Donne Scienziate1

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Presentazione Classe III I Liceo Garibaldi di Palermo
6 marzo 2009

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  • Interessantissimo lavoro, bravi! Ho conosciuto Lynn Margulis nel 2007, è una persona molto alla mano e spesso viene in Europa per varie collaborazioni. Su Fb ci sono gruppi contro di lei per le dichiarazioni che ha fatto in merito all'11 settembre. Invece mi sarei aspettata un gruppo di fan, ma non c'è...
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Donne Scienziate1

  1. 1. Liceo classico “ G.Garibaldi” di Palermo “ Donne di Scienza” 24 Biografie di Scienziate A cura della III I Anno scolastico 2008-2009
  2. 2. Il lavoro è stato coordinato dalla prof.ssa Laura Poma Maria l’Ebrea di Federico Moncada Maria Sybilla Merian di Noemi Scuderi Mary Fairfax-Somerville di Roberta Lo Valvo Nettie Marie Stevens di Francesca Lentini Maria Von Linden di Giorgio Ingria Margaret Mead di Giorgio Romeo Barbara McClintock di Angela Chinnici Germaine Dieterlen di Antonio Caronna Rita Levi-Montalcini di Argangelo Norato Mary Leakey di Barbara Norato Certrude Elion di Clarissa Iraci Rosalind Franklin di Flavia Garofalo Laura Conti di Marina Carapelle Jane Goodall di Liliana Mezzatesta Lynn Margulis di Federica Rizzo Cristiane Nusslein-Volhard di Vincenzo Buffa Meave Leakey di Daniele De Vecchi Elisabeth Vrba di Lamberto Purpura Linda Buck di Chiara Giordano Vandana Shiva di Raffaella Gandolfo Marialuisa Lavitrano di Giulia Gugliotta Sara Botti di Carla Di Martino Elena Cattaneo di Roberta Xafis Barbara Ensoli di Simona Merendino
  3. 3. <ul><li>Dal 1901, anno dell’istituzione del premio Nobel, sono state solo 11 le scienziate alle quali è stato attribuito tale riconoscimento per una disciplina scientifica nei settori della fisica, chimica e medicina (non essendo previsto il Nobel per la matematica e la biologia). La polacca Marie Curie-Sklodowska, grazie ai suoi studi sulla fisica e la chimica, è stata l’unica scienziata ad ottenerne due. </li></ul><ul><li>In totale sono quindi 12 i Nobel riconosciuti alla scienza femminile su oltre 500 assegnati nel corso del XX secolo. </li></ul>
  4. 4. I Nobel negati alle donne <ul><li>Nel corso del XX sec. su oltre 500 premi assegnati, solo 11 sono andati alle donne di scienza . </li></ul><ul><li>Si arriva, quindi, facilmente alla conclusione che molte scienziate come Nettie Marie Stevens , sono state penalizzate e non hanno ricevuto il Nobel, pur avendo contribuito, in modo determinante, a progetti scientifici per i quali sono stati spesso premiati gli uomini. </li></ul>
  5. 5. Maria L’Ebrea Maria L’Ebrea visse nell’età antica prima della nascita di Cristo ad Alessandria d’Egitto. Ella fu l’inventrice del famoso bagnomaria,un sistema molto prezioso oggi per le donne in cucina,utile per sciogliere alcuni cibi senza farli bruciare. La tecnica fu usata in campo culinario soltanto a partire dal 1800 e prima dell’800 la tecnica venne utilizzata soltanto in campo scientifico e per altri utilizzi. Maria fu la prima alchimista della storia.
  6. 6. <ul><li>Maria l’Ebrea fu una figura molto importante nella storia della scienza perché di fatto fu la prima scienziata dell’antichità. </li></ul><ul><li>Il ruolo che occupava la donna nella società non era certo </li></ul><ul><li>di primaria importanza,e nonostante ciò la storia vide Maria l’Ebrea affermarsi nel campo culturale con le sue scoperte e invenzioni. </li></ul>Nonostante le leggende e i punti interrogativi sulla sua vita,possiamo affermare con certezza la sua esistenza e possiamo dire che fu la prima alchimista della storia, una delle donne più importanti e influenti nella storia della scienza.
  7. 7. Maria Sibylla Merian <ul><li>Nata a Francoforte,il 2 aprile del 1647, Maria Sibylla Merian fu entomologa e pittrice naturalista. Nel 1665 la diciottenne Maria sposò Johann Andreas da cui ebbe due figlie che diventeranno poi le sue più valide collaboratrici. Tuttavia, nel 1685, Maria si separerà dal marito trasferendosi,insieme alle due figlie, prima nel castello Waltha in Olanda e poi ad Amsterdam dove avrà la possibilità di osservare esemplari di insetti e piante, importate da America e Africa. </li></ul>Maria Sibylla Merian si concentrò principalmente sul ciclo vitale di bruchi e farfalle trovandosi in disaccordo con le opinioni del tempo che sostenevano la teoria della generazione spontanea. Attraverso una serie di esperimenti osservò, in laboratorio, il comportamento di alcuni bruchi, scoprendo come questi nascessero da uova per poi racchiudersi in bozzoli da cui non sarebbero usciti se non sotto forma di farfalle.
  8. 8. Maria Merian raccolse le sue illustrazioni nel suo libro Der Raupen wunderbare Verwandlung und sonderbare Blumennahrung (La meravigliosa metamorfosi dei bruchi e il loro singolare nutrirsi di fiori),pubblicato nel 1679. Maria scelse di pubblicare l’opera in tedesco, e non in latino, e questo da un lato le procurò una certa notorietà, ma dall’altro non rese attendibile il suo lavoro fra gli uomini di scienza, essendo il latino l'unica lingua accettata dalla comunità scientifica. Il castello olandese in cui Maria soggiornò per un breve periodo era di proprietà di Cornelis van Sommelsdijk, governatore della colonia olandese del Suriname, territorio da cui Maria rimarrà talmente affascinata tanto da lasciare l’Europa per stabilirvisi insieme alla figlia minore Dorothea Maria.
