Risultati di un audit promosso da AISLeC-CODICI Centro per i Diritti del Cittadino

1,031 views

Published on

Congresso Nazionale AISLeC 2011: relazione di Castagnoli

Published in: Health & Medicine, Technology
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total views
1,031
On SlideShare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
8
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Risultati di un audit promosso da AISLeC-CODICI Centro per i Diritti del Cittadino

  1. 1. Risultati di un audit promosso da AISLeC – CODICI Centro per i Diritti del Cittadino M.Castagnoli Infermiere LP - Master in Metodologia ed analisi della responsabilità professionale in area infermieristica, Auditor Sistema di Certificazione ISO 9001:2008 Componente “Commissione Qualità e Sicurezza” della Reg. Toscana Nel futuro da protagonisti: la ricerca, la clinica e l’organizzazione del wound care di domani VII CONGRESSO NAZIONALE
  2. 2. Il lavoro svolto parte da… <ul><li>Dalla richiesta di accesso ai documenti di interesse clinico-assistenziale, rivolta ad alcune Aziende Sanitarie della Regione Lombardia ( accesso negato ) , in base a quanto disposto dalle L. 241 del 1990 e L. 281 del 1998 a cui ha fatto seguito la sent. 04951 del 3.11.2009 del TAR della Reg. Lombardia, il quale ha disposto che… </li></ul>
  3. 3. Il lavoro svolto parte da… <ul><li>… sia consentito a CODICI di aver accesso alla documentazione, al fine di dare garanzia ai cittadini di trasparenza, imparzialità e tutela di “situazioni giuridicamente rilevanti” e di </li></ul><ul><li>“ diritti ed interessi individuali e collettivi dei consumatori e degli utenti” </li></ul>
  4. 4. Obiettivi dell’audit <ul><li>Valutare i contenuti di linee guida, protocolli ed istruzioni operative in uso per la prevenzione ed il trattamento delle lesioni cutanee, al fine di mettere in evidenza eventuali aspetti critici della qualità della documentazione infermieristica, dell’appropriatezza delle azioni-prestazioni dichiarate-effettuate e, successivamente, poter agire un indirizzo per il miglioramento in base alle più recenti evidenze scientifiche, </li></ul><ul><li>sia per la tutela </li></ul><ul><li>del cittadino che del professionista </li></ul>
  5. 5. Oggetto della valutazione <ul><li>Protocolli assistenziali per la prevenzione ed il trattamento delle l.c., provenienti dalle Aziende Sanitarie pubbliche, private-accreditate della Regione Lombardia. </li></ul><ul><li>Analisi effettuata in base a criteri e requisiti dettati dai sistemi di Accreditamento, Certificazione Iso, Joint Commission, LG. Nice, etc... </li></ul>
  6. 6. Qualche riflessione iniziale insieme a voi… <ul><li>La qualità della documentazione infermieristica è lo “specchio” dell’agire professionale, </li></ul><ul><li>Il dovere di documentare è dato dalla normativa di regolamentazione della professione… </li></ul>
  7. 7. SCRIVI CIO’ CHE FAI e FAI CIO’ CHE HAI SCRITTO… Secondo l’interpretazione della giurisprudenza Ciò che NON E’ SCRITTO, è Dato COME NON FATTO!
  8. 8. … ancora la giurisprudenza <ul><li>trova ulteriore fondamento nella giurisprudenza che la corretta applicazione dei protocolli si lega alle norme della responsabilità professionale per dettare le cosiddette </li></ul><ul><li>“ regole dell’arte” </li></ul><ul><li>per le quali, in applicazione di quanto dichiarato come dovere nella normativa vigente di interesse infermieristico, si impone a livello giuridico l’obbligo di accertamento dell’operato dei professionisti, anche in base al loro utilizzo. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  9. 9. Un buon protocollo assistenziale <ul><li>deve ottemperare criteri di valutazione precisi e puntuali, che sono sostanzialmente: </li></ul><ul><li>applicabilità sulle attività assistenziali; </li></ul><ul><li>validità formale da parte dell’organizzazione; </li></ul><ul><li>chiarezza di espressione; </li></ul><ul><li>completezza e sintesi dei contenuti; </li></ul><ul><li>contestualizzazione ai bisogni di salute individuati, al sistema strutturale e culturale; </li></ul><ul><li>flessibilità per i professionisti; </li></ul><ul><li>fondatezza rispetto alle evidenze scientifiche; </li></ul><ul><li>accessibilità alle best – practice necessarie; </li></ul><ul><li>verifica e valutazione dei risultati. </li></ul><ul><li>  </li></ul>
