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L‟autrice in quest‟Opera come in altre già pubblicate dalla stessa Casa Editrice sostiene un criterio
riabilitativo in cui, in tema di balbuzie, sia dato vigore ad un approccio multidisciplinare che ponga
al centro del processo diagnostico e terapeutico il bambino e la sua famiglia, sottolineando la
validità di inteventi integrati e l‟utilità di una partecipazione più attiva del contesto sociale al
programma terapeutico. Pensato per coloro che operano nel campo specifico della riabilitazione
logopedica, il libro ha anche uno scopo divulgativo e quindi è di facile comprensione anche per chi
non ha competenze specifiche a riguardo. Esso traccia un itineario teorico-pratico che, nella prima
parte, conduce il lettore alla comprensione delle caratteristiche organiche e psichiche della patologia
disfemica, soffermandosi anche sullo stato dell‟arte della ricerca e, nella seconda parte, delinea i
criteri e le procedure diagnostiche utili a costruire un progetto terapeutico improntato ai criteri
dettati dalla Evidence Based Medicine (EBM). A questo testo seguirà un‟altro sul trattameno
terapeutico, a continuazione del discorso qui iniziato sulla diagnosi e cura della balbuzie, orientato
secondo l‟ordinamento concettuale suggerito dall‟ICF. All‟interno dell‟Opera si fa riferimento
all‟attività svolta negli anni dal„‟Gruppo Studio sulla Balbuzie‟‟ dell‟IRCCS„‟Eugenio Medea”-
Associazione “La Nostra Famiglia‟‟ di cui l‟autrice fa parte, con riferimento al protocollo operativo
messo a punto dal Gruppo stesso.



 Maria Teresa Ingenito psicologa e psicoterapeuta, opera prevalentemente nel campo della riabilitazione di
bambini con problematiche organiche e psichiche e in ambito scolastico.
Da trentacinque anni svolge la sua attività clinica e di supervisione psicoterapica presso il Centro di
Riabilitazione “La Nostra Famiglia‟‟ di Cava de‟ Tirreni (Sa); è componente del Gruppo Studio sulla
Balbuzie dell‟IRRCS „‟Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia‟‟ polo Friuli Venezia Giulia. Si
occupa della formazione psicodiagnostica di medici e psicologi e della formazione permanente di terapisti
della riabilitazione ed insegnanti.
 Sull‟argomento balbuzie ha pubblicato due libri già editi dalla Franco Angeli e svariati articoli scientifici.
Ha partecipato come relatrice a




Indice


Presentazione di A. Pellegri

Prefazione di M. T. Ingenito

                                   Parte I – Tra organico e psichico

Introduzione

Gli aspetti organici

1. Aspetti clinici della balbuzie e riflessioni sull’approccio al paziente balbuziente di A.
Angarano
   1. Definizione ed inquadramento nosografico
   2. Aspetti clinici
   3. Epidemiologia ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento
   4. Eziologia ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento
   5. Comorbilità ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento
6. Approccio clinico al paziente e competenze dell‟operatore

2. Brain-imaging e genetica di O. Carlet
   1. Brain-imaging
   2. Genetica

Gli aspetti psicologici

3. La balbuzie da una prospettiva psicodinamica di M. T. Ingenito
   1. La psicanalisi tra ortodossia e attualità
   2. Gli aspetti psicodinamici della balbuzie
4. Balbuzie tra sintomo e creatività: il contributo della psicoterapia della gestalt di M.
Borghetto
   1. Psicoterapia della Gestalt, balbuzie e adattamento creativo
   2. Psicoterapia della Gestalt, consapevolezza e balbuzie
   3. Tempi e modi del contatto
   4. Il trattamento della balbuzie nella psicoterapia della Gestalt
   5. Il lavoro con il corpo nella psicoterapia della Gestalt

