Quali sfide per le nostre imprese e per le nostre banche

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Quali sfide per le nostre imprese e per le nostre banche

  1. 1. Politecnico di Milano, 25 Ottobre 20112008 –2008 2011UNA CRISI CHE CAMBIA CONTINUAMENTE VOLTOQuali sfide per le nostre imprese e per le nostre bancheQuali sfide per le nostre imprese e per le nostre banche Marco Giorgino Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e MIP the FinC – the Finance Centre del Politecnico di Milano
  2. 2. Agenda  Quadro macro  L’impresa  e il mercato dei capitali  Il sistema bancario  Il mercato obbligazionario  Il mercato dell’equity Il mercato dell equity 2
  3. 3. La liquidità nel mercato europeo (1) Liquidità in USD all’interno del sistema  Cash Balances e Cash to Total Asset Cash Balances e Cash to Total Asset bancario europeo Il basis swap trend (linea nera) mostra un aumento del L’indicatore Cash‐to‐Total‐Assets è attualmente pari al costo di accesso alla liquidità (espressa in USD) per le periodo di picco del 2006 (linea nera). Il livello di cassa banche europee. La BCE nel 2009 aveva immesso liquidità delle imprese non finanziarie è invece ai massimi livelli per circa 300bn (linea rossa). Attualmente la liquidità nel storici (li t i i (linea rossa) ) sistema rimane abbondante Aumentando i loro livelli di cassa, le imprese sembrano avere un atteggiamento più difensivo rispetto al passato Il risk premium per il credito alle imprese NF contrasta con gli attuali bilanci caratterizzati da solide posizioni di cassa 3
  4. 4. La liquidità nel mercato europeo (2) Europa, TED Spread Dopo il picco del 2009, il TED Spread è tornato ai livelli di inizio 2007 4
  5. 5. Il mercato dell’equity  Price ‐ CAC C Price‐ Earnings Ratio per i maggiori  indici europei Price ‐ DAC Il terzo trimestre del 2011, sul mercato dell’equity, è stato uno dei peggiori quarti degli ultimi anni a livello globale o STOXX La conseguenza è stata la caduta / dell’indicatore P/E Price – Euro 5
  6. 6. BTP‐BUND spread dal 1991 al 2011   Con l’Unione monetaria si azzera rischio di cambio tra lira e marco. Lo spread diventa indice del solo rischio Paese 2008 La crisi dei mutui subprime si espande 2010 Si aggrava la crisi dei titoli di stato greci, irlandesi e portoghesi 2011 lo spread BTP‐ BUND è il più elevato iù l t dall’adesione alla moneta unica ed è dato dal rischio Paese Fonte: Intesa San Paolo 6
  7. 7. BTP‐BUND spread nel 2011 Variazione BTP‐BUND, 2011 Nel quarto trimestre 2011 lo spread ha raggiunto 400 bp a agg u to 00 Andamento BTP vs BUND, 2011 Andamento BTP vs BUND 2011 Il rendimento dei BTP raggiunge il picco del 6% I Bund durante l’ultima asta hanno presentato tassi leggermente in risalita ma la domanda è in calo Fonte: Bloomberg 7
  8. 8. PIIGS‐BUND spread Benchmark europeo, PIIGS‐BUND La Grecia continua a presentare lo spread più elevato (oltre 2000 bp) seguita da Portogallo (circa 1000bp) e Irlanda (circa 700 bp). L’Italia raggiunge la Spagna con circa 400 bp L Italia Fonte: Bloomberg 8
  9. 9. Agenda  Quadro macro  L’impresa  e il mercato dei capitali  Il i t Il sistema bancario b i  Il mercato obbligazionario  Il mercato dell’equity q y 9