  10. 10. I requisiti di base <ul><li>un buon “livello di conformità” tra gli interventi che sono effettuati e che saranno registrati successivamente nella documentazione infermieristica in uso e le più recenti indicazioni scientifiche; </li></ul><ul><li>un buon “ standard documentale ”, per garantire la valutazione della quantità (dati ed informazioni utili anche ai fini della ricerca) e della qualità dell’assistenza infermieristica erogata (performance, indicatori di risultato, audit, etc.), della quale i servizi infermieristici hanno la responsabilità gestionale. </li></ul>
  11. 11. Analisi dei protocolli assistenziali <ul><li>Utilizzata una check di controllo con gli items: </li></ul><ul><li>Intestazione secondo format aziendale - inserito nel S. G.Q. aziendale </li></ul><ul><li>Indice dei contenuti </li></ul><ul><li>  </li></ul>Definizione del contesto Obiettivi Operatori coinvolti  Risorse materiali Azioni da effettuare Eventuali collegamenti con altri protocolli/procedure Applicabilità del protocollo - Non applicabilità del protocollo Criteri di accettazione dei professionisti e degli utenti  Terminologia ed abbreviazioni Misure di prevenzione delle complicanze e dei rischi Livelli di responsabilità Risultati attesi  Indicatori di verifica e standard Indicatori di valutazione e standard Descrizione lesioni cutanee Scala di valutazione dei fattori di rischio Valutazione stadiazione EPUAP Check di monitoraggio lesione e mobilizzazione Prescrizione presidi- materiali- dispositivi medici Step fotografico Bibliografia Revisione ed archiviazione Allegati
  12. 12. Risultati dell’audit <ul><li>1 protocollo su 3 non ha ben definiti i livelli di responsabilità sulle fasi del processo assistenziale </li></ul><ul><li>Ancora 1 su 3 non aderisce all’utilizzo di una scala per la valutazione delle lesioni </li></ul><ul><li>Nel 30% dei protocolli non c’è una chiara definizione delle modalità di mobilizzazione della persona </li></ul><ul><li>Assenza di allegati – dichiarati all’interno del protocollo- nel 45% dei documenti visionati </li></ul><ul><li>Nel 22% non ci sono riferimenti alla bibliografia ed alle evidenze scientifiche… </li></ul><ul><li>Assenza di modalità di richiesta dei presidi nel 56% </li></ul>
  13. 13. Risultati dell’audit <ul><li>Assenza di modalità richiesta prescrizioni nel 67% </li></ul><ul><li>Assenza di schemi – check di medicazione e monitoraggio delle lesioni nel 66% </li></ul><ul><li>La valutazione degli outcome è dichiarata solo nel 30 % dei protocolli esaminati, ma in nessuno è presente lo standard di riferimento </li></ul><ul><li>La valutazione di appropriatezza dei presidi-dispositivi è presente solo nel 10% dei protocolli </li></ul><ul><li>Assenti riferimenti a strumenti di “passaggio” per la continuità assistenziale… </li></ul>
  14. 14. Qualche riflessione finale insieme a voi… La posizione di garanzia Il principio dell’affidamento La responsabilità dell’equipe
  15. 15. Qualche riflessione finale insieme a voi… La posizione di garanzia