5. Il contributo della terapia cognitivo-comportamentale all’inquadramento e al trattamento
della balbuzie
di S. Bernardini
    1. La balbuzie: una prospettiva multidimensionale
    2. Inquadramento della balbuzie secondo l‟approccio cognitivo-
       comportamentale
    3. Studi sull‟attitudine comunicativa in età evolutiva
    4. Strumenti di assessment ad orientamento cognitivo-comportamentale
    5. Trattamento cognitivo-comportamentale della balbuzie
    6. Conclusioni

6. Balbuzie e contesto familiare di D. Toledo

La ricerca

7. Gli aspetti psicolinguistici e fonetici della balbuzie in età prescolare: lo stato dell’arte
della ricerca di C. Zmarich
   1. Epidemiologia
   2. L‟analisi del parlato disfluente: i fatti
   3. La comorbilità della balbuzie con i disordini del linguaggio e della
   parola: i fatti
   4. La complessità fonologica della parola balbettata: i fatti
   5. La ricerca di anomalie nei processi cognitivi di produzione del
   parlato: i fatti
   6. La ricerca di anomalie nei processi motori di produzione del parlato: i
    fatti
   7. La produzione del parlato nei bambini balbuzienti prescolari: le teorie

8. L’efficacia del trattamento della balbuzie: dati preliminari del gruppo di studio balbuzie
dell’IRCCS Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia di A. Angarano
   1. Trattamenti ed efficacia tra mito e realtà
   2. Il gruppo di studio dell‟IRCCS Eugenio Medea Associazione La
   Nostra Famiglia
   3. La valutazione dell‟efficacia del trattamento
   4. Risultati
5. Considerazioni sui dati


                                     1. Parte II – Verso la diagnosi


Introduzione

9. Multifattorialità e approccio integrato in tema di balbuzie infantile di M. T. Ingenito e D.
Toledo
   1. Considerazioni generali
   2. La proposta operativa del gruppo di studio balbuzie dell‟
      IRCCS‟‟ Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia‟‟

10. Il protocollo di valutazione diagnostica
    -La valutazione medica di O. Carlet
   - La valutazione psicologica di M.Borghetto, M.T.Ingenito, L. Marcon
   - La valutazione logopedica di P.Garofalo


11. L’ICF nella presa in carico del bambino balbuziente
di D.Toledo
   1. Presentazione dello strumento
   2. Lo schema concettuale dell‟ICF
   3. Applicazione dell‟ICF in uno studio sperimentale


Bibliografia

Gli autori
Prefazione

A dieci anni di distanza dalla pubblicazione del mio primo libro sulla diagnosi e la cura della balbuzie in età
evolutiva, l‟interesse per questa disabilità sta vivendo una nuova stagione di fermento culturale, soprattutto
nell‟ambito della ricerca scientifica; la cosa mi induce a ripropormi al pubblico dei miei lettori con un
dibattito rinnovato sulle evidenze recenti, le prospettive future e l‟aggiornamento delle procedure
diagnostiche in tema di disfemia, pur tenendo fede al modello operativo già proposto, che rimane attuale e
significativo nella formula precedentemente pensata.
    L‟origine multifattoriale del disturbo, configurata come tale già nel 1958 da Van Riper, nel corso degli
anni ha trovato riscontri significativi nella ricerca che ci ha definitivamente orientato verso una visione
multimodale del fenomeno nella cui configurazione intervengono in maniera integrata fattori organici,
linguistici, affettivi e psicosociali.
    Una più ampia conoscenza del fenomeno, oggi, ci fa dire che:
• la balbuzie è presente in tutte le culture e i gruppi sociali
• colpisce più frequentemente i maschi (Bloodstein 1981)
• 1,2% della popolazione mondiale ne è affetta (Zmarich 2003)
. assume andamento rilevante nei paesi più sviluppati (Strocchi 2003)
    Attualmente, grazie ai risultati degli studi effettuati, possiamo indicare con maggiore certezza un numero
congruo di fattori associati alla balbuzie, tanto da considerarli predisponenti del disturbo stesso, qualora
presentino indici di problematicità.
    Tra essi:
• l‟ereditarietà
• lo stile comunicazionale dei partners familiari
• il modello genitoriale di relazione
• il ritardo evolutivo del linguaggio
• i disturbi fonologici
• l‟appartenenza al sesso maschile

