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FORMAZIONE E LAVORO: QUANTO VALE IL TUO CAPITALE UMANO?

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NON IMPARARE ..COSTA
Il lifelong learning e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.

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FORMAZIONE E LAVORO: QUANTO VALE IL TUO CAPITALE UMANO?

  1. 1. Formazione e lavoro:quanto vale il tuo capitale umano?
  2. 2. Nei prossimi anni per navigare nel mercato del lavoro è necessario tener presente il trend e la domanda e adottare lo sguardo lungo. In questo terzo millennio la maggior parte dei lavoro sarà sempre di più di tipo intellettuale.Sapere è potere quindi più possiedi conoscenza più potrai vendere il tuo know-how e guadagnare.
  3. 3. L’effetto collaterale della globalizzazione:il dejobbing Nell’attuale crisi del mercato del lavoro non solo in Italia ma in tutto il mondo molti tipi di lavoro tradizionale stanno sparendo e la disoccupazione aumenta. Non è solo una questione di crisi temporanea di riduzione numerica ma di una trasformazione dovuta alle nuove tecnologie e ad esigenze di ristrutturazione organizzativa delle aziende per rendere più efficiente la filiera produttiva o dei servizi e per rimanere nell’arena della competizione globale.
  4. 4. IL PRINCIPIO 80/20 nel mercato del lavoro Nel XXimo secolo l’80% di tutti i tipi di lavoro erano nel settore della manifattura e solo il 20% nel campo dei servizi Oggi, nel XXIimo secolo la regola di Pareto 80/20 è ancora attuale ma esattamente all’opposto.I servizi, secondo le statistiche, sono la parte preponderante. I tipi di lavoro, le tipologie di servizi,le persone che li offrono sono uno scenario nuovo.
  5. 5. Dal lavoro sicuro alle carriere Una volta fare il proprio lavoro bene era sufficiente per assicurarsi il posto per anni,avanzamenti e promozioni… Nel prossimo futuro con tutta probabilità ognuno dovrà cambiare il proprio percorso di carriera ( non le tipologie di lavoro) più volte prima della pensione. In altre parole,la sicurezza del lavoro sarà una responsabilità individuale che deriva da un processo in progress di costruzione e adattamento creativo più che dalle garanzie del posto fisso che può dare una azienda Le carriere assomiglieranno più ad una rete da gestire che ad una scala sulla quale salire. I vari tipi di lavoro saranno più temporanei,legati ad un progetto,cooperativi,frutto di un lavoro in team dove i vari componenti potrebbero lavorare in posti o paesi diversi come freelancer, mobili (il know how si sposterà col lavoratore più che con l’organizzazione). I knowledge workers saranno una nuova tipologia di lavoratori che lavoreranno soprattutto nel campo informatico e dei servizi Già ora il lavoratore che lavora nel campo manifatturiero deve possedere sempre nuove competenze. E dal punto di vista economico? Più che un unico salario vi saranno diverse entrate frutto di questo lavoro-puzzle.
  6. 6. UNA ECONOMIA PIÙ CREATIVA La nuova economia enfatizza sempre più la capacità creativa del singolo. E’ stata etichettata ‘right brain’ poiché l’emisfero destro del nostro cervello ha la capacità di percepire in modo globale e analogico a differenza di quello sinistro dominante nel vecchio tipo di economia caratterizzata dalla logica e dalla tecnologia. Secondo l’economista Rolf Jensen, (autore del libro ‘La Dream Society’-Audino editore) già alla fine degli anni ‘90 era in atto una transizione:dalla società dell’informazione a quella della narrazione che evoca immagini.
  7. 7. IL LAVORO NEL FUTURO? VENDERE SOGNI L’ex ministro Tremonti diceva che “con la cultura non si mangia”. In effetti è proprio quello che accadrà in futuro dove si mangerà solo inventando storie e vendendo sogni.Internet diventerà il punto d’appoggio di nuovi business. Rolf Jensen nel suo libro sostiene che saranno proprio i prodotti capaci di incarnare un sogno,di raccontare una storia credibile che faranno successo. Un prodotto,infatti, non verrà acquistato tanto per la sua qualità o bisogno di base ma perché sarà in grado di suscitare sentimenti, emozioni ,pensieri razionali positivi. Le 6 nicchie di mercato che Jensen ipotizza sono: ♣il mercato delle avventure ♣il mercato dello stare insieme(amicizia,amore…) ♣il mercato del benessere e della cura di sé ♣il mercato della identità ( chi sono Io?) ♣il mercato del benessere mentale (sicurezza) ♣il mercato delle convinzioni( avere le opportunità per dimostrarle)
  8. 8. La Società dei sogni avrà bisogno quindi di creatori di storie, di chi lavorerà sull’immaginario collettivo del consumatore per rendere appetibile un qualsiasi prodotto uguale a tanti altri. Saranno i narratori (scrittori, drammaturghi e sceneggiatori) che, dopo decenni di frustrazioni, troveranno così finalmente il modo di conciliare sogni, arte e produttività. Dopottutto raccontare storie è una abitudine che risale all’antichità e tutti noi da bambini siamo stati affascinati da qualcuno che ci raccontava una storia. If we limit ourselves to thinking in terms of realities,facts and knowledge we have got the future all wrong because it is made not of certainties,but of dreams.The future does not exist in the physical world but is present in our thoughts and dreams only….. The strict scientific model of logic is a trap that prevents us from looking ahead.”Rolf Jensen
  9. 9. NUOVI RUOLI,NUOVE COMPETENZE La rapida trasformazione del mercato del lavoro richiede una riconversione dinamica per apprendere sempre nuove competenze. La conoscenza è il centro attorno al quale ruotano la creatività,le capacità di comunicare e le proprie qualità personali più che il classico pezzo di carta. La società informatica della intelligenza artificiale lascerà posto alla società dove il fattore umano,i talenti,le emozioni saranno al centro. Le emozioni e i sentimenti non si possono informatizzare. Più la tecnologia è intorno a noi più c’è bisogno del tocco umano John Naisbitt studioso e futurologo autore di ‘MindSet il Segreto del Futuro’
