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Counseling. L'arte di aiutare

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Counseling. L'arte di aiutare

  1. 1. Counseling: l’arte di aiutare Ada Manfreda Modulo formativo “Counseling e tutoring” Istituto d’Istruzione Superiore “Scarambone” – Lecce Corso di formazione “Operatore di accoglienza per l’integrazione interculturale” Classe V, sez. D TSS Novembre 2007-maggio 2008
  2. 2. Chi è il counselor? <ul><li>E’ un HELPER : </li></ul><ul><ul><ul><li>Capacità di DARE RISPOSTE D’AIUTO </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Capacità di SAPER RICONOSCERE risposte efficaci </li></ul></ul></ul>
  3. 3. Quale è il cuore di quest’attività? Prestare attenzione
  4. 4. COSA SIGNIFICA? <ul><li>Disporsi verso l’interlocutore per comprenderlo </li></ul><ul><li>Coinvolgere l’altro nella relazione d’aiuto, in quanto una volta coinvolto si impegnerà nella stessa </li></ul><ul><li>Facilitare l’esplorazione del problema in chi vogliamo aiutare. </li></ul>
  5. 5. COME? Occorre innanzitutto PREPARARSI ALL’ATTENZIONE
  6. 6. PREPARARSI ALL’ATTENZIONE: <ul><li>Preparare la persona con cui entreremo in relazione (deve essere preparata ad entrare in contatto con noi) </li></ul><ul><li>Preparare il contesto che deve essere predisposto a ricevere il nostro interlocutore </li></ul><ul><li>Preparare noi stessi </li></ul>
  7. 7. 1. Preparare la persona <ul><li>Contattarla, stabilire un punto di vista comune rispetto allo scopo del colloquio; </li></ul><ul><li>Informarla, comunicandole: </li></ul><ul><ul><li>CHI incontrerà </li></ul></ul><ul><ul><li>QUANDO E DOVE avrà luogo l’incontro </li></ul></ul><ul><ul><li>COME arrivare al luogo dell’incontro </li></ul></ul><ul><ul><li>QUALI sono gli scopi generali dell’incontro </li></ul></ul><ul><li>Incoraggiarla, dare cioè delle motivazioni e stimoli alla persona in ordine al: </li></ul><ul><ul><li>PERCHE’ LEI deve sentirsi coinvolta nell’interazione </li></ul></ul><ul><ul><li>PERCHE’ TU-HELPER vuoi stabilire un contatto con lei </li></ul></ul>
  8. 8. 2. Preparare il contesto <ul><li>L’ ambiente che accoglierà la persona va predisposto in modo opportuno, con dei mobili ed altri oggetti capaci di facilitare una COMUNICAZIONE APERTA (ad esempio è opportuno essere seduti di fronte senza avere ostacoli in mezzo. Se si è più di due allora disporre delle sedie in cerchio in modo che ci si possa guardare tutto in faccia). </li></ul>
  9. 9. 3. Preparare noi stessi <ul><li>RIPASSARE ciò che sappiamo della persona, magari recuperando ciò che è emerso nel corso delle altre interazioni con lei. </li></ul><ul><ul><li>Finalità da raggiungere durante l’incontro: coinvolgere la persona affinché compia una esplorazione sul COME essa vive i suoi problemi. </li></ul></ul><ul><li>RILASSARSI, alleggerire la mente e il corpo per essere pronti ad accogliere (ognuno deve trovare il metodo di rilassamento più efficace per sé) </li></ul>
  10. 10. Il colloquio <ul><li>Quando abbiamo la persona davanti occorre: </li></ul><ul><ul><li>Guardarla in faccia e mantenere un costante contatto oculare </li></ul></ul><ul><ul><li>Inclinare il corpo verso di lei </li></ul></ul><ul><ul><li>Stare di fronte alla stessa altezza </li></ul></ul><ul><ul><li>Se si lavora in piccoli gruppi occorre disporsi in modo da abbracciare con lo sguardo tutti (quasi a formare un angolo retto, con noi al vertice e il gruppo racchiuso tra i due lati). </li></ul></ul>

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