Strategie di capitalizzazione delle conoscenze Roma, 21.06.2006
La conoscenza <ul><li>(rappresentazioni di fatti) </li></ul><ul><li>- Media accessi </li></ul><ul><li>% fruizione </li></u...
La conoscenza <ul><li>E’ “una combinazione fluida di  esperienze ,  valori ,  informazioni   contestuali  e  competenza sp...
Knowledge Management <ul><li>La maggior parte degli autori definisce il Knowledge Management (KM) come:  «l’insieme dei pr...
Strategie di KM (Conoscenze tacite) Collaborazione Comunicazione Produzione Informazione Conoscenze esplicite AV chat foru...
Dai progetti al KM Progetto 1 LO metodi risultati Progetto 2 LO metodi risultati Progetto 3 LO metodi risultati Progetto …...
Knowledge Base di IL
Al “Mercato” della Conoscenza All’interno delle organizzazioni esiste un  mercato spontaneo  della conoscenza, popolato da...
Al “Mercato” della Conoscenza <ul><li>Numerose di KM sono state fondate sull’ipotesi utopistica che la conoscenza possa es...
Il sistema dei prezzi <ul><li>Quando le imprese acquistano conoscenza al di fuori della propria organizzazione, spesso la ...
Inefficienze del mercato della conoscenza <ul><li>E’ spesso difficile individuare il giusto fornitore, inoltre può essere ...
Inefficienze del mercato della conoscenza <ul><li>Alcuni fornitori possiedono competenze ma non sono in grado di esprimere...
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Strategie di capitalizzazione delle conoscenze in Italia Lavoro SpA

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Strategie, Metodi e Strumenti di capitalizzazione delle conoscenze in Italia Lavoro

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Strategie di capitalizzazione delle conoscenze in Italia Lavoro SpA

  1. 1. Strategie di capitalizzazione delle conoscenze Roma, 21.06.2006
  2. 2. La conoscenza <ul><li>(rappresentazioni di fatti) </li></ul><ul><li>- Media accessi </li></ul><ul><li>% fruizione </li></ul><ul><li>… </li></ul>(dati che fanno la differenza) Media accessi rispetto a: - edizioni/target precedenti, - fasi del progetto, - … (cause, previsioni, strategie) - Elementi di Criticità delle attività e-l nel progetto “X” Dati Informazioni Conoscenza Selezione rispetto ad una finalità Selezione rispetto ad un contesto
  3. 3. La conoscenza <ul><li>E’ “una combinazione fluida di esperienze , valori , informazioni contestuali e competenza specialistica che fornisce un quadro di riferimento per la valutazione e l’assimilazione di una nuova esperienza e nuove informazioni. (T. H. Davemport, 2000) </li></ul>E’ legata non solo ai documenti , ma anche alle procedure e ai processi organizzativi, alle pratiche e alle norme .
  4. 4. Knowledge Management <ul><li>La maggior parte degli autori definisce il Knowledge Management (KM) come: «l’insieme dei processi che permettono di identificare , catturare , organizzare , e distribuire conoscenza» (Von Kroegh, 1999) </li></ul><ul><li>ovvero attività finalizzate a: “identificare, gestire e valorizzare cosa l'organizzazione sa o potrebbe sapere : skills ed esperienze delle persone, archivi, documenti e biblioteche, relazioni con i clienti e fornitori, e altri materiali archiviati in database elettronici” (Davenport, 2000) </li></ul>
  5. 5. Strategie di KM (Conoscenze tacite) Collaborazione Comunicazione Produzione Informazione Conoscenze esplicite AV chat forum mailing repository evento
  6. 6. Dai progetti al KM Progetto 1 LO metodi risultati Progetto 2 LO metodi risultati Progetto 3 LO metodi risultati Progetto … LO metodi risultati Azienda
  7. 7. Knowledge Base di IL
  8. 8. Al “Mercato” della Conoscenza All’interno delle organizzazioni esiste un mercato spontaneo della conoscenza, popolato da specifici ruoli . K (gruppo) K 1 K 2 K … Fornitore (CV) Acquirente (CV, IL) Intermediario (C.M.)
  9. 9. Al “Mercato” della Conoscenza <ul><li>Numerose di KM sono state fondate sull’ipotesi utopistica che la conoscenza possa essere trasferita senza generare attrito o divergenze tra gli attori , e che gli individui che condividono la conoscenza non siano interessati a ciò che potrebbero acquistare o perdere nelle transazioni. </li></ul><ul><li>Ma le risorse critiche (quindi anche la conoscenza) non vengono mai cedute gratuitamente ! </li></ul><ul><li>Un sistema di KM che ignori le “dinamiche di mercato” è destinato a fallire. </li></ul>
  10. 10. Il sistema dei prezzi <ul><li>Quando le imprese acquistano conoscenza al di fuori della propria organizzazione, spesso la pagano in contanti . </li></ul><ul><li>All’interno delle organizzazioni , il mezzo di scambio raramente è il denaro. Tuttavia esistono altre forme di riconoscimento: </li></ul><ul><ul><li>la Reciprocità: un fornitore di conoscenza confida nella disponibilità degli acquirenti a cedere la loro conoscenza nel momento in cui, in un’altra circostanza, egli si trovasse nella posizione di acquirente. </li></ul></ul><ul><ul><li>la Reputazione di un individuo come fornitore affidabile di conoscenza è utile a diffondere negli altri la convinzione della sua disponibilità a condividere conoscenza in situazioni simmetriche: viene a crearsi una sorta di credito di conoscenza. </li></ul></ul>
  11. 11. Inefficienze del mercato della conoscenza <ul><li>E’ spesso difficile individuare il giusto fornitore, inoltre può essere difficile raggiungere lo stesso fornitore anche dopo averlo individuato. In più, è impegnativo (se non impossibile) giudicare la qualità della conoscenza prima del suo acquisto. </li></ul><ul><li>Tanto il valore della conoscenza, quanto la probabilità di ricevere un pagamento corretto sono incerti. </li></ul><ul><li>In tre parole: </li></ul><ul><li>Incompletezza delle informazioni </li></ul><ul><li>Asimmetria della conoscenza </li></ul><ul><li>Localizzazione della conoscenza </li></ul>
  12. 12. Inefficienze del mercato della conoscenza <ul><li>Alcuni fornitori possiedono competenze ma non sono in grado di esprimere in modo articolato la loro conoscenza tacita. Non sanno posizionarsi sul mercato. </li></ul><ul><li>Altri possiedono una conoscenza eccessivamente specializzata, personale o troppo limitata perché a essa sia riconosciuto un sufficiente valore di mercato. Vendono “prodotti di nicchia” , di cui spesso bisogna far nascere la domanda. </li></ul><ul><li>Alcuni fornitori potenziali di conoscenza si autoescludono dal mercato perché ritengono di poter ottenere maggiori vantaggi dall’accumulazione che non dalla condivisione. </li></ul><ul><li>Il mercato deve essere “lecito” , ossia tutti gli attori devono riconoscere valore alla merce di scambio, ed essere disposti ad “entrare in trattativa”. </li></ul>

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