pugliese considera non una zavorra di cui liberarsi ma come il "secondo motore dell'aereo" da aggiustare per far ripartire con slancio il Paese, partendo ad esempio dall'importanza, spesso quasi misconosciuta, della sua manifattura. Un quadro condito da suggerimenti ed indicazioni che non dimenticano Taranto e il suo porto, strategico dopo il raddoppio del canale di Suez. Pertanto l'ammonizione è chiara: per uscire dall'impasse e costruire un nuovo sviluppo per il nostro Paese è fondamenta- le non temere l'internazionalizzazione e soprattutto aiutare le nostre imprese a crescere, perchè continuare a pensare che la forza di una impresa possa coincidere col suo essere piccola "è come combattere una guerra con le fionde". Questa è la strada per la competitività. Se si legge il libro tenendo presente il percorso professionale di Francesco Pugliese, partito dal Sud e dalla sua Taranto per diventare amministratore delegato alla Barilla e alla Yomo, prima di ricoprire analogo incarico per la Conad, sembra qua- si che l'autore voglia insegnare con la sua vita all'Italia e al Sud il significato del "darsi da fare" e il coraggio di decidere per cambiare in meglio. Ogni pagina del libro lancia infatti delle sfide alla nostra classe dirigente, esortandola ad acquisi- re la consapevolezza della necessità di cambiare per far rina- scere il Paese. Sono sfide sulle quali il Partito Democratico ha scelto di con- frontarsi da tempo, facendone il fulcro della sua linea politica e della sua riflessione. Una riflessione che non può e non deve riguardare la sola classe dirigente nazionale, ma anche quella meridionale, in tutte le sue articolazioni. E' una sfida che il PD Massafra cercherà di raccogliere con la serata del 9 ottobre della Festa dell'Unità, in cui la presenta- zione del libro di Francesco pugliese sarà l'occasione per un confronto fra il Capogruppo regionale PD Michele Mazzarano e l'On. Raffaele Fitto, sulle risposte che i temi sollevati da Pugliese possono ricevere nel nostro territorio. “Tra l’asino e il cane” ovvero il male di non voler cambiare“Tra l’asino e il cane” ovvero il male di non voler cambiare“Tra l’asino e il cane” ovvero il male di non voler cambiare By Michela Vaccaro “Andava via di casa alle 2 di notte. Prendeva l’autobus alle 3. Ai campi, arrivava intorno alle 5,30. Noi a casa la rivedevamo non prima delle tre del pomeriggio, in alcuni casi, anche alle sei. Guadagnava 27 euro al giorno. Poco. Ma per noi quei soldi erano importanti, erano soldi sicuri, assolutamente indispen- sabili. Fin quando è arrivata quella telefonata: Paola si era sentita male, io non sono riuscita nemmeno a salutarla: ora Paola non c’è più.” Sono le parole del marito di Paola Clemen- te, la bracciante agricola morta ad Andria mentre lavorava all’acinellatura. Ci troviamo difronte ad un caso di sfrutta- mento, di schiavitù. Ebbene si, schiavitù. In molti la conside- rano una realtà legata al passato, piuttosto che al presente. O semplicemente, la chiamano in altri modi, per esempio “caporalato”. Il caporalato è una delle tanti e tristi piaghe dell’Italia di oggi, un fenomeno conosciutissimo ma al tempo stesso nascosto e sottaciuto, presente prevalentemente nel Mezzogiorno. Non può che trattarsi di un’attività clandestina, criminale, che trova riscontro nelle fasce più deboli e disagiate della popolazione, come le donne e gli extracomunitari. Mo- hammed Abdullah, sudanese di 47 anni, è stato il primo brac- ciante agricolo a morire nelle campagne nel 2015. La paga sarebbe dovuta essere di 50 euro al giorno per dieci ore, in teoria. Proprio così, in “teoria” ma nella realtà invece? Le dieci ore rimangono invariate, piuttosto aumentano. La paga no, questa decresce, perché di gran parte della paga se ne impos- sessa il caporale. Allora perché si accetta questa condizione di sfruttamento? In entrambi i casi, il fine è comune: mantenere la famiglia, avere un salario minimo per la sopravvivenza, autorealizzazione. Ma il “lavoro”, su cui si fonda lo Stato Ita- liano secondo la Costituzione , anziché essere fattore di benes- sere, di autorealizzazione e sviluppo, finisce per rivelarsi cau- sa di sofferenze indicibili per