PPT Bandozzi "The system of control and information flows"

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PPT Bandozzi "The system of control and information flows", Symposium on TB, 14 October, III Session (nurses & healthcare providers), Monza, Italy.

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PPT Bandozzi "The system of control and information flows"

  1. 1. <ul><li>Il sistema di controllo e i flussi informativi </li></ul>Francesca Bandozzi DM Pneumologo Servizio Igiene e Sanità Pubblica ASL di Lecco
  2. 2. LA PREVENZIONE E IL CONTROLLO DELLE MALATTIE INFETTIVE SI FONDANO SULL’AZIONE COORDINATA DI: <ul><li>EPIDEMIOLOGIA </li></ul><ul><li>capacità di sorvegliare l’andamento della malattia, secondo diversi parametri che la caratterizzano, operando debiti confronti spazio temporali. </li></ul><ul><li>AZIONI DI PREVENZIONE interventi finalizzati ad evitare il contagio e la malattia. </li></ul><ul><li>PROFILASSI DEGLI ESPOSTI con farmaci e vaccini </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  3. 3. <ul><li>Nel caso della malattia tubercolare tutte queste azioni trovano piena applicazione, con il valore aggiunto che, a differenza che per altre patologie, la loro efficacia è elevatissima, tale da incidere quindi sulla riduzione del contagio o, quantomeno, della malattia. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  4. 4. Monza 14 ottobre 2011 PRINCIPALI STRATEGIE DI CONTROLLO DELL’INFEZIONE TUBERCOLARE <ul><li>Diagno si precoce del maggior numero di casi (anche attraverso la ricerca a ttiva in particolari gruppi a rischio). </li></ul><ul><li>Cura degli ammalati c on sch emi s ta ndardi zzati. </li></ul><ul><li>Identificazione dei contatt i stretti in tutti i ca si di malattia per predisporre ad eguate a zioni preventive. </li></ul>
  5. 5. La revisione delle attività di prevenzione, condotta negli ultimi anni sia a livello nazionale che regionale, ha consentito di semplificare molti dei protocolli in uso e delle procedure utilizzate per la prevenzione ed il controllo della malattia tubercolare. Monza 14 ottobre 2011
  6. 6. <ul><li>l’indagine epidemiologica sui casi, con maggiore attenzione al percorso di diagnosi e cura; </li></ul><ul><li>i criteri e le indicazioni per l’effettuazione della chemioprofilassi negli esposti; </li></ul><ul><li>l’approccio allo screening sui contatti e le procedure di sorveglianza sugli operatori sanitari; </li></ul><ul><li>la valutazione di efficacia dei nuovi test di screening e della vaccinazione. </li></ul><ul><li>lo screening con prove tubercoliniche, effettuato su alcune età filtro o su gruppi di popolazione, è stato più volte ridisegnato, in ragione della differente incidenza dell’infezione; </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  7. 7. <ul><li>Documento di Linee guida per il controllo della malattia tubercolare. Provvedimento 17.12.1998 su proposta del Ministro della Sanità, G.U. n. 40 del 18.02.1999 </li></ul><ul><li>DPR 465/2001 “Regolamento che stabilisce le condizioni nelle quali è obbligatoria la vaccinazione antitubercolare” </li></ul><ul><li>DGR n. 434 del 15.01.2002 “Piano regionale straordinario di controllo nei confronti della tubercolosi “, settore zootecnico. </li></ul><ul><li>DGR 30.09.04 n. 7/18853 Piano di riordino per le malattie infettive. </li></ul><ul><li>DGR n.7/19767 del 10 dicembre 2004 “Prevenzione, sorveglianza e controllo della malattia tubercolare”. </li></ul><ul><li>Circ. 27 SAN-2005: indicazioni per l’attuazione del DGR n.7/19767 e sue ulteriori precisazioni del 02.01.2006 </li></ul><ul><li>DDG Sanità n. 3040 del 23.03.2010 “Protocollo operativo per l’attuazione delle attività di prevenzione in ambito penitenziario” </li></ul>NORMATIVA DI RIFERIMENTO a) Monza 14 ottobre 2011