  10. 10. Debito, EBITDA e Capitale Debito‐EBITDA Il Campione comprende 6.704  Il C i d 6 704 Nel 2008 le imprese con società di capitali rapporto D/EBITDA>5 erano 1.542, contro le 2.550 del 2009; inoltre, 155 imprese si sono mosse negli ultimi due d anni verso situazioni di i it i i allerta. In Italia sono attualmente 2.705 le imprese in potenziali condizioni distressed, vale a dire il 40% del campione di società tra i 20 e i 200 milioni di Euro Totale D/EBITDA >5 D/E >3 Copertura i <1 Fonte: Turnaround Fonte: Turnaround Monitor Risultato di esercizio, Dividendi e Aumenti di capitale Società a  Il Campione comprende 2.030  Totale  Imprese  Imprese  Medie  controllo  controllo società (dati in milioni di euro) imprese pubbliche private imprese estero Risultato desercizio 206.148 92.544 113.604 8.286 34.262 Gli utili vengono distribuiti Dividendi distribuiti nellesercizio (A) ‐204.528 ‐79.266 ‐125.262 ‐4.410 ‐59.141 in maniera quasi totalitaria q Aumenti di Capitale a pagamento (B) 107.054 42.984 64.070 1.422 23.697 Gli apporti di nuovi capitali sono limitati (A)/(B) 1,91 1,84 1,96 3,10 2,50 Fonte: Banca d Italia Fonte: Banca d’Italia 10
  11. 11. La struttura finanziaria e l’esposizione bancaria delle imprese Debito delle imprese non finanziarie in % del PIL Debito verso le banche per classe dimensionale *100 1880 1260 640 020 2003 2007 2011 ‐6 6 Prestiti bancari a medio e lungo termine 2003 2007 2011 Prestiti bancari a breve termine Totale imprese Imprese medio‐grandi Titoli Imprese piccole Altri prestiti A fronte di investimenti sostanzialmente stabili è aumentato La crescita sui dodici mesi dell’indebitamento bancario si dell indebitamento il fabbisogno finanziario delle imprese non finanziarie. I debiti attesta ad agosto al 2,9. Nei mesi estivi è rallentata la delle imprese sono lievemente aumentati, raggiungendo a dinamica del debito per le imprese di piccole dimensioni giugno l’82,6 per cento del PIL (1,7 per cento ad agosto, contro il 2,9 di giugno) Fonte: Banca d’Italia 11
  12. 12. I prestiti delle banche Società non Finanziarie Famiglie 950,000 700,000 600,000 900,000 500,000 850,000 400,000 Totale Prestiti 300,000 300 000 800,000 200,000 2,800,000 750,000 100,000 2,700,000 700,000 0 2,600,000 2,500,000 2,400,000 2,300,000 2,200,000 2,100,000 Tassi di interesse su prestiti per nuove operazioni Tassi di interesse su prestiti per nuove operazioni 2,000,000 Fonte: Banca d’Italia 12
  13. 13. La composizione dei prestiti Famiglie Pubbliche Amministrazioni 700,000 300,000 600,000 Istituzioni  250,000 500,000 500 000 senza fini di  200,000 400,000 lucro 300,000 150,000 Enti locali 200,000 Famiglie  100,000 100,000 Produttrici 50,000 0 Amministrazione  0 Famiglie  Famiglie Centrale Consumatrici Totale Prestiti 2,800,000 2,600,000 2,400,000 2,200,000 2,000,000 lug‐07 lug‐08 lug‐09 lug‐10 lug‐11 Società non Finanziarie Società non Finanziarie Istituzioni Finanziarie 1,000,000 950,000 800,000 900,000 600,000 Altre istituzioni  850,000 Società  400,000 finanziarie 800,000 non  750,000 finanzi 200,000 IFM 700,000 arie 0 Fonte: Banca d’Italia 13
