Il movimento comunale

636 views

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
636
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
1
Actions
Shares
0
Downloads
4
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Il movimento comunale

  1. 1. Venga il tuo Regno! Fr. Anderson A. Pitz, LC Matricola: 7353 La civiltà europea nella storia mondiale Medioevo, di Giovanni Tabacco e Grado G. MerloII. IL MOVIMENTO COMUNALELa vivacità dei centri urbani e il costituirsi delle loro autonomie Brunetto Lattini ispirato in Cicerone definisce la città come in numero dipersone radunati in una stessa località per vivere l‟una accanto all‟altra sotto unmedesimo complesso di norme giuridiche. Persone radunate non solo per l‟economia, ma anche per motivi politici eculturali. Sono elementi perché la dove ci sono più vivacità in queste aree, più fiorìuna città per lungo tempo. Ne sono esempi Italia, Spagna, Francia centro e nord, PaesiBassi. Nel XIII secolo ci sono nasciture di città da per tutto, in generale comeagglomerazione di persone con terra come punto comune. Non sono città moltopopolose, difficilmente oltrepasseranno 50.000 abitanti. Si risalteranno Milano eVerona con popolazione tra 100.000 e 200.000, Firenze, Genova, Napoli, Palermo eParigi con 200.000, Colonia e Londra con 40.000. Questi sono i centri più grandi diEuropa. La crescita demografica sempre verrà parallelo allo sviluppo economico. L‟origine dei comuni è molto discussa. Ci sono diverse cause proposte:continuità tra ordinamenti delle città antiche e medievale; istituzione comunale eorgani che regolavano nel Medio Evo l‟arte e mestieri; diritto di mercato e dirittourbano; lotta tra forze “aristocratiche” e “democratiche”. Vivere con una legge comune vuol dire con un diritto uniforme. A molti attiraval‟idea di libertà, perché abitando un anno in città dava quel titolo. Per costituire uncomune bastava una paga per il permesso del vescovo o del re da parte del borghese. A Parigi, per esempio, il re dirigeva la giustizia, in secondo posto (per legiurisdizioni interne) l‟episcopato ed enti canonicali e religiosi. Il potere restava cosìfrantumato in nuclei distinti. Nella Francia del nord e Inghilterra, c‟era in “praepositus”che faceva l‟amministrazione comunale, era un funzionario regio o signorile; oppure ilre sceglieva un sindaco da una lista proposta dai nobili locali. Nella Francia centrale eItalia, c‟erano i “consoli” che erano magistrati comunali reclutati tra i gruppiaristocratici, cittadini di tradizione militare (spesso cavalieri) che qualche volta hannodifeso la città affidati dal vescovo o re, e di origini mercantili. Esercitavano la giustiziae amministravano la città. Nel nord della Francia si chiamavano gli “scabini”, erano 12 eletti per i borghesi.Il regime consolare era di 2 a 12 per il periodo di un anno, di solito egemonizzati in ungruppo stretto di famiglie. Nel XIII secolo appaiono in Germania i “consules”, con il desiderio diindipendenza dei borghesi o signori. In questo paese si costituiscono le “civitas imperii”costituite a giuramento di fedeltà al re, e le “città territoriali o provinciale” che eranopiccole capitali territoriali o provinciali.Le peculiarità dei ceti e delle istituzioni nelle città italiane
  2. 2. Questa indipendenza dei signori non fu possibile ai comuni italiani.Continuarono quelli cittadini della piccola aristocrazia regnante. Gli stessi eranoistruiti in diritto e come notai. Nel secolo XI il governo era con una “campagna comune” di 6 consoli. I “maiores”erano rappresentanti della collettività, simpatizzanti dei cittadini, assumono guidapolitica della città. Formano un consolato (diversi numero a seconda della città),dentro un‟aristocrazia militare e mercantile. Le città ricevono più autonomia ma i “cives” devono giurare fedeltàall‟imperatore e i consoli dovevano ricevere periodicamente l‟investitura formaledell‟ufficio da parte dell‟imperatore. A Parma a un certo punto, mettono un religioso difuori della città in modo a non avere nessuno di parte. I cittadini lottano per avere qualche potere, qualche autonomia e certi gruppiriescono qualche rilievo politico (tra Xi e XII secolo). Non sempre le fonti del Medio Evopermettono vedere queste concessioni unilaterali del signore, i contrasti fra cittadini esignori.Mobilità sociale e iniziativa politica delle comunità rurali In Spagna, per esempio, morto Alfonso IV di Castiglia nel 1109 e nel contestodelle lotte per successione, i cittadini di Sahagun, vittime di saccheggi e devastazioni,costituiscono spontaneamente un‟associazione giurata. Rifiutano prestazioni e i tributidovuti ai loro “domini”, attaccano ai signori e ai loro agenti, assaltano le residenzesignorile e le chiese. Presto anche si