  8. 8. NORMATIVA DI RIFERIMENTO b) <ul><li>A livello ministeriale: </li></ul><ul><li>- nel 2009 è stato redatto un aggiornamento delle raccomandazioni per le attività di prevenzione della TB in ambito assistenziale </li></ul><ul><li>- e nel 2010 un aggiornamento sulle politiche efficaci a contrastare la TB sulla popolazione immigrata </li></ul><ul><li>In entrambe trovano conferma le azioni adottate a livello regionale con la DGR n. 7/19767 del 10.12.2004 in attuazione del Piano Socio Sanitario Regionale 2002-2004: “Prevenzione, Sorveglianza e controllo della malattia tubercolare e successivi provvedimenti e circolari applicative” </li></ul><ul><li>Nel 2009 vi è stata una ricognizione della rete dei laboratori a livello regionale secondo i criteri previsti dalla DGR del 5 luglio 1996 – n. 6/15467 in cui i laboratori di microbiologia venivano classificati in tre livelli diagnostici; </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  9. 9. <ul><li>Abbiamo a disposizione un buon bagaglio di strumenti, che ci consente di delineare un quadro epidemiologico completo della malattia e delle caratteristiche dei soggetti che ne sono colpiti. </li></ul><ul><li>Tuttavia nuove sfide si presentano, come le multi resistenze, ed è quindi necessario che il sistema di controllo si adegui ad esse e, soprattutto, sia monitorato per comprenderne le criticità e spazi per il miglioramento. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  10. 10. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>RICEZIONE SEGNALAZIONE DI CASO SOSPETTO O ACCERTATO (invio immediato dell’apposita scheda) </li></ul><ul><li>1) Attivazione inchiesta epidemiologica volta a : </li></ul><ul><li>- definire le caratteristiche del caso </li></ul><ul><li>- ricercare la possibile fonte di contagio </li></ul><ul><li>- individuare i contatti ed eventuali casi secondari </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  11. 11. CASO ACCERTATO Circ. 27 SAN-2005: indicazioni per l’attuazione del DGR n.7/19767 Monza 14 ottobre 2011 - Mantoux positiva DIAGNOSI AUTOPTICA D - Risposta al trattamento entro 90 giorni - Indagini strumentali suggestive per TB (Rx o TAC) - SEGNI CLINICI + almeno DUE dei seguenti accertamenti: DIAGNOSI CLINICA C - SEGNI CLINICO RADIOLOGICI suggestivi per TB attiva E - MATERIALE ISTOLOGICO con evidenza di BAAR e/o ganulomi tubercolari - BAAR positivo su materiale biologico (escreato, aspirato gastrico, liquor) o DIAGNOSI MICROSCOPICO CLINICA B ISOLAMENTO COLTURALE DEL M.T. COMPLEX (M. Hominis, M. Bovis, M. Africanum, M. Microti) A
  12. 12. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>2) Sistema informativo MAINF permette: </li></ul><ul><li>- l’ inserimento dei dati in tempo reale, dinamico e completo (tutti i casi e tutti i dati), può essere utilizzato da più ASL autorizzate, la regione provvede ad assolvere il debito informativo con il Ministero </li></ul><ul><li>- di avere un identificativo unico della persona, evitando la duplicazione dei casi. (criticità: soggetti stranieri difficilmente identificabili) </li></ul><ul><li>- la validazione in automatico del caso, avviene sia secondo i criteri previsti dal DM 29.07.1998 che quelli della Commissione Europea nella Dec. 2002/253/CE del 19.03.2002. </li></ul><ul><li>Questo riduce la discrezionalità e permette il confronto con la casistica europea .(criticità: nell’elaborazione dei dati, i casi in cui non vi è accertamento microbiologico colturale non vengono considerati tali). </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  13. 13. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>3) Contatti di un caso di tubercolosi </li></ul><ul><li>Vanno ricercati subito, anche se non vi è ancora l’esito della coltura ma il sospetto clinico di TB contagiosa (polmonare, tracheale o laringea) è elevato. </li></ul><ul><li>Quando vi sia una forma extrapolmonare l’inchiesta è volta a ricercare la fonte del contagio. </li></ul><ul><li>Se il caso indice è un bambino è SEMPRE necessario ricercare la fonte di contagio. </li></ul><ul><li>(Implementazione del sistema informativo MAINF al fine di dare spazio e tracciabilità alle informazioni riguardanti gli interventi sui contatti di caso di TB) </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  14. 14. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>Il rischio corso dai contatti dipende da: </li></ul><ul><li>Grado di infettività del caso </li></ul><ul><li>Caratteristiche della persona in contatto (rischio soggettivo) </li></ul><ul><li>Ambiente </li></ul><ul><li>Interventi di sorveglianza sui contatti ( erogati in regime di gratuità ) e attraverso modalità organizzative che favoriscano la compliance: </li></ul><ul><li>- esecuzione test Mantoux e/o Rx torace </li></ul><ul><li>- chemioprofilassi </li></ul><ul><li>- vigilanza sanitaria </li></ul><ul><li>- terapia e follow up </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  15. 15. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI Monza 14 ottobre 2011 Stretti Regolari Occasionali
  16. 16. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>b) SISTEMI DI SORVEGLIANZA INTEGRATIVI </li></ul><ul><li>Scheda di segnalazione di isolamento/identificazione di micobatteri : </li></ul><ul><li>- compilata entro 3 giorni dal riscontro, dal laboratorio che esegue l’esame o che lo ha commissionato </li></ul><ul><li>- inviata alla D.S. che la recapita al Dipartimento di Prevenzione Medica dell’ASL . </li></ul><ul><li>(sono stati ridefiniti recentemente i flussi tra i vari laboratori lombardi individuati per permettere il passaggio di informazioni e degli esiti in tempi adeguati) </li></ul><ul><li>Il SISP provvede a incrociare i dati giunti dal laboratorio con le segnalazioni di malattia (riduzione della sottostima di notifica!). </li></ul><ul><li>Criticità nell’inserimento in MAINF : </li></ul><ul><li>non è evidenziabile l’antibiogramma </li></ul><ul><li>non è previsto l’inserimento del QTF </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  17. 17. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>Scheda di segnalazione degli esiti di trattamento : </li></ul><ul><li>compilata dal medico che assume il paziente in trattamento, anche quando provenga da un’altra struttura. Possono essere presenti, pertanto, più schede per uno stesso paziente. Va compilata anche al termine. </li></ul><ul><li>Il trattamento costituisce la principale azione per il controllo della malattia, interrompe il contagio, previene la selezione di ceppi resistenti e costituisce un’efficace misura di prevenzione primaria nei confronti della collettività. </li></ul><ul><li>La ricerca di tali schede da parte del SISP permette un ulteriore verifica dell’aderenza al trattamento. E’ lo stesso Servizio che le invia all’ASL di residenza qual’ora il paziente abiti in un’altra provincia. </li></ul><ul><li>Criticità nell’inserimento in MAINF : Il dato della resistenza è difficilmente estraibile nell’elaborazione dei dati. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  18. 18. Sorveglianza TB Servizio Igiene Sanità Pubblica Dip. Prev. Medica Cause di morte Istruttoria pratiche pensionistiche e invalidità ASL altre province D.S. di A.O., Strutture Accreditate o Autorizzate Segnalazione di nuovo caso Scheda esiti di trattamento Scheda di segnalazione di isolamento o identificazione di micobatteri Monza 14 ottobre 2011
  19. 19. <ul><li>c) SCREENING DEI GRUPPI A RISCHIO </li></ul><ul><li>Con l’abolizione degli screening tubercolinici sulla popolazione generale ( legge n. 388 del 23.12.2000 ) e con il riordino a livello regionale degli interventi di prevenzione delle Malattie Infettive ( DGR n° VII/18853 del 30/09/2004 ) e della Tubercolosi ( DGR n° VII del 10/12/2004 ) si è dato impulso alla prevenzione attiva rivolta alle categorie a rischio piuttosto che alle campagne di massa. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011 ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI
  20. 20. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>L’andamento epidemiologico della TB in Lombardia evidenzia la costante presenza di malattia nella fascia d’età pediatrica. </li></ul><ul><li>Ogni ASL, sulla base della propria situazione epidemiologica, dovrà reintrodurre o meno screening sulla popolazione generale. </li></ul><ul><li>Quando nel bambino vi sia il riscontro di cutipositività ≥ 5 mm dopo intradermoreazione di Mantoux si dovrà ricercare la fonte di infezione. A partire dal contesto familiare. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  21. 21. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>La DGR n.7/19767 riprende le linee guida ministeriali del D.L. n.112 del 31 marzo 1998 che indicano l’opportunità di effettuare screening o altri interventi di sorveglianza attiva nei confronti di </li></ul><ul><li>gruppi ad alto rischio </li></ul><ul><li>incidenza della malattia > a 50 casi su 100.000 abitanti. </li></ul><ul><li>“ L’identificazione degli infetti e la somministrazione di chemioterapia preventiva, rappresenta l’obiettivo principale degli interventi di controllo” D.L. n.112 del 31 marzo 1998 </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  22. 22. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>GRUPPI A RISCHIO: </li></ul><ul><li>Soggetti provenienti da Paesi ad alta endemia tubercolare: ciascuna ASL in relazione al proprio contesto favorirà l’effettuazione di screening. </li></ul><ul><li>Persone con infezione da HIV: in tutti i soggetti con tale infezione di primo riscontro è indicata la ricerca dell’infezione tubercolare ed eventuale trattamento di profilassi. </li></ul><ul><li>Soggetti con patologie o condizioni favorenti: diabete mellito scompensato,silicosi, terapia immunosoppressiva,gastrectomia, malnutrizione, alcoolismo, dializzati e altro. </li></ul><ul><li>Soggetti con esiti fibrotici, non trattati farmacologicamente </li></ul><ul><li>Soggetti senza dimora, ospiti di ricoveri notturni, rifugiati, baraccati: controllo dei soggetti quando affluiscono negli istituti di prima accoglienza, dormitori e centri di volontariato. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  23. 23. ATTIVITA’ DI SORVEGLIANZA DELLA TUBERCOLOSI <ul><li>Gruppi a rischio </li></ul><ul><li>Soggetti esposti a rischio professionale:la gestione di questo tipo di contatti è trattata nel capitolo IV della DGR 7/19767 del 10.12.2004. </li></ul><ul><li>In Regione Lombardia il DGR 1282 del 5 febbraio 2003 regola il controllo del personale addetto agli allevamenti zootecnici. </li></ul><ul><li>DDG Sanità n. 3040 del 23.03.2010 “Protocollo operativo per l’attuazione delle attività di prevenzione in ambito penitenziario” </li></ul><ul><li>Tossicodipendenti (collaborazione con il SERT) </li></ul><ul><li>Soggetti anziani ospiti di case di riposo e di lunga degenza: raccolta anamnestica di dati relativi a precedente malattia tubercolare o altre patologie favorenti, non è indicata l’esecuzione routinaria di screening. </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  24. 24. <ul><li>Nell’ « aggiornamento sulle politiche efficaci a contrastare la TB sulla popolazione immigrata » del Ministero, al punto 2.9 si dà come raccomandazione forte: </li></ul><ul><li>“ I servizi che si occupano della cura della tubercolosi dovrebbero comunicare ad ogni paziente il nome dell’operatore sanitario di riferimento e come contattarlo. Questo operatore dovrebbe promuovere l’educazione sanitaria e facilitare il coinvolgimento del paziente per migliorare l’aderenza.” </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  25. 25. Prospettive <ul><li>Sistema informatico MAINF: integrazione con altre banche dati sanitarie (SDO, specialistica ambulatoriale, farmaceutica, esenzioni, etc) </li></ul><ul><li>Raccolta dei dati sugli screening delle popolazioni a rischio: informatizzazione in MAINF sotto la voce TB latente? </li></ul>Monza 14 ottobre 2011
  26. 26. Grazie per l'attenzione Monza 14 ottobre 2011

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