  9. 9. <ul><li>Tuttavia nel 1701, a causa del ritmo incessante di lavoro, unito alle condizioni climatiche proibitive,venne colta da febbre gialla e fu costretta a interrompere il viaggio e a fare ritorno,insieme alla figlia, in Europa,partendo dal Suriname il 18 giugno 1701 alla volta di Amsterdam. </li></ul>Proprio nel Suriname Maria apprenderà, dalle donne indigene, utili notizie sulle proprietà delle piante medicinali. Dalla attenta osservazione della natura del Suriname nasce l’opera Metamorfosi degli insetti del Suriname da lei stessa illustrata.
  10. 10. Mary Fairfax Somerville <ul><li>Nacque nel 1780 a Jedburg, Roxburgshire, Scozia. </li></ul><ul><li>Conciliò le attività che la società prevedeva per una donna e lo studio. Imparò a suonare il piano e prese lezioni di pittura dall’artista Alexander Nasmyth. Tramite questi scoprì l’interesse per la matematica che studiò con passione fino a che i genitori si preoccuparono per la sua salute a causa delle lunghe ore di studio che impiegava,di solito di notte,nell’approfondimento di questa materia. </li></ul>
  11. 11. <ul><li>William Somerville, il suo secondo marito, fortemente interessato alle scienze, era un gran sostenitore della moglie e del suo interesse per la matematica. Mary nel 1826 pubblicò il suo primo fascicolo dal titolo “Le Proprietà magnetiche dei raggi violetti dello spettro solare nei Procedimenti della Royal Society”. </li></ul>Mary Somerville traduse “Mécanique Céleste”di Laplace spiegando in dettagli i principi matematici dell’opera. Mary fu una sostenitrice dell’educazione femminile e fu la prima a firmare la petizione per dare il diritto di voto alle donne. La sua ricerca di verità scientifica in ogni campo conoscitivo mista alla grandiosa capacità d’esposizione la rendono la donna più notevole della sua generazione.
  12. 12. <ul><li>Nettie Marie Stevens fu una biologa ed una citogenetica. Nacque a Cavendish il 7 luglio 1861. </li></ul><ul><li>Si laureò alla Leland Stanford University e successivamente conseguì il dottorato al Bryn Mawr College. </li></ul><ul><li>Iniziò la sua carriera di ricercatrice all’età di 30 anni. Nel 1905 ricevette il premio “Ellen Richards” per uno studio condotto sulle cellule sessuali degli afidi. Nello stesso anno pubblicò una ricerca sulla determinazione del sesso per mezzo dei cromosomi X ed Y. </li></ul>Nettie Marie Stevens
  13. 13. La scoperta:la determinazione del sesso per mezzo dei cromosomi X ed Y <ul><li>Il cromosoma X e il cromosoma Y sono implicati nella determinazione del sesso nei mammiferi e in molte specie di insetti. Al momento della fecondazione si verificano due possibilità: </li></ul><ul><li>XX,femmina,XY maschio. </li></ul>
  14. 14. Maria Von Linden <ul><li>Maria Von Linden nacque il 18 luglio 1869 nel castello di Sholss,nel distretto di Heidenheim compreso nella regione del Wurttemberg, nel Regno di Prussia ,da famiglia nobile e agiata. Nel 1892 fu accettata a frequentare l’Università di Tubinga, con il consenso del ministro della cultura. Inizialmente “osservava” semplicemente le lezioni di scienze naturali,chimica,fisica, botanica, zoologia, anatomia comparata e istologia. </li></ul>Questo era già un fatto eccezionale e suscitò molto scalpore perché fino ad allora l’ingresso all’Università era concesso solo agli uomini.In seguito potè partecipare attivamente agli eventi scientifici della facoltà di medicina.
  15. 15. <ul><li>Nel 1895 , presso l’Università di Tubinga, prima donna in Germania, ottenne il titolo di Dottore in Scienze Naturali, discutendo una tesi sulla struttura del corpo della lumaca di mare. </li></ul><ul><li>Durante tutta la vita dedicata alla ricerca, le conquiste scientifiche più significative di Maria Von Linden furono gli esperimenti e la loro pubblicazione sui parassiti nel mondo animale nel 1915, gli studi sulla chemioterapia nelle malattie infettive, in particolare nella tubercolosi, e gli studi sulle proprietà antisettiche del rame. </li></ul>
  16. 16. Margaret Mead <ul><li>Nasce nel 1901 da una famiglia di religione quacchera in Pennsylvania. Dopo anni spesi a dedicarsi all’inglese e alla psicologia, comincia ad occuparsi di antropologia. Entra a far parte dell’entourage del famoso antropologo americano Franz Boas e nel 1924 si laurea con un master in antropologia presso la Columbia University. Dopo la laurea intraprende dei viaggi nelle isole del Pacifico per studiare il comportamento delle tribù indigene in relazione al comportamento della civiltà Occidentale. Grazie alle sue ricerche scrive vari libri tra i quali i più importanti: “L’Adolescenza in Samoa” e “Sesso e Temperamento”. </li></ul>
  17. 17. “ L’Adolescenza in Samoa” <ul><li>Il risultato più evidente delle osservazioni compiute sulla società samoana, fu l’individuazione della mancanza della crisi adolescenziale nel periodo puberale. Essa è dovuta ad una struttura sociale estremamente flessibile e dinamica che sembra non dare spazio a possibili fratture di ordine generazionale. All’interno della comunità samoana non si formano dei legami affettivi individuali, ma collettivi: in questo modo i giovani samoani sarebbero portati a pensare per tutta la comunità e non solo per se stessi. </li></ul>Un altro fattore che porterebbe alla crisi adolescenziale, secondo la Mead, sarebbe la molteplicità delle scelte che si presentano all’adolescente occidentale: la pressione emotiva esercitata dalle scelte e dalle aspettative dei genitori porterebbe a delle crisi nevrotiche e condizioni di stress precoce.