    L‟analisi delle variabili di natura cognitiva, sintattica, emotiva e di rinforzo sociale che influenzano il
comportamento linguistico del balbuziente ha consentito, inoltre, una maggiore specializzazione
dell‟intervento diagnostico e terapeutico a vantaggio di una più efficace risolubilità del problema; da qui la
necessità di una diagnosi differenziale che si spinga oltre la lettura dei sintomi visibili per soffermarsi ad
analizzare la funzione che questi stessi sintomi assumono nell‟equilibrio generale del soggetto.
    Oggi, nell‟ ottica classificatoria promossa dal modello ICF e già da tempo sostenuta da una visione
olistica di approccio alla persona, l‟obiettivo primo da perseguire nel progetto di presa in carico del soggetto
disfluente è il raggiungimento di una coerenza interna del processo diagnostico e terapeutico che può essere
ottenuta solo attraverso l‟analisi accurata dei dati, il riconoscimento di elementi anticipatori del disturbo
stesso e la verifica in itinere dei target di efficienza e di efficacia degli interventi programmati.
    L‟atteggiamento attendista che denunciavo nel mio precedente libro finalmente lascia il posto ad un
interesse riconosciuto per la prevenzione e l‟intervento precoce, facendo sperare in un‟attenzione sempre più
sollecita per una patologia che, a causa della sua complessità e delle implicazioni relazionali ad essa
connesse, può essere considerata una malattia sociale.
    Già allora dalla mia pratica clinica rilevavo che alcuni disturbi linguistici, in soggetti prescolari,
sfociavano in un disturbo della fluenza verbale e che, se riconosciuti in tempo e adeguatamente monitorati,
potevano recedere o essere trattati con interventi riabilitativi integrati che avrebbero consentito un miglior
controllo del sintomo, a vantaggio del benessere psicologico del piccolo paziente e della sua famiglia.
    Oggi, con l‟avanzamento della ricerca e la specializzazione degli strumenti tecnici per la diagnosi e la
terapia, abbiamo la possibilità di declinare i dati a nostra disposizione con maggiore correttezza scientifica e
migliore utilizzo delle informazioni, quindi possiamo spenderci sull‟opportunità di costruire piani terapeutici
più efficaci che non siano mera applicazione di protocolli operativi poco flessibili e scarsamente aderenti al
reale bisogno del paziente e della sua famiglia e che rispondano più adeguatamente alle richieste del Servizio
Sanitario Nazionale.
    Questo testo vuole rappresentare lo sforzo di interpretazione di tali cambiamenti e porsi come un
momento di ulteriore riflessione sull‟argomento, che adesso come allora sollecita ancora dubbi ed
interrogativi.
Esso è il frutto di confronti ed approfondimenti sul tema che il „‟Gruppo-studio sulla balbuzie‟‟
dell‟Istituto scientifico „‟Eugenio Medea-La Nostra Famiglia‟‟ polo Friuli-Venezia Giulia, di cui faccio
parte, sta effettuando da qualche anno a fini tecnici e scientifici. Il Gruppo rappresenta la realtà clinica e
riabilitativa di alcuni CdR italiani dell‟Associazione‟‟La Nostra Famiglia‟‟di Friuli, Veneto e Campania che
da anni si occupano del trattamento della balbuzie ed è stato costituito per coniugare i vari linguaggi
operativi territoriali in uno sforzo di integrazione e di sintesi, allo scopo di costruire un protocollo operativo
unico,che sia espressione di esperienze professionali e di formazioni teoriche diversificate, condivise ed
integrate. Nel corso degli anni e delle esperienze professionali effettuate attraverso attività cliniche e
formative, questo Gruppo ha scelto di confrontarsi con diversi modelli teorici ed operativi per superare
dannosi individualismi e maturare una propria identità tramite l‟apporto critico che viene dallo scambio leale
con chi già opera nel settore.
    Per questo motivo la presente Opera si arricchisce anche del contributo di professionisti che svolgono la
propria attività al di fuori de ‟‟La Nostra Famiglia‟‟ o che sono solo cultori della materia.
    Il testo è stato pensato per offrire a coloro che lavorano in questo ambito non solo informazioni
aggiornate su tale patologia e sullo stato dell‟arte della ricerca, ma anche strumenti operativi selezionati sulla
base di una lunga pratica riabilitativa con bambini ed adolescenti balbuzienti. Non nasce con la
configurazione del manuale, ma piuttosto come strumento agile di consultazione, che mi auguro possa
sollecitare delle riflessioni sul tema, stimolare il dialogo tra gli addetti ai lavori e favorire il confronto.
    Da qui la scelta del titolo..’’Discutendo di….balbuzie’’ evidenze recenti in tema di ricerca e diagnosi in
età evolutiva.
    L‟obiettivo che ispira l‟intero impianto del testo è di contribuire alla conoscenza del fenomeno e
all‟elaborazione di strategie e di metodologie utili ad ottimizzare l‟approccio diagnostico al soggetto
disfemico per migliorare l‟efficacia della cura basandosi su apporti integrati e coordinati, che offrano al
bambino condizioni favorevoli alla recessione del sintomo e al suo benessere psicologico.

