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Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale

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Metodologia e Tecniche della Ricerca Sociale

  1. 1. Metodologia e tecniche della ricerca sociale. I parte: Tecniche quantitative Ada Manfreda Gruppo di studio LOCness
  2. 2. Elementi della ricerca quantitativa <ul><li>La ricerca scientifica è costituita da due elementi fondamentali: </li></ul><ul><ul><li>Creatività : ossia l’insieme degli attributi personali del ricercatore, le sue capacità di intuizione, la sua perspicacia </li></ul></ul><ul><ul><li>Standard : ossia l’insieme delle procedure predefinite, standardizzate e condivise dalla comunità scientifica. </li></ul></ul>
  3. 3. Una prima definizione: <ul><li>La ricerca scientifica è un processo creativo di scoperta (“ contesto della scoperta ” – Reichenbach) </li></ul><ul><li>La ricerca scientifica è un itinerario prefissato e procedure prestabilite che si sono consolidate all’interno della comunità scientifica (“ contesto della giustificazione ” – Reichenbach). </li></ul>+
  4. 4. Questioni terminologiche: <ul><li>Ricerca scientifica? </li></ul><ul><li>Ricerca sperimentale? </li></ul><ul><li>Ricerca empirica? </li></ul><ul><li>Metodo scientifico? </li></ul><ul><li>Metodo induttivo? </li></ul><ul><li>Metodo deduttivo? </li></ul><ul><li>Paradigma clinico-indiziario e metodo abduttivo? </li></ul>
  5. 5. ESPERIMENTO NELLE SCIENZE SOCIALI <ul><li>“…una forma di esperienza su fatti naturali che si realizza a seguito di un deliberato intervento modificativo da parte dell’uomo, e quindi come tale si contrappone alla forma di esperienza che deriva dall’osservazione dei fatti nel loro svolgersi naturale” (Corbetta, p. 139). </li></ul>
  6. 6. Esperimenti di laboratorio ed esperimenti sul campo <ul><li>La distinzione tra ‘esperimenti di laboratorio’ ed ‘esperimenti sul campo’ nelle scienze sociali non pertiene l’impostazione metodologica dell’esperimento, ma fa riferimento al contesto nel quale l’esperimento si realizza (Corbetta, 147). </li></ul>
  7. 7. Esperimento di laboratorio vs Esperimento sul campo. Un esempio… <ul><li>Studio del disturbo prodotto dal rumore sulla concentrazione mentale: </li></ul><ul><ul><li>È possibile effettuare un esperimento di laboratorio, “dove si assegnano a dei soggetti compiti che richiedono concentrazione mentale in situazioni variamente disturbate da rumori prodotti artificialmente” </li></ul></ul><ul><ul><li>E’ possibile effettuare un esperimento sul campo in un istituto scolastico, rilevando ad esempio il rendimento in un test da parte di classi disturbate dal rumore stradale e da parte di classi che non sono soggette a tale disturbo. </li></ul></ul><ul><ul><li>(Cfr. Corbetta, p. 139-150). </li></ul></ul>
  8. 8. Contesto della giustificazione: <ul><li>La ricerca deve svilupparsi all’interno di un quadro collettivamente condiviso, rendendo così possibile: </li></ul><ul><ul><li>il CONTROLLO: ossia i concetti, i procedimenti e i risultati della ricerca debbono poter essere verificati anche da altri (Merton) </li></ul></ul><ul><ul><li>la CUMULATIVITA’: ossia la possibilità della accumulazione sistematica della conoscenza, poggiandosi il più possibile su quanto è già stato prodotto (Merton). </li></ul></ul>
  9. 9. Formalizzazione della ricerca quantitativa <ul><li>Strutturazione dell’ITINERARIO DI RICERCA: </li></ul><ul><ul><li>inizia con la teoria e ritorna alla teoria in un andamento a carattere spiralizzato nel senso dell’accumulazione senza fine di conoscenza. </li></ul></ul><ul><ul><li>consta di 5 fasi con altrettanti 5 processi che legano le fasi. </li></ul></ul>
  10. 10. Itinerario “tipo” della ricerca quantitativa Teoria Ipotesi Raccolta dati Analisi dati Risultati OPERATIVIZZAZIONE O “ DISEGNO DELLA RICERCA” DEDUZIONE ORGANIZZAZIONE DATI (MATRICE-DATI) INTERPRETAZIONE INDUZIONE FASI PROCESSI
  11. 11. ITINERARIO TIPO: i processi <ul><li>DEDUZIONE : processo attraverso il quale, dopo aver passato in rassegna la teoria , che è generale, essa viene articolata in una ipotesi che prende in esame un aspetto parziale e specifico di essa; </li></ul><ul><li>OPERATIVIZZAZIONE (disegno della ricerca): è il processo preliminare alla raccolta dei dati e consiste nella trasformazione dell’ipotesi in affermazioni empiricamente osservabili (variabili e strumenti). </li></ul><ul><li>ORGANIZZAZIONE DATI : definito il disegno di ricerca ed effettuata la raccolta delle informazioni, esse vengono organizzate e sistematizzate (dati) in modo da poter essere analizzati mediante regole statistiche. </li></ul><ul><li>INTERPRETAZIONE : i dati analizzati vengono quindi interpretati e fatti evolvere in risultati della ricerca. </li></ul><ul><li>INDUZIONE : processo attraverso cui i risultati ottenuti vengono riportati e raffrontati alla teoria da cui si è partiti al fine di confermarla ovvero riformularla alla luce di quanto emerso. </li></ul>