  18. 18. “ Sesso e Temperamento” <ul><li>Nel saggio “Sesso e Temperamento” la Mead analizza le diverse regole dei sessi di tre diverse culture: gli Arapesh, i Mundugumor e i Tchambuli. Margaret constata che: </li></ul><ul><li>tra gli Aparesh tanto i ruoli maschili che quelli femminili sono femminili; </li></ul><ul><li>i Mundumugor considerano i ruoli entrambi maschili; </li></ul><ul><li>i Tchambuli invertono gli stereotipi della civilizzazione occidentale definendo il maschio come adatto ad un ruolo femminile, mentre al contrario il temperamento della donna è da loro giudicato maschile. </li></ul><ul><li>In questo modo dimostra che è la cultura, e non la biologia, a determinare i ruoli dei sessi all’interno della società. </li></ul>
  19. 19. Per il suo contributo alla scienza viene eletta presidente dell’American Association for the Advancement of Scienze e sovrintendente dell’Executive Committee of the Board of Directors. Margaret Mead muore il 15 Novembre del 1978 e un anno dopo la morte viene premiata con la Presidential Medal of Freedom, il più alto riconoscimento onorario degli Stati Uniti. Grazie all’estrema abilità di scrittrice e alla forte sensibilità ai problemi sociali e politici, Margaret Mead viene ricordata come uno dei personaggi più importanti della scena statunitense a lei contemporanea. Si ricorda, tra l’altro, l’impegno nelle fasi centrali della nascita del movimento femminista a favore dei valori progressisti, anti-autoritari e anti-discriminatori.
  20. 20. Barbara Mc Clintock <ul><li>Barbara McClintock nacque il 16 giugno del 1902 ad Hartford, nel Connecticut. </li></ul><ul><li>Dopo la prima guerra mondiale studiò citologia, genetica e zoologia iscrivendosi alla Cornell University </li></ul><ul><li>Nel 1925 si laureò con una tesi di botanica e qualche anno dopo lavorò per la stessa Cornell University,dedicandosi agli studi sulla genetica del mais e sulla ricombinazione genetica in queste piante. </li></ul>
  21. 21. <ul><li>In seguito a questi studi, pubblicò i risultati delle sue ricerche in un lavoro in cui dimostrava che la ricombinazione dei geni era dovuta ad uno scambio fisico di parti di cromosomi omologhi. </li></ul><ul><li>Successivamente,nel 1941,si trasferì per lavorare come ricercatrice al dipartimento di genetica, dove continuò i suoi studi sulle mutazioni cromosomiche del mais. </li></ul>
  22. 22. <ul><li>Barbara McClintock iniziò così ad interessarsi ad alcuni comportamenti anomali dei cromosomi che l’avrebbero portata alla sua scoperta più importante: l’esistenza dei trasposoni, ovvero porzioni di DNA in grado di spostarsi anche da un cromosoma all’altro. </li></ul><ul><li>Conclusi i suoi studi sui trasposoni, poté dimostrare la loro esistenza e la loro capacità di spostarsi da una posizione all’altra all’interno dei cromosomi e a dar luogo a mutazioni instabili. </li></ul>
  23. 23. <ul><li>Nel 1983 ricevette il premio Nobel per la medicina, ben 35 anni dopo la prima pubblicazione dei suoi lavori sui trasposoni. </li></ul><ul><li>Nel 1951 presentò e pubblicò i suoi lavori su diverse riviste scientifiche,ma la reazione della comunità scientifica fu diffidente nei suoi riguardi. </li></ul><ul><li>Soltanto negli anni ’70 la McClintock vide riconosciuti i suoi meriti. </li></ul>
  24. 24. <ul><li>Germaine Dieterlen, antropologa francese nata a Valleraugue nel 1903, ha dato il suo fondamentale apporto allo studio di una civiltà africana molto importante e interessante, i Dogon. </li></ul><ul><li>L’impegno della scienziata fu preciso e costante, arrivando al punto che questo vero e proprio amore per lo studio di questa civiltà la portò a contemplare le notti del grande continente. Riuscì a parlare col capo Dogon e a delineare il loro tipo di famiglia e la gerarchia del lavoro;inoltre fece luce sulle scoperte in campo astronomico di questa interessantissima popolazione. </li></ul>Germaine Dieterlen
  25. 25. <ul><li>I Dogon erano stati i primi a rilevare ad occhio nudo la stella Sirius B, cosa per molti ritenuta impossibile ma, essendo il corpo celeste una gigante rossa al momento dell’avvistamento dei Dogon, questo potrebbe essere possibile </li></ul><ul><li>Altre teorie invece vedono i Dogon come degli allievi di entità Extraterrestri, con cui avrebbero avuto diversi contatti </li></ul>Germaine Dieterlen venne aspramente criticata da coloro che non credevano alle capacità astronomiche dei Dogon Molte teorie però discolpano la volenterosa scienziata, affermando che al loro tempo Sirius B risultava molto più brillante di oggi e che era probabile che i Dogon avessero imparato l’astronomia entrando a contatto con gli europei che commerciavano presso il fiume Niger
  26. 26. <ul><li>Nel 2008 poche persone si ricordano di Germaine e di quello che ha scoperto e di cui si è occupata; non ha ricevuto il riconoscimento che meritava , ma purtroppo questa sorte tocca sempre spesso alle donne scienziate, che devono dimostrare l’impossibile per ottenere il riconoscimento dovuto. </li></ul>Il merito di tutte queste informazioni in nostro possesso va proprio a Germaine Dieterlen, che ha avuto la costanza e la passione di dedicarsi per ben 20 anni a quello che più che lavoro potrebbe definirsi vera e propria passione
  27. 27. Rita Levi Montalcini Rita Levi Montalcini nasce a Torino nel 1909. Si laurea con il massimo dei voti nel 1936 alla Facoltà di Medicina di Torino. Nel 1938 si vede costretta a emigrare in Belgio a causa delle leggi razziali emanate dal regime fascista. I suoi primi studi, tra il 1938 e il 1944, sono dedicati ai meccanismi di formazione del sistema nervoso dei vertebrati.