   Il testo è diviso in due parti:
         nella prima parte viene sviluppato un discorso teorico sugli aspetti organici e psicologici della
         balbuzie e sullo stato dell‟arte della ricerca
         nella seconda parte viene trattato il tema della diagnosi, con ampio riferimento alle procedure e agli
         strumenti di valutazione previsti dal protocollo creato dal Gruppo studio balbuzie
         dell‟IRRCS‟‟E.Medea-La Nostra Famiglia‟‟ per l‟età prescolare, l‟età scolare e l‟età adolescenziale.

    Il life-motive dell‟intero percorso descritto è l‟interdisciplinarità dell‟intervento, rimodulato sui criteri
attuali dettati dal modello concettuale dell‟ICF, che, nell‟approccio al problema, consente di classificare tutti
gli elementi possibili, valutandone i punti di forza e i punti di debolezza su cui lavorare.


                                                  Maria Teresa Ingenito

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Sintesi delle notizie primo libro balb.2012

  • 1. L‟autrice in quest‟Opera come in altre già pubblicate dalla stessa Casa Editrice sostiene un criterio riabilitativo in cui, in tema di balbuzie, sia dato vigore ad un approccio multidisciplinare che ponga al centro del processo diagnostico e terapeutico il bambino e la sua famiglia, sottolineando la validità di inteventi integrati e l‟utilità di una partecipazione più attiva del contesto sociale al programma terapeutico. Pensato per coloro che operano nel campo specifico della riabilitazione logopedica, il libro ha anche uno scopo divulgativo e quindi è di facile comprensione anche per chi non ha competenze specifiche a riguardo. Esso traccia un itineario teorico-pratico che, nella prima parte, conduce il lettore alla comprensione delle caratteristiche organiche e psichiche della patologia disfemica, soffermandosi anche sullo stato dell‟arte della ricerca e, nella seconda parte, delinea i criteri e le procedure diagnostiche utili a costruire un progetto terapeutico improntato ai criteri dettati dalla Evidence Based Medicine (EBM). A questo testo seguirà un‟altro sul trattameno terapeutico, a continuazione del discorso qui iniziato sulla diagnosi e cura della balbuzie, orientato secondo l‟ordinamento concettuale suggerito dall‟ICF. All‟interno dell‟Opera si fa riferimento all‟attività svolta negli anni dal„‟Gruppo Studio sulla Balbuzie‟‟ dell‟IRCCS„‟Eugenio Medea”- Associazione “La Nostra Famiglia‟‟ di cui l‟autrice fa parte, con riferimento al protocollo operativo messo a punto dal Gruppo stesso. Maria Teresa Ingenito psicologa e psicoterapeuta, opera prevalentemente nel campo della riabilitazione di bambini con problematiche organiche e psichiche e in ambito scolastico. Da trentacinque anni svolge la sua attività clinica e di supervisione psicoterapica presso il Centro di Riabilitazione “La Nostra Famiglia‟‟ di Cava de‟ Tirreni (Sa); è componente del Gruppo Studio sulla Balbuzie dell‟IRRCS „‟Eugenio Medea - Associazione “La Nostra Famiglia‟‟ polo Friuli Venezia Giulia. Si occupa della formazione psicodiagnostica di medici e psicologi e della formazione permanente di terapisti della riabilitazione ed insegnanti. Sull‟argomento balbuzie ha pubblicato due libri già editi dalla Franco Angeli e svariati articoli scientifici. Ha partecipato come relatrice a Indice Presentazione di A. Pellegri Prefazione di M. T. Ingenito Parte I – Tra organico e psichico Introduzione Gli aspetti organici 1. Aspetti clinici della balbuzie e riflessioni sull’approccio al paziente balbuziente di A. Angarano 1. Definizione ed inquadramento nosografico 2. Aspetti clinici 3. Epidemiologia ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento 4. Eziologia ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento 5. Comorbilità ed implicazioni per il riconoscimento ed il trattamento
  • 2. 6. Approccio clinico al paziente e competenze dell‟operatore 2. Brain-imaging e genetica di O. Carlet 1. Brain-imaging 2. Genetica Gli aspetti psicologici 3. La balbuzie da una prospettiva psicodinamica di M. T. Ingenito 1. La psicanalisi tra ortodossia e attualità 2. Gli aspetti psicodinamici della balbuzie 4. Balbuzie tra sintomo e creatività: il contributo della psicoterapia della gestalt di M. Borghetto 1. Psicoterapia della Gestalt, balbuzie e adattamento creativo 2. Psicoterapia della Gestalt, consapevolezza e balbuzie 3. Tempi e modi del contatto 4. Il trattamento della balbuzie nella psicoterapia della Gestalt 5. Il lavoro con il corpo nella psicoterapia della Gestalt 5. Il contributo della terapia cognitivo-comportamentale all’inquadramento e al trattamento della balbuzie di S. Bernardini 1. La balbuzie: una prospettiva multidimensionale 2. Inquadramento della balbuzie secondo l‟approccio cognitivo- comportamentale 3. Studi sull‟attitudine comunicativa in età evolutiva 4. Strumenti di assessment ad orientamento cognitivo-comportamentale 5. Trattamento cognitivo-comportamentale della balbuzie 6. Conclusioni 6. Balbuzie e contesto familiare di D. Toledo La ricerca 7. Gli aspetti psicolinguistici e fonetici della balbuzie in età prescolare: lo stato dell’arte della ricerca di C. Zmarich 1. Epidemiologia 2. L‟analisi del parlato disfluente: i fatti 3. La comorbilità della balbuzie con i disordini del linguaggio e della parola: i fatti 4. La complessità fonologica della parola balbettata: i fatti 5. La ricerca di anomalie nei processi cognitivi di produzione del parlato: i fatti 6. La ricerca di anomalie nei processi motori di produzione del parlato: i fatti 7. La produzione del parlato nei bambini balbuzienti prescolari: le teorie 8. L’efficacia del trattamento della balbuzie: dati preliminari del gruppo di studio balbuzie dell’IRCCS Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia di A. Angarano 1. Trattamenti ed efficacia tra mito e realtà 2. Il gruppo di studio dell‟IRCCS Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia 3. La valutazione dell‟efficacia del trattamento 4. Risultati
  • 3. 5. Considerazioni sui dati 1. Parte II – Verso la diagnosi Introduzione 9. Multifattorialità e approccio integrato in tema di balbuzie infantile di M. T. Ingenito e D. Toledo 1. Considerazioni generali 2. La proposta operativa del gruppo di studio balbuzie dell‟ IRCCS‟‟ Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia‟‟ 10. Il protocollo di valutazione diagnostica -La valutazione medica di O. Carlet - La valutazione psicologica di M.Borghetto, M.T.Ingenito, L. Marcon - La valutazione logopedica di P.Garofalo 11. L’ICF nella presa in carico del bambino balbuziente di D.Toledo 1. Presentazione dello strumento 2. Lo schema concettuale dell‟ICF 3. Applicazione dell‟ICF in uno studio sperimentale Bibliografia Gli autori
  • 4. Prefazione A dieci anni di distanza dalla pubblicazione del mio primo libro sulla diagnosi e la cura della balbuzie in età evolutiva, l‟interesse per questa disabilità sta vivendo una nuova stagione di fermento culturale, soprattutto nell‟ambito della ricerca scientifica; la cosa mi induce a ripropormi al pubblico dei miei lettori con un dibattito rinnovato sulle evidenze recenti, le prospettive future e l‟aggiornamento delle procedure diagnostiche in tema di disfemia, pur tenendo fede al modello operativo già proposto, che rimane attuale e significativo nella formula precedentemente pensata. L‟origine multifattoriale del disturbo, configurata come tale già nel 1958 da Van Riper, nel corso degli anni ha trovato riscontri significativi nella ricerca che ci ha definitivamente orientato verso una visione multimodale del fenomeno nella cui configurazione intervengono in maniera integrata fattori organici, linguistici, affettivi e psicosociali. Una più ampia conoscenza del fenomeno, oggi, ci fa dire che: • la balbuzie è presente in tutte le culture e i gruppi sociali • colpisce più frequentemente i maschi (Bloodstein 1981) • 1,2% della popolazione mondiale ne è affetta (Zmarich 2003) . assume andamento rilevante nei paesi più sviluppati (Strocchi 2003) Attualmente, grazie ai risultati degli studi effettuati, possiamo indicare con maggiore certezza un numero congruo di fattori associati alla balbuzie, tanto da considerarli predisponenti del disturbo stesso, qualora presentino indici di problematicità. Tra essi: • l‟ereditarietà • lo stile comunicazionale dei partners familiari • il modello genitoriale di relazione • il ritardo evolutivo del linguaggio • i disturbi fonologici • l‟appartenenza al sesso maschile L‟analisi delle variabili di natura cognitiva, sintattica, emotiva e di rinforzo sociale che influenzano il comportamento linguistico del balbuziente ha consentito, inoltre, una maggiore specializzazione dell‟intervento diagnostico e terapeutico a vantaggio di una più efficace risolubilità del problema; da qui la necessità di una diagnosi differenziale che si spinga oltre la lettura dei sintomi visibili per soffermarsi ad analizzare la funzione che questi stessi sintomi assumono nell‟equilibrio generale del soggetto. Oggi, nell‟ ottica classificatoria promossa dal modello ICF e già da tempo sostenuta da una visione olistica di approccio alla persona, l‟obiettivo primo da perseguire nel progetto di presa in carico del soggetto disfluente è il raggiungimento di una coerenza interna del processo diagnostico e terapeutico che può essere ottenuta solo attraverso l‟analisi accurata dei dati, il riconoscimento di elementi anticipatori del disturbo stesso e la verifica in itinere dei target di efficienza e di efficacia degli interventi programmati. L‟atteggiamento attendista che denunciavo nel mio precedente libro finalmente lascia il posto ad un interesse riconosciuto per la prevenzione e l‟intervento precoce, facendo sperare in un‟attenzione sempre più sollecita per una patologia che, a causa della sua complessità e delle implicazioni relazionali ad essa connesse, può essere considerata una malattia sociale. Già allora dalla mia pratica clinica rilevavo che alcuni disturbi linguistici, in soggetti prescolari, sfociavano in un disturbo della fluenza verbale e che, se riconosciuti in tempo e adeguatamente monitorati, potevano recedere o essere trattati con interventi riabilitativi integrati che avrebbero consentito un miglior controllo del sintomo, a vantaggio del benessere psicologico del piccolo paziente e della sua famiglia. Oggi, con l‟avanzamento della ricerca e la specializzazione degli strumenti tecnici per la diagnosi e la terapia, abbiamo la possibilità di declinare i dati a nostra disposizione con maggiore correttezza scientifica e migliore utilizzo delle informazioni, quindi possiamo spenderci sull‟opportunità di costruire piani terapeutici più efficaci che non siano mera applicazione di protocolli operativi poco flessibili e scarsamente aderenti al reale bisogno del paziente e della sua famiglia e che rispondano più adeguatamente alle richieste del Servizio Sanitario Nazionale. Questo testo vuole rappresentare lo sforzo di interpretazione di tali cambiamenti e porsi come un momento di ulteriore riflessione sull‟argomento, che adesso come allora sollecita ancora dubbi ed interrogativi.
  • 5. Esso è il frutto di confronti ed approfondimenti sul tema che il „‟Gruppo-studio sulla balbuzie‟‟ dell‟Istituto scientifico „‟Eugenio Medea-La Nostra Famiglia‟‟ polo Friuli-Venezia Giulia, di cui faccio parte, sta effettuando da qualche anno a fini tecnici e scientifici. Il Gruppo rappresenta la realtà clinica e riabilitativa di alcuni CdR italiani dell‟Associazione‟‟La Nostra Famiglia‟‟di Friuli, Veneto e Campania che da anni si occupano del trattamento della balbuzie ed è stato costituito per coniugare i vari linguaggi operativi territoriali in uno sforzo di integrazione e di sintesi, allo scopo di costruire un protocollo operativo unico,che sia espressione di esperienze professionali e di formazioni teoriche diversificate, condivise ed integrate. Nel corso degli anni e delle esperienze professionali effettuate attraverso attività cliniche e formative, questo Gruppo ha scelto di confrontarsi con diversi modelli teorici ed operativi per superare dannosi individualismi e maturare una propria identità tramite l‟apporto critico che viene dallo scambio leale con chi già opera nel settore. Per questo motivo la presente Opera si arricchisce anche del contributo di professionisti che svolgono la propria attività al di fuori de ‟‟La Nostra Famiglia‟‟ o che sono solo cultori della materia. Il testo è stato pensato per offrire a coloro che lavorano in questo ambito non solo informazioni aggiornate su tale patologia e sullo stato dell‟arte della ricerca, ma anche strumenti operativi selezionati sulla base di una lunga pratica riabilitativa con bambini ed adolescenti balbuzienti. Non nasce con la configurazione del manuale, ma piuttosto come strumento agile di consultazione, che mi auguro possa sollecitare delle riflessioni sul tema, stimolare il dialogo tra gli addetti ai lavori e favorire il confronto. Da qui la scelta del titolo..’’Discutendo di….balbuzie’’ evidenze recenti in tema di ricerca e diagnosi in età evolutiva. L‟obiettivo che ispira l‟intero impianto del testo è di contribuire alla conoscenza del fenomeno e all‟elaborazione di strategie e di metodologie utili ad ottimizzare l‟approccio diagnostico al soggetto disfemico per migliorare l‟efficacia della cura basandosi su apporti integrati e coordinati, che offrano al bambino condizioni favorevoli alla recessione del sintomo e al suo benessere psicologico. Il testo è diviso in due parti: nella prima parte viene sviluppato un discorso teorico sugli aspetti organici e psicologici della balbuzie e sullo stato dell‟arte della ricerca nella seconda parte viene trattato il tema della diagnosi, con ampio riferimento alle procedure e agli strumenti di valutazione previsti dal protocollo creato dal Gruppo studio balbuzie dell‟IRRCS‟‟E.Medea-La Nostra Famiglia‟‟ per l‟età prescolare, l‟età scolare e l‟età adolescenziale. Il life-motive dell‟intero percorso descritto è l‟interdisciplinarità dell‟intervento, rimodulato sui criteri attuali dettati dal modello concettuale dell‟ICF, che, nell‟approccio al problema, consente di classificare tutti gli elementi possibili, valutandone i punti di forza e i punti di debolezza su cui lavorare. Maria Teresa Ingenito