Il razzismo2

1,297 views

Published on

Il Razzismo

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,297
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
3
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Il razzismo2

  1. 1. {IL RAZZISMO-ieri (secondo Hitler)-oggi
  2. 2. TerminologiaOrigineLe teorie della razzaL’olocaustoGli ebrei la razza mentale
  3. 3. Il razzismo è l’insieme di teorie e comportamenti basatisu una supposta divisione dell’umanità in razze"superiori" e razze "inferiori".Il razzismo, associato al potere politico può portare allapersecuzione, organizzata, istituzionalizzata e algenocidio.
  4. 4. L’atteggiamento razzistico è costantemente presente nellastoria dell’umanità, come testimonia la pratica dellaschiavitù: gli antichi greci e i romani chiamavano"barbari" coloro che non parlavano la lorolingua, avevano costumi, religioni, istituzioni diverse.L’affermarsi di questa convinzione portò all’affermarsidi differenze tra individui e popoli e a stabilire unprincipio di gerarchia secondo il quale la razza biancaera la razza superiore, predominante sulle altre; inquesto modo veniva giustificato il dominio sugli altripopoli e l’attribuzione a questi di una missione dicivilizzazione.
  5. 5. Le teorie della razza presero spunto da elementi presenti nelDarwinismo e vennero espressi già nel 1855 da Arthur deGobineau nel suo celebre saggio "Sull’ineguaglianza dellerazze".Già durante l’illuminismo Diderot, D’Alembert e Voltaireavevano rifiutato l’idea che bianchi e neri discendessero da unmedesimo progenitore.All’inizio del ‘900 alcuni pensatori elaborarono più compiuteteorie politiche sulla distinzione tra esseri e razza superiori einferiori e si fecero sostenitori di un ritorno in Francia aiprincipi gerarchici delle monarchie di antico regime.Chamberlain mostrò di concepire il razzismo come una nozionepienamente adeguata ai tempi: egli identificava con la razzagermanica la razza superiore dei suoi tempi.Successivamente Hitler non aspettò di aver conquistato il potereper esporre in termini assolutamente chiari la propria dottrina ele linee generali di quella che sarebbe stata la sua politica.Possiamo dividere così la sua dottrina in quattro grandi teorie:La dottrina della razza, Il complotto mondiale ebraico, Il"principio del Fuhrer" e Lo spazio vitale.
  6. 6. Lo Stato era visto come un mezzo per raggiungere un fine che eraquello della conservazione dell’esistenza razziale dell’uomo. Ciòdimostra che non si credeva all’uguaglianza delle razze, ma siriconosceva la differenza tra razze "superiori" ed "inferiori" equindi si voleva promuovere la vittoria del migliore e sottomettereil più debole. Si teorizzava la sopravvivenza di coloro che sono iportatori di un’etica più elevata; infatti, secondo Hitler, in unmondo imbastardito e incontaminato dal sangue negro tutti iconcetti del bello e del sublime umani e ogni raffigurazione di unfuturo idealizzato della nostra umanità andrebbero per sempreperduti. Sulla terra la cultura e la civiltà umana sono legate allapresenza della razza ariana considerata razza "superiore" , e occorreche questo sangue sia mantenuto integro per assicurare lapossibilità di uno sviluppo più nobile di questa esistenza. Quindisecondo Hitler era indispensabile che lo Stato impedisse prima ditutto quei matrimoni che potevano generare solo unacontaminazione della razza.
  7. 7. Ciò consiste nel fatto che la finanza Ebraica desidera larovina economica e la completa schiavitù politica dellaGermania: l’Ebreo è dunque colui che incita alla totaledistruzione di quest’ultima, sono gli ebrei chepromuovono da ogni parte del mondo attacchi contro itedeschi di modo che tutti gli altri Stati, uno aduno, hanno rinunciato alla neutralità e sono entrati laservizio della coalizione della guerra mondiale. Anchegli Inglesi desideravano l’annientamentogermanico, ma rinunciarono per mantenere la loroposizione nel mondo, invece l’ebreo organizza l’assaltoper la conquista della medesima posizione.
  8. 8. Hitler sostiene che il loro movimento è alla base delprincipio di Fuhrer. Uno dei principali scopi di questomovimento è di far si che questo principio non siadeterminato solo all’interno delle proprie file, maanche per tutto lo Stato. Colui che è Dirigente oltre adavere una massima e illimitata autorità, ha anche laresponsabilità di prendere decisioni definitive e chinon si sente pronto di prendere assumersi questaresponsabilità d’azione, non è adatto a fare il Fuhrer.
  9. 9. Sempre secondo Hitler lo Stato deve essere in grado disalvaguardare l’esistenza su questo pianeta della razzaraccolta nello Stato, creando un sistema di rapportisano, adatto alla vita e in grado di promuovere lacrescita numerica del popolo: cioè uno spazio vitale.
  10. 10. Le teorie della razza, unite ai pregiudizi emersi nei confrontidegli Ebrei culminerà nel nazismo, un’ideologia che racchiudeil razzismo biologico. Il razzismo nazista parte dal divieto dellemescolanze razziali: per riconquistare la purezza è necessarioche la razza ariana soggioghi gli altri popoli e le altre razzeeliminando quelle inassimilabili. La graduatoria di coloro cheerano destinati ad essere esclusi dalla comunità di stirpecomprendeva gli Ebrei, tutti coloro gli avversari politici delnazismo e tutti i gruppi etnici o sociali che noncorrispondevano ai requisiti della purezza e della superioritàrazziale. Al primo posto gli Ebrei che Hitler non consideravacome una vera e propria razza, ma una razza mentale: "L’Ebreo èper definizione lo straniero inassimilabile e che rifiuta diassimilarsi. E’ questo che distingue l’Ebreo dagli altri stranieri.L’Ebreo, ovunque egli vada, resta un Ebreo. E’ un essere pernatura inassimilabile. Ed è proprio questo carattere, che lorende inadatto all’assimilazione, ciò che ne definisce la razza".
  11. 11. Oggi il razzismo è sempre presente e non cessa diprovocare moti dintolleranza più o meno violenta: enon soltanto verso nazioni daltro colore e daltraciviltà. Esso, infatti, si è trasformato in discriminazionepiù diffusa, anche allinterno di gruppi dello stessocolore, fino a diventare avversione sociale verso i piùmiseri, i più infelici, i disadattati, i vecchi, gli inabili, icolpevoli di un reato. Pensiamo per un momento allevarie tragedie e genocidi: ex Jugoslavia (puliziaetnica), Ruanda (Tutsi e Hutu), Angola, Nigeria(Biafra), e altre parti del mondo.
  12. 12.  A mio parere, nel più forte e nel più fortunato la ciecafiducia in se stesso e la tracotanza contro quanti nonagiscono e non pensano come lui per i motivi piùdisparati. E questo è razzismo, in fin dei conti, non menopericoloso e non meno crudele del nazismo hitleriano edel fascismo adottando le leggi sulla razza. Questeosservazioni sono necessarie poiché da qualche tempoormai vi è labitudine di parlare di questi fenomeni comedi una cosa che riguarda gli altri e non citocca, dimenticando che prima con i meridionali e oggi congli extracomunitari, sono maltrattati da noi italiani. Losviluppo delle varie civiltà, insomma, dipende dallecondizioni di vita in cui si vengono trovare. Perciò ilrazzismo non ha alcuna base scientifica, si tratta di unateoria sostenuta da certi gruppi umani per giustificareloppressione da loro esercitata nei confronti daltri gruppi.
  13. 13. Lavoro realizzato daSanzari Pierfrancesco 3^EFine

×