  28. 28. <ul><li>Nel 1951-1952 scopre il fattore di crescita nervoso noto come NGF, essenziale per la crescita e differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche. Prosegue le ricerche su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione per circa trent'anni, e grazie a queste, nel 1986, le viene conferito il Premio Nobel per la Medicina (con Stanley Cohen). </li></ul><ul><li>È da sempre molto attiva in campagne di interesse sociale, nota è la sua battaglia contro le mine anti uomo. </li></ul>
  29. 29. <ul><li>Nel 1992, assieme alla sorella gemella Paola, istituisce la Fondazione Levi Montalcini in memoria del padre, mirata alla formazione e all'educazione dei giovani e al conferimento di borse di studio a giovani studentesse africane a livello universitario. L'obbiettivo è quello di preparare una classe di giovani donne a svolgere un ruolo di leadership nella vita scientifica e sociale del loro paese. Il 22 gennaio 2008 l'Università di Milano Bicocca le ha assegnato la laurea honoris causa in biotecnologie industriali. </li></ul>
  30. 30. Mary Leakey <ul><li>Mary Douglas Nicol Leakey nacque il 6 Febbraio 1913 a Londra. Nel 1930, in seguito alla passione nata dopo aver visitato le grotte della Dorgogna, intraprese i corsi universitari di archeologia e geologia all'università di Cambridge, dove nel 1933 conobbe il marito Louis Leakey. Nel maggio del 1934 iniziò il suo primo importante scavo a Fort Hemburyel Devon insieme a Dorothy Liddle, sua leader nelle ricerche, che era esperta in tecniche di scavo. </li></ul>Tra il 1935 e il 1959 Mary e Louis si recarono in Tanzania, a Olduivai Gorge, dove lavorarono per ricostruire culture risalenti a 2 milioni e 100.000 anni fa.
  31. 31. <ul><li>Nel 1955 a Mary e Louis viene assegnata, per il loro duro lavoro e le loro scoperte, la Medaglia Stopes. La scoperta più importante risale al 1959, anno in cui Mary e suo marito ritrovarono il cranio di un Australopitecus boisei che chiamarono Zinyantrhopus boisei , successivamente chiamato “Ziny”. </li></ul>Una fra le più importanti scoperte di Mary fu quella del ritrovamento, nell'ottobre del 1947 sull'Isola Rusinga, di un teschio fossile di Proconsul , un primate estinto del Miocene.
  32. 32. Nel 1964 la famiglia Leakey fece un'altra grande scoperta: una specie ancora più antica del Australopitecus boisei, l’ Homo habilis . I reperti consistono in 4 frammenti di cranio che vengono chiamati “Cindy”, “George”, “Johnny” e “Twiggy” e le ossa di una mano. Quando venne ricostruita la mano si scoprì che l’essere era in grado di una manipolazione precisa. È stato ritenuto che entrambi i fossili facevano parte di un popolo che era in grado di lavorare la pietra per fabbricare utensili . Nel 1965 i due archeologi scoprirono il cranio di un Homo Erectus che risaliva a circa un milione di anni. Nel 1976 portò alla luce un gran numero di orme di animali che erano stati fossilizzati sotto le ceneri di un vulcano.
  33. 33. Tra il 1978 e 1981 Mary e il suo staff scoprirono il percorso di alcune impronte degli Hominidi Laetoli risalenti a 3,6 milioni di anni fa. Sebbene Mary fosse un’archeologa, scelse di eseguire il suo percorso di ricerca in antropologia fisica, contribuendo ad una più profonda comprensione dell’evoluzione delle specie. Mary si trasferisce a Nairobi nel 1983, ritirandosi dall’attività di archeologa. Mappa dell’Africa che mostra la distribuzione di parecchi siti importanti di ritrovamento di australopitecine : 1) Taung, 2) West Turkana, 3) East Turkana, 4) Olduvai Gorge, 5) Peninj, 6) Hadar, 7) Laetoli, 8) Sterkfontein, 9) Swartkrans
  34. 34. Gertrude Belle Elion nasce a New York il 23 gennaio 1918. fino all’età di sei anni vive con la sua famiglia in uno spazioso appartamento a Manhattan, dove suo padre, di origine lituana, aveva anche il suo studio dentistico. La sua determinazione e la sua voglia di conoscenza emergono sin dall’adolescenza. In seguito alla scomparsa del nonno a causa di un tumore, decide di entrare all’Hunter College per studiare discipline scientifiche. Da questo momento in poi deve fronteggiare alcune difficoltà nel suo percorso di formazione come ad esempio la crisi economica del 1929, che le fa credere di non poter continuare gli studi. Intorno al 1939 inizia la sua collaborazione in un laboratorio chimico e, attraverso un impegno costante , nel 1941, consegue il dottorato. Durante questo periodo conosce George Hitchings, scienziato e suo futuro collaboratore in molte ricerche di chimica e farmacologia. Egli nota subito la grinta e la passione della Elion e le offre subito incarichi di grande responsabilità che la portarono ad acquisire elevate competenze in microbiologia. Gertrude Elion
  35. 35. Contemporaneamente la sua passione la spinse a compiere anche studi di biochimica, farmacologia, immunologia, virologia. Successivamente decise di specializzarsi ulteriormente: conseguì dottorati all’Università della Brown, del Michigan, e della George Washington University. Con il passare del tempo il suo lavoro diventò sempre più affascinante. Eseguì, infatti, alcune ricerche sulla biosintesi del DNA e sui suoi enzimi. Nel 1967 diventò il capo del Dipartimento Terapia Sperimentale e si occupò di chimica, immunologia, farmacologia, virologia fino al 1983. Dal 1960 fu socia dell’Istituto Nazionale del Cancro ricoprendo diversi ruoli e fece parte di tantissime organizzazioni americane di medicina. Gertrude Elion
  36. 36. Gertrude Elion In quasi quarant’anni di ricerca Gertrude Elion trovò soluzioni farmaceutiche per le infezioni batteriche, per l’AIDS, la gotta, le cardiopatie, l’herpes, la leucemia, la malaria, le malattie autoimmuni. Insieme ad altri ricercatori sperimentò un farmaco per L’AIDS messo in commercio dal 1984, con il nome di AZT. Avendo alle spalle una carriera così ricca, nel 1988 ricevette il riconoscimento più prestigioso, condividendo con Hitchings il Premio Nobel per la fisiologia e la medicina, insieme al farmacologo James Whyte Black.