  14. 14. Gli spread dei prestiti bancari alle imprese Per condizioni applicate Per determinante Requisiti  Costi di  Pressione  Percezio Percezio Altri  patrimon provvista  provvista concorre ne di  ne di ne di  ne di fattori Spread  Spread  Quantità  Garanzie  Rating/Sc Deleghe  iali e vincoli  nziale rischio di  rischio su  applicato  applicato  offerte richieste oring ai  alla  ai prestiti  minimo  responsa di  attività  particolar media dei  più  per  bili di  liquidità econon.  i settori o  prestiti rischiosi  accesso al  filiale generale imprese  credito o aree Gli spread applicati alle imprese, soprattutto a quelle più Tra i fattori che hanno indotto le banche a un atteggiamento rischiose, si sono ridotti nel primo semestre del 2010, pur più prudente si è sensibilmente attenuata, pur restando continuando a rappresentare il principale fattore attraverso cui si importante, la percezione del rischio derivante dalle condizioni manifesta la cautela delle banche nel concedere prestiti. Si è economiche (generali, di determinati settori o aree, di singole arrestato nello stesso periodo l’effetto restrittivo di un uso più imprese sistematico di indicatori oggettivi, quali rating o scoring Fonte: Banca d’Italia 14
  15. 15. Banche: Raccolta (1) 1,600,000 Pronti  contro  1,400,000 termine 1,200,000 Depositi  rimborsabili  1,000,000 Depositi con  preavviso 800,000 Deposito > 2  D 600,000 anni Totale Raccolta 400,000 Deposito <   2,400,000 2 anni 200,000 2,200,000 0 2,000,000 Depositi c/c 1,800,000 1,600,000 1 600 000 Obbligazioni a  1,400,000 1,600,000 lungo termine  emesse da IFM  1,200,000 1,400,000 a tasso variabile 1,200,000 , , Obbligazioni > 2  Obbligazioni > 2 1,000,000 anni bbligazioni 800,000 600,000 Obbligazioni tra  Ob 400,000 1 e 2 anni 1 2 i 200,000 0 Obbligazioni < 1  anno Fonte: Banca d’Italia 15
  16. 16. Banche: Raccolta (2) 1,600,000 Pronti  contro  1,400,000 termine 1,200,000 Depositi  Depositi 1,000,000 rimborsabili  con  800,000 preavviso Totale Raccolta Deposito > 2  Deposito > 2 600,000 600 000 anni 2,400,000 400,000 2,200,000 200,000 Deposito <   0 2 anni 2,000,000 2 000 000 1,800,000 Depositi c/c 1,600,000 1,400,000 1,200,000 depositi i interesse su d Tassi di Fonte: Banca d’Italia 16
  17. 17. Le condizioni della domanda e dell’offerta di credito alle imprese Fattori che guidano la domanda di prestiti e linee di credito da parte delle imprese Indice di  domanda Ristrutturazione del  Investimenti fissi Scorte e capitale circolante debito La principale motivazione della domanda espressa dalle imprese è legata alla dinamica del capitale circolante. Si assiste a un lieve calo per le PMI: i driver più significativi rimangono le scorte e la ristrutturazione del debito. L’aspetto Totale imprese T t l i più critico riguarda gli investimenti fissi Piccole e medie che non ripartono in Italia ma che imprese invece crescono nell’area euro Termini e condizioni per l’approvazione dei prestiti a favore delle imprese l approvazione Indice di restrizione  dell’offerta Margine della banca sui  Ammontare del prestito  prestiti più rischiosi della linea di credito Scadenze Dal lato dell’offerta del credito, pur essendosi attenuato nel tempo il forte irrigidimento rilevato nel 2009, i criteri di eroga ione delle banche si sono erogazione mantenuti molto prudenti. Persistono tendenze restrittive che, rispetto al biennio precedente, sembrano Totale imprese riguardare più le condizioni a cui i Piccole e medie prestiti sono concessi e meno la imprese disponibilità stessa dei finanziamenti 17
