Community Cars - Carlo Barioli

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Community Cars - Carlo Barioli

  1. 1. COMMUNITY CARSPier Carlo Bariolibarioli@tiscali.it
  2. 2. Milano soffoca. Sotto una coltre di metallo.650,000 autovetture private immatricolate a Milano dispongonodi 150,000 posti in box.500,000 autovetture “senza fissa dimora”, di cui 360,000posteggiate in strada. Sempre, in ogni momento del giorno edella notte.400.000 tonnellate di metalli, plastiche e vetro abbandonate instrada, in un ammasso lungo 2,000km.5,5 miliardi di euro sprecati, che ci costano anche1 miliardo dieuro l’anno come privati ed almeno 250 milioni di euro comecollettività.
  3. 3. Community Cars Con la tecnologia già oggi disponibile, il servizio effettuato dalle 400.000 auto private senza fissa dimora, non di lusso, ed utilizzate pochissimo può essere svolto da un parco auto comunitario di dimensioni minime. Potremmo infatti attivare via cellulare unauto pienamente connesse al flusso informativo che è stata appena utilizzatada qualcun altro e che ci attende sotto casa o ufficio, usarla, elasciarla disponibile per un altro utente a fine tragitto, che nel frattempo lavrà attivata via cellulare...
  4. 4. Car SharingRISULTATI SCORAGGIANTI E FALLIMENTARI: • RIDUZIONE IMPERCETTIBILE DEL PARCO AUTO • MANCATO UTILIZZO PARCO AUTO ESISTENTE. • UTENTI MARGINALI • LIVELLO DEL SERVIZIO INSUFFICIENTE • TARIFFE SUPERIORI AI COSTI DELLAUTO PROPRIA • IN-SOSTENIBILITA’ ECONOMICA • ROTAZIONE INSUFFICIENTE DELLA FLOTTA
  5. 5. Community Cars: Principi• Visione chiara ed adeguata ai grandi numeri• Utilizzo di risorse già esistenti• Partecipazione attiva stakeholders (in primis, utenti)• Massimo utilizzo di tecnologie abilitanti disponibili• Livello di servizio elevato• Costi accettabili per l’utente (es.tariffe km ACI)• Sostenibilità economica• Massimo utilizzo del parco auto comunitario
  6. 6. Community Cars: Impresa SocialeIdealmente, il disegno e la gestione del sistema comunitariodovrebbero essere effettuate da un soggetto collettivo chepossa “comporre” gli interessi degli stakeholders pubblici,privati, e della società civile in forma d’impresa.Poiché gli automobilisti privati ne sarebbero i maggiorifinanziatori ed utenti, potrebbero e dovrebbero anche essernei proprietari.Questa attività si configurerebbe allora come vera impresasociale, in grado di massimizzare il valore creato (migliorandoil servizio, riducendo i rischi e liberando risorse/spazi per altriutilizzi) e di minimizzare quello estratto, con tariffe/prezzi chepossano diminuire i costi privati, e quelli collettivi e pubblici
  7. 7. Community Cars: Percorso possibile1. Valutazione ipotesi di base e pre-fattibilità2. Animazione3. Sperimentazione Virtuale 14. Sperimentazione Virtuale 2 - Fattibilità5. Business Plan: Design e Roll Out
  8. 8. Community Cars: TempiIn tempo per l’Expo 2015, Milano potrebbe:- aver verificato la fattibilità economica etecnica delle Community Cars;- aver avviato e testato le sperimentazionivirtuali;- inaugurare il servizio (anche su basemodulare integrabile ed espandibile).

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