  10. 10. Nell’area Europa il 75% dell’occupazione si concentrerà nel settore terziario e saranno richiesti profili professionali con una alta intensità di conoscenza e competenze tecniche,lavoro che richiederanno nuove competenze e continua formazione anche nei ruoli più elementari.
  11. 11. Le previsioni per l’Italia del CEDEFOP per il 2020 non sono certo rassicuranti. La forza lavoro è più vecchia e meno qualificata rispetto a quella degli altri paesi. L’Italia sarà il Paese (con il Portogallo) col più alto numero di forza di lavoro con un livello basso di qualificazione (37,1% /media UE 19,5%). Questo significa che,se non si cambia marcia e vision,il rischio è di rimanere al palo per quanto riguarda lo sviluppo e la capacità di competere poiché mancheranno profili tecnici e specialistici in molti campi.
  12. 12. UN PAESE VULNERABILE Il capitale umano dell’Italia paga il grave ritardo di scolarizzazione degli anni ’50 e ’60.Qualcosa è migliorato rispetto ai nostri genitori e nonni nei risultati ma c’è ancora molta strada da percorrere per tenere il passo con i progressi di altri paesi con cui deve necessariamente misurarsi. Nei paesi OCSE, il 21% degli individui 2534enni (che saranno i 35-44enni del prossimo decennio) è poco qualificato, mentre In Italia risulta essere poco qualificato quasi il 32% degli individui di quella fascia di età Per di più, se dovesse verificarsi un qualche aumento della forza lavoro, l’Italia dovrebbe necessa-riamente ricorrere alla forza lavoro degli immigrati checché ne dicano leghisti e affini.
  13. 13. Non imparare..costa Le conoscenze divengono vecchie rapidamente, le competenze devono essere anch’esse costantemente aggiornate, molte attività professionali sono in cambiamento come anche molti mercati e un numero innumerevole di prodotti e servizi stanno vivendo una fase di profonda innovazione soprattutto grazie alle moderne tecnologie. Occorre fare regolarmente un tagliando proprio come si fa con la propria auto per mantenerla al top della performance. Gestire la propria carriera significa prendersi cura del proprio sviluppo personale,imparare ad usare le nuove tecnologie e aggiornare il bagaglio di competenze organizzative,comunicative oltre a curare la capacità di lavorare in gruppo. Non investire nella propria istruzione e formazione anche dopo l’istruzione che fornisce il percorso scolastico ha un costo molto alto a livello individuale L’orizzonte che si parerebbe davanti è fatto di precarietà,insicurezza,ricattabilità e esclusione. L’altra faccia della medaglia è il costo economico che riguarda tutto il sistema paese,costo che si coniuga con scarso sviluppo e poca innovazione.
  14. 14. Il lifelong learning, e la formazione permanente come adulto è di vitale importanza per ognuno ma anche per le imprese e per il sistema Paese in cui viviamo.
  15. 15. Cosa fare? Il primo step è sempre la volontà di ciascuno a migliorarsi a livello culturale e professionale,a investire nella propria formazione non solo per avere migliori opportunità economiche ma anche più soddisfazione nel mettere a frutto i propri talenti e le proprie potenzialità. L’aggiornamento passa dalla lettura di libri e riviste generaliste e del settore professionale che ti interessa,nel partecipare a corsi e seminari,nel cercare in rete informazioni,documenti e notizie e non meno importante nel viaggiare,nel confrontarsi con altri punti d vista, altri approcci e differenti culture. Occorre investire. Spendere per la propria crescita personale e professionale è un investimento con un suo ROI (Retun On Investment)cioè un risultato in termini di guadagno monetario e personale a fronte di un capitale investito. Quanto investire? L’investimento deve essere calcolato in proporzione alle proprie entrate. Come una azienda puoi investire una certa percentuale dei tuoi guadagni mensili o annuali in formazione e aggiornamento.
  16. 16. LA FORMAZIONE IN ITALIA in Italia le istituzioni che dovrebbero occuparsi della formazione e educazione permanente sono ,a livello nazionale,quattro ministeri : Lavoro, Istruzione,Funzione Pubblica, Welfare.Questi dovrebbero lavorare in sinergia con istituzioni regionali e locali. Dovrebbero..perché spesso il coordinamento è scarso e la confusione regna per colpa della burocrazia,per mancanza di chiarezza su chi concretamente debba finanziare e gestire la formazione. E’ necessario offrire agli italiani adulti un ampio ventaglio di proposte formative e educative, per venire incontro ai differenti bisogni,da parte da parte della scuola tradizionale e di istituzioni come le università della terza età,università popolari,associazioni o,usando la rete,corsi FAD per la formazione a distanza alcuni link che riguardano vari tipi di formazione università popolari italiane università popolare di Milano è stata decretata dal MIUR per il rilascio di Lauree con Valore Legale nel territorio Italiano. università terza età piattaforma Nettuno progetto TRIO formazione on-line guida alla formazione in Italia ENAIP formazione professionale in varie regioni
  17. 17. Il quadro europeo delle qualifiche EQF E’ costruito su 8 livelli
  18. 18. Ciascun livello è definito da una serie di specifici risultati dell’apprendimento, (l’insieme di conoscenze, abilità e competenze) In questa pagina si può scaricare al paragrafo The European Qualifications Framework for Lifelong Learning cliccare sul riquadro IT per il documento in italiano

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