  18. 18. Il rapporto banca‐impresa visto dalle imprese Come valuta la capacità delle banche italiane di offrirle Come valuta liter procedurale che è necessario seguire  p g consulenza per d fi i l definire l struttura fi la t tt finanziaria più i i iù per ottenere una linea di credito oggi in Italia? adeguata in funzione dei suoi progetti di sviluppo futuri? 12% 18% Molto più che abbastanz  Molto più che abbastanz asemplice 13% 19% asemplice 25% 40% Normale 27% Normale 42% 59% 38% Molto più che abbastanza complesso Molto più che abbastanza  58% 37% complesso 3% 3% Non indica 2% Non indica 2% 2009 2010 2009 2010 Come valuta la capacità delle banche italiane di valutare, in Aspetto più critico nel rapporto tra termini di merito creditizio, oltre che l’attuale situazione banche e imprese appare essere patrimoniale anche le prospettive future della sua attività? l’iter procedurale necessario a concedere un finanziamento alle 14% imprese Molto più che abbastanz asemplice 15% 48% Normale 48% 34% Molto più che abbastanza complesso 34% 4% Non indica 3% 2009 2010 18
  19. 19. Il numero di affidi da  da da da da  da  da   da Marzo 2011 30.000  75.000  125.000  250.000  500.000  1.000.000  2.500.000 5.000.000 oltre Totale a  a  a   a  a  a  a  a  25.000.000(numeri in unità) 75.000 125.000 250.000 500.000 1.000.000 2.500.000 5.000.000 25.000.000 Numero medio di banche  1,92 , 1,04 , 1,26 , 1,52 , 1,87 , 2,29 , 2,86 , 3,65 , 5,04 , 8,22 , per affidato ffid t % del fido globale accordato dalla prima  51 98 90 83 77 72 67 61 52 37 banca da  da  da da  da da  da   da Marzo 2011 30.000  75.000  125.000  250.000  500.000  1.000.000 2.500.000 5.000.000 oltre Totale a  a  a   a a  a  a  a  25.000.000(numeri in unità) 75.000 125.000 250.000 500.000 1.000.000 2.500.000 5.000.000 25.000.000monoaffidati 524.039 192.983 86.805 86.598 57.784 34.210 23.615 7.755 4.643 5092 affidamenti 199.722 7.512 26.355 49.430 47.979 33.866 22.158 6.794 4.116 4663 o 4 affidamenti3 o 4 affidamenti 132.373 132 373 234 1.561 1 561 13.177 13 177 27.950 27 950 34.324 34 324 33.972 33 972 12.578 12 578 7.695 7 695 799oltre 4 affidamenti 57.588 4 5 158 1.750 5.999 15.063 12.776 17.288 4.541 Il rischio associato alla singola posizione, attraverso la pratica del multiaffidamento, è “ l t ” sull’intero sistema creditizio lti ffid t “spalmato” ll’i t it diti i Il frazionamento tra più banche comporta bassi importi unitari medi per ogni singola posizione, il che rende a volte eccessivamente onerosa l’analisi approfondita delle caratteristiche dell’affidato La prassi del multiaffidamento è causa di perdita di informazioni sulla clientela a motivo del frazionamento e della dispersione di questa 19
  20. 20. Banche: Qualità dell’attivo Composizione Titoli 250,000 Emessi da  IFM italiane Aumento dei titoli in  Aumento dei titoli in 200,000 portafoglio 150,000 Composizione attivo  Emessi da  100,000 , amministra 4,000,000 zioni  3,800,000 50,000 pubbliche  3,600,000 italiane 3,400,000 0 Emessi da  Emessi da 3,200,000 Altre attività altri  3,000,000 residenti  Immobilizzazioni 2,800,000 italiani Azioni e Partecipazioni 2,600,000 Titoli Sofferenze 2,400,000 2,200,000 Prestiti 2,000,000 3% 2%Fonte: Banca d’Italia Sofferenze  1% Aumento delle  per il totale  sofferenze degli  impieghi 0% Fonte: Banca d’Italia 20