  16. 16. La posizione di garanzia <ul><li>“ E’ da riconoscere che gli operatori sanitari di una struttura sanitaria sono tutti, ex lege, portatori di una posizione di garanzia nei confronti dei loro pazienti affidati, ai diversi livelli, alle loro cure e attenzioni e, in particolare, </li></ul><ul><li>sono portatori di una posizione di protezione </li></ul><ul><li>che va sotto il nome di posizione di garanzia </li></ul><ul><li>la quale, come è noto, è contrassegnata dal dovere giuridico incombente al soggetto, di provvedere alla tutela di un certo bene giuridico contro qualsivoglia pericolo atto a minacciarne l’integrità” </li></ul><ul><li>(S.Corte di Cassazione, Sentenza n.447/2000) </li></ul>
  17. 17. Qualche riflessione finale insieme a voi… La posizione di garanzia Il principio dell’affidamento
  18. 18. Il principio di affidamento <ul><li>E’ il principio giuridico generale che permette di individuare la responsabilità penale </li></ul><ul><li>dei singoli partecipanti all’interno dell’ équipe e che trova sostegno nel principio, ormai consolidato, nella dottrina e nella giurisprudenza, </li></ul><ul><li>dell’affidamento </li></ul>
  19. 19. La responsabilità penale <ul><li>Art. 590 c.p.- Lesioni personali colpose. </li></ul><ul><li>“ chiunque cagiona ad altri, per colpa, una lesione personale… Se la lesione è grave o gravissima la pena è aumentata…” </li></ul><ul><li>le lesioni personali colpose sono classificate dal c.penale: </li></ul><ul><ul><ul><ul><li>- lesioni lievissime (mlt < 40 gg.) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- lesioni lievi “ </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- lesioni gravi (mlt > 40 gg. ) </li></ul></ul></ul></ul><ul><ul><ul><ul><li>- lesioni gravissime “ </li></ul></ul></ul></ul>
  20. 20. Qualche riflessione finale insieme a voi… La posizione di garanzia Il principio dell’affidamento La responsabilità dell’equipe
  21. 21. Dal principio di affidamento alla responsabilità d’equipe <ul><li>Ogni partecipante al lavoro di équipe risponderà solamente del corretto adempimento dei doveri di prudenza, diligenza e perizia, inerenti i </li></ul><ul><li>compiti che gli competono </li></ul><ul><li>con l’obbligo, però, di attivarsi quando ragioni oggettive o soggettive facciano dubitare della congruità del comportamento di un collaboratore , con l’eccezione del capo équipe che ha anche l’obbligo di coordinamento, </li></ul><ul><li>di controllo e sorveglianza ( culpa in vigilando) </li></ul>
  22. 22. La responsabilità dell’equipe <ul><li>La qualità delle relazioni interpersonali in un team curante fanno </li></ul><ul><li>la qualità dell’assistenza, </li></ul><ul><li>incidendo profondamente non solo sulla pratica assistenziale, ma anche sulle modalità di rapportarsi dei professionisti fra di loro e di questi con la persona assistita, per garantirne la totale presa in carico. </li></ul>
  23. 23. E la condivisione dei protocolli nell’equipe ? <ul><li>La prevenzione ed il trattamento delle cure nelle l.c. sono sempre pianificati con l’apporto di tutti i profili dell’equipe? </li></ul><ul><li>C’è correlazione con le prestazioni dichiarate-effettuate nella documentazione clinico-assistenziale? </li></ul><ul><li>Tutti i componenti dell’equipe adottano in maniera omogenea i protocolli? </li></ul>Un’integrazione possibile ??
  24. 24. Quale interazione per la tutela del cittadino? Garanzia della messa in atto delle best-practice e delle E.B.N. per la gestione del rischio clinico Tracciabilità delle cure per la continuità dell’assistenza e la proprietà del cliente...
  25. 25. E’ vero che… spesso siamo in team Tutti i componenti dell’equipe multiprofessionale devono “dedicare tempo” per socializzare e pianificare le informazioni, le prestazioni, le decisioni ed utilizzare in maniera appropriata gli strumenti informativi in uso…
  26. 26. Dunque…il wound care di domani <ul><li>GRAZIE per l’attenzione! </li></ul>Proattività dell’errore nell’agire quotidiano Tutela del professionista

×