  37. 37. Rosalind Franklin, nacque a Londra nel 1920 da una ricca famiglia ebraica. Fin da piccola studiò le materie scientifiche coltivando una passione che la portò a diventare la migliore scienziata del suo tempo. A 18 anni, contro il volere del padre, si iscrisse a Cambridge per studiare chimica e fisica laureandosi nel 1941. Approfondì gli studi sulle microstrutture del carbone presso l’Associazione Britannica di Ricerca che presentò poi per la tesi del dottorato (1945). Rosalind Franklin
  38. 38. Nel 1946 si trasferì a Parigi per specializzarsi nella tecnica della diffrazione ai raggi X nei Laboratoire Centraldes Services Chimiques de L'Etat. Nel 1951, visti i risultati ottenuti, venne inviata al King’s College di Londra per occuparsi dello studio sul DNA. Riuscì a costruire un dispositivo dotato di una microcamera capace di fotografare minuscoli filamenti di DNA. Così nel 1953 poté ottenere per la prima volta un’immagine dello scheletro del DNA (foto 51) ipotizzandone la struttura a doppia elica.
  39. 39. Purtroppo nel 1958 morì prematuramente di cancro alle ovaie,causato molto probabilmente dall’eccessiva esposizione ai raggi X. Non pubblicò mai i suoi studi e quindi rimase all’oscuro del successo di questa scoperta della quale si presero il merito i suoi colleghi Francis Crick,James Watson. Questi già da parecchio tempo si stavano occupando della ricerca alla quale lavorò Rosalind e ,conoscendo il successo che ella stava raggiungendo, si affidarono ad un terzo scienziato,Maurice Wilkins, il quale di nascosto fece delle copie delle foto della scienziata. In questo modo poterono costruire il famoso modello della struttura del DNA e quando nel 1962 si aggiudicarono il Premio Nobel per la Medicina,nessuno dei tre scienziati parlò del grande contributo che aveva dato la Franklin.
  40. 40. Bisogna dire che Rosalind fu una donna importantissima non solo per il contributo che diede alla scienza, ma anche perché fu in grado di affrontare un ambiente fortemente maschilista come quello di Cambridge per niente adatto ad una donna determinata, autonoma, forte come lei. Infatti dai testi che ci ha lasciato sappiamo che non visse un periodo felice in quell’università poiché i contrasti dettati dall’invidia, dalla differenza culturale, dalla competizione e dall’ambizione presenti tra i colleghi si aggiungevano al pregiudizio comune che vedeva la donna non come una scienziata ma al massimo come un’aiutante
  41. 41. Laura Conti Laura Conti nacque il 31 marzo del 1921 a Udine . Durante la II guerra mondiale si oppose al fascismo fino alla deportazione nel campo di concentramento di Bolzano. Dopo la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, si laureòin medicina in Austria, , nel 1949, e si specializzò in ortopedia e si stabilì a Milano. Si dedicò, quindi, alla professione medica e in seguito alla sua costante attività politica, tra il 1960 e il 1970, fu eletta consigliere alla Provincia di Milano e tra il 1970 e il 1980 consigliere alla Regione Lombardia.
  42. 42. <ul><li>Laura Conti si impegnò anche in difesa dell’ambiente. Dopo il disastro di Seveso, paesino vicino Milano, investito da nubi tossiche cariche di diossina fuoriuscite dalla vicina fabbrica di prodotti chimici Icmesa, scrisse il libro “Visto da Seveso” nel quale denunciò con grande furore e coraggio il disastro ecologico a cui aveva assistito. </li></ul>Fondò e diresse a Milano la Casa della cultura e l’Associazione Gramsci; fu presidente del Comitato scientifico di Lega Ambiente. Dopo la sua morte, avvenuta nel maggio del 1993 , i suoi saggi vennero inviati a Cervia : la raccolta comprende diverse relazioni scientifiche sulla diossina, volantini partigiani, saggi sulle sue diverse lotte ecologiche e archivi del Consiglio della regione Lombardia durante il disastro di Seveso. Da quel momento il suo interesse per l’ecologia fu totale. Nel 1982 fondò la rivista di divulgazione scientifica ed ecologica “Newton” e successivamente, nel 1986, per il suo impegno scientifico e culturale, ricevette il premio “Minerva”.
  43. 43. &quot;Gli studi di Jane Goodall sugli scimpanzé rappresentano una delle più grandi conquiste scientifiche dell'Occidente&quot; Stephen Jay Gould Jane Goodall nacque a Londra il 3 aprile 1934. L'attrazione di Jane per gli animali cominciò in età molto giovane e la sua passione continuò tanto che nel 1957 un'amica la invitò ad andare a fare un viaggio in Kenya, dove, pochi mesi dopo, incontrò il famoso antropologo e paleontologo Louis Leakey che, visto il grande desiderio e la grande passione che animavano la giovane, decise di sceglierla per i suoi studi pionieristici. A Gombe, in Tanzania, Jane Goodall trascorse le giornate e spesso anche le notti nel territorio degli scimpanzé, in piena foresta, e poco per volta riuscì ad entrare in contatto con le scimmie.