i lavoratori e le loro famiglie. Ed è uno spettacolo triste e pietoso che non fa certo onore al no- stro Paese, che reclama sempre più il proprio diritto di popolo civile. Ma in tutto ciò, come si sta muovendo la politica? Ri- guardo al caso di Paola Clemente, il segretario della Flai Cgil Giuseppe De Leonardis denuncia l’accaduto affermando che se non ci fosse stata la tenacia sindacale, la storia di Paola sa- rebbe rimasta sommersa, sparita nel nulla e ci sono cose che non possono e non devono rimanere senza un colpevole e per questo si andrà fino in fondo. Il sindacato con la famiglia della bracciante, ha messo il dossier sul tavolo di un team di avvo- cati di alta professionalità: Vito Miccolis, Pasquale Chieco e Giovanni Vinci. E il governo? Dopo i casi dei braccianti morti quest’estate, anche il Governo Renzi ha deciso di muoversi in tempi rapidi per riuscire a contrastare il fenomeno. In partico- lare ,il ministro delle politiche agricole M. Martina si è sca- gliato contro il caporalato ,affermando che questo è un feno- meno da combattere come la mafia e per combatterlo occorre la massima mobilitazione di tutti e chi conosce situazioni irre- golari ,deve denunciare senza esitazione. Mentre il ministro della Giustizia, Orlando ,ha presentato le linee guida per la proposta di legge “misure per favorire l’emersione alla legalità e la tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata”, un provvedimento all’esame della commissione di Giustizia della Camera. Il punto più sa- liente riguarda la confisca dei beni, cioè del prodotto e del pro- fitto del reato e nel caso anche la confisca dei beni di chi ha utilizzato il caporalato. Dopotutto, come sottolinea il ministro Orlando, “fa più paura la confisca che qualche mese di reclu- sione”. In conclusione, quindi, è necessario che si porti al cen- tro di tutto il valore della dignità umana e che il lavoro ritorni ad essere luogo di vita, di crescita e di sviluppo non solo per la singola persona, ma per l’intera società. AreaSpettacoli: 10/10 UNIDOS POR LA FIESTA 11/10spettacolomusicale “CLONI QUASI TALI & QUALI”
  4. 4. Se hai t ra i 14 e 29 anni e sei interessato a partecipare alle attività dei Giovani Democratici CONTATTACI !!! email : pdmassafra@gmail .com Massafra piccolo gioiello da valorizzareMassafra piccolo gioiello da valorizzareMassafra piccolo gioiello da valorizzare By Lucia Mellone Il territorio massafrese si estende dalla Murgia al mar Ionio passando dalla fascia costiera a livello del mare fino ai 450m del monte Sant’Elia e, per questa sua conformazione, presen- ta una grande varietà di paesaggi e colori che ne fanno un piccolo gioiello. Solcato da una serie di gravine e lame in cui sono incise grotte e case, con un ricchissimo patrimonio di antica civiltà rupestre. Massafra, conosciuta in tutto il mondo come la Tebaide d’Italia, è legata profondamente alle sue gra- vine, incastonata com’è attorno a quella della Madonna della Scala, e quella di San Marco, pregne di ricca vegetazione, piante officinali e leggende sacre e profane. Disseminata di cripte italo-bizantine come quelle della Buona Nuova, della Candelora, di San Leonardo e San Marco, fanno del territorio massafrese un sito di notevole interesse artistico, storico e architettonico. Il borgo medievale, ricco di viuzze strette e tortuose e di improvvisi slarghi, che portano ad abitazioni o al Castello Medievale o a chiese disseminate nel reticolo cit- tadino. Questo scenario incastonato nella roccia convinsero il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini a scegliere il centro sto- rico come scenario della sua opera “Il Vangelo secondo Mat- teo”: “… al di là del ponte si trova il centro della città, una piazza affollata verso sera, come in un giorno di festa. E una calca di uomini vestiti di nero e ragazzi disegnati con il dia- mante e il carbone. Attorno a questa piazza si aggrovigliano, come visceri, i vicoli e le stradine scoscese, attraverso cui si regrediscono fino nel cuore del tempo. Il puro medioevo, intor- no …” .Questo è quanto Massafra può offrire ai visitatori ep- pure è una risorsa poco, se non per nulla, sviluppata. Molte delle nostre bellezze sono lasciate nell’ incuria e molto spesso nella sporcizia e nel degrado. La città e le sue bellezze sono da troppi anni senza una progettualità e senza un piano di valorizzazione. Nonostante l’art.5 dalla legge 19/97 del 1997 includa Massafra nelle aree regionali protette e nonostante il 20 dicembre 2005 sia stato istituito il Parco naturale regiona- le Terra delle gravine il nostro patrimonio è in stato di abban- dono, non tutelato e soggetto al martirio di ulteriori incre- menti dei tassi di inquinamento con notevole impatto am- bientale. Massafra ha urgente bisogno di una pianificazione che valorizzi le proprie inestimabili risorse offrendo beni e servizi in grado di incrementare il flusso turistico con conse- guenti ripercussioni positive non solo in ambito di crescita economica della città ma anche nei livelli di occupazione. Ri- valutando con criterio i doni che il nostro territorio ci offre potremmo raccogliere sfide fondamentali come quella vinta dalla città di Matera eletta capitale della cultura europea per il 2019 con cui Massafra può tranquillamente concorrere. Hanno collaborato alla creazione di “AttivaMente”: Lucia Mellone, Michela Vaccaro, Imma Semeraro, Alex Ferrulli, Marcello Barletta e Angelo Notaristefano . Progetto grafico: Angelo Notaristefano e Domenico Lasigna. By Angelo Notaristefano La nostra Taranto è ormai sinonimo di industria, di monocol- tura dell'acciaio, di terra dei veleni di costante scontro tra il lavoro e la salute; per molti la disperazione e la fuga dalla realtà sembra l'unica soluzione. Ma piangerci addosso non è la soluzione. Dobbiamo pensare e agire per rendere la nostra provincia e Taranto protagonista di una nuova stagione di valorizzazione delle risorse rappresentate dal mare, dalla storia, dal paesaggio, dalla cultura. Le elezioni regionali del maggio 2015 hanno prodotto un risultato insperato la provin- cia di Taranto ha 8 consiglieri regionali che ne rappresentano il territorio .Si tratta di un risultato che merita di essere capi- talizzato – al meglio – a favore del territorio, al di là di ogni steccato politico. A trovare una soluzione ci ha pensato Mi- chele Mazzarano proponendo il cosiddetto "Patto per Taran- to" . Un patto trasversale in modo che gli otto eletti lavorino insieme, facciano squadra sugli obbiettivi comuni . L’obbietti- vo del neo presidente Mazzarano è di far sedere allo stesso tavolo tutti gli attori delle dinamiche territoriali per prendere impegni concreti . Sul tavolo i problemi da affrontare sono tanti tra cui ambiente, lavoro, porto e sviluppo del turismo. Una sfida non semplice per i consiglieri espressione del terri- torio ionico che devono capire la necessità di fare sintesi tra le loro diversità e appartenenze . Una sfida da cogliere al volo per alzare la voce costruendo insieme una visione condivisa di futuro. I consiglieri Mazzarano , Pentassuglia ,Liviano ,Turco , Perri- ni ,Franzoso, Galante e Morgante nel mese di giugno si sono incontrati e hanno travato un intesa su quattro punti dall’ agricoltura all’industria . Benissimo questo percorso, ma non basta, immagino che que- sto sia solo l’inizio del Patto per Taranto. L’iniziativa secondo me deve naturalmente evolversi in un “Patto con Taranto”, in un patto con i cittadini della città e della provincia. Un evolu- zione che può solo aumentare il raggio di azione di una buona politica da realizzare con il contributo di diverse realtà. Un territorio può crescere solo se coeso solo se cosciente delle pro- prie vocazioni, dei propri bisogni delle proprie responsabilità. Cittadini che possono dare forza ai propri rappresentanti per poter assumere nei luoghi deputati decisioni fondamentali per lo sviluppo dei territori . Il Partito Democratico jonico in tutto questo ha un forte ruolo di indirizzo e di leadership che siamo sicuri dovrà far valere a Bari, a Roma e a Bruxelles. Patto per Taranto, insieme per il territorioPatto per Taranto, insieme per il territorioPatto per Taranto, insieme per il territorio Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. ———————San Francesco d'Assisi LiberamenteLiberamenteLiberamente

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