  12. 12. DEDUZIONE (1 di 2) <ul><li>Teoria : “Insieme di proposizioni organicamente connesse, che si pongono ad un elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche” (Corbetta, p. 85). </li></ul><ul><li>Ipotesi : “una proposizione che implica una relazione tra due o più concetti , che si colloca su un livello inferiore di astrazione e di generalità rispetto alla teoria e che permette una traduzione della teoria in termini empiricamente controllabili” (Corbetta, p. 86). </li></ul>
  13. 13. DEDUZIONE (2 di 2) <ul><li>La CONTROLLABILITA’ EMPIRICA è un criterio di scientificità </li></ul><ul><li>La validità di una teoria, in funzione della ricerca, dipende dalla sua trasformabilità in ipotesi empiricamente controllabili. </li></ul><ul><li>La sequenza canonica teoria-ipotesi-osservazione può essere alterata. </li></ul>
  14. 14. OPERATIVIZZAZIONE (1 di 2) <ul><li>1° passaggio : applicare i concetti ad oggetti concreti, facendoli diventare un attributo o proprietà di tali oggetti (tali oggetti sono detti unità di analisi ) </li></ul><ul><li>2° passaggio : dare al concetto-proprietà una definizione operativa, ossia individuare la sua misurabilità oggettiva </li></ul><ul><li>3° passaggio : traduzione del concetto-proprietà operativizzato in variabili , le quali possono assumere diverse ‘modalità’, ossia stati a cui viene assegnato un valore numerico. </li></ul>
  15. 15. OPERATIVIZZAZIONE (2 di 2) <ul><li>“ La decisione su come operativizzare un concetto è totalmente affidata alla discrezionalità del ricercatore”, al quale può essere chiesto: </li></ul><ul><ul><li>a) di esplicitare le scelte fatte </li></ul></ul><ul><ul><li>b) di giustificarle. (ridurre la soggettività). </li></ul></ul><ul><li>“ La definizione operativa non elimina l’arbitrarietà, ma la rende esplicita e quindi controllabile” (Corbetta, p. 105-106). </li></ul>
  16. 16. UNITA’ DI ANALISI (1 di 2) <ul><li>Unità di analisi : oggetto a cui afferiscono le proprietà, frutto a loro volta dei concetti che abbiamo isolato all’interno di una ipotesi dedotta da una teoria. Può essere: un individuo, un aggregato territoriale, un collettivo </li></ul><ul><li>Quali sono le unità di analisi ‘tipo’ di una ricerca pedagogica? </li></ul>
  17. 17. UNITA’ DI ANALISI (2 di 2) <ul><li>L’Unità di analisi viene poi riferita nello spazio e nel tempo, andando così a circoscrivere e definire la popolazione di riferimento della ricerca; </li></ul><ul><li>La ricerca potrà riguardare tutta intera la popolazione di riferimento oppure, come è più probabile, una parte di essa, individuata secondo opportune regole. </li></ul><ul><li>I casi rappresentano i concreti esemplari facenti parte di quella determinata unità di analisi, rispetto a cui vengono rilevate le informazioni. Sono gli oggetti specifici della ricerca. </li></ul>
  18. 18. VARIABILE <ul><li>Consiste nella proprietà operativizzata di un oggetto/unità di analisi, ossia tradotta in un ‘elemento’ che può essere osservato empiricamente. </li></ul><ul><li>Scaturisce a seguito del processo concatenato di operativizzazione di: CONCETTO  PROPRIETA’  VARIABILE </li></ul>
  19. 19. VARIABILI (1 di 2) <ul><li>Indipendente/Dipendente : se abbiamo due variabili in rapporto asimmetrico, chiamiamo indipendente quella che influenza e dipendente quella che viene influenzata; </li></ul><ul><li>Multivariabilità : nel caso si abbiano più variabili, di cui una dipendente e le altre che variamente concorrono ad influenzare la dipendente, allora tra le variabili esiste una relazione multivariata; </li></ul><ul><li>Individuale/collettiva </li></ul>
  20. 20. VARIABILI (2 di 2) <ul><li>Nominali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti non ordinabili . A tali stati possono essere assegnati dei valori simbolici, quasi sempre un numero, che non ha ovviamente significato numerico. Un caso particolare di questa tipologia sono le variabili dicotomiche . </li></ul><ul><li>Ordinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono stati discreti ordinabili . Anche in questo caso possono essere assegnati dei valori simbolici numerici, rispettando l’ordine degli stati della variabile </li></ul><ul><li>Cardinali : si dice di quelle variabili che si riferiscono a proprietà che assumono modalità di natura pienamente numerica. (Un sottoinsieme è costituito dalle quasi-cardinali, ossia quelle variabili che assumono come valori le ‘scale’). </li></ul>

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