  44. 44. Una delle sue principali scoperte riguarda l'utilizzo di utensili da parte degli scimpanzé, i quali si servono di rametti ben ripuliti per raccogliere le termiti e cibarsene, di stecchini per &quot;pescare&quot; le termiti all'interno dei loro nidi, le larve o i galagoni dalle cavità dei tronchi d'albero od il miele dagli alveari, o ancora l'utilizzo di pietre per rompere i gusci dei semi più duri. Un'altra caratteristica sconosciuta di questi animali, che la Goodall portò alla luce grazie alle sue osservazioni sul campo, furono le battute di caccia che questi animali organizzano ai danni dei Colobi Ferruginosi (specie di scimmie dal pelo color ruggine).
  45. 45. <ul><li>Gli studi di Jane Goodall sono una delle prime testimonianze dirette sull'utilizzo di strumenti da parte di animali nel proprio ambiente naturale, e, anche dal punto di vista antropologico, la scoperta ha notevole importanza, dato che fornisce una sorta di &quot;fotografia&quot; degli uomini primitivi che, per la prima volta, scoprono l'utilizzo di attrezzi. </li></ul>Gli studi dalla Goodall rivelano molti aspetti sconosciuti degli scimpanzé, animali complessi, intelligenti e dotati di emozioni e sentimenti forti, oltre che di una complessa struttura sociale.
  46. 46. <ul><li>Nel 1977, Jane fondò il Jane Goodall Institute per sostenere le ricerche sul campo, i progetti di conservazione concernenti gli scimpanzé e il loro ambiente, ed i progetti di educazione ambientale e interculturale. Il Jane Goodall Institute è una organizzazione internazionale no profit con uffici in 21 paesi del mondo. </li></ul>Attualmente la Goodall è considerata una delle più grandi autorità nel campo delle ricerche sulle grandi scimmie antropomorfe, e le sue ricerche sugli scimpanzé hanno portato e continuano ad aggiungere importantissimi dati alla conoscenza scientifica ed allo studio dell'evoluzione degli uomini.
  47. 47. Lynn Margulis <ul><li>Lynn Margulis, biologa statunitense, nasce a Chicago nel 1938. </li></ul><ul><li>Si laurea presso l'università di Chicago, completa gli studi presso l'Università del Wisconsin e consegue il dottorato nel 1963 presso l'Universita della California a Berkley. Durante la sua vita lavora in varie università. </li></ul>Nel 1992 inizia una collaborazione con l'Università del Massachusetts, dove si occupa di biologia cellulare e di evoluzione dei microrganismi. Le pubblicazioni di Lynn toccano una vasta gamma di argomenti scientifici.
  48. 48. <ul><li>Lynn Margulis elabora &quot;la teoria endosimbiontica&quot; , secondo la quale la cellula eucariote sarebbe derivata dalla relazione simbiotica tra più microrganismi procarioti. Lynn Margulis sosteneva, infatti, che, in origine, i cloroplasti, organuli tipici delle cellule delle piante e delle alghe, sarebbero stati cinobatteri e i mitocondri batteri che iniziarono a vivere in stretta simbiosi con le cellule, fino a quando si verificò un vero e proprio incorporamento e, quelli che prima erano organismi indipendenti, diventarono parte integrante della cellula. </li></ul>
  49. 49. Meave Epps Leakey <ul><li>Meave Epps è nata a Londra nel 1942. Fin dalla più tenera età era affascinata dalla vita animale, incoraggiata dal padre, medico. La sua ambizione in quel momento era quella di diventare uno zoologo marino. Si laureò in Chimica e Zoologia marina presso l’Università del Galles del Nord. </li></ul>Nel 1965, mentre studiava per il suo dottorato di ricerca ,un amico segnalò alla sua attenzione un piccolo annuncio sul Times di Londra: il celebre paleoantropologo Louis Leakey era alla ricerca di un giovane laureato in zoologia per lavorare al Tigoni Primate Research Centre vicino a Nairobi, in Kenya. Meave Epps rispose all’annuncio e ottenne il posto di lavoro in Africa orientale.
  50. 50. <ul><li>Nel 1969 viene invitata da Richard Leakey ad aderire alla spedizione verso un sito paleontologico appena scoperto sulla riva orientale del lago Turkana. </li></ul><ul><li>  </li></ul>I membri della famiglia Leakey - Louis, la moglie Maria, e il loro figlio Richard,– avevano già rivoluzionato con le loro scoperte la comprensione delle origini della specie umana. Dal matrimonio di Maeve con Richard Leakey nasceranno Louise e Samira.  
  51. 51. <ul><li>Nel 1994, dopo aver trovato a Kanapoi, a sud-ovest del lago Turkana, resti fossili di alcuni tra i più antichi ominidi risalenti a circa 4,1 milioni di anni fa (nella foto), Meave e i suoi colleghi hanno annunciato la scoperta di alcuni resti fossili umani che hanno rivelato l'esistenza di una specie precedentemente sconosciuta che camminava in posizione eretta mezzo milione di anni prima rispetto a qualsiasi modello noto. La sua ricerca ha evidenziato un albero evolutivo umano molto più complesso di quello conosciuto fino a quel momento, particolarmente intricato e ricco di ramificazioni. </li></ul>Oggi, Meave Epps è ricercatrice associata nel Divisione Paleontologia del Museo Nazionale del Kenya. Come National Geographic Explorer in Residence, compie annualmente viaggi negli Stati Uniti per ulteriori progetti di ricerca e, insieme alla figlia Louise, continua a sondare le origini del genere umano.