  21. 21. Banche: Qualità dell’attivo, Sofferenze Pubbliche Amministrazioni 350 120,000 120 000 300 100,2 mld 250 100,000 80,000 200 Totale  Amministr sofferenze 150 azione  60,000 54,4 mld 54 4 mld Centrale C t l 100 40,000 Consistenze  Enti locali al valore di  50 20,000 realizzo 0 0 Società non finanziarie Famiglie 70,000 35,000 60,000 30,000 50,000 50 000 25,000 25 000 40,000 20,000 30,000 15,000 Produttrici 20,000 10,000 10,000 5,000 Consumatrici 0 0 Fonte: Banca d’Italia 21
  22. 22. Banche: Qualità dell’attivo, Titoli di Stato Composizione portafoglio dei Titoli di Stato 250,000 , 203 mld 200,000 150,000 CTZ 100,000 BTP CCT 50,000 BOT 0 Fonte: Banca d’Italia Andamento BTP vs BUND, 2011 Variazione BTP‐BUND, 2011 Nel quarto trimestre 2011 lo spread ha raggiunto q p gg I Bund durante l’ultima asta hanno presentato tassi l ultima 400 bp e il rendimento raggiunge il picco del 6% leggermente in risalita ma la domanda è in calo Fonte: Bloomberg 22
  23. 23. Banche: Stress Test Luglio 2011 I cinque gruppi b i i bancari i li i i italiani T1 2009 Q1‐10 Sressed Pass/Fail hanno superato con ampio margine lo stress test europeo. La media Unicredit 9,5% 9,4% 7,8% PASS ponderata del Core tier 1 ratio post‐ Intesa 8,4% 8,5% 8,2% PASS stress per i cinque intermediari è MPS 7,5% 7,5% 6,2% PASS del 7,2%. Le banche coinvolte rappresentano oltre il 62% del totale Banco 7,7% 7,7% 7,0% PASS dell’attivo del sistema bancario UBI Banca 8,0% 8,0% 6,8% PASS nazionale Fonte: Banca d’Italia Media 8,2% 8 2% 8,2% 8 2% 7,2% 7 2% Ottobre 2011 ‘’ Europe’s big banks will be forced Requisiti  Requisiti to find €108bn of fresh capital over patrimoniali di  the next six to nine months under a Basilea III deal to strengthen the banking system ’’ Fonte: Financial Times Prospettiva di  svalutazione  dei Titoli in  portafoglio Ricerca di  nuovi capitali  e nuovi  strumenti 23
  24. 24. Agenda  Quadro macro  L’impresa  e il mercato dei capitali  Il sistema bancario  Il mercato obbligazionario  Il mercato dell’equity Il mercato dell equity 24
  25. 25. Il mercato dei Corporate bonds Emissioni lorde di obbligazioni di imprese private (miliardi di euro e  variazioni 5i rispetto allo stesso periodo dell anno precedente) variazioni 5i rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) La raccolta obbligazionaria ha registrato un forte rallentamento sia in Europa che negli Usa, soprattutto nel settore finanziario, che ha scontato la progressiva chiusura dei programmi di garanzie pubbliche alle passività bancarie in tutti i principali paesi di tali aree geografiche In Italia le emissioni di obbligazioni corporate hanno subito una flessione (da 28 a 22 miliardi di euro; ‐24% circa) legata principalmente alla diminuzione della raccolta tramite obbligazioni high yield (scesa da 22 miliardi di euro nel 2009 a 15 miliardi di euro nel 2010; ‐ 33%). Anche l’ammontare delle emissioni di obbligazioni bancarie si è ridotto, p passando da 180 a 110 miliardi di euro (‐ ( 40%) Gli spread medi delle obbligazioni investment grade sono rimasti su livelli vicini a 100 punti base per la fascia di rating AAA‐A e a circa 150 punti base per le imprese con rating BBB; si sono, invece, lievemente ridotti gli spread delle obbligazioni con rating BB e B 25
