Speech Ernesto Hofmann Sam Day 2011

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Evoluzione tecnologica e sviluppo economico

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Speech Ernesto Hofmann Sam Day 2011

  1. 1. evoluzione tecnologica e sviluppo economico Nel 1848 apparvero in Inghilterra i Principi di economia politica. In quest’operail grande pensatore liberista John Stuart Mill utilizzava una metafora di grande successo:quella del mulino. L’economia, ragionava Mill, è come un grande mulino per il qualeoccorrono sia una forza naturale, come l’acqua o il vento, capace di produrre lenergianecessaria al funzionamento della macchina, sia un meccanismo in grado di trasformarel’energia stessa in lavoro, e quindi in ricchezza. L’energia umana presente in una società sarebbe tuttavia inutile, e potenzialmentedannosa, se non fosse guidata e trasformata da un meccanismo sociale, determinatosecondo le leggi delletica, capace di distribuire questa ricchezza e di trasformarla inricchezza sociale Secondo Mill le forze naturali, come lacqua che scorre o il vento chesoffia, non possono essere create dalluomo, non sono controllabili e rispondono a legginaturali distinte dalle norme etiche. Anche nella società esistono leggi naturali, come per esempio quelle che regolanola produzione della ricchezza, che non possono subire limitazioni, ma che devono seguirele libertà dei singoli individui che naturalmente ricercano il proprio utile e la propriafelicità. In una simile visione finanza, tecnologie e persone concorrono a crearenell’odierna economia le infrastrutture attraverso le quali può avvenire la produzione dibeni e servizi. Per il corretto funzionamento delle infrastrutture occorrono norme che la politicadeve saper promulgare. Ma prima ancora della politica occorre una sensibilità etica che èfrutto del comune sentire di una nazione, ossia di un costume morale sufficientementediffuso. Come affermava Orazio (Carm., 3, 24, 33-36): “quid leges sine moribus vanae 2
  2. 2. evoluzione tecnologica e svilupo economicoproficiunt? ”. E Dante ripeteva nel Purgatorio (16,97):”Le leggi son, ma chi pon manoad esse?” E in un simile complesso schema è intuibile che ogni elemento che ne fa parte è inqualche modo intrecciato con gli altri elementi. Ciò significa che se un elemento simodifica tutto lo scenario ne verrà coinvolto.l’impatto della tecnologia sulle attività umane L’evoluzione della tecnologia ha certamente influenzato il mondo del lavorooffrendo continuamente nuove opportunità. Tuttavia dopo la grande rivoluzione costituitadall’avvento del’agricoltura e dell’allevamento per un lungo periodo non ci sono statesignificative rivoluzioni tecnologiche. Per qualche millennio l’umanità è stata profondamente condizionata dalla quantitàdi cibi o e di energia disponibili. Oggi ci si stupisce che i cinesi siano così più numerosi rispetto agli europei, manon si considera che durante la dinastia Han (207 a.C. – 9 d.C.) era avvenuta in Cina unarivoluzione tecnologica che per gli effetti prodotti può essere raffrontata soltanto con legrandi rivoluzioni tecnologiche occidentali avvenute nel secolo che ha preceduto la PrimaGuerra Mondiale. Con la costruzione di un formidabile sistema idrico e con nuove tecniche dicoltivazione del riso i cinesi furono così in grado di sostenere una crescita demograficache in Europa non sarebbe stata assolutamente possibile. 3
  3. 3. evoluzione tecnologica e sviluppo economico Ma la Cina non è stata poi in grado di partecipare delle grandi conquistetecnologiche avvenute in Occidente a partire dalla fine del XVII secolo. Conl’apparizione della macchina a vapore che si è rapidamente diffusa in innumerevoliapplicazioni, dalle industrie, ai treni, alle navi, nasceva un nuovo tipo di energia moltopiù economica e intensa rispetto alle forme precedenti costituite essenzialmente di forzamuscolara umana o di animali, e da mulini a vento o ad acqua. Ferrovie e navi rapidamente evolutesi negli Stati Uniti hanno consentitoall’agricoltura nordamericana di invadere l’Europa. In rapida successione, poi,l’elettricità, il carbone e il petrolio, le automobili, la produzione artificialedell’ammoniaca, la radio e il telefono, e quindi il computer, hanno creato le premesse peruna crescente interazione economica su scala mondiale, ossia quel fenomeno che prendeil nome di globalizzazione.l’odierno scenario economico Grazie soprattutto alla Information and Communication Technology (ICT) ilmondo economico sta diventando oggi sempre più piatto, o meglio interconnesso, el’economia non conosce più barriere geografiche: e ciò in tempo reale. La globalizzazione attualmente in atto si avvia a diventare probabilmente il piùgrande impulso nella storia dell’economia, persino superiore a quello della RivoluzioneIndustriale che ha coinvolto non più di un terzo della popolazione mondiale. Nel corso dell’ultimo decennio centinaia di migliaia di lavoratori indiani si sonointegrati nell’economia globale grazie al fenomeno della delocalizzazione di applicazionie attività svolte nel mondo occidentale presso centri situati, per esempio, nell’area diBangalore. E dopo l’ingresso della Cina nel WTO le operazioni di trasferimento diproduzioni (offshoring) da parte di imprese occidentali sono grandemente cresciute. Seciò è stato un bene per i lavoratori indiani e cinesi esso rappresenta però un problema peril modello di vita dei paesi occidentali e comincia a porre notevoli dilemmi sociali. E’ anche importante osservare ancora una volta che l’attuale vitalitàdell’economia asiatica è un fenomeno ciclico: prima della Rivoluzione Industriale leeconomie asiatiche erano state per oltre un millennio le più robuste. I viaggi in Cina diMarco Polo, di Ibn Batuta e di padre Matteo Ricci ci hanno lasciato straordinaridocumenti sulla ricchezza dell’economia cinese. Un mondo economico così globalizzato e interconnesso è un mondo piatto nelquale le distanze e i tempi si annullano e nel quale il vero vantaggio competitivo è nelpoter offrire ai clienti istantaneamente, con facilità e a costi concorrenziali ciò che essi“possono” desiderare 4
  4. 4. evoluzione tecnologica e svilupo economicoil fenomeno dell’offshoring Il fenomeno dell’offshoring, ossia la delocalizzazione del processo produttivo daparte di unazienda con il trasferimento di tutti o parte degli stabilimenti in un paesediverso da quello dellazienda stessa, viene praticato solitamente dalle aziende dei paesisviluppati ed industrializzati per poter produrre in paesi dove la manodopera ha un prezzominore. Questo fenomeno non riguarda soltanto il trasferimento di attività verso paesicome la Cina e l’India ma coinvolge anche i Paesi dell’Est europeo. Questi ultimi infatti, dopo essere recentemente entrati nellUnione Europea sonodiventati particolarmente allettanti per i paesi dellEuropa occidentale che desideranodelocalizzare i servizi: le barriere linguistiche sono pressoché inesistenti, le normativeridotte al minimo e il costo degli stipendi inferiore in media del 40%. C’è da aggiungere che il fenomeno dell’offshoring viene avvertito in mododiverso se esso riguarda il mondo dei servizi piuttosto che quello dell’industria.Differentemente dal decentramento dei processi industriali, la delocalizzazione deiservizi non infastidisce più di tanto le popolazioni occidentali perchè, diversamente daciò che talvolta accade nellindustria, il lavoro non viene trasferito in fabbriche dove lecondizioni sono precarie e i lavoratori sottopagati, ma in uffici dove i lavoratori sono benretribuiti e molto preparati, siano essi in India, nellEuropa dellEst oppure in Cina. 5
  5. 5. evoluzione tecnologica e sviluppo economico Tuttavia, il processo non si svolge senza proteste: il vasto ceto medio dei paesioccidentali, infatti, inizia a preoccuparsi di perdere il proprio posto di lavoro. Il problema, poi, sembra molto più grande per i paesi di lingua inglese perchè èintuibile che tale lingua sia conosciuta in Cina, e soprattutto in India, ben più di altrelingue come il tedesco, il francese , l’italiano o lo spagnolo. Un recente studio dell’università Americana di Princeton ipotizza che nelprossimo decennio siano a rischio negli USA circa 50 milioni di posti lavoro, ossia quasiun terzo dell’intera forza lavoro; mentre un altro studio della McKinsey stima che circal’11% della forza lavoro nel settore privato dei paesi più ricchi sia suscettibile di esseretrasferita (offshored) verso i paesi emergenti. C’è quindi un’inquietudine legata alla paura della disoccupazione. Tuttavia dueeconomisti del Fondo Monetario Internazionale, Mary Amiti e Shang-Jin Wei,sostengonoche: "Le aziende che mettono in atto la delocalizzazione migliorano la propriaproduttività, riuscendo così a creare nuovi posti di lavoro", La nuova produttività, spiegano gli economisti del FMI, in un contestosufficientemente concorrenziale abbatte i prezzi, provocando un aumento dei consumi e,di conseguenza, della domanda di lavoro. Ricerche empiriche svolte negli Stati Uniti e inInghilterra confermano i risultati dello studio, che rileva un ulteriore dato in grado ditranquillizzare gli osservatori più critici: il fatto che non aumentano solamente i servizidelocalizzati dai paesi occidentali, ma anche i posti di lavoro che vengono "importati"(insourcing) negli stessi paesi occidentali da aziende estere. Più recentemente l’ Economist è arrivato ad affermare che nel medio termine tuttoil mondo non potrà che beneficiare di un complessivo miglioramento della produttivita 6
  6. 6. evoluzione tecnologica e svilupo economicocon una più equa distribuzione della ricchezza prodotta. Resta comunqe il fatto che l’economia occidentale è oggi tuttora in difficoltà.cos’è accaduto negli ultimi 30 anni Nel corso degli ultimi 30 anni si è assistito all’affermarsi di un’economiaglobalizzata, al crollo delle tariffe doganali, a rilevanti miglioramenti nell’organizzazionedella produzione, e ancor più ai mutamenti tecnologici avvenuti nell’ ICT. Tutti questi elementi, insieme ad altri che verranno esaminati più avanti, hannocontribuito alla crisi economica del 2008 che sembra aver impoverito non solo gli operaie i precari, ma anche i bancari, gli impiegati, e perfino certi professionisti. Ma alcuneélites (manager, grandi professionisti, star del mondo dello spettacolo e dello sport,stilisti, cantanti, conduttori televisivi,…) hanno acquistato potere e denaro, creandoenormi diseguaglianze che la stessa crisi economica ha reso addirittura ancor piùvistose. Sembra ormai che persino il normale lavoro professionale, creativo e orientatoalla soluzione di problemi, svolto nei servizi avanzati e nell’industria manifatturiera stiaperdendo di valore. Tuttavia se si riflette per un attimo sul semplice schema del mulino di Mill si puòosservare che, oltre alla tecnologia, nella produzione economica ci sono due componentiche si erano più o meno bilanciate fino a un paio di decenni fa, ossia il capitale e illavoro. 7
  7. 7. evoluzione tecnologica e sviluppo economico Se allora si analizzano i dati economici ci si accorge che nel corso degli ultimi 30anni la quota di ricchezza (ossia di prodotto interno lordo: PIL) prodotta dal capitale ècresciuta più rapidamente della quota prodotta dal lavoro (ossia dai salari). Il PIL delle nazioni OECD ( ovvero lOrganizzazione per la Cooperazione e loSviluppo Economico (OCSE)) era intorno ai 40 mila miliardi di dollari nel 2007. In talequota la parte capitale si era avvantaggiata di circa il 5% rispetto alla parte lavoro, equindi di circa 2000 miliardi di dollari che non andavano in salari, il che per unapopolazione di oltre un miliardo di persone vuol dire quasi demila dollari a testa. C’è stato quindi un sostanziale impoverimento soprattutto delle classi medie. In realtà il fenomeno sembra ancora più complesso. Probabilmente ilmeccanismo è stato innescato negi USA dove l’economia dei consumi è stata sempremolto vivace. Tuttavia a fronte della minore liquidità disposibile negli ultime decenni ilmercato ha cercato di adattarsi creando una forma artificiale di liquidità giocando sullasperanza di guadagni a venire. E simili guadagni potevano apparire concreti soprattutto nel settore immobiliare.Allora perchè non indebitarsi per alcuni decenni verso un bene che comunque col temposi sarebbe rivalutato più del debito contratto? E così sono entrati in gioco meccansimifinanziari molto complicati e soprattutto audaci. Per dirla con grande semplicità sono stati concessi mutui quanto mai facilitati, epressochè a tutti. La crescita dell’edilizia ha stimolato a sua volta un’ampia infraststutturaindustriale e di servizi. E le banche sono diventate il motore del flusso denaro . 8
  8. 8. evoluzione tecnologica e svilupo economico E tale flusso di denaro è dilagato attraverso gli USA soprattutto attraverso icosiddetti mutui subprime, ossia mutui concessi a persone che non avevano accesso a untasso più favorevole perchè considerati a rischio di insolvenza. Le condizioni dei mutuisubprime imponevano quindi tassi di interesse più alti. A partire dal 2000, molte bancheamericane hanno così concesso mutui a persone che forse non sarebbero state in grado direstituire il denaro. Ma come è potuto accadere, e in una misura così grande? Il fatto è che dal 2000, e fino a quasi tutto il 2006, il prezzo delle abitazioni ècresciuto così tanto da creare una vera e propria “bolla immobiliare”. La continuacrescita del prezzo delle abitazioni ha creato l’illusione che l’attività di erogazione deimutui fosse poco rischiosa. Se il mutuo non fosse stato ripagato l’abitazione potevaessere sequestrata e rimessa in vendita a un prezzo più alto. Al tempo stesso i tassi diinteresse stabiliti dalla Banca Centrale Americana (la Federal Reserve) eranoprogressivamente scesi proprio per stimolare l’economia. Ma c’era un altro aspetto molto importante: gli enormi investimenti che la Cinacontinuava a fare negli USA. Vedremo meglio più avanti la natura di questo meccanismo.Per il momento basti considerare che la quantità di denaro immessa dalla Cina nelmercato statunitense è stata veramente colossale (trilioni di dollari) rendendo disponibileun’ulteriore enorme liquidità. Tornando al meccanismo dei mutui immobiliari è importante osservare che lebanche americane erano riuscite a concedere tanti mutui anche in virtù di un meccanismofinanziario, la cosiddetta cartolarizzazione, per mezzo del quale potevano rivendere adaltri gli stessi mutui, trasferendone così il rischio. Possiamo riassumere, brevemente e in modo del tutto semplificato, il meccanismocomplessivo della cartolarizzazione. Una banca dispone di una certa liquidità (decine o centinaia di milioni di dollario di euro) che può erogare in mutui. Una volta che tale liquidità si sia esaurita la bancadovrebbe attendere il rientro di tutte le rate (o di gran parte di esse) per erogare nuovimutui. Invece può innestare un nuovo processo per ottenere ulteriore liquidità e ridurre irischi. Può rivolgersi a un altro ente (la cosiddetta società veicolo), che potrebbe esserepersino stato creato dalla banca stessa e il cui capitale è rappresentato proprio dai creditivantati verso i clienti che hanno contratto dei mutui. La società veicolo puo farsifinanziare dal mercato dando in garanzia sotto forma di obbligazioni i crediti vantati neiconfronti dei clienti della banca dalla quale ha ottenuto i mutui e cui ha fornito in cambiola liquidità. La banca stessa con la nuova liquidità può erogare nuovi mutui e ha così ridotto,in linea di principio, i suoi rischi. A questo punto si potrebbe inserire una nuova banca,una cosiddetta banca affari, la quale potrebbe acquistare obbligazioni dalla societàveicolo e potrebbe, a sua volta, costituire una nuova società cui destinare le obbligazioniappena acquistate. Quest’ultima società a sua volta potrebbe emettere obbligazioni,… ecosì via. Una persona ragionevole di fronte a un simile meccanismo cosa può pensare?Non è certamente possibile creare ricchezza con questa sola sequenza di ingegneriafinanziaria. E allora? L’unica spiegazione è che il valore delle case deve aumentare neltempo (coprendo i rischi) e il denaro da restituire dovrà essere prodotto dal lavoro a 9
  9. 9. evoluzione tecnologica e sviluppo economicovenire dei mutuatari. Il pericolo era insito proprio nel meccanismo di rischio. Se qualcosa non avessefunzionato correttamente l’intero meccanismo si sarebbe inceppato e le conseguenzesarebbe state essere molto gravi: come infatti è avvenuto. E già intorno al 2005 qualcosacominciava a scricchiolare nell’economia americana. I tassi di interesse iniziavanonuovamente a crescere, i mutui da ripagare diventavano più costosi, mentre il prezzodelle abitazioni cominciava a scendere. Le banche iniziavano così a registrare perdite sempre più grandi. I titoli fondatisulle rate dei mutui subprime scendevano drammaticamente di valore e diventavano,come si dice, tossici: in virtù della globalizzazione in atto la crisi si estendeva poirapidamente all’intero mondo finanziario. Nasceva così una crisi di liquidità e veniva meno l’accesso al credito per personee imprese.il ruolo della finanza nell’attuale crisi Una delle caratteristiche più significative dell’odierno scenario economico è laglobalizzazione dei mercati finanziari. La possibilità di lavorare in tempo reale e su scalamondiale attraverso reti di computer interconnessi in vario modo ha dato agli investitoriun potere crescente, che essi hanno immediatamente utilizzato per ottenere dai loroinvestimenti i massimi rendimenti e nei tenpi più brevi. In questo contesto si colloca anche la strategia americana di concedere prestiti abasso costo per l’acquisto di abitazioni, con i meccanismi e le conseguenzeprecedentemente descritti. E ancora occorre sottolineare il ruolo svolto dalla Cina che ha progressivamenteaumentato la sua produzione di merci (spesso di basso costo) ricavandone una liquiditàche non ha voluto reinvestire nel suo sistema paese. A seguito della grande crisifinanziaria asiatica degli anni Novanta la Cina ha preferito puntare su mercati finanziarievoluti, come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, che hanno visto così arrivare ingentiinvestimenti. Tra il 2000 e il 2007 negli Stati Uniti è arrivata una quantità di denarocinese equivalente al 40% del PIL americano di un anno, e in Gran Bretagnal’equivalente di un 20% del PIL inglese di un anno. C’è da aggiungere che gli enormi investimenti effettuati in dollari hannomantenuto basso il valore della moneta cinese e quindi molto appetibile la forza lavorocinese, il che ha consentito tante delocalizzazioni industriali dall’Occidente in Cina. Ora che la crisi economica fa sentire il suo peso diventa ancora più difficileesportare prodotti in Cina e ciò determina un forte arretramento di economie che dalleesportazioni verso la Cina ricavavano molti benefici per la loro bilancia commerciale. Tutto questo denaro offerto dalla Cina doveva essere sapientemente investito esembrava che i mercati finanziari americano e inglese possedessero tecnologie adeguateper gestire i modelli di rischio. Ma c’è ancora una volta da sottolineare che l’economianon è ancora una scienza. Troppi sono i parametri in gioco e soprattutto troppo forte èl’emotività umana, per non parlare dell’avidità. Le condizioni al contorno nonpermettono la definizione dell’evoluzione di un modello finanziario, ancor meno diquella di un modello meteorologico nel quale i parametri sono innumerevoli ma ilcomportamento è retto da leggi fisiche ben conosciute. Di fatto le famiglie americane sono oggi indebitate in misura tale che il loro 10
  10. 10. evoluzione tecnologica e svilupo economicoindebitamento è pressochè equivalente all’intero PIL nordamericano. E dietro all’attuale crisi economica si nasconde anche un altro spettro, quellodegli algoritmi matematici con i quali si credeva che fosse finalmente possibile domare oesorcizzare il rischio. In un lavoro del 1973 Fischer Black e Myron Scholes avevano formulatoun’equazione matematica che sarebbe stata ampiamente utilizzata dai modelli finanziarinei decenni successivi. L’equazione si basava anche su precedenti ricerche di RobertMerton. Quest’ultimo, insieme a Scholes, avrebbe poi vinto il premio Nobel perl’economia nel 1997. L’idea su cui si basava l’equazione di Black e Scholes era che un titolo derivato èimplicitamente prezzato se il cosiddetto strumento sottostante (ossia quell’attività da cuidipende il derivato) viene scambiato sul mercato. Il modello di Black e Scholes era diventato un vero e proprio manifesto dellafinanza, in grado di convincere gli investitori che quest’ultima fosse quasi una scienzaesatta. Dopo che nel 1971 era stata abbandonata la parità monetaria con l’oro i mercatifinanziari desideravano avere uno strumento che in qualche modo li proteggesse contro levariazioni dei cambi tra le valute e successivamente contro le variazioni dei tassi diinteresse. In sostanza si desiderava uno strumento che proteggesse dai rischi. Il modellodi Black-Scholes sembrava la risposta a una simile esigenza. Per dirla molto 11
  11. 11. evoluzione tecnologica e sviluppo economicosemplicemente, sarebbe stato bello poter disporre di una formula che permettesse diconoscere il prezzo di un prodotto composto dai prezzi dei suoi componenti. Ma l’equazione di Black-Scholes resta un modello matematico, con tutte lesemplificazioni adottate da un modello. La struttura dell’equazione, senza entrare neidettagli, ricorda quella delle equazioni che in fisica descrivono la diffusione del calore. La volatilità dei prezzi sono però risultate più discontinue di quanto il modellomatematico prevedesse. E i meccanismi di cartolarizzazione avevano introdotto unaltro elemento di incertezza, difficilmente quantificabile. Ma c’è un ulteriore elemento di cui tener conto ed è il fattore psicologico umano.Già Keynes negli anni Settanta aveva parlato di “Animal Spirits” per indicare leinstabilità insite nel capitalismo. I diversi aspetti degli “Animal Spirits” come fiducia,correttezza, avidità, corruzione non fanno parte di un modello matematico. Si è quindisovrastimato l’approccio razionale, tanto che Edmund Phelps, premio Nobel perl’economia nel 2006, ha detto che i modelli di rischio non hanno mai avuto un buonfondamento. Secondo Phelps è impossibile prevedere in dettaglio il comportamento di unsistema complesso come un mercato finanziario, e quindi ciò che occorre tuttora è unacerta dote di intuito, soprattutto manageriale, che è palesemente mancata.tecnologia e lavoro Ci sono peraltro nuovi fenomeni sociali, indotti dall’evoluzione tecnologica, checoncorrono a modificare ulteriormente lo scenario del mondo del lavoro, soprattuttonell’ambito di un’economia sempre più globalizzata. E uno dei fenomi di maggiore rilevanza è l’inarrestabile diffusione di nuovidispositivi elettronici grandi come, o poco più, del palmo di una mano che possonopienamente interagire con Internet. Sempre più persone si connettono a Internet consmartphone e con tablet di vari costruttori. E questo fenomeno si diffonderà con estremarapidità anche nei paesi emergenti. Queste persone vorranno anche lavorare in un mododiverso: essi sono gli iWorker. Un crescente numero di persone che lavorano opera ormai nell’ambito di unmondo cosiddetto online. E nel futuro tale mondo sarà costituito da un’infrastruttura ditelecomunicazioni assolutamente pervasiva, cioè in grado di raggiungere tutti, e con unacapacità di trasmissione (bandwidth) persino più elevata di quanto necessario. Secondo un recente studio di IDC ci sono attualmente più di un miliardo e 200milioni di utenti che accedono a Internet. 700 milioni possiedono un proprio PersonalComputer, mentre oltre due miliardi di persone possiedono un telefono cellulare. Nell’ambito di questa vasta popolazione ci sono almeno trecento milioni dipersone che lavorano per imprese di vario genere. Queste persone elaborano e scambianoenormi quantità di informazioni, tanto da venir identificate, secondo un nuovoneologismo, come iWorker, ossia come operatori dell’informazione. Uno degli aspetti più significativi di questa nuova realtà del mondo del lavoro èche gli iWorker utilizzano in proprio, e molto spesso a casa, apparecchi elettronici chevorrebbero poter riutilizzare nello stesso modo sul posto di lavoro. Essi infatti usanomolteplici dispositivi che permettono di accedere a Internet per le più diverse attivitàpersonali, quali ricerca di informazioni, gestione di testi, e-commerce, networkingsociale, fruizione di contenuti multimediali di vario genere quali musica e filmati, 12
  12. 12. evoluzione tecnologica e svilupo economicovideogiochi,.. Nasce così una crescente pressione sui reparti ICT delle varie imprese affinchè lecapacità di interazione con Internet, acquisite personalmente, possano essere integrateproficuamente nell’attività di lavoro. E ciò che maggiormente colpisce è la velocità con la quale questo fenomeno stiaormai dilagando, soprattutto a causa di una popolazione di utenti molto giovani (tra 18 e30 anni) che non prova alcuna timidezza nello sperimentare sempre nuove possibilitàapplicative. Inoltre si vanno anche differenziando i dispositivi elettronici che possono essereutilizzati. Secondo lo stesso studio di IDC alla fine del 2009 erano oltre sei miliardi idispositivi in grado di connettersi a Internet, e tra essi ci sono computer, printer, telefonicellulari, smart-phone, camera-phone, MP3 player, dispositivi per videogiochi, macchinefotografiche digitali, dispositivi di videosorveglianza, GPS di vario tipo, dispositivielettronici per la medicina, lettori RFID e barcode, slot machine, e molto altro ancora. Di fatto già quattro dispositivi su cinque non sono computer veri e propri, mentreoltre la metà può essere considerata elettronica di consumo. Quest’ultima nel corso deiprossimi tre anni crescerà sul mercato mondiale molto più rapidamente dei computer,raddoppiando praticamente i propri volumi. Gestire un simile fenomeno, così complesso, così rapido e così dirompente, non èpiù prerogativa delle sole grandi imprese ma sta diventando un’esigenza di quasi ogniimpresa in qualunque parte del mondo. Sapersi adattare a questa realtà è quindi essenzialeper poter mantenere il proprio livello di competitività rispetto agli altri. Basti pensare alla disinvoltura con la quale milioni di giovani in tutto il mondo 13
  13. 13. evoluzione tecnologica e sviluppo economicosono ormai in grado di interagire tra di loro o, nell’ambito delle loro professioni, condatori di lavoro, clienti e altri operatori; passando disinvoltamente dalle email aimessaggi sms, dalle conferenze su Web alle applicazioni sociali, come Facebook oTwitter, per scambiare qualsivoglia tipo di informazione e nei formati più diversi, daltesto alla foto e al video. Il numero e la varietà delle interazioni nell’ambito di questa popolazione stacrescendo rapidamente. E anche se non tutti i dispositivi dell’elettronica di consumoentreranno a far parte del mondo del lavoro molti di essi ne verranno certamente a fareparte. E tra questi un ruolo fondamentale avranno certamente i dispositivi chefavoriscono la mobilità pur mantenendo l’accesso a Internet. Occorre allora distinguere gli aspetti hw da quelli sw, ossia i dispositivi elettroniciveri e propri dalle applicazioni utilizzate. In termini di rapidità di crescita nel breveperiodo la parte del leone sembra ormai chiaro che la debbano fare gli smartphone perl’hw e le applicazioni sociali per il sw. Secondo IDC nel corso dei prossimi tre anni entrambe queste due tecnologieraddoppieranno la loro presenza sul mercato. Ma nell’ambito di una simile evoluzione appaiono anche difficoltà e rischitutt’altro che irrilevanti: sicurezza, affidabilità, disponibilità, privacy,.. I dati aziendali possono essere trasferiti sui nuovi dispositivi elettronici? Qual è lapolitica aziendale? Cosa accade se il dispositivo (come del resto il PC) viene perduto, peresempio in treno o su di un taxi, e contiene dati sensibili per l’impresa? Viceversa l’ iWorker può memorizzare sugli archivi aziendali informazionipersonali? In che misura può essere realizzato il nuovo mescolamento di attività(personali-aziendali) sui nuovi dispositivi di elettronica di consumo, quali soprattutto glismartphone? In che misura dovrà crescere la capacità di memorizzazione di dati multimediali edi gestione delle applicazioni sociali da parte delle imprese? E’ intuibile che tali sfidedevono essere trasformate in opportunità affinchè le imprese possano far leva su quelloche resta il loro asset principale, ossia le persone; soprattutto se queste persone sonogiovani e quindi naturalmente innovative. Non c’è tecnologia tanto innovativa quanto losono la giovinezza e la freschezza di idee, e soprattutto la volontà di non adeguarsirigidamente a schemi e modelli preesistenti: e ciò in ogni attività umana. Lo scopo di un’impresa resta comunque quello di vendere i propri prodotti o ipropri servizi. E per vendere è necessario oggi saper colloquiare meglio, rispetto agli annipassati, con i propri clienti. Occorre quindi saper utilizzare tecniche di marketing piùevolute rispetto a quelle tradizionali e in grado di coinvolgere più intensamente laclientela. Ma se ancora qualche anno fa un marketing d’avanguardia sembrava essere quasioltre lorizzonte economico di una impresa, perchè occorrevano capitali non irrisori perpensare di promuovere un prodotto, ora non è più così, almeno in certi contesti. Le nuove metodologie comunicative possono rivelarsi quanto mai efficaci. Si puòfare marketing estremamente creativo e a basso costo utilizzando il Web in generale e ilcosiddetto Web 2.0 in particolare, che pur mantenendo il termine Web indica ormai unarealtà ben più ampia che non il Web tradizionale, come si è visto fin qui. Detto in terminiquanto mai semplificati il Web 2.0 consiste soprattutto nella migrazione di applicazionitradizionalmente residenti sul PC verso Internet. 14
  14. 14. evoluzione tecnologica e svilupo economico Si è ormai ben compreso che è in atto una vera e propria rivoluzione nel modocon il quale le persone individuano e scelgono le imprese con le quali fare business. Oggi, in pratica, quasi ognuno si rivolge innanzitutto a Internet per acquistare unbene o un servizio. Si può iniziare con una ricerca attraverso Google o Yahoo, oppure,per ottenere un consilgio, si possono inviare messaggi agli amici attraverso email,Facebook, Twitter, o altro ancora. E le imprese che otterranno attenzione non sono necessariamente le più grandi, ole più famose, o quelle che fruiscono di più pubblicità in TV, ma piuttosto quelle chehanno la migliore visibilità sul Web. Durante il 2009 negli USA sono stati investiti oltre1.2 miliardi dollari in pubblicità su social network. E non sottovalutiamo il fatto che laaudience di Facebook è molto più grande di quella di qualsivoglia TV, mentre inInghilterra il 17% delle imprese utilizza Twitter. Nasce così un nuovo tipo di marketing, il cosiddetto inbound marketing(letteralmente marketing di ritorno), rispetto al tradizionale outbound marketing (ovveromarketing in uscita) che prevede risorse fisiche spesso inefficaci. Non è più necessario ricorrere a dispendiose campagne pubblicitarie sui canalitradizionali, quali stampa e TV, come non è più necessario disturbare le persone contelefonate nelle ore più inconsuete. L’impresa che ha saputo creare intelligentemente la propria imagine (brand,prodotti e/o servizi), online, viene individuata attraverso motori di ricerca o siti comeFacebook, Youtube, Twitter,...siti che decine e decine di milioni di utenti visitano ognigiorno. Nell’ambito dell’editoria il successo, dopo iniziali esitazioni, è stato travolgente.Amazon sta creando le basi per un’ulteriore rivoluzione, quella del libro virtuale cheviene distribuito e letto online, su di un opportuno dispositivo elettronico quale il Kindle,a un costo inferiore a quello tradizionale e con la possibilità di muoversi avendo con sèun’intera biblioteca (virtuale). Ma non è tutto. Amazon ha indicato come i lettori possano inserire commentionline, giudicare la qualità del libro, confrontare recensioni, dialogare tra loro,individuare edizioni usate, rare o di pregio, ovunque nel mondo; potendo disporre altempo stesso di una galassia di subfornitori che possono vendere a costi persino inferiori. E l’attuale tecnologia consente di fare ancora di più. Internet e le sue applicazioninon solo lì solo per ricevedere domande o per spedire informazioni: potrebbero anchediventare strumenti di sicurezza e di protezione personale. La rivista Fortune harecentemente (29 luglio 2010) citato il caso dello studente americano James Buckarrestato vicino al Cairo mentre fotografava una manifestazione di protesta. Prima di essere arrestato James Buck è riuscito a inviare dal suo cellulareun’unica parola attraverso Twitter: arrestato. La rete Twitter dei suoi contatti haimmediatamente avvertito l’università di California a Berkeley che, a sua volta, haavvertito il Dipartimento di Stato il quale attraverso un legale è riuscito a far uscire diprigione Buck in meno di 24 ore. Una straordinaria dimostrazione di flessibilità del Webe delle sue nuove applicazioni. Le nuove possibilità per le imprese sia nell’ambito della produzione sia in quellodel marketing sono in realtà ancor più complesse e discendono in grande misura dallepossibilità offerte dalla tecnologia ICT, in continua evoluzione. 15
  15. 15. evoluzione tecnologica e sviluppo economicole reti sociali Un’altra importante conseguenza provocata dalla diffusione di Internet è lacreazione per mezzo di opportune applicazioni software di molteplici social network(ovvero reti di relazioni sociali), che vengono a costituirsi tra individui per stabilirecontatti in ambiti differenti, come professioni, amicizie, relazioni sentimentali,… Nell’ambito di queste reti si possono creare profili individuali, stabilire liste dicontatti, inserire informazioni personali quali fotografie, e scorrere i contatti stessi. Lecaratteristiche della specifica rete ne determinano l’utilità per le persone che ne fannoparte. Attualmente alcune di queste reti sociali, come Facebook, Myspace, Twitter,Linkedln, stanno crescendo vertiginosamente, tanto che il numero di contatti giornalierisu Facebook sembra abbia persino superato quelli di Google. Da molti decenni sono stati condotti diversi studi sulla natura delle reti sociali ingenerale, per comprendere la psicologia delle persone che ne fanno parte, le loroabitudini, i vantaggi, i pericoli, i limiti,… Si è anche cercato di capire come reti socialidiverse possano interagire. Le reti sociali sono ormai una realtà così concreta darichiamare anche l’attenzione del mondo del business in quanto le imprese possonoutilizzarle sia per la gestione del proprio personale sia per quella dei clienti, potenzialio acquisiti. Occorre anche porre attenzione alle possibilità di business che le reti socialionline offrono oggi alle imprese. Se fino a un certo tempo fa la ricerca di un qualsivoglia prodotto da acquistareiniziava con una serie di richieste a un motore di ricerca molti, soprattutto giovani,tendono oggi a rivolgersi piuttosto alla rete dei loro amici, per es. via Facebook: “C’èqualcuno che ha comprato il telefono cellulare xxx? Che ne pensa? Dove mi consigliatedi comprarlo?..”, e così via. Questa stessa persona potrebbe essere registrata anche pressogruppi di acquisto collettivo on line, e dello shopping localizzato, in grado di offriresconti. In breve tempo oltre alle eventuali risposte di qualcuno della sua cinquantina diamici l’impresa di acquisto collettivo invia una serie di offerte a tutti e cinquanta gliamici del gruppo sociale. Naturalmente strategie simili possono differenziarsi e proporsi al mercato in modisempre più originali. Da indagini recentemente effettuate si è constatato che le reti sociali sono ormaientrate a far parte della vita di imprese medie, grandi e piccole, perchè le imprese stessesono consce delle opportunità che tali reti possono offrire nel rapporto con clienti attuali epotenziali. Le reti sociali diventano una preziosa risorsa per conoscere preferenze e opinionirelative all’impresa e ai suoi prodotti/servizi. Ormai sembra che la maggior parte delleimprese esaminate nelle varie indagini conoscitive sia orientata a dedicare parte delleproprie risorse proprio alla comunicazione attraverso le reti sociali, tra cui soprattuttoFacebook, ma anche piattaforme di microblogging quali Twitter. Sembra che ci sia una crescente consapevolezza nelle imprese sull’importanza ditali reti per ottimizzare la comunicazione con il mercato e per migliorare l’immagined’impresa. Tale strategia è ancora in gran parte in fase sperimentale perchè, purcomprendendone le potenzialità, non si sa ancora bene come metterla pienamente afrutto. Ci sono infatti anche dei fattori di rischio, soprattutto per l’immagine d’impresa, sela presenza sulle varie reti sociali non viene progettata adeguatamente. 16
  16. 16. evoluzione tecnologica e svilupo economicoil mobile computing Le tecnologie del Web e dei telefoni cellulari sono in costante evoluzione. Itelefoni cellulari, in particolare, incorporano sempre più funzioni tra quelle tipiche di uncomputer. L’obiettivo è chiaramente quello di assicurare alle persone una crescente mobilitànon solo nella vita privata ma anche nel lavoro. Si sta quindi diffondendo un nuovo paradigma, denominato Mobile Web 2.0, chesintetizza la strategia di distribuire informazioni e applicazioni in rete consentendo altempo stesso all’utente di fruirne quando necessario. Le maggiori aziende di telecomunicazioni hanno così visto crescere la domandadi sempre più evoluti servizi di accesso alla rete da parte dei telefoni cellulari. Le nuovegenerazioni di cellulari offrono quindi funzioni multimediali evolute che integrano Web etelefonia. La maggiore difficoltà attuale è piuttosto nella mancanza di standard industrialisui telefoni cellulari e quindi nell’incompatibilità di tali cellulari con specificheapplicazioni Web: spesso alcune pagine Web sono incompatibili con certi dispositivi. Malo scenario è destinato a evolversi rapidamente e finiranno con l’affermarsi solo alcunearchitetture attraverso le quali sarà possibile una maggiore compatibilità con Internet. Quali sono al momento le maggiori barriere tecnologiche? Innanzitutto le dimensioni dello schermo. Uno schermo di grandi dimensionicomporta anche grandi dimensioni del telefono cellulare e viceversa un piccolo schermoriduce lo spazio disponibile per l’utente. La navigazione attraverso le informazioni fa oraun ampio uso di tecniche touch-screen, ma le tecniche joystick/flicker sembrano tuttorapiù amichevoli (user friendly). Le tecnologie fondamentali del Web, ossia Flash, Javascript e cookie,diventeranno standard in tutti i dispositivi mobili. La larghezza di banda, infine, èmaggiore su di un computer che non su di un cellulare. Le conseguenze dell’affermarsi di simili tecnologie sarà rilevante per il business.Potendo disporre di applicazioni Web interattive su dispositivi mobili le possibili offertedi prodotti e servizi diventano molto più articolate, flessibili e facili da utilizzare. Lapubblicità stessa potrà utilizzare sempre meglio i cellulari fino a far diventare questiultimi il suo canale privilegiato, soprattutto in vista di un’aumentata mobilità dellepersone. La convergenza di Web e telefonia mobile sta già avendo un rilevante impatto sulmondo della stampa. Giornali e libri possono ormai essere distribuiti via Internet acostinettamente inferiori rispetto al tradizionale mondo della carta. E’ stato osservatorecentemente che il New York Times potrebbe regalare ai suoi abbonati il dispositivo diaccesso (per esempio il Kindle di Amazon ) perchè il risparmio sul costo dellacartaripagherebbe la testata del costo del dispositivo stesso. La tradizionale visione del mondo mutuata dalla rivoluzione industriale, ossiaquella di persone che si spostano in un ambiente tutto sommato geograficamente ristretto,nel quale trascorreranno gran parte della loro vita, sta evolvendosi. 17
  17. 17. evoluzione tecnologica e sviluppo economicoverso un mondo di eventi Il mondo della finanza da tempo ha inondato i sistemi informatici di un’enormequantità di dati da gestire non solo in tempo reale ma anche da archiviareelettronicamente per condurre analisi del tipo più diverso. Attualmente con l’avvento di Internet e delle tecnologie di tipo RFID (RadioFrequency Identification) le reti vengono alimentate anche con nuovi tipi di diinformazioni che nascono da transazioni asincrone del tutto imprevedibili. Microchip RFID possono, in modo analogo ai codici a barre, essere apposti oinseriti in oggetti per essere successivamente letti o aggiornati da un sistema informativosenza intervento diretto di una persona. Il meccanismo RFID è abbastanza semplice. Un’antenna posizionata rispetto almicrochip a un’opportuna distanza, dipendente dal tipo di applicazione, è in grado dileggerne il contenuto poiché lo stesso microchip è dotato a sua volta di una propriaantenna e i due sistemi sono quindi in grado di comunicare elettromagneticamente. Secondo il tipo di necessità i microchip possono essere attivi o passivi. Inquest’ultimo caso il chip trae l’energia necessaria per operare direttamente dal campoelettromagnetico, ossia dai segnali che gli pervengono dal sistema esterno. Ma al di là di tecnologie come i microchip RFID sta emergendo una nuova classedi microsistemi ancora più evoluti e sofisticati e capaci di rivoluzionare sia il mondoindustriale, sia quello dei prodotti di largo consumo. Tali microsistemi sono di varia natura (meccanici, elettrici ed elettronici), evengono realizzati su di uno stesso chip di silicio coniugando le proprietà elettriche deicircuiti integrati stessi con proprietà opto-meccaniche. Sono quindi sistemi "intelligenti"che integrano funzioni elettroniche, funzioni ottiche, funzioni biologiche, chimiche emeccaniche in uno spazio ridottissimo, soprattutto per catturare informazioni cheprovengono dall’ambiente circostante. Una delle applicazioni più rivoluzionarie di questa tecnica è il cosiddettoSmartdust, una polvere intelligente, ossia un insieme di innumerevoli microscopicisistemi elettromeccanici, distribuiti in un determinato ambiente e messi in comunicazionemediante una rete wireless. Si può immaginare un mondo nel quale vengono distribuitimiliardi di micro-macchine delle dimensioni non superiori ad un chicco di riso, checontrollano lo stato di un ambiente, per ottenere informazioni su umidità, pressione,temperatura, movimenti tellurici, chimica del suolo e dellatmosfera, e altre informazioniancora che possono contribuire ad anticipare fenomeni imprevisti e comunque araccogliere informazioni subitanee che potremmo definire come eventi. Non c’è dubbio che una simile tecnologia finirà col riguardare in pratica tutti glioperatori economici, e quindi anche le piccole e medie imprese. 18
  18. 18. evoluzione tecnologica e svilupo economico Per creare informazioni utili al business queste nuove classi di eventi devono peròessere opportunamente filtrate per far sì che le decisioni possano essere fondate su daticerti e affidabili. Un metodo è quello di filtrare gli eventi in modo da accettarne solo quelli chevengano reputati significativi secondo opportuni modelli. Le nuove applicazioni sono quindi in grado di catturare grandi quantità di dati chenascono da nuovi tipi di eventi che prima non erano disponibili per le attività di business. Sono possibili almeno due tipi di strategie. Una è quella di usare archivi inmemoria e data base esterni con tecniche di filtraggio che facciano sì che solo certi datifiniscano sugli archivi esterni. L’altra è quella di utilizzare archivi esterni in grado dicrescere e con un’attività di filtro successiva in funzione delle esigenze del business. C’è da aggiungere che con l’avvento di nuove tecnologie come la EDGE(Enhanced Data rates for GSM Evolution), che è unevoluzione dello standard GPRS peril trasferimento dati sulla rete cellulare GSM che consente maggiori velocità ditrasferimento dei dati, diventano accessibili le normali funzionalità di Internet, luso deiprotocolli FTP e del P2P.l ’impresa e la gestione delle informazioni e degli eventi Un’efficace gestione delle informazioni e degli eventi si basa innanzitutto sumeccanismi che siano in grado di filtrare le informazioni e gli eventi stessi e organizzarliper priorità e al tempo stesso associarli alle applicazioni cui ne spetta il trattamento. 19
  19. 19. evoluzione tecnologica e sviluppo economico Tali meccanismi si collocano sostanzialmente in tre aree1. Raccolta e consolidamento delle informazioni e degli eventi: è la capacità di accettareinformazioni ed eventi che provengano dai seguenti componenti dell’infrastrutturainformatica: • il sistema (computer e sistema operativo) • la rete (sensori, RFID, smartphone,tablet, PC,…) • le memorie periferiche • gli archivi elettronici (database) • le applicazioni software2. Gestione/correlazione delle informazioni e degli eventi: è la capacità di correlare edelaborare informazioni ed eventi attraverso le seguenti tecniche: • filtraggio di eventi (per esempio, quando si presentano eventi multipli e ripetitivi per uno stesso tipo di elemento o di problema l’evento viene registrato e viene incrementato un contatore piuttosto che sovraccaricare il sistema) • eliminazione di eventi (per esempio quando gli stessi provengono da un elemento periferico che non è raggiungibile)3. Presentazione delle informazioni e degli eventi: la capacità di presentare i dati relativiad informazioni ed eventi in uno dei seguenti modi:: • sullo schermo di una specifica console usando suoni e colori • attraverso un’interfaccia Web • attraverso e-mail • altro E’ intuibile che nell’economia odierna le imprese vengano ormai riempite da unaquantità di informazioni/eventi imprevedibili che devono essere in grado di gestire con lepredette tecniche ma che devono ancor poter utilizzare per attivare processi di businessdella più varia natura. Diventano quindi necessari strumenti in grado di aggregare le informazioni chenascono dagli eventi secondo schemi logici molto articolati e flessibili che nel corso deglianni si sono evoluti fino a costituire un corpo di applicazioni software che oggi prendecomplessivamente il nome di ERP, ossia Enterprise Resource Planning (letteralmente"pianificazione delle risorse dimpresa"). Un ERP è un complesso organico di moduli applicativi software che integra tuttigli aspetti del business e i suoi cicli, inclusa la pianificazione, la realizzazione delprodotto (manufacturing), le vendite e il marketing. Un ERP è in genere correlato ad altri due complessi di moduli software che a lorovolta prendono il nome di SCM e CRM. L’ SCM (Supply chain management) è in sostanza la gestione della catena di 20
  20. 20. evoluzione tecnologica e svilupo economicofornitura ovvero la gestione della catena di approvvigionamento e come tale, fondandosisoprattutto su criteri di logisitica ottimizzata, mira alla previsione e al controllo dellacatena delle vendite di un prodotto da parte del produttore. Il CRM (Customer relationship management) a sua volta mira alla acquisizionedi nuovi clienti (o "clienti potenziali"), allaumento delle relazioni con i clienti piùimportanti (o "clienti coltivabili") e, infine, alla più lunga fidelizzazione possibile deiclienti che hanno i maggiori rapporti con l impresa. Si può facilmente intuire come ERP, SCM e CRM siano i vertici di un unicotrinagolo operativo dal cui perfetto funzionamento dipende la produttività di un’impresa. E attualmente se unimpresa vuole far parte del mercato globale, dovrà integrarsicon altre imprese ovvero imprese, inserendo lo stesso ERP in una architettura orientata aiservizi (SOA), e permettendole così di integrarsi con le applicazioni di partner, fornitori eclienti.l’integrazione delle informazioni Nell’analisi condotta sin qui si è visto come siano venute a crearsi molte nuovepossibilità attorno alla tradizionale colonna vertebrale di un’impresa; colonna vertebrale 21
  21. 21. evoluzione tecnologica e sviluppo economicoche resta ancora il software applicativo denominato ERP (Enterprise Resource Planning),ossia il sistema gestionale, che integra tutti i processi di business rilevanti di unazienda(vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità,…) Fino a poco tempo fa era sufficiente far colloquiare lERP con le macchine acontrollo numerico utilizzate nella produzione; mentre oggi la sfida tecnologica èpiuttosto quella di far colloquiare le imprese con il mercato non solo attraverso lepossibilità offerte da Internet, come appena visto, ma anche utilizzando più evolutetecniche di comunicazione multimediale interattiva. Le nuove tecnologie della comunicazione sono infatti molto più flessibili einnovative rispetto a quelle tradizionali della televisione e del telefono Inoltre si è ancheosservato come una crescente popolazione di cosiddetti iWorker utilizzi disinvoltamente inuovi dispositivi ICT (come smartphone, tablet,…) e faccia sempre più uso delle retisociali.. In un certo senso quindi al mondo del multitasking, che fino a qualche anno fasembrava essere la chiave di volta della produttività individuale, si affianca un mondo nelquale appare un nuovo tipo di concentrazione mentale. La possibilità di navigare a piacimento e di saltare da un’attività a un’altra potevaapparire qualche anno fa un potenziale elemento di produttività. In realtà ci si è accortiche in molte attività il multitasking conduce a un’esagerata frammentazione del propriotempo e della propria attenzione. E, non a caso, sono apparsi recentemente alcuni studimolto significativi sui rischi di un esagerato multitasking; rischi che il New York Times 22
  22. 22. evoluzione tecnologica e svilupo economicoha recentemente riassunto in un importante articolo (Hooked on Gadgets and Paying aMental Price). Ciò significa che una strategia eccellente nel mondo del business deve tenereconto di questo mutato scenario sia tecnologico sia culturale. E, come è stato più volteribadito, è proprio nella relazione tra imprese e clienti che l’ICT sta in parte cambiando leregole del gioco. Oggi si può lavorare in modo mirato nell’ambito di un singolo orto intellettualecostituito da una specifica applicazione software. Ma è anche vero che le persone sonodisposte a pagare soprattutto per qualcosa che realmente le gratifichi individualmente (siaesso un prodotto o un servizio), soprattutto se questo qualcosa può essere più su misura eapparentemente meno standardizzato: e ciò può avvenire visitando via via orti diversi. L’attuale ICT offre perciò dei veri e propri bazaar che a loro volta sembranoparticolarmente idonei per la cosiddetta long-tail economy (l’economia di coda lunga),ossia per raggiungere qualsivoglia nicchia di mercato. In altri termini, per le imprese, ma soprattutto per le tante piccole e medie impreseitaliane, i nuovi canali di comunicazione consentono anche di adottare una strategia dicoda lunga secondo la quale quale l’utente arriverà con maggior facilità e precisione aprodotti di nicchia meno ricercati, evitando così alle imprese stesse di competere su pochiprodotti di massa, in grado di generare sì grandi volumi ma sui quali la concorrenza èspesso elevatissima. E le stesse imprese come ricercheranno il loro futuro personale? Per esempiodirettamente attraverso colloqui individuali con persone remote, ma visibili attraversotecnologie come Skype: e ciò sta già avvenendo. Riassumendo: le reti sociali (sostanzialmente verticali) e il Web tradizionale(sostanzialmente orizzontale) permettono alle imprese sia di accrescere la propriaproduttività interna sia di migliorare la propria imagine/presenza sul mercato, e a costimolto più ragionevoli. 23
  23. 23. evoluzione tecnologica e sviluppo economico riferimentiGeorge Akerlof,Robert Shiller Animal Spirits: How Human Psychology Drives the Economy, and Why It Matters for Global Capitalism 2009, Princeton University PressMary Amiti Demystifying OutsourcingShang-Jing Weihttp://www.imf.org/external/pubs/ft/fandd/2004/12/pdf/amiti.pdfAlan S. Blinder How Many U.S. Jobs Might Be Offshorable? Princeton University March 2007B. Halligan, et al. Inbound Marketing : Get Found Using Google, Social Media, and Blogs (The New Rules of Social Media) Wiley 2009Marco Panara La malattia dell’Occidente Edizioni Laterza 2011J. Zittrain The Future of the Internet--And How to Stop It Yale University Press 2009- IDC A Consumer Revolution In The Enterprise,www.unisys.com/unisys/ri/report/detail.jsp?id=1120000970003910071- McKinsey An emerging global labor market http://www.mckinsey.com/mgi/publications/research_in_review_2005.asp- The New York Times Hooked on Gadgets and Paying a Mental Pricehttp://www.nytimes.com/2010/06/07/technology/07brain.html- The Economist A special report on social networking: A world of connectionswww.economist.com/specialreports/displayStory.cfm?story_id=15351002 24
  24. 24. evoluzione tecnologica e svilupo economico- The Economist A special report on managing information: Data, data everywherewww.economist.com/specialreports/displayStory.cfm?story_id=15557443- The Economist The redistribution of hopehttp://www.economist.com/node/17732859?story_id=17732859&CFID=154931819&CFTOKEN=38303039 25

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