  52. 52. Christiane Nuesslein Volhard   <ul><li>È nata a Magdeburgo nel 1942. E’ laureata in biologia . </li></ul><ul><li>Nel 1995 è stata insignita del Premio Nobel per la medicina e la fisiologia assieme a Eric Wieschaus e Edward B. Lewis, assegnato per le loro ricerche sul controllo genetico dello sviluppo embrionale. </li></ul><ul><li>Con il collega Wieschaus introdusse in biologia il concetto di &quot;Grande Scienza&quot;, conducendo un progetto che ha data un grande contributo alla comprensione del programma di sviluppo embrionale del moscerino della frutta Drosophila melanogaster . </li></ul><ul><li>Questi esperimenti hanno contribuito a comprendere i meccanismi dello sviluppo degli embrioni anche in altre specie di organismi. </li></ul>
  53. 53. Elisabeth Vrba nasce ad Amburgo, in Germania, nel 1942. E’ oggi direttrice dell’istituto per gli studi sulla biosfera di Yale e anche del centro di ECOSAVE ( ECO LOGY & S YSTEMATICS OF A NIMALS ON THE V ERGE OF E XTINCTION) e professoressa del dipartimento di geologia e geofisica all’Università Yale. E’ ricercatrice associata del museo di storia naturale Peabody (Peabody Museum Of Natural History – Yale University) di paleontologia e zoologia dei vertebrati. Ha conseguito due lauree in Zoologia e Statistica Matematica e un dottorato di ricerca.
  54. 54. Nel 1982 Elisabeth Vrba, lavorando con Stephen Jay Gould e Niles Eldredge, ha elaborato una versione alternativa alla selezione naturale della specie introducendo il concetto di “Exaptation”, concetto che viene ripreso da quello di Darwin il quale aveva introdotto la possibilità che in natura il rapporto fra organi e funzioni fosse potenzialmente ridondante, in modo da permettere che un tratto sviluppatosi per una certa ragione adattativa potesse essere «cooptato» o convertito per una funzione anche del tutto indipendente dalla precedente. Questo concetto mette in discussione la visione «adattazionista» a lungo prevalente nel Novecento.
  55. 55. Linda Buck <ul><li>Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia </li></ul>
  56. 56. <ul><li>Linda Buck è nata a Seattle nel 1947, psicologa e neurobiologa statunitense. Dopo i titoli di laurea, in psicologia e in microbiologia, conseguiti nel 1975 nella sua città natale, presso l’Università di Washington, e in immunologia, all’Università del Texas a Dallas nel 1980, ebbe un incarico come docente associato allo Howard Hughes Medical Institute della Columbia University di New York, dipartimento presso il quale Buck rimase fino al 1991. Qui avviò ricerche sul sistema olfattivo, coadiuvata dal medico Richard Axel. Dal 1991 condusse i propri studi sui recettori olfattivi in modo indipendente da Axel. Nel 2004 Buck fu insignita del premio Nobel per la medicina o la fisiologia, condiviso con lo stesso Axel, per avere spiegato i meccanismi e l’organizzazione del sistema olfattivo. </li></ul>
  57. 57. I RECETTORI OLFATTIVI
  58. 58. LA RICERCA <ul><li>La percezione degli odori avviene mediante recettori olfattivi localizzati nella parte dorsale e posteriore delle fosse nasali, in una regione della mucosa nasale detta mucosa olfattoria. I recettori, chiamati cellule di Shultze, sono neuroni bipolari, cioè dotati di due prolungamenti: uno (bastoncello olfattorio) è rivolto verso l'esterno e ha la funzione di ricezione dello stimolo chimico; l'altro (assone o fibra nervosa) si prolunga in direzione opposta e, riunendosi con quelli di altre cellule come nervo olfattorio, attraversa la lamina cribrosa dell'osso etmoide e raggiunge il bulbo olfattivo. In questa sede gli assoni delle cellule di Shultze prendono contatto con altri neuroni, le cellule mitrali, dalle quali a loro volta si dipartono fibre che formano il tratto olfattivo. Questo si collega al lobo olfattivo, regione molto antica da un punto di vista evolutivo, localizzata sulla faccia ventrale del lobo frontale </li></ul>
  59. 59. VANDANA SHIVA <ul><li>Vandana Shiva nasce in India nel 1951, a Dher Dun. Dalla sua laurea, conseguita in Fisica, si occupa della salvaguardia dell'ambiente, creando associazioni e viaggiando per diffondere il suo pensiero. </li></ul>
  60. 60. LE BATTAGLIE Negli anni di lotta, sempre non-violenta, Vandana Shiva si è battuta contro i prodotti OGM e la biopirateria, creando un associazione, la Navdanya, che oggi conta 10 milioni di iscritti tra gli agricoltori indiani.
  61. 61. Altra causa contro cui ha combattuto sono le guerre per l'acqua, infatti afferma che: << se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo avranno come oggetto del contendere l'acqua>> Questo suo impegno per l’ ambiente le ha fatto vincere un Right Livelhood Award nel 1993.
  62. 62. Maria Luisa Lavitrano <ul><li>Maria Luisa Lavitrano, nata a Napoli nel 1960, attualmente è un membro attivo della comunità scientifica, infatti, è professore associato in patologia generale e immunologia al Dipartimento di scienze chirurgiche, ma anche responsabile del laboratorio di medicina molecolare all’università di Milano-Bicocca. Ricopre, inoltre, molte cariche, è ad esempio reviewer di numerose riviste scientifiche internazionali, membro rappresentante l'Italia nel Working Party on Xenotransplantation della Commissione di bioetica al Consiglio d'Europa. </li></ul>Si occupa di ricerca in particolare nel campo della medicina molecolare e dello studio di meccanismi di modificazione molecolare di cellule e di animali. Con la sua scoperta ha disconfermato il principio secondo cui i gameti sono impermeabili a qualsiasi molecola biologica ,infatti, i gameti maschili possono trasferire nell’uovo al momento della fecondazione materiale genetico esogeno.