trasforma in rivolta anticittadina. Si formanoalleanze di nobili contro borghesi, con blocco economico rifiutando di portare frumentoe vino al mercato urbano. Dopo un decennio le comunità rurali ottengono esenzioni ealcuni privilegi, più o meno estesi, e proprie magistrature. Così rimane l‟organizzazione delle città: il “maior” presta giuramento di fedeltà alsignore e ai responsabili davanti agli agenti signorili dei “proventi e redditi” della villa.Le operazioni di polizia sono affidate ad un “custos” comunale. Con forte somma di denaro i cittadini potevano acquistare una carta di “libertà”,così scioglievano le tasse di imposti, potevano ereditare ai figli, ecc. Crescono i piccoli e medi proprietari, grazie alle possibilità offerte dello sviluppoeconomico generale e dà posto a iniziative concesse dai signori: attività commerciale eartigianale a livello locale. Nascono così i “comuni rurali” per iniziativa dei contadini per interesse di purasovra vivenza, collegati su base vicinale. La “vicinia” è un insieme di abitanti delmedesimo “vicus” di origine più o meno remota, che si organizzano spontaneamentesulla base di tradizioni antiche, per disciplinare la convivenza civile, coordinareoperazioni agricole, sfruttare l‟incolto di uso comune e regolare l‟uso delle acque. Di questa semplice organizzazione passano a rivendicare diritti e inclusoautodifesa davanti a forze signorili. Al “magister” compete la giustizia. In alcuni posti(come in parte di Germani) dove i signori fanno forti strutture politico-istituzionali, icontadini non riescono a sviluppare le proprie autonomie.Linquadramento cittadino del contado nello sviluppo politico italiano Succedono parecchie riscontri tra i contadini con l„aristocrazia militare maanche con i cittadini. A Milano regione, c‟e un grande sviluppo nel senso di comuni. Lecomunità urbane si estendono nel territorio della diocesi dei cui la città era al centro.Nascono allora le “ civitas mater” e i “contattino filii” come nuclei di maggior potere
  3. 3. sugli altri. Sorge l‟intenzione di centralizzare tutto nella città principale che governa incerto senso l‟economia, la politica, ecc.Pluralità di apporti ed elementi originali nella formazione della cultura dei ceticittadini Le città sono naturalmente punti d‟incontri e di produzione di idee ed esperienze.Si sviluppano le scuole catedrali e monastiche e le prime università. I chiericiinsegnano ai nobili, anche a poco a poco i cavalieri diventano letterati. La società è divisa in: bellatores, oratores e laboratores. Ci sono anche lefunzioni “ministeriales” come: notai, giuridici nell‟ aristocrazia militare. L‟ordine di Predicatori si sviluppa per lo più nelle città perché c‟è una maggiorepopolazione, quindi più peccati. Di lì arrivano alle piccole città. Concorre alla formazione della cultura dei ceti cittadini: tradizioni militaricavaleresche, persistenze folkloriche, ceti intellettuali, ambizioni di classi e gruppisociali, esperienze professionali, lotte politiche e divergenze religiose.III. DALLA FRAMMENTAZIONE DEL POTERE ALLA CONCENTRAZIONE DELLE FORZE Attraverso il feudo si supera la frammentazione signorile. Principi, re ereppublica diedero vita a magistrature periferiche (retori, balivi, sceriff, vicari)attraverso cui vigilare sui nuclei di poteri locale e esercitare direttamente lagiurisdizione. Parallelamente si consolidava l‟autorità del Papa al vertice della cristianità informa monarchica possente, costruita sull‟esempio imperiale romano. Il primatopapale con supremazia giuridico-politica della Chiesa di Roma divenne la regola dellacattolicità.La monarchia papale Nel 1123 Calisto II fa un concilio nella basilica di Laterano con circa 300 vescovi,abati e chierici occidentali, dove il papato si riproponeva con forza al culmine della“Societas Christiana”. I papi furono formando lungo questi anni seguenti un verocorpus giuridico fondato nei suoi volontarismi legiferanti. Dalla metà del secolo XII erano sempre più numerosi i papi e vescovi giuristi.Intervenivano nei regni e nella cristianità a integrare carenze e organi. Intervenivanoanche nelle scelte imperiali, re e governanti. Bernardo di Chiaravale interpretò questa potestas papale in chiave di ministerioe servizio più che di dominio e potere. È la famoso ierocrazia. Anche nella chiesa nasce un timore che il papa diventasse un sucessoredell‟imperatore Costantino più che un sucessore di Pietro. L‟espressione “curia romana” appare nel fine del XI secolo e indica la “cortepapale”. Corte simile a quella di Carlo Magno, come formidabile strumento di governo.È così che il cardenalato da 50 nel secolo XI scende a 20: erano consiglieri e agenti delmonarca, facevano la giurisdizione nelle più importanti questioni (cause maiores). Poic‟era la “camara” che era il centro di amministrazione e finanziaria. La “cancelleria ecapella” con i chierici adetti al servizio liturgico papale che una volta lo facevano icardinali ma adesso erano troppo impegnati nell‟amministrazione e politica. Poic‟erano u chierici e i diaconi. Il fatto di fare la carriera diventerà un dificile problema al interno della Chiesa.Queste funzioni portarono a diverse relazioni tra il papa e le famiglie riche. I papi
  4. 4. cominciarono a moversi nelle città italiane e a intervenire direttamente negli affarilocali. Le lotte papi-imperatori generaronno degli anti-papi. Nel tempo di Alessandro III(1159-1177) le lotte con Federico I, il Barbarossa, generò ben 3 anti-papicontemporaneamente. Seguono i concili Lateranense II (1139) e III (1179) dove fudeciso che il candidato per essere papa, se non avesse unanimità tra i cardinali,doveva avere almeno un 2/3 dei voti. Nel concilio di Lione (1274) si finalizò lalegislazione specificando minuciosamente le modalità del conclave (non durare più di10 giorno per la scelta del nuovo sucessore, completo isolamento, concluso solo adelezione avenuta). Nei secoli XIII e XIV la curia romana diventa un imponente apparatoburocratico. Annualmente emite circa 10.000 documenti. I papi erano quelli che nominavano i vescovi, ma questi dovevano pagare delletasse, anche per le visite ad limina (obligatoria ogni 3 anni). Roma diventa una forzaeconomica. Nasce la “penitenziaria” che si occupava delle macanze indisciplinare:irregolarità e impedimenti dei matrimoni, penitenze e privilegi, voti religiosi, ecc. Lecause maggiore si rimetevono alla “Audientia Causarum” o “Audientia sacri palatii”che amministravano la giustizia civile e penale nelle cause di competenza della SantaSede.La dialettica delle istituzioni ecclesiastiche; lo spontaneo organizzarsi deimovimenti religiosi e limpegno romano tra protezione e repressione Il secolo XII inizia con tanti problemi per la Chiesa: Gioachino da Fiori, i catariin fase organizzata. Gli eretici erano separati dalla società, “criminalizzati”. La curia èmolto trasformata, grande influsso mondano e benefici economici. Nascono ordinisecondo il consiglio evangelico di povertà come i valdesi, i mendicanti (nome rifessache vivono delle offerte), i francescani. C‟è una vera riforma della vita religiosa perché molto influenziata di principieretici. È il momento dell?inquisizione: domenicani e minori come delegati papalicontro l‟eterodossia. Periodo di intensa lotta per l‟autenticità religiosa. L‟Oridene dei Frati Minori e deiDomenicani promovono una sobre salente crescita verticale nella società: con i ceti“popolari”, gruppi di cittadini, famiglie di prestigio.Potere politico e potere sacerdotale: solidarietà e conflitti Non si vede ancora la differenza tra popolo di Dio e popolo laicale. Continuano leconfusione nell‟ora del potere, da una parte e dall‟altra. Tanti problemi di questogenere porteranno Inocenzo IV a convocare il concilio di Lione (1245). Bonifacio VIIIcondannarà le decisioni di Filippo il Bello di imporre tasse al clero senza suo consenso.Bonifacio VIII proponeva una vera autocrazia (lettere Ausculta, Fili del 1301 e UnamSanctam del 1302). Filippo il Bello e Gugliemo di Nogaret propongono convocare unconcilio per liberare la Chiesa da Caetani (Bonifacio VIII). Caetani muore subbito dopo,nel 1303. Lo stesso accadrà nel 1324 con Ludovico Bavaro, essendo stato scomunicato,apella ad un concilio accusando il papa di eresia. Mettono i Colonna a Nicolò V nel1328. Frequenti scontri tra Ludovico e Givanni XXII.Raccordi feudali, sperimentazioni funzionariali e consolidamenti burocraticinellordinamento pubblico europeo
  5. 5. Nel XI secolo, non si vede un grande sviluppo delle monarchie germanicheperché ancora c‟è un forte influsso del papa nelle elezioni e per la forte rivalità tra glisveva e i guelfi. Il re per avere predominio nel regno doveva: basarsi sulla propriapotenza territoriale, sul patrimonio della sua casata e avere pattegiamenti con altriprincipi. Cercano sue autonomie. Sorge il “balivato” che era un delegato del re, agiva a suo nome nell‟ambitoamministrativo, militare, finanziario e giuridico.«Signorie» cittadine e chiusure oligarchiche nellItalia dei comuni Nel XII e XIII secolo nascono le “signorie” all‟interno dei comuni. Erano gruppi di“signori” che si facevano ai poteri nelle città cui potere del re era debole. I gruppi dimercatori, per difendere la propria egemonia politica dalle minaccie “si affidavano” aun dominus il quale poi trasformava questa tuttela in ditatura signoria per la suaestirpe. Avevano diversi nomi nelle città: “podestà”, “anziano della credenza”, “capitanogenerale”, “conservatore della pace”, “signori”.

×