  26. 26. Focus sui principali gruppi quotati Composizione dei debiti finanziari dei principali gruppi quotati non finanziari italiani Nel 2010 i d b f l debiti finanziari d principali gruppi dei l quotati non finanziari italiani sono aumentati di 19 miliardi (1.5%); è cresciuta soprattutto la componente a medio e a lungo termine, nella forma sia di debiti bancari sia di titoli obbligazionari Il grado di indebitamento resta su livelli storicamente elevati: il leverage è salito di oltre Impieghi (+) e fonti (‐) di risorse finanziarie per i un punto al 46 8% punto, 46.8% principali gruppi quotati non finanziari italiani Alla fine del 2010 principali gruppi quotati non finanziari italiani presentavano un leverage superiore di oltre 4 punti percentuali rispetto alla media d ll’ ll di dell’area d ll’ dell’euro e di circa 12 i rispetto agli Stati Uniti È elevata la quota del debito con scadenza inferiore ai dodici mesi, soprattutto rispetto ad altre economie 26
  27. 27. Agenda  Quadro macro  L’impresa  e il mercato dei capitali  Il i t Il sistema bancario b i  Il mercato obbligazionario  Il mercato dell’equity q y 27
  28. 28. Offerte finalizzate all’ammissione a quotazione di titoli azionari Capitalizzazione ante  Controvalore Numero società Peso sulla capitalizzazione offerta offerta sottoscrizione vendite totale 1995 11 22,675 274 3,396 3,670 33.1 1996 12 5,550 721 945 1,666 26.6 1997 10 2,126 2 126 227 606 833 35.4 35 4 1998 16 3,844 614 1,231 1,845 41.7 1999 27 65,788 1,414 21,606 23,020 33.2 2000 44 28,308 4,970 1,933 6,903 20.7 2001 18 8,193 8 193 2,199 2 199 1,736 1 736 3,935 3 935 35.2 35 2 2002 6 2,504 638 424 1,062 33.8 2003 4 1,340 67 483 550 39.1 2004 8 5,406 351 2,300 2,651 39.7 2005 15 5,874 1,088 1,608 2,696 34.5 2006 21 11,736 1,053 3,977 5,030 39.3 2007 29 9,770 1,415 3,080 4,495 40.2 2008 6 268 128 6 134 33.9 2009 4 335 51 93 144 36.7 2010 8 8,229 46 2,630 2,676 32.3In gran parte realizzatenei d mercati di b i due i borsa Nel 2010 si è assistito ad un incremento del patrimonio netto delle imprese inferiore rispettodedicati alle piccole e all’anno precedente (22 miliardi di euro contro 43)medie imprese (AIM eMAC) La brusca decelerazione riflette in parte l’andamento della raccolta di capitale di rischio sul mercato azionario: gli aumenti di capitale delle società quotate sono stati di poco superiori a un miliardo rispetto a circa 13 nel 2009 28
  29. 29. Fonte: Banca d’ItaliaPrivate Equity Composizione del settore Leverage delle imprese del campione Replacement 2007‐2010 2007 2010 Early Stage 9% Leverage Numero di  % imprese  % 3% (classi) imprese sul totale cumulata >10 17 5 5 Expansion 9‐10 3 1 6 18% 8‐9 7 2 8 Buyout 7‐8 6 2 10 Turnaround 64% 6% 6‐7 23 7 17 5‐6 18 5 22 Partecipazioni in target ad alto rischio e  4‐5 40 12 34 35% 33% basso rendimento* 3‐4 62 18 52 30% 2‐3 55 16 68 25% 19% 20% 20% 18% 1‐2 97 28 96 14% 15% 1 2 1 97 10% 8% 7% 6% <0* 11 3 100 5% 0% Totale 341 100 0% 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 * I valori negativi del leverage sono relativi alle 11 imprese con capitale *valori %rispetto al totale delle prtecipazioni acquisite proprio negativo generato da perdite pregresse La maggior parte degli Circa il 66% delle 341 investimenti in società imprese del campione ha critiche si è concentra tra il una leva minore di 4 2002 e il 2004 29
  30. 30. Contatti Prof. Marco Giorgino f Gi i Ordinario di Finanza, Politecnico di Milano e MIP Direttore, th Fi C the Finance Centre ( Di the FinC – h Fi C (www.thefinc.eu) h fi ) marco.giorgino@polimi.it m.giorgino@thefinc.eu i i @ h fi

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