  63. 63. Gli xenotrapianti <ul><li>Questa scoperta ha portato alla nascita di maiali transgenici,i cui organi possono essere trapiantati nell’uomo poiché hanno nel DNA la proteina hDAF che blocca il rigetto del sistema immunitario. La prof.ssa per inserire questa proteina nel DNA dei maiali ha trovato un nuovo metodo,infatti, ha evidenziato che gli spermatozoi che vengono a contatto con una soluzione assorbono il DNA contenuto in essa,quindi alcuni spermatozoi sono venuti a contatto con il DNA contenente l’informazione della proteina hDAF e l’hanno assorbita. </li></ul>Successivamente le femmine dei maiali sono state fecondate con gli stessi spermatozoi e i maialini nati avevano nel DNA la proteina hDAF. Questo metodo ha sostituito il metodo delle microiniezioni molto più costoso e doloroso per gli animali e con una percentuale di successo del 4 % in confronto col 57 % dei casi.
  64. 64. Elena Cattaneo <ul><li>Elena Cattaneo è una delle più note esperte di cellule staminali in Italia. </li></ul><ul><li>Oggi fa parte del comitato “Ricerca e salute” e dirige un laboratorio sulle cellule staminali e malattie degenerative che fa parte del Dipartimento di scienze farmacologiche e del Centro di eccellenza sulle malattie neurodegenerative della Facolta' di farmacia all’Università Statale di Milano. </li></ul>
  65. 65. La Legge 40 <ul><li>Elena Cattaneo è schierata per il Sì riguardo all'uso della ricerca embrionale e definisce la legge 40, sulla procreazione assistita, 'dannosa e pericolosa' perchè «mescolare l'etica personale con la scienza è un errore che un ricercatore non dovrebbe fare mai. E' lecito decidere di non intraprendere per motivi religiosi o filosofici una strada di ricerca, come ad esempio lo studio degli embrioni, ma non è lecito affermare che questa strada non funziona oggettivamente, mascherando in nome delle proprie convinzioni evidenze scientifiche». </li></ul>Elena Cattaneo parla di 'pseudoscienziati' che diffondono tesi 'basate su principi etici e non su evidenze scientifiche'.
  66. 66. Premi & Progetti <ul><li>Nel Novembre 2008 Elena Cattaneo, vince il premio “Grande Ippocrate per il Ricercatore medico dell’anno” </li></ul><ul><li>Assegnato da una giuria di giornalisti scientifici e opinion leader , che hanno giudicato la professoressa Elena Cattaneo come la ricercatrice che meglio ha saputo informare il pubblico sulle complesse attività di ricerca relative alle cellule staminali attraverso un linguaggio accessibile a tutti. </li></ul>
  67. 67. <ul><li>Il Progetto dell’European Consortium for Stem Cell Therapy in Neurodegenerative Disease, NEuroStemCell, network internazionale coordinato dalla professoressa Cattaneo, nel 2008, ha ricevuto finanziamenti molto cospicui per la ricerca sulle cellule staminali. </li></ul><ul><li>Al NEuroStemCell, finanziato nell’ambito dell’area “Health” del VII Programma Quadro europeo, sono legate molte delle speranze di comprensione e verifica del possibile impiego delle cellule staminali in due malattie neurodegenerative di particolare gravità: la Còrea di Huntington e il morbo di Parkinson. </li></ul>
  68. 68. Sara Botti <ul><li>Sara Botti è una delle giovani ricercatrici italiane di alto livello professionale. </li></ul><ul><li>Il suo lavoro si svolge all’interno del Parco Tecnologico Padano, che svolge una fondamentale ricerca sui relativi virus e patologie che colpiscono le colture e la produzione animale; esso ha già avviato diversi programmi di ricerca nel campo del bestiame,in particolare quello suino,che riguardano la genetica e la genomica funzionale delle principali malattie infettive nei suini. </li></ul>Il Parco Tecnologico Padano ha ideato il progetto &quot;Misagen&quot; ,che ha l'obiettivo di valutare il contributo genetico alle problematiche sanitarie degli allevamenti lombardi.
  69. 69. Barbara Ensoli Barbara Ensoli, Direttrice del centro nazionale Aids dell'ISS, si è laureata in medicina a Roma nel 1984 e nel 1991 ha conseguito la specializzazione in immunologia.
  70. 70. <ul><li>Dopo aver lavorato per l’università di Roma “La Sapienza” si è trasferita negli USA dove ha condotto studi al “National Institute of Health di Bethesda” nel Maryland dal 1986 al 1996. Lì i suoi studi si sono focalizzati su geni, proteine e prodotti del virus AIDS … </li></ul>
  71. 71. <ul><li>… e fondamentalmente sulla proteina Tat, la chiave del futuro vaccino . che, prodotta dal virus stesso dopo essere entrato nella cellula, permette a quest’ultimo di replicarsi infettando tutto l’organismo. </li></ul>
  72. 72. <ul><li>La Tat, inoltre, è presente in tutti i diversi ceppi dell’AIDS e non induce sieropositività, cioè gli individui vaccinati non risulteranno positivi ai test comunemente usati per diagnosticare l'infezione. Bloccando questa proteina, quindi, si blocca l’intera infezione in tutte le popolazioni . </li></ul>
  73. 73. <ul><li>La sperimentazione umana è oggi a buon punto: i primi test, infatti, sono stati realizzati su circa 60 persone nelle città di Roma e Milano e non hanno mostrato alcun effetto collaterale. </li></ul>
  74. 74. <ul><li>Sarà necessario controllare migliaia di pazienti per verificare se questo vaccino funziona davvero. Solo dopo si potrà diffonderlo nel mondo. </li></ul>Il vaccino significa la sopravvivenza per ben 33 milioni di persone, delle quali 3 